WTA 1000 Madrid 2026, Andreeva: “Vorrei rimanere bimba per sempre, ma compio già 19 anni”

Luca Innocenti
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Mirra Andreeva - Foto Mutua Madrid Open

Non vorrei invecchiare mai e nemmeno crescere. Vorrei avere 18 anni per sempre e rimanere bambina“. Diciotto anni, diciannove tra pochissimo, e sentirli tutti. Mirra Andreeva ha scherzato così, dopo l’accesso alla semifinale del WTA 1000 di Madrid per la prima volta in carriera, a proposito del suo imminente diciannovesimo compleanno. “Sento che il tempo sta volando, sono emozionata per il mio compleanno ma allo stesso tempo ne compio già 19” ha raccontato la russa, esprimendo sentimenti dolceamari per lo scorrere del tempo.

Gestione delle emozioni e dei colpi

Non credo di essere cambiata molto, sono la stessa Mirra di sempre” ha detto la numero 10 del ranking dopo aver sconfitto Leylah Fernandez (7-6 6-3). Si è trattato di una partita più agevole rispetto agli ottavi contro Anna Bondar, match in cui ha rischiato di farsi rimontare dal 5-2 e servizio del terzo set. “Volevo dimostrare a me stessa che mi sbagliavo, ieri per qualche ragione ero molto negativa anche dopo aver vinto” ha raccontato Andreeva, riferendosi al momento in cui si è definita “una perdente” durante il terzo set contro Bondar. “Ciò che conta veramente però è come gestisci questi momenti e come resetti tutto per il punto successivo e oggi l’ho fatto meglio di ieri” ha spiegato la vincitrice di due titoli WTA 1000.

Contro Fernandez, infatti, Andreeva ha annullato ben 12 palle break sulle 15 concesse, aiutata da un ottimo rendimento del dritto. “Oggi sentivo che il mio dritto era particolarmente pericoloso, quindi ho provato ad usarlo il più possibile. Provo sempre ad usare ogni colpo, ma ci sono giorni in cui uno in particolare funziona meglio degli altri” ha detto la diciottenne. Ha concluso con un tocco di humour: “Sogno? Al momento solo un paio di tacchi alti“. 

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