TGF 8 - 1

Magnum IPI, Catch 22 & la Canaglia

Articolo e Foto di Stefano Grazia

All our lives

We’ve dreamed about it

Just to find that it was never real

(…)

Now you saw it coming and I saw it coming

We all saw it coming

But we still bought it

Now you saw it coming and I saw it coming but still

Running Full Steam Ahead

(David Gray & Annie Lennox, Full Steam Ahead)

There’s no fate but what we make

(John Connor, Terminator IV)

I’m the master of my fate I’m the captain of my soul

(Nelson Mandela)

Quella che si e’ appena conclusa e’ stata forse la miglior settimana da che Nicholas ha iniziato la sua avventura a Bradenton come Full Timer, e pensare che era iniziata con la minaccia di allontanamento dall’Academy! Della serie,parafrasando Andy Murray al recente Aussie Open: “I can cause the same amount of troubles as Andre Agassi,it’s just a shame I can’t play like him”. Ma, rifilatovi l’incipit gustoso, andiamo con ordine.

Nelle settimane passate avevate letto, con curiosità o pacato disinteresse, gli scontri anche apparentemente accesi che il Team Grazia ha avuto con l’Entourage della IMG Academy all’interno della quale è inserita da diversi anni ormai la Bollettieri Academy. Nei mesi e anche anni precedenti ho sempre elencato con estrema e masochistica onestà intellettuale accanto agli indiscutibili pregi dell’Academy anche gli inevitabili difetti senza mai comunque rinnegare le decisioni fatte a suo tempo ed esponendo i motivi alla base della nostra scelta. Premessa:in attesa d’incontrare anche noi il nostro Carlo Rodrigues, la scelta dell’Academy in Florida era obbligata e non e’ una scelta che abbiamo mai messo in discussione. E anche se magari Nicholas alla fine di ottenere una scholarship verra’ invece cacciato a pedate nonostante si sia pagata la retta, tale scelta non verrebbe egualmente rimpianta, perche’ ci avra’ dato le risposte che comunque andavamo cercando. Esaurita la premessa, logora e ripetuta, lo ammetto, ma sempre dovuta, veniamo ai fatti: qualcuno ricordera’ dunque che gia’ durante il mio soggiorno a Novembre avevo sollevato qualche perplessita’ e critica riguardanti soprattutto il Programma di Preparazione Atletica, la scarsa Attenzione Individuale e soprattutto la mancanza di Feed Back fra i vari Dipartimenti. Rientrato in Nigeria avevo poi mandato, dai Lontani Confini dell’Impero, una lettera dettagliata ma,almeno nelle nostre intenzioni, costruttiva: la risposta giunta in giornata via email non sembrava molto promettente e spostava invece il focus sul comportamento di Nicholas che sarebbe stato il motivoprincipale della carenza di risultati. “E chi lo mette in dubbio?,replicavamo noi, punitelo, fategli pulire i cessi, fategli fare perfino il giro della chiglia, ma cio’ non toglie che il Programma di Preparazione Atletica, il cosiddetto IPI, almeno cosi’ come e’ fatto nel Gruppo di Nicholas, sia ridicolo”. Bisogna capire che sin da quando la Bollettieri e’ stata acquisita dalla IMG e poi successivamente affiancata da altre Academies (Basket,Baseball, Golf, Soccer), la Preparazione Atletica e’ stata affidata ad un Dipartimento indipendente e distaccato, l’IMG Performance Institute (IPI appunto che in inglese suona come Ai Pi Ai e a me ha sewmpre fatto venire in mente Tom Selleck). Questo ha portato col tempo evidentemente ad una eccessiva indipendenza e distacco dai reali problemi del tennis che se da un lato va benissimo con il concetto della polivalenza, a partire poi da una certa eta’ lasciava a desiderare per quel che riguarda la specificita’ dei drills. Comunque,diciamolo subito cosi’ Gus e Archie si tranquillizzano, una cosa non dovrebbe escludere l’altra.A parte alcune contestazioni personali che riguardavano lo specifico di Nicholas, era anche di questo che ci eravamo lamentati, io per lettera e mia moglie di persona quando prima di Natale aveva chiesto e ottenuto un meeting con i responsabili dell’IPI e del Tennis e nel quale si era attirata, o almeno cosi’ gli era parso, la simpatia e la stima dei partecipanti. Da quel meeting Gabri’ era uscita con l’impressione che vi fossero due partiti contrapposti (Tennis e IPI) non in perfetta sintonia fra loro ma che comunque vi fosse lo spazio per la collaborazione e lo spirito giusto per accettare le critiche.

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Al rientro a Bardenton dopo le tre settimane passate a Lagos, tre settimane in cui ci eravamo premurati di fare intensa preparazione atletica e di girare anche qualche video per far vedere come lavoravamo,Gabri’ mi riferisce subito che le cose stanno cambiando. Un Coach addirittura dice che la nostra lettera avrebbe avuto un Big Impact. Un altro Coach con forse eccessivo candore riferisce che e’ la prima volta, e non se lo aspettava, che veniva prestata tanta attenzione a richieste esterne. Uno dei Direttori in via confidenziale le dice che in effetti noi non siamo gli unici ad esserci lamentati di certe cose ma siamo quelli ad averlo fatto in maniera piu’ articolata. Purche’ non sia che tutto cambi affinche’ tutto rimanga come prima, mi dico io, ma Gabri’ mi rassicura:no,no, e’ davvero in atto una mezza rivoluzione. In positivo. E che,guarda caso, manco farlo apposta, sembra davvero la lista della spesa, ci sono proprio tutti i cambiamenti che avevamo indicato noi. Alcuni coaches, fra cui Koons, sono stati spostati perche’ non ritenuti idonei a lavorare coi ragazzini piu’ piccoli, altri come Margie sono stati trasferiti dall’Adult Program a rinforzare lo Special Help che ora occupa uno spazio molto maggiore ed e’ parte integrante della routine settimanale. Adesso,per esempio, l’ora di IPI non e’ piu’ dopo le tre ore di tennis ma prima e non e’ piu’ solo un ‘ora e il Preparatore e’ affiancato sul campo da uno degli Assistant Coaches. Ovviamente faranno ancora qualche seduta in palestra, qualche corsa fino al lago e magari qualche partitella a soccer, ma diciamo che da gennaio la Preparazione e’ piu’ Tennis Oriented. C’e’ piu’ collegamento fra i vari Dipartimenti (Tennis_IPI-Mental): magari c’era anche prima ma adesso il feed back sembra piu’ continuo, i vari Coaches si incontrano sul campo, sembrano sempre informati di quel che succede e di cio’ di cui uno ha piu’ bisogno. Ora non ho la pretesa di pensare che abbiano fatto tutta questa rivoluzione perche’ abbiamo scritto una lettera e avanzato qualche critica, sgombriamo subito ogni dubbio al riguardo: non siamo cosi’ importanti, non siamo i Portatori del Verbo e della Luce.Sicuramente tutto questo sarebbe successo comunque ma intanto fa piacere sapere, e vederselo riconosciuto, che qualche cosa comunque abbiamo cominciato a capirla anche noi.

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Il problema semmai e’ che l’unico a non trar vantaggio dalla rivoluzione sembra sia proprio Nicholas che si trova intrappolato in una sorta di Catch 22 con Magnum IPI, aka Coach Stacey. Avete presente il Comma 22 di Josep Heller, ambientato nella seconda guerra mondiale in una compagnia di bombardieri? Yossarian ha paura e non vuole piu’ volare e sganciare bombe e pensa di fingersi pazzo. Ma il Comma 22 recita: Chi e’ pazzo puo’ chiedere di essere esentato dalle missioni di volo ma chiunque chieda di essere esentato dalle missioni di volo non puo’ essere pazzo. Comma 22 e’ assurto ad indicare una situazione di stallo ed e’ in questa che si ritrova Nicholas: lui verra’ spostato ad un gruppo migliore solo quando il suo comportamento sara’ tale da farglielo meritare ma il suo comportamento migliorera’ solo quando lui sara’ spostato in Gruppi Migliori essendo la permanenza in gruppi a lui non consoni la causa del suo comportamento.Mi spiego meglio: quando io ero arrivato a Bradenton avevo notato con un certo cruccio che Nicholas nel tennis era con il gruppo dei talentuosi ma irrequieti Under 12 (piu’ qualche U14) e nella IPI era invece con un gruppo piu’ vasto comprendente tutti gli Under 12 presenti all’Academy, e quindi anche bambini di 8-9 anni, e poi una decina di ragazzine fino ai quattordici anni di cui ce ne fosse stata una atleticamente dotata… Per quel che riguardava il tennis non potevo lamerntarmi troppo: in fondo Nicholas non aveva avuto tutti questi risultati da giustificare un suo passaggio in un gruppo superiore. Si, aveva vinto l’ultimo Gran Prix interno U12 e aveva un record positivo negli scontri diretti coi suoi pari e anche qualche scalpo di U14 anche di gruppi superiori, ma insomma…non e’ che li battesse tutti 61 62, anzi. Il nostro argomentare era basato sul fatto che siccome lui e’ quello che e’,non un haircut and an attitude ma quasi, magari avrebbe potuto trarre beneficio dal fatto di allenarsi con ragazzini piu’ grandi e appunto maturi. In fondo ad un obeso non gli metti sotto il naso una torta di panna e cioccolata, un piromane non lo fai giocar col fuoco e un drogato lo allontani dai compagni della strada… Con il Gruppo dei Bambini Perduti Nicholas non poteva resistere alla tentazione di assumere la leadership e fare il Peter Pan che si rifiuta di crescere. ‘Magari, ragionavamo noi, si potrebbe farlo stare coi piu’ grandi, visto che il livello tecnico del suo tennis non costituirebbe un problema…’Perche’ qual e’ in fondo l’obiettivo? Tirare fuori il meglio da lui, no? E quindi proviamo ad aiutarlo e a vedere se allenandosi coi piu’ grandi magari non si comporta meglio.Ma d’altra parte, pensavamo anche, davvero ci conviene? Si, da un lato, ma dall’altro l’Head Coach e’ Greg Hill. Ex coach on the road di Spadea e di Rios. Dello stesso Koons che non aveva probabilmente mai sentito parlare della Dolce Duchessina e non aveva mai fatto mistero di preferirgli Anish perche’ era un ‘good kid’, (e i bambini cattivi che spingano!)mi diceva Nicholas che comunque era un Coach molto bravo anche se un po’ frustrato dall’idea di dover lavorare coi ragazzini arroganti e maleducati mentre forse lui avrebbe preferito lavorare coi piu’ grandi. Del resto aveva abbandonato Singapore dove guadagnava il doppio perche’ voleva perseguire il sogno di tirare su un campione e secondo lui la strada della sua carriera passava attraverso l’Academy…Quindi se da un lato ci sarebbe piaciuto vederlo passare nel Gruppo di Ali, un Coach che anche in passato aveva mostrato simpatia ed interesse per lui, dall’altro cercavamo di far capire a Nicky,troppo ossessionato dal desiderio di salire di categoria, che forse lui aveva gia’ il miglior Coach dell’Academy.Diverso invece era il discorso dell’IPI: qui Nicholas era nettamente il piu’ atletico di tutta la combriccola che raggruppava diversi gruppi dagli 8 ai 14 anni e che era la dimostrazione lampante che qualcosa era andato perduto in fase di selezione. Del resto anche i Gruppi del Tennis non sono essenzialmente costruiti sul merito tennistico come si vorrebbe far credere ma spesso variabili come simpatia, comportamento e casualita’ entrano in gioco. Pero’ qui c’era un ragazzino che dava 20-30” al secondo classificato sul miglio e piu’ di 5’ agli ultimi per non parlare di tutti gli altri tests, drills, parametri… Al rientro da Lagos dunque abbiamo Paul Forsythe che prende sottobraccio Nicholas e Gabri’ e gli parla a lungo, gli dice cosa si aspetta, dimostra di avere intenzione di seguirlo perche’ lui ha davvero,dice, la possibilita’ di fare il Pro mentre tutti gli altri no, al massimo andranno al College…Alle parole fa seguire i fatti, lasciandolo in teoria sempre nel gruppo di Greg ma facendolo sempre giocare coi piu’ forti, cogliendo ogni possibile occasione per spostarlo anche in altri Gruppi, facendolo comunque sentire seguito ed apprezzato. Invece nel Gruppo di IPI non c’e’ alcun segnale di venirci incontro, anzi sembrano tutti piuttosto risentiti nei nostri confronti per via delle famosa lettera e delle continue intromissioni di Gabri’ nella parte del ‘genitore spaccamaroni che e’ meglio se fossero orfani’ e a farne le spese sembra proprio Nicholas che ovviamente, avendo l’empatia di una carota, non fa nulla per mediare e anzi, non manca l’occasione di mettere in discussione l’autorita’ del Coach contestando l’utilita’ di certi esercizi. Purtroppo ha spesso anche ragione ma non e’ questo il punto. Gli si prova a dire: tu fai il tuo massimo, lascia che sia la Mamma a parlare coi Coach. Niente, come parlare al vento anche perche’ dall’altra parte c’e’ appunto Magnum IPI, un coach con la duttilita’ di mente del Sergente dei Marines di An Officer and a Gentleman. Della serie ‘a me piace la vita militare perche’ se mi dicono di fare la guardia per 12 ore ad un insignificante palo della luce io la faccio senza farmi domande, lo faccio e basta’. Del resto la posizione del Management era chiara: o lui dimostra di migliorare il comportamento oppure non viene spostato nei Gruppi Superiori. Anche nel Lato Tennis Paul Forsythe sembra agire piu’ di sua iniziativa che in accordo con Chip Brooks e gli altri responsabili del Programma. Magari si ricorda di essere stato lui ad accompagnare all’aereoporto un Safin piangente scartato in quanto…troppo piccolo! Bollettieri non credeva sarebbe mai diventato un campione e non gli diede mai la scholarship. (Differenza fra Nicholas e Safin: oltre al livello di gioco, noi paghiamo!). Ma Forsythe non sappiamo bene se perche’ e’ semplicemente un buon motivatore o perche’ ci crede veramente, sembra davvero avere a cuore il percorso di Nicholas e gli da fiducia. Ma all’inizio sembra il solo. Per gli Altri viene prima questa storia del Comportamento, prima ancora dei complimenti di Brian Gottfried. Vabbe’, cosa intendiamo per comportamento? Lack of Rispect,Mancanza di rispetto per gli Adulti, I Coaches…La solita Falta de rispeito angolana che ci perseguita. Ok, definiamo il rispetto. A un certo punto salta fuori che dopo gli esercizi Nicholas mette le mani sulla testa…il Coach Stacy non vuole…Lui dopo un po’ le rimette…il Coach gli fa fare i push ups…dopo un po’ le rimette ancora, ol Coach lo caccia via… Lui con la Mamma dice: Io non l’ho fatto apposta, dopo un po’ mi dimenticavo, pensi che sia cosi’ grave?

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Premesso che non metterei la mano sul fuoco sul fatto che Nicholas comunque abbia voluto mettere alla prova Coach Stacy, era dunque ovvio che Nicholas pagava la sua cattiva fama: mesi e anni di comportamento immaturo, spocchioso, arrogante…Mesi e anni di tirare la corda per vedere fino a che punto non si spezza, mesi e anni di corse in salita per recuperare una prima impressione sbagliata… E’ anche ovvio che ci fosse un po’ di ‘retaliation’ per via della lettera…stranamente tutta questa storia del comportamento un po’ ribelle di Nicholas era ben nota al Tennis (e ci son stati anni luce di miglioramento in tre mesi!) ma ad IPI salta fuori solo dopo le nostre prime critiche sulla Preparazione Atletica rivolte direttamente a Chip Brooks. Lui avra’ chiamato I Responsabili, I Responsabili avran fatto notare che Nicholas non li stava ad ascoltare. Sfido, se lo mettete a correre coi bambini di 8 anni o a fare stupidi giochini di mettersi in fila in ordine decrescente o alfabetico…, pensiamo noi. C’e’ poi la storia della Palla Medica…Poiche’ Magnum IPI-Stacy gliela voleva far prendere al volo e lui si rifiutava adducendo a giustificazione il fatto che era dannoso per la schiena e che comunque lo scopo dell’esercizio era il lancio e non la presa, era dovuta intervenire anche mia moglie e anche qui era nata tutta una querelle che era quasi degenerata in una rissa verbale. Alla fine il punto di Gabri era: ok, non sto a discutere su chi abbia ragione o meno ma se noi, genitori, ti chiediamo di non fargli prendere al volo la palla di 6-8 libras, tu mi fai il piacere di non fargliela prendere … ‘Ma, ma’m, quando ci si allena gli infortuni fanno parte del rischio…” “Eh no, carino! Gli infortuni sul campo da tennis, forse, ma non quelli in palestra…E comunque se a te ti si infortuna uno, avanti il prossimo…se a me si infortuna mio figlio, ho solo quello e mi sembra ci sia una bella differenza!” Sulla base di questo poi Gabri’ (uffa, questi genitori!) aveva richiesto un altro meeting , questa volta da Cliente IMG, cioe’ di quello che paga e che comunque negli anni e’ stato anche leale e fedele e che quindi se ha una rimostranza da fare chiede almeno di essere ascoltato.e insomma per tutto gennaio erano andati avanti a incontri, discussioni, promesse di aggiornamento mentre sempre piu’ persone vengono implicate e con Gabri’ che minaccia di togliere Nicholas da IPI perche’ ha cose piu’ importanti da fare come’che so, studiare o fare preparazione atletica!”

