
(Foto www.ucsactive.org.uk)
Cari amici di Spaziotennis, è con gran piacere che vi presento una nuova rubrica per il nostro sito.
Si tratta di una sorta di Forum sulle problematiche connesse con la crescita dei giovani agonisti (i rapporti fra genitori e piccoli atleti, la scelta dei maestri, delle Accademie private, dei coach personali, i problemi della preparazione atletica, le scelte di programmazione, l’attrezzatura, le prospettive e lvie seguite dai migliori giovani talenti italiani, da Fognini a Fabbiano, da Quinzi a Miccini, da Martina Trevisan a Martina Zerulo, da Gaio a Maccari, e chi più ne ha più ne metta).
Il Forum nacque esattamente tre anni fa (il 27 novembre 2006) sul blog di Ubaldo Scanagatta (qui potete trovare tutta la sua “storia”) con una discussione nata a margine di un articolo di Stefano Semeraro sui giovanissimi talenti del tennis, che oggigiorno iniziano sempre più precocemente ad allenarsi in modo professionale.
I tanti articoli sull’argomento, le migliaia di commenti scritti da genitori, maestri, dirigenti federali, giornalisti, coach, preparatori atletici professionisti e semplici appassionati hanno consentito di tracciare un quadro molto nitido e preciso – nonostante la frammentarietà e la dispersione inevitabile nello strumento “blog” – dei principali problemi (anche di natura strutturale) che si incontrano nel tentare la via dell’agonismo di qualità nel nostro paese. Insomma,una preziosissima fonte di informazione, di confronto e di ispirazione per quanti, in Italia e non solo, hanno un ragazzino che “vuole provarci col tennis”.
L’animatore principe della discussione è senza dubbio Stefano Grazia, un medico italiano trapiantato in Africa (Nigeria) che racconta con uno stile personale e divertente le sue peripezie per allenare il figlio dodicenne Nicholas, fra Academies di tutto il mondo, ambientazioni esotiche e allenamenti coaggiosamente autogestiti.
Proprio Stefano mi ha contattato, chiedendomi di poter ospitare la sua creatura sul mio blog. Vi presento oggi il primo articolo da lui scritto per Spaziotennis, direttamente da Bradenton, Florida, dove suo figlio Nicholas, ormai affettuosamente noto come “La canaglia di Lagos” frequenta stabilmente da qualche mese la Bollettieri Academy, e dove sta per andare in scena in questi giorni l’Eddie Herr, prestigioso prologo, giocato sui campi dell’Academy, al più importante torneo giovanile del mondo: il mitico Orange Bowl.
Chiudo questa presentazione con un auspicio e una raccomandazione: nell’augurarvi buona lettura, vi prego di notare che su questa piattaforma i commenti vengono passati in automatico (sebbene ci sia poi la possibiità per gli amministratori di operare modifiche e censure). Vi preghiamo quindi di discutere, anche animatamente, ma sempre rispettando le regole della buona educazione e cercando di evitare affermazioni tali da esporre il blog (e il sottoscritto) a problematiche di natura legale.
Grazie a tutti voi.
Alessandro Nizegorodcew

(Stefano Grazia)
TENNIS GENITORI & FIGLI
Mi chiamo Stefano Grazia, faccio il Medico in Africa e ho un figlio, Nicholas, che gioca a tennis e che da quest’anno e’ Full Timer alla prestigiosa Bollettieri Academy in Florida. No, non sono uno di quei bravi e altruisti medici senza frontiere che fanno del bene nei paesi del terzo mondo per un pugno di spiccioli; io sono uno di quelli cattivi, mercenary che lavorano per le Oil Companies: diciamo che ho iniziato a lavorare all’estero quasi 30 anni fa perche’ volevo avere I soldi e il tempo di andare a cavalcare le onde alle Hawaii e che continuo a farlo ora per poter permetere a mio figlio, 12 anni, di allenarsi e studiare negli Stati Uniti. Sono stato in Iraq nell’83, poi in Jamaica per diversi anni, in Saudi Arabia nell’88, in Nigeria una prima volta dall’89 al 93, poi Congo, tre anni in su una piattaforma in Libia, ancora in Nigeria dal 97 al 2003, poi l’Angola per quasi 5 anni e poi il ritorno a Lagos, il buco di culo del mondo, un paio di anni fa. Mio figlio in pratica si considera un africano ed e’ infatti noto nel microcosmo dei blog di tennis come La Canaglia di Lagos. Di lui e di noi ho raccontato a lungo sul Blog diUbaldo Scanagatta, dove coordinavo la Rubrica da me poi battezzata Genitori & Figli. I rapporti con Ubaldo & Co sono rimasti piu’ che buoni ma la natura di un blog di questo genere – la sua necessita’ di un passaggio in automatico dei posts per permettere una maggiore interazione con gli altri bloggers – mi ha convinto a tentare di riproporre su spaziotennis il forum su Figli Innocenti & Genitori Appassionati nella speranza, vedremo poi se vana o no, di rilanciarne i fasti recentemente appassiti. Non so se gli Aficionados mi seguiranno in questa avventura o se continueranno a dialogare su ubitennis: certo e’ che due blog sullo stesso argomento sono troppi e che da oggi c’e’ un nuovo sceriffo in citta’. Fate le vostre scelte e…diamocele di santa ragione!

(Stefano Grazia)
TGF 1:The Bradenton Chronicles
Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate
(Dante Alighieri, sommo poeta, coach e titolare di una famosa Tennis Academy)
Non e’ forse vero che il requisito fondamentale perche’ il sogno si avveri e’,
oltre alla capacita’ di sognare, la perseveranza nel sogno?
(Stefano Grazia, al termine del post piu’ lungo della storia
del blog di Ubaldo Scanagatta e del tennis in generale)
di Stefano Grazia
Il giorno piu’ bello della mia vita, a volte mi dico scherzando ma non troppo, e’ stato quando diversi anni fa a mio figlio Nicholas chiesero chi era il suo coach. Eravamo nel residence Atlantico Sul a Luanda, in Angola, e stavamo giocando un torneo di doppio giallo e fra un incontro e l’altro avevo palleggiato per dieci minuti con lui che allora aveva appena compiuto 7 anni. Era la prima volta che gli domandavano una cosa del genere e lui, quasi sorpreso, si volto’ a cercarmi e poi mi indico’ al gruppo degli espatriati che glielo avevano domandato e io mi ritrovai per la prima volta catapultato nello scomodo ruolo di genitore coach. L’estate di quell’anno lo portammo per la prima volta ad un summer camp alla Bollettieri Academy che noi genitori avevamo frequentato diverse volte da adulti e l’anno dopo comincio’ a frequentare un programma chiamato The Strategy Zone condotto all’interno dell’Academy da un certo Lance Luciani e da Margie Zesinger: due volte all’anno io o mia moglie ci davamo il cambio e lo accompagnavamo per un paio di settimane se era a Pasqua o a Natale o per qualche settimana in piu’ se era estate, di solito un paio di volte all’anno. Nelle restanti 44-46 settimane vivendo noi in Africa, prima a Lagos in Nigeria, poi in Angola poi ancora a Lagos, ci arrangiavamo come potevamo ma sempre seguendo le indicazioni dei coach americani ma non disdegnando di confrontarci con altre academies e altri coaches quando capitavamo, sempre piu’ raramente, in Italia: Bob Brett a Sanremo, Luigi Bertino a Marlengo, Giovanni Toni, Cesare Zavoli, Alberto Albertini e il Professor Buzzelli a Bologna. Qua e la’ durante I viaggi in America si faceva una sosta di qualche giorno alla Evert o alla Rick Macci Academy e perfino durante un viaggio in Australia, alla Pat Cash Academy. Cinque anni dopo, nell’agosto del 2009, Nicholas entrava come Full Timer alla Bollettieri Academy. Ed io sto andando ora a trovarlo per la prima volta da quando ci siamo lasciati, con qualche lacrimuccia a stento trattenuta,nel salotto di casa nostra a Lagos. Quel che leggerete di seguito e’ una sorta di Diario delle tre settimane passate a Bradenton, alla vigilia dell’Eddie Herr, uno dei piu’ importanti tornei giovanili della stagione.
Nel tennis non devi essere sempre il migliore: devi solo essere piu’
bravo di qualcun altro in quell determinato giorno
(Brad Gilbert ad Andre Agassi)
Sull’aereo British Airways che da Londra mi portava a Tampa mi sono letto, dopo aver trovato l’ultima copia rimasta in un libreria di Gatwick, uno dei tre piu’ bei libri mai scritti sul tennis: Open, la biografia di Agassi scritta con il premio Pulitzer Moheringer. Gli altri due sono Jimmy Connors saved my life di Joel Drucker e 500 anni di tennis di Gianni Clerici. Ci metterei vicino anche Uncover, la brutalmente onesta bio di Pat Cash e il classico A Handful of Summers di Gordon Forbes, un giocatore sudafricano dei tempi di Cliff Drysdale e Nicola Pietrangeli. E a livello di bio sincere e ricche di informazioni sul tour non e’ nemmeno male Breakpoint, il libro del journeyman Vince Spadea. Sull’aereo avevo con me anche Piu’ Diritti che rovesci di Panatta e ammetto che e’ un libro spigliato e divertente ma il libro di Agassi e’ davvero un’altra cosa: non solo una miniera di informazioni, ma anche un libro vero, una storia di discesa agli inferi e redenzione che non ha nulla da invidiare, in un certo senso, ai classici di fine ottocento.
Ed e’ per questo che ho ritenuto iniziare la mia nuova collaborazione con spaziotennis invitandovi a leggere, o Genitori Appassionati di Figli (ancora) Innocenti!, al piu’ presto Open, l’autobiografia del Kid di Las Vegas, un libro a tratti anche cupo e angosciante ma molto istruttivo e ricco di domande a cui noi dobbiamo essere in grado di dare le nostre risposte. Sul Blog di Ubaldo Scanagatta ne ho scritto parecchio, unica voce,almeno all’inizio, sorta in difesa del Kid di Las Vegas, fino all’altro ieri Guru e Vecchio saggio, poi inopinatamente e sulla base di estrapolazioni anticipate alla stampa, bersaglio di strali lanciati da ogni dove: media, colleghi, fans delusi. A mio avviso tutti un po’ ipocriti. Intendiamoci, il libro non e’ di quelli che appena finito ti inducono a prendere tuo figlio e ad iscriverlo a un corso di tennis. Ma e’ un libro vero, onesto, e a suo modo molto istruttivo. Ero ieri l’altro seduto a fare colazione ad uno Starbuck sulla Cortez, la main street di Bradenton, con Gianluca Quinzi e il figlio Gianluigi, appena rientrati la sera prima con un volo Alitalia via Boston su Tampa. Gli stavo raccontando di Agassi e del suo libro e dei misunderstanding, fraintendimenti, che aveva suscitato il suo ripetere di aver sempre odiato il tennis. Del suo continuare a cercare di confessarlo alle persone piu’ care, vicine, e di non essere mai stato creduto. Fino a quando, incontrata Steffi Graf, lei gli risponde: ‘Ma e’ ovvio, e’ normale. Non e’ cosi’ per tutti?’ A parte questo dicevo, anch’io non saprei dire, giunti a questo punto, se mio figlio gioca a tennis perche’ davvero gli piace o se perche’ ha paura che smettendo mi procurerebbe un dolore quando invece noi stiamo cercando di convincerlo che sarebbe vero il contrario (invece di starcene qui a Bradenton, gli dico, ce ne andiamo a fare windsurf alle Hawaii, prendiamo casa in Jamaica, torniamo in vacanza in Namibia e Australia…!)Gianluca Quinzi mentre parlavo faceva cenni di assenso col capo dicendo che si, in effetti anche lui non saprebbe dire se suo figlio davvero si diverte a giocare a tennis, perche’ e’ un qualcosa che la gente fa fatica a comprendere, che non si tratta piu’ di andare a tirare due palle con gli amici giu’ nel cortile, e’ una questione di livelli e cosi’ come nel caso di Agassi bambino, a un certo punto uno rimane intrappolato dal suo dono, dal suo talento, condannato a perseguire I suoi talenti, e in un certo senso e’ quello che sta succedendo a Gianluigi: ha veramente deciso lui o a un certo punto le cose hanno incominciato a muoversi cosi’ velocemente che non c’e’ stato piu’ tempo per poter decidere altrimenti?

(Gianluigi Quinzi)
Sempre con Luca Quinzi ci trovavamo poi d’accordo su un altro fatto e che e’ un luogo commune del tutto infondato quello di ritenere avvantaggiato, all’inizio, il ragazzino proveniente da famiglia agiata e magari con un background culturale di un certo livello rispetto magari al ragazzino dell’est o al sudamericano senza un soldo con genitori che vivono di espedienti. In effetti, detta cosi’ puo’ suonare male, ma in realta’ l’argomento era saltato fuori da una mia osservazione e cioe’ che i Quinzi, entrambi laureati, secondo me erano ‘culturalmente’ svantaggiati al momento di dover prendere a 14-15 anni certe decisioni che contemplino l’abbandono degli studi rispetto a dei genitori che hanno potuto prendere certe decisioni, magari anche sulla pelle dei propri figli, perche’ in fondo anche l’alternativa di avere il figlio maestro di tennis al circolo di Casalecchio di Reno era comunque un salto in avanti. Mi diceva il papa’ di Gianluigi che di questo ne aveva proprio discusso con Piatti che una volta si era lasciato sfuggire: eh, beato tuo figlio pero’ che ha una estrazione familiare borghese e benestante mentre Ljubcic l’abbiamo scovato sotto le bombe… Eh no, tuonava Quinzi, ma secondo te, chi ha piu’ da perdere, mio figlio che poteva essere avviato a una economia e commercio e poi lavorare con me in azienda oppure, in generale, il figlio di un notaio o di un farmacista, tutte professioni ereditabili a patto di prendere una laurea, o un Ljubcic che scappato dalla Guerra era ben felice di dormire per tre anni sulle panche di uno spogliatoio?
Secondo me e’ proprio un fatto culturale: nel nostro piccolo noi ci chiediamo spesso: siamo ancora in tempo? Siamo ancora in tempo a scendere dal carrozzone e inviare nostro figlio al college? Perche’, parliamoci chiaro, e con tutto lo scarso significato che noi abbiamo sempre attribuito al pezzo di carta nella valutazione finale e individuale di chi ci stava davanti, per due genitori entrambi laureati, noi in medicina e geologia, i Quinzi in ingegneria e farmacia, avere un figlio non laureato e che non avendo sfondato come giocatore deve ripiegare a fare il Maestro a Latina o a Vattelapesca, il contraccolpo psicologico non sarebbe forse cosi’ drammatico ma sicuramente non potremmo nasconderci la consapevolezza di un fallimento. (Che il resto e’ tutta letteratura)
Certo, a boccie gia’ giocate quando a 18 anni e con un futuro magari promettente, ci sara’ bisogno di viaggiare per catturare punti preziosi, i soldi certo faranno la differenza, ma prima, quando si tratta di decidere ? Chi parte svantaggiato: il figlio di un maestro o di un operaio che attraverso una carriera sportiva ha come prospettiva quella di diventare pro o in alternativa di rimanere nell’ambiente come maestro o coach, o il figlio di Quinzi? Chi ha piu’ da perdere? Io da quando mi sono infilato in questa avventura sono spesso venuto a contatto non dico con loschi figuri ma con una miriade di personaggi dai lavori incerti o marginali, capaci di raccontarti di essere arrivati in America dieci anni prima con 700 dollari in tasca, capaci di essere molto vaghi nel rispondere alla domanda su come ti guadagni da vivere (un po’ come nel film di Nanni Moretti: vedo gente, faccio cose…)… Jim Pierce, Richard Williams, Stefano Capriati…secondo voi chi aveva piu’ da perdere, loro o Luca Quinzi? Il mio, lo so, e’ un discorso che puo’ apparire un po’ spocchioso e arrogante ma io ne faccio anche una questione culturale … il background culturale e una laurea in tasca il piu’ delle volte sono un’arma in piu’, il grimaldello per aprire certe porte, il paracadute per attutire le cadute e poi poter ripartire… Altre volte pero’ costituiscono invece un freno: non e’ solo nello sport ma anche nel mondo nello spettacolo… intraprendere la carriera di attore o musicista in una rock band e’ sempre stato piu’ facile per chi non proveniva da una famiglia con due genitori laureati, studi classici, ottime se non nobili frequentazioni. Mettiamola cosi’: certe porte magari si aprono per tutti ma solo chi non ha nulla da perdere o da vergognarsi e’ disposto a oltrepassarle. Per un Luca e Carlotta Quinzi la carriera che il figlio va ad intraprendere ha un senso solo se il figlio entrera’ come minimo nei top 30 e per di piu’ comunque per lui ci sara’ comunque posto in azienda, ma per Stefano Grazia e Gabriella Garuti, uno medico figlio di un dottore in agraria l’altra geologa figlia di un medico e professore universitario e di una diplomata alla scuola d’arte ha davvero un senso avere il figlio intraprendere una strada che tutt’al piu’, al massimo, potrebbe vederlo magari capace di arrivare borderline nei cento ? E poi ? (Lei e’ un gentleman? Cazzo, non si vede?) Vedere anche un noto ex Top 20 fare marchette a un circolo di Bologna allenando vecchie signore e panzuti ragionieri non e’ stato certo d’ispirazione … Ma se sei condannato dal talento, cosa fai?
Un’altra che e’ stata condannata dal suo talento e’ colei che chiamano, qui all’Academy, la Nuova Maria: Maria Shiskhina, una bambina russa del 98 che e’ ospite ormai da anni alla Bollettieri e, come cliente IMG, ha uno Staff tutto dedicato a lei. Gia’ un paio d’anni fa, quando ancora nemmeno sapevo chi era, l’avevo indicata a Nicholas, allora nel pieno della sua immaturita’ fisiologica da bambino, come esempio da seguire (cosa che lui si e’ sempre ben guardato dal fare, sia ben chiaro) sul campo: una vera piccola professionista con un comportamento e un controllo da far sfigurare anche Borg. Luca Quinzi l’ha vista forse di sfuggita e non ne e’ rimasto impressionato, mi dice che la Zerulo in Italia ne fa un sol boccone, ma secondo me la devi guardare durante un match…Di solito le fanno fare, lei che ha 11 anni, i Tornei U16 della zona e spesso li vince ma all’Eddie Herr giochera’ nell’U12 e sara’ sicuramente uno dei personaggi che seguiro’ con piu’ curiosita’. Mi piacerebbe capire, alla fine, chi ha visto piu’ giusto: Luca, che ha certamente una conoscenza di giovani talenti maggiore della mia o io, che forse mi baso sull’istinto o sull’intuito, ma che avendola vista giocare abbastanza spesso e non solo in allenamento, ho sempre invitato Nicholas, fin da quando ancora nessuno ne parlava, a guardarla e ad imitarla nel suo comportamento in campo. Oggi si stavano allenando, lei e la Vecchia Maria, separati solo da un campo vuoto in mezzo e mi chiedevo, guardandole, se erano conscie l’una dell’altra. Lo era certamente la Nuova Maria che ad ogni colpo lanciava una furtiva occhiata alla sua destra dove, una decina di metri oltre, la Vecchia Maria si stava allenando con Nakamura, il guru dell’IPI, il Programma di Preparazione Atletica di tutti gli sport praticati all’IMG Academies e, secondo Luca Quinzi, il vero asso nella manica, una delle ragioni per venire a Bradenton. Certo, se sei un IMG Client puo’ anche essere cosi’, la situazione e’ invece un po’ diversa se sei uno dei 180 che pagano affinche’ quei 20 possano ottenere una scholarship. Lo spiegavo a un certo Zoran, nativo di Belgrado e trapiantato in Canada’, che mentre stavo aspettando mio figlio impegnato in alcuni allunghi con Stacey, uno dei luogotenenti di Nakamura, mi chiede se ho idea di dove potesse essere il gruppo di suo figlio che partecipava al programma questa settimana come Short Timer. Accertato che invece io ero il Genitore di un Full Timer ne approffittava per chiedermi cosa ne pensavo dell’esperienza e se ne ero soddisfatto. Gli spiegavo subito che dipendeva da chi era tuo figlio, se era uno di quelli che accedono al programma d’Elite-un Quinzi o una Shiskhina o anche un Alex Sendegeya, uno di quelli insomma che hanno le spese pagate e che allora si possono anche permettere di pagare di tasca propria qualche lezione privata extra per correggere questo o quel difetto e magari si pagano Nakamura ‘one on one’ tre volte alla settimana se gia’ non ce l’hanno assegnato dall’IMG, be’, e’ un discorso, altrimenti e’ chiaro che bisogna saper distinguere, identificare cio’ di cui hai bisogno e capire se questo e’ il posto dove in questo momento tuo figlio deve essere. In pratica gli rifilavo il mio solito discorso, propinato anche ai genitori di Filippo Remondini, l’unico altro italiano U12 in tabellone all’Eddie Herr, incontrati oggi alla vigilia della competizione, sul fatto che la Bollettieri e’ uno strumento che ti viene messo a disposizione: sta poi a te riuscire ad accordarlo e a suonarlo secondo le tue esigenze e le tue capacita’. Noi in effetti continuiamo a credere di aver fatto la scelta giusta e che in questo momento Nicholas debba essere in nessun altro posto che qui ma non siamo cosi’ fessi da non capire il business che ci circonda e di cui anche noi siamo vittime. Zoran mi guarda un po’ sorpreso e poi mi stringe la mano ringraziandomi: in tre minuti, mi dice, mi hai spiegato tutto con l’ onesta’ e la franchezza che nessun altro ha avuto.
In questi giorni comunque ho avuto, e ho in un certo senso tuttora,un diavolo per capello, o almeno cosi’ direi se fossi un fine letterato e siccome invece sono quel che sono ve lo dico chiaro e tondo: sono incazzato nero. Sono infatti arrivato a Bradenton da Lagos dopo essermi fermato appena un giorno a Bologna e con la grande curiosita’ di toccare con mano i progressi di Nicholas. A scanso di equivoci i progressi ci sono stati, sia a livello mentale che di gioco: Nicky e’ molto piu’solido e ‘consistent’ e questo e’ il motivo principale per cui lui si trova all’Academy: avendo vissuto tutta la sua vita in Africa ed essendosi per lo piu’ allenato, a parte quelle 2-4-8 settimane all’anno in rinomate academies all’estero,con i genitori improvvisatisi per forza di cose coach, Nicholas aveva un urgente bisogno di giocare matches e tornei e di accumulare esperienza. Come chi mi seguiva in precedenza ben sa, dopo un paio di summer camps di due settimane alla Bollettieri, Nicholas fu inserito in un programma scoperto da mia moglie quasi per caso e chiamato The Strategy Zone, ideato dal mago della videoanalisi Lance Luciani e da Jose Lambert, uno dei piu’ importanti collaboratori di Nick Bollettieri. Sotto la guida attenta di Margie Zesinger per due volte all’anno dal dicembre 2005 e per 2 settimane almeno fino a un massimo di sei nell’estate del 2008, e poi nelle restanti settimane dell’anno, Nicholas e’ stato costruito tecnicamente in un modo che tutti qui giudicano per la sua eta’ perfetto. Il Programma e’ stato chiuso l’anno scorso per via di una sottile concorrenza interna che si era venuta a creare col normale programma dell’Academy e secondo me questo e’ stato un grave errore: avrebbe dovuto rimanere a disposizione almeno di quei ragazzini che non essendo ancora 12-14enni, non avevano l’intenzione di stabilirsi definitivamente a Bradenton come Full Timers ma che continuavano a venirvi due-tre volte all’anno come Short Timers. Comunque il programma era eccellente e anche se noi continuiamo ad arrogarci I meriti di averlo comunque attuato nelle restanti quaranta e passa settimane che Nicholas passava sul campo con noi in Africa, e’ indubbio che le cose non sarebbero state le stesse senza quella base, quel punto di partenza, quei due o tre pit stop annuali. Ora e’ chiaro che Nicholas non e’ certamente un Quinzi e che in almeno 20-30 in Italia possono batterlo, soprattutto sulla terra, un po’ perche’ e’ sotto stazza, un po’ perche’ gli capita spesso di dar di matto e di giocare, e ahime’ perdere, piu’ contro se stesso che contro l’avversario. Ma tecnicamente non e’ che ci possiamo lamentare: il video che gli avevano fatto un mese fa era risultato uno dei migliori, uno di quelli di cui i Coaches parlano fra loro, Brad Gilbert che ogni tanto passa qualche giorno alla Bollettieri come consulente l’aveva visto e aveva avuto buone parole per lui (huge forehand…great footwork…you’ll go far…) e di recente,dopo che aveva vinto tre tornei – di scarsissima importanza – del circondario anche Jimmy Arias era stato chiamato a dargli un’occhiata dal suo Head Coach, Greg Hill, ex coach di Vince Spadea e da quest’anno nuovo acquisto della Bollettieri.Anche Jimmy aveva detto che non c’era nulla da dire dal punto di vista tecnico: certo, aggiungevba, bisogna vederlo in partita. L’avrebbe visto proprio alcuni giorni dopo, mentre iostavo volando verso la Florida: in un torneo U14 a cui partecipava anche suo figlio Spencer, poi sconfitto in finale in due sets dallo stesso 14enne che aveva sconfitto Nicholss nei quarti. Purtroppo Jimmy, famoso ai suoi tempi per aver sfasciato un’intera siepe a colpi di racchetta in un torneo di Sarasota, avrebbe colto il momento in cui Nicholas avrebbe detto, a fine partita, una parolina di troppo all’avversario. Cosa era successo? Niente: dopo aver perso il primo set, Nicholas vince il secondo e l’avversario, un 14enne, si mette a piangere. Il padre comincia a gridare, non rivolto in particolare a nessuno ma abbastanza ad alta voce per farsi sentire da Nicholas: Basta, se non stai bene ritirati…E poi rivolto a mia moglie: He’s sick, you know? Non sta bene, vedi? Al che mia moglie che e’ convinta che a pensar male si faccia peccato ma spesso ci si azzecchi, si premura di mettere in guardia Nicholas affinche’ non si lasciasse ingannare e mantenesse la concentrazione. Poiche’ in effetti poi il moribondo continuava a correre su tutte le palle, mia moglie si sarebbe lasciata andare ad un altrettanto plateale: See how the sick boy is running! Pero’, guarda come corre il poverino! Meritandosi una four word letter dal padre dell’interessato. Insomma, sembrava piu’ una piccola schermaglia amorosa fra genitori con Nicholas che alla fine a rete sentendosi cornuto e mazziato avrebbe scambiato qualche parola di troppo a rete. Io tutte queste cose le apprendevo via sms mentre attendevo all’International airport di Tampa che mi venissero a prendere e la mia reazione era semplice e secca: no whining, no excuses. Quando hai perso, hai perso: punto. Avete sbagliato e basta. Ci si lamenta, eventualmente, dell’avversario, dei genitori, degli arbitri o, che ne so, del cibo alla caffetteria solo quando si vince. Mai quando si perde. La cosa sembrava finita li’ e infatti il giorno dopo mia moglie spiegava ai suoi Coaches che Nicholas durante il match si era comportato bene e che comunque, alla fin fine, era stato l’unico ad aver strappato un set in tutto il torneo al vincitore. Peccato per l’epilogo ma insomma, tutta esperienza. Poi mia moglie parte per l’Italia – doveva recarsi all’ambasciata nigeriana perche’ aveva il visto in scadenza e correvano quindi il rischio di non riuscire poi a venirmi a trovare a Lagos a Natale (e di doversene invece andare a sciare…!) – e un paio di giorni dopo tutto il gruppo di Nicholas viene convocato da Nick Bollettieri in persona. E tutto per colpa di mio figlio, quella Canaglia. Arias aveva detto qualcosa a un coach che lo aveva detto a un altro, il padre dell’avversario ne aveva parlato a un coach dell’academy che ne aveva parlato a un altro ancora…insomma, la cosa era giunta alle orecchie di Nick Himself che quindi ha convocato tutto il gruppo in cui si allena anche il cognato di Rios, Stefano Sotela, un’altra bella testa calda, dotato di un talento purissimo – un quadrumane che colpisce tutto due metri dentro al campo – ma di una indisponenza cosi’ indolente da strapparti quasi l’applauso, e dopo averli visionati uno per uno, due-tre minuti a testa e aver deciso cosa ci fosse da cambiare e cosa no (coi coaches che scribacchiavano furiosamente sui loro bloc notes) radunava tutti e faceva il Grande Discorso. Quello solito, che c’e’ anche su Open, la bio di Agassi, parola per parola: Quando voi giocate un torneo non appresentate solo voi stessi, ma anche I vostri genitori, l’academy, me stesso … etc etc. Ora, al di la’ dell’approccio ironico che posso aver usato, io sono perfettamente d’accordo: Nicholas era inferocito con il coach che aveva fatto la spia ma io lo riportavo al vero nocciolo della situazione e cioe’ il mettersi in una situazione per cui poi si corre il rischio di essere rimproverati, magari davanti a tutti, magari da Nick Bollettieri in persona. Possibile,dicevo, che in soli tre mesi ormai in ttti gli Uffici degli Arbitri USTA ci sia un Wanted con stampata la tua faccia? Insomma non confondiamo grinta,carattere e personalita’ con la maleducazione. Ecco cosa scrivevo nel mio ultimo articolo di Genitori & Figli sul Blog di Scanagatta“Voi sapete come la penso in proposito e cioe’ che l’80% di chi e’ nei 100 oggi, da piccolo aveva l’empatia di una carota e un carattere e un ‘attitude’ da arrogante bulletto di strada. Certo, solo chi matura e riesce a sottrarsi al Lato Oscuro della Forza ce la potra’ fare mentre chi non ci riesce e’ destinato ad ingrossare le file dei frustrati disillusi perdenti mezzi delinquenti pazzi criminali o tutt’al piu’ finira’ come il compagno di scuola, compagno di niente di Antonello Venditti in banca pure lui o,peggio ancora, Maestro Scoglionato del Circolo sotto casa. Ma prima, sotto le ceneri, deve covare il Fire Inside, il Super Ego, l’Arrogante Presunzione di essere lui l’Unto del Signore. Quello stesso carattere che ti fara’ fare cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare perche’ abbiamo sviluppato inconsciamente dei meccanismi di inibizione che se da un lato ci rendono migliori come esseri umani dall’altro, secondo me, ci precludono di dedicarci davvero tutto per tutto ad uno stupido gioco che si gioca in mutande davanti a migliaia di spettatori.†In questi mesi mio mio figlio e’stato oggetto di una campagna, peraltro giustificatissima, di arbitri, allenatori, insegnanti tutti concordi nel dire che ha altissime potenzialita’ m deve imparare a collaborare, a controllare la rabbia, ad essere piu’ empatico, in altre parole, non lasciarsi attirare dal Lato Oscuro della Forza. Mia moglie addirittura prima di ogni torneo ha preso l’abitudine di andare dagli Arbitri e richiedere Tolleranza Zero proprio per cercare di fargli acquisire maggiore controllo: siamo arrivati al punto che si e’ preso un penalty point (ed era un set point) per aver gridato MA COS’E’!!! ad alta voce ma in italiano per aver sbagliato un facile passante. Ieri invece mi e’ venuto da ridere perche’ mio figlio si sarebbe incavolato in un match d’allenamento perche’ l’avversario, tra l’altro un 14enne, sconfortato per il fatto di essere dominato,continuava a scagliare per terra la racchetta: dai, l’hai gia’ sbattuta per terra dieci volte, io sono qui per giocare, mica per perdere tempo…
E dunque perche’ sarei incazzato nero? Andiamo con ordine: all’inizio tutti iagazzini giocano l’uno contro l’altro e a seconda dei risultati vengono formati dei gruppi. Per muoversi da un gruppo all’altro devi battere tutti I tuoi compagni vincere anche il Gran Prix di categoria. Nicholas e’ fnito in un gruppo dove a parte tre o quattro 14enni sono I migliori U12, talentuosi certo, come Sotela, ma messi tutti insieme…un incubo . Nel Gruppo appena superiore vi sono quasi tutti ragazzini piu’ grandi: con alcni nicky ci ha giocato alla pari ma non e’ tanto per il tennis che vorrei vederlo passare di livello, anzi: forse I coaches migliori-vi ho gia’ detto di Greg Hill- sono nel suo gruppo. Ma noi crediamoche caratterialmente avrebbe potuto trovare beneficio dall’allenarsi insieme con ragazzi piu’ grandi e piu’ maturi. Ne parlavo sia con Greg Hill che con Chip Brooks ma non volevo certo far la figura diquello che protesta perche’ pensa sempre che suo figlio non sia nel gruppo giusto, adatto al suo livello. In realta’ il mio approccio e’ del tipo:
Nicholas is good, is very good but not that good (e’ bravo, molto bravo ma non poi cosi’ bravo) perche’ se lo fosse non sarebbe ancora in quel gruppo di U12 con bambini talentuosi finche’ vogliamo ma sempre dell sua eta’ o addirittura anche piu’ piccoli.Ma a me quell che non andava giu’ era il atto che essendo in tale gruppo, la Preparazione Atletica veniva fatta ad un livello nettamente inferiore alle sue possibilita’ con situazioni paradossali del tipo che fanno il miglio, Nicholas arriva 30-40 metri prima del secondo, uno-due-tre minuti prima degli ultimi… Un giorno vado a prenderlo e vedo un ragazzino che corre, corre molto bene, avanti e indietro lung oil viale fra le file dei campi. Ah, se quello fosse mio figlio sarei contento, mi dico. Ed era proprio lui. Risulta poi che stava facendo tutte quelle corse perche’ era stato colto a ridere a seguito di una battuta di qualcuno, probabilmente sotela, e quindi punito. Sua reazione: “ok, e’ la prima volt ache ho lavorato seriamente… d’ora innanzi mi faro’ punire piu’ spesso.†Devo dire che qui mi hanno dato ragione e che mi hanno promesso dei cambiamenti, staremo a vedere. Ne parlavo anche con Ali, il Coach del gruppo superiore e un Coach che quest’estate al summer Camp aveva avuto Nicholas con se’ e mi aveva quasi commosso perche’ mi era sembrato che davvero ci tenesse, che davvero avesse voglia di lavorarci, che davvero credesse in lui. E Ali mi ha detto: He has to take care of business, deve semplicemente concentrarsi su quello che deve fare, batterli secco e deciso, cosa che puo’ fare benissimo, ed ogni cosa andra’ al suo posto.
