La sconfitta contro Victoria Mboko negli ottavi di finale del Masters 1000 di Miami è solo l’ultima di una serie di battute d’arresto per Mirra Andreeva, che sta attraversando un periodo complicato negli ultimi mesi.
La prima parte del 2025 era stata invece molto positiva, con risultati di alto livello tra cui le vittorie nei WTA 1000 di Dubai e Indian Wells, oltre al raggiungimento della quinta posizione del ranking mondiale.
Nella fase successiva della stagione sono però emersi i primi problemi: prima l’infortunio alla caviglia subito nel terzo turno del WTA 1000 di Montreal, poi la precoce eliminazione allo US Open contro Taylor Townsend e infine la rinuncia al 500 di Tokyo, che le ha impedito di qualificarsi alle WTA Finals di Riyadh.
L’inizio del 2026 ha portato in dote il titolo al WTA 500 di Adelaide, ma negli altri tornei la russa non è mai andata oltre i quarti di finale. Una serie di risultati che ha comportato la discesa fino alla decima posizione del ranking WTA. Nel caso in cui Belinda Bencic dovesse raggiungere le semifinali a Charleston, la classe 2007 uscirebbe dalla top 10 per la prima volta dopo un anno.
Andreeva ha inoltre mostrato, a tratti, difficoltà nella gestione della pressione e delle emozioni sui palcoscenici più importanti, come accaduto al Roland Garros dello scorso anno. Un aspetto su cui potrà lavorare, considerando il margine di crescita ancora enorme.
Il tempo non manca
Nonostante le difficoltà, a soli diciotto anni la russa ha già raggiunto traguardi che molte giocatrici sognano per un’intera carriera. La wild card ricevuta per il WTA 500 di Linz rappresenta un’occasione importante per ritrovare fiducia e lasciarsi alle spalle questo momento, in vista dei prossimi grandi appuntamenti sulla terra, da Madrid a Roma fino a Parigi.