Nel frattempo la vita continua a scorrere e ci sono anche i tornei nei fine settimana: il primo Torneo del Gigetto viene vinto senza problemi, il secondo e’ un Bollettieri Championship e Nicholas arriva nei quarti giocando anche bene ma rovina tutto mandando a quel paese al momento della stretta di mano il ragazzino che lo ha sconfitto. L’arbitro lo sente e fa rapporto a Julio che rappresenta la Legge all’Academy, lo Sceriffo insomma, ma Julio ha molta simpatia per quella Canaglia che gli ricorda tanto qualcuno e gli fa solo un discorsino finendo poi per abbracciarlo, ma intanto la voce si sparge e giunge probabilmente anche alle orecchie di Nick, ‘quel’ Nick. Come se non bastasse nel torneo successivo, un Superseries a Sarasota, si sveglia storto e perde al primo turno senza riuscire a trovare dentro di se’ la scintilla. Ovviamente noi non siamo stati con le mani in mano e oltre ad avergliele cantate in varie maniere e averlo punito con sottrazione di computers, play stations e paghette, abbiamo cercato come al solito di fargli capire che e’ lui, e lui solo, il responsabile del suo proprio destino. I’m the Master of my fate, I’m the Captain of my soul. Ma ogni giorno e’ un altro giorno e non sai mai cosa aspettarti. A condire la surrealita’ del tutto c’e’ anche questo fatto che gli stessi-arbitri, coaches, insegnanti, genitori altrui- che magari hanno a che fare con lui in situazioni controverse, sono poi quelli che ci vengono a decantare la sua prorompente personalita’, la sua brillante intelligenza, la sua contagiosa simpatia per poi dirci che qualunque cosa decidera’ poi di fare avra’ sicuramente successo, nello sport o nella vita. Anche a rapinare banche?, penso io. No, seriamente:Ma allora, cos’e’? Ci prendete per il culo? Perche’ mi spiego meglio, quando e’ successa quella cosa di Nicholas che si metteva le mani sulla testa, il giorno dopo Jeff, il Grande Capo IPI, approccia mia moglie e le dice: Ieri e’ successo qualcosa di grave, something bad. E lei si aspettava che minimo minimo Nicholas avesse mandato a quel paese Stacey, cosa che comunque non ha mai fatto. E invece era questa cosa delle braccia. E Gabri’ a spiegare: Ok, se Stacey avesse punito Nicholas e non mi avesse detto niente e anzi, se fosse saltata fuori, avesse detto: no, no, e’ una cosa fra noi due, ma sta facendo un buon lavoro…ogni tanto devo punirlo ma e’ normale, e’ pieno di vitalita’ e blah blah blah, non ci sarebbe stato nulla da dire, anzi. Ma andare da Jeff e riportare che era successo un grave atto di disciplina ed essere convocati dal Grande Capo e scoprire che il something bad era l’essersi messo le braccia sulla testa…mah…. Diciamo che io e mia moglie al telefono non sapevamo se metterci a ridere o metterci a piangere, incerti sul peso da attribuire a questo genere di situazioni, ‘che sia una differenza di cultura fra vecchio e nuovo continente oppure siamo proprio noi, col nostro modo disincantato e forse snob di mettere comunque tutto in discussione a prescindere?’ E Nicholas e’ davvero una Canaglia o paga solo in un ambiente ristretto le nostre colpe in fatto di educazione e l’esser cresciuto in un ambiente internazionale dove gli orizzonti sono per forza ampi? La sua cosiddetta non allenabilita’ e’ davvero tale o semplicemente lui ha bisogno di qualcuno che lo stimoli e che si guadagni la sua fiducia? Tutte domande che ci ripetiamo da anni trovando ogni volta risposte diverse e contrapposte. Per esempio, e’ mancanza di rispetto o personalita’ easy going quella di salutare sempre Coach Koons con un Whass’up racKoons? (come va,Procione?) E il Coach,ridendo: you’re such an idiot! Calcolando che e’ il Coach con cui ha avuto sempre problemi, che gli ha sempre preferito il suo rivale Anish, che ha avuto da dire con Gabri’ che lo accusava di essere sempre troppo negativo… e che forse e’ stato allontanato dal suo gruppo anche per questo, be’, almeno Nicky e’ uno a cui piace scherzare, che non serba rancore, che dimentica subito, che vuole solo essere simpatico e benvoluto … Oppure no, e’ solo uno che non capisce la differenza fra adulti e bambini, che non sa stare al suo posto, che non capisce quando fermarsi? E fra mille interrogativi arriviamo cosi’ a Lunedi’. Nicholas viene svegliato regolarmente alle 6.30 ma,nonostante tutte le prediche e ramanzine dei giorni precedenti, eccoplo li’ come se niente fosse: perde tempo a far la doccia, a vestirsi, a mangiare e arriva tardi a scuola e mia moglie dunque lo punisce proibendogli di partecipare all’allenamento (quello che piu’ gli piace, ad Academy Park con il gruppo di Ali’, coi ragazzi piu’ grandi). Mentre e’ li’ che si dispera arrivano Chip, Jeff, il Mental Coach, Lyn dell’Img e li convocano tutti e due. Jeff che pure aveva avuto due colloqui privati con Gabri’ e che sembrava molto comprensivo e partecipe, dice loro di aver riflettuto molto sull’intero caso e di aver poi chiesto il parere a Bollettieri il quale avrebbe detto che Nicholas deve scrivere una lettera di scuse a Coach Stacy…and that’s it. E se questa mancanza di rispetto si ripete, allora viene tolto da IPI e, eventually, anche dall’Academy. E questo e’ tutto.

Mentre Nicholas va a casa a fare almeno i compiti, Gabri’ che intanto era riuscita finalmente a far trasferire sul sistema americano alcuni spezzoni degli allenamenti atletici che facevamo noi a Lagos con i Circuit Training ,sebbene un po’ mortificata va comunque a un meeting gia’ fissato in precedenza con Stacey proprio per fargli vedere come Nicholas aveva lavorato con noi in passato. Stacey e’ molto gentile e si guarda tutta l’ora (e gia’ questo non e’ da tutti e solo per questo meriterebbe un apprezzamento) e riconosce che il lavoro fatto e’ eccellente e che anzi Nicholas con lui non ha mai avuto quell’intensita’ che si intravede nei video. Certo, dice Gabri’, se lo metti a gareggiare con dei bambini di 8-9 anni o con delle bambine schizzinose di 12-14, magari la sua motivazione ne risente un po’… Stacey addirittura si scusa per l’episodio della Medicine Ball e ribadisce che comunque se Nicholas lavorasse cosi’ come si vede nel video, non avrebbe problemi a spostarlo coi piu’ grandi in un gruppo di livello superiore.

A sera solita riunione di famiglia in videoconferenza con Skype ma questa volta niente prediche, ramanzine o similia.Cosa ho detto invece io a Nicholas? Abbiamo parlato della lettera di scuse. “Guarda, io non ti costringo a scrivere nulla: vuoi continuare a mandarlo a quel paese? Liberissimo di farlo ma se lo fai sappi che poi dovrai venire via da Bradenton. Dovrai tornare in Italia o ad Abuja, nel qual caso significa dire addio alle tue ambizioni nel tennis. E’ questo che vuoi? Ne vale la pena? It’s up to you, decidi tu. Io ti voglio bene lo stesso, qualunque cosa tu decida di fare ma ovviamente non e’ che se ti fai buttare fuori dall’academy, il giorno dopo andiamo alla Evert o o a Saddlebrook perche’ e’ ovvio che sarebbe esattamente la stessa cosa. Se ti fai cacciare via si torna in Nigeria o in Italia. Qui non si tratta piu’ di sapere chi ha ragione o chi ha torto ma di riuscire a lavorare con gli altri. Decidi tu. There’s no fate but what we make”

Ed e’ qui che cominciano le stranezze: Nicholas scrive la sua letterina di scuse (molto bella, tra l’altro) ma ancora prima che riesca a consegnarla (si era dimenticato di stamparla, sic!) mentre e’ nel Gruppo di Stacey viene chiamato da Paul Forsythe per andare a fare una dimostrazione di footwork ai ragazzi piu’ grandi in una lezione di Pat Dougherty che e’ il Direttore della War Room, in pratica il programma che ha rimpiazzato la Strategy Zone di Lance Luciani. E poi il giorno dopo Nicholas si ritrova spostato nel Gruppo Superiore di IPI. Il resto della serttimana e’ una cavalcata trionfale: distrugge per l’ennesima volta Anish,il suo rivale di pari eta’ nell’Academy, 62 61 ma soprattutto gioca benissimo anche in allenamento meritandosi elogi in diverse occasioni da diversi coaches e soprattutto da Brian Gottfried e Paul Forsythe. Solo Chip lo critica perche’ dopo aver servito sul rovescio di Anish e aver vinto il punto, per 6 volte ha servito sul dritto.. Anche il video alla videoanalisi e’ ‘unbelievable’, secondo l’analista che pero’ e’ Ches, un ex Strategy Zone e quindi e’ di parte. Poi c’e’ il Torneo, un classico Torneo U14 del Gigetto a Sarasota ma intanto ci gioca anche Anish,che perdera’ in semi, e poi Sabato e’ anche il compleanno di Nicholas, 13 anni. Nicholas e’ Testa di Serie numero uno e ha un bye e si ritrova subito in semifinale. Vince giocando molto bene e a sera va a festeggiare con Mamma e I Parmeggiani al Jo To, il ristorante Tapa Nyaki Giapponese sulla US41.Il giorno dopo in finale Nicholas si ritrova a giocare con quello che ha battuto Anish e il match e’ uno di quelli che vinci 75 76 ed e’ questo un altro motivo di piacere: sono le partite che uno riesce a portare a casa, sono quelle che danno piu’ soddisfazione. Per inciso, pare che abbia giocato anche bene e che si sia comportato perfettamente meritando i complimenti degli Arbitri che ormai lo conoscono e lo tengono d’occhio. Insomma, Everybody Loves Nicholas! Almeno fino alla prossima puntata.E quindi, in conclusione che posso dirvi ancora? Che la vita con Nicholas e’ come una corsa in rollecoaster, ma questo lo sapevate gia’. Che io preferisco avere un figlio un po’ ribelle ad uno un po’ lesso, anche questo lo sapevate gia’. Che io ho certe idee molto opinabili anche sul carattere del campione sportivo, nemmeno questo e’ un segreto e sicuramente avremo modo di riparlarne in uno dei prossimi Spunti. No, qui volevo rimanere al discorso dell’IMG. In pratica cosa e’ successo qui? E’ successo a livello generale che dopo tre mesi hanno visto che stavano sbagliando alcune cose e si son dati da fare per cambiarle. Ripeto, sgombriamo subito la mente da ogni equivoco: noi non abbiamo affatto la pretesa di pensare di essere riusciti a far cambiare idea alla Bollettieri o all’Img. La Rivoluzione, se di rivoluzione si puo’ parlare, ci sarebbe comunque stata e gia’ da Dicembre si accennava a grossi cambiamenti soprattutto per quanto riguardava l’IPI. Dunque no,non ci vanteremo di aver fatto cambiare idea all’IMG ma piuttosto ci piace pensare che semplicemente la nostra capacita’ di analisi sia concisa con quella dei Responsabili dell’Academy il che comunque di per se’ e’ abbastanza gratificante. Mi piacerebbe anche poter pensare che certe nostre osservazioni siano state accettate con lo spirito giusto e che appunto ci sia stata da parte loro l’umilta’ di riconoscere che alcune critiche erano giuste. In quanti sarebbero stati capaci di fare la stessa cosa? Questo a livello generale.A livello personale ci hanno fatto capire che noi avevamo ragione ma loro non avevan torto.O viceversa. Magari la Disciplina Militare alla Marines in certi ambienti e’ necessaria e non ci possono essere deroghe…almeno ufficialmente. Se pero’ ci sono buoni motivi e c’e’ la buona volonta’, una soluzione, politica, la si trova sempre. Tu scrivi la lettera di scuse e intanto,prima ancora che tu l’abbia consegnata,mentre ancora noi stavamo a immaginarci la scena di Nick Bollettieri che chiedeva: ok, si, ma come gioca? Vince? No, e allora: o si scusa o fuori dalle balle!, eccoti trasferito nel gruppo dei piu’ grandi. Perche’ in fondo we were right but you were not wrong. O almeno a noi piace pensarla cosi’, e chissa’ poi invece come e’ andata veramente.
Ma alla fine della fiera la conclusione e’ davvero una sola: ci vuole una rara capacita’ di onesta’ ed autocritica per fare quel che hanno fatto con noi e stan facendo con tutti in questo momento alla Img. Hanno preso il loro programma e l’hanno ribaltato come un calzino e giorno dopo giorno cercano di aggiornarsi e continuano ad imparare senza avere paura di ammetterlo. Di quanti altri circoli, coaches, academies,perfino genitori nel mondo si puo’ dire la stessa cosa?

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253 Commenti to “TGF8 – The Bradenton Chronicles Part 3”

  • 1.

    Che bei tempi quelli dell’Università!
    Grazie all’Università, andai a S. Francisco.

    In aula, c’era un professore che, a un certo punto della lezione, prese una seggiola, ci si appollaiò sopra e si mise a fare il pappagallo.

    Era una strana metodologia di insegnamento, gli americani hanno questi concetti educativi e di insegnamento particolari, pensano di essere originali, naif…

    Da quel giorno, ho avuto scarso rispetto per gli insegnanti americani, i professori universitari americani, la società americana in genere.

    Mi sa che quel presunto maestro che punisce il nostro Nicholas per avere messo le braccia sulla testa è della stessa qualità del mio, che faceva il pappagallo e pensava sicuramente, oltretutto, di essere originale e particolare, mentre invece era solo un pappagallo.

    Ma, si sa, io sono un federale e, quindi, ho una visione molto limitata delle cose.

    Mah!
    Yes, we can!

  • 2.

    Beh conplimenti, faccio il tifo per voi e Nicholas, è una bella storia.

  • 3.

    Nikolik, come tu ben sai, l’importante è rendersi conto che l’America non è una sola, c’è quella dell’interno e quella della costa, c’è quella del Nord e quella del Sud, c’è quella delle grandi città e quella rurale, quella delle scuole che negano darwin e quella delle grandi lezioni di democrazia, quella dei più brutti e inutili film del mondo tipo transformers e quella dei film e telefilm che ti raccontano la realtà più reale della realtà stessa … Quella che ti fa mille storie alla dogana e magari non ti rilascia il visto perchè ha paura che tu voglia vivere in US quando invece vuoi solo stare con tuo figlio di 12 anni che ha il visto per la scuola … Quella più tamarra della Florida e quella più sofisticata del New England … Quella pacchiana del Texas o Las Vegas e quella aristocratica degli Hampton, Cape Cod, Martha Vineyard… ce ne sono tante, di Americhe, 50 stati,un miscuglio di razze, religioni,culture fra le più disparate…Chissà se esiste davvero l’America che ci immaginiamo noi prima di partire da casa…Alla fine è sempre una delusione ma eppure, eppure,…fra la vita e la morte, fra la vita e la morte anch’io come Buffalo Bill, avrei scelto l’america… Meglio lì che in tanti altri posti…

  • 4.

    Complimenti sub-comandante, uno steteoscopio (é esatto?) rubato alla letteratura! Comunque vorrei dire finalmente si vince qualche match. In fondo la sola cosa che conta nel tennis.

  • 5.

    Scusami, Stefano, ma Transformers non è il film con Megan Fox?

    Scusa, Stefano, ma guarda che ti sbagli, è un film bellissimo…

  • 6.

    Ringrazio Freddo e Tilden. Comunque non vorrei dare un impressione sbagliata nell’uno o nell’altro senso: io sono d’accordo che i risultati a questa eta’ non sono tutto ma sono anche convinto che non sia vero che non contano nulla. Sono anche convinto che siano l’unica cosa che manca davvero a Nicholas, a parte qualche centimetro in piu’. Allo stesso tempo forse io ogni tanto eccedo nel volare basso ma Nicholas i Tornei del Gigetto li ha sempre vinti:vinse gli ultimi due tornei U10 giocati in Florida, ha vinto 4-5 Tornei U12 e ha gia’ vinto tre Tornei U14. Piu’ tante finali e semifinali. Sono Tornei del Gigetto in cui ogni tanto ti puo’ capitare di incontrare qualche giocatore abbastanza forte ma sempre Tornei di seconda fascia, dei Nike minori…Del resto al Nike di Runng l’anno scorso perse poi da Mattia Rossi il che, vista anche la differenza di stazza, il giocare sulla terra e la differenza d’esperienza in tornei giocati, ci puo’ anche stare. Quello che io ho sempre detto e’ che non e’ mai stato un Quinzi o,lasciando stare GQ, neanche un Sendegeya che probabilmente ha vinto molto in virtu’ della solidita’, di stazza e soprattutto mentale. Ma tecnicamente e forse nemmeno atleticamente io non farei mai il cambio con nessuno dei due e nemmeno con Kozlov che pure ha un gioco stratosferico dal punto di vista tecnico (tutto diverso dal resto della moltitudine, fatto di variazioni e colpi in controtempo). Pero’ concordo perfettamente che tutto questo talento e tecnica perfetta se non viene suffragata dai risultati non conta nulla…Vincere giocando male e facendo la palletta NON conta ma nemmeno giocare bene e perdere sempre, tutta immagine e niente sostanza: una volta ogni tanto qualche buon risultato bisognerebbe farlo. Per ora Nicholas e’ il Re dei Tornei del Gigetto dove se non vince fa finale o semi …l’obiettivo di quest’anno e’ combinare qualcosa anche in qualche torneo piu’ importante pur continuando a progredire tecnicamente nei colpi … Si tratta dunque di imparare a gestire la partita, sia emotivamente che strategicamente, ed e’ per questo che noi, a differenza di molti che nel week end i propri figli li fanno ‘staccare’ dopo la dura settimana di training, noi invece riteniamo I TORNEI DEL FINE SETTIMANA un altro dei valori aggiunti dell’essere in Florida (oltre alla logistica All in One: casa, scuola, training). Nicholas negli anni passati quando andava bene giocava in un anno una decina di tornei di cui 2-3 scalcinatissimi in Africa contro bambini spesso di 2-4 anni piu’ grandi, 2-3 in Italia sulla terra e 4-5 in Florida. Quest’anno ne giochera’ una quarantina e senza interrompere la schedule Lun-Ven dell’allenamento anch’esso basato comunque ANCHE su una routine quasi quotidiana di match … I conti si faranno alla fine ma sono convinto che si vedra’ la differenza. Purtroppo in Italia quest’anno ci stara’ poco e comunque si ritroverebbe a giocare sul clay senza avere il tempo di adattarsi: abbiamo visto l’anno scorso che se magari ne avesse giocati altri 5-6 magari alla fine una finale di un nike l’avrebbe anche potuta agguantare … E poi quest’anno sarebbe al primo anno U14, l’anno delle ‘stese’, e quindi eventuali tornei in Italia saranno giocati solo per fare esperienza sul rosso, senza crearsi aspettative, del resto non sappiamo nemmeno quando ci sara’ perche’ il piano era di staccare 2-3 settimane con una settimana di sci estivo e un’altra di vela in Francia abbinando cosi’ sport e studio e poi passare comunque almeno un mese con me in Nigeria…Resterebbe circa un mese prima di rientrare direttamente con me verso il 15 di agosto a Bradenton …
    Comunque dicevo dei risultati… a win is a win, una vittoria e’ una vittoria, ma cosi’ come non ci si deve buttare giu’ dopo una sconfitta con Montalva allo stesso modo non ci si esalta per un Torneo del Gigetto e per le Tin Cups che non trovano piu’ posto sul bordo del caminetto (che,a proposito, in questi giornio viene acceso anche in Florida…). Ma giocare e mischiare Tornei del Gigetto, Superseries o TE/EH/OB rimane comunque importantissimo per l’esperienza. Magari ci sono giocatori/rici che non hanno bisogno dell’esperienza torneo ma Nicholas, con la sua storia di infinite ripetizioni e pochi match veri, deve recuperare il tempo perduto e abituarsi a sensazioni, emozioni, momenti che solo un match e un match di torneo puo’ procurargli. In modo che quando questi momenti gli si presentino di nuovo lui possa riconoscerli e saperli affrontare. E’ come quando sperduto in citta’, in montagna, in un bosco imbocchi un sentiero e improvvisamente lo riconosci e sai gia’ di esserci passato e allora improvvisamente ti tranquillizzi perche’ sai cosa stai facendo, sai dove devi andare, sai che every little thing is gonna be alright…
    Ecco, io spero che a poco a poco (e onestamente noi certi progressi li abbiamo veramente tastati con mano) si arrivi ad una solidita’ interiore e di gioco (leggi: consistency) che possa permettergli un paio di exploit qua e la’ e dargli quindi quella fiducia e quell’esposizione necessaria per il passo successivo … Che per ora rimane ancora capire se vale la pena di rimanere in Florida anche dopo le medie o se finiti i soldi, finiti i sogni si puo’ tornare a casa …Senza Rimpianti.