Tutto questo per dirvi che in una grande Academy come la Bollettieri si corre il rischio di perdersi comunque e che, finche’ si ha una certa eta’, e’ sempre meglio avere dietro qualcuno altrimenti la possibilita’ di buttare i soldi dalla finestra non e’ un’ipotesi remota.
E’ anche il solito vecchio discorso: se a un tavolo da poker dopo 20’ –e a una tennis academy dopo qualche mese- non hai ancora capito chi e’ il pollo da spennare e‘ meglio alzarsi subito e togliere il disturbo. Lo stesso accade in una tennis academy solo che ci vogliono piu’ di 20’. Ne parlavo anche e ancora con Luca Quinzi di ritorno da una domenica libera d’impegni, quella precedente al Torneo, e spesa quindi sui Rollercoaster di Busch Garden, un parco giochi nei pressi di Tampa: Nicholas e Gianluigi si sono divertiti come pazzi sui vari Shrikha, Kumba, Montu… Io un po’ meno ma questa e’ un’altra storia.Piu’ tardi, intrappolati nel traffico della partita di football Americano dei Tampa Bay Buccaneers, tornando a casa il papa’ di Gianluigi tracciava una analisi di quel che ruota intorno alla costruzione del campione che sembrava essere tratta di peso dale pagine di Genitori & Figli. ‘Se dovessi in dieci righe fare I quadro della situazione alla Bollettieri, direi che mentre nel passato la grande idea di Nick, cioe’ quella che sta alla base del concetto di academia sportive, cioe’ di mettere insieme i piu’ forti e in virtu’ di questo, creare il campione, della serie alla fine ne rimarra’ uno solo, ha funzionato e forse ancora continua a funzionare fra le donne, e’ indubbio he in questi anni si e’ fatta strada una via diversa, quella famigliare o del team personale. Se venissero fuori campioni da alter Academies, che ne so dalla Sanchez o dalla Evert o dalla Hopman, uno potrebbe pensare che e’ la Bollettieri a non funzionare, ma siccome non viene piu’ fuori nessuno dale Academy, si puo’ ipotizzare che in questo momento e’ l’altro sistema ad essere piu’ di successo. Indipendentemente poi dal fatto che per brevi periodi nelle Academies si continua ad ndare. Quale potrebbe essere dunque in futuro il sistema di successo?’ ‘Il Personal Team dentro la Grande Academy’ dico io. ‘Bravissimo, conferma Luca Quinzi, esattamente quello che sostengo io. Se loro, pur mantenendo la loro scuola, aprissero le porte ai Team Privati, cosa che fanno adesso solo a livello Pro, ma se lo facessero anche a livello di ragazzini sui 14-15 anni, credo che questa potrebbe essere la soluzione vincente: in pratica invece di farti pagare 30-40.000$, dovresti sborsare un tot, diciamo 10-15000$, per poter usufruire delle strutture: campi, matchplay, palestra…Potresti entrare col tuo coach o con il tuo team, eventualmente richiedere-part time e pagando- coaches specializzati in determinate aree del gioco o preparatori o psicologi sportive …’
In pratica, concludo io, quell che accadeva quando noi utilizzavamo il Team dello Strategy Zone all’interno dell’Academy …Solo che per farlo dovevamo pagare comunque l’intero programma. In pratica, celiavo io, era il contrario di certe pubblicita’: prendi due, paghi uno. Noi facevamo il contrario. Ma il principio era quello: un team che ti segue personalmente ‘one on one’ e la possibilita’ poi di fare volume lavorando col gruppo e facendo match play.
Potrei continuare per ore e raccontarvi di quando Nicholas ha chiesto timidamente a Gianluigi di fare due palle e Gian, che si era ga’ cambato le scarpe ha subito accettato con entusiasmo dando a Nicholas un’iniezione di fiducia oppure di quando siamo uscit lla sera con Alex Sendegeya e sua madre Cristina, un medico anche lei, greca di nascita e sposata a un medico inglese nativo dell’Uganda, e dello strano ritual di Alex quando si appresta a ricevere un servizio … Di storie da raccontare ce ne sono fin trope ma se ritardo l’invio dell’articolo ancora di un po’ finisce che non cominciamo mai… E domain comincia per davvero l’Eddie Herr! Comunque Nicky fuori dal campo si mischia benissimo coi due campioncini del domani…Per ora solo fuori dal campo, magari domani chissa’… Ma per ora si tratta davvero di due mondi a parte.
382 Commenti to “Tennis Genitori & Figli – The Bradenton Chronicles”
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pibla says:
Se si leggono bene gli ultimi commenti di Fulvio e di MadMax si vede che sostanzialmente dicono la stessa cosa; sotto i quattordici anni per gli uomini e sotto i dodici per le donne, aggiungo io, i risultati contano molto, ma molto relativamente.
Certo, forse sarà anche importante essere già nel gruppo dei migliori, ma certamente essere nel gruppo dei migliori, a quell’età non è assolutamente garanzia di riuscita.
Saluti.
pibla says:
Aggiungo che:
fino a quell’età si costruiscono le basi, ma i conti si fanno dopo…
monet says:
io invec e dico che l’età giusta per costruire la base è dai 15 ai 17 ,dopo se nn ci sei riuscito è…dura!!!
bogar67 says:
@Giogas la tua osservazione è giustissima e faccio notare a tutti anche perchè non abbiamo più successo oltre che nel tennis anche nell’atletica leggera e nelle discipline olimpiche in generale: lo stato inteso come forze di polizia non assume più, almeno come prima, giovani sportivi da far crescere in questa o quella discipilina. Ogni tanto se accendete la Tv e guardate una gara di sci il commentatore si sofferma a identificare l’atleta come appartente alle fiamme gialle, fiamme oro , etc ma adesso non è più come dieci anni fa. Riducendo il numero dei “mantenuti” dallo stato al fine di raggiungere il traquardo sportivo in questa o quella disciplina ovviamente si ridemensiona anche il medagliare ed il numero delle vittorie. I licei sportivi evocati da giogas per lo sport olimpico erano le nostre caserme che adesso sono vuote perchè dismesse oppure piene di gente che si addestra per andare in Afghanistan e non certo per fare i 3000 metri oppure il salto in alto.
campo8 says:
@Monet
cosa intendi per costruire la base? Solo avere una buona tecnica o avere già un buon numero di risultati di tornei e classifica? Ho visto che Fabio praticamente il salto di qualità l’ha fatto a 18 anni, vincendo due futures e giocando i challengers, fino ai 17 anni mi sembra che non ha vinto niente a livello di tornei Pro. Ti sembra il percorso normale o non esiste una regola precisa?
Al momento mi sembra che dei nostri diciottenni nessuno vince i futures, ti sembra un brutto segno per il futuro? Però ne vedo pochi anche stranieri vincere a quell’età . Come te lo spieghi?
federico Di Carlo says:
Penso sia giunto il momento io dica qualcosa sul killer istinct verso il personally correct. Un singolo di tennis mette due persone, due caratteri, due volontà una contro l’altra. Non c’è possibilità di pareggio. Colui/colei che ha più volontà , desiderio, determinazione a succedere ha più probabilità di riuscirci. Ma non ha niente a che fare con l’avversario. Prima che una partita con quello che ti sta di fronte, il tennis è una sfida con te stesso. I limiti non sono quelli imposti dalle situazioni. I limiti siamo noi a crearceli. I ragazzi che ce la fanno su un campo da tennis sono gli stessi che sognano da piccoli di diventare dottori, calciatori, muratori o autisti. E da grandi, lavorando durissimo per raggiungere i loro sogni alla fine ce la fanno. Sono i giocatori che su un campo da tennis impongono la propria personalità e questo non ha niente a che fare con la furberia di rubare una pallina o con la mollezza di soccombere all’anti sportività di un avversario. Non mi sembra che il successo dei pro dipenda da questi dettagli……….
simplypete says:
@Stefano
Scusa ma forse hai equivocato il senso del mio post, non era affatto un rimprovero (anzi hai fatto un ottimo lavoro), ma più che altro un elemento di discussione: mi chiedevo cioè, premesso che agonismo non è volemose bene, fino a che punto è guisto spingere dei bambini a essere fighter, fino a quanto questo atteggiamento è produttivo (anche per la carriera futura del bimbo) in tutti i sensi……tutto quà ……..
Stefano Grazia says:
QUESTO POST L’avevo scritto 6 ore fa e mi era rimasto in canna poiche’ causa pioggia ci siamo affrettati verso un riparo e poi abbiamo deciso di andare a trovare Lance Luciani e vedere come si era sistemato (di questo vi parlero’ poi).
“E’ vero comunque che a me piace forse talvolta piu’ lo scrivere del tennis ma io cerco di passarvi delle emozioni …Io non vorrei comunque che mio figlio venisse su come un robot e poi con l’ulcera a 25 aa o altre malattie psicosomatiche perche’ incapace di esteriorizzare … Pero’ se da un lato voi avete tutti ragione a dire che questi tornei contano molto relativamente (perche’, io che ho detto?) e che ci vuole educazione e scuola (idem con patate), dall’altro mi sembra che alla fine l’unico che parla non solo di tennis sia poi il sottoscritto…Archie anche lui, solo che spesso si dimentica il tennis…”
Nel frattempo ho visto che Mad Max si e’ offeso e quindi se non e’ ipocrita ha almeno la coda di paglia: cioe’, voglio capire,tu hai il diritto di criticare, di dire di tutti questo e quello, ma nessuno ti puo’ mai dire nulla che subito la meni sul fatto che tu non hai dubbi, che tua figlia e’ buona, brava, bella e con tutti dieci a scuola…? sei bravo e fortunato, che vuoi che ti dica: mio figlio invece e’ La Canaglia di Lagos e ne ha 50 piu’ forti di lui, sia in Italia che qui in Florida…
Stefano Grazia says:
Sempre per Max: Eppoi, scusa, ma io ti ho sempre difeso: semmai chi mi ha spesso criticato il figlio, sia tecnicamente che caratterialmente, sei stato tu… Ti ho mai tolto il saluto? Macche’, anzi, benissimo: mi dai un punto di vista diverso…magari non sono d’accordo ma lo valuto attentamente…Senza offendermi. Poi rimane il fatto che diciamo all’85% le stesse cose e dissentiamo anche vivacemente sul restante 15%. Il che mi sembra alla fin fine piu’ utile che leccarci il culo a vicenda … Voi criticatemi anche ferocemente ma lasciatemi il diritto/dovere di rispondere per le rime.
madmax says:
@Stefano
Probabimente il fuso ti sta offuscando la mente… Io offeso? E di cosa? Però se mi permetti non mi faccio mettere in bocca cose che non ho mai ne detto ne pensato.. Poi oltretutto per te essere buoni è uno svantaggio, non vincere oggi pure, quindi di che fortuna parli? Speriamo almeno che non sia una disgrazia anche l’andare bene a scuola!!
Se poi il non aver mai avuto dubbi sull’obbiettivo finale da raggiungere ed essere certi del percorso intrapreso vuol dire aver la coda di paglia e non invece essere coerenti, beh allora lasciami dire che forse il mondo visto da Bradenton va al contrario…
stefano grazia says:
Poi ne avro’ da dire 4 anche a Federico De Carlo che secondo me non ha capito, in perfetta buona fede e sono sicuro all’interno di una sua personale simpatia per la canaglia, una minchia ne’ di Nicholas ne’ dei suoi genitori: qui spesso sembra che io stia coltivando il Lato Oscuro di icholas nella convinzione che questa sia un’arma in piu’…In realta’, pur pensandolo, e’ esattamente il contrario: io sono considerato un genitore fin troppo severo e in realta’ mi faccio anche schifo perche’ ormai son diventato noioso, conservatore e vocalmente violento … Ma cio’ non mi imedisce di constatare che poi e stesse cose che fa mio figlio le hanno fatte le stanno facendo anche gli altri, solo che gli altri spesso non le raccontano … O le racconteranno poi,qualche anno dopo.Poi e’ chiaro che c’e’ qualcuno che e’stato fortunato o e’ stato davvero bravo e ha avuto in sorte il figlio/a perfetto…Se poi questo sara’ anche un Top 10 e’ materia per i posteri.
simplypete says:
Scusate ma perchè invecie di polemizzare non andiamo in profondità ,
fino a che punto si deve essere fighters.?.
.si può lottare pur mantenendo un atteggiamento relativamente composto?
madmax says:
Ed anche qui dici un’altra cosa mai uscita dalla mia bocca..Io assolutamente non ho mai criticato Nicholas a livello tecnico anzi in uno degli ultimi post dove parlavo di lui dicevo che è praticamente perfetto a parte il servizio.. Io avevo dubbi sulla sua preparazione atletica e da come hai scritto ultimamente è secondo la Bollettieri una delle cose su cui si deve ora applicare di più, per cui…
Il punto è che io parlo di cose (soprattutto) tecniche oggettive (perchè con il tennis non è che si possa ormai più inventare l’acqua calda..), tu invece ti fai prendere da tutto il contesto che però non è altro che di contorno allo show del maestro (e che forse è tutto calcolato facebdo tutto parte della messa in scena orchestrata dal grande regista Nick che fa proseliti in tutto il mondo)…
In più mi sembra di non essere l’unico a pensarla in questo modo e tra gli altri ci sono anche tecnici e genitori che già hanno fatto questo tipo di percorso perciò con in mano qualche dato in più… Non bastasse ci sono persone anche molto diverse tra loro ma che su certi temi la pensano allo stesso modo, per cui forse una riflessione andrebbe fatta..
stefano grazia says:
Ecco un Pre-VIEW dell’Eddie Herr trovato su tennis recruiter, come a dire vediamo cosa dicevano le previsioni e quanto le hanno sbagliate.
Alcune notizie interessanti:
Anastasia Nasty Nefodova ha davvero 10 anni e ha un resumee’ incredibile visto che spesso gioca e vince gli U18 della zona… Fra le favorite c’era dunque anche lei insieme con Tornado Black, 11 anni, e Shiskhina, anche lei 11 ma originaria del Khazhakhistan e non della Russia. Le vere favorite secondo i media erano pero’ forse altre fra cui la Komardina tenuta in grande considerazione da Quinzi sr. Quinzi Jr era fra i favoriti dell’U14 fra cui anche il suo vincitore Di Giulio che posso confermare ad ADC, si allena davvero a Boca raton all’Usta National Center che, credo, sia poi la Evert.
Stephen Kozlov che ha vinto, in un match interrotto per la pioggia e completato indoor, 76 76 contro il Koreano Hong aveva perso l’anno scorso dal Koreano Chung. Avesse perso anche quest’anno da un Koreano si sarebbe trasferito in Europa dove di koreani se ne vedono pochi…Attenzione, Kuzlov e’ del 98. Oggi l’ho visto rimontare da 35 nel primo e poi nel secondo stordire l’avversario con pallonetti in top e poi variando improvvisamente il gioco …Ma la cosa che mi ha colpito e’ che a un certo punto ad ogni colpo gridava qualcosa come khorChee, che credevamo fosse un C;’mon in russo…m,acche’, era un That’s it!, un C’mon in KOREANO…Cioe’ lo gridava ad ogni palla per innervosire irridere infastidire turbare, ditemelo voi, l’avversario …
Eddie Herr Preview: 12s and 14s
by Colette Lewis, 26 November 2009
One of the pleasures of attending the Eddie Herr International tournament year after year is the opportunity to watch the progress of junior players from their pre-teen years through young adulthood. In the first of a two-part preview of this year’s tournament, I’ll look at some of the youngest competitors on the 30-odd courts of the IMG/Bollettieri Academy, most of whom are seeking the thrill of their first major international championship.
12s Division
Last year’s boys 12 winner Hyeon Chung of Korea, who also won the Junior Orange Bowl, has aged up, leaving 2008 finalist Stefan Kozlov in the position of favorite. The 11-year-old from Pembroke Pines, Fla. won the prestigious Nike Junior Tour International Masters 12s last month in the Dominican Republic, one of the few matches in that age division he has played all year.
Russia’s Andrey Rublev, who Kozlov defeated in the Nike competition’s championship match, was a No. 1 seed at last year’s Eddie Herr as an 11-year-old and he has had success in Europe in the 14s. Alexander Zverev of Germany is another 12-year-old who has played extensively in the 14s division in Europe, experience that will be valuable when facing the pressure of playing his peers again.
Like Rublev, David Volfson of Canada is a No. 1 seed from 2008 (there are 16 No. 1 seeds in the 128 draw) returning for a final shot at the prestigious international title, and he too has earned a European 14s ranking.
The Koreans always bring a strong contingent to Florida for the Eddie Herr and Junior Orange Bowl, and this year their top contender is expected to be Seongchan Hong.
Joining Kozlov as title threats from the U.S. are Tommy Paul of North Carolina, who is atop the USTA 12s rankings, and Maryland’s Yancy Dennis and Francis Tiafoe.
This year’s Nike Junior Tour International Masters Girls 12s champion Anastasiya Komardina of Russia leads the list of competitors hoping to replace 2008 champion Estelle Cascino of France. In additional to the Nike title, the 12-year-old Komardina has won two European 12-and-under tournaments this year.
Ana Konjuh of Croatia certainly doesn’t lack for experience at the Eddie Herr. Despite being only 12, she will be playing there for the fourth consecutive year. Konjuh has won the only European 12s tournament she’s played this year; her success in the 14s has earned her a ranking in Tennis Europe’s Top 200 in that division.
China has seven girls in the main draw, with top-ranked Chaoyi Chen hoping to add another Eddie Herr girls 12s title to the one collected by compatriot Wan-ting Liu back in 2001.
Julie O’Loughlin heads the list of U.S. contenders as the USTA’s top-ranked player in the 12s. O’Loughlin will be challenged by several girls who have made appearances in National finals: Eleven-year-old Tornado Ali Black, who beat O’Loughlin in the finals of USTA Spring Nationals in April, but plays few tournaments; Anastasia Nefedova, a 10-year-old who has been playing and winning 18-and-under sectional tournaments in Florida, and took the 12s Clay Court gold ball this summer; and Mariya Shishkina, who took the silver ball at the Clay Courts. Originally from Kazakhstan, the Nick Bollettieri protege now plays under the U.S. flag.
14s Division
Thien Nguyen Hoang of Vietnam is striving to deliver his country’s first Eddie Herr title, and with an ITF 18-and-under Grade 5 singles title already to his credit, the 14-year-old is one of the favorites to succeed American Alexios Halebian, the 2008 boys 14s winner.
Nguyen Hoang will need to hold off 13-year-old Gianluigi Quinzi of Italy, who has also found success on the ITF junior circuit, reaching the quarterfinals of two tournaments last month in the Caribbean. The Bollettieri student also won the Moscow Cup 14-and-under tournament in November, a major Tennis Europe event.
Ukraine’s Oleksandr Lebedyn, the runner-up to Quinzi in Moscow, could go deep in the draw, as could Artem Oganesyan, the top-ranked Russian.
Portugal, a finalist in the ITF World Junior Tennis competition in August, will bring its entire team, led by Les Petits As quarterfinalist Fredrico Silva. Great Britain also has multiple contenders, in Teen Tennis finalist Evan Hoyt, Les Petits As semifinalist Luke Bambridge, and Kyle Edmund, all ranked in the Top 10 of Tennis Europe’s 14-and-under division.
One wild card sure to draw a crowd is Serbia’s Djordje Djokovic, the youngest brother of Novak Djokovic, the 2008 Australian Open champion who is currently No. 3 in the ATP rankings.
The United States’ hopes for back-to-back champions rest with 2008 USTA National 12s champion Spencer Papa, 2009 Teen Tennis quarterfinalist Nikko Madregallejo and 2009 Les Petits As quarterfinalist Joseph Di Giulio, all of whom train at the USTA National Center in Boca Raton. Reigning USTA Clay Courts 14s champion Roy Lederman, who fell to Di Giulio in the 2007 Eddie Herr 12s final, is always a dangerous opponent at important tournaments.
Success in the 14s division in Europe usually leads to a jump to the 18s for girls, although last year’s Eddie Herr 14s champion Daria Gavrilova of Russia played that division despite having enough points to qualify for the 18s. Tatiana Guskova could provide Russia with its second straight champion; she has already earned an ITF Grade 4 title this year.
One-half of the 14s doubles championship team last year, Darya Lebsheva of Belarus, is back to try for the singles title. The 14-year-old is No. 3 in the Tennis Europe rankings, and reached the final of the Nike Junior Tour Masters tournament last month in the Dominican Republic.
The top two players in the South American rankings, 13-year-olds Caroline Costamagna of Brazil and Domenica Gonzalez of Ecuador, could go deep in the draw, as could Victoria Rodriquez of Mexico, who has claimed two ITF tournament titles this summer.
Great Britain’s Katy Dunne, a semifinalist at Teen Tennis, is ranked among the Top 25 in Europe, as is Marijana Vlahinic of Croatia.
Sachia Vickery and Vicky Duval, who led United States to the World Junior Tennis championship at the ITF’s 14-and-under competition this year, are both eligible for the 14s, but have opted instead for the 16s division. And Nadia Echeverria Alam, runner-up to Gavrilova last year in the 14s, is competing in the 18s. So the U.S. will look to Spencer Liang, a finalist at last month’s ITF Grade 5 in El Paso, and Dhanielly Quevedo, who is 14-9 in her initial six months on the ITF junior circuit, for its first girls title in that age
madmax says:
Ma Simply il punto è proprio questo!!
Ovviamente l’essere un fighter è fondamentale, quello che è inaccettabile che uno per esserlo debba urlare piangere rubare essere maleducato e via discorrendo… Indubitabilmente sul campo per rendere al meglio è molto meglio essere glaciali, alla Borg per intenderci, fermo restando che l’esserlo non significa affatto essere poi una persona brava educata e tranquilla fuori dal campo ed anzi proprio nel caso dell’orso so per certo che al di fuori era tutt’altro che uno stinco di santo.. Perciò come si vede si possono avere due comportamenti differenti, anche come in questo caso diametralmente opposti a quello che si augurava Stefano e cioè “bastardo” sul campo e buono fuori.. Perciò visto che si può essere gli uni e gli altri e visto che forti lo sono diventati giocatori di entrambi le tipologie a me piacerebbe che mia figlia fosse glaciale sul campo e buona fuori, vi sembra così strano?
A me sembra che a volte non sapendo si vada a caso e mirando alla chiesa si colpisca il campanile.. Intendo dire che spesso perseguendo un obbiettivo lo si raggiunge mettendo insieme una serie di azioni, non avendo però la più pallida idea di quale sia stata quella fondamentale ed allora si preferisce vendere il pacchetto completo che tra l’altro risulta più appetibile essendo anche più scenografico.. Ecco tutto quello che a 12/13 anni esula dal lavoro, la tecnica, la crescita il comportamento etc etc mi sembra poco più di un rito assolutamente superfluo e a mio parere da stigmatizzare
stefano grazia says:
Max, solo per dovere di cronaca:io avevo dubbi sulla sua preparazione atletica e da come hai scritto ultimamente è secondo la Bollettieri una delle cose su cui si deve ora applicare di più, per cui…
Non hai letto attentamente: io ho detto il contrario e infatti mi sono lamentato perche’ Nicholas e’ in un gruppo di U12 ed ha prestazioni atletiche NETTAMENTE superiori alle loro e a quelle di molti U14 per cui ho protestato e richiesto che venisse posto in un gruppo per lui piu’ stimolante e competitivo visto che per esempio nel miglio arriva 40-50 metri davanti al secondo e qualche minuto prima degli ultimi.
Comunque tu hai criticato atletismo, mental e tecnica (troppa open stance, secondo te) e quando io mi son permesso di non essere d’accordo almeno sull’atleticismo e di dubitare semmai degli spostamenti laterali di tua figlia e’ scoppiato il finimondo: non ricordi,a Trieste a cena non volevi piu’ parlare con me di tennis…Vabbe’, e’ durato poco, un quarto d’ora …
Se poi vogliamo anche su una certa Academy alla fine non avevamo poi tutti i torti neanche noi visto che un mese dopo che ti avevamo espresso i nostri dubbi te ne sei andato e adesso dici anche: per fortuna!
Quello che voglio dire e’ che non ci sono cose immutabili e l’unica certezza sono i dubbi … Fra un anno o due e’ possibile che qualche problemino in piu’ te lo ritroverai anche tu. O forse no. Ma forse si.
