Novak Djokovic batte in quattro set, 7-5 6-4 1-6 7-6(4) il francese Arthur Rinderknech, nel primo dei loro confronti diretti. Una prestazione ottima quella del n. 28 del mondo che, però, non è bastata contro un fuoriclasse che sa trovare sempre il modo di vincere.
LA PARTITA
Rinderknech, dopo aver subito, per i primi due set, il classico “effetto Djokovic”, non accetta la sconfitta. Nel terzo set ecco arrivare il colpo di scena: 6-1 per Rinderknech, che avrebbe potuto essere persino 6-0. Poi, il quarto set, arrivato soli 31 minuti dopo la fine del secondo, quasi senza rendersene conto, nel quale Djokovic decide di chiudere la pratica in grande stile con un’ultima stretta di denti. Una partita in cui il serbo ha fatto valere tutta la sua esperienza, contro un avversario che non conosceva molto bene e che ha espresso un livello sorprendentemente alto, soprattutto per quanto riguarda il rendimento al servizio e, nel corso del match, salendo di livello anche con la risposta e sfruttando l’ottima alternanza di ritmo tra colpi da fondo, slice di rovescio ed eleganti discese a rete. Nonostante ciò, il 7-6 decisivo è di Nole.
Match complicato per Djokovic, sicuramente più di quanto non si aspettasse, ma il motivo è dovuto alla straordinaria prestazione al servizio di Rinderknech, in grado di ribaltare le percentuali intorno al 50% dei primi due set, per salire sempre di più nei restanti due parziali. Il francese ha saputo mantenere una costanza impressionante al servizio, sfiorando il 90% di punti vinti con la prima di servizio in campo nel quarto set, e facendo una cosa che riesce a pochissimi: tener Djokovic fermo in risposta.
ANCORA AGLI OTTAVI
Djokovic si guadagna dunque, per la diciottesima volta in carriera, l’accesso agli ottavi di finale di Wimbledon. Non è il Djokovic versione indjokabile, ma su erba si sa muovere e, nonostante i 39 anni d’età, ha dimostrato ancora una volta che sui prati di Londra può spostare indietro le lancette dell’orologio. Il fisico invecchia, le doti da extraterrestre restano.