  • 7.

    Nikolik, anche i Cinepanettoni di Boldi e De Sica sono dei film bellissimi per certa gente … Io comunque con Transformers intendevo un certo genere di film fracassone ed effetti speciali di cui ormai non se ne puo’ piu’ … Ce ne sono stati di peggio, te lo concedo, ma infatti a me quello che preoccupa e’ che dopo Avatar, bellissimo, ci saranno centinaia di epigoni senza arte ne’ parte, senza storia emozioni poesia … Cosi’ come ci fu il primo film di arti marziali e poi un migliaio di film del gigetto con assurdi combattimenti di mezzora (rivedersi la scena di Indiana Jones che tira fuori la pistola e secca con una smorfia l’avversario che gli si para davanti con le mille mosse alla Bruce Lee…) … A me,per inciso, piacciono tutti i bei film, piccoli come La 25esima ora di Spike Lee o grandi come appunto Avatar, ma diciamo che Transformer nei miei Top 200 fa fatica ad entrare…

  • 8.

    Io non credo moltissimo ai risultati prima dei 14 anni onestamente, ho parlato con molti giocatori e di quelli forti realmente ce ne sono pochi fortissimi prima dei 14, mi sono state raccontati cose mirabolanti di quanto era forte a livello internazionale Volante a 12 anni e che Federer quando partecipò la prima volta al Lemon Bowl perse 60 60 che già di per se mi sembrano cose che fanno da pensare….In ogni caso un’allenatore importante mi disse che i giocatori con possibiltà si vedono verso i 14 anni se sono tra i primi 4-5 della loro età a livello nazionale ci si può lavoare bene…quindi onestamente io penso che il lavoro di adesso deve essere fatto per dare a Nicholas prospettive tecniche e fisiche per quando verso i 14 anni potrà iniziare a fare il lavoro realmete necessario per diventare professionista…

  • 9.

    Si, Freddo, sono d’accordo…anch’io credo che i risultati contino davvero sui 14-15 anni … io qui intendevo fare un risultato qua e la’ che possa darti fiducia e farti capire che te la puoi giocare .. Cioe’ c’e’ differenza fra vincere sempre e non vincere mai…Non bisogna esagerare in un senso ne’ nell’altro … L’importante e’ capire che vincere senza avere un gioco non conta nulla ma nemmeno crogiolarsi su un gioco bellissimo ma magari evanescente perche’ poi mancano le palle o il minimo senso tattico. Io intendevo dire questo. E ribadire che per ora l’obiettivo era terminare,continuando a giocare a tennis, un ciclo di studi iniziato nell’ambiente americano/internazionale. Tornare in Italia,viste le caratteristiche della scuola italiana e la sua posizione nei confronti di chi fa sport, sarebbe stato per noi quasi impossibile ed una inutile tortura per il bambino. Che almeno cosi’ e’ perfettamente bilingue e forse un po’ piu’ open mind di tanti suoi coetanei.

  • 10.

    Mi sembra una scelta condivisibile la tua purchè non si carichi di troppe responsabilità Nicholas già adesso, per me è giusto pretendere che venga seguito nel modo, meno imporgli cose già da professionisti…ho letto qualcosa già di scelte tattiche di dove sevire etc quelle secondo me avrà il tempo di impararle anche dopo magari è giusto saperne qualcosa ma non che ci siano forzature, secondo me non deve perdere il gusto di giocare, è importantissimo forse più di vincere partite di cui il punteggio fra qualche tempo non si ricorderà nessuno…alla fine sarà la determinazione di arrivare perchè si ama questo sport che può fare e farà sempre la differenza…quel fuoco di cui parlava il padre della Errani mi sembra…

  • 11.

    Freddo…tu dici:

    “ho letto qualcosa già di scelte tattiche di dove sevire etc quelle secondo me avrà il tempo di impararle anche dopo magari è giusto saperne qualcosa ma non che ci siano forzature, secondo me non deve perdere il gusto di giocare…”

    Secondo me, invece, è esattamente quello che deve al momento imparare, ossia il gusto di giocare applicando sia la tecnica che la tattica…

    Altrimenti, imparerà a giocare ma non a giocare a tennis…

    Ne ho visti troppi di 2.1 che si accorgevano a fine partita che l’avversario era mancino o che rispondeva benissimo in un dato punto, dove invariabilmente servivano.

    Es.: ieri Crugnola ha perso 76 76 da Dustin Brown, il famoso Jamaico-teutonico dalle trecce lunghe e dal dritto terrificante. Dove gli ha servito Crugnola sul 5-5 del tie-break del 2 set? Chiaramente sul diritto…

    Il che può voler dire tre cose:
    1) Non si era accorto fino ad allora che aveva subito risposte terrificanti di diritto.
    2) Si era accorto che la risposta di diritto faceva male ma si sentiva più sicuro a servire a uscire.
    3) Voleva servire sul rovescio ma ha sbagliato e gli è uscita sul diritto.

    In ogni caso, ha evidenziato un errore tecnico o tattico che gli è costato la partita.

    Queste cose, secondo me, sono le più importanti e vanno insegnate al più presto, senza aspettare che il giuovine finisca la fase di divertimento e anzi cortesemente invitandolo a cambiare sport nel caso non si diverta a eseguire queste semplici istruzioni…

  • 12.

    Nikolik,secondo me con certi bambini non ti puoi permettere di sbagliare niente,tu pensi di fare tutto giusto ma se cedi a una piccola debolezza si infilano dentro e vanifichi il duro lavoro fatto,probabilmente quel coach ha capito e per il suo bene ha agito di conseguenza.

  • 13.

    Non sono andato mai negli Usa!, ho girato il mondo, toccato tutti i continenti passando dall’Australia per finire fino in Messico passando dai posti più belli del mondo come le Sejcehlles, Maldive o Mauritius. Gli Usa non mi hanno mai attirato forse perchè fin da bambino nel mio immaginario è stata sempre la nazione dei grattacieli mentre io amo gli spazi aperti, il mare e la campagna e qui in Sardegna ma anche in Sicilia abitando in piccole comunità mi sono sempre sentito a mio agio. Non dipendendo da me la destinazione lavorativa, nel 1995 quando dalla decisione altrui dovevo essere destinato ad una qualsiasi località Italiana, ho sperato e pregato di finire in posti tranquilli e vivibili che in città caotiche come Roma, Milano o di Napoli e la fortuna è stata dalla mia parte. Quando e se farò rientro un giorno in Sicilia cercherò di evitare Palermo che, seppur di questa città mi manca il profumo del pane delle panelle o dei cannoli appena sfornati la reputo sempre come le altre una città molto caotica. Scritto questo comunque vi volevo dire che sto raccogliendo i punti mille miglia Alitalia (sono già a 60000), uno stage di un paio di settimane alla bollettieri alla mia bimba con relative attrazioni turistiche per la famiglia è da fare.

  • 14.

    Be’, una partita di tennis e’ anche una partita a scacchi in velocita’…giocare, e divertirsi, a tennis e’ anche attuare, e divertirsi a farlo, una strategia…se i bimbi si divertono a giocare a risiko perche’ non si dovrebbero divertire a attuare una minima strategia nel tennis? Il fattore mentale c’e’ ed e’ bello anche quello…Poi, certo, non devi diventare un robot e qualche volta devi poterti affidare all’istinto ma capire quale e’ il gioco dell’avversario e provare a scardinarlo fa parte del gioco… L’altro giorno al telefono gli dicevo: ma forse dovremmo ,quando torni qui a Lagos, provare degli schemi fissi da attuare quando magari non ti senti sicuro …Che sono poi i patterns che fai regolarmente, quelli per portarti ad eseguire il tuo colpo migliore, il dritto inside out… Ma lui mi fa: no, ma io voglio giocare l’All Round Game, come Murray che sa fare tutto …
    (Anticipo subito le critiche dei detrattori di Murray : Nicholas non e’ certo un attendista e quindi se assorbisse un po’ della pazienza diello scozzese di certo non gli farenbbe male …)
    Comunque, est modus in rebus … Non mi e’ parso affatto che da Bollettieri venissero particolarmente stressati a 12-14 anni sul lato tattico strategico,non ancora almeno…ma e’ ovvio che le nozioni vengano instillate giorno per giorno, goccia dopo goccia, e assorbite… La War Room, ex strategy zone, che si tiene mi pare un paio di volte a settimana e’ un po’ piu’ specifica ma ogni giorno i coaches controllano come uno gioca e
    Non e’ ancora venuto il momento in cui siano andati da Nicholas e gli abbiano detto che lui adesso deve giocare cosi’, cercando di snaturarlo…non credo lo facciano con nessuono: vedono come uno gioca e cercano di modellargli il gioco secondo le sue caratteristiche…Ovviamente Nicholas non puo’ pensare di giocare come Roddick o Karlovic ma dovra’ ispirarsi semmai a un Marcelino Rios con la determinazione di un Hewitt… Anche Murray come tipologia di gioco e’ piu’ adatta ad esser presa a modello di quella di un Federer o di un Sampras … Comunque definiamo divertimento o meglio divertimento in un match di tennis per un bambino…make no mistake, un bambino si diverte solo se quella partita la vince…

  • 15.

    Scusate ma quanti anni ha Nicholas?
    Andrew io non dico che la tattica non è importante anche se lo è meno di una volta però…un discorso è avere dele nozioni di tattica generale, una cosa avere uno stratega per la direzione del servizio all’età di Nicholas….tutto qua…stai sereno Andrew che la tattica chi vuole l’impara anche dopo e c’è chi non la imparerà mai…
    Sono daccordo che c’è un modus rebus come dice Stefano, la mia era solo una considerazione dopo quello che avevi raccontato se io avessi un figlio che vuole giocare a tennis certo che gli direi la mia opinione su la tattica da adottare, soprattutto perchè sono un rompi palle però .), però non mi staraccerei le vesti se non lo fà subito, l’importante è che abbia le informazioni poi se vorrà provare a vincere sceglierà lui quando usarle..non c’è un’altro sistema è sostanzialmente controroducente forzare certe cose…però io starei molto più attento che mantanga la voglia di giocare, tutto qua…
    A me fanno poi un pò impressione i bambini che a 10 anni hanno già una tecnica molto definita, mi è capitato di palleggiarci spesso e mi sono sempre domandato se fosse così importante poi avere già a quell’età un tale livello di dettaglio visto che poi hanno poco da impare e buona parte dei giocatori negli anni seguenti fanno modifiche tecniche fondamentali…me lo domandavo con un’allenatore qualche anno fà e lui aveva i miei stessi dubbi….io cq non ho risposte in questo senso al massimo posso pormi le domande :) :)

  • 16.

    @Stefano… adattarsi dal duro alla terra ,dal veloce al lento se si é tecnicamente validi non è mai un problema (lo é il percorso inverso) : sappiamo tutti che il discorso cambia a livello tattico.Magari se viene a giocare in Italia vince e si diverte pure…secondo me siete bravi ed attenti (competenti/illuminati) genitori.
    Spero Nicholas faccia il pro un domani…
    Un’assurda trasmissione sulla rete nazionale(da un format mondiale) italiana ieri sera all’ultima puntata,ha eletto Leonardo da Vinci come il più grande italiano di tutti i tempi…Indovinate il corrispettivo vincitore negli Stati Uniti d’America??? ‘Come dici tu : che sia una differenza di cultura fra vecchio e nuovo continente? C’è eccome se c’è ,nel bene e nel male…

  • 17.

    Molti gli spunti… aldilà del fatto evidente che essere un medico è il tuo secondo lavoro… dopo il primo ….che è quello dello scrittore/narratore …

    Non per essere ripetitivo (anche se repetita juvant..)…. La prima cosa che balza all’occhio è proprio il come stanno cercando di venire incontro alle esigenze del “cliente”, perché ovviamente il cliente (che fra l’altro paga) ha diritto di chiedere delle risposte…e questo dovrebbe essere vangelo in ogni campo… poi se non si chiarisce, si valutano altre alternative… ma prima un minimo di confronto e dialogo costruttivo andrebbe sempre ricercato (parlandosi alla pari e non su due gradini diversi)…ritengo sia la premessa indispensabile per raggiungere qualsiasi obbiettivo… ed è logico che un analisi così particolareggiata (non ho dubbi vista la penna che l’ha scritta..) avrà fatto riflettere… unita magari ad altri segnali negativi che stavano ricevendo (visto che mi sembra siano ancora in fase di ristrutturazione…) il tutto fatto per i ragazzi, ma anche per il business che c’è sotto (ci sono ovviamente in ballo molti piu’ soldi rispetto a qualsiasi scuola agonistica italiana)…percio’ si sta cercando di tamponare e migliorare… se il cliente è contento paga …torna… e…direi… si mettono le basi per ottenere il massimo risultato a livello sportivo.

    Bene.. Bravi.. Bis.

  • 18.

    A me Charly piace sempre di piu’

    http://www.youtube.com/Emily19611961

    Saluti

  • 19.

    Nicoxia, tu hai ragione, però devi anche considerare una cosa molto importante: se tu sei un maestro di tennis e vuoi essere un professionista, con i ragazzini devi saperci fare, devi anche saperli capire, devi capire la loro psicologia, non puoi sapere solo tutto del dritto e del rovescio, non ti può bastare.

    Per un essere un maestro bravo, devi capire che non tutti i ragazzini sono uguali, che ognuno ha il suo carattere, la sua personalità, che non puoi trattarli tutti uguali, come se fossero auto in serie.

    Se uno non lo capisce, non è, per me, un bravo maestro di tennis.

    Quello che si adombra perché metti le braccia in testa, non è il maestro di tennis giusto per mio figlio.

    Perché vuol dire che non ha elasticità, non ha savoir faire, non ha intelligenza.
    E non capisce che non tutti possono essere trattati allo stesso modo e che non tutti sono uguali.

  • 20.

    Jho…

    parere mio… voleé colpite troppo in ritardo…il mio CCV le farebbe fare cesti di voleè al corpo…

  • 21.

    Nikolik,per me ha capito benissimo.

  • 22.

    Nikolik,Nicoxia: il soggetto in questione comunque era Magnum IPI, il Preparatore Atletico… Proprio oggi Gabri’ mi diceva che invece il nuovo PA del gruppo in cui e’ finito Nicholas e’ bravissimo, non ha tempi morti, piace molto a Nicholas e,dice Nicholas, ‘anche io gli piaccio molto’. ecco, bravo, stai attento a non rovinare tutto, gli ha detto mia moglie, ma anche lei concordava che era tutta un’altra cosa. Ma a parte che ci sono PA e PA, li’ il discorso era semplicemente la mal collocazione fin dall’inizio di Nicholas in quel gruppo … l’errore era a monte e l’unico errore che noirimproveravamo a quel coach era semmai di non avervi postio rimedio, di non essersene accorto o di non avergli dato importanza… Io capisco, nicoxia, che noi la vediamo diversamente sul piano comportamento/disciplina ma tu non mi fai sconti … ma secondo me o hai informazioni sbagliate o non riesci ad interpretare quelle che ti do io, che mi sembrano abbastanza oneste…Ma di questo parleremo in uno dei prossimio articoli o spunti ritornando anche all’hitting partner cacciato dal campo (come vedi,non me lo sono scordato!)