Pero’ e’ indubbio che su certe cose la vediamo in modo diverso: sull’importanza del carattere e della personalita’, per esempio. Certo, qui ci sono coaches e arbitri che mi stanno crocifiggendo Nicholas e che probabilmente sarebbero felicissimi di avere a che fare con un carattere come quello di Alessia, molto piu’ allenabile. Cosa credi, che io non rompa i maroni a Nicholas ogni minuto del giorno a spiegargli che se vuole davvero provarci deve maturare, smettere di cazzeggiare e blahblahblah? Fin qui siamo d’accordissimo…O forse pensate che io applauda a chi frega i punti? L’episodio in cui ho segnalato a Nicky di ‘retaliate’ e’ ben diverso: hai l’impressione che il tuo avversario ti freghi punti? mandagli un messaggio: occhio, posso farlo anch’io…Il fatto che lui non abbia fregato un punto vicino lle righe e’ stato proprio l’esempio…Ha chiamato l’out immediatamente, su una seconda palla dentro mezzo metro…E poi gli ha detto, imitandolo: Can’t you see? Two inches…
Ha fatto quello che avrei sempre desiderato di fare io almeno una trentina di volte di fronte a qualche fregone del mio club ma non ho mai avuto il coraggio di fare perche’ ho sviluppato nel tempo dei freni inibitori o perche’, semplicemente, non sono abbastanza cattivo agonisticamente…Chissa’…
Comunque per rispondere a Simply Pete: certo che si puo’lottare mantenendo un atteggiamento composto, la Shiskhina l’ha fatto e ha vinto 61 60 (bisognerebbe vederla in un match che perde 76 57 76…), dipende dal tuo carattere e personalita’, c’e’ chi nasce robottino ragioniere e chi jungle boy …A Nicholas stanno cercando d’insegnare a diventare piu’ controllato senza perdere il fuoco dentro…Io dico semplicemente che deve essere POSITIVO, che non ho problemi a occasionali esplosioni se poi c’e’ un recupero immediato del controllo…Quel che non sopporto sono i ‘gnoloni’, i piagnoni…E purtroppo Nicholas qualche volta si lascia aspirare da questa spirale di negativismo insopportabile: Non ci posso credere…Brutta stuopida racchetta…oh, oggi non mi entra il dritto…Servizio di merda! … No whining, no excuses, questo e’quello che vorrei…Poi c’e’ questa contraddizione: che mentre da un lato molti coaches e abitri sono indignati, lo puniscono, s’incazzano, molti altri decantano il suo charming (insegnanti) o la sua attitude (Coaches che sono stati in giro per il tour). Anche Sartori in effetti disse: Che s’incazzi o sbatta la racchetta non e’ importante, l’importante e’ che non sia un lamentoso piagnucolone…
madmax says:
Ecco un’altra affermazione che non lascia dubbio sul non iuscire ad essere più obbiettvi..
Ma tu veramente credi che un bambino a 10 anni possa battere un agonista di 18?? No perchè se ci credi davvero hai bisogno di aiuto da uno bravo!!
O quello di 18 gli hanno dato in mano la prima volta all’atto dell’iscrizione o non è possibile..
Cominicamo con il dire che questi presunti bambini di dieci anni provengono da paesi dove l’anno di nascita lo estraggono al lotto, dopo di che che molti di loro usino l’ormone della crescita come lo zigulì lo sanno anche i muri e questo soprattutto chi va alla ricerca di sponsor.. Addirittura ai tempi della vecchia URSS chi decideva di non farne uso veniva escluso dalle convocazioni a Mosca…Prima però potevi continuare a farne uso anche dopo e non esisteva il test Elysa..
madmax says:
gli hanno dato in mano la racchetta…
stefano grazia says:
Tanto per essere chiari: sottoscrivo il post 215 di Mad Max, giustissimo, anche se, da un punto i vista estetico, preferisco il giocatore alla Hewitt o alla Murray piu’ di quello alla Borg… E allora direte: ma perche’ litigate? Perche’ ogni volta che scrivo di personalita’ e cattiveria agonistica m sembra di essere scambiato con quello che insegna al figlio a fregare i punti, a sbattere racchette, a dire parolaccie e a dare del busone all’avversario quando semmai e’ esattamente il contrario…Non sono invece contrario a un po’ di bullismo e d’intimidazione, nel senso che devi essere sicuro di te, confident, e devi essere in grado di non farti fregare… Di episodi da narrare ne avrei ancora parecchi, per esempio uno raccontato dal padre di sendegeya sul motivo per cui suo figlio, bravo bello e buono, avrebbe perso …e sbattuto per la prima volta in vita sua la racchetta …ma bisognerebbe intenderci prima: io racconto episodi, li interpreto, do il mio punto di vista… Voi avete subito classificato Tornado e Nasty come due fregone maleducate piagnone quando invece sarebbe da sotolineare un altro fatto, che le due bimbe, 11 e 10 anni, hanno in realta’ dimostrato una tempra da combattente non comune: moltissime avrebbero smesso di lottare, si sarebbero ritirate, avrebbero perso la testa… Una di loro invece ha solo perso la partita, lottando fino alla fine. Per questo speravo che Nicholas se non se la vuole sposare che almeno la facesse amica e andasse a fare tornei con lei visto che ormai e’ certo che Mad Max non gli permettera’ mai di fare il misto con sua figlia…Off Topic: Fra le femmine ho sempre preferito la Henin che voi direte era una stronza e per me non lo era: cioe’, ha sbagliato in 2-3 occasioni come tranne poche eccezioni hanno sbagliato tutte, incluse la Pennetta,Serena e tante altre … Io sono molto piu’ tollerante, non crocifiggo una persona per la follia di un minuto su un campo da tennis…
madmax says:
Eh no caro Stefano.. Troppa open era da parte di chi tu ben sai, ma anche di Christian se è per questo, io poi ovviamente ho “sposato” quella causa e mi trovavo d’accordo….. Del menthal mai detto nulla riguardo al campo semmai fuori sul comportamento ma ti ho anche detto che se va bene a voi non è un problema mio..
Bugia anche sull’accademia… Ai tuoi dubbi ti ho risposto: con me si comportano dversamente per cui…se un giorno dovessero cambiare me ne andrei all’istante.. detto fatto come al solito coerentemente..Che poi il mio punto di riferimento fosse il Cat l’ho sempre detto a caratteri cubitali ma finchè lui non rientrava nel tennis come facevo ad affidarmi completamente a lui?
Altra nota sulle differenze di come uno vuol girare la frittata distorcendo completamente la realtà ..
Premesso ovviamente che nessuno è infallibile e quindi anche il più grande dei coach/manager può tranquillamente sbagliarsi e lo dico così nessuno può pensare che questo debba essere per forza il vangelo…
No anzi sarà meglio che mi fermi qui va…semmai più avanti…
stefano grazia says:
La Nefedova se non ha 10 anni, ne ha comunque 11…il fatto e’ che qui gli U18 sono forse piu’ facili degli U12 perche’ ovviamente gli U18 bravi stan gia’ facendo gli ITF…Comunque tutte le ragazzine brave qui (Shiskina, Black, Nefedova…)fanno U16 e U18 cosi’ come li’ da voi gli fate fare gli Open…Capito come funziona? Ho anche sempre detto che i Tornei in Europa sono piu’ difficili: qui ci sono di difficili i Nationals e quei pochi Internazionali come EH, Prince Cup e Orange Bowl ma e’ anche un fatto di numeri: qui ci sono 30 tornei ogni settimana a una due ore di distanza e nel week end. Te li giochi e ti fai la tua esperienza, conosci gente, competi, ti diverti, etc etc Per farli devi solo pagare on line la tua tessera USTA, non hai bisogno di Circoli come intermediari (adesso Andrew avra’ un orgasmo) Ogni tanto ti puo’ capitare uno forte venuto per un paio di settimane in un Academy ad alenarsi ma la competizione e’ un po’ sparsa e quindi il livello medio di un ETA o di un Nike estivo del trentino e’ sicuramente superiore… Ma i migliori della Florida (quelli che lottano per vincere l’EH e l’Orange Bowl) mi sembrano altrettanto bravi di quelli che vincono gli Eta Europei…I koreani, Kuzlov,gli americani dell’USTA National Center di Boca…E poi c’e’ la Shiskhina che saranno poi cxxxi della figlia di Max cosi’ come Quinzi lo sara’ per quelli della generazione di mio figlio (ci sono i divi, i superdivi e poi c’e’ Marlon Brando). In una grossa Academy come la Bollettieri c’e’ il valore aggiunto della competizione interna, dei quotidiani matchplay, dei tornei Gran Prix interni che vengono considerati piu’ importanti dei tornei del gigetto del circondario…e chi e’ che li ha definiti per primo del gigetto? Mad Max? No,io stesso, a dimostrazione che se c’e’ uno che e’ obiettivo quello son sempre stato io.
Comunque cliccate su google i nomi di nefedova, shiskhina, tornado black, uno alla volta, e vi apparira’ tennisrecruiter.net, con tutti i risultati per queste bambine in funzione della loro liggibilita’ per il college…Nicholas sara’ eleggibile nel 2014, Anastasia nel 2017… Potrebbe davvero essere come dice Max, una nigeriana russa (Quanti asnni hai? Dipende…) ma quando vi mandero’ le foto vedrete anche voi che non puo’ avere piu’ di 11-12 aa e che potrebbe davvero averne 10… Del resto Kuzlov l’anno scorso a 10 ha perso in finale e quest’anno a 11 ha vinto … E se Quinzi che in Europa spesso ha dominato e qui e’ uscito ai quarti puo’ anche essere che la competizione non era poi da buttar via, no?
Pero’, ripeto: in Europa i tornei son piu’ difficili e Nicholas e’ una merdazza. Chiaro questo? E adesso fatemi scrivere dell’Eddie herr che altrimenti Archipedro ricomincia a scrivere anche su questo blog… (SCHERZO ARCHIE!!!)
stefano grazia says:
Che io di tennis maschile ne capisca la meta’ di quanto ne capisco di tennis femminile e’ dato dal fatto che continui a che Nicholas e’ tecnicamente fortissimo e dall’aver detto ieri che Joseph Di Giulio non mi sembrava poi tutto questo granche. Pur continuando a non sembrarmelo, ha liquidato il nostro Gianluigi Quinzi con un perentorio 63 62. A fine partita GQ rivolgendosi a se stesso nel prendere la borsa ha esclamato un enfatico: Non dico niente e onestamente, vedendolo sfilare muto e rapido fra la fila di amici non ho avuto cuore di chiedergli a cosa si riferisse, se a una giornata no sua o ad una si dell’avversario. Pierpaolo Renella chiede a mia moglie: secondo te e’ giusto dire che oggi Di Giulio ha avuto piu’ solidita’ di Gianluigi? E mia moglie risponde: Piu’ solidita’ e piu’ tennis.
In realta’ ne’ io e mia moglie capiamo un accidente di tennis e ci limitiamo a registrare le sensazioni del momento da spettatori e appassionati: sara’ Natalia, la coach argentina, che analizzera’ i contenuti tecnici e apportera’ i correttivi per l’Orange Bowl che e’ alle porte. Tenuto conto che come abbiamo piu’ volte ripetuto vincere l’EH non significa nulla soprattutto fra i maschi, credo che un quarto difinale con tre buone partite vinte a 13 anni nell’U14 siano da considerare un ottimo risultato. Altrimenti noi dovremmo tutti suicidarci.
Che non sia una gran giornata comunque lo si vede fin da subito: Gi Kiu sembra quasi piu’ interessato a cosa fanno sul ampodi fianco dove giocanoYfan Dang, il cinese del suo gruppo in allenamento, e l’inglese Bambridge. Hanno messo i Quarti U14 uno di fianco ll’altro, dal campo 11 al 14)
Dang: this guy is killing me!Everything is on the line!
(E chiamale fuori gli direbbe un padre cattivone come quello che voi credete che io sia. Invece Dang che e’ un cinese estroverso e poco orientale ma molto onesto le chiama tutte giuste e perde 61 61. Le avesse chiamate fuori avrebbe perso 61 62 e avrebbe fatto anche una figura di merda. Mi trovo costretto a sottolinearlo per non dare adito a dubbi)
Sul campo 13 l’albino figlio della perfida albione, Edmund, fa una classica ‘culata’: arrivando in ritardo su una fuclata l’arpiona andando indietro e cosi’ facendo partorisce una smorzata imprendibile di cui chiede subito scusa…Thai Kwiatowski, un americano di chiare origini orientali e che PP (Renella) mi definisce un matto duro, non lo guarda nemmeno: schifato,gli gira le spalle e lancia alla Federer dei tempi migliori la racchetta come se fosse una palla da bowling…
Gi Kiu e Di Giu (eh eh) si siedono ai lati opposti della rete: nonso se hanno trovato le sedie gia’ cosi’ o se l’han fatto di proposito…Di Giulio ha brekkato e GQ sembra davvero distratto, magari non gli piace la giornata ,fredda e plumbea…le previsioni danno pioggia dopo mezzogiorno…
Incredibile punto di Dang che fa fare il tergicristallo a Bambridge ma non con dei topspin bensi’ con una serie di siluri fino al vincente sul dritto: ha fatto il controbreak ma e’ 1/3…Qualche game dopo, in piena frustrazione, si erma e caccia un urlo disperato alla luna…S’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo: Kwitowski gli isponde con un ululato alla una…sta perdendo il primo set 62 ma vincera’ poi 61 61 …
Rileggo che avevo scritto: Ma se anche vincesse Di iulio a me sembrerebbe comunque di avere sottomano al massimo un Vince Spadeamentre GQ ha l’aura di uno destinato a egregie cose, o Pindemonte. Poi ovviamente di Natali e Virgili son piene le fosse…PP Renella mi corregge: a lui Di giulio ricorda per certi versi un Gilles Simon da junior…
Ah, una cosa: io quando parlo di Nefedova & Co so benissimo che nessuno di loro mi leggera’ mai, anche se magari mi hanno scambiato per un giornalista o uno scout, e non ho quindi paura di ‘montarle’. vado piu’ cauto con gli italiani e soprattutto con mio figlio che ne ha 50 davanti a lui in Italia e qualcuno ha anche un anno in meno.
Cx£$* devo fare? si lamenta Gi Kiu dopo averne messo una in rete. Non so se si riferisce ad una superiorita’ strategica di Di Giulio perche’ noi da fuori non abbiamo l’idea della superiorita’ dell’altro che pero’ si ssa sul 52 mentre di fianco Dang fa sbarabang dang dang!!! e vince punti pazzeschi, poi pero’ lo score e’ impietoso a favore dell’altro… Chip Brooks e’ nell’angolo a vedere il match…Noi ce ne andiamo a vedere le due finali U12.
Nelle finali (e negli U18) e’ comparso l’arbitro sulla sedia ma le linee continuano a chiamarle i giocatori. Sulla tribunetta fra il campo 3 e il campo 4 c’e’ una banda di Koreani, quasi tuti piccoli atleti, che fa il tifo da curva di calcio per Hong (vincitore con un altro Koreabno in doppio proprio su Kuzlov e il fratello del 2000). L’inizio sembra favorevole l Koreano ma Stefan a son di DA!Da!DA! vince il primo game…Poi Hong sembra piu’ completo da fondo con ottima alternanza di top e back mentre Stefan ha quel gioco tutto suo, fatto di grandi variazioni e improvvise palle corte prese in controbalzo dall’alto in basso…Deve essere imbttibile a pittino…Oggi Kuzlov parla solo usso e infatti quando si lamenta dopo un Unforced error l’arbitro lo richiama e gli da un warning diffidandolo a parlare in una lingua che non sia l’inglese: concesso,nella lingua atia, solo il si, dai, forza, andiamo!!!
I koreani aspplaudono ad ogni punto del connazionale,sia che si tratti di punto guadagnato che di un volgare errore dell’avversario: un punto e’ un punto, anche per un orientale… Il problema di Hong e’ che ha vinto tutti i match 61…Kuzlov ha avuto un po’ piu’ a fare , non molto per la verita’, ma magari e’ piu’ preparato alla pugna anche se all’inizio e’ un po’ troppo alloso da fondo…Poi fa un Home Run sulla prima di servizio mandandola fuori di 6 metri In lonananza si vedono Shiskhina e Tornado riscaldarsi in giacchetta della tuta sullo Stadium Court, il campo i Bollettieri, quello con le targhe dei grandi alunni dell’Academy da Agassi giu’ giu’ fino a Nishikhori passando per Courier, Krickstein, Arias, Seles, Haas, Mirny,Jankovic, Vaidisova,Sharapova ma anche le Williams, Sampras, Pierce, Becker, Rios, Stepanek, …insomma tutti, proprio tutti, anche quelli che si son fermati 5′ a chiedere informazioni magari per Saddlebrook…Mentre andiamo a vedere incontriamo il padre di Sendegeya che si intrattiene con aul Forsythe, uno dei Coaches piu’ importanti dello Junior Program: prima l’avevo visto attaccar bottone a Chip. Si vede che sta cercando di ottenere qualcosa in piu’ in termini di attenzione per suo figlio in vista dell’Orange Bowl: ognuno fa la sua gara, basta poi non venire a dare lezioni…
Arriviamo in empo per sentire Tornado autoincitarsi..La Nuova Maria ha vnto il primo game, Alicia il secondo…e la partita appena incominciata e’ gia’ finia…Shisky come avevo supposto, viene a rete anche se e sue volley non sono ancora cosi’ sharp come quelle, che so, di Nicholas…Ma la sua tenuta da fondo, il controllo el campo,la sua mobilita’ sono incredibili..A PP (Renella) all’inizio pare di osservare che la Black tiri piu’ forte ma che la Shiskhina si muova meglio…secondo me tira piu’ forte Marya e la Black e’ una grandissima rematrice nonostante non sembri cosi’ agile …Vediamo Julio, uno dei fedelissimi di Bollettieri e Gabri’ ricorda a PP di quando Nicholas fece la prima mezzora con Bolletta e c’era proprio Julio a fargli da feeder e Nick gli diceva: Julio, Julio, who does remind you? Chi ti ricorda, eh? e tutti noi pensammo ad Andre, e invece chissa’ a chi si riferiva…
Ci iscuote dal dolce rimembrare un gran C’MON di Tornado col pugno teso in direzione dell’avversaria che e ci fosse stato l’Arbitro Cattivone sarebbe stato un immediato warning…Che arriva, molto gentile, dall’arbitro di sedia, che sembra una brava persona, piu’ tardi quando Tornado prima sbaticchia un po’ la racchetta e poi lancia la pallina …L’arbitro la chiama e la Black ,che quando cammina, cammina a sobbalzi col culetto per aria e le braccia tese lungo i fianchi, un po’ sbilanciata in avanti e stizzosa, fa dapprima finta di non sentire poi torna indietro… La madre s’incazza perche’dice : the rackett is cracked!la racchetta e’ craccata, rotta, e non si capisce se e’ incazzata per quello o se vorrebbe che la cambiasse…Addirittura telefona al marito che non e’ presente non si capisce se per agioni di cuore o perche’ deve lavorare gli spiega che la racchetta is cracked… Cambio di campo, un paio di punti e la madre dopoche li ha entrambi persi continua a ripetere con voce da tipica afroamericana (anche se e’ un po’ un africana bianca): The rackett is cracked…
E Tornado urlando: IT’S NOT!!! SHUT UP!!! Non lo e’, chiudi il becco!!!!
Poi perde il game, la risbatte e le rimane il manico in mano: cioe’ non si rompe l’ovale, prooprio si spacca in due come se il manico fosse stato segato in due …Incredibile.
Gabri’ commenta: Be’, adesso rotta lo e’ davvero…
L’arbitro sembra non essersene accorto perche’ il fattaccio accade dietro la sedia e non riesco a capire se le da il penalty point: fosse successo a Nicholas l’avrebbero mandato a Sing Sing. Ma il match ormai e una tortura: il vero tornado in campo non e’ la Black ma e’ Maria che imperversa con la cattiveria glaciale e assassina che piace tanto a Max e che haanche Anastasia Nefedova almeno finche’ vince…Tornado ricomincia come ieri a singhiozzare privatamente e avere la faccia imbronciata di chi le han tolto il giocattolo preferito, la vittoria …Certo, continua a lottare ma non c’e’ storia: Shiskhina e’ di un’altra categoria…Solo la diversita’ nel servizio potrebbe essere sufficiente a fare la differenza ma non e’ solo quello…Andiamo a dare un’occhiata agli altri incontri e troviamo Kuzlov sotto 3/5 mentre al campo di qua dal passaggio arriva una cantilena monocorde: e’ la Jankovic che si sta allenando!
GQ e’ invece sotto un set e 2/3..Il dr sendegeya dice che Gianluigi gli sembra stanco ….Dang ha gia’ perso, e di brutto, mentre Waitkovski ha pareggiato i sets e finira’ per vincere, fra un urlo e un altrro, 26 61 61. Pazzo si ma con giudizio! Sull’ultimo capo la testa di serie numero uno ,il vietnamita Nguyen (Nicholas ha battuto in un torneo locale uno col cognome cosi’, magari era suo fratello, oppure quel cognome e’ come Rossi in Italia).Gi kiu ne sbaglia un’altra, guarda con disgusto la pallina poi si gira e caccia un ululato alla luna. Natalja al cambio dicampo, sul 2/5, non sa piu’ cosa dire: batte le mani ma piu’ per il freddo che per incoraggiare il suo allievo… Di Giu non ha pecche evidenti, la parola ‘solido’ lo descrive perfettamente. Probabilmente e’ molto forte strategicamente. Vince 63 62. Ma non e’ certo una bocciatura per GQ.
Nella finale U12 stan succedendo cose strane: Kuzlov recupera da 35 a 55,va ancora sotto 56 a agguanta il tie break (con un punto incredbile in cui vengono giocati tutti i colpi dello scibile tennistico inclusi una decina di ridicoli moonball in top spin) e lo vince a 1.
Ritorniamo al Court stadium in tempo per il match point:ah, si scusate, vi avevo detto 61 62 e invece e’ un 61 60. Marya chiude con una magnifica swing volley: Tornado scaglia con rabbia la pallina contro la rete e offesa a morte dallo strapotere kazhako raggiunge la rete, stringe in fretta la mano all’avversaria e vorrebbe andarsene via il piu’ lontano possibile e invece deve rimanere dentro il campo per la premiazione. Alicia raggiunge con la sua andatura da bimba africana dispettosa e imbronciata la mamma che la incoraggia, capto qualche amentela e la madre che dice: Ma e’ la IMG, che cosa ti aspettavi?, come se vi fossero state delle ingiustizie (ma guardate lo score, dai…)Poi arriva l’arbitro che molto dolcemente la chiama: Tornado, Tornado, lo so che e’ un momento difficile per te ma dovresti dire qualche parola ai media…E Tornado allora prende in braccio il suo cagnolino che comincia a leccarla e a lei scappa per la prima volta un sorriso…
Saran passati 5′ dalla fine del match, forse meno, Non male, eh, Nicoxia? Difficile comunque a 11 anni essere sportivi nell’immediatezza di una sconfitta bruciante con una tua acerrima rivale con cui ti contendi tornei e attenzione dei media e degli sponsors. Shiskhina e’ la Nuova Marya, Tornado e Hurrycane sono le nuove williams…Sometimes you win, sometimes you lose. Sometimes it rains. e infatti dieci minuti dopo comincia a piovere e il match fra Kuzlov e Hong viene sospeso e poi condotto a termine indoor. Ve l’ho raccontato del Korro-cheee o similia? Di Kuzlov che a un certo punto inizia ad alzare una nidiata di liftoni pesantissimi e si accompagna con questo verso e noi crediamo sia russo, e invece e’ l’equivalente di C’Mon in Koreano. Vuol dire esattamente: that’s it, that’s the way!, ci spiega un accompagnatore Koreano e allora Gabri’ gli fa: ah, e’ un mindgame e il koreano rimane sorpreso come se lo avesse capito solo in quel momento, e poi si illumina, fa si si con la testa e lo spiega subito in koreano al resto della sua tribu’. Dall’asltro lato del campo magro ed impassibile nella sua tristezza da koreano Hong ha maschera del predestinato. Alla sconfitta.Vince infatti Kuzlov, ancora al Tie Break.
stefano grazia says:
Domenica rientro in Italia e poi il 9,ercoledi’, a Lagos. Per 3-4 giorni potrei non essere in grado di procurarmi una connessione e quindi vi lascio soli per un po. Voglio solo ricordarvi che se vi ho raccontato dell’eddie Herr non e’ perche’ gli do sta gran importanza, fossi stato al Torneo di Mirandola vi avrei raccontato anche di quello…Mi e’ sembrato che molti di voi lo richiedessero e che comunque a diversi potesse interessare il racconto di quel che succede in un torneo considerato fra i piu’ importanti…Non so se lo avete notato, ma non ho fatto la telecronaca del match vinto da mio figlio, anzi, di quello ho parlato pochissimo …Io pero’ in generale non sono un giornalista come l’amico Pierpaolo e infatti se volete un resoconto asettico e analitico andate sl sito di tennisitaliano: li’ non leggerete i resoconti epici che vi hanno tanto turbato e che non volevano, nelle mie intenzioni, esaltare oltre l’importanza che in realta’ le competizioni giovanili dovrebbero avere…Non ci dovrebbero essere i media, sono d’accordo, non bisognerebbe correre il rischio di ‘montare’ i piccoli atleti che non se la dovrebbero tirare…Pero’ io piu’ che vedere dei bambini viziati e cattivi, ho preferito vedere dei piccoli guerrieri e rccontare la pulp fiction, Come se fosse un libro, un film, un romanzo d’avventura. Se poi la vita imita l’arte, come disse Woody Allen, io non posso farci nulla.
francesco says:
Può per favore qualcuno darmi questa informazione :
Quante nazioni e in rappresentanza di quanti continenti hanno partecipato l’Eddie Herr 2009 con propri rappresentanti ?
Quanti e quali nati nel 1996 (13 anni) oltre a GQ hanno raggiunto i quarti all’Eddie Herr under 14 maschile del 2009 ?
Quanti e quali 1996 gli ottavi di finale ?
Al di là di tutto e di tutte le chiacchiere possibili mi sembrerebbe un dato molto importante da analizzare.
nicoxia says:
Bogar,Piatti a suo figlio ogni finale fa toccare con la racchetta la schiena si intende questo per finale.Lui in modo scherzoso gli ricorda sempre grattati la schiena.Non volevo esaltare nessuno solo metterti a conoscenza,che ci sono vari tipologie di lavoro e se tu le conoscessi potresti valutare in modo più approfondito le tue scelte,fidarsi è bene …..
nicoxia says:
Stefano,l’educazione è un compito dei genitori,tu confondi il buono con l’educato.
fancesco coach gemelli says:
@ Nicoxia
Interessante questo medoto per insegnare ai bambini a finire il movimento
Hai qualche altra dritta diPiattiper i miei gemllini di tre anni ?
Giorgio Errani says:
@Mauro g&f
quanti tennisti sono riusciti a diventare buoni professionisti senza avere avuto risulttai apprezzabili da under ? praticamente nessuno…
avevo fatto una ricerca ed una statistica all’epoca, dimostrando in maniera incontrovertibile che avere risultati eccelsi da under non è una garanzia di successo, ma quelli che poi hanno successo hanno avuto risultati apprezzabili da under
il punto secondo me è proprio questo: biosgna preoccuparsi – da under – di essere nel gruppo (io avevo la lista delle 50 top mondiali classe 1987 e l’aggiornavo ogni 2 mesi, preoccupandomi che Sara fosse nelle prime 10/12) ma non preoccuparsi troppo di vincere, bisogna lasciare a questi ragazzi/bambini la possibilità di crescere in autonomia (con qualche errore di percorso o qualche sbandamento, tenuto sotto controllo)
il tennista/robot/automa/telecomandato/iper-perfetto si rompe presto, fisicamente o mentalmente (ancorchè oggigiorno ci siano strumenti per potersi avvicinare a questa costruzione programmata, tirare troppo la corda – oggi come sempre – produce il noto risultato…)
in sintesi: oggi abbiamo (anzi avete) strumenti ed informazioni eccellenti per aiutare i vostri figli (beati voi), ma non abusatene…
Giorgio Errani says:
P.S. l’unica cosa determinante è sempre la stessa… THE PASSION
ma quella – sfortunatamente – non si compera da nessuna parte
capponi andrea says:
Nessun buon professionista è diventato tale senza ottenere apprezzabili risultati da Under perchè tra le altre cose una selezione notevole si fa già a livello economico.Leggendo gli inter—-mi reportages dalla Florida,mi sembra di capire che i partecipanti siano lì a loro spese e non siano una selezione dei migliori magari sostenuti dalle loro federazioni.In Italia ci sono sicuramente U.12 del livello del figlio di Stefano Grazia ma che non avranno mai la possibilità di fare tali esperienze e di conseguenza migliorare.Personalmente conosco un U.18 discreto con notevoli possibilità economiche che da 2 anni gira il modo x futures con scar—mi risultati mentre qui in regione non è tra i primi 10.Gli altri 9 però non hanno le sue stesse opportunità e difficilmente entreranno nel circuito.Lui invece a forza di provarci magari fra un paio d’anni entrerà nei 400 e magari nei 200.Vi chiedo,con questo sistema elitario,quanta gente potrebbe diventare professionista e non pùò farcela x ragioni economiche?
Chi va avanti è veramente il migliore?
