Potevano rimanere offese!

di Sergio Pastena

Una delle frasi più comuni, quando si parla di tennis, è che emergere nel circuito Wta è molto più facile che farlo nel circuito Atp.

La frase, con cui ovviamente si può essere d’accordo o meno, sembra avere tuttavia un senso quando ci si riferisce al numero di cambi al top della classifica o al numero di vincitrici di prove del Grande Slam. Sì, nella Wta un monopolio non c’è. Tuttavia questo non vuol dire che non ci siano gerarchie e ci si può rendere conto facilmente della cosa se si va a vedere com’è andata quest’anno tra le Top Ten. Allora proviamo a buttare un occhio anche al ranking femminile, per capire cosa han fatto le big, quali sono state le grandi sorprese e quali le maggiori delusioni. Partendo, ovviamente, dalle primissime…

Quando c’è lei…

Se chiudo gli occhi ce la fate?

Tornando alla frase di prima, senza dubbio una conferma del livello non eclatante delle ultime annate Wta viene dal fatto che, alla non tenerissima età di 32 anni e con tutta una serie di problemi fisici alle spalle, è bastato un anno vissuto a pieno per fare sì che Serena Williams non solo tornasse prima in classifica, ma letteralmente dominasse le avversarie.

Le cifre parlano da sole: undici tornei in bacheca, tra cui due Slam, 78 match vinti e solo 4 persi, tutti al terzo, per un distacco sulla seconda in classifica, Vika Azarenka, di oltre 5.000 punti. Una cosa letteralmente mostruosa.

Tornando tra le umane, però, ci si rende conto facilmente che solo una delle big ha ceduto, ovvero Sam Stosur che ha perso quasi dieci posizioni. Per il resto la Top Ten resta immutata, con l’unica eccezione della Jankovic che, comunque, è una che è stata in cima alla classifica in passato. E la parte del leone la fa la cinese Li, che finisce la stagione sul podio. E un applauso alla Errani che regge alla grande.

La rivincita di Bethanie

Eeeeehhh!?!?!?

La Mattek-Sands non è una che ama passare inosservata e si può ben notare dalla foto del profilo Wta: capelli che degradano dal blu elettrico al verde fosforescente montati su un’acconciatura da femme fatale dopo che ha beccato un acquazzone, Google Glass in bella vista. Roba che in passato i due segnetti in faccia che le avevano dato fama diventano roba da collegio. Ecco, sarà per questo suo esporsi che non pochi hanno visto in lei una certa mancanza di sostanza, confermata da anni abbastanza scialbi dopo un 2008 convincente.

Quest’anno Bethanie è tornata, guadagnando ben 122 posizioni e chiudendo la stagione nelle Top 50 per la seconda vlta in carriera. Tra le migliori del 2013 spiccano ritorni attesi come quello della Petkovic e inattesi come quello della Kuznetsova, sorprese assoluta come la Meusburger e “saranno famose” come la Svitolina. E anche qui c’è una nota lieta per noi: è Karin Knapp, con le sue 81 posizioni guadagnate.

Viaggi di sola andata?

L’altra faccia della medaglia, c’è da dire, abbonda di nomi sorprendenti. Se la palma d’oro del peggioramento va ad Aleksandra Wozniak, comunque out per gran parte della stagione, c’è da dire che pochi si aspettavano un crollo così repentino della Petrova dopo un 2012 ad altissimi livelli.

Sempre tra le “ex Top 20”, il salto della quaglia lo fa la Goerges, che perde 55 posizioni, mentre 67 sono quelle perse dalla Pironkova, che paga il fatto di avere pochi campi in cui ruminare. L’Italia, in questa classifica, non c’è: ennesimo segno che le nostre ragazze continuano a non deluderci.

Leggi anche:

    None Found