    @Freddo:”A me fanno poi un pò impressione i bambini che a 10 anni hanno già una tecnica molto definita, mi è capitato di palleggiarci spesso e mi sono sempre domandato se fosse così importante poi avere già a quell’età un tale livello di dettaglio visto che poi hanno poco da impare e buona parte dei giocatori negli anni seguenti fanno modifiche tecniche fondamentali…”

    be’, intanto Nicholas ha compiuto sabato scorso 13 anni …ma se sono passabilmente d’accordo piu’ o meno con tante cose, qui credo sia meglio specificare fra tecnica e impostazione di gioco…Piatti si lamentava che spesso gli giungono giocatori di 15-18 anni con dei difetti tecnici e poi si devono perdere degli anni per correggerli e cita invece Djokovic come l’esempio di uno che ha fatto tutto giusto…Un’altra cosa e’ un’impostazione definita fin da 10-12 anni nel senso di giocatore da fondo, giocatore da rete, giocatore pallettaro…Su questo sono d’accordo, non limitiamoli…Ma tecnicamente e’ meglio essere senza difetti piuttosto che averli…
    Su Chip Brooks che dice a mia moglie dei servizi…Chip e’ il Junior Director, gira per icampi, guarda, da consigli, si fa un’idea…Ma ne’ lui ne’ Greg Hill ne’ Paul Forsythe ne’ Brian Gottfried si mettono li’ a stressare il 12-14enne…gli danno il tip, l’informazione, una goccia alla volta, come detto, lascandogli il tempo per ssere assorbita…L’Academy avra’ molti difetti ma contrariamente a quanto si pensa non mi sembra che l’Esagerato Tatticismo sia fra questi…Mia moglie magari potra’ confermare visto che e’ lei il nostro Agente In The Field …
    Nel caso di Nicholas comunque un po’ di disciplina tattica sicuramente non gli limiterebbe la fantasia…ecco, lui e’ stato classificato come un giocatore di fantasia, estroso, aggressivo…Quello che deve imparare e’ la consistency, la solidita’ …Ma non a scapito della sua fantasia, del suo estro … Certo, magari gli dicono di non colpire in salto col BH alla Safin due metri fuori dalla baseline per cercare il winner … Di certo gli dicono di cercare sempre di prendere il controllo e di essere aggressivo …Non so, magari se il prossimo anno davvero finisce nel gruppo di Forsythe la musica cambiera’ e verranno assegnati dei compitini sul campo ma per ora si fanno molti patterns, viene sempre spiegato il perche’ e il per come, ma si cerca l’assorbimento graduale quasi per osmosi… Chiaro poi che ci sono giocatori e giocatori, quelli che possono variare il gioco perche’ hanno tutti i colpi e quelli che magari sono anche piu’ vincenti ma hanno solo il dritto e los cojones o una gran testa… Ma quello che e’ certo e’ che per vincere domani dovrai avere il dritto, il rovescio, il servizio, il gioco a rete, los cojones e anche una gran testa…

  • 23.

    Stefano,per me l’importante è trovare il metodo per far fruttare tutte le potenzialità del tuo Nicholas,la mia visione è solo la mia, spero che tu riesca a trovare quella giusta.

  • 24.

    Su la tecnica il mio discorso dicaimo che era un pò più specifico e si riferiva a finali già accentuati e ad impostazioni già ben definite e si riferiva ai bambini di 10 anni…no sull’impostazione di gioco cq….a 13 anni ci stà anzi è meglio che abbia già una tecnica strutturata…su la tattica era soltanto per capire cosa gli fanno fare…sostanzialmente da quello che mi racconti mi sembra una cosa giusta…ti ho detto ero solo rimasto un pò colpito dalla cosa della statistiche su i servizi…insomma era più che altro per capire e discutere….

  • 25.

    @Bogard
    Ho comprato il lanciapalle per bambini della PTR , ho visto che anche tu lo usi , tua figlia si diverte usandolo ?

  • 26.

    Si, Freddo, diciamo che ho forse lasciato passare un immagine che poteva essere fraintesa…non essendo un giornalista tecnico ma semmai un amante dello ‘scrivi come mangi’, nel mio effluvio discorsivo avevo inserito l’immagine di Chip Brooks che passa attraverso i campi, si ferma a guardare il Big Match per la Supremazia Interna nicholas-anish e scuote il capo disgustato (o sornione) e tornando indietro mezzo scuotendo il capo con mia moglie, che non guardava nemmeno il match e stava girando per l’academy (non perche’ fosse nervosa per l’esito ma perche’ aveva altre cose da fare) le dice: Aio’ vest tu fiol, c’al sgrazie’…(in realta’ Chip non parla bolognese…) e le racconta dei 6 servizi sul dritto…
    Gabri’, che era tutta compiaciuta perche’ in precedenza Ali Bennaji e da Paul Forsythe in due diversi momenti e indipendentemente l’uno dall’altro l’avevano fermata apposta per dirle che Nicholas aveva giocato benissimo, rimane un po’ cosi’ e gli chiede: ah …ok, quindi sta perdendo?
    e Chip andandosene e scuotendo il capo con la mano in aria: No, no, he’s winning, nice and easy…
    Bam,alaura, csa vut? (E allora cosa vuoi?)
    Ma in realta’ a noi scoprire che Nicholas e’ sotto osservazione fa piacere, significa che qualcosina forse ce l’ha davvero (visto che non abbiamo i risultati dobbiamo aggrapparci a tutto …) Per esempio una frase innocente come quella di papa’ Sendegeya che parlando con mia moglie le dice: Ah, do you know, Forsythe does really like Nicholas…, ci fa pensare che se Paul Forsythe, uno dei due ViceDirettori dello Junior Program e Head coach recruiter trova il tempo e la voglia di confidare al padre di un altro suo protetto che gli piace Nicholas…be’, sara’ puerile, sara’ anale, ma a noi provoca un briciolo di commozione e ci fa capire che forse davvero qualcosa si sta muovendo…
    Poi, si sa, stiam sempre parlando del Nulla…

  • 27.

    @francesco coach gemelli, con mia figlia uso il lanciapalle tennis twist ma non assiduamente in quanto riesco ad utilizzarlo solo quando la piccola si allena con me e cioè una o al max due volte nel fine settimana. Mia figlia cmq con tennis twist si diverte un mondo, è lei che si sistema le palline all’interno della macchina dopo averle prese dal cesto delle 60 palline depressuriuzzate che ho acquistato un paio di anni fa. Mia figlia è anche quella che la fa partire il lanciapialle premendo il tastino per poi andando a posizionarsi per ricevere e colpire. Io mi limito ad osservare che faccia bene il movimento del dritto e del rovescio e a dirgli brava quando riesce a colpire il bersaglio rappresentato proprio dalla scatola del lanciapalle che posiziono al di la della rete in posizione a volte centrale e a volte angolata. Altro giochino che faccio fare con tennis twister è quello di mettere due birilli di colore diverso dall’altra parte della rete e agli angoli opposti per poi farmi dire da lei quali dei due vuole colpire prima che gli arrivi la pallina. Però @francesco coach gemelli secondo me la machine sarebbe da utilizzare quando non hai voglia di palleggiare con i tuoi figli perchè stanco da lavoro o perchè magari loro si annoiano e gli vuoi far fare qualcosa di più divertente. Mia figlia cmq un giorno, è rimasta un’ora in continuazione a colpire palline che gli arrivavano dal twister e solo la campanella che annunciava la fine dell’ora è riuscita a fermarla.

  • 28.

    Bagar scusa la domanda personale ma ti si è mai rotto il tennis twist? E se si coma hai risolto il problema? Perchè mio padre l’ha comprato su internet SAM (così si chiama il mostro!!) e gli si è rotto quasi subito, classica pallina bloccata…smontato tutto, levata la pallina ma non è ripartito….mail con l’email etc….alla fine l’ha rimandato in america……la mia domanda è per sapere se ci sono altre modalità per ripararlo senza fare tutto questo casino…cioè l’invio in america….

  • 29.

    Chiaramente volevo scrivere Bogar :) errore di battitura…

  • 30.

    bagar, bogard, bogart, alla fine bogar67 che sarebbe il mio cognome anagrammato più l’anno di nascita. A me la twister non si è mai rotta e cmq l’avevo comprato in un sito francesce. Avevo comprato anche per conto mio un carica batterie e delle batterie ricaricabili ma ancora non ho esaurito quelle alkaline che avevo messo all’inizio per cui non è servito. Freddo mi pare strano che la pallina si possa bloccare, sei sicuro che parliamo della stessa machine?

  • 31.

    Vi dico come la penso sull’episodio delle braccia sulla testa. Va detto che per anni abbiamo cercato di far capire a Nicholas che alla fine di un esercizio deve inspirare allargando le braccia ed espirare richiudendole e a forza di insistere ha elaborato questo gesto quasi automatico in cui allarga le braccia per respirare e appoggia le mani sulla testa e per me e’ meglio questo che non allargare le braccia affatto, detto questo tutto si e’ svolto come racconta Stefano che pero’ ha tralasciato un dettaglio importante e cioe’ che io mi sono presentata il giorno dopo per vedere cosa succedeva, ma mi sono presentata con la cinepresa e decisa a farlo per tutti i giorni a venire. La mia intenzione era meno intimidatoria di quello che puo’ sembrare, volevo veramente capire cosa succedeva in questa ora. Quello che ho immortalato e’ naturalmente Nicholas che si mette le mani sulla testa, Stacy che non dice assolutamente nulla anche perche’ Nicholas non e’ il solo ed e’ li’ registrato, inoltre, come gia’ io pensavo, il gesto passa del tutto inosservato anche perche’ ognuno nel gruppo fa una cosa diversa quindi diventa difficile capire cosa stuzzichi o meno la reazione del coach e qui passo alla mia teoria. Questo coach secondo me e’ caduto nella trappola di non sentirsi rispettato da un ragazzino di dodici anni e avendolo additato come uno che gli manca di rispetto non vuole perdere la faccia lasciando perdere ma vuole che gli sia reso l’onore soprattutto perche’ era finito sotto il fuoco incrociato delle lettere di Stefano e delle mie richieste perentorie di cambiamenti formulate addirittura tramite il customer care dell’Img. Il coach fa una cosa semplice ed e’ una cosa che sto cercando di far capire a Nicholas perche’ deve rendersi conto che col suo carattere correra’ sempre il rischio che gli succeda se non si controlla e cioe’ lo ha stuzzicato, provocando una sua reazione, anzi certo del risultato, prendendo una cosa a caso, quel giorno erano le braccia sulla testa e ha insistito per farsi ubbidire e gli ha ripetuto piu’ volte di non farlo e gli ha fatto fare i push up ogni volta che lo faceva …era diventata una faccenda personale e la prova e’ che il giorno dopo addirittura in due si mettevano le mani in testa e lui non diceva nulla e lo facevo notare al capo dell’Ipi che era appunto venuto a dirmi che era successa questa cosa grave tra Nicholas e Stacy, e fra l’altro l’ora trscorsa sotto gli occhi miei, del capo e della cinepresa e’ filata liscia come l’olio.

  • 32.

    Penso di si dovrebbe essere la stessa macchina, si inseriscono le pallina da sopra dove c’è una sorta di raccoglitore, c’è un sistema che fa cadere le palline gradualmente sotto, la pallina si è bloccata è ci è stato detto che può capitare perche era una di quelle per bambini quindi un pò più piccola e leggera, poi se l’hai comprata in Francia magari è un pò diversa ma concentualmente dovrebe essere fatta uguale. Poi non so bene perchè io non sono mai riuscito ad usarla a mio padre gli si era già rotta quando sono stato a casa, ho però contribuito a provare a ripararla smontandola ma credo si fosse rotto o andato fuori asse una delle ruote del meccanismo interno e quindi la macchina andava in blocco e non partiva neanche…in pratica io ormai conosco meglio come funziona dentro che quello che dovrebbe fare se fosse funzionante :) :)

  • 33.

    @Freddo la lancia palline che ho preso io è questa cliccando il link.
    L’unico problema fin qui avuto è quello che a volte si blocca la pallina e lo scorrimento nella scalanatura che unisce le due parti della macchina, ma basta spingere con il ditino e va tutto ok.
    http://www.tennispro.it/p3622/it/catalogo/lancia-palle/lancia-palle-twist/lancia-palle-tennis-twist.html?gclid=CImG2JSj7J8CFVeEzAodDTZiXQ

  • 34.

    ERRATA CORRIGE: be’, sara’ puerile, sara’ anale,
    OVVIAMENTE: sara’ BANALE
    Commento:
    Si vede proprio che non mi legge piu’ nessuno: su questo errore ci sarebbe stato spazio per frizzi,lazzi e battutaccie!!!

  • 35.

    @stefano:

    “diciamo che Transformer nei miei Top 200 fa fatica ad entrare…”

    Sei sempre esagerato e prolisso, io 200 titoli nemmeno me li ricorderei. :-)
    Facciamo 10, magari in privato :-)

    “Be’, una partita di tennis e’ anche una partita a scacchi in velocita’…”

    Il tennis è molto ma molto più semplice (parlo di tattica e strategia) e personalmente lo trovo anche profondamento diverso.

    “giocare, e divertirsi, a tennis e’ anche attuare, e divertirsi a farlo, una strategia…se i bimbi si divertono a giocare a risiko perche’ non si dovrebbero divertire a attuare una minima strategia nel tennis?”

    Magari semplicemente perché per attuare quella seppur minima strategia, dovrebbe anche saper fare certe cose?

    A Risiko o a scacchi l’unica cosa che devi far funzionare è il cervello, non dovrebbero servire i PA e la fisiologia.!!

    “Che sono poi i patterns che fai regolarmente, quelli per portarti ad eseguire il tuo colpo migliore, il dritto inside out…”

    Ok, quelli che qualche giorno fa ho chiamato (ma non è ovviamente una mia definizione), esercizi di sintesi. Solo per capire se parliamo della stessa cosa.

    “Non e’ ancora venuto il momento in cui siano andati da Nicholas e gli abbiano detto che lui adesso deve giocare cosi’, cercando di snaturarlo…non credo lo facciano con nessuono:”

    Ma ci mancherebbe altro :-)

    @Freddo:

    “Io non credo moltissimo ai risultati prima dei 14 anni onestamente”

    Io per niente, ma purtroppo invece sono in molti a dargli molta importanza.

    @andrew:

    Negli U12, quando fanno già fatica a eseguire il servizio, gli vorresti già insegnare dove servire, con che tipo di servizio ecc.ecc.

    Mah, stavolta devo dire che sono distante dalle tue posizioni.

    Questo mi sembra proprio quel precocismo da cui si dovrebbe stare lontani, sempre secondo me sia chiaro. Ognuno è proprietario del suo vaffa….. :-)

  • 36.

    @Gus…

    In prima media, i bambini studiano l’epica, il tedesco, la matematica, ecc…

    Perché non dovrebbero studiare le “regole” dello sport che stanno praticando?

    Poi, io credo, se non gli insegni il servizio INSIEME alla direzione, al tipo, al motivo, ecc… NON gli hai insegnato il servizio, gli hai solo insegnato il movimento di inizio gioco per far passare la palla sopra la rete

  • 37.

    Gus, quando fai la punta a tutto quello che si scrive mi vien da dire…poverino, cosi’ giovane, cosi’ pedante! Scherzo anch’io, metti che ci sia un emoticon, ma onestamente non ho capito cosa non ci sia da essere d’accordo … Il rugby e’ sempre stato definito un gioco degli scacchi in velocita’…A mio parere lo puo’ essere a maggior ragione anche il tennis soprattutto per lo scontro fra le due menti avversarie …Bobby Fischer per sconfiggere Kasparov non fu costretto ad inventarsi chissa’ quali mosse…anzi, si dice che in quei famosi matches a Rejkiavik furono commessi tanti errori … Quella che fu intensa fu la battaglia psicologica, lo scontro di menti…
    POI OVVIAMENTE la tattica e la strategia vengono insgnate se uno e’ in grado di attuarla ma comunque le informazioni vengono rilasciate fin dall’inizio, un po’ alla volta,sempre le stesse, ripetute settimana dopo settimana… Io credo pero’ che voi non vi rendiate conto ne’ del livello di questi U12 ne’ del livello dei Pro: quello che per noi e’ semplicemente un corri e tira per loro e’ spesso un calcolo automatico delle probabilita’ ad ogni colpo per cui sanno che a seconda di come arriva la pallina hanno questa o al massimo quell’altra opzione e non devono far altro che…execute (che e’ la parola che si sente piu’ spesso nelle interviste ai giocatori del circuito)
    Sull’imparare il servizio io sto con andrew: ovviamente non insegni il kick a un bambino di 7 anni, ma non vedo quale sia la contraddizione nell’insegnare bene il colpo piu’ importante del tennis fin dall’infanzia e nemmeno cosa ci sia di male nel far notare di tanto in tanto che il tennis e’ una questione di controllo e si riduce al riuscire a mettersi nella condizione di colpire il proprio migliore colpo contro il colpo piu’ debole dell’avversario…Altrimenti trasformiamo il tennis in uno sport con giudici e palette e chi gioca meglio, chi ha i colpi piu’ belli, si merita una sfilza di 10…

  • 38.

    Stefano,noi del blog non siamo omofobi a ognuno i suoi piaceri,spero non ci sia bisogno di dire che scherzo,però di questi tempi non si sa mai.Gabri,secondo me, nei limiti,quando bisogna prendere si deve subire,ma se lo si fa consapevolmente non si rischia nulla,anzi è segno di superiorità.

  • 39.

    Gus,sarà che per me solo chi sa usare la testa può ottenere grossi risultati,secondo me se provassi a far giocare uno scacchista sotto sforzo,ti accorgeresti che la sua concentrazione non sarebbe la stessa.Quindi solo chi lavora bene a 360 gradi avrà un risultato soddisfacente.

  • 40.

    Stefano coosci delle controindicazioni sull’insegnamento del kick a 7 anni?

  • 41.