Giorgio Errani says:
@capponi andrea
chi va avanti è il migliore
che poi il tennis sia uno sport costoso l’abbiamo già detto a iosa, se qualcuno poi vuole buttare i soldi girando il mondo e giocando a tennis senza avere risulttai strepitosi sarrano problemi suoi (o forse sta semplicemente cercando di soddisfare la propria passione irrefrenabile…), sicuramente se non ha le qualità non arriverà da nessuna parte
dire che chi arriva non ha qualità ma solo soldi è una stupidaggine (sorry)
bogar67 says:
Nicoxia sicuramente andare ad osservare come lavorano gli altri maestri (per gente come Piatti cmq è ancora presto) è una cosa che avevo e che ho già preso in considerazione. Sono però molto soddisfatto del lavoro che sta facendo il maestro della mia bimba perchè THE PASSION la deve avere il piccolo atleta ma anche il suo maestro. Di altri maestri ne ho già visti due/tre, gente che durante l’ora di lezione anzichè insegnare sta al cellulare, altri che esigono dagli allievi il rispetto di regole ferree con urla da accademia miltiare che forse vanno bene per un dodicenne ma non certo per una bimba di 5 anni, altri ancora che al contrario lasciano i bimbi giocare tra di loro in totale anarchia e si fanno vedere solo al momento di riscuetere la retta. Adesso che ho capito cosa intendevi per finale, devo dirti che è proprio questa la differenza che avevo notato nel colpire la palla tra i bambini che vengono il sat due volte a settimana e la mia bimba che invece ha in più un’altra ora individuale dove gli sono stati spiegati per bene questi movimenti.
bogar67 says:
Ho scritto “è una cosa che avevo e che ho già preso in considerazione” anche qui inauguro gli strafalcioni trapattoniani. Per fortuna ho demandato a mia moglie di professione insegnante la crescita culturale della mia piccola tennista, almeno fino alle medie non ho bisogno di skype eh eh.
Alessandro Nizegorodcew says:
@ Giorgio Errani, Capponi Andrea,
Bisogno fare un distinguo tra tornei under 12,14,16 e under 18. Perchè tantissimi giocatori attulamente tra i primi 100-200 Atp, dopo l’under 16 non hanno praticamente mai giocato under 18.. Io conosco meglio le carriere degli azzurri e quindi vi cito questi.. Dei ragazzi che in questi sono passati tra i top-100, ad esempio, Bolelli, Starace, Cipolla, Lorenzi non hanno praticamente mai giocato tornei under 18 (al contrario di Fognini e Volandri e anche di Seppi che qualche match under 18 lo ha vinto).
Credo che l’ultimo step “necessario” sia under 16, essere forte under 18 invece non è vincolante per fare una buonissima carriera..
running says:
Salve a tutti. Grazie ad un amico scopro il mondo del blog sul tennis solo ora. Ho letto qualche post sui “papà coach” e sui metodi di allenamento verso questi baby-tennisti e devo dire che sono anni luce distante. Rispetto qualsiasi forma di pensiero, permettetemi però di non condividerla. I sacrifici che faccio (e non sono pochi) sono solo diretti verso l’enorme passione che ha mia figlia, da tre anni a questa parte, verso questo sport… da lei scelto. Nel momento in cui mia figlia mi trasmetterà segnali negativi o che questa sua passione cali (se calerà ) non sarò certo io a forzarla per far sì che continui con il tennis… anzi. E’ uno sport ricco di molteplici problemi, sia per i ragazzi che per i genitori (per taluni in maniera esponenziale) che mi portano a pianificare la giornata di oggi e magari anche quella di domani ma MAI il futuro. Probabilmente sbaglio… ma preferisco così.
nicoxia says:
Bogar,nel blog Stefano e compagni hanno scritto quasi tutto dal punto di vista tecnico motorio,infatti Nicholas tecnicamente è perfetto atteggiamento in campo magari segui qualche altro esempio.
francesco brancato says:
Stefano,ed ora che vai via dagli USA chi ce lo racconta l’Orange ?
nicoxia says:
Running,secondo te chi nel blog professa il contrario,io lo seguo da sempre e non ne conosco uno.
capponi andrea says:
Chi va avanti è sicuramente il migliore ma tra quelli che possono fin da piccoli fare un certo tipo di attività ma non tra tutti quelli che iniziano a giocare a tennis.Nel calcio,nel basket,nell’atletica chi inizia e ha talento difficilmente non viene notato,aiutato o smette di allenarsi in un certo modo o a fare attività perchè non ha soldi.I primi cento calciatori del mondo sono sicuramente i primi cento tra quelli che hanno giocato al calcio.Totti o C.Ronaldo a 12 anni non andavano individualmente a fare una clinic in capo al mondo per migliorarsi mentre altri coetanei si allenavano all’oratorio.Il discorso economico non vale solamente per il tennis giovanile ma anche x chi frequenta il circuito pro.Esempio:Grassi è un tennista italiano,24 anni,n° 418 ATP,Prize Money 16000 dollari,punti andati a prendere in Senegal,Messico,El Salvador.Ma è veramente il 418° al mondo?.Quanti 2/3,2/4 in Italia o all’estero giocano come lui o meglio di lui ma non possono permettersi di provarci.O pensiamo veramente che i 16000 dollari più altre entrate tennistiche possano permettergli di fare attività ? Visto che chi frequenta questo sito è esperto mi può citare 5 TOP 100 che non vengano da famiglie che hanno investito 20000 Euro l’anno x l’attività del loro figlio.
Alessandro Nizegorodcew says:
@ capponi andrea
Partendo dal presupposto che non mi dispiace il tennis espresso da Grassi (anche perché uno che serve con la sinistra e poi gioca con la destra è comunque divertente!). Il discorso che fai però è sacrosanto. Mi sono occupato della problematica soldi e tennis professionistico (futures, challenger e open) in un pezzo che uscirà sul prossimo numero di matchpoint, vi invito a leggerlo.
Per quanto riguarda i 5 top100 che vengono da famiglie non agiate, che non hanno la possibilità di garantire 20.000 euro per una stagione.. sinceramente non conosco in maniera approfondita le storie dei giocatori e rischierei di commettere degli errori; non mi sembrerebbe giusto.
Posso farti giusto il nome di Kubot, mio cugino polacco me ne parlava come di un grande talento che non aveva modo di girare troppi tornei per problemi economici. Probabilmente anche qualche argentino, ma su questo tema bisognerebbe chiedere al maggiore esperto di tennis argentino in Italia: Riccardo Bisti
max64 says:
Salve a tutti, è la prima volta che entro in questo specifico blog “genitori figli” anch’io ho un bimbo del 2002 che ha iniziato ha giocare a tennis, con me, visto che ho avuto la fortuna di essere stato un buon B1 ed aver avuto anche l’opportunità di fare il coach a livello internazionale per alcuni anni nel circuito WTA. Mi sento solamente di fire dopo aver letto solo alcune delle vostre esperienze che che il TALENTO così detto o il livello tecnico di un “giocatore” influisce in maniera grande a livello di bambini, come essere nato a dicembre o gennaio, dopo forse può contare per un 10% il resto è tutt’altro: mentalità , spirito di sacrificio, voglia di rinunciare ad un vita “normale” non subire le pressioni di GENITORI FRUSTRATI ED INVADENTI, ecc ecc, chiudo pregando tutti coloro che pensano di programmare il LORO futuro campione , occhio che la gran parte dei giocatori arriva ad essere un campione per una serie di eventi che debbono coincidere talmente occasionale da escludere la brillantezza delle idee dei genitori.
adelaide says:
Chiedo a Stefano Grazia che è sul posto di verificare quanto segue:
Quinzi ha giocato il suo quarto di finale con una profonda ferita al piede destro procurata durante il doppio del giorno precedente giocato per metà praticamente da fermo. Nonostante le cure apportate il fastidio prima del singolare era ancora notevole e questo ha comportato un cambio di scarpe di due numeri superiori. Prestazione quindi compromessa in partenza nonstante la bravura dell’avversario.
Complimenti comunque al vincitore della giornata , Di Giulio.
In forse per questo Orange Bowl per Gianluigi
Stefano Grazia says:
Scrive PP Renella su Tennis Italiano.it (e notate la mia onesta’ intellettuale perche’ riporto un contributo che sembrerebbe dare ragione ai vostri concerns): “Concludiamo con un pensiero nostalgico: quando assistiamo all’oscenità di due undicenni che si insultano in campo, nella nostra mente si ravviva il ricordo del compianto Glenn Feldman, nipote del decano Eddie Herr, anima e fondatore di questo torneo. Feldman che di mestiere faceva l’avvocato – Cino Marchese (ex Presidente di IMG Italia), ad esempio se lo ricorda bene – girava per i campi e quando notava un comportamento scorretto, prendeva da parte il ragazzo e lo induceva a più miti consigli con la forza della persuasione. I tempi cambiano ma i ragazzi hanno ancora bisogno di uno come Glenn Feldman. Pazzesco.”
Il match a cui si riferisce PP e’ Shiskhina e Black che abbiamo visto insieme a parte i primi due games: la cosa deve essere accaduta in quel momento perche’ io non mi sono accorto di nulla e infatti proprio ora al telefono con lui gli contestavo il significato dell’articolo che si concentrava dul lato negativo invece di esaltare il fatto che le due si erano date battaglia nonostante la pressione del favorito (Marya) e l’incombente stesa (Tornado) senza dargliela comunque su. PP mi ha detto anche che l’arbitro e’ stato bravo, le ha prese da parte e blah blah blah. E allora, dico io, scrivi che e’ stato bravissimo,no? Vabbe’, e’ la mia opinione, sono un positivo. Tornado non si e’ comportata benissimo,in effetti, e a fine partita si e’ lasciata sfuggire qualche parolina di troppo, ma insomma, diamole 5′ di tempo, non sono dei robots (la Shiskhina un po’ si…).PP propone anche una esibizione a Milano a 4 fra Marya, Zerulo, Sartori e una certa Vanessa Zemp che io non conosco: confesso che mi piacerebbe vederle giocare ma anche che organizzare un incontro fra queste 4 e venderlo come l’incontro del futuro sarebbe moralisticamente deleterio e facilmente condannabile dai media. Le 4 dovrebbero incontrarsi si ma qui da Bollettieri, al pomeriggio, in uno dei soliti incontri del pomeriggio, e non in una manifestazione creata appositamente per loro. Il grande vantaggio della Nuova Marya e’ che da un anno(forse due) a questa parte lei si allena con un personal team ALL’INTERNO della Bollettieri e al pomeriggio le procurano tutti i matches che vuole o di cui ha bisogno in quel momento. Si potra’ dissertare a lungo sul significato morale negativo di una siffatta situazione e sui contraccolpi psicologici devastanti che tutto questo potrebbe arrecare in caso di ‘failure’ ma io relata refero, riporto i fatti, non fatemi passare poi per uno che queste cose le giustifica: vi ho solo detto che la Shiskhina era forte, fortissima, e mi sembra di non avervi raccontato una balla. E anche la Zhao sta continuando ad andare avanti.
bogar67 says:
Benvenuto max64, a mio avviso più che programmare, a questa età (quello di tuo figlio e di mia figlia) come genitori si cerca di instradare il figlio o la figlia a questo o a quello sport, poi devono coincidere una serie di eventi come dici tu tra cui il principale è quello se il figlio vuole o non vuole percorrerla questa strada.
Stefano Grazia says:
Quoto Giorgio Errani, uno dei due soli ad avere il diritto di parlare: “avevo fatto una ricerca ed una statistica all’epoca, dimostrando in maniera incontrovertibile che avere risultati eccelsi da under non è una garanzia di successo, ma quelli che poi hanno successo hanno avuto risultati apprezzabili da under”. E’ quello che ho sempre sostenuto e scritto anch’io, se poi qualcuno vuole travisare, questo e’ un altro discorso. Stesso discorso e’ sull’educazione e la personalita’, su cui ho scritto diversi articoli e su cui ho espresso piu’ volte il mio pensiero battagliando piu’ volte con Nicoxia, Mad Max, Kill Bill e tanti altri fautori del nobile pensiero a meta’ fra il politically correct e l’ipocrita, ipocrita in quanto presuppone che io preferisca chi frega, insulta, sbatte racchette e blah blah. Io, come KB, voglio solo un agonista. Dal punto di vista estetico preferisco un Hewitt a un Chang ma e’ indubbio che agonisti lo erano tutti e due.
Nicoxia ora abbastanza poco elegantemente mi da del genitore incapace di dare una educazione a mio figlio, consigliando perfino Bogar di seguire un altro esempio. Quello che io ho spesso contestato e’ il fatto che tu puoi essere il miglior educatore del mondo ma come Di Carlo ha piu’ volte scritto chi nasce tondo non muore quadrato. It’s my nature,disse lo scorpione. Io rimango comunque dell’idea che l’80% dei campioni in ogni sport da piccolo avesse un certo carattere, che e’ quello di mio figlio, e che questo certo non sia una garanzia di successo ma solo un tassello dell’intera costruzione. C’e’ un particolare importante pero’: che questo carattere lo devi saper incanalare, trasformare in energia positiva. Devi saperti sottrarre dal Lato Oscuro della Forza.Devi maturare e se maturi bene, avrai successo, nella vita e nello sport. Se non maturi, potraiancora avere successo nella vita ma nello sport finirai probabilmente come un perdente frustrato astioso bilioso rancoroso invidioso. Per questo si cerca di educarli, di aiutarli a maturare: per questo io, a differenza di quello che alcuni di voi si son forse messi in testa, mi sono trasformato controvoglia in un genitore anche troppo severo. E confesso, senza roppo successo. Ma se non lo sgrido o punisco quando fa qualcosa di brutto, mi dite che e’ cosi’ perche’ non sono stato abbastanza severo, se lo sgrido, gli urlo, lo caccio a calci nel culo mi dite che son troppo severo, e qualcosa nel mezzo e’ sempre stata la nostra vita, un rollercoaster di emozioni. Il lavoro piu’ difficile al mondo e’ il mestiere di genitori di figli tennisti.Nel dubbio comunque io le uniche lezioni extra finora pagate sono quelle di mental, una a settimana.Ma rimango convinto che la tecnica la si apprende, los cojones -come disse il coach spagnolo a ClaudioTn- si hanno o non si hanno. Nicholas e’ una contraddizione in termini perche’ e’ fin troppo competitivo e aggressivo ma sta imparando a doversi guadagnare il diritto di vincere. Che questo non avviene per osmosi. Ma intanto per esempio Nicholas in questi ultimi tornei non ha mai sbattuto la racchetta per terra e prima lo faceva anche 10 volte a partita e sicuramente, fra alti e bassi, cadute e ricadute, e’ migliorato moltissimo non solo nel gioco ma anche nel comportamento. A scuola e’ arrivato con un anticipo della pagella e ci ha detto che aveva un C in francese e noi ieri sera ad incazzarci perche’ aveva A e lui a sostenere che l’insegnante gli aveva detto che sarebbe stato un B ma voleva dargli un warning message perche’ non si stava impegnando come all’inizio, E noi: Ok, basta, non vai all’Orange Bowl. Poi salta fuori che in tutte le altre materie ha A e un B e che comunque in francese era stato messo avanti un anno …Ancora, sul suo comportamento: se vi sono alcuni coaches e insegnanti e arbitri che lo criticano e puniscono o proprio non lo sopportano, molti degli stessi e anti altri lo descrivono come molto charming, una sicura personalita’ e sicuramente uno fra quelli che ce la potrebbe fare PROPRIO IN VIRTU’ DEL SUO CARATTERE.Per cui Bogar, chissa’, forse faresti bene a seguire il mio esempio anche li’.Per cui quando sento Nicoxia & Co continuare a sollevare poco velati dubbi sulla mia capacita’ di educatore o sulla maleducazione di Nicholas, mi sorge sempre spontaneo un pensiero … Auguri, verra’ anche il vostro momento. E allora vedremo se avrete il coraggio di scriverne, di esporvi. E’ facile, e’ comodo dire:se io avessi un figlio cosi’ lo tiro via dal campo di tennis a calci nelculo e lo faccio smettere di giocare a tennis…Bisogna solo vedere se voi sarete altrettanto onesti a raccontare … Io seduto sulla sponda del fiume attendo con calma.
Stefano Grazia says:
Adelaide: non sapevo di questa cosa, da quando il padre e’ partito e Gianluigi e’ con la Coach, l’ho visto solo di sfuggita e ieri ho preferito lasciarlo giustamente in pace, del resto io non sono un giornalista e non ho la necessita; di procurarmi ad ogni costo la notizia…Mi accorgo della totale differenza di vedute e interessi fra uno come me e un giornalista nel corso delle surreali discussioni che ormai quotidianamente ho con PP (ieri l’abbiamo portato a conoscere Lance Luciani di cui poi vi parlero’ non appena trovero’ il tempo) perche’ la sua attenzione si focalizza su dettagli per meassolutamente insignificanti: io cerco di vedere The Big Picture per arrivare ai particolari, lui parte dai dettagli per costruire una storia originale …
Stefano Grazia says:
Francesco, mi sa che il mio modo di raccontare appassionasse solo te e Roberto…No, anche Max e gli altri mi hanno detto bravo dal punto di vista narrativo ma mi e’ dispiaciuta la deriva che ha finito col prendere la discussione…Si tratta di bambine di 10 e 11 anni che lottavano per qualcosa piu’ grande di loro…Possiamo argomentare su questo e io essere d’accordo al 100% con voi (Io proibirei il professionismo fino al conseguimento di una laurea) ma sic stantibus rebus ho preferito vedere qualcosa di positivo: piu’ che gli insulti o gli sbatrtimenti, la capacita’ comunque di continuare a combattere.
Mmmm, Giorgio: come era a 12 anni Sara a sbattimenti di racchette, pianti, parolaccie e blah blah blah? Un’emotiva o una glaciale? E cosa ha fatto lei nell’Eddie Herr?
Stefano Grazia says:
Rileggendomi (perche’ non mi rileggo mai prima di inviare, e si vede … anche se rimango il mio scrittore preferito) noto di aver scritto a proposito della vittoria di Marya:
“Ritorniamo al Court stadium in tempo per il match point:ah, si scusate, vi avevo detto 61 62 e invece e’ un 61 60. ”
INTENDEVO: vi avevo pronosticato un 61 62 ed invece e’ un 61 60.
Certo, se davvero ne capisco cosi’ tanto di tennis U12 femminile dovete cominciare a preoccuparvi tutti …SCHERZO!!!!
Stefano Grazia says:
UNA COSA DEVE ESSERE CHIARA: Mad Max & Nicoxia, vi voglio bene. Continuate a dissentire e a criticarmi senza pieta’ ma lasciatemi la possibilta’ di replicarvi senza che dobbiate per forza offendervi…Io comunque ad ogni vostra critica rispondo d’impulso ma poi la valuto attentamente: magari non mi trovo d’accordo ma cosi’ come non prendo per oro colato le parole di nessuno, ho comunque lo stesso atteggiamento anche nei confronti di me stesso. A differenza di Mad Max, io ho solo la certezza dei miei dubbi. Quel che e’ certo comunque che all’85% la pensiamo allo stesso modo su tutto.
Alessandro Nizegorodcew says:
@ Stefano,
puoi includermi in quelli che hanno letto “appassionatamente” i tuoi resoconti.. negli orari più assurdi..
capponi andrea says:
@Ale Niz—–w,ho citato Grassi,che non ho mai visto giocare,ma ovviamente non ho nulla contro di lui.Kubot,che tu citi a ragione,solo da poco si dedica un po’ di più al singolo,dopo che forse con il doppio,ha fatto un po’ di soldi per finanziarsi l’attività .Credo che la storia di Stepanek sia abbastanza simile.Avrebbero fatto di più e prima se avessero avuto le spalle coperte.Chiudo
Archipedro says:
Ti sbagli Stefano… diventerò (relativamente) famoso, non appena il piccolo, da agonista maturo, otterrà dei risultati significativi: salvo imprevisti forse sarò ancora sotto i cinquanta… vivo e vegeto insomma. Ed allora quegli stessi genitori che timidamente già mi contattano, per cominciare ad annusare il terreno su cui cammino (o per concrete richieste di collaborazione), saranno ancora più convinti di poter avere da me consigli utili (se uno va ad arrampicare, ed apre delle vie nuove, non s’aspetta d’incrociare molti alpinisti… e non si sente incompreso, tra “vette e valli d’or ). Che è poi il motivo per cui scrivo sul mio mini-blog: condividere ciò che viceversa potrei tenermi per me solo… rendere manifesta la gioia del mio privilegio senza voler svendere, o monetizzare, le potenzialità d’un bambino…
Non parlerei mai di mio figlio come d’un campione, né lo illuderei di potersi sentire tale… quando i risultati dei nostri giovani agonisti potranno essere accostati a quelli di valore assoluto (nei tuffi può avvenire a dodici anni, nel tennis a sedici, nella pallavolo a diciotto, nell’atletica ancora più tardi…) allora, e solo allora, sarà possibile concludere che, effettivamente, i fatti ci dato ragione… ed immaginare d’aver scritto una pagina significativa di sport…
nicoxia says:
Stefano,io non critico il tuo comportamento,ti ho già scritto che ti darei 10 come padre complessivamente,valuto secondo il mio punto di vista alcuni attegiamenti e modi di operare su un risultato che a tuo dire non ti soddisfa.Poi secondo il mio parere quando Nicholas maturerà avrai tutte le soddisfazioni che ti aspetti solo che nel frattempo ti tocca soffrire.
Jho says:
Io sto’ col dottore
Mentre in un primo momento il suo idolatrare padri folli che secondo me avevavo avuto
l’unica fortuna di sbattere contro il talento mi aveva preoccupato sulla sua visione
di genitore di un tennista , il suo agire e comportarsi di questi anni mi sembra
una strada lucida e valida
Carattere
Ma viva chi si incazza e da’ sfogo alle proprie emozioni , viva chi ha qualcosa dentro
e lo tira fuori per “passione” , viva chi ti fa’ capire che se cerchi di fregarmi la prossima volta che sei a rete ti prendo in mezzo agli occhi cosi’ ti passa tutta la poesia..
Questo e’ uno sport di Passione/Coglioni e Testa , e se hai queste caratteristiche naturali
è normale che le esprimi ed impari a sfumarle nel corso della tua vita.
Mille volte meglio uno che si incazza e lancia racchette di uno che ti sorride e ti chiama out palle sulla riga.
Vincere/Non Vincere
Discorso strano.. tutti a dire che vincere o non vincere a questa eta’ non e’ significativo.. ma se si vince.. e’ meglio no ? Piuttosto che nulla e’ meglio piuttosto..
Vil Moneta
Ce ne vuole una marea.. me ne sto’ accorgendo strada facendo
Stefano continua cosi’ e tienici aggiornati.. son sicuro che strada facendo prima o poi mi imbattero’ nella canaglia di Laos e saro’ quello che dagli spalti fara’ il tifo in stile calcistico (..Clerici mi perdoni…)
Citazione che ci sta’ bene anche di qui’ (ormai lo sapete tutti di chi è)
“Dammi retta , la gente non capisce che la fuori è una guerra. Entrambi i giocatori sono accaldati , assetati, stanchi. Vogliono bere , riposarsi, qualunque cosa. Ogni minimo pretesto puo’ causare un esplosione”
Suerte
running says:
Se proprio dovranno incontrarsi Marya, Zerulo, Sartori e la Zemp, spero che ciò accada in un torneo internazionale… non certo in una esibizione a quattro a Milano. Dai non esageriamo… di chilometri se ne fanno gia sin troppi solo per gli allenamenti.
bogar67 says:
Stefano, io qui sono anche per imparare dai vostri successi ma anche dai vostri errori come genitori se avrete l’umiltà di farceli sapere. Cerco di apprendere da quanto scrivete ciò che è positivo e quello che invece negativo ovviamente secondo il mio pensiero che a sua volta può mostrarsi anche sbagliato. L’unico in cui ho trovato quasi tutto condivisibile, ed è di mio esempio è stato fino adesso Giorgio Errani e non per un senso ossequioso oppure perchè è papà di una che è riuscita a farcela ma perchè le parole sono state fino adesso sempre sagge, chiunque avesse scritto quello che ha scritto fin qui lui avrebbe avuto la mia ammirazione. L’unica cosa fino adesso che mi ha lasciato perplesso di Giorgio è quando ha scritto che prima di vedere il segno positivo per Sara di soldi ne ha “buttati”. Fermo restando che uno dei suoi soldi, se guadagnati legalmente come imprenditore, dottore, avvocato etc etc, ne può fare quello che vuole, avrei preferito leggere “ne ho speso tanti” , “mi è costata una cifra” ma “buttarli” anche se i figli so pezze e core è un termine che non è nel mio dna perchè nella vita mi sono sempre fatto il mazzo per guadagnarli e mio padre lo stesso visto che per mantenermi è andato a lavorare come operaio nelle ferrovie tedesche quando avevo solo un anno.
bogar67 says:
Continunado se poi il senso di “buttare i soldi” era ho fatto spese che potevano essere evitate allora con il muro (140 euro) e la lanciapalle twister (200 euro) di soldi ne ho buttati per la bimba ne ho cominciato a buttare pure io.
Mauro g&f says:
Visto che parliamo di under 12 f, invitate al torneo anche una certa Meliss e una certa Alessia D., non ve ne pentirete.
@Max64, sul l’altro blog, avevo citato uno studio scientifico riportato dl mensile “Focus”, circa i motivi del successo:
1) Esercizio (almeno 10.000 ore
2) La famiglia
3) Trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
federico Di Carlo says:
X Stefano,
dici bene quando scrivi che a me Nicholas sta simpatico. Come ho avuto modo già di scrivere preferisco di gran lunga ragazzi esuberanti a ragazzi mosci. L’energia si può plasmare ma non si può inculcare in chi non ce l’ha. Nicholas è un bambino sveglio, reattivo, profondamente curioso e vitale. D’altra parte è inconstante, a volte abulico e molto distratto. Come ti ho detto di persona deve trovare la sua strada. Mi sorprende soltanto una cosa. Pur rendendoti conto tu stesso per primo che le tue sacrosante prediche non vanno a buon fine, perseveri con lo stesso metodo. Il COME è più importante del cosa.
Archipedro says:
“E adesso fatemi scrivere dell’Eddie Herr che altrimenti Archipedro ricomincia a scrivere anche su questo blog… (SCHERZO ARCHIE!!!)”
Conosciamo un altro tipico italiano che ama organizzare delle feste, senza lesinare sugli inviti, per poi auto-celebrarsi con un’irresistibile simpatia tutta sua… Sia mai che gli ingordi commensali possano mettere in imbarazzo lo splendido padrone di casa… Però qui mi si sottovaluta, tanto per cambiare: suono la dodici corde splendidamente ed anche come seconda voce non sono male…
Chiarisco, ero solo passato per salutare… Lunga vita a tutti i campionissimi rampolli dell’Eddie Herr: che il sole della Florida li renda ancora più belli dei loro smaglianti genitori…
Qui, nel tristonazzo Friuli, piove quasi sempre: dev’essere quello…
Madmax says:
@Mauro..
Io so che mi vuoi bene ma così non me lo dimostri!!
Lasciamo quella dolce creatura ancora un po’ nella bambagia che fuori ci sono i lupi mannari e lei è solo un povero bambi..
Comunque ora mi trovo a Firenze e sto passando delle giornate bellissime insieme a Kill Bill che tra l’altro non finirò mai di ringraziare per la sua disponibilità totale…
Nei prossimi giorni poi vi spiegherò la natura della mia trsferta e vedrete che troverete il racconto molto interessante ma soprattutto attinente alle ultime discussioni.. Tra l’altro ci saranno anche delle nuove riguardo le sorelle Black… Come si può notare chi sa sa anche senza essere all’Eddie Herr…:)
Madmax says:
@Federico..
Parole sante, riguardo al come…
@Archie
Beh effettivamente essere ora in Friuli un po’ di tristezza la metterebbe…
Senza ombra di dubbio in questo momento per essere a Bradenton pagherei!!
Ah dimenticavo..
@ Stefano…
Secondo le priorità da me stilate all’inizio di questa avventura molto più importante di una vittoria all’Eddie Herr è stata senza ombra di dubbio la vittoria di Alessia riportata l’altro ieri ai Campionati Provinciali Bergamaschi di corsa campestre dove in tutto in tre tappe (selezioni della scuola, campionati distrettuali e provinviali) ha battuto ben 237 avversarie.. Il giorno seguente mi sono arrivate non poche telefonate da parte di associazione sportive di atletica leggera responsabili comunali e compagnia bella per congratularsi ma soprattutto per vedere di convincermi a far cambiare spor a mia figlia, dandomi di conseguenza la certezza che i miei obbiettivi primari li sto raggiungendo..
@Archie
Ho già tre medaglie Fidal mi sa che tra un po’ dovrò venire a trovarti!! ah ah
andrea villa says:
@madmax
Anche l’atletica è in crisi, abbiamo bisogno di mezzofondiste! Io ci penserei!
stefano grazia says:
Incasso i complimenti di Jho con piacere e con lo stesso piacere accolgo le considerazioni di nicoxia. Vedo invece che Mad Max e Archie continuano a confondere ironia con sarcasmo ma vabbe’, si prendono e si danno…Quello che volevo dire e’ che spesso mi pare che mentre io sono su queste pagine molto tollerante coi figli dgli altri e molto severo col mio, molti di voi facciano il contrario oppure abbiano avuto semplicemente un gran culo e che i vostri bambini, grazie alla vostra superiore capacita’ educatrice, siano dei bambini educatissimi in campo e fuori, non sbattano mai la racchetta, non dicano parolaccie, restituiscano addirittura I punti giudicati punti,vadano benissimo a scuola e siano per di piu’ anche dei fenomeni anche se magari anche loro come il mio non hanno ancora vinto una mazza … Io semplicemente cito davvero pregi e difetti e non solo i primi. Ma evidentemente voi siete stati genitori migliori di noi.
Comunque sto per andare a cena con PP Renella e ci portiamo dietro anche Marc Parmeggiani: andremo al Sand Bar di anaMaria island, sul mare di Bradenton. La giornata,uggiosa, di oggi invece invece l’abbiamo passato in Libreria al Nobles & Barnes e poi al Wal Mart a fare spese: avevamo invitato anche PP ma per essere u giornalista e un futuro scrittore ha una strana allergia per i libri degli altri ed ha preferito declinare e andarsi a vedere la Zhao che, mi ha detto con un SMS, avrebbe vinto al terzo. Per caso, mentre usciti dopo 3 ore dalla libreria facevamo uno spuntino all’Einstein Bagel Bros, abbiamo incontrato un certo David Rees che sarebbe stato l’allenatore che consegno’ Ivanisevic a Bob Brett e che ha lavorato anche con becker. Ora e’ il direttore della Hurrycane Academy, una piccola (pur con oltre 10 campi) Academy vicino a casa nostra, e dove ha lavorato anche Greg Hill, l’Head Coach del gruppo di Nicholas. be’, adesso non ho tempo ma vi scrivero’ presto di quest’incontro e della gita di ieri al nuovo centro avveniristico di Lance Luciani.
stefano grazia says:
Onestamente credo che, e glielo sto ripetendo personalmente, la ‘pazza idea’ di PP (Patty Pravo)Renella di organizzare un quadrangolare fra la Nuova Marya & Le Sue Sorelle potrebbe magari anche avere uno straordinario successo mediatico e trovare gli sponsors ma sicuramente creerebbe grande sdegno nell’ambiente e riprovazione fra gli intellettuali. Personalmente credo sia lucidamente folle e criminale da un punto di vista morale, ma indubbiamente anche a me piacerebbe vederle giocare fra di loro ma ovviamente non in un quadrangolare creato apposta per loro a 11 anni…magari se si trovassero tutte e 4 casualmente qui a Bradenton (o in un’altra Academy) per allenarsi questo potrebbe tranquillamente accadere e allora cercherei di andarle a vedere…. Ma confesso che ancora di piu’ mi piacerebbe la proposta di Mauro e cioe’ vedere giocare Alessia e magari anche Chiaretta contro Nefedova, Black e Shiskina. E anche la Sartori. La Zerulo meno perche’ non avendola mai vista non ho idea del suo gioco e posso accettare tranquillamente che sia fortissima, forte come la shskhina. Infatti io non ho mai dubitato del giudizio di Quinzi sulla Zerulo ma ho contestato solo il fatto che la Shiskhina fosse una pippa (Di Pippa c’e’ solo la Horn che ha comunque raggiunto le semifinali nell’U14) e che uscisse al primo turno facendo due game come da lui pronosticato. Ma mi piacerebbe vedere a confronto Alessia e anche Chiaretta che ho visto anche se appena appena e la Sartori (di cui ho visto il match vinto in 3 sets a Trieste contro non mi ricordo chi…) e la Ginocchio. Tutte le giocatrici che insomma ho visto in Italia.O contro la Bonometti con cui Nicholas ha fatto la trasferta a Trieste e Porto San Giorgio e con cui ha palleggiato abbastanza spesso. Certo, i tornei in europa sono piu’ duri dei tornei in FL ma Shiskhina & Co si confrontano regolarmente con le migliori U12, U14 delle loro Academies e nei tornei in FL giocano spesso U16 e U18 e insomma qualcuna forte,di riffa o di raffa, la trovano sempre anche loro …Mi piacerebbe capire se l’uno -due piatto di Alessia sarebbe micidiale anche per loro e non solo per la figlia di Mirmidone o la Fiorini, che pure a me era piaciuta …o se tornando sempre la palla indietro dopo due scambi Alessia si troverebbe in difficolta’…Lasciamo perdere la Nuova Marya, forse improponibile, ma con la Black che le va a prendere tutto e risponde profondo, Alessia sarebbe in grado di fare punto al terzo-quarto scambio o no? Secondo me Giulia Sartori puo’ reggere tranquiollamente gli scambi anche se fa ancora troppi unforced errors per poter battagliare alla pari ma potrebbe avere, in prospettiva futura, il gioco per poter vincere domani mentre il gioco della Bonometti e’ troppo ‘timido’, difensivo…La differenza che ho notato fra un match qui fra le ragazzine terribili dell’EH e i match visti in Italia, e’ che qui entrambe le contendenti del momento sparavano a tutta in top spin e cio’ nonostante gli scambi duravano spesso parecchio ma non perche’ una era una palletta, bensi’ perche’ entrambe avevano comunque grandi abilita’ difensive: entrambe quindi lottavano per conquistarsi la capacita’ controllare il campo e quindi punto ed entrambe erabno capaci di tramutare la difesa in attacco. In Italia ho visto spesso un attaccante contro una pallettara oppure due pallettare oppure due sparatutto senza capacita’ difensive…Certo, il mio giudizio potrebbe essere falsato dal fatto che terra e cemento son quasi due sport diversi. Ma devo ammettere che mi trovo davvero in difficolta’ a stabilire se davvero, lasciando perdere per il momento la Shiskhina, anche Black e Nefedova siano di un’altra categoria senza vederle davvero giocare contro le nostre… Certo, di tempo per recuperare, accorciare il gap o completamente sovvertirlo a proprio favore, ce ne e’ ancora moltissimo. Di tennis maschile non ne parlo piu’ perche e’ evidente che ne capisco poco. Comunque vi devo far notare che Kuzlov di cui tra l’altro nella mia beata ignoranza non sapevo assolutamente nulla fino a che non me ne aveva parlato PP Renella, una vera enciclopedia ambulante con solo qualche lacuna nell’U12 femminile, a 11 anni vince l’Orange Bowl dopo aver fatto la finale a 10 quando il nostro Quinzi, che noi ritenevamo uno di quelli che nascono una volta ogni tot anni a 11 aveva fatto ‘solo’ la semifinale … (Dopo di che sono andato a studiarmi quali college offrono scholarship per il tennis)
Per onor di cronaca vi do gli ultimi accoppiamenti dell’EH:
Nei maschi U14 la finale sara’ fra Thai Kwiatkwoski e Bambridge, negli U16:Harrington-Alebian, negli U18: Fucsovics-Kudia.
Fra le ragazze:
U14 girls:Dunne-Liang
U16 girls:Vickery-Williams
U18 girls: Zhao (ehm ehm ehm)-Gavrilova
stefano grazia says:
Max, grande: complimenti ad Alessia per la vittoria nella campestre … Il buffo e’ che mi avevi sempre sgridato per far correre ogni tanto Nicholas per 20′ o per avergli fatto fare ogni tanto il miglio o il Test di Cooper…Cos’e', il Cat ti ha fatto cambiare idea? Comunque, un bacio ad Alessia da tutti noi!
stefano grazia says:
Scusa Giorgio, mi era sfuggita la tua nota sull’EH 99: vince O.Poutchkova su S.Peer(la Errani fuori al primo turno battuta dalla Rudnovskaia, si consola con il titolo di doppio misto in coppia con Todd Ley… eheheh…) Quel giandone di Nicky non si e’ nemmeno preoccupato di cercare una compagna, magari si fosse abbinato alla mia diletta ‘Nasty’ ora saremmo anche noi qui a celebrare almeno un piazzamento … (a dire il vero io manco lo sapevo che c’era anche il doppio misto e questa,per esempio, e’ un’altra pecca della Bollettieri: non ti dicono nulla, sta a te arrangiarti e prepararti da solo…magari perr loro fa parte del metodo d’insegnamento…ma ne parleremo ancora in fase di ‘giudizio universale’…)
purointuito says:
Complimenti vivissimi a stefano grazia per i commenti appassionati e la piacevole cronaca. Durante i suoi resoconti mi sono ritrovato a tifare per quel ragazzino piuttosto che per l’altro senza conoscerli minimamente……. complimenti veramente grande dote espositiva. Ovviamente non entro nel merito delle beccate con MadMax …….. l’unica cosa che veramente non piace è il “tutto quello che dirai potra essere usato contro di te”. Mi ha incuriosito molto, almeno per quanto ho potuto apprendere dai tuoi racconti, il bambino russo sottovalutato arrivato poi alle semi u12 Chimoy mi sembra, o qualcosa del genere …………. secondo me “l’inghippo” sta tutto nei margini di miglioramento. Voglio dire, se uno a 12 anni si allena 8 ore al giorno, dal punto di vista fisico cura tute le componenti: aerobiche anaerobiche lattacide miste ecc. ma a 20 che farà per migliorare? Trascinerà camion con i denti? Il talento vero secondo me è chi gia nel gruppo dei migliori, magari senza ancora eccellere, c’è arrivato senza grossi allenamenti.
Madmax says:
@Stefano..
Nessuno ha cambiato idea ed infatti l’incredibile è stato vincere allenandosi per il contrario!!
Per il resto credo di aver capito che si faccia un grosso errore di fondo… Io non so come funzioni negli States ma in Europa non serve organizzare un torneo a quattro per trovare gli sponsor, perchè ti trovano loro e assolutamente senza chiederti o interessarsi ai tuoi risultati.. Infaatti come avevo già scritto tempo fa quello che viene preso in considerazione è tutt’altro….
Giorgio Errani says:
@Nizegorodcew
infatti, io intendevo più 12/14/16 che 18
@bogar 67
la mia espressione “buttare i soldi” si riferiva appunto al fatto di spendere soldi che in seguito (col senno di poi) ti rammarichi di avere speso, e fra questi ci sono anche quelli spesi per scarpe o completini… eheheh… sicuramente NON ci sono quelli spesi da Bollettieri (anche perchè a Bradenton te li prelevano direttamente in vena, quindi non te ne accorgi… eheheh…)
del resto bisogna sempre prevedere una certa percentuale di errori (nobody is perfect…) però, e qui mi inca**o, se chi regge le fila fosse più presente potrebbe anche aiutarti a fare meno errori…
nicoxia says:
Federico,io a Stefano sul come avevo dato il mio parere lui non lo ha ritenuto valido e ha continuato sulla sua strada,aggiungo giustamente perchè evidentemente non era nel suo modo di interpretare la vita,siccome sono sicuro della sua intelligenza io non sono stato capace di trasmettere il messaggio,prova tu a dire come che sicuramente meglio di me ti sai esprimere e sarebbe un valore aggiunto per tutti.
Archipedro says:
Dr.Max, questo è un tema che devo sviluppare proprio ora… come, ed in che misura, l’adattamento “aerobico†agli sforzi prolungati, tipico dei giocatori “da terra rossaâ€, sia integrabile con quello anaerobico degli atleti che lavorano sulla velocità , azioni molto corte e movimenti fortemente automatizzati ed impulsivi (serve and volley)… aspetti che dipendono ovviamente dal patrimonio genetico dato, e pur tuttavia plasmabili… sino ad una certa età le fibre muscolari dei bambini, mettiamola così, non hanno scelto se comportarsi da veloci o da lente… e neppure le creature hanno capito quanto convenga loro pensare-senza-tirare o tirare-senza-pensare… il preparatore atletico deve fare scelte molto consapevoli…
Comunque, test mensili sulle brevissime e medie-lunghe distanze sono fondamentali… bravi se li fate…
Ed ora… dritti alle Malghe del Montasio, nel mio Friuli, piccolo Compendio dell’Universo… (no, non l’ha detto Piatti, ma Ippolito Nievo…)
stefano grazia says:
MAX: Non ci siamo capiti: lo sponsor queste ragazzine ce l’hanno gia’, soprattutto la Shiskhina che e’ un cliente Img, una pro in tutto e per tutto ormai … Io intendevo l’evento. Nel senso che qualche sponsor per organizzarlo sarebbe forse anche facile trovarlo.
@Purointuito: nel ringraziarti, concordo anche con te: in effetti e’ la storia dell’uovo e della gallina e su chi sia nato prima. Anche se poi ci sono bambini sui quali e’ possibile lavorare PRIMA e altri no, secondo quello che con una battuta diceva anche Panatta:se dici a due bambini uno italano e uno svedese (o,aggiungo io, russo, o sudamericano o koreano…) di andare a fare 2 palline contro il muro per 10′ e poi te ne dimentichi e corri la’ dopo 4 ore lo svedese ((o,aggiungo io, russo, o sudamericano o koreano…) e’ ancora la’ che ci da che ci da che ci da mentre l’italiano dopo 10′ se ne e’ andato a giocare a calcio o alla PS. Pero’ siamo onesti e non facciamo (ancora!) gli ipocriti:se tua figlia giocasse cosi’ bene e l’Img la mettesse sotto contratto mettendole a disposizione coach prvato all’interno di un’academy come la Bollettieri, cosa dici? Come quelli che criticavano Donald Young perche’ avrebbe accettato a 15 anni un milione di dollari dalla Nike per passare pro …Non so se sia vero, ma un milione di dollari, soprattutto se vieni da famiglia povera e vuoi diventare un tennista, lo accetti e basta,poche storie. Vi ricordo comunque che da quel che ho visto io i Genitori di Black,Nefedova e Shiskhina sono stati durante le partite ineccepibili. Secondo quanto scritto poi su Tennis Us i Black sarebbero anche molto attenti alla carriera scolastica avendo avuto, Gail, una figlia da u precedente matrimonio che dopo ver vinto l’Orange Bowl si sarebbe infortunata e…adesso e’ entrata alla Medical School e vuol fare l’Ortopedico. Poi e’ ovvio che le mie sono tutte osservazioni superficiali e on possono costituire la verita’ assoluta.
stefano grazia says:
Comunque Autarchipedro credo che bisognerebbe distinguere fra quello che stai facendo tu, e lo stai facendo benissimo, a una certa eta’ e quello che, se ancora intendi far giocare tuo figlio a tennis perche’ non e’ chiaro,dovrai cominciare a far fare fra un po’, quando di anni ne avra’10-12. Mi sembra che molti di noi, su questo blog, abbiano in fin dei conti fatto quello che stai facendo tu: altri sport, gite al mare o in montagna, vacanze serene … Poi a un certo momento cominciano i verdetti del campo che non saranno inappellabili ma che comunque devono essere affrontati … E se e’ vero, come e’ vero, e lo confermava anche l’ultimo Coach conosciuto David Rees che dal punto di vista tecnico se uno ha ancora qualcosa da farsi correggere a 14 anni allora le cose si fanno difficili…E’ piu’ o meno quel che lamenta Piatti un mese si e un mese no su Tennis Italiano. Poi se uno vuole solo che suo figlio diventi una ottima persona e un buon sportivo, non ci sono problemi.E’ se vuole che invece diventi un’ottima persona e un ottimo tennista che le cose si complicano.
nicoxia says:
Stefano,ci sono professionisti di20 anni che ancora hanno difetti da farsi corregere,infatti ha detto difficili non impossibili,scusa è un incoraggiamento a me stesso visto che mio figlio avendo iniziato a 9 anni di difetti ne ha ancora e mancano solo 9 mesi ad avere 14 anni.
Madmax says:
@Archie
Premesso che un po’ di lavoro aerobico abbiamo cominciato a farlo (d’altronde banalmente anche solo per reggere l’allenamento un pochino ci vuole), tieni presente che nel tennis terra o non terra non se ne usa in percentuale non più del 50%…
@ Stefano..
Lo so benissimo ma non per tutte e così ma soprattutto ci sono sponsorizzazioni e sponsorizzazioni.. Se la IMG desse a mia figlia la possibilità di allenarmi gratis alla Bollettieri ce la portere un mese l’anno per fare le vacanze.. Per sponsorizzazione intendo il coach e il preparatore atletico privato (ma non Grazia e D’Auria però anche se non sono così male
), i campi e i soldi per mettere in piedi un programma di tornei di alto livello ma soprattutto proprio a livello di soldi che ci sia la flessibilità necessaria di poterlo variare in corsa, perchè se tu a 13 anni vinci due eta under 14 devi immediatamente passare agli under 18 che di fatto significa passare da un budget di 20/30 mila euro a uno di 60/70 mila..
E per quanto riguarda invece il discorso tecnico completo è sacrosanto quel che dici ma che va invece a cozzare con il reputare importanti i risultati..
Proprio squalche giorno fa raccontavo dei due under 14 vinti da mia figlia.. Dopo sette settimane di lavoro ha cominciato a rigiocare tornei e partita dopo partita si sono visti i progressi.. Solo la settimana scorsa aveva si battuto ragazze più grandi (4.3 e 4.4) ma ma non senza patemi e dominando completamente solo nella seconda parte della finale del secondo torneo.. Oggi ha incontrato una 4.1 fresca vincitrice di un quarta categoria e gli ha rifilato un 62 61 senza fargli mai toccare biglia.. Perciò se non continui a sviluppare le tue capacità non migliori ma se poi non gareggi i miglioramenti non è possibile renderli “operativi”, di conseguenza senza un coach che ti segue e continua a farti lavorare anche durante il torneo l’accesso gratutio all’accademia/circolo ha un valore relativo.
stefano grazia says:
Max,al di la’ delle beccate e delle incomprensioni che ogni volta si creano perche’ ognuno di noi difende comunque il proprio territorio coi denti, sai benissimo che diciamo le stesse cose e il problema e’ semmai che alcuni della comunita’ di TGF non se ne accorgono: i tornei che vince tua figlia sono gli stessi tornei del gigetto che vince mio figlio e ai quali non si deve dare alcun affidamento, i tornei in cui escono al secondo turno sono quelli che sarebbero importanti ma che vincere a questa eta’ non sono importanti e ci sara’ tempo per far bene dopo…Pero’ a chi ci legge, e per non far la figura della volpe con l’uva, non stiamo a raccontare he quasi preferiamo che escano prima…Se anche li vincessero, mica ci farebbe schifo no? Anche perche’ potresti appunto ottenere certe attenzioni e certe facilita’ tipo quella di farti appunto uno o due mesi gratis da Bolletta o in un posto simile … Io so benissimo che se Nicky avesse fatto i quarti all’EH magari avrebbe ottenuto di allenarsi qualche ora al giorno con l’elite e ti assicuro che sarebbe tutta un’altra cosa e la meta’,anzi l’80% delle mie perplessita’ attuali verrebbero a cadere … Io so che mi son rimasti 2 anni di tempo: non per arrivare ad essere il piu’ forte U14 al mondo o in Italia ma per capire se …he has…potential… Tutto qua. Potential per provarci o potential per giocare college tennis.E notate che Nicholas cmunque sara’ un late boomer perche’ avra l’handycap del fisico e quindi raggiungera’ il massimo del suo potenziale un paio d’anni dopo gli altri, quindi non sto a guardare i risultati ma il processo di maturazione mentale e fisica… Comunque deve essere chiaro il concetto: se vinci NON e’ garanzia di successo ma nemmeno, almeno fra le femmine, d’insuccesso. Bisognerebbe essere nelle/nei migliori dieci-quindici dei tornei piu’ grossi e almeno di tanto in tanto fare un buon risultato. Se vinci da 11enne un U12 il prossimo anno non rifai la stessa categoria ma provi l’U14. La Shiskhina giochera’ la U14, Black e Nefedova probabilmente riproveranno l’U12. Kuzlov l’anno scorso arrivo’, a 10 aa!, in finale e quest’anno ha vinto con un anno di anticipo. Suppongo che il prossimo anno tentera’ la fortuna negli U14.Mi piacerebbe farlo giocare con Nicholas ma soprttutto…mi piacerebbe farlo ALLENARE con Nicholas. Allora si che Nicholas potrebbe migliorare. Com se si potesse allenare con Quinzi o almeno con Sendegeya. Comunque da gennaio dovra’ giocare i Gran Prix interni U14 e quindi comincia la rumba … Comunque adesso vado in Aereoporto ma quando rientrero’ a Lagos trovero’ il tempo per raccontarvi dei miei incontri con Lance Luciani e David Rees e, per la gioia di Archie, di farvi anche un articolo piu’ professionale, alla PP Renella per intenderci, sull’Eddie Herr con un profilo sulla Shiskhina. Per il momento vi affido il Blog, continuate ad alimentarlo e fate i bravi, se potete.
Mauro g&f says:
Per il momento, mia figlia non potrebbe competere con le ragazze citate da Stefano, sia perchè è ancora in costruzione tecnica, sia perchè biologicamente è indietro di almeno un anno e quindi anche fisicamente non può reggere il confronto, sia perchè con 8/10 ore di tennis la settimana non può gareggiare con chi ne fa 20.
A me interessa, l’ho detto più volte dargli una possibilità quando avrà 13 anni e avrà finito le medie. A quel punto potrà scegliere di provarci seriamente o continuare per puro diletto. certo è che a quel punto devo portarcela con meno difetti possibili. Se poi deciderà di provarci è possibile che riesca a superare qualche ragazza ormai “cotta” fisicamente e mentalmente dal troppo tennis in età giovanile.
bogar67 says:
Mauro g&f intanto le stai facendo fare un master in due categorie diverse nel giro di poche ore. Forse la tua bimba non farà 10 ore di tennis a settimana ma oltre a farle fare parecchi tornei, sei uno dei pochi che gira e rigira anche nello stivale (stage, campi estivi etc) senza aspettare che la FIT paghi il viaggio per qualche trasferta di rappresentativa. Non è da tutti, nel tuo circolo, ci sono un paio di bimbe un pò più grandine della tua che se avessero le tue possibilità sarebbero quasi ai livelli della Zerulo.
Federico Di Carlo says:
Ciao Nicoxia,
il problema è tutto questione di comunicazione. Nella comunicazione c’è un emittente ed un ricevente. Quando la comunicazione funziona i turni di parola e di ascolto si equivalgono. Molto spesso i genitori parlano senza ascoltare i figli. E’ questo è un grave problema. PERCHE SE NON ASCOLTI (IN MODO ATTIVO) NON AVRAI MODO DI INDIVIDUARE QUALI SONO LE MODALITA’ E LA CHIAVE DI APPRENDIMENTO DI TUO FIGLIO. Uno dei trucchetti che uso con i miei studenti è il seguente, faccio finta di avere un problema molto simile con un loro coetaneo e chiedo loro come risolverebbero il problema. Se hai la pazienza di ascoltare, sono LORO STESSI che ti dicono come puoi aiutarli. Ho incontrato Nicholas una giornata sola e nonostante me ne sia fatto un’idea, non posso dare e non mi permetterei mai di dare consigli a Stefano che lo conosce da una vita intera. Quello che però consiglio a tutti voi è di ascoltare e di ascoltare attentamente i figli perchè, nonostante ci vogliano convincere del contrario, l’essere umano è unico ed irripetibile e non ce ne è uno uguale ad un altro.
Madmax says:
Stefano ma come puoi pensare di affrontare un torneo nello stesso modo e con le stesse ambizioni di uno che ha uno o due anni più di te, conoscendo magari le varie vicissitudini che il tal atleta può aver avuto? Nonostante i risultati contino zero se però in under 12 avessi un figlio di gennaio/febbraio del 97 che da subito è stato ben seguito e indirizzato e che ha sempre giocato forse potrei anche ambire a vincerlo (e non lo farei lo stesso) ma se ne ho uno della fine del ’98 che non ha giocato per un anno e che solamente fino a due anni prima stava cambiando ancora le impugnature oltre che fino a poco tempo fa faceva lo stesso con il dritto, beh non ci penserei nemmeno, anche perchè in una “carriera” di circa quattro anni l’altro avrebbe il doppio del tennis giocato e soprattutto giocato in modo corretto perciò un confronto assolutamente improponibile.. Altre cose assolutamente non vere (almeno in europa) sono quelle del risultato in ottica facilitazioni.. Le stesse vengono date a chi esce al secondo turno (ovviamente se lo sponsor ci crede) e proprio una croata uscita al secondo turno dell’Eddie Herr ha uno dei contratti più incredibili per under 12… Stefano tu purtroppo confondi le tue idee e quello che ti raccontano con la realtà , poi sei liberissimo di credere e pensare quello che vuoi ma sappi che le cose stanno in modo ben diverso…
Atti says:
Premiata Ditta Atti & Claudiotn
IL CORPO PRINCIPALE E’ DI CLAUDIO… IO HO AGGIUNTO
SOLO ALCUNI SPUNTI :
Non sarà Bradenton, ma comunque qualche bella partita si è¨ vista anche qui a Trento.
Ottagonale memorial Polla a Trento fra rappresentative regionali:
Trentino, AltoAdige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Piemonte, Liguria, EmiliaRomagna
Friuli Piemonte
Santarossa – Lavagno 61 61
Bellettini – Castelli 06 16 : ho visto solo qualche scambio, ma la
Castelli mi è¨ sembrata molto solida e molto mobile, coordinata e sempre a posto con gli appoggi e soprattutto altissima (quasi 170 cm, molto al di sopra della media delle altre). Forse l’avversaria era scoraggiata, pero’ devo dire che mi ha fatto un’ottima impressione.
Ros – Fonio 06 16
Puggiotto – Turco non so il risultato, ma ha vinto facile la Turco
Emilia – Veneto
Guerrieri – Tacconi 62 60
Gussetti – Cillo 16 67
DallaValle – Bedolo 64 62 (mi pare): match maschile piu’ interessante
Della giornata. DallaValle l’avevo pronosticato vincitore agli italiani a
Serramazzoni. Poi ha perso dal vincitore Moroni, mi pare. Rimango convinto Che sia un gran giocatore. Già alto per la sua età . Gran servizio e dritto (molto molto pesanti). Rovescio a due mani da migliorare, pero’ buon back quando sitrova in difficoltà , molto buono a rete e molto maturo. Bedolo (semifinalista a Serramazzoni) a me piace molto per l’atteggiamento, forse un po’ sbruffone, ma mai remissivo. Anche quando come oggi si è¨ trovato di fronte uno molto
molto forte.
Medici – Mariotto 16 36 (non sono mai obbiettivo quando giudico mie figlie… sono critico a prescindere… lei dice che era preoccupata di vincere perche i ragazzini del Veneto aveveno detto che sul 2 pari poi avrebbero vinto facilmente il doppio… infatti hanno perso
61 60…. che bella età l’adolescenza…)
Liguria – Toscana
Gaio – Schold 64 61
Pera – Pratesi 63 64: match femminile del giorno. Pera sempre in attacco, grande preparazione fisica, molto mobile, grande impressione. Ogni tanto va fuori giri, ma la palla viaggia. Forse il dritto non si puo’ definire ortodosso, pera ¨ molto efficace. La Pratesi secondo me poteva fare di piu’, forse è¨ stata un po’ troppo remissiva. Avesse messo la Pera un po’ piu’ sotto pressione Magari la partita poteva andare diversamente. Comunque anche lei ha buone
potenzialità (anche a me piace molto il tipo di gioco della Pera… anche se devo dire che la Pratesi ha giocato un match altrettanto bene e forse con meno dispendio di energie.. tatticamente valido)
Prevosto – Bulletti 63 64
Ginocchio – Simonelli (non so, non l’ho viste)
Trentino – Alto Adige
Dalsasso – Mulser 26 36
Avi – Sciacovelli 62 62 (Giada era un po’ che non la vedevo e mi è piaciuta per come cerca sempre il punto ed anche perché sposta molto l’avversaria… Claudio mi dice che fa poca atletica…anche se, da buon passista/maratoneta, potrebbe cominciare a portarla a correre con lui su è giu’ per il lago di Levico….a me piace perchè la vedo, da sempre, giocare sorridente e positiva… cercando di imporre
il suo gioco )
Gramola – Ciechi 57 36
Lever – Riffeser 16 16
Che dire, non siamo a Bradenton, ovviamente. Domani si va ai mercatini di Natale in centro a Trento, pera il livello molto buono. Fra le ragazze Ci sono 3 delle 4 semifinaliste degli italiani. La Puglia della Zerulo ha Dato forfait all’ultimo momento sostituita dalla Toscana. Fra i maschi manca la Lombardia di Mora e Zanchi e il Lazio di Moroni, comunque Dallavalle ha grandissime potenzialita’.
simplypete says:
@ Atti
Grazie per il report, per curiosità chi vedi come team favorito,il livello tecnico è più alto nel maschile o nel femminile?
C’è qualche femminuccia che viene a rete a predersi il punto, o che usa il back…
nicoxia says:
Jho,vedi io ho vissuto nel quartiere più malfamato di Milano mi sono adattato come inneggi che bisogna fare tu,ho dovuto mostrarmi piu forte e fare cose non molto belle per farmi rispettare,ho visto gente morire in tutte le maniere,la maggior parte dei miei coetanei erano cosi e la vita del quartiere proseguiva in quella maniera,alcuni ragazzi subivano erano tacciati come deboli,poi maturando mi sono accorto che non subivano ma accettavano consapevolmente una realtà per loro sbagliata,continuando il loro percorso non facendosi influenzare da tutte le storture consapevoli che la vita non è una gara per battere chi hai di fronte,ma per accrescere te stesso.Io dico a i miei figli che se il tuo avversario ruba,è un problema suo tu devi fare un punto in più,le energie non ti devono servire per arrabbiarti ma per crescere,certo che se io da fuori sono il primo ad arrabbiarmi,l’esempio per me è fondamentale.
nicoxia says:
Naturalmente non mi riferisco solo al rubare il punto ma a tutti gli atteggiamenti sbagliati.
nicoxia says:
Marcello Gomez,uno dei segreti del maestro di Tandil,non accetto ragazzi che buttano la racchetta per terra,arrivano tardi agli allenamenti o parlano male degli altri.Devono dimostrare una buona educazione e questo aspetto non è negoziabile.