    Sempre Gus, quando riferito al mio“Non e’ ancora venuto il momento in cui siano andati da Nicholas e gli abbiano detto che lui adesso deve giocare cosi’, cercando di snaturarlo…non credo lo facciano con nessuno:” tu commenti:
    Ma ci mancherebbe altro

    Be’, ma guarda che in Italia invece mi sembra facciano proprio cosi’, forse anche per via el giocare sulla terra, e infatti ho ricordato che in un famoso circolo di Bologna dove mi ero fermato a palleggiare qualche anno fa fui avvicinato da due dirigenti che dopo avermi fatto i complimenti mi spiegavano che ora era il momento di affidarlo a un coach che gli desse una impostazione precisa nel gioco…E aveva solo 10 anni … Probabilmente fosse stato impostato a palla lunga e pedalare avrebbe vinto molti piu’ Nike del Trentino e Tornei di Mirandola … Sicuramente anche da Bollettieri ti spiegano che la pallina la devi tenere dentro le righe ma forse, al contrario di quello che il Mito che la circonda puo’ far pensare, l’obiettivo principale e’ quello di insegnare the complete game. Certo, poi dipende da chi hai sotto mano: se hai Mani Quadre o Pigro de Pigronis, il nano Bagonghi o Usso il Watusso, qualche aggiustamento in corsa s’impone…Max Mirny per esempio e’ un prodotto Bollettieri … Cosi’ come lo erano Arias, Krickstein e Courier (Definire Agassi un prodotto della Bollettieri e basta sarebbe restrittivo)….Io infatti mi ricordo ancora quando nell’estate del 2005 Nick Bollettieri Himself fece un’oretta con Nicky e appena gli vide il grip,semi western, si rivolse verso di me e disse: Good! So we can teach him the complete game …
    Quindi non e’ che da Bolletta vogliano costruire solo degli sparatutto dal fondo…Guardate Tommy Haas che e’ sicuramente un giocatore all round, completo… Poi, semmai, vi sapro’ dire come va a finire ma al punto in cui siamo in questo momento noi, da fuori, in realta’ delle due ci aspetteremmo qualche intervento in piu’ piuttosto che in meno…ci aspettiamo che questi interventi strategici comincino ad essere sempre piu’ quasi…istituzionalizzati…Perche’ per parafrasare quel famoso libro di Allen Fox Se io sono il giocatore migliore, allora come e’ che perdo sempre?
    Ma in realta’ e’ un processo per osmosi, di lento e graduale assorbimento .. Poi ovviamente una cosa e’ saperle e magari alzare la mano e rispondere giusto quando il Coach a bocce ferme chiede: cosa faccio se mi arriva una pallina qui e la’ ?, e un’altra cosa e’ il saper riconoscere la situazione quando avviene sul campo e saperne approffittare… Comunque quello che voglio dire e’ che non e’ bianco o nero, sono sfumature di grigio: non e’ che se fanno strategia precoce diventano tutti polli da allevamento e se non la fanno giocano poi tutti alla Viva il Parroco … Non esiste un allenamento perfetto per tutti, ne esiste uno perfetto per te e’ un postulato che vale anche dentro la stessa academy dove da un lato le cose vengono rese accessibili a tutti ma dall’asltro vale anche una certa differnziazione a seconda del tuo livello di gioco e delle tue capacita’ di apprendere…

  • 42.

    ste io l’avevo notato ma ho pensato avessi voluto scrivere proprio così :) , nel contesto secondo me significava che avevi avuto un gran piacere dalla cosa .) :)
    Va beh poi basta se no ci scrittura Delaurentis per i suoi filmoni natalizi :) !

  • 43.

    Nicox: credo siano i problemi di schiena che non ha ancora la muscolatura sviluppata per sopportare le torsioni del busto… Poi ovviamente…Est Modus In Rebus…

  • 44.

    @giorgio- giorgio e Roberto Commentucci: Mi piacerebbe sapere se ci sta qualcuno che viene pagato per gestire questo sito della FIT http://www.fitrp.org/ non viene aggiornato ne nelle gare da disputare ne nelle classifiche. Nel sito ci sta scritto che per informazioni bisogna contattare l’email dei tre responsabili delle tre aree. Ho scritto al responsabile dell’area centro sud per avere un’informazione e non si è degnato di una risposta. Se questo è il modo di gestire la comunicazione FIT mi associo a tutti i criticoni del blog verso federtennis.

  • 45.

    bogar67:

    posso sbagliare ma credo che il sito preveda una parte accessibile solo a coloro che fanno parte del Fit Ranking Program e ai maestri. Forse per questo non riesci a vedere gli aggiornamenti. Mi informo e ti faccio sapere.

  • 46.

    Grazie Roberto, è vero una parte dovrebbe essere riservata accessibile solo ai maestri ma le date dei tornei? i riferimenti telefonici per iscriversi a quella tappa? le classifiche aggiornate? sono notizie che tutti dovrebbero sapere. L’anno scorso ad esempio i punteggi dei singoli partecipanti erano visibili a tutti. Penso che se si è scelti di aprire un canale tv per migliorare la visibilità del movimento bisogna anche curare i siti web sotto la Fit.

  • 47.

    @stefano grazia:

    “Gus, quando fai la punta a tutto quello che si scrive mi vien da dire…poverino, cosi’ giovane, cosi’ pedante!”

    E’ vero, ogni tanto me lo dico anche io che sono noioso, però trovare noiosi se stessi non aiuta l’autostima. :-)
    Insieme a te, c’è già mia figlia che a Marzo compie 14 anni che me lo ricorda tutti i giorni. :-) (si capisce che scherzo?)
    “Sull’imparare il servizio io sto con andrew: ovviamente non insegni il kick a un bambino di 7 anni, ma non vedo quale sia la contraddizione nell’insegnare bene il colpo piu’ importante del tennis fin dall’infanzia”
    Boh, evidentemente mi spiego male. Io non ho detto che non bisogna insegnargli il servizio, ma non anticipare precocemente l’uso di servizi tattici o di comportamenti tattici.
    “Sempre Gus, quando riferito al mio “Non e’ ancora venuto il momento in cui siano andati da Nicholas e gli abbiano detto che lui adesso deve giocare cosi’, cercando di snaturarlo…non credo lo facciano con nessuno:” tu commenti:”
    “Ma ci mancherebbe altro”
    “Be’, ma guarda che in Italia invece mi sembra facciano proprio cosi’, forse anche per via del giocare sulla terra …..”
    Ma davvero Stefano, forse c’è stato un fraintendimento. Non conosco la metodologia di insegnamento dei vari circoli italiani ne del centro di qualificazione nazionale o come si chiama di Tirrenia.
    Ma io sono d’accordo con quello che mi dici faccia Bollettieri e se in Italia qualcuno “anticipa” certe fasi, dal mio modestissimo punto di vista, sbaglia. Tutto qui.
    Non ho detto che non bisogna insegnare il servizio, ne che l’aspetto mentale non abbia importanza (ma figurati!!). Mi è parso di essere stato abbastanza chiaro sul fatto che, salvo casi eccezionali, non bisognerebbe forzare precocemente delle fasi di apprendimento che comportano, nella maggioranza dei casi, una specializzazione precoce finalizzata a vincere in età giovanile, ma che in presenza di alcune lacune delle capacità condizionali, comporta abitudini scorrette con tutte le conseguenze del caso, oltre che una iper-specializzazione tattica in età precoce senza ancora aver ben capito che tipo di giocatore diventerai. Infatti ci diciamo da anni che quei pochi risultati che otteniamo, soprattutto nel maschile, li otteniamo sulla terra rossa. Sarà mica un caso!!!
    Questo è il mio punto di vista, giusto o sbagliato, per carità di Dio, ma non fatemi dire cose che non ho detto. :-)
    “ci aspettiamo che questi interventi strategici comincino ad essere sempre piu’ quasi…istituzionalizzati…”
    “Non esiste un allenamento perfetto per tutti, ne esiste uno perfetto per te e’ un postulato che vale anche dentro la stessa academy dove da un lato le cose vengono rese accessibili a tutti ma dall’altro vale anche una certa differenziazione a seconda del tuo livello di gioco e delle tue capacita’ di apprendere…”
    Ma infatti.

  • 48.

    Ma infatti, Gus, avevo capito, ed era per approfondire…Volevo chiarire che da Bolletta non creano polli d’allevamento…a meno che tu non lo sia gia’ di tuo…Ad ogni modo e’ sempre una questione di buon senso.

    In via privata ti ho mandato un po’ di consigli per gli acquisti sui film…

  • 49.

    @ Gus…

    secondo me, stai prendendo un granchio…

    guarda che sia l’uso di servizi tattici che il NON uso di serviz tattici è comunque una nozione che tu, in quel momento, stai insegnando o impartendo all’allievo.

    Bisogna anche capire che non esistono servizi tattici o servizi non-tattici. Ogni colpo, nel tennis, ha una sua conseguenza e un suo scopo. Anche una semplice rimessa in gioco è un servizio con una sua logica, che viene assimilata dall’allievo.

    Non è iper-specializzazione…

  • 50.

    PER RAVVIVARE UN PO’ LA DISCUSSIONE E ATTIRARE UNO STRANAMENTE ASSENTE TED (che quando si parla di Bradenton di solita va in ipersalivazione) VI OFFRO UNO SCOOP: pare, forse, sembra…che la Shiskina non sia Cliente IMG e che anzi la madre paghi 150.000$ all’anno per avere accesso all’IMG, il Coach Personale, il Preparatore Personale… Questa e’ la voce che circola, queste sono le persone con cui ci dobbiamo confrontare … E
    Lo capite che e’ una lotta impari e che Mad Max era meglio se continuava a lavorare per l’aga khan se voleva aiutare la figlia a diventare una campionessa? (cosi’ come lo e’,lotta impari, quella del piccolo africano talentuoso nei confronti di Nicholas, sono io il primo a riconoscerlo…ma che ci posso fare? Per provare un principio non permetto a mio figlio di ottenere il meglio che gli posso offrire in quel momento? Posso essere d’accordo con AutarchiPedro in linea di principio ma poi devo confrontarmi con la realta’…)
    Una considerazione che mi e’ subito venuta alla mente e’ stata comunque questa: spendere 150.000$ all’anno per una bambina di 8-12 anni non puo’essere considerato un investimento perche’ solo se diventi la Sharapova (brava si ma soprattutto bella) puoi pensare di recuperare le spese con gli interessi…E allora, potrebbe semplicemente essere un miliardario kazako che decide di tirar fuori la propria famiglia dalla steppa e offrir loro una vita sicura e sana… Piuttosto che mandarli a Beverly Hills,LA o Manhatthan li manda a farsi il mazzo in Florida da Bollettieri… Ma se fossi Bill Gates, 150.000$ sarebbero noccioline…Se Berlusca avesse mandato Marina e PierSilvio da Bolletta magari avremmo avuto due Top 20 italiani?
    Lo so, lo so, mi sto arrampicando sugli specchi …

  • 51.

    Ma quello che volevo intendere e’: e’ piu’ da disprezzare il miliardario che decide di far fare una vita sportiva e dura al proprio figlio/a o quello che invece li mette a beverly hills 90210 e li lascia crescere a canne, parties e rock’n roll? I figli di Agassi e graf non faranno mai i tennisti professionisti perche’ i loro genitori sapendo quanto e’ dura la strada e quanto hanno sofferto non gliela faranno imboccare, probabilmente e’ anche gia’ tardi per il piu’ grande…A parte poi la pressione delle aspettative derivanti dal nome…Magari giocheranno a golf, come le figlie di Lendl (che si e’ trasferito dal Connecticut proprio a bradenton…le figlie frequentavano la leadbetter academy, dentro la stessa IMG…Lendl e’ anche apparso all’eddie herr, proprio durante un match di Quinzi… non so se frequentano ancora la Pendleton, ormai dovrebbero essere grandicelle … Comunque alla giornalista che gli chiedeva anni fa se non aveva paura di far mancare qualcosa dell’infanzia e dell’adolescenza alle proprie figlie lui rispose: Mancare cosa? Passare le giornate al Mall a ciondolare, fumare, bere, giocare alla PS e cazzggiare?
    Tipica risposta da repubblicano, ma insomma… Sto cercando di giustificare chi spende 150.000$ all’anno per far allenare la priopria figlia da un Personal Team all’;interno della migliore Academy (per logistica e organizzazione) del mondo… Se i soldi mi uscissero dalle orecchie, oltre a dedicarmi anche ad opere di bene, non escludo che potrei giungere alle stesse conclusioni… Magari vorrei continuare ad essere coinvolto e scommetto che per un altro cinquantino non avrebbero da dire!

  • 52.

    stefano
    scusa credo di avere perso qualche passaggio,ma la Shiskina non era tra quei pochi eletti he si allenno gratis a Bradenton?
    e se no lo è lei, che voi che l’avete vista giocare definite un fenomeno, allora chi?.
    Oltre a rimanere agghiacciato di fronte a queste cifre folli , osservando i vari tabelloni e prendendo in esame le ragazze del 97 che conosco,ne vedo alcune(es. Komardina) che volano dall’HH all’Orange B. per poi passare al Petit as e successivamente al TE di Farum e poi le incontrerò magari ad Helsinky..e via dicendo.E’ ovvio che le nostre pagheranno un handicap enorme(spero solo momentaneo) in termini di esperienza..
    in quali guai ci siamo cacciati !

  • 53.

    Andrew,
    per ampliare il tuo discorso potremmo dire che il cervello è sempre in funzione, ed apprende soprattutto quando non è cosciente. La cosa migliore, prima dei dodici anni soprattutto, è sempre l’esempio. La tattica è impossibile per un bambino a livello logico. Ma a quell’età è necessaria ed auspicabile. Al livello non solo di gioco effettivo ma anche come valido sistema di concentrazione nel presente (mentale).

  • 54.

    @Stefano avevo detto che sui costi del tennis non ci volevo più tornare!! La leggenda narra che il papà di Panatta fosse un custode. Un custode guadagna 150000 dollari annui? Io credo (o mi illudo) grazie all’idolo insieme a barazzutti dei miei anni d’infanzia che con poco più di 2700 euro di stipendio al mese tra me e mia moglie mia figlia riuscirà ad entrare a diventare nel tennis una professionista di spessore.

  • 55.

    “ad entrare a diventare nel tennis una professionista di spessore”. stavo scrivendo ad entrare nella top ten poi mi sono reso conto di avere eccessive aspettative e mi sono ridimensionato eh eh eh

  • 56.

    io mi accontento di top 10 nel doppio :-)
    A proposito siamo arrivati a 50 ore di ripetizioni dei fondamentali , ne mancano solo 9950

  • 57.

    a proposito ho letto ultimamente una serie di libri sul tennis e tutti gli argomenti trattati mi sembrava già di conoscerli grazie ai vostri consigli e alla vostra competenza
    COMPLIMENTI A TUTTI DEL BLOG

  • 58.

    Approfitto dell’intervento di Federico Di Carlo, nostro referente blog aspetto mental e volevo fare una considerazione riguardante il primo torneo individuale della mia bimba. Stavo riflettendo in questi giorni su quale fosse stata la cosa più positiva di tutta la giornata trascorsa per il fit ranking programm. Alla fine più delle vittorie, del modo di giocare e della coppa vinta secondo me la cosa più importante che sono riuscito a cogliere è stata la seguente: prima di passare alle premiazioni bisognava ultimare la finale di un’altra categoria dove era impegnata una bambina del 2001 del nostro stesso circolo, ebbene mia figlia si è voluta spostare dal bar alla tribunetta per guardarla giocare e fare il tifo per lei a dimostrazione del coinvolgimento totale nella disciplina. A tal proposito oggi il mio maestro mi faceva l’esempio di un conoscente noto appassionato di tennis, classificato, giocatore abituale e nella vita medico. Quest’uomo che va pazzo per il tennis ha una bimba di anni 5 come la mia e pur cercando di coinvolgerla portandola a giocare non trova riscontro in termine di interesse, anzi la figlia cerca proprio di scappare dal campo. Questo per tornare anche al discorso di Stefano e sulle figlie di Lendl, del resto come abbiamo scritto un figlio di grande professionista del tennis ancora mi pare non si è visto, mentre nel calcio ad esempio Maldini figlio è diventato più grande di MaldINI padre.

  • 59.

    Si, Francesco, anch’io pensavo(speravo?) che la Shiskhina fosse IMG Client, sponsorizzata in toto…l’avevo dato per scontato vedendola seguita da coach personale (dennis), vedendola lavorare con Nakamura vedendola giocare con sparring diversi e fare partitelle con giocatrici di diversi greuppi…una vera pro… Ma poi è uscita questa voce…Relata Refero…

    Altri tempi quelli di Panatta e Barazzutti…del resto Pietrangeli nel libro intervista a lui dedicato da Lea Pericoli Nicola confessa che se fosse vissuto in quest’epoca si sarebbe dedicato al tennis con molta maggiore serietà e impegno visto i soldi che circolano ora… Ai suoi tempi non ne valeva la pena …

  • 60.

    Intanto volevo dirvi che qui in Florida e’ un freddo cane, spesso alla notte si arriva vicino ai tre quattro gradi e sono tre sere consecutive che accendiamo il camino in casa e Nicholas e’ felice, dice che gli ricorda il nonno, poi vi diro’ anche di un Nicholas malinconico che affiora qua e la’. In accademia si stanno assestando le nuove schedule e continua ad esserci un’aria molto movimentata con molti coaches sui campi e un Paul Forsyth ipercinetico che va e controlla tutto e tutti, e ha qualcosa da dire a tutti, si informa sui particolari degli allenamenti, chiede a uno e’ riuscito a fare quel movimento con lo slice, a un altro se ha ancora quel problema con il servizio, ne ha una per tutti e il messaggio che io percepisco e’: mi interessa ! E credo che questo sia un messaggio fondamentale per i ragazzi e aggiungo che bisogna anche non serve mentire, loro se ne accorgono e lo sentono. Un po’ tutti i coaches stanno adottando questo atteggiamento e proprio la prima settimana del nostro rientro fu Ali il primo a dirmi che avevano avuto parecchie riunioni e che lui aveva detto parlando di Nicholas che bisognava cominciare ad apprezzare quello che faceva di buono e che uno come Nicholas aveva bisogno di sentirsi dire che sta facendo bene e cosi’ e’ stato. Un po’ tutti i coach mi sembra abbiano un’aria positiva ed entusiasta come ai vecchi tempi e devo dire che io sento meno le grida di Red. il coach dell’elite program che di solita caccia delle urla a tutti(per me insopportabili) ma sento Paul che incita i ragazzi e a volte grida ‘spectacular’ se vede uno lavorare davvero bene. Due giorni fa Nicholas si avvicina a Paul e gli chiede cosa deve fare se qualche volta (compiti permettendo) volesse fermarsi a fare dei servizi e Paul si illumina e gli dice (tutto in inglese ovviamente) : ” …ma vieni, ti do il mio basket, ti do il mio lock, ti dico la combinazione, vieni, vieni domani, guarda ci sono i coni, la palla medica, e’ tutto tuo…dai vieni domani a quest’ora, ok?” E ieri Nicholas era la’ e lo ha fatto giocare contro una ragazza cinese grande e brava e Nicholas l’ha battuta 63 64 e mentre lo accompagnavo a riportare lo score a Mark ( un’altro dei direttori che segue i ranking), cosa che adesso e’ assolutamente obbligatoria, mi diceva che era contento ma che al pomeriggio non si era piaciuto perche’ aveva perso al terzo da un cinese che e’ nel suo gruppo non so se nuovo full timer o short timer, comunque Nicholas mi diceva che al terzo era 5 a 3 e poi si e’ distratto ha perso un po’ di concentrazione e l’altro che ha anche lui un killer forehand ha preso il vantaggio…Questa mattina poi Nicholas mi dice mentre va a scuola:’ spero proprio che non piova perche’ oggi devo andare con Paul alle 5 e mezza”……quello che vi ho descritto in queste ultime righe e’ un nuovo Nicholas, e’ un Nicholas che comincia ad avere un senso di appartenenza che comincia a non fare piu’ resistenza ma che collabora e che forse dico forse comincia a divertirsi davvero e qualunque cosa succeda se anche non sara’ il tennis, mi piace quello che vedo.