Mauro g&f says:
Bogart, non ti lanciare in cose che non conosci benissimo. Le ragazzine di cui parli, fanno più ore di tennis di mia figlia, partecipano a cagliari 5 allenamenti di tennis e 5 di atletica la settimana, più campionati sabato e domenica e tornei under e di quarta; vanno nei centri estivi fit e una di loro di loro è costantemente seguita dalla fit e va a tirrenia. Hanno incominciato a giocare a 5 anni ( e non a 7 come mia figlia) ed hanno il circolo di origine sotto casa, organizzano spesso partite per conto loro di singolo e doppio. Noi abitiamo lontani e non ce lo possiamo permettere. Detto questo penso siano sicuramente molto brave, ma la Zerulo attualmente è di un altro pianeta. Per quanto riguarda i tornei, non contano il numero, ma il numero di partite, sai quante partite ufficiali ha fatto mia figlia negli ultimi 4 mesi? 12. Veramente poche.
simplypete says:
@ mauro g&f
Scusa ma tu parli di bambini del 98-97-96 perchè mia figlia in quinta elementare del 99, fa quattro ore di tennis settimana più tre di preparazione atletica e visto la logistica mi è impossibile fare di più . Dal prossimo anno sicuramente incrementerà ….gioca da due anni, nel primo anno ha fatto sat 2+2, dal prox anno a luglio inizierà a fare 6+6…….
running says:
A questa età l’importante è Infatti un sano e corretto allenamento in totale serenità non la quantità di tornei. Quest’anno tra tornei di singolo e tornei a squadre ha fatto appena solo 15 tornei. A proposito la Zerulo ha cominciato a giocare nel Settembre del 2006 e per allenarsi fa circa 280 Km.
Jho says:
Cordiale Nicoxia ,
mi sembra si stia facendo un errore di fondo che e’ meglio chiarire
Il tennis NON e’ la vita
Il tennis e’ uno sport
Il tennis al di fuori di quel rettangolo rosso/verde/blu per me non esiste.
Esistono migliaia di cose migliori e decisamente piu’ importanti che uso per cercare di
insegnare a mia figlia cosa e’ giusto e cosa e’ sbagliato.
Paragonare il tuo vissuto e quello che puoi insegnare a qualcuno con uno sbattere di racchetta questo si che e’ preoccupante..
Suerte
nicoxia says:
Jho,the passion il tennis è vita come qualsiasi altra cosa.La vita è un’esperienza e come tale si deve vivere nel miglior modo possibile sotto tutti gli aspetti.
bogar67 says:
@Mauro g&f Says il 90% delle cose che hai scritto le conoscevo, una delle due ragazzine stava giocando sabato proprio accanto al campo dove stavo facendo allenare (giocare) mia figlia però è un dato di fatto (coretennis.net) che gli mancano certi tornei come scrive mad max di un certo livello. Va benissimo, visto che sono le più brave in regione per quella età , allenarsi insieme e fare anche gruppo nella vita, ma non si può crescere abbastanza però se in tutti i tornei che si fanno si ritrovano sempre in finale una contro l’altra a dividersi le vittorie. Che sia chiaro non è colpo ne loro nei dei genitori, è il sistema isola che non funziona, ma dalla regione o dalla FIT un contributo finanziario per fare 10/12 tornei fuori tra cui anche ETA sarebbe sicuramente meglio per farle crescere. Madmax, prende la macchina si fa 200 km, (mezzo pieno di benzina) va in altra regione e la figlia gioca con le migliori dell’altra regione, qui non si può!!!.
Atti says:
@Stefano
Anch’ io condivido in toto le tue valutazioni, considerazioni, analisi etc,etc…il senso dei tuoi racconti mi è chiarissimo… come sempre… ripeto non sono come la volpe con l’uva… vedo e apprezzo ragazzini/e già motivati, preparati e vincenti… ieri pero’, ad esempio, ho visto partite nette nel punteggio mentre in realtà il divario in prospettiva non era poi così marcato (paragonando le ore di allenamento), ed altre lottate nel punteggio ma molto distanti in prospettiva di crescita… poi ovvio meglio vincere.. anzi in realtà … tutti Federazione in primis… partono dal risultato dei tornei per le scelte ed il sostegno eventuale ai ragazzi….quindi messaggio piu’ chiaro di cosi’… non credo che i talent scout . IMG in primis,”sponsorizzino” in base a come palleggiano in allenamento….
@MadMax…
Essere potenzialmente un ottima atleta è sicuramente un gran bel punto di partenza…la tecnica si puo’ insegnare, il mental si acquisisce con l’esperienza… ma The Passion tanto cara a Giorgio si vede nitida solo da una certa età in poi… cioè quando conta veramente…..per adesso il dubbio rimane …
Purtroppo… o per fortuna…crescendo entrano in ballo anche altri fattori altrettanto importanti per il risultato finale :
Il fattore A (ADOLESCENZA e aspetti extra familiari collegati)
Il fattore D (crescendo DECIDONO con la loro testa…e a Babbo Natale non credono piu’)
claudiotn says:
Report from Trento
Che dire? In finale si trovano Emilia contro Liguria, ovvero le migliori ragazzine (Pera e Ginocchio) contro i migliori ragazzini (Guerrieri e Dalla Valle). In teoria dovrebbe risolversi tutto al doppio maschile, e qui il pronostico va all’Emilia. Per quanto riguarda le impressioni, io direi che il livello femminile (qui e ribadisco solo qui) è leggermente più alto per quanto riguarda la media (Pera, Cillo, Castelli, ma anche Ginocchio, e poi Pratesi, Mariotto, Tozzo in prospettiva). Rimango dell’idea che DallaValle fra i maschi (anche in virtù del fisico) sia una spanna sopra gli altri (oggi 62 63 contro Fonio, Piemonte, molto buono), forse pecca per sufficienza. Vorrei vederlo lottare col coltello fra i denti, perchè fra poco il puro talento, senza l’applicazione nell’allenamento, rischia di bruciarlo e farlo rimanere fra i talenti inespressi. Certo che la sua palla quando esce dal dritto fa impressione…
Archipedro says:
Dr.Max, l’esecuzione d’una azione aerobica o anaerobica non attiene solo al processo metabolico, in termini di disciplina svolta o strategia di gioco, ma anche ad una specializzazione praticamente irreversibile delle fibre muscolari: un maratoneta professionista risulta quasi privo di fibre IIb veloci e circa lo stesso potrà valere per un adolescente molto magro ed ipotrofizzato che non ha mai praticato sport dinamici…: non saranno assolutamente in grado di correre veloci, o di scagliare lontano un peso… tra l’altro la perdita di fibre veloci a favore di quelle lente (e resistenti) è scientificamente dimostrata… e non il contrario. Se le persone ci cui sopra riusciranno tardivamente a gonfiarsi in una palestra, la loro muscolatura non sarà mai più potente: al limite moderatamente più forte e gonfia.
Questo ragionamento sembrerebbe premiare il maestrino cultore della forza speciale, che nel tennis é chi pensa che infiniti allenamenti di tecnica non possano non garantire il massimo dell’efficienza alle catene cinetiche del tennis stesso: perché allora fare altro?
Ad esempio perché la velocità s’allena in assenza di fatica, e quindi sviluppare la potenza tramite il solo gioco del tennis significherebbe dover spezzettare la giornata in numerose sessioni brevi di palleggio-gioco iper-dinamico… con il permanere di tutti i risvolti negativi dell’eccessiva specializzazione psicomotoria…
Conseguentemente io ritengo che il responso del campo evocato dal Comandante sia, prima dell’età puberale, non solo prematuro ma addirittura dannoso (soldi donati a persone che non ne hanno bisogno…): non sacrifico la base atletica d’un futuro agonista solo per la soddisfazione di metterlo a nudo su un campo di gioco… foss’anche, quella nudità , una tappa obbligata nel vostro spietato mondo dei TOP 100…
Dei tennisti falliti, che sono la regola, si nota la classica predisposizione a giocare sotto-ritmo, in tutti i sensi, per affidare l’esito dell’incontro alla tattica: ergo, aspettare che l’avversario s’innervosisca e sbagli. Il piacere di servire e tirare al massimo delle proprie capacità biomeccaniche non lo conoscono… che dire? In quasi tutti gli altri sport un giovane che non gareggi innanzitutto con i propri limiti non arriva da nessuna parte…
Il tennis, sempre di più, m’appare una bolla spazio-temporale…
Gio says:
In riferimento al post 294 di ClaudioTn : dire che hai preso in pieno il pronostico è poco ! si vede che hai occhio !!
Qualche impressione sulla finale ? Grazie
Pinot says:
Ho pescato un post di un anno fa, credo di StefanoGrazia, e lo ripropongo…
A proposito delle qualita’ fisiche allenabili nell’eta’ evolutive:
Non tutte le qualità motorie fondamentali possono essere allenate in età evolutiva. In particolare, al di sotto del 14° anno di età , è possibile allenare la destrezza (base tecnica), la mobilità articolare e la resistenza. Lo sviluppo delle capacità coordinative e della flessibilità sarà particolarmente curato nelle prime fasce di età in quanto generalmente queste qualità motorie hanno un limitato margine di miglioramento dopo i dieci anni di età e ancora meno dopo la pubertà .
La destrezza è la qualità fisica caratterizzata principalmente dalla sollecitazione degli apparati neuro-sensoriali che concorrono nel realizzare atti motori estremamente precisi (secondo la definizione suggerita da A. Dal Monte). La destrezza, infatti, è la capacità di compiere determinati movimenti in maniera rapida, precisa e armonica con impegno muscolare diverso nelle varie discipline sportive in cui tale qualità è richiesta e necessaria.
I bambini e poi i ragazzi possono acquisire automatismi motori con elevato indice di coordinazione neuro-muscolare e di mobilità articolare, sfruttando appunto la fisiologica capacità di imparare gesti tecnici anche complessi e sofisticati, propria della loro età .
Infatti Io sviluppo della coordinazione del movimento e la capacità di apprendere gesti nuovi e complessi dipende in gran parte dalla maturazione del sistema nervoso e in particolare dal processo di mielinizzazione delle fibre nervose motorie (tra i 4 ed i 7 anni)
Esiste quindi una correlazione fra lo sviluppo delle capacità motorie e del S.N.C. che consente e sostiene il miglioramento della destrezza e della velocità già nei primi anni di vita.
La resistenza è una altra qualità motoria allenabile nei bambini anche molto giovani (già dai 4-5 anni di età ). I numerosi lavori di Astrand, Cerretelli, Robinson, Di Prampero e Bar-Or hanno evidenziato una capacità di lavoro aerobico (V02 max, cioè massimo consumo di ossigeno) particolarmente favorevole nei soggetti di età evolutiva. Tale dato è confermato dal comportamento del rapporto V02 max/kg di peso corporeo, indice della potenza del lavoro. La capacità di prestazioni prolungate aumenta in entrambi i sessi, senza variazioni significative fino ai 13 anni di età , raggiungendo il massimo valore nella femmina tra i 12 e i 14 anni, nel maschio tra i 14 e 17 anni .
Dall’osservazione dei bambini nei loro giochi spontanei si potrebbe pensare che essi prediligano esercizi brevi, salti e scatti, che impegnano soprattutto le fonti energetiche anaerobiche. Tale comportamento però sarebbe dettato più da un particolare atteggiamento psicologico del bambino che da una insufficiente capacità aerobica. Infatti solo verso i 20 anni di età si riscontrano i più alti valori di capacità anaerobica lattacida (attività della durata di qualche decina di secondi, fino a 40-45 secondi) mentre la capacità di lavoro anaerobico alattacido (attività di potenza, della durata di 4-5 secondi) è massima verso i 15-16 anni. Pertanto le caratteristiche bioenergetiche del soggetto in età evolutiva sono tali da consentirgli buone prestazioni di resistenza (metabolismo aerobico) e di brevissima durata (metabolismo anaerobico alattacido), mal sopportando alte concentrazioni di acido lattico nei muscoli (circa il 35% in meno rispetto all’adulto).
Mentre l’inserimento in un programma di allenamento per soggetti in età evolutiva di elementi finalizzati allo sviluppo della velocità non desta come abbiamo visto, particolari motivi di preoccupazione, al contrario l’inserimento di elementi finalizzati all’allenamento della forza a questa età può risultare pericoloso. Lo sviluppo della capacità forza dipende soprattutto dal livello di produzione ormonale: testosterone, tiroxina e ormone della crescita. Nel periodo che va dalla terza infanzia alla pubertà , non si è ancora raggiunta la completa e definitiva capacità di resistenza al carico delle strutture dell’apparato locomotore. Il rischio dunque di arrecare danni a queste strutture impedisce la pratica di attività fisiche intense e prolungate proprie delle metodiche di allenamento della forza.
La massima forza isometrica progredisce linearmente fino alla pubertà per poi aumentare in maniera esponenziale. Pertanto, prima del 14° anno di età , è sconsigliabile allenare la forza utilizzando le tecniche di muscolazione isometriche e con pesi. Secondo il metodologo russo Filin, fino ai 12 anni circa, il carico di lavoro deve essere proporzionato al peso corporeo del giovane atleta; si può cioè allenare solo la cosiddetta “forza relativaâ€. La “forza assoluta†invece, può essere allenata e migliorata solo quando si sia verificato l’aumento di produzione del testosterone, la sua liberazione e la sensibilizzazione periferica ad esso.
In ogni caso, anche negli atleti giovanissimi, è possibile gettare le basi dell’allenamento della forza esercitandoli con attrezzi molto leggeri, al solo scopo di insegnare loro il corretto uso degli stessi attrezzi, consolidando così l’acquisizione dei processi motori e il controllo dei movimenti.
In tal modo si otterrà anche il risultato, non trascurabile, di prevenire la ben nota e purtroppo frequente patologia traumatica, sia acuta, sia da sovraccarico funzionale, tipica delle sale di muscolazione.
Per quanto in età evolutiva siano sempre da preferire e consigliare quelle attività di agilità e destrezza che non implichino eccessive sollecitazioni sulla colonna e sugli arti inferiori, studi recenti suggeriscono, invero, la possibilità di allenare in età compresa tra gli 8 e i 12-13 anni la “forza veloce†in quanto questa particolare qualità motoria dipende più dalle strutture nervose che da quelle biofisiche del muscolo stesso.
Pertanto le attività motorie basate su gesti veloci e brevi non presentano alcuna controindicazione e quindi possono essere praticate dai giovani sportivi.
(Documentazione tratta da una relazione di Giovanni Caldarone – Giovanna Berlutti – Michelangelo Giampietro – Raffaella Spada)
claudiotn says:
@Gio
Grazie, ma non è che ci volesse poi molto.
Impressioni. Beh ripeto che il livello femminile era molto alto. Fra i nomi dimenticati fra le ragazze aggiungo la Simonelli, davvero molto convincente oggi. Rispetto ai campionati di Serramazzoni è salito molto il livello del gioco di Costanza Pera. Era già alto, però in questi 3 giorni ha fatto un’ottima impressione a tutti. Fisicamente molto preparata ed in possesso di due ottimi fondamentali. Tira proprio tutto, sempre in attacco ed adesso molto meno fallosa. Fra i maschi spiccano per risultati i due emiliani, anche se Guerrieri non l’ho visto. Dalla Valle l’ho visto oggi contro Gajo. La differenza fra il fisico dei due è notevole e il ravennate l’ha fatta valere. Ma, a parte questo, quello che impressiona (perlomeno a me impressiona) è la facilità di gioco con tutti i colpi. In prospettiva potrebbe essere, invece, un problema l’atteggiamento in campo. Sembra sempre un po’ svogliato.
Per altre info aspetto un post da parte di Atti
zio tony says:
congratulazioni a stefano grazia per la nuova avventura su questo blog e un saluto al redivivo roberto commentucci!
Atti says:
Claudio che è molto piu’ competente di me, ha detto tutto in poche righe… che altro aggiungere…gran bel Ottagonale, molto ben organizzato dall’Ata Battisti e dal comitato Trentino… ha vinto l’Emilia perché sul 2-2 dei singolari, il doppio maschile ha fatto la differenza… ma anche lle altre regioni avevano un team valido…
L’episodio che ricordo piu’ volentieri riguarda un maestro della Toscana che di fronte ad una chiamata dell’arbitro (un ragazzino dell’altra regione) involontariamente ma nettamente sbagliata (era il set point per la Toscana.. che poi ha perso set. Partita e incontro).. subito, e al cambio campo, invece di parlare del punto e lamentarsi li ha incitati a tornare in campo esclusivamente per giocare e impegnarsi… bravo….
Tecnicamente già avanti Dallavalle…aiutato anche dal fisico…visto che Claudio ha nominato Costanza Pera, non posso che concordare con lui e anche secondo me è in prospettiva la piu’ vicina al tennis moderno attuale, gran ritmo e ricerca continua del colpo vincente … in questo momento ci sono comunque altre 3-4 ragazzine ( di quelle che ho visto) che possono fare tranquillamente partita pari con lei sfruttando altre armi (perdendo e/o vincendo ma giocando alla pari)… e mancava la Zerulo… io, visto che ho anche una figlia U14, aspetterei ancora un po’ prima di tirare conclusioni… in molte, hanno un bagaglio tennistico ancora acerbo (tecnico, caratteriale, e fisico) per avere un quadro chiaro….è molto difficile capire… spesso vedi 2 partite una diversa dall’altra…..notavo, guardando proprio le classifiche FIT U14 2010.. ..che tante ragazzine molto brave a 11-12 anni…. o hanno smesso e/o negli ultimi 2 anni praticamente sono ferme alla classifica da U12… e nell’ U16 arriverà un ulteriore scrematura…. quindi meglio che pensino a giocare, impegnarsi e divertirsi.. poi nel tempo si vedrà …chi ha “veramente†The Passion….
Mauro g&f says:
Un grande saluto a Atti e Claudio, come sta procedendo la crescita tennistica ti nipote e figlia? A presto
Roberto Commentucci says:
Ben ritrovato allo Zio Tony, uno dei più simpatici supportes di Rafa presenti nella rete…
Gio says:
Una informazione di “mera curiosità ” per Stefano, probabilmente lo avrai già visto ma “Grazia Nicholas George Donovan” ha la sua prima classifica italiana : 4.5
Qualche turno in meno, forse, nei prossimi tornei estivi in Italia….
andrew says:
@Atti & Claudio…
potete quantificare in percentuale il volume di ragazzini figli di maestri/dirigenti di circolo rispetto al numero totale? Più o meno del 50%?
Polla: con tutto il rispetto, mi sembra un nome del …
Archipedro says:
Pinot, divertente… quel medesimo articolo é stato copia-incollato in rete da più persone, che sembrano rivendicarne la paternità … (nel senso che l’hanno riportato come se fosse scritto da loro)… nozioni condivisibili, evidentemente… ed in particolare quel:
“… studi recenti suggeriscono, invero, la possibilità di allenare in età compresa tra gli 8 e i 12-13 anni la “forza veloce†in quanto questa particolare qualità motoria dipende più dalle strutture nervose che da quelle biofisiche del muscolo stesso”.
Che per me significa… allenare precocemente la potenza (forza esplosivo elastica) attraverso quello della velocità …
claudiotn says:
@Mauro g&f
un caro saluto anche a te e alla tua famiglia. Per quanto riguarda la nipote stiamo (stanno) attendendo che riesca a comprendere che sta finendo la fase del tennis come gioco e sta iniziando quella che presuppone l’allenamento. Si vedrà quello che sceglierà . Credo che il riuscire a farla diventare una agonista (kill bill insegna) sarebbe già un’ottimo risultato. Devo dire che, comunque, in partita lotta e non molla facilmente (ieri stava perdendo 4-1 5-3 set point contro, alla fine ha vinto 7-5 6-3), ma le manca cattiveria agonistica rispetto ad alcune coetanee.
@andrew
non sono in grado di fare un sondaggio. Per quanto riguarda il Trentino e l’Alto Adige, probabilmente anche il Veneto, siamo molto sotto al 50%, oserei dire sotto al 10%. Se poi vuoi inserire anche figli di giocatori, ex giocatori, amici di ex giocatori e avventori del bar del circolo che si guardano il posticipo su Sky la domenica sera, non sono in grado di rispondere
L’ottagonale è intitolato a Fabrizio Polla, presidente del comitato, scomparso prematuramente dodici anni fa. Mi sembra un cognome come un altro.
ted meekma for president says:
Un saluto a tutti. Leggo con sommo interesse i vostri post, quasi tutti realmente interessanti dal mio punto di vista.
Una sola considerazione, che non vuole essere critica: il taglio è decisamente italiota. Non ne ne faccio una questione di off topic, che per me è lana caprina.
Mi limito a fare una considerazione: il sistema paese tennistico italiano è a livello di terzo mondo. Quindi delle due l’una: o usciamo tutti dai confini e ci sprovincializziamo oppure decidiamo di approcciare questo sport a livello amatoriale.
chi non esce dai confini nazionali, sappia che avrà più difficoltà nel finanziare l’attività e il percorso di crescita del proprio figlio/a/i . Pertanto o è ricco di famiglia oppure c’e’ poco da fare. Il professionismo resta una chimera. Non è solo una questione di soldi, ma anche di attenzione e copertura mediatica.
Con questo non voglio offendere nessuno. Rispetto tutti e proprio per questi motivi vorrei organizzare il quadrangolare Shishkina, Zemp, Sartori, Zerulo.
Roberto Commentucci says:
Colgo l’occasione per ringraziare Pierpaolo Renella dei suoi interventi, nonchè per invitarlo a partecipare alla conferenza che terremo il prossimo 2 gennaio a Roma,a margine del Lemon Bowl: “Genitore di tennista,un mestiere che si impara”.
zio tony says:
la simpatia è contraccambiata roberto! a presto.
ted meekma for president says:
grazie roberto, realmente molto carino da parte tua. farò in modo di esserci a tutti i costi. ci sentiamo al telefono così concordiamo bene anche il topic dell’eventuale mio intervento.
a presto,
ciao ciao
Nikolik says:
A lungo abbiamo parlato dell’importanza dei tornei giovanili, vera o presunta.
Leggo su Tennis Italiano del mese di ottobre l’intervista a Colombini, manager di Del Potro, che afferma che, statistiche alla mano, solo il 7% (il sette per cento) dei partecipanti ai tornei giovanili internazionali diventa professionista, da primi 100 del mondo.
Sì, però Colombini ha conosciuto Del Potro proprio in un torneo under 12 in Sudafrica, nientemeno.
Quindi, è chiaro a tutti che la partercipazione ai tornei giovanili è importante, anche da un punto di vista economico, oltre che di apprendimento.
Si entra in un sistema, si fanno conoscenze, non solo tecnico-tattiche.
Restando nel giardino di casa, a compiacersi, poco si va lontano, senza alcun confronto.
Inutile fare i paragoni con Agassi e le Williams! Loro potevano permetterselo di non giocare i tornei giovanili!
Al contrario, vorrei sapere e conoscere la statistica contraria a quella citata da Colombini.
Vale a dire: quanti professionisti top 100 del mondo non hanno giocato i tornei giovanili?
Penso proprio molto pochi.
Ad esempio, Nadal e Federer li giocavano.
E non sono due qualunque!
Giorgio Errani says:
@stefano
mi era sfuggita la domanda del post 247: a 12 anni Sara era molto emotiva, forse avrebbe voluto sbattere la racchetta ma non si permetteva, il massimo era il pianto represso o i gocciolioni silenziosi…
adesso invece si prende qualche libertà in più, posto il link di un intermezzo mandato in onda ripetutamente dalla tv neozelandese durante il torneo di Auckland
http://www.youtube.com/watch?v=r3hUuZWgLnU
@Roberto Commentucci
non voglio polemizzare (anche perchè Roberto è il mio idolo), noto con piacere l’iniziativa della conferenza del 2 gennaio (secondo me spinta e/o organizzata da lui) ma gli raccomando anche di non dimenticarsi di spingere la FIT ad imparare il mestiere, in fondo loro dovrebbero già – in teoria – essere in possesso del background culturale necessario…
Gio says:
Prendendo spunto da “ted meekma for president” e comunque dagli ultimi commenti in genere ho deciso di seguire l’idea di “uscire dai confini” pertanto mio figlio questo fine settimana giocherà a Novi Ligure…..beh noi veniamo da Genova, usciamo dai confini della regione ! Scherzi a parte , so che è bel torneo ed anche di una certa “importanza”, ho capito, niente a che vedere con l’Orange Bowl, lo so, comunque, qualche altro presente del blog ?!
madmax says:
@ Ted…
Il problema non è certo uscire o meno dai confini…
Il problema unico è la cultura sportiva e di conseguenza il sapere cosa fare..
Pietro Mennea si allenva a Barletta e Roma, Sara Simeoni sempre in Italia, Alberto Cova al parco di Trenno a Milano, la Pellegrini a Verona eppure di Olimpiadi e Mondiali ne vincevano e ne vincono (Federica) a più non posso..
Poi certo fondamentale è il confronto e quello va benissimo andare a farlo anche fuori dall’Italia come fondamentale è fare un’esperienza diversa guardando cosa fanno gli altri, dovendo mangiare cose che non siano le lasagne di mamma e imparando lingue diverse, ma il punto non è questo…
Il punto vero è che da noi non viene insegnato fin da piccoli ad avere un sano e regolare sviluppo motorio e nello specifico del tennis a non fare preparazione atletica e a non curare in particolare la tecnica subito dall’inizio… Tutto questo fa si che il confronto si renda ancor più necessario perchè aiuta a capire su cosa si deve lavorare e recuperare (ma spesso è già tardi), cosa assolutamente inutile se si facessero le cose sopra citate nei tempi corretti..
La passion…. Vedrete che quando a 14/15/16 uno/a continuerà a vincere l’avrà mentre chi non cedrà più la palla preferirà sciare, le fidanzate e lo scooter..
Archipedro says:
Nikolik, da un punto di vista tennistico è più REALE il mio tennis, quello dei miei amici ex agonisti… o quello d’un bambino di dieci anni (ancorché talentuoso)?
Nel mettere in difficoltà me, da fondo campo, mio figlio quasi ottenne è forse meno impegnato rispetto ad una esclusiva partita con dei coetanei agiati in una qualsivoglia cornice esclusiva?
Troverò mai in provincia, tra qualche anno, un certo numero di tennisti esperti che vogliano incrociare la racchetta con mio figlio undicenne se effettivamente sarà forte (rischiando magari di perdere)? Credo in effetti che sarà possibile, e meno costoso che spedirlo in Florida…
E gli stili diversi di gioco, le superfici veloci, i climi torridi, lo stress da trasferta… esperienze da farsi a dodici anni?! Ma perpiacere…!
Il fatto che quei tennisti, oggi campioni, frequentassero tornei giovanili internazionali c’entra poco con lo sport e molto con i gusti degli splendidi genitori… trattandosi d’una nicchia, d’una elite, tutte le schiappe-figlie-di, qui da noi, bazzicano le top academies…
Benissimo le cronache da Bradenton; meno bene che nell’ambiente del tennis pochi si rendano conto di quanto mediocri sono i giocatori educati a queste sterili forme di competizione in assenza dei presupposti atletici dello sport vero. Triste che in presenza di adolescenti sistematicamente bruciati da questa filosofia (mai visto un ex tennista puro convertirsi ad altro con successo… ping-pong forse…) nessuno di questi signorotti si senta responsabile…
Scappate all’estero, raga, se siete ancora in tempo… ma per viverci…
madmax says:
Dimenticavo..
@ Archie
Riguardo al tuo penultimo post..
Sono perfettamente d’accordo, ma loro non sanno perciò..
Mentre sul tuo ultimo post devo dirti qualcosa..
Non è proprio così poichè il gioco degli adulti è molto diverso e propone difficoltà maggiori ma differenti, perciò il giocare con ragazzini forti è indispensabile.. Ovviamente lo è anche a volte giocare con gli adulti per imparare a dover fronteggiare anche situazioni differenti ma confrontarsi con i migliori pari età rimane importantissimo, come lo è il fare esperienze diverse come viaggiare trovarsi a competere in posti non conosciuti e differenti dal solito etc etc, ovviamente potendoselo permettere.. E’ evidente che dovendo scegliere tra la crescita di stampo sportivo ed l’Eddie Herr scelgo tutta la vita la prima ma poter farle entrambe sarebbe il massimo…
ted meekma for president says:
madmax,
sono sostanzialmente d’accordo con te. in Italia fai poco match play, negli sport che mi hai citato il match play non c’e’. quindi per confrontarti e testarti devi andare all’estero. tantovale viverci. no?
inoltre non sottovaluterei il ritorno mediatico di risiedere, allenarsi e vincere tornei in paesi in cui il tennis ha maggiore copertura mediatica. non so di quanto funding tu abbia bisogno, ma in prima persona posso accicurarti che i media servono eccome.
ted meekma for president says:
erraga corrige:
nel post precedente ritorno mediatico è sostituito da ritorno d’immagine
nicoxia says:
Errani,perchè non se lo poteva permettere?Stefano hai capito cosa intendevo.Poi potrà risultare giusto o sbagliato ma a quella età lo determina il genitore.
nicoxia says:
Scusate io capisco che per Quinzi che in Italia non ha rivali sia necessario fare esperienze all’estero,ma per chi esce nei quarti di un nike è cosi fondamentale?Chiaramente più esperienze si fanno meglio è ma per ottimizzare le risorse non sarebbe meglio queste esperienze farle quando almeno nei dintorni le batti tutte facilmente?
nicoxia says:
Secondo voi la Zerulo se fa gli under 14 li vince tutti?
Nikolik says:
Archipedro, al riguardo bisogna intendersi sui concetti.
Qua stiamo parlando di bambini che vogliono ambire a diventare professionisti.
Ora, se è di questo che stiamo parlando (io, ad esempio, non vorrò mai che mio figlio faccia sport competitivo di alcun genere, poiché lo trovo assolutamente diseducativo, ma è un altro discorso), mi sembra ovvia l’importanza del torneo, anche giovanile.
Il piccolo campione deve necessariamente avere non solo sparring partner di livello (mi sembra che sia quello che stai consigliando tu, quando parli di palleggio con adulti) ma anche confrontarsi con la competizione, che è sempre imprevedibile e che sottopone il soggetto ad ansie e stress non allenabili con sparring partner.
Mi sembra un po’ troppo facile dire: io sono il più bravo tecnicamente di tutti, sono quello allenato meglio e di tornei minori e giovanili non ne faccio, tanto conta solo giocare bene.
Troppo facile!
Invece, si devono giocare tornei, perché solo in quella sede si possono misurare i reali progressi.
A giocare bene in allenamento sono bravissimi in tanti.
Se non giochi i tornei per presunta superiorità o, ancor peggio, li giochi e perdi sempre, beh, se questo accade anche dai 14 anni in poi è meglio andare a scuola, se le ambizioni erano di diventare professionista.
Insomma, a parer mio il torneo costituisce un’esperienza fondamentale ed insostituibile per un giovane campione che ambisce a qualcosa, per scoprire ansie, stress, conoscenze tecniche altrimenti irripetibili.
Senza contare che, se nessuno ti vede e nessuno ti conolsce, resti fuori da un ambiente che, invece, deve essere il tuo e che hai scelto come il tuo, il tuo futuro.
A 14 anni è il momento di vincere qualcosa, senza alibi.
Nei primi 5 del tuo anno di nascita, almeno in Italia, devi essere.
Almeno.
nicoxia says:
Max,sabato ci sei?
Roberto Commentucci says:
Caro Giorgio Errani, pensa un pò che invece il mio idolo sei tu…
Posto io, a mia volta, un video su Sara, di un suo match per il quale ho fatto l’alba davanti al pc… e anche dopo, per l’adrenalina accumulata:
http://www.youtube.com/watch?v=X-rfQdE_AlI&NR=1
Sulla FIT, cercherò per quanto posso di dare una mano.
ted meekma for president says:
@nicoxia
prima di fare gli Under 14, la Zerulo deve battere Shishkina e Zemp. Sarebbe fin troppo facile e disfattista sostenere che contro le due non farebbe più di tre game. Io non mi schiero, vorrei semplicemente vederla all’opera in un match molto ma molto impegnativo. poi ne riparliamo.
Alessandro Nizegorodcew says:
Mi intrometto questa volta non da giornalista, ma da ex figlio di genitore che si avvicina al tennis…
Io ho iniziato a 7 anni con un maestro di base bravissimo. A 10 ho iniziato a fare sul serio allenandomi 4-5 volte a settimana. Se il primo anno l’ho vissuto un po’ come veniva, senza pensare troppo a quello che stavo facendo, ricordo invece benissimo che primo anno under 12 ero pienamente consapevole di ciò che stavo facendo, di quanto il mio impegno in allenamento fosse importante, di quanto i tornei fossero formativi (questo è ovviamente anche merito dei maestri ottimi che ho avuto). Ricordo benissimo ancora oggi ogni sensazione e anche la sensazione di sentirmi “grande”..
Volevo proprio arrivare, come argomento, ai tornei di cui state parlando. Io ho iniziato vincendo subito tanto a livello under 12 (primo anno), non chiedetemi che tornei fossero perché quello proprio non lo ricordo (comunque regionali).. Ero preparato molto bene tecnicamente e ancora di più tatticamente e poi i mancini da piccoli sono ancora più avvantaggiati che da adulti, perché gli altri ragazzini non ci capiscono proprio nulla.. Ebbene, quando arrivavo in quarti o semi, beccavo poi sempre qualcuno più grande e più forte che mi prendeva a pallate. Ho iniziato quindi vincendo facile o perdendo facile senza possibilità . L’anno successivo invece (secondo under12) gli incontri sono stati tutti lottati (da un certo turno in avanti) e la capacità di lottare all’inizio non l’avevo. Se capivo di essere un po’ più forte, mi incazzavo e alla fine vincevo; ma negli incontri in cui, nonostante leggermente inferiore, avevo la possibilità di vincere, facevo fatica a lottare punto su punto.. La capacità di lottare è arrivata dopo alcuni match di questo tipo giocati..
Tutta questa noiosissima storia per dire che la preparazione tecnica è fondamentale, ma l’atteggiamento si impara ad avere in campo, anche da piccoli, su punteggi quali 4-4 30-30 al terzo è allo stesso modo importante. Io ricordo nitidamente tutti gli step mentali che ho passato, per anni, sino ad avere la capacità di saper giocare in partita, in particolari nei punti decisivi..
Archipedro says:
Una gara è una gara, ed un torneo è un torneo anche tra giocatori eterogenei: fino a quando un atleta non vive di queste cose, nel senso professionistico del termine, il suo approccio alla partita con il maestro, o con il tennista di due anni più adulto, o ancora con il padre, potrà equivalere a quello dell’Orange Bowl o dell’Eddie Herr nella misura in cui saranno riprodotte le CRUDE condizioni agonistiche essenziali. Non ci vuole poi molto, basta sovrastimarne l’importanza e sembrare convincenti… (non come fa Andrew, con il suo vaffantennis, quando la butta sul ridere… quello non è molto agonistico…)
Siccome ciò che voi chiamate “pressione†è prevalentemente frutto d’un transfert esistenziale, da genitori sovra-esposti economicamente, mediamente esaltati, a figli-comunque-già -campioni-del-condominio, sarà sufficiente, che ne so, mettere in palio un grosso premio (soldi che almeno rimangono in famiglia) per rendere ogni game molto simile a quello dei vostri international happenings…
n.b. Se volessi convincere il piccolo a giocare alla morte mi basterebbe promettergli la versione più spaziale dei “transformersâ€â€¦ ecco che le sue partite sarebbero pura, tragicomica essenza bellica, chiunque si trovasse davanti… ma se avrò avuto successo un giorno giocherà semplicemente per compiacersi della propria bravura, anche laddove pseudo giornalisti – commentatori (come quello su UBI, da altri definito “dei rutti al barâ€) gli riservassero sarcasmi intellettualoidi intrisi di volgarità … un atleta può volare alto.
Peraltro la tecnica di “simulazione†delle condizioni di gara è una delle qualità essenziali dell’allenatore capace, esattamente come il professore rende possibile all’allievo la risoluzione di problemi originali… certo, bisogna avere a che fare con persone che lo sport lo conoscano, lo capiscono e lo rispettino…
Personalmente i tornei e le gare all’estero li ho fatti a partire dai 13 anni, dopo i Giochi della Gioventù, e non ho trovato palestre, pedane o facce che m’abbiano spaventato più di tanto…
nicoxia says:
Ted,le under 14 le ho vicino casa.
nicoxia says:
Archi,io sono daccordo con te le simulazioni sono la base dell’allenamento,però questi schemi devono essere applicati per crearsi esperienza, in vari contesti con situazioni diverse più sono vari più il bagaglio aumenta.
Giorgio Errani says:
@ nicoxia 319
non è che non se lo potesse permettere, non si permetteva di avere un atteggiamento esagerato (rispetto a quello che stava facendo) perchè sarebbe incorsa nei miei duri rimproveri
anche adesso, a volte, le faccio notare qualche eccesso (ma sono più tollerante e comprensivo, tenuto conto del livello…)
@Roberto Commentucci
grazie per il video, spero che qualcuno lo guardi…
ma la Davenport è quella col cappellino o quella senza ??… AHAHAHAH…
a parte gli scherzi, l’ultimo colpo del video (passante in corsa con VAMOS incorporato, prolungato all’eccesso) mi fa venire ancora la pelle d’oca dopo due anni…
Nikolik says:
Ricreare le condizioni e l’atmosfera di un torneo, anche mediante dei premi ” a vincere” di vario tipo, è assolutamente impossibile, a parer mio.
Anche il mio vecchio maestro Pierino prometteva la nutella se mettevo dentro al campo 10 rovesci di fila, giocati ad una mano sola, ma non è la stessa cosa.
Infatti, è proprio il fatto di giocare in un campo diverso, in una città diversa, in condizioni climatiche ed ambientali diverse, che è arricchente e formativo.
Naturalmente, anche affrontare coetanei e confrontarsi con loro è un’esperienza decisamente formativa per il piccolo campione.
Del resto, perchè essere iper-protettivi?
Che questi bambini giochino i tornei e perdano tranquillamente.
Almeno, pro quota parte, impareranno anche la Cultura della Sconfitta e non solo quella della Vittoria.
E sarebbe ora.
Archipedro says:
Nicoxia, i genitori danarosi non avranno mai bisogno dei miei incompetenti consigli gratuiti… viceversa non credo che quelli poveri abbiano il tempo di perdersi in questi blog…. Però anche loro hanno diritto ad una speranza… vuoi mettere la soddisfazione di vedere la prole premiata per dei meriti reali ed a fronte d’una competizione veramente open?
Homo faber est fortunae suae… spes ultima dea… intelligenti pauca… (all’intelligente poche cose…)
stefano grazia says:
Sto leggendo-appena rientrato e con uno sciopero in atto che mi lascia un po’ di tempo a disposizione- e prima di arrivare alla fine dei posts mi tocca precipitarmi a scrivere due righe perche’ o io ho la coda di paglia o qualcuno di voi e’ in malafede:
1)ma perche’ uno che fa l’eddie Herr deve essere additato al ludibrio pubblico? Io mica ho scritto o detto che EH e Orange Bowl sono superiori agli Eta del Trentino…Ho detto che semmai sono equivalenti e che comunque la Shiskhina e’ un caso a paqrte, non saprei Black e Nefedova…Comunque la Komardina e’ arrivata ai quarti e la Shiksa che TS l’ha vinto e a PSGiorgio e’ arrivata in finale non so cosa abbia fatto quando era da Bollettieri dove ha passato due o tre anni
2)continuo a non capire tutte queste punzecchiature di Archie e anche del mio excompagno di merende (‘chi sa sa senza bisogno di andare in Florida…’ E chi ha mai detto il contrario?)quando entrambi ben sanno che Nicholas e’ andato in Florida per tutta una serie di ragioni fra cui non certo ultima il fatto di avere sempre e solo frequentato scuole anglofone e quindi…pensare di portarlo a 12 anni a giocare a tennis e cominciare ex novo la scuola in Italia sarebbe stata quasi una condanna a morte (non perche’ la scuola italiana sia di livello superiore e quindi troppo difficile ma perche’ troppo difficile lo sarebbe stata per altri motivi, tutti piu’ volte elencati). A parte questo ritengo -e questo lo ha scritto piu’ volte anche Giorgio Errani che Archie continua a citare solo quando fa comodo a lui-che gli unici soldi che non rimpiange sono quelli dati a Bollettieri…In piu’ a me sembra di essere stato sempre molto onesto nel citare quelli che penso possano essere PER NOI i vantaggi ma anche gli innumerevoli svantaggi, per noi e per tutti gli altri… (altri per esempio, riguardo alle Academies dove inviavano i propri figli han sempre preferito glissare specialmente sulle cose che non andavano bene …)
3)Non ricordo di aver mai scritto il post citato da Pinot : non e’ il mio stile di scrittura…Potrei invece averlo inserito con tanto di autori come argomento d’interesse ma onestamente non ricordo…quindi, Archie, la pioggia del tuo sarcasmo-se era a me che ti rivolgevi- scivola sull’ombrello della mia indifferenza
(e lo dico per ridere,quindi non offenderti: non ho mai sminuito le tue conoscenze (semmai l’ha fatto una volta il Prof Buzzelli, se ricordo bene, e onestamente non saprei nemmeno se dar ragione a lui o a te sull’argomento, peraltro secondario, in questione…Ho letto il tuo Blog e ho fatto commenti positivi invitando tutti ad andarlo ba leggere…Non sono d’accordo con te sul compiacimento dell’allenarsi apposta sul campo con le crepe e una corda al posto della rete se hai la possibilita’ di farlo su un campo normale (ma anch’io l’ho fatto tante volte in Angola o anche in Florida- durante l’EH con i campi tutti occupati ci siamo allenati al mattino su un campo tutto scarrocciato…), non sono soprattutto d’accordo con la compiaciuta autarchia spoprattutto se mirata a creare un campioncino di tennis…Se invece vuoi creare un’ottima persona, va bene, ma occhio che non diventi un’ottima persona un po’ superba e compiaciuta della propria virtu’ e superiorita’ morale … Fallo giocare anche con qualche bambino-a tennis, a pallavolo, a calcio, ai quattro cantoni o a strega in alto…- e non solo col suo papa’…
4)Adesso torno a leggere il resto che gia’ ho preso un cazziatone da Ubaldo per avere,in un commento su ubitennis, proposto Black-Nefedova come il miglior match di tennis dell’anno (… e suggerito a tutti gli utenti di venirselo a leggere su questo spazio. Ovviamente non voleva essere denigrativo del suo sito: non mi sembrava di fare nulla di diverso da chi, come per ADC, spesso rimanda a questo o a quell’altro sito con un link…Mah!)
Archipedro says:
Comandante, sei tornato?! Ok, torno subito al mio blogghino…
UBI maior (et Gratia plena), minor cessat…
p.s. Lo sai che Giorgio Errani ha una Porsche (vera)?!!! Molto peggio della tua Ferrari di concetto… Però ci fa delle gare, e non la usa per andare a prendere l’aperitivo…
Si, in effetti a lui perdono tutto…
Kill Bill says:
Mah ! certo che qui se ne impara sempre una nuova.
Ma la cosa più curiosa è questa amicizia blogghistica tra Giorgio Errani e Archipedro che secondo me dicono e fanno o hanno fatto esattamente l’opposto per i loro figli. Boh!
stefano grazia says:
Arrivato alla fine incredibilmente quoto Nikolic (chi l’avrebbe mai detto?):
“si devono giocare tornei, perché solo in quella sede si possono misurare i reali progressi.A giocare bene in allenamento sono bravissimi in tanti.
Se non giochi i tornei per presunta superiorità o, ancor peggio, li giochi e perdi sempre, beh, se questo accade anche dai 14 anni in poi è meglio andare a scuola, se le ambizioni erano di diventare professionista.
Insomma, a parer mio il torneo costituisce un’esperienza fondamentale ed insostituibile per un giovane campione che ambisce a qualcosa, per scoprire ansie, stress, conoscenze tecniche altrimenti irripetibili.
Senza contare che, se nessuno ti vede e nessuno ti conosce, resti fuori da un ambiente che, invece, deve essere il tuo e che hai scelto come il tuo, il tuo futuro.”
Perfetto ma gia’ eravamo arrivati alla conclusione che entro certi paletti fra noi e Nikolic c’era una sorta di condivisione (io per esempio concordo con lui che scopo precipuo della Fedewrazione non sia crteare campioni per far goidere gli Ultras da Stadio ma piuttosto PROPAGANDARE LO SPORT IN QUESTIONE in modo da allargare la base e rendere piu’ facile ad un bambino prima giocare, poi diventare un agonista ed eventualmente infine, a dio piacendo, anche un campione. A mio avviso, prima cosa: piu’ campi pubblici, campi gratis per U14 nei circoli e tanti tanti tornei nei week end.
@ Mad Max:”Stefano tu purtroppo confondi le tue idee e quello che ti raccontano con la realtà , poi sei liberissimo di credere e pensare quello che vuoi ma sappi che le cose stanno in modo ben diverso…”
Ai Posteri l’Ardua Sentenza, che ti devo dire…Non so nemmeno poi a quali mie idee tu ti riferisca perche’ anche quando ti do ragione riesci sempre a trovare il modo di farmi apparire in torto…e chi ti capisce piu’? Devo constatare dunque che ormai ci troviamo d’accordo solo sul 15%? Qual e’ l’oggetto del dibattere, perche’ qui si procede menando colpi a destra e a manca senza fare distinzioni per cui alla fine mi tocca perfino sentirmi in colpa se sono andato all’Eddie Herr e vi ho raccontato di una undicenne da favola e un’altra 98 e una supposta 99 piuttosto interessanti (senza essermi azzardato a dire che avrebbero fatto sfracelli in Italia, questo lo avete assunto voi e siete partiti al contrattacco dicendo che adesso i risultati non contano nulla, anzi che adesso e’ meglio perderli i matches anziche’ vincerli…Solo il 7% di chi partecipa ai tornei giovanili entra nei Top 1`00 non significa che e’ meglio non farli, significa solo che e’ durissima e che il restante 93% NON ce la fa. Come il 99.99% di chi NON li fa. Solo le Williams che comunque vinsero tutto quello che c’era da vincere U12… a 8-9 anni e che comunque ebbero abbastanza competizione alle Academy di Bollettieri e dei Rick Macci.
COMUNQUE QUELLO CHE VERAMENTE NON RIESCO A CAPIRE E’ IL MOTIVO DI TANTO FURORE: avessi detto che mio figlio ha perso al secondo turno mas e’ un fenomeno lo stesso, avreste avuto ben ragione di criticarmi e darmi del solito folle padre che non vede la realta’ che gli sta davanti…Stessa cosa se, avendo per caso mio figlio vinto l’EH, avessi fatto proclami di grandezza…ALLOORA SI CHE AVRESTE AVUTO TUTTE LE RAGIONI DI CRITICARMI… Io ho semplicemente detto che avendo perso prima del previsto, non ci preoccupiamo piu’ di tanto ma e’ ovvio che entro due anni dovranno essere raggiunti certi risultati (che sono raggiungere i quarti o le semi di determinati tornei) per potersi sentire giustificati nel continuare ad affrontare certe spese. Altrimenti si continuera’ a giocare tennis college invece che tennis pro…
Cambiando argomento, ma neanche tanto, mia moglie ha avuto un meeting con il Gotha dell’Academy … Di questo, di Lance Luciani e di David Rees vorrei parlarvi nella seconda puntata di TGF_The Bradenton Chronicles part 2. Poi magari il terzo capitolo di TGF riguardera’, con il ritorno di Nicholas a Lagos per le vacanze di Natale, altre cose e potremo lasciare da parte, per un momento, la Questione Americana… Ragazzi, io non metto in dubbio che in Italia ci siano Ottimi Coaches, Ottimi Genitori, Ottimi Atleti…Io vi do solo uno spunto, non ho certezze,non vi voglio convincere di alcunche’… E mio figlio, lo ripeto, e’ un buon giocatore ma con 50 giocatori come lui in Italia e negli US, datemi retta, dimenticatevelo, non prestategli attenzione, lasciate stare, come disse una volta Stefar che lo aveva visto a 9 anni e liquidato subito con un ‘sono altri i fenomeni e sappiamo tutti quali sono’ … E anche su di loro sara’ meglio andare cauti: semmai i Tornei come l’Eddie Herr servono proprio a capire queste cose che io,ripeto, avevo comunque gia’ capito anche facendo gli Eta o frequentando la Bollettieri durante i Campi Estivi e Pasquali o Natalizi … E rileggetevi l’introduzione, la conversazione con il papa’ di Quinzi: siete davvero disposti a rinunciare ad una Educazione Normale pur di dare una chance ai vostri figli? Perche’ adesso e’ roba da ridere: e’ fra 2-3 anni che si porra’ il dilemma e allora, chi avra’ piu’ da perdere? Il figlio di un disperato bohemienne o rifugiato di guerra o emigrato negli States con 700$ e che vive di lavori marginali magari accettando di fare il lavapiatti o il giardiniere nella stessa Academy dove si allena il figlio o per essere piu’ nella normalita’ il figlio di un coach che ha comunque un riferimento anche culturale di cui non vergognarsi nel genitore o il figlio di due laureati e con un certo background culturale che magari Archipedro, anche lui laureato, disprezzera’ perche’ differente dal bsuo ma comunque fatto anch’esso di buone letture e buone frequentazioni nel senso di stimolazioni intellettuali? Non ho mai mitizzato troppo il valore del pezzo di carta ma se ci devo rinunciare sarebbe meglio che ne valesse davvero la pena … anche solo per l’esperienza di vita che in fondo sono quei 4-6 anni di college o di vita universitaria …
nicoxia says:
Stefano,io le critiche di Max me le ricordo ed erano molto pepate per tutti,ora non noto niente di cosi eclatante nei tuoi confronti,continua a dire quello che pensa in maniera secondo me garbata rispetto a prima.
Archipedro says:
Kill Bill, é una questione di cortesia…
Nikolik says:
E’ assolutamente vero che provenire da famiglia agiata, per un giovanissimo che pretende affermarsi nel tennis, da un punto di vista motivazionale non è un vantaggio, perché egli ha chiaramente molte più alternative all’affermazione di se stesso mediante il tennis.
Colui che proviene da un ambiente difficoltoso da un punto di vista economico è chiaramente più motivato e, diciamolo, ben più disposto anche a prendere certi compromessi che, altrettanto ovviamente, un bambino o una bambina italiani, e i loro rispettivi Genitori, non sono disposti a prendere.
Di detti compromessi nessuno realmente vuol parlare, perché la questione è realmente imbarazzante, ma essi sono quelli brillantemente esposti da Madmax nel suo post n. 217.
La questione riguarda soprattutto il tennis giovanile femminile: inutile far finta di non accorgersi di questo gigantismo e precocismo di ragazzine e bambine dell’est.
Ed è altrettanto inutile poi lamentarsi del fatto che le nostre ragazze maturano più tardi o che raggiungono buoni risultati più tardi, dopo i 20 anni: non è che maturano più tardi, è solo che non imbrogliano sulla data di nascita e che non si dopano.
Basta vedere le nostre campionesse di Fed Cup, tutte grandi atlete ma con fisici “normali”.
Per il resto, i compromessi, purtroppo, nel caso di ragazzine dell’est, non si fermano certo a quelli detti da Madmax nel post n. 217.
Ce ne sono anche altri, ma è meglio lasciar perdere.
mirmidone says:
@ Nikolik
Invece, credo sia meglio non lasciar perdere…….
Sarebbe meglio, per tutti i genitori, se potessi esplicitare quali saranno le opzioni a cui ci troveremo presto di fronte …..
madmax says:
@ Nico..
Si sabato ci sarò… In che albergo hai prenotato?
E per la Zerulo di quali under 14 parli? Se parli di quelli regionali ne vincerebbe il 95% se parliamo di ETA nemmeno uno…
@Archie..
Per quanto riguarda la competizione sono d’accordo ma la differenza è come ti ho detto sul tipo di difficoltà nel senso che mentre per quanto concerne l’imparare a competere è indifferente dove farlo ma quando si parla di fare esperienza con il tennis vero allora le cose cambiano.. Ti dico di più, le difficoltà sono diverse anche tra gli stessi tornei under, in quanto mentre in Italia la componente tattica è già molto evidente all’estero lo è molto meno ed è per questo motivo che preferisco giocare all’estero dove si preferisce competere a chi gioca meglio e non a chi è più scaltro..
@ Ted..
C’è del vero in quel che dici ma la verità è che quando anche in Italia si vedrà un campione con la C maiuscola il ritorno d’immagine ci sarà eccome anzi a mio avviso scoppierebbe la tennis mania..
@Stefano
Ecco adesso dici bene, ai posteri l’ardua sentenza..
Ora non è che perchè su molte cose la pensavamo alla stesso modo devo continuare a darti per tutta la vita ragione… D’altronde man mano che siamo andati avanti ho dovuto constatare che abbiamo una visione differente di come raggiungere l’obbiettivo, ma non mi sembra così grave e giustamente rimanderemo ai posteri l’ardua sentenza, per poi magari scoprire che si potrà raggiungere l’obbiettivo anche in modi diversi o viceversa falliremo entrambi… Questo forse è il bello del tennis e non solo..
Archipedro says:
Nikolik, se vai nel sito della WADA (World Anti-Doping Association) e ti guardi le statistiche dei casi positivi dal 2003 al 2009 non troverai un solo episodio legato all’hGH… A mio parere l’ormone della crescita, come il “dollarone†nel portafoglio, è ritenuto una blanda forma di “doping preventivo  serve solo per creare i presupposti… che avere un ragazzone alto da un nanetto male non fa! Poi, visto che il trucco l’hai capito, finisci l’opera con tutto il resto… anabolizzanti S1, stimolanti S6, cannabinoidi S8… che non sono comunque gratis… per non parlare delle ultimissime schifezze con cui manipolano i giovani ciclisti, calciatori… contenti loro tutti!!!
Per questo, lo ribadisco ai genitori per bene, la naturale predisposizione genetica allo sport è fondamentale… e prima che i giochi siano fatti è meglio… polisportivizzare…
Mauro g&f says:
Non toccatemi Stefano che mi arrabio!!! Scherzi a parte, ritengo sia tutto lecito, ma faccio fatica a capire gli attacchi personali di Piero, e sono pure convinto che se si conoscessero di persona avrebbero tante cose in comune, ovvero cultura, sensibilità e buon senso.
bogar67 says:
Miiiiiiiiiii quasi un’ora per leggere tutti i post arretrati. A proposito delle critiche sul carattere del figlio di Stefano volevo solo dirvi che i giocatori che mi hanno appassionato di più nella mia vita sono stati: stranieri John Patrick McEnroe Italiani: Paolo Canè. Non so perchè ma il pubblico ha sempre mostrato una certa simpatia per coloro che hanno Genio e sregolatezza e non per gente glaciale come ad esempio Lendl. Per me comunque se uno si in campo, si incavola perchè non vuole per nessun motivo perdere dimostra una spiccata personalità e grande the passion a patto che il fuoco che si ha dentro poi venga tramutato in fattore positivo.
@Giorgio Errani a tal proposito sarei curioso di sapere se nel video che ci hai mostrato dell’arrabbiatissima figliola alla fine ne è uscita fuori sul campo una sconfitta o una vittoria. Visto (ma non sentito) il video desideravo sapere anche se Sara ha mai usufruto di quello che oggi chiamano mental-coach e se la risposta è affermativa se il ricorso a questa figura nel tennis è davvero utile.
bogar67 says:
@Giorgio ovviamente essendo la mia sopra una domanda che seppure da considerare tecnica intacca l’aspetto caratteriale di Sara e per una questione di privacy non vuoi rispondermi è uguale però desideravo avere un tuo parere in generale sull’utilità nel tennis di questa figura più volte evocata nel blog.
Giorgio Errani says:
@bogar67
c’è scritto nel video di youtube, l’arrabbiatura si riferisce al match giocato ad Auckland contro la Krajicek, battuta da Sara che ha vinto 7-5 / 6-7 / 6-2 (peraltro nel video c’è anche il sonoro)
credo che la figura del mental coach sia importante nel tennis, ma ognuno ne usufruisce e la adopera a modo suo (dato che implica una fiducia ed un “credo” particolare)
interrogati in proposito, tutti i tennisti ammettono che l’aspetto mentale nel loro sport è estremamente rilevante ma, alla domanda se usufruiscono di un mental-coach, pochissimi rispondono in senso affermativo…
simplypete says:
@Stefano
ti volevo solo dire che personalmente sono grato dei tuoi report, che trovo esaustivi, divertenti ed utili; non per questo devo per forza essere sempre in accordo con te….
Detto questo, secondo me, non c’è una strada unica per arrivare al professionismo tu hai scelto quella dell’ accademia americana, altri la Moratoglu, altri come ad esempio Ghedin, (che ha iniziato a giocare a tennis a 13 anni) il circolo sotto casa arrivando dopo 10 anni a giocare il primo turno di wimbledon,
sicuramente ogni genitore fa quello che può e ritiene il meglio per i propri figli e tu lo stai facendo, poi il futuro dirà ….
Archipedro says:
Mauro g&f, se quello che rimane dei miei interventi è l’idea che m’interessa attaccare personalmente il Comandante, o chiunque altro, direi che sono totalmente fuori luogo… però la deriva del vecchio blog è stata proprio causata dall’intolleranza verso le opinioni diverse, che s’è tradotta in un’insofferenza ad personam, id est… verso dei nicknames… è così che sono diventato Archie… e mio figlio di sette anni “il pistoleroâ€â€¦
Comunque, stare qui, ancorché da invitato, ed essere scortesi con Stefano sarebbe imperdonabile… ditemi però cosa mai potrei dire che non gli sembri inadatto a questo suo contenitore, molto, molto personale… che lui é il migliore padre del mondo?! No, quello sono io… Egli può essere solo il secondo…
p.s. Al limite potrà essere, secondo Anto, il più bel padre del mondo…
Pace e mandi!
bogar67 says:
@Giorgio grazie come sempre per la tua cortese risposta e per le giuste osservazioni. Per il fatto che pochi rispondono sempre in maniera affermativa potrei pensare che forse è perchè la figura è vista come quello dello psicanalista-psicologo. Ci va solo che ha problemi di equilibrio mentale. Al maestro della SAT, qualche genitore di figlio “esuberante” ha proposto il supporto di questa figura ricevendo la risposta che i loro figli non sono malati piuttosto immaturi (il termine io lo definerei altro).
ted meekma for president says:
Solo per dire che in my opinion l’ultima parte del post di stefano grazia – quello delle 19:07 del 10 dicembre, da “chi avrà più da perdere” in poi – è UNA PERLA ASSOLUTA di memoir del tennis parent, un qualcosa che per me è fine letteratura.