    Gia’ che ci sono vi dico anche gli assestamenti di IPI, appurato che sono riusciti a trovare il modo per accontentare Stacy e il suo amor proprio, finalmente gli hanno tolto Nicholas di torno mettendolo nel gruppo che gli compete, quello di TA, persona che,come prima impressione, si rivela di tutt’altro spessore. Il lavoro che fa fare e’ continuo armonioso anche nei recuperi, non lascia spazio a iniziative personali, i ragazzi lo stanno a sentire e anche lui impartisce ordini, ma per qualche mistero tutti, anche Nicholas esegue senza batter ciglio e a cadenze quasi regolari attira l’attenzione di tutti richiedendo a voce ferma ‘one clap’ ‘two claps’ e tutti all’unisono battono le mani e via che continua mostra cosa devono fare, da’ il ritmo col fischietto, semplice, deciso, dinamico, nessun tempo morto. Chissa’ fra un po’ cambiero’ idea ma al momento mi piace, a Nicholas piace e lui ha detto a Nicholas di essere orgoglioso di averlo nel suo gruppo. (Breve parentesi: Stacy e’ una persona gentile , mi ha anche chiesto scusa per la storia della palla medica, e’ sicuramente un bravo coach non per ogni situazione, forse per ragazzi piu’ grandi forse per chi fa sport di squadra e forse deve completare la sua formazione di coach educatore e diventare un po’ meno permaloso).
    Allora vi aggiorno su come e’ cambiata la schedule: all’una e trenta tutti i ragazzi si trovano al campo 8 dove comincia la prima fase di riscaldamento. Credo che questa sia ancora una fase soggetta a cambiamento nel senso che per ora tutti si trovano su due o tre campi adiacenti per imparare tutto quello che si deve fare per riscaldarsi prima di iniziare l’allenamento ma poi penso che ogni gruppo trasferira’ questa fase direttamente sul proprio campo sul quale si allenera’. Questo riscaldamento e’ fatto dai preparatori atletici insieme ai coaches di tennis consiste nella solita corsetta intorno al campo, con tutte le andature, poi nella direzione della larghezza del campo vengono fatti eseguire esercizi di stratching dinamico (!!!), alcuni suiside eccetera, tutte cose che abbiamo sempre fatto anche noi. Poi ognuno va nel proprio campo dove inizia l’allenamento e ogni gruppo viene abbinato ad un altro gruppo (e ogni giorno l’abbinamento e’ diverso) e alcuni giocatori di un gruppo si incontrano con quelli dell’altro gruppo in un match completo e il risultato deve essere comunicato appunto a Mark Dalzell. Gli altri giocatori si allenano regolarmente e altri giocatori ancora vanno ad uno ad uno nei campi dove si fa lo special help, sezione che e’ stata decisamente ampliata, e qui ognuno lavora intensamente per mezz’ora su quello che deve migliorare, aggiustare. La richiesta di special help puo’ partire dal giocatore stesso che vuole lavorare di piu’ su una cosa oppure viene decisa dai suoi coaches. Tutto questo continua fino alle 4,30. Una volta alla settimana ogni gruppo fa un’ora di war room e una volta alla settimana gli allenamenti si svolgono ad academy park, dove vengono osservati anche dai responsabili del mental conditioning anche se poi questi girano un po’ in tutti i campi, raccolgono materiale che sara’ poi analizzato negli incontri che fanno con gli allievi. Alle 4,30 inizia il nuovo IPI . I ragazzi sono tuttora divisi in tre gruppi, ogni gruppo una volta alla settimana lavora con Pat Dougherty che era una volta veniva chiamato dr.serve e che e’ un esperto di biomeccanica e da gennaio e’ stato affianacto ai coaches di IPI per coordinare la preparazione fisica dei tennisti. L’allenamento con Pat e’ praticamente tutto quello che noi abbiamo sempre fatto fare a Nicholas e che era alla base dello Strategy Zone. Lui insiste molto sulla posizione fondamentale, sugli appoggi, sulla interdipendenza della parte superiore del corpo e quella inferiore, sulla capacita’ di ruotare l’upperbody e far seguire le gambe mantenendo la posizione fondamentale (ginocchia leggermente flesse, peso sulla parte anteriore del piede). Ieri facevano esercizi a due a due con l
    elastico trattenuto in vita e a turno uno doveva opporre resistenza e l’altro doveva scattare lateralmente facendo attenzione a fare il passo incrociato , esattamente le cose che abbiamo fatto fare per mesi, anni a Nicholas. Pat chiama spesso Nicholas a far vedere come si fanno alcuni esercizi e la settimana scorsa dopo che avevo visto il primo allenamento e gli avevo detto che mi era piaciuto molto Pat mi ha risposto : Uh, it’s a pleasure to work with your son!” Vamola’!!! Tornando alla schedule gli altri giorni quindi Nicholas lavora con TA sempre sul campo da tennis e con coaches di tennis ad assistere. Credo di avervi annoiato abbastanza.

  • 61.

    …dimenticavo di dirvi del Nicholas malinconico…qualche giorno fa siamo andati a comprare alcuni cd fra cui David Gray con Full steam e appena lo abbiamo cominciato a sentire lui mi dice: ‘…ma e’ incredibile, basta che io senta questa musica e mi ricorda quando torno dall’allenamento col daddy in macchina, e arriviamo a casa e ceniamo…e’ incredibile, ma proprio subito mi sembra di essere la’!’ e io gli ho detto che beh era bello che cominciava ad avere le sue memories, i suoi ricordi e lui mi dice :” si ma e’ anche un po’ triste!”

  • 62.

    @gabri
    accendiamo il camino in casa e Nicholas e’ felice…

    Di tutto l’ambradan di Nicholas è la cosa, di quelle che ho letto, che mi messo più di buon umore stamattina.
    Qualche mese di adattamento alla situazione nuova, per quanto potesse già essere un giramondo, al ragazzo bisognava concederlo, e da quello che scrivi comincia a carburare anche nel tennis. I conti vanno fatti dopo almeno un anno di permanenza e mi pare che la impostazione (made in gabristef) del ragazzo giochi del tutto a suo favore. Anche dal punto di vista del carattere la situazione non può che migliorare al e nel confronto con tanti coetanei e pari e, anche quì, che sia un pò esuberante gli dà un piccolo vantaggio.

    Quello che risalta è comunque la capacità di quell’accademia di adattarsi alle necessità dei ragazzi. Sarà stato per il vostro intervento, ma come scrive Stefano, cambiamenti erano già in atto, ma quella capacità di adesione o c’è o non si può improvvisare…. in Italia, probabilmente, vi avrebbero consigliato di cambiare accademia. L’America è grande anche per questo…

  • 63.

    Pinot, come dicevo, anch’io sono convinto che molte cose avevano già in animo di cambiarle e magari noi abbiamo contribuito a dare solo l’ultima spinta…Io sono comunque contento di non essermi limitato ad aspettare ma anzi di aver ,esso per iscritto il mio feed back costruttivo. Almeno adesso nessuno mi potrà dire che non capisco nulla…A forza di prendermi sempre dei gran rimpalli da Mad Max qualche dubbio cominciava a venirmi …Scherzo! Ma almeno tutti i cambiamenti in atto alla Bollettieri io li avevo messi sulla carta o li aveva espressi a voce Gabrì nel Meeting prima di Natale, dalla maggior attenzione individuale (Special Help di routine e non semel in anno…) all’IPI trasportato sul campo da tennis e ai Drills di Pat Dougherty implementati by default nella schedule settimanale …
    La cosa che faccio fatica a capire io invece è come ci si possa ‘incartare’ sui 10-15′ di stretching e poi … basta, non si scrive più, perchè tanto sono tutti una manica di … Alla fine da un lato ci sono quelli che scrivono solo per proferire il Verbo e per stangare chi non s’accoda, e dall’altra ci sono quelli che aspettano solo di stangare quello che vuole stangare … Di questo passo alla fine a poco a poco ci saranno solo i miei articoli-resoconti, tre-quattro commenti di bravo, bene, bella storia, come scrivi bene (che fanno sempre piacere, per carità) e nulla più… Per cui mi trovo a domandarmi, mentre un acquazzone tropicale scuote alle fondamenta il mio compound, quale sia veramente il significato di un blog come il nostro? La condivisione di esperienze. Lo scambio di informazioni. Ora io capisco anche Archipedro che ha il suo blog e quindi preferisce scrivere lì sopra (non capisco però perchè ora frammenta i suoi pezzi in 30 suoi commenti…), rinuncio a capire le ragioni alla base dell’ira funesta del pelide madmaxachille pur continuando a sperare che ritrovi presto la smarrita via del nostro blog che, riconosco, senza di lui non è la stessa cosa, MA INVITO DUNQUE TUTTI GLI ALTRI a rimettersi indiscussione e a raccontarci un po’ dei loro pargoli, dei loro allenamenti, delle loro programmazioni e aspettative e delle difficoltà delle prime tempeste ormonali (Bogar, in questo caso sei giustificato) … Possibile che siam capaci di produrre montagne di posts solo per scannarci a vicenda sui 15-20′ di stretching dinamico, posturale o ballistico?

  • 64.

    Non ho capito ci siamo persi Mad Max??? Secondo me sta scrivendo su un forum di ippica ormai e scambia consigli con l’Aga Khan :) :) (Scherzo!!!!)

  • 65.

    Effettivamente vi siete scannati per 15/20 minuti di Stretching al punto tale che il buon Commentucci che di solito cerca di essere al di sopra delle parti, mi pare si sia lasciato andare a libero sfogo. Io qui da voi sto imparando tante cose e a dire la verità più che da Stefano da Madmax per cui mi auguro vivamente che torniate tutti a scrivere magari anche per sentito dire se però la fonte delle vostre informazioni è certa in serietà e competenza. Buona domenica a tutti. Ieri e oggi per me niente tennis con bimba, ha un pò di tosse, meglio evitare. Siamo ancora nella fase delle tre esse in ordine seguente SALUTE, SCUOLA, SPORT. Penso cmq che in un futuro ancora lontano al massimo si possano invertire secondo e terzo fattore, la salute è indipendente da qualsiasi vittoria anche prestigiosa.

  • 66.

    63 – (non capisco però perchè ora frammenta i suoi pezzi in 30 suoi commenti…)

    Ci sono degli approfondimenti che mi sono costati del tempo… li metto in condivisione volentieri… se frazionati, diventa più scomodo copia-incollarli, come ho visto accadere in rete per molti contributi tecnici rilevanti, dei quali non si capisce più chi sia l’autore. Ecco la risposta, sempre che la domanda fosse sincera… (perché non m’interessa nulla che si pensi che il mio mini-blog é molto frequentato…)

    Ho chiarito… finiamola qui, grazie :-)

  • 67.

    Raccolgo l’invito di Stefano ed approfitto di un momento di calma per raccontare quello che si fa in Turchia, dei problemi e delle aspettative. Niente di esilarante confrontato alle avventure di Nicholas, una routine abbastanza scontata di “fai da te” frammista a qualche allenamento strutturato con il maestro francese o con il coach locale. La novità è l’abbandono del Circolo nel quale si allenavano tre volte la settimana e la riprogrammazione del lavoro. La percezione che le cose non andassero come avremmo voluto l’abbiamo avuta fin dall’inizio: il gruppo nel quale erano stati inseriti i miei figli era troppo eterogeneo e il lavoro svolto non di eccellenza. Abbiamo cercato di trovare una soluzione alternativa senza successo. Rimpiangiamo solamente il preparatore atletico, per il resto un po’ di delusione. Adesso ci arrangiamo come possiamo ma fortunatamente abbiamo un campo coperto riscaldato ogni sera che ci attende e che ci permette di lavorare nonostante le condizioni meteorologiche proibitive . Complessivamente vengono fuori dalle 10 alle 13 ore di tennis giocato la settimana a cui vanno ad aggiungersi 6-7 ore di preparazione atletica e attività svolte parzialmente a scuola come integrazione delle ore di educazione fisica. La partecipazione al “gruppo sportivo”consente loro di gareggiare in sport alternativi quali basket, pallamano ecc.
    Per quanto riguarda i problemi, quelli non mancano mai e cerchiamo di fronteggiarli uno alla volta. Il problema più grosso è quello dell’allenamento serale: anche se le ore di sonno sono rispettate l’accumulo di adrenalina prima di coricarsi è controindicato e alcune volte la cena è posticipata. D’altronde la scuola per il momento è prioritaria. Le aspettative? Di concreto non c’è niente sono solo idee e fantasie. Preoccupa il forte “invasamento” verso Federer venerato e contemplato da uno dei miei figli, osannato e glorificato come un Dio sulla terra: ovunque i suoi post, riviste in cui lo raffigurano, le sue immagini e le sue vittorie appiccicate ovunque sui muri della camera sotto lo sguardo indifferente del fratello gemello più maturo e riflessivo. Anche lui però è spesso contagiato e trascinato nel vortice e risponde esortando il fratello ad assistere all’ultimo filmato apparso su internet riguardante Federer. Una caratteristica dei gemelli è proprio quella di imitarsi e influenzarsi a vicenda, si auto-stimolano nutrendosi dello stesso pane e condividendo le stesse passioni pur partendo da interessi diversificati. E accaduto nel passato (parlo di quando avevano sei, sette anni) e continua tutt’oggi: se ad uno interessava il tennis l’altro il calcio, quindi quando uno voleva giocare a calcio convinceva l’altro a giocare con lui e se l’altro voleva giocare a tennis faceva a sua volta la stessa cosa. Il bello era che “la partecipazione al gioco” non era scontata ma procedeva con un rituale ben preciso che iniziava con il rifiuto deciso che andava man mano attenuandosi nel tempo finchè dopo estenuanti compromessi e ricatti finalmente arrivavano a giocare assieme e poi…non volevano più smettere. E dirò di più, il fratello che un tempo preferiva il calcio adesso è il più appassionato di tennis e da mesi sostiene che vuole fare l’Accademia. Poiché temo che per l’effetto contagiante questa idea possa balenare anche nel fratello sono in allerta perché da un momento all’altro mi aspetto che dica …”anch’io voglio fare l’Accademia”. Per non essere colto impreparato mi sto “segretamente informando” su eventuali strutture che possano accoglierli durante il percorso post-scuola dell’obbligo e sto prendendo contatti con l’Italia (Brett, Match-ball) e la Spagna (CIT, Sanchez) . Invito i genitori che sono nella mia stessa situazione o che hanno fatto esperienze in tali strutture a farsi vivi per evitare di commettere errori che altri hanno commesso o per condividere l’esperienza. E’ chiaro che per non essere illuso da false aspettative attendo le verifiche dei tornei ETA e Nike ed altri a cui parteciperanno nel periodo primavera estate ed inoltre valuterò bene le motivazioni e “the passion” che i miei figli avranno… dopo le tempeste ormonali che sono attese a breve.

  • 68.

    @andrew

    se tu chiedi un kick esterno da sinistra ad un ragazzino di 10 anni, per me stai facendo un discorso tattico che lo obbligherà a fare delle cose che secondo me a quell’età non servono e anzi potrebbero persino essere controproducenti.

    Scusate sarò breve perché il mio computer ha deciso di spegnersi continuamente. :-)

    E’ un punto di vista è chiaro che posso sbagliare.

    :-)

  • 69.

    Concordo con Gus, ma credo che si era capito da mie precedenti esternazioni! :)

  • 70.

    @Gus…

    ti rispondo citandoti:

    se tu NON chiedi un kick esterno da sinistra ad un ragazzino di 10 anni, per me stai facendo un discorso tattico che lo obbligherà a fare delle cose che secondo me a quell’età non servono e anzi potrebbero persino essere controproducenti.

  • 71.

    Archie, devi davvero avere una così bassa stima di me se pensi che anche una semplice (e normale) curiosità sul perchè uno invece di scrivere tutto di seguito frammenti un articolo in 30 posts… Quindi lo fai per scoraggiare chi fa il copia e incolla? E perchè mai? Io per es ho copiato e incollato i ruoi esercizi (molti simili a quelli che facevamo noi) e in effetti queste cose potrebbero essere ‘PRATICAMENTE’ utili a chi si ritrova a dover fare di testa sua e non ha intenzione di comprare tutti i libri che io ho suggerito… Tra l’altro mi era venuto in testa come idea di buttare giù, come facevamo una volta, le training schedule così che oltre a tanta filosofia si potesse parlare anche di pratica e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal vedere che tu l’avevi già fatto…tutto qui. Credo solo che attraverso spaziotennis tu possa raggiungere un maggior numero di persone… Ma come sai sono stato io uno dei primi a pubbliccizzare il tuo blog e ad invitare tutti ad andarlo a leggere.

  • 72.

    Allenamenti, tecnica, fare le cose giuste mi sembra che la mia pargola stia progredendo, d’altra parte mi rendo conto che che 4/6 ore a settimana di tennis sono proprio il minimo,ma vista la situazione logistica va a scuola fino alle quattro e mezza più un ora per arrivare ai campi…finchè non finisce la quinta elementare non si può fare di più.I risultati per adesso pochi nel senso che ha giocato solo 3 partite ufficiali da inizio anno: vinto con una nc del 99 ed una 4.4 del ’96 perso con un altra 4.4 con in entrambi i set set vari set pont a suo favore, partita da vincere, ma persa, non excuse come dici tu stefano…penso che il suo livello adesso a dieci anni e mezzo cmq sia quello di una 4.4 mentre a livello di velocità di palla si avvicina ad una 4.2 a grandi linee, i fenomeni sono altre mi rendo conto…( sicuro prenderebbe una sonora batosta dalle top bollettieri girl end song) ma cmq dopo solamente due anni di tennis prima faceva ginnastica e pallavolo è un inizio…Dal punto di vista tecnico, il maestro ed io ex terza scarso, stiamo cercando di lavorare su tutto senza trattare nulla in particolare, parola d’ordine è la completezza del gioco e aperture più possibili contenute.
    Le qualità che mi sembra di vedere in mia figlia sono: buona potenza muscolare, ottima elasticità, difetti non sufficiente la reattività di piedi manina un po’ grezza…ma in evoluzione (datemi una speranza). Ieri dopo due ore e mezzo perde il match sopra citato con sette set point nel primo set e tre nel secondo a suo favore, mi dice: papà il primo set ho giocato da schifo (vinceva 5/2 40 a zero) il secondo meglio e mi sono proprio divertita sono andata anche a rete ed ho giocato più agressiva, dopo neanche 10 min.giocava in doppio (vinto) e sprizzava felicità da tutti i pori…mi sembra che stia iniziando ad amare il gioco indipendentemente dal risultato, posso dire in questo caso di aver passato una giornata perdente ma felice…

  • 73.

    In effetti…mi piace questa sorta di censimento, in cui ognuno racconta lo status dei propri pargoli…Dovremmo farlo ogni tre mesi e poi andare a ricontrollare…una sorta di autocoscienza … Altrimenti, non riesco a capire che senso abbia…uno s’incazza se si dice che forse lo stretching prima dei matches e’ meglio che no, un altro si offende perche’…, andrew continua a profetizzare la Fine del Mondo (dei Circoli),e tutti continuano a non raccontare un c@$$% e se dal dialogo o dal semplice raccontare le proprie sedute d’allenamento possono emergere spunti di riflessione, dal silenzio nasce solo l’errata convinzione di aver ragione…

  • 74.

    Ciao Simplypete,
    credo che uno dei ruoli più importanti nell’educazione di un tennista da parte di un genitore sia quello di dar senso alla sconfitta e non alla vittoria. Non esiste lezione più importante per un bambino che apprendere dai PROPRI errori. I bambini devono osare per scoprire ed apprendere da loro stessi. E se tua figlia riesce a prendere una sconfitta con la mentalità di cui dici, vuol dire che da genitore stai facendo un buon lavoro.

  • 75.

    @ stefano,

    l’argomento shishkina, francamente non mi affascina più di tanto. non saprei cosa dire. le cose che hai scritto qui sono a me più o meno note. sinceramente non vedo grossi spunti per una discussione. ecco, al limite, visto che parli di special help, forse varrebbe la pena spiegare meglio agli altri dudes cos’e’ lo special help, descivendone una sessione.
    poi, sai, in generale, non è molto stimolante postare quando non sei libero nella scelta degli argomenti.

  • 76.

    Ted perche’ invece non ci parli da genitore, sai questa e’ una rubrica genitori e figli e la cosa deve essere interessante per loro. E’ interessante per uno che segue il tennis come te sapere cosa farebbe da genitore, con tutto quello che hai visto potresti tu scrivere qualcosa di interessante per noi, cosa faresti dove andresti come pensi che debba essere la programmazione di un futuro giocatore, prova a far finta di voler fare di tuo figlio un giocatore e dicci (ho detto fai finta, perche’ so che rtispondi che non vuoi che tuo figlio faccia il tennista, quindi come risposta non vale!)
    E comunque la sessione di special help e’ molto semplice: a seconda delle giornate e cioe’ della disponibilita’ dei coaches ci sono un certo numero di campi con un coach ognuno e a rotazione vengono mandati i ragazzi per una mezz’ora di allenamento uno ad uno, quindi se ci sono tre o quattro campi per special help in un pomeriggio almeno una ventina di ragazzi lavora singolarmente su una cosa specifica. Va detto che adesso spesso anche gli allenamenti normali si svolgono spesso con solo due giocatori in campo che devono eseguire determinati patterns, seguiti da un coach che controlla e istruisce.

  • 77.

    Ted, tu ti stimoli solo a parlare del nome del cognato di Margie Zesinger o di dove ha fatto le scuole Red Ayre o della entry list U12 del torneo di Tallhassee…Sulla stimolazione che mi davano certi tuoi posts, non ho mai fatto mistero(uah!uah!uah!) per cui non posso certo offendermi se ti annoiano le discussioni sullo stretching,sul fatto che i genitori della shiskhina pagano 150000$ all’anno (e non dire che lo sapevi gia’ perche’ anche tu hai scritto che era una cliente Img) e sulla Preparazione Atletica nel mondo….Pero’ permettimi di contestare l’ultima frase: qui ognuno e’ libero di dire quello che vuole, basta che poi sia in grado di sopportarne le conseguenze … Per esempio abbiamo (forse) fatto arrabbiare Mad Max e lui se ne e’ andato, speriamo solo momentaneamente : le conseguenze le paghiamo noi,e soprattutto Bogar, la prossima volta staremo piu’ attenti … a non nominare il nome di Buzzelli invano! SCHERZO!!!!!!
    Prossimo argomento: importanza dell’ipod nell’allenamento dei propri figli e quale musica inserire per farli allenare al top

  • 78.

    Nel Super series giocato a Englewood questo week end, Nicholas, dopo una bella partita contro Zachary Bessette, e’ stato fermato nei quarti da Diez Javier (che oggi e’ in finale) un giocatore della Snachez Casal di Naples, un ragazzo di 14 anni certamente piu’ maturo fisicamente di Nicholas, ma Nicholas poteva giocarsela. C’e’ una barriera che si sta via via delineando ed e’ qualcosa di cui parlare con i coaches. Questa barriera non e’ fatta di tennis o per lo meno non lo era in questa partita e’ una barriera fatta di scelte automatizzate, di fretta nella chiusura pur giusta nella tattica, di fiducia, di insistenza e perseveranza che dovrebbero arrivare con l’esperienza, ma anche costruite. Stefano in un commento aveva spiegato benissimo la sensazione che si prova quando ci si e’ persi per strada e poi all’improvviso si riconosce una casa, un incrocio un dettaglio che ci fa di nuovo orientare e allora ci si sente di nuovo padroni e sicuri dei nostri passi…beh io credo che questa sia la barriera di Nicholas al momento, credo che sia una sorta di smarrimento che avviene in certe partite a cui segue la fretta per provare a ritrovare la strada e cosi’ i suoi errori determinano la partita anche piu’ delle abilita’ dell’avversario.
    Credo che vedro’ un salto di qualita’ in Nicholas quando lui capira’ che i sentieri li riconoscera’ in partita solo se li avra’ percorsi tante volte in allenamento e che deve far tesoro di tutte le esperienze che fa ogni giorno in accademia e le deve mettere nella sua valigina per ritirarle fuori quando si ripresenta l’occasione.
    Di buono c’e’ che e’ riuscito a stare abbastanza calmo, su questo fronte sta sicuramente impegnandosi, non se l’e’ presa con l’avversario e addirittura i giudici (uno dei quali l’anno scorso era stato mandato violentemente a quel paese da Nicholas) gli hanno mostrato la loro simpatia.

  • 79.

    da genitore sarei attraversato da sentimenti contrastanti:

    - da un lato contento, in quanto consapevole della bellezza dell’esperienza che i miei figli si accingono a compiere;

    - dall’altro serenamente preoccupato della difficoltà statistica della cosa

    Ho poche certezze ma di una cosa son sicuro: eviterei l’Italia come luogo di allenamento. In Italia ci sono buoni professionisti ma l’enviroment è piuttosto triste. Non so se vi è mai capitato di entrare in club e uscirne con un senso di angoscia, debole, svuotato, minuscolo come un insetto che si infila sotto i piedi della gente. L’immagine che ho in mente è quella dei film di Vanzina che a me non fanno assolutamente ridere.
    Oggi come oggi, probabilmente anch’io opterei per Bollettieri. Ma prima di fare qualsiasi mossa, vorrei comprendere a pieno se una scelta del genere sia realmente gradita dai miei figli. In caso affermativo, beh giocoforza sarei costretto a rivedere le priorità della mia vita. Investirei buona parte del mio patrimonio in un hedge fund di cui mi fido ciecamente e a quel punto farei di tutto per entrare in Img. Scherzo :-)
    Curerei molto la crescita mentale e culturale dei miei figli. Che è più o meno quello che faccio nella vita reale. Lo farei dandomi un metodo, senza fidarmi delle intuizioni. Poi diventerei un ultra’ del profit, al punto tale da fondare un associazione di IMG Academies parents. Sai che figata! Scherzi a parte, un po’ di lobbying non fa mai male, soprattutto se fatta per una nobile causa.

    Sulla Shishkina: mi stai riportando un rumor, per cui lo prendo come tale. quando e se la voce sarà confermata, ci ragionamo su. OK?
    Piuttosto, una notizia ufficiale te la do io: IMGA ospiterà i campionati studenteschi 2010 in estate presso l’Academy. Un autentico colpaccio per alberghi e commercianti locali, onore al merito di chi ha reso possibile la cosa.

    Tornando alla realtà dell’ academy, ad esempio sarebbe interessante una discussione sull’organigramma del junior tennis, per capire in base a quale criterio vengono formati i gruppi di allenamento e se c’e’ spazio per razionalizzare le scelte. Mi interessa anche il costume sociale: degli Stati Uniti ho sempre adorato questa cosa chiamata “Spring Prom”, che probabilmente voi conoscete, cui sicuramente gabri assisterà a fine marzo mi pare. Ci sono talmente tanti aspetti interessanti, ma vi prego basta con lo stretching, basta con la regola, la formuletta da vademecum del genitore del tennista. La prima regola di questo gioco è che non esistono regole rigide, valide in tutti i casi. Per cui genitore illuminato è colui che è capace di comprendere la realtà, con il suo relativo grado di complessità.

    Tutto questo non perchè faccio del giornalismo d’inchiesta un po’ pettegolo come dici tu. Io non faccio giornalismo nè d’inchiesta (gli anni settanta sono passati da un po’) ne’ pettegolo. Semmai cerco di dare un taglio post-moderno al mio lavoro: tutto è stato già detto, scritto e teorizzato. Proviamo a valorizzare altri aspetti, a fare qualche esperimento per rendere meno triste e più innovativo il prodotto finale per il lettore.

    Sull’ipod opterei per il meglio di tutti i generi musicali. Compreso qualche buon artista italiano. Senza pregiudizi verso la roba esageratamente commerciale. Mio figlio adora “tik tok” di Ke$ha, che in effetti è un tune che fa ballare anche i cadaveri. A fini di training non mi dispiacciono i tormentoni di Lady Gaga (tipo bad romance), tanto per restare sul trash. Per l’atletica suggerei la musica elettronica con matrice dub-electro, come quella di Kruder & Dorfmeister e di tutta quella scena mitteleuropea. Non sottovaluterei i Beatles. Del grunge prenderei solo gli Smashing Pumpkins. Sono un estimatore dell’hip hop per cui sacchereggei a mani basse il repertorio old school e tutti i pezzi che hanno fatto la storia di questo genere musicale che ha soppiantato il cantautorato. Non so Grandmasterflash & Furios Five con l’anthem “White Lines” o i de la soul, il primo Q-Tip oppure pezzi straordinari come “bombs over baghdad” degli outkast. Infine la new wave dei talkin heads (prendi chesso’ once on a lifetime) o il rock americano un po’ tamarro dei pixies. Le ragazze ascoltano molto Beyoncè e Taylor Swift. Della prima vedrei bene: craxy in love, listen e if i were a boy. Mentre di Taylor, quasi tutto l’album si presta benissimo.

  • 80.

    Si avevo letto di questo Diez Javier che è un 8th Grader, un ’96 tanto per parlare chiaro. Che in Italia potrebbe essere, diciamo, un 4.2 di quelli che devi battere. che non si battono da soli.
    Il resto di cui parli è molto interessante, forse andrebbe approfondito. Quello che mi arriva cmq è che meno mono-dimensionale sei, meno difficoltà incontri. Che è come scoprire l’acqua calda, mi rendo conto. Ma tanti ragazzi imparano a giocare molto bene in solo modo e e quando trovano un avversario che non permette quel gioco, perdono il bandolo della matassa. Non esiste una ricetta in questi casi, ma sicuramente aiuta molto variare. Variare partner di allenamento, variare avversari di match play, provare a fare cose nuove in allenamento. Anche crazy o for fun, l’importante è uscire ogni tanto dalla routine.

  • 81.

    dimenticavo, a gabri volevo chiedere se per caso e englewood o a bradenton ha mai incrociato gabriel karantantcheva, di cui mi ha parlato sua sorella. e’ un under 12, ma mi sa che fa il turno del mattino.

  • 82.

    “Ho poche certezze ma di una cosa son sicuro: eviterei l’Italia come luogo di allenamento. In Italia ci sono buoni professionisti ma l’enviroment è piuttosto triste. Non so se vi è mai capitato di entrare in club e uscirne con un senso di angoscia, debole, svuotato, minuscolo come un insetto che si infila sotto i piedi della gente.”

    questo scrive Ted…

    e poi sono io che predico la fine del tennis in Italia…

  • 83.

    Ciao Gabri,
    quello che scrivi a proposito dell’approccio mentale alla gara è sacrosanto.
    La differenza di attitudine tra gara ed allenamento, la sicurezza mentale in se stessi e nelle proprie capacità che deriva dall’aver lavorato duro in allenamento, la calma interiore che viene dalla consapevolezza di dare il meglio di se stessi. Queste sono tutte cose di cui Nicho si deve appropriare attraverso quella che si è soliti definire “first hand experience” e con la supervisione di chi lo allena tutti i giorni in mezzo al campo.

  • 84.

    Condivido il discorso di Gabri su le certezze dell’allenamento, ma condivido solo in parte il discorso sull’ambiente italiano, è un problema che esiste e rende le cose più complicate ma qualche oasi felice mi è capitato di incontrarla ma non voglio fare nomi, diciamo che tra i 14 ed i 18 anni Nicholas qualche posto vicino casa dove allenrsi, dove l’ambiente è positivo lo potrebbe trovare e più avanti decidere cosa fare e dove andare….ripeto i problemi dell’ambiente ci sono ma anche quello di dover girovagare fin da bambini lontano da casa può esere un problema…bisogna fare delle scelte ma qualche isola più o meno felice io l’ho vista..magari non sono organizzati come in america, sono più ruspanti e genuini ma qualcosa di buono c’è….

  • 85.

    Dando seguito al giusto suggerimento del nostro Stefano, cercherò di fornire alcune informazioni (che spero possano essere utili ad altri genitori nel prossimo futuro) sul torneo TE Under 14 – Stork di Oetwil am See (nei pressi di Zurigo).

    Viaggio dalla Lombardia piuttosto tranquillo (anche se vi erano rischi di possibili nevicate oltre il Gottardo); passato il Gottardo, il navigatore TomTom consiglia strade statali (lasciando l’autostrada che porta verso Lucerna-Zug-Zurigo); effettivamente sono strade piuttosto buone e ben curate e si possono percorrere tranquillamente.

    Passato il ponte sul lago di Lugano nei pressi della cittadina di Rapperswil, si giunge ad Oetwil am See (cittadina ESTREMAMENTE tranquilla e curata).

    Per gli alberghi, consiglio di consultare il sito del circolo http://www.sportcenter-stork.ch/ che riporta varie alternative.

    A proposito, se vi interessa, è possibile sul sito (attraverso una web-cam) vedere i matches sul Campo 1 in tempo reale.

    Il circolo è piuttosto bello, con annesso ristorante (cucina italiana “con variazione germaniche” e cuoco molto simpatico), players’ lounge e grande vetrata da dove si possono vedere i matches sui cinque campi in “carpet” (relativamente veloce).

    Organizzazione piuttosto buona ed efficiente; campi per allenamento disponibili dalle 07:00 alle 09:00 e dopo la fine dei matches della giornata.

    Venendo ai risultati delle italiane :

    Silvia Mocciola – Main Draw

    al tabellone principale è passata solo Verena Hofer (3.3) del Circolo Ortisei sconfiggendo la testa di serie N. 1 delle qualificazioni;

    sconfitta al turno finale delle quali : Federica Gardella (contro Matilde Fernandes, portoghese dal gioco molto tecnico e sofisticato);

    sconfitte al secondo turno delle quali :

    Giulia Sartori (sconfitta da un carro armato tedesco dalla faccia d’angelo e corpo da Incredible Hulk);

    Verena Meliss (non ho visto l’incontro)

    Francesca Bonometti (sconfitta da Mathilde Armitano, francese dal gioco molto aggressivo, gran servizio and “serve and volley”)

    Verena Kostner (sconfitta sempre dalla Fernandes)

    la mia Mariagrazia (sconfitta da una tedesca molto solida e poco disposta a concedere errori gratuiti)

    le altre italiane non ho potuto seguirle….

    Sui maschi, posso solo dirvi che Mattia Rossi si è qualificato nel Main Draw con partite al cardiopalmo (penso che il papà avra bisogno – al ritorno – di una settimana molto tranquilla per metabolizzare tutte queste emozioni)

    Costo : per tre giorni (viaggio compreso) – Euro 500,00 circa (atleta più genitore accompagnatore)

    Esperienza molto positiva per il clima “internazionale” che i ragazzi possono sperimentare e per comprendere il livello a cui bisogna aspirare per avere delle chances di continuare a gareggiare in Europa.

    Per i genitori accompagnatori : incontri simpatici con altri genitori stranieri (irlandesi, inglesi, belgi, ecc.) e scambi di informazioni ed esperienze di allenamento con allenatori e coaches.

    Spero di non avervi annoiato troppo ma credo che le informazioni “organizzative” possano essere utili agli altri genitori nel prossimo futuro.

    Ciao a tutti

  • 86.

    Una società senz’anima si presenta come il luogo in cui si nega l’umanità del prossimo per tutelare un lacerto della propria, un brandello di luce effimera, privo di fantasia e prospettiva. Ironicamente le medesime qualità che vorremmo estorcere ai nostri figli: volare alto, liberi, e stupirci. Ma come mai potrebbero, guardandosi attorno, immersi nell’ossessiva costruzione, al negativo, di fatiscenti manufatti d’invidia? Nella corsa ad un primato dell’immagine incapace di riconoscere i meriti altrui. Quasi rassicurati, loro, da tutte le parole d’indifferenza con cui liquidiamo i sospesi quotidiani: il capo chino, nel timore che qualcosa di speciale ci sorprenda, e ci costringa a misurare la nostra reale statura. Questo nostro essere genitori non può bastare, e mai lo potrà, per coltivare l’ottimismo: oltre agli errori, con cui si convive, ed alle avversità della vita che non risparmiano nessuno, un modello in cui i bambini debbano fatalmente assomigliare agli adulti, a questi adulti, non può essere né formativo e neppure edificante.
    L’occasione dello sport, una delle tante possibili, va quindi intercettata e sfruttata nella logica inversa: i giovani e gli adulti che la vogliano cogliere debbono innanzitutto accettare, ben oltre le logiche del mercato incivile, che le regole della pratica agonistica sono contemporaneamente il fine ultimo ed il principio primo. Che tali codici nascono per simulare, almeno nel gioco, condizioni d’effettiva uguaglianza. Che gli attori in ballo sono l’uno funzionale al suo prossimo vicino. Che uno sportivo non può proprio negare il senso d’una vittoria che non lo riguardi e sminuire quello della sconfitta che lo schernisce.