Se sentite Stefano, ricordagli pure che qualche giorno fa gli ho spedito una mail…una mail senza risposta
madmax says:
@Nikolik..
Non esageriamo però perchè stai creando degli alibi che non esistono.. Un fatto è arrivare un paio di anni dopo altro è non arrivare proprio… La Pennetta se non fosse andata in Spagna mai sarebbe arrivata nelle prime 20 e se non fosse stata mollata da Moja mai sarebbe arrivata nelle 10. Un ragazza non dopata ma straniera sarebbe entrata nelle 10 a 22/23 anni non a 28!!
La Schiavone ha vinto il torneo più importante dopo essersi allenata sei mesi in Spagna.. Una ragazza non dopata ma straniera avrebe vinto quel torneo quattro/cinque anni fa…
L’esempio più evidente è la Giorgi che essendo solo 1.69, senza un coach e solo per metà straniera (per sua sfortuna nel senso che sarebbe stao meglio per lei esserlo tutta) è nettamente la migliore italiana della sua età , un motivo dovrà pure esserci o ancora credi al fato…
madmax says:
@Ted
Io credo che questo sia un falso problema. Se un genitore non si mette le fette di salame sugli occhi e soprattutto se non si fa mettere i piedi in testa dal proprio figlio, a 14 anni è in grado chiaramente di decidere riguardo il proseguo degli studi. In più se un ragazzo lo vuole veramente potrà riprenderli più avanti anche se più di uno è arrivato in alto studiando normalmente, perciò..
Io da due anni leggo tutti i giorni banalità e scusanti a favore dei ragazzi di oggi che non solo non ne hanno per nulla bisogno ma anzi necessiterebbero di più disciplina e severità , soprattutto nel nostro caso visto che vorrebbero intraprendere una carriera sportiva che giova ricordarsi non è stata ordinata dal medico!!
Nikolik says:
Archipedro, il motivo per cui non trovi positività all’ormone della crescita è che dette sostanze non vengono somministrate, ovviamente, ai professionisti, ma a giovanissimi, proprio nella fase della crescita.
I controlli antidoping agli under 16 sono rarissimi, se non inesistenti, in specie, ed a maggior ragione, in lontani paesi dell’est.
Inoltre, dette sostanze non vengono somministrate, ovviamente, durante i tornei, non essendo stimolanti, per cui il loro effetto durante i tornei è praticamente irrilevante, ma durante gli allenamenti.
E i controlli antidoping agli under 16, fuori dalle competizioni e dai tornei, sono ancora più rari.
Ecco perché.
Archipedro says:
Nikolik, é esattamente quello che ho detto su G&F varie volte, e scritto sul mio sito… proprio perché si tratta d’una costosa pseuda-maniploazione genetica di ragazzini, quindi di fatto priva di controlli, é improbabile però che riguardi solo alcuni paesi canaglia… guardate che atleti stranamente alti, esplosivi e resistenti li abbiamo avuti anche noi… non illudetevi troppo…
andrew says:
…salto a piè pari la discussione sui soldi (essendone sprovvisto) e sul doping (non essendo un’opzione percorribile)…
Invece, oggi sono stato con mio figlio Alessandro di 11 anni da un osteopata-kinesiologo-chiropratico-fisioterapista-figliodidentista, dal quale ho ricevuto le seguenti informazioni, che vi sottopongo:
1) Intanto, visitando Alessandro, non ha riscontrato un livello scadente di atleticità , quanto di “centratura” (tipo il bilanciamento dei pneumatici) e di coordinazione. Su 90 ragazzi delle giovanili di una squadra di serie B di calcio, ha detto che solo 2 (due) riescono a toccare il pavimento con il palmo delle mani, mentre la stragrande maggioranza arriva a malapena alle caviglie. Lui ne imputa la causa alla mancanza di atletismo generale e alla iper-specializzazione dei movimenti.
2) Per Alessandro, mi ha consigliato una visita con un Optometrista (non uno specialista degli otto metri) per verificare le relazioni occhio-mano. Ha visto che Alessandro impugna la penna in maniera particolare (non con le tre dita) e ritiene che ciò influisca “a cascata” su gran parte delle articolazioni. Effettivamente, Alessandro, con tale impugnatura di penna (una western esasperata) deve usare tutto il braccio fino alla spalla e piega la testa, con riflessi sulle prime due vertebre.
3) Come primo approccio alla coordinazione, mi ha consigliato un semplice esercizio di camminata sul posto, prima di procedere a esercizi più complessi di multilateralità .
4) Mi ha “scollato” i tendini della tibia, mi è entrato con le mani nell’intestino e nell’inguine e ho effettivamente guadagnato alcuni centimentri di estensione.
5) Ho pagato 50 euro.
Archipedro…tieni duro…quando Mati avrà battuto tutti nella sua zona, portalo nella mia e quando avrà battuto tutti nella mia e nella tua, allora c’è l’Austra e la Slovenia e la Croazia e quindi il mondo…
Federico Di Carlo says:
Ciao Bogar,
mi sento direttamente chiamato in causa dal tuo post. Sono di solito definire il mentale come “l’ultima frontiera” Delle 4 macroaree tennistiche è quella che dopo l’allenamento fisico viene ultimamente indagata maggiormente per costituire, usando un linguaggio caro a Giorgio Errani, un vantaggio competitivo rispetto agli altri tennisti. Effetivamente i mental trainer non fanno parte del team itinerante che accompagna i tennisti ma se volessimo prendere in considerazione il comportamento per certi versi stereotipato dei top players, sorge il dubbio che qualche scuola di pensiero mentale la devono pur seguire o quantomeno tenere come riferimento……………
bogar67 says:
Grazie Federico, avevo dimenticato di citarti, ma nello scrivere il post pensavo anche a tutti i buoni consigli che fin qui mi hai dato e che sto mettendo in atto nella crescita della bimba. In questo blog (anche quello precedente) ho trovato genitori ben preparati, qualcuno con conoscenze generali nelle quattro macroaree tennistiche come le definisci, altri un pò più specializzati in una sola. Sulla parte mentale cmq ho letto di qualche tennista anche del passato che ha fatto miglioramenti non indifferenti con la P.N.L.
http://archiviostorico.gazzetta.it/2004/giugno/29/Farina_trionfo_puntate_ga_10_0406297199.shtml
29 giugno 2004
Farina, un trionfo a puntate
Batte la Ruano Pascual nel match iniziato domenica e raggiunge la Grande negli ottavi Oggi incontra la Mauresmo. E’ la prima volta che due italiane arrivano agli ottavi di Wimbledon «Fede più lotta uguale vittoria. Non ho espresso un gran tennis, ma volevo vincere e sono stata lì a soffrire»
dal nostro inviato LONDRA Forse Ignazio Surra non c’ entra nulla. E Freud potrebbe spiegare che il motivatore, sosia del marito-allenatore, Francesco Elia, equivale alla coperta di Linus. Forse non c’ entra nemmeno la superficie, l’ erba, tanto ormai, con queste racchette col cuore enorme la palla la prendi comunque, e quindi continuano a giocare da fondocampo. Forse non è neanche un problema d’ esperienza, visto che Silvia Farina di anni ne denuncia 32, ma in realtà se ne sente «27-28» e, trovando quella spregiudicatezza che tre anni fa non aveva, chiede: «Ma perché, scusa, tu non ti senti ancora giovane?».Di certo, due italiane per la prima volta negli ottavi di Wimbledon, Silvia Farina da Milano e Rita Grande da Napoli, non sono un miraggio, ma la realtà di un nugolo di leonesse, arrivate tutte vicinissime a esprimere il massimo partendo dall’ iniziativa privata, passando per esperienze diverse, disseminate di delusioni e sacrifici, ma favorite dalla latitanza della federazione. Infatti, dopo il legittimo autocompiacimento («Io sono la continuità : quando vado avanti in questi tornei la mia soddisfazione personale è sempre grande»), se si guarda alle spalle, Silvia non vede eredi dirette, almeno nello Slam: «Preferirei che fossimo come la Russia, con tante teste di serie e tante che vincono, ma lì c’ è un’ altra cultura, vengono selezionate, bambine, in base alle caratteristiche fisiche ed indirizzate nelle varie discipline. Noi italiane partiamo più tardi, facciamo nuoto e mini-basket, e ci arriviamo dopo al tennis»…….
http://archiviostorico.gazzetta.it/2004/febbraio/24/Numeri_Farina_Voglio_dieci__ga_10_0402247797.shtml
Numeri da Farina «Voglio il dieci»
La nuova Silvia punta al record in classifica Due finali in un mese e un gioco più vario: a quasi 32 anni vola con lo psicologo, il racchettone e il marito-allenatore
Silvia Farina è l’ atleta italiana più felice del momento, al di là delle due finali disputate in un mese e mezzo e del numero 14 della classifica che ha appena raggiunto: «Due anni fa si è sbloccato qualcosa dentro, prima avevo del buoni risultati, ma non per lunghi periodi, troppi alti e bassi. Non c’ è stato un vero fattore scatenante, c’ è stata però quella vocina che sentiamo dentro che mi diceva: “Non devi dimostrare niente, ma tu sai che non sei soddisfatta, che puoi esprimerti meglio e più a lungo nel tempo, e a più alto livello”. E così ho lavorato molto sull’ aspetto mentale». Silvia Farina è l’ atleta italiana che forse si fa più domande: «Ogni anno si cerca di migliorare tecnicamente e fisicamente, e di aggiungere qualcosa per migliorare, per esempio, il servizio. A novembre, poi, mi sono fatta un mese di vacanza, perché ero proprio a pezzi, e abbiamo ripreso il Pnl, Programmazione neurolinguistica, che avevamo avviato anni fa ma avevamo abbandonato anche per i costi elevati. E abbiamo cominciato a rendere automatiche certe reazioni che ho in allenamento per trasferirle poi in partita, quando vivo le situazioni più difficili. Visti i risultati, Ignazio Surra, il mio programmatore neurolinguista, mi ha accompagnato negli ultimi due tornei, a Parigi e ad Anversa. Così ha capito altre cose di me, ed è stato utilissimo nel pre e nel dopo partita. Questo sistema mi ha aiutato a esprimermi anche al di là del campo, ora sono più aperta, mi sono liberata delle mie paure, quelle di qualsiasi essere umano, sono più sicura e consapevole. E in questi confronti a tre, insieme anche a mio marito, Francesco (Elia), che poi è anche il mio allenatore, cresco continuamente, anzi: cresciamo insieme».
Silvia Farina, il tennis senza sorrisi della campionessa tutta casa e tornei
È milanese ma vive a Fregene, ora è impegnata a Wimbledon «Siamo diventati dei robot che non possono neanche parlare» «Ho trovato nuove energie in una disciplina mentale che si chiama Pnl» «Roma? Mi limito a un piccolo shopping a qualche cinema, a cene con gli amici»
http://archiviostorico.corriere.it/2004/giugno/25/Silvia_Farina_tennis_senza_sorrisi_co_10_040625027.shtml
Ha vinto molto. Ma non tutto. E c’ è quel traguardo, sfiorato, di arrivare tra le prime dieci giocatrici del mondo. Ora ci riprova sull’ erba di Wimbledon, il torneo più prestigioso, il sogno di ogni tennista. L’ anno scorso era arrivata ai quarti, ottimo risultato. Silvia Farina Elia in Italia è la numero uno; nel mondo, due anni fa, è stata la numero 11. Il 27 aprile ha compiuto 32 anni: tanti, per una giocatrice del suo livello; nello sport è cresciuta nell’ età in cui i campioni smettono. «Ho cominciato a 10 anni, non ero così piccola. Forse è per questo che sono ancora qui. Le ragazzine a 14-15 anni vivono il professionismo e girano il mondo. Io soltanto a 19 anni ho cominciato a rendermi conto che volevo fare questo tipo di vita». La sua storia sportiva è un piccolo miracolo: le dicevano che era una difensivista a oltranza, che il suo gioco era privo di soluzioni offensive. Lei anziché rispondere si è allenata, il suo gioco è migliorato, i risultati sono arrivati. E ha vinto tre tornei del circuito Wta. «Pensare che poco prima stavo pensando di mollare tutto». Se sta vivendo una seconda giovinezza è merito del marito-coach, Francesco Elia, che le ha trovato una nuova racchetta e le ha dato forza nei momenti difficili, e di una disciplina mentale chiamata Pnl: programmazione neurolinguistica. «Ero reduce da una serie di infortuni, non riuscivo a trovare il ritmo, i risultati non venivano. Avevo letto di un corso a Nizza e ci sono andata. È una disciplina che si può applicare in ogni campo della vita, un modo per migliorare se stessi, una tecnica per cambiare certe dinamiche mentali, una pulizia interiore che trasforma il pensiero negativo in positivo».
nipa says:
Un caro saluto a Max (il mio “faro” oggettivo), Stefano (il mio punto “cult” del tennis) e Mauro (il pensiero positivo “soggettivo” del vecchio blog) e gli altri.
@Max
mi dispiace nn vederti al lemon….a proposito: “quei” tempi Ele li ha ripetutti agli stutendeschi…ci vediamo ai nazionali???? Una domanda prevedi fra un paio di anni un accademia (nn so….semmai spagnola) all’estero???
@Stefano: mi fa piacere constatare che sei sempre lo stesso…..
@Mauro
è un pò che non ci sentiamo ….ma come sai il lavoro che ho intrapreso è piuttosto “impegnativo”……a proposito….poi quel controllo al polso l’ho fatto…..
UNa cosa vorrei evidenziare: credo che la forza nei nostri ragazzi debba rientrare nella concetto della passione per il tennis poichè nn credo che possano sostenere 4 ore di allenamento giornaliero…l’importante è che al di fuori di questo periodo la loro vita sia “normale” e paragonabile alle altre ragazzine…
Mauro g&f says:
Ciao Nipa, come è andato l’esame, mandami una mail se non vuoi renderlo pubblico.
madmax says:
@Nipa
Bah non è ancora detto che non ci si veda al Lemon domani prenderò la decisione.. In verità non verrei nemmeno se mi pagano ma Alessia ci vuole andare e poi ci sono altre situazioni che forse renderanno necessaria la sua partecipazione..
Ma di quale tempi stai parlando? Inoltre (almeno da noi) ai nazionali ci vanno solo quelli di seconda e terza per cui..
Riguardo l’accademia all’esetero invece, come ho scritto anche ultimamente mi è impossibile fare un programma a lungo termine poichè nel tennis quello che oggi va bene non è detto che vada bene domani, devo dirti però che a parte forse per un brevissimo periodo e con il coach sono più indirizzato verso il team privato che verso un’accademia… Quest’ultima potrebbe andar bene appunto per un brevissimo periodo a ridosso di un torneo per trovare un po’ di competizione e questa sarebbe appunto l’idea per l’anno prossimo in occasione del Eddie Herr etc etc
Mauro g&f says:
Per la rubrica “Professionisti che non erano gran che da under” dopo Fleurian e Farina, ecco Bjorkman, da un intevista in “Tennis Magazine”: da junior non ho raggiunto buoni risultati ma alla fine sono venuto fuori lo stesso.
Si attendono altte testimonianze.
madmax says:
@Mauro..
Beh senza andare lontano Sartori mi diceva che del gruppo di ragazzi da lui allenati Andreas Seppi è stato l’unico che alla Lambertenghi ha fatto solo quarti (che al secondo anno non è proprio impossibile arrivarci, soprattutto non lo era dodici anni fa cioè in uno dei momenti peggiori del tennis italiano anche come numeri di ragazzi nelle scuole) eppure di quel gruppo è nettamente il migliore e comunque nei quaranta al mondo e numero uno d’Italia ci è arrivato..
anto says:
@Mad Max …essendo tu un esperto del mondo junior femminile e toccandolo con mano tutti i giorni…….mi piacerebbe un tuo parere su questo argomento: ieri ho ascoltato l’intevista di Alessandro al padre della Giorgi, il quale affermava che dopo tanto peregrinare in varie accademie, vi era una concreta proposta da parte della Fit, per far sì che Camila potesse allenarsi a Tirrenia. Sei d’accordo su una decisione del genere, oppure se tu ti trovassi nei panni del padre della Giorgi cosa faresti? ciao carissimo
federico di carlo says:
Comunicazione di servizio. Segnalo a chi fosse interessato alla PNL che alla fine di maggio, Richard Bandler, padre fondatore della disciplina, terrà un convegno di tre giorni a Roma. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito NLP Italy
madmax says:
@Anto..
Il punto non è dove allenarsi ma con chi.. Proprio ieri il manager di mia figlia mi diceva che perfino una schoolarship da Bollettieri spesso è negativa poichè il genitore poi non può decidere più nulla e se il coach assegnato non va bene o non ti piace non puoi farci nulla e ricordiamoci che a questa età il primo obbiettivo non è trovare i soldi ma trovare i soldi per pagarsi un team di alto livello che è l’unico modo per poter arrivare in alto..
Perciò tutto dipenderà da cosa le offriranno, però visto come si è mosso fino a oggi il padre non accetterà certamente situazioni di basso rilievo
Nikolik says:
Avevo letto, a suo tempo, una dichiarazione del papà della Giorgi che aveva affermato che la figlia aveva bisogno solo di sparring partner alla sua altezza, non di un coach.
Pertanto, pensandola a questa maniera, è ovvio che il papà della Giorgi sta pensando di accettare l’offerta della Federazione di andare a Tirrenia: se è solo sparring partner che cerca, restando lui il coach di sua figlia, a Tirrenia li troverà senza difficoltà .
Ma, intendiamoci: guai a dare colpe alla Federazione se qualcosa non quadrerà . Infatti, la scelta di non avere un vero coach è del padre.
Se non ha bisogno di un coach, Tirrenia andrà benissimo.
Bollettieri? Bah, bah e poi ancora bah.
madmax says:
@ Nikolik
Devo dire che c’è molta contraddizione nelle parole di Giorgi..
Avevo sentito anch’io quando disse che la figlia aveva bisogno solo di sparring ma in quanto femmina non è certo un poblema trovarne, visto qualsiasi seconda categoria basta e avanza ed in tutte le accademie che ha girato ce ne erano a valanghe (ma li c’erano sicuramente anche delle ragazze basta vedere tutte le giocatrici che ci sono da Mouratoglu)… Invece nell’intervista di ieri dice che ha sempre girato alla ricerca di buoni coach che potessero aiutare Camila per cui boh, bisognerebbe sapere bene quale è la verità ..
anto says:
Chissà al padre della Giorgiquale mirabolante proposta la fit gli avrà fatto…..sarei proprio curioso di conoscerla………..anche se sinceramente non vedo il padre della Giorgi assieme a furlan a cocciare la figlia…….
bogar67 says:
Scusate ma la FIT a Tirrenia a livello giovanile cresce solo ragazzi o vi è anche l’opportunità su scelta del settore tecnico di far maturare ragazze?, ovviamente mi riferisco dalle under 14 fino alle under 18. Fino adesso ho letto di tre presi per classe ma riferito ai ragazzi e non alle ragazze. Qualcuno mi ha detto che con l’avvento di Rita Grande si occuperanno a Tirrenia anche di crescere ragazze, è vero? Chiedo perchè provo e riprovo il mio sistemino da 4 doppie al totocalcio e questo 14 per finanziare l’attività agonistica futura di mia figlia ancora non arriva e leggendo i commenti sui costi mi sale la depressione, magari se ci si merita Tirrenia ho qualche speranza.
gabri says:
Confermo in parte quello che ha riportato Mad Max per quanto riguarda l’attenzione alle scholarship.Per quello che mi risulta alla Bollettieri le scholarship sono Img e puo’ effettivamente succedere che ci si vedano imporre diverse cose. La mamma di un ragazzo inglese che si e’ vista offrire la scholarship mi spiegava che bisogna stare attenti a non lasciarsi troppo lusingare e non avere fretta di firmare, infatti loro hanno sottoposto il contratto a loro persone di fiducia e hanno fatto fare numerosissime varianti proprio per tenere una maggiore liberta’ di manovra e credo che questo valga per Bollettieri o Img o qualunque altra agenzia o accademia. Pero’ intanto arrivare a vedersela offrire la scholarship sarebbe gia’ qualcosa !!! In una occasionale conversazione poi, anche la mamma di Mary Pearce mi parlava del periodo in cui si erano spostati in Florida e consigliava di stare molto attenti a non ‘vendere’ i propri figli. E’ chiaro che ci vuole buon senso, ma sono assolutamente daccordo che l’atleta e la famiglia debbano poter decidere con chi allenarsi e lavorare in nome di quella sintonia che se viene a mancare si compromette tutto.
Archipedro says:
La mia presenza sul vecchio blog (…) m’ha riservato qualche delusione ma anche delle soddisfazioni: alcune belle persone che ho incontrato, e con le quali sono in contatto, sono il frutto di questo non semplice e neppure lineare rapporto con G&F. Il percorso ondivago del contenitore non ne ha resa agevole, a mio parere, la fruizione: ma questo non significa che non rimanga strumento utile, e non lo possa diventare ancor di più.
Se il Comandante ha portato qui il suo centro operativo, con l’indubbio vantaggio di non sentirsi indebitamente filtrato, nelle sue esuberanti mani è ora la palla: poco dovrebbero incidere le mie minoritarie opinioni, che spesso non sento neppure il desiderio di condividere, se non convengo provocato. Come detto, i contatti che auspicavo si sono già materializzati, e le persone che m’hanno scritto sono già un riscontro lusinghiero. Insomma, non vorrei nuovamente sembrare colui che rema contro un fertile e leale confronto dialettico: se alcuni inserzionisti sono pavidi, manifestando poca voglia d’esporsi e capacità di mettersi in gioco, ciò non può diventare una colpa né per il protagonista buono di questo film né per uno dei “cattivi†(comunque previsti dal copione) …
Mio figlio potrà , e stimo che dovrà , ritrovarsi con i riflettori puntati addosso: quale educatore non posso certo sottrarmi alle attenzioni del mio prossimo, di qualunque natura esse siano. Accettare un giudizio sommario, considerarne eventuali schegge di verità , utilizzare tutto ciò per crescere umanamente… si tratta proprio delle attitudini morali che pretendiamo d’allenare nei nostri giovani… La stessa irritante meschinità che s’accompagna a questo processo, lo ripeto, non sempre edificante, non è una novità e non ci sorprende più di tanto…
Potrà non piacere ciò che ho raccontato del mio rapporto con il piccolo, all’inizio sul blog e poi altrove, provocando reazioni scomposte da parte di qualche “benpensanteâ€: però alle fine ho potuto raccogliere molti feed-back utilissimi, che quotidianamente (ed umilmente) mettiamo a frutto… L’atteggiamento utilitaristico del silenzioso “voyer†all’italiana può andare bene se non ha figli che, sooner or later, si ritroveranno su un campo per giocarsi il diritto a rimanervi…
ted meekma for president says:
Grande Gabri, condivido in pieno. le clausole vanno sempre controllate attentamente, anche quando dai mandato all’agenzia immobiliare oppure compri prodotti finanziari strutturati.
Come sta andando l’Orange Bowl?
I’m a bit disappointed by Alex Sendegeya…defeated by Billy Harris at Prince Cup B-14s. Non so, ho la sensazione che si tratti di un gran bel giocatore incapace di vincere quando c’e’ da lottare, da soffrire per portare a casa i big points.
Non so chi ha vinto la finale B-12s tra Hong e Rublev, suppongo Hong ma non ho aggiornamenti su quel fronte. Stesso discorso per Komardina, che ha giocato la finale G-12s della Prince Cup
Nikolik says:
Io sono un grande estimatore umano di Archipedro, perché l’insegnamento sportivo che propugna è quanto ci possa essere di più educativo e, appunto, “sportivo”, al mondo.
I suoi sono sistemi che mi piacciono e che approvo in pieno.
Però c’è un però: il mio però è che, adottando simili sistemi, come dire, un po’ artigianali, di allenamento, mi vengono grandi perplessità sulla possibilità di diventare professionisti in un mondo così spietato, così cinico, così violento come è il mondo dello sport professionistico.
E’ per quello che io ho sempre detto che non vorrei mai che mio figlio facesse sport competitivo.
Bravo Archipedro, quindi, sono con te.
Ma ricorda che qua si parla di diventare campioni di tennis, di diventare professionisti.
Si vedrà .
madmax says:
Hanno vinto Hong e Komardina..
Tra l’altro ringrazio Gabrì per la conferma ma probabilmente se non l’avessi anticipato io, forse qualcuno ancora direbbe che una scholarship è quello che certifica l’essere campioni, magari!!
Molto spesso purtroppo (ma non sempre per fortuna), per arrivare ad usufruirne sono fondamentali doti come il fisico, il vincere da under 10/12, l’aggressività sin dalla giovane età etc etc. doti che sono fondamentali si, ma a 16/18/20 anni e non è affatto detto che l’averle subito significhi averle anche in seguito ma ancor di più non significa che il non averle a 10 anni non consenta di averle un po’ più avanti…
Anzi tutte le ultime indicazioni porterebbero a dire esattamente il contrario, poi come sempre la verità sta sempre nel mezzo certo è che gente come Piatti e Sartori con i loro figli stanno lavorando esattamente nella direzione opposta.. Ma anche molti manager di fama internazionale sono e si stanno allontanando dalla IMG e dalle varie multinazionali per metteresi in proprio si, ma soprattutto perchè non ne condividono per nulla il modo di lavorare credendo che in quel modo si vadano a perdere un sacco di talenti. Il loro pensiero è che in quel modo può sopravvivere solo chi non ha alternative (ma appena raggiunto l’apice si fermano e gli esempi sono innumerevoli)… Tra l’altro hanno l’indubbio vantaggio che pongono ben poche obbiezioni ai loro contratti e questo sicuramente è un hatu non indifferente…
Io penso che se in Italia cresceranno la cultura sportiva e la qualità dei preparatori atletici in dieci/quindici anni avremo grandi campioni anche nel tennis…
D’altronde ci sta dando una mano anche la federazione che con quest’ultima serie di cambiamenti inerenti alla serie A sta mettendo la parola fine alla manifestazione (e secondo me corre anche il rischio di invischiarsi in cause legali con conseguenti risarcimenti) e quindi alla possibilità per i giovani di ottenere sponsorizzazioni.
Se il tutto diventerà operativo molti smetteranno mentre chi non lo farà dovrà agire come argentini russi e via discorrendo.. Ovviamente soffriranno ma alla fine raggiungeranno l’obbiettivo che per gli investiori è solo il profitto il quale può esserci solo in presenza di vittorie negli slams…
Archipedro says:
Nikolik, prova allora con il figlio d’un altro…
Comunque, se il pistolero mai ce la farà … (con la pallavolo, ovvio), sicuramente ti faremo entrare gratis alle partite… Ma dovrai sederti vicino ad Andrew…
Roberto Commentucci says:
Vi linko questa intervista a Furlan apparsa sul sito FIT, a proposito del tanto invocato decentramento del settore tecnico per i ragazzi della cruciale fascia di età 10-14 anni.
http://www.federtennis.it/DettaglioNews.asp?IDNews=44859
L’idea mi pare giusta, vedremo cosa ne uscirà .
ted meekma for president says:
grazie mad.
sai per caso gli score delle finali di hong e komardina? e visto che ci sei, saresti così gentile da postare anche quelli delle finali Under-14? C’e’ la sfida tra i 2 grandi amici Bambridge & Pearce, con l’inedita e impronosticabile finale femminile Brady vs Cisneros Gomez (non avrei puntato 2 cents su queste 2 girls). Considero invece interessante – e da rivedere con attenzione – Polina Yuzefovich, che è una ’98 e ha perso in semi dalla cisneros al maxi tb sostitutivo del terzo set.
ted meekma for president says:
un saluto a roberto. ti sei ripreso?
il decentramento potrebbe anche avere un senso. ma…diversamente…ci sarebbero secondo te le risorse, i campi, la facility e i coach per fare una cosa boarding come a boca raton? mi chiedo, anzi a dire il vero ho smesso di chiedermelo: perchè mai in Italia non si trova una come Kathy Rinaldi (SF Wimbledon ’85), insomma di quel livello lì, che si metta a palleggiare con i ragazzi (e a far loro da tutor) a Tirrenia o wherever?
ciao ciao, ti faccio sapere orari definitivi del 2 gennaio a stretto giro (cmq arrivo a Termini dovrebbe essere intorno alla 1 PM)
ted meekma for president says:
refuso: la Yuzefovich è nata il 9 agosto del ’96. Altrimenti sarebbe stata un fenomeno
madmax says:
Ted il link per la Prince Cup è questo..
http://tennislink.usta.com/tournaments/TournamentHome/Tournament.aspx?T=90634
Riguardo il decentramento..
Ho parlato in questi giorni con alcuni tecnici federali..
Ad oggi l’intento è di far stare insieme e giocare insieme i più forti della regione..
A parer mio non è che sia questa gran cosa nel senso che comunque i migliori li trovi nei tornei e durante la settimana di sparring per bambini di 11/12 anni ne trovi quanti ne vuoi.. Loro parlano anche di allenarsi insieme ma quello che non capiscono è che 30 minuti di palleggio incrociato non vuol dire allenarsi…
madmax says:
Un link fantastico assolutamente da non perdere per i genitori “coach”
http://www.dartfish.tv/Library.aspx?CR=p818
Alessandro Nizegorodcew says:
E’ uscito il nuovo articolo di Stefano Grazia
http://www.spaziotennis.com/2009/12/tgf2-dai-lontani-confini-dellimpero/
Questo è il link.. la discussione qui viene chiusa e si riparte da lì…