    Ringrazio mio figlio per quest’occasione che mi sta regalando, nel suo adeguarsi alle mie proiezioni polivalenti: la strada che gli indico, e che finisce per catturare anche me, ci costringe a guardarci continuamente negli occhi. E così ripenso a quello che sono, e quando non mi piace ciò che vedo, cosa non rara, trovo ancora uno stimolo per migliorarmi. A questo punto pochi importa chi sia l’allenatore di chi…
    Di tanto in tanto mi fa notare la forma delle nuvole, o le corse degli scoiattoli. Sul momento mi secco, della sua infantile distrazione dalle mie stringenti regole sportive… e subito dopo (fortunatamente) mi vergogno. Ne viene fuori, quasi sempre, un buon compromesso… ed a casa portiamo, come premio, una ragionevole dose di leggerezza…

  • 87.

    @Archie: ‘Di tanto in tanto mi fa notare la forma delle nuvole, o le corse degli scoiattoli. Sul momento mi secco, della sua infantile distrazione dalle mie stringenti regole sportive… e subito dopo (fortunatamente) mi vergogno. Ne viene fuori, quasi sempre, un buon compromesso… ed a casa portiamo, come premio, una ragionevole dose di leggerezza…’

    Confesso di provare un senso di colpa nel leggere queste righe molto ben scritte perche’ non credo di essere stato altrettanto comprensivo e paziente nei confronti delle distrazioni di Nicholas…secondo alcune regole fissate anche da illustri guru, quando si entrava in campo bisognava essere concentrati…semmai c’era la possibilita’ di dire prima che non se ne aveva voglia… Col senno di poi si capisce quanto fosse stupido e vano tutto questo giocare alla guerra con un bambino … Ma al tempo stesso,inutile menarsela, e’ la differenza fra il farcela e non farcela, fra l’educazione e il permissivismo, fra la serieta’ e il cazzeggiare… e’ difficile trovare l’equilibrio (Federico che ha visto nicholas al suo very worst sa di cosa parlo) e alla fine si e’ quello che si e’, ma avrei voluto portare piu’ spesso anch’io a casa “come premio, una ragionevole dose di leggerezza…” E’ vero che il difficile per Archie comincia adesso… Fino ai 7-8 anni ho ancora immagini solo felici: la prima nigeria e poi il primo anno in Angola nel compound di Belas, quello vicino al mare e col campo da tennis in carpet dove spesso giocavamo a calcetto due contro due contro il suo compagno di classe Salvatore e il suo papa’ … La cacciata dall’Eden che ne segui’ (a causa delle paranoie di un Responsabile del Personale che lascio’ libero il condominio, sposto’ il medico e gli altri agippini in citta’ e dopo 6 mesi cambio’ di nuovo idea-o gliela fecero cambiasre- spostando le famiglie di nuovo a Luanda Sul ma il Compound dell’Eta’ Felice non era piu’ libero e andammo a finire in case piu’ grandi e vicine alla scuola ma tetre e grigie …e senza campo da tennis … Tanto da costringermi a richiedere dopo un anno un nuovo trasloco in citta’ contravvenendo alla regola prima della logistica, la vicinanza con almeno uno fra scuola e training site…ma e’ che in Angola era come abitare a piacenza, avere la scuola a monza, l’ufficio a Milano, il supermercato a Varese e il campo da tennis a Bergamo, il tutto con una sola auto e senza trasporti pubblici … Mi ricordo che uscivo di casa in pigiama e m’infilavo in auto alle 535 per battere il traffico ed evitare la coda di due ore…Ci mettevo 20–30′ ma mentre il primo anno si andava almeno a palla, negli ultimi tempi era una colata di auto che si riversavano dalle vie secondarie sull’arteria principale come lava incandescente da un vulcano e nel buio dovevi guidare molto concentrato e teso, attento a non mettere sotto qualcuno, traffico veloce sui 40kmh ma molto nervoso e stressante… E poi arrivato in ufficio alle 7 l’autista che veniva dato dalla compagnia alle famiglie durante l’orario di lavoro (perche’ c’era la proibizione per le donne di guidare per motivi di sicurezza e non potevi comprargli tu un auto magari di seconda mano:non stupitevi, e’ una prassi molto comune a quasi tutte le grandi compagnie che lavorano nei paesi del cosiddetto terzo mondo),l’autsta dicevo poteva tornare alla casa a Luanda Sul per essere la’ in tempo per portare Nicholas a scuola e mia moglie a fare la spesa o dove voleva… Una volta trasferitici di nuovo a Luanda io andavo in clinica a piedi e l’Autista portava Nicholas a scuola risalendo il traffico in senso contrario (bastava mezzora…il problema semmai era rientrare alle 15…un’ora, a volte due…e quindi arrampicarsi sugli specchi per trovare il tempo e i campi da tennis… Non nego che gli ultimi tre anni in Angola , paese che poteva essere da noi vissuto in maniera ben diversa, siano stati decisamente rovinati dal tennis… A posteriori, un gran peccato, un tipico esempio di ristrettezza culturale e mentale nostra. Ma questa e’ un’altra storia.

  • 88.

    Tutto lo sproloquio di cui sopra per ricordare fra l’altro che la nostra scelta americana era in fondo obbligata: durante i nostri soggiorni in Angola e Nigeria avevamo fatto dei ‘pit stops’ in varie academies non solo americane ma anche italiane ma la scelta della Florida e’ stata dettata anche dall’esigenza di non traumatizzare ulteriormente Nicholas con un cambio di studi…fargli finire almeno le medie nella scuola americana (meglio sarebbe stata la scuola Internazionale IBO che faceva in angola) e poi vedere se rientrare in Italia (e forse perdere un anno…) o fare filotto con tutta l’high school fino alle porte del College che, ripeto, sic stantibus rebus al momento attuale rimane il nostro obiettivo a differenza dei vari quinzi, sendegeya, shisskhina e alessie di questo mondo … Quindi non segnatevi il nome di Nicholas fra i futuribili Top 10 ma seguitelo solo con simpatia perche’ almeno almeno lui si che potrebbe essere considerato un cittadino del mondo … magari diventera’ un medico e tornera’ nella sua africa ma non come il suo papa’, mercenario al soldo di tutte le bandiere, bensi’ per aiutare e fare davvero il lavoro che piu’ gli piace … Oppure, chissa’, diventera’ il capo della Mafia, come sembrano pensare alcuni dei nostri lettori. Che a quel punto dovranno entrare nel Sistema Protezione dell’FBI … Come dice Federico, non si puo’ mai sapere che fine faranno davvero i nostri figli.Chi ritiene di saperlo e’ solo un illuso … O Richard Williams. O Mad Max.

  • 89.

    Ho perfettamente capito la scelta e condiviso, quelo che volevo scrivere era soltanto che qualche posto in Italia dove in futuro (visto che aveo capito che potresti riortarlo i Italia) potrebbe coltivare la sua passione in maniera seria…lo dicevo da appassionato che ha un pò studiato e visto come sono gestite le proncipali accademie italiane di tennis….magari se ti và ne parliamo in privato che tante cose non le potrei scrivere publicamente sul blog….come detto mi conoscono un pò tutti e vorrei essere sincero…:) :)

  • 90.

    @Ted:Diez Javier che è un 8th Grader, un ‘96 tanto per parlare chiaro. Che in Italia potrebbe essere, diciamo, un 4.2 di quelli che devi battere. che non si battono da soli.

    Io non so se Javier e’ un 4.2 o un 3.5 o un radice quadrata di 3.14… trovo difficile classificarlo senza averlo mai visto giocare…Ti diro’ anzi che non sapevo nemmeno il suo nome ne’ l’ho chiesto quando ho saputo della sconfitta … Non e’ che sia importante…era la TdS numero 3, e’ arrivato in finale…bene, vuol dire che non era un tristo ma non e’ importante… Importante sarebbe che Nicholas a giugno qualcuna di queste partite le cominci a vincere continuando a giocare bene…Abbiamo visto che ormai e’ il Re dei Tornei del Gigetto, abbiamo visto che all’Academy comincia ad essere seguito con piu’ attenzione e che Forsythe ha un occhio puntato su di lui… Adesso tocca a lui cambiare marcia, essere responsabile del suo destino, capire che il risultato del match e’ figlio dell’intensita’ con cui si e’ allenato in settimana e del controllo del mental durante la partita … Cominciare ad essere capaci di far accadere le cose (we have no fate but what we make) anche nei Tornei Superseries U14 dove comincia a farsi sentire un po’ di piu’ sia il fisico che la tattica (intesa nel senso di chi riesce a prendere per primo il conrollo del punto…) …
    Tutto il resto e’ solo letteratura.

  • 91.

    Ciao Stefano,
    una delle cose secondo me più difficile nel rapporto a tre giovane tennista-genitore-maestro è quello del ruolo. Mentre per il genitore e per il maestro può essere facile individuare e rispettare il proprio ruolo, per un bambino può essere molto difficile capire e spesso può generare confusioni, misture, scambi etc. Quando io sostengo che i genitori devono fare i genitori ed i maestri devono fare i maestri è proprio a questo che alludo. Ognuno deve mantenere il suo ruolo perchè altrimenti il bambino viene confuso e non capisce chi fa cosa e chi è l’autorità in che cosa. Questo rapporto a tre, oltre a dover essere chiaro, per funzionare ha bisogno di tantissimo rispetto, di ognuno per e verso il ruolo fondamentale ed imprescindibile dell’altro. Questi sono i presupposti dei team vincenti.

  • 92.

    Quando sei in campo non colpisci l’avversario, un 4.2; un 3.5 o altro che sia. Che mi risulti la pallina non ha classifiche…….

  • 93.

    Ho un vuoto di memoria:

    Il Winn Dixie, quello grande, di cui una volta parlammo con Nicholas se non erro, è quello sulla 53esima avenue?

  • 94.

    Certamente, Freddo…ben volentieri…Roberto e Ale hanno le mie due email, hanno l’autorizzazione a passartele…Ma infatti io ho sempre detto che cosi’ come e’ assurdo poter pensare sia noi siamo l’unica specie intelligente in tutto l’Universo sia che non esistano in Italia realta’ in cui uno non possa allenarsi e crescere bene… Semmai e’ l’environment che puo’ essere piu’ difficile e parlo soprattutto della logistica … Del resto in Italia sono cresciuti giocatori stranieri come Ljubcic, Djokovic e Tipsarevic … semmai vale l’idea che il distacco da casa e il crescere in terra straniera sia un rito di passaggio, una processo di formazione … a me davvero l’unica cosa che mi viene da criticare a Volandri, Bracciali e Starace e’ che quando arrivano in australia la prima cosa che cercano e’ dove si mangiano gli spaghetti e l’edicola dove si trova la Gazzetta dello Sport …Per il resto loro si son fatti il mazzo, loro decidono se farselo ancora di piu’ o accontentarsi di quello che hanno fatto, a noi cosiddetti tifosi , ai King of Swing di turno,non ci devono nulla, non giocano per noi ma per se stessi e nei top 100 al mondo ce ne vanno appunto solo…100! Ma certamente oltre al rispetto dovuto per tifarli davvero li vorrei un po’ piu’…cittadini del mondo, ecco, meno provinciali… Fieri di essere italiani ma meno provinciali.Che e’ diverso da essere esterofili a tutti i costi.

  • 95.

    Il Winnye Dixie, altroche’ lo stretching…questi sono gli argomenti che stimolano Ted…Lo sai che riaprono l’Albertson? E che hanno aperto un nuovo Publix?

    Federico, cosa intendi tu per Ruolo del Genitore e’ probabilmente molto diverso da quel che intende Mad Max ma anche da quello che intendo io e quindi si tratta di definire si i ruoli ma bisogna mettersi d’accordo prima sulla definizione dei ruoli perche’ cambiano a seconda dei Genitori (anche Sartori ev Piatti lo sono, genitori) e dalla loro competenza… Argomento del pezzo che sto scrivendo, in un certo senso. Pezzo che,temo, mi attirera’ diverse critiche anche all’interno del blog. Se c’e’ ancora qualcuno che ci legge, voglio dire.

  • 96.

    Winn Dixie 3500 53rd Avenue West
    Bradenton, FL 34210-3487
    (941) 727-2797winndixiegrocerystores.com‎

    Che poi non si dica che qua non si fa informazione….Si tratta di un supermercato, il piu’ vicino all’Academy e quindi anche a casa nostra… Compri di tutto ma fai fatica a trovare il prosciutto… Aperto anche di notte (altro grande vantaggio della cultura americana: puoi lavorare, allenarti, andare al cinema…e poi fermarti a fare la spesa!) Per la carne pare sia meglio il Publix ma qui dovreste chiedere a mia moglie…
    Tra l’altro c’e’ un bellissimo feel good movie alla Disney intitolato proprio Because of Winn Dixie con protagonista un fantastico cane di pura razza bastarda che assomogliava tanto alla Rain, il nostro bush dog nigeriano morto a 2 anni in Angola (era il terzo cane nigeriano dopo Staney e Blanche…adesso ne abbiamo altri due, Stanley II e Rain II) che la protagonista, una bambina orfana di madre, trova appunto in un negozio della catena winn Dixie…Film per tutte le famiglie e per i ‘buoni di cuore’…Fra i protagonisti oltre a Jeff Daniels anche Dave Matthews della Dave Matthews Band

  • 97.

    Beh sul tema degli spaghetti ho difficoltà a darti torto considera che Filippo da anni che viene a Bucarest ha sempre mangiato allo stesso risorante italiano o al risorante dell’albergo…con Fogna ho mangiato anche dal giapponese…devo dire la verità però era lo stesso Serrano che se il giorno dopo giocava o aveva da recuperare voleva che si mangiasse al ristorante italiano per recuperare carboidrati e che mangiasse carne…quindi capisco anche che ci sono esigenze alimetari particolari…poi in realtà sul discorso generale hai ragione mica lo nego..ma penso che cq tuo figlio sia abbia già un’altra mentalità….

  • 98.

    87 “Chi ritiene di saperlo e’ solo un illuso … O Richard Williams. O Mad Max.”

    Dr.Max di G&F é stato un portatore sano, dal linguaggio irrituale, d’informazioni utili. Che s’illuda di forgiare una top-tennista poco importa… significativo é che si occupi della figlia. Tutto il resto é, appunto, letteratura autocelebrativa….

    Ora che ne cominciavo ad apprezzare l’utile contro-spinta dialettica, ha perso per un attimo quel suo fragile controllo e poi s’é derubricato. Ma così toglie colore al quadro d’insieme… :-)

  • 99.

    Mirmidone: mi era sfuggito il tuo post numero 85 (probabilmente pubblicato in ritardo dall’antispam) che e’ in effetti un esempio di quello che potrebbe/dovrebbe essere (anche) il nostro Blog… Davvero utile e stimolatore di curiosita’…Mi meraviglia che ted non abbia detto nulla, forse e’ sfuggito anche a lui… Spero che anche gli altri blogger della famiglia seguano l’esempio….Una curiosita’: le italiane si chiamano tutte Verena? nel 96-97 in Italia c’era una Soap Opera in cui la protagonista si chiamava per caso Verena?

  • 100.

    @ Stefano

    Credo che Verena sia molto popolare solo nell’Alto Adige

  • 101.

    Mi associo nel ringraziare Mirmidone.
    Non avevo visto il post, potrei scommettere che stamattina non c’era.
    Volevo chiederti una tua impressione generale, al di là delle singole prestazioni. Hai trovato le italiane generalmente meno allenate delle straniere, fisicamente inferiori, con meno esperienza di match alle spalle o nessuna delle tre?

  • 102.

    Archie, mi hai fatto tornare alla mente tutte quelle volte in cui Nicholas si bloccava sul campo guardando in aria mentre passava un aereo e non c’era verso di farlo riprendere a giocare finche’ non si rispondeva alla sua domanda: “…dove va’ quell’aereo?”. Devo dire che per queste cose io ero molto piu’ tollerante di Stefano che forse lo ha sempre trattato piu’ da adulto…io gli rispondevo con assoluta certezza sulla destinazione dell’aereo e lui, come se toccasse un pulsante, si riavviava e continuava a giocare…si anche io confesso: un po’ mi pesano quelle giornate in cui siamo andati via ‘ portandoci a casa una irragionevole dose di pesantezza…(scusa Archie per il furto!),per fortuna non sono la maggioranza.

    Freddo, grazie fin da ora, spero che tu ti metta in contatto con Stefano.

    Mirmidone, intanto un saluto a tutta la famiglia. Interessante e utilissimo post, tutte queste notizie sono sono preziosissime. Grazie.

    Ieri ho voluto coinvolgere Nicholas sul discorso dello smarrimento in partita e lui era abbastanza d’accordo, ma io volevo che lui capisse quanto dipende da lui farsi l’esperienza in allenamento. L’accademia e’ come un supermercato, tutti sono a disposizione per darti qualcosa in piu’ se sei tu a richiederlo, se pero’ mostri scarso interesse o ti interessa fare solo quello che sai gia’ fare allora diventi bravissimo in quello che sai gia’ e non impari niente di nuovo, un po’ la storia dei trenta anni di esperienza se pero’ fai sempre la stessa cosa hai un anno di esperienza rtipetuto trenta volte. Siccome lui ha immediatamente collegato lo smarrimento ad un episodio nel quale si era perso in bicicletta e aveva chiesto indicazioni poi aveva riconosciuto una casa e una strada e si e’ orientato ed e’ arrivato a destinazione, io ho insistito per fargli capire che se lui avra’ voglia di mettersi in allenamento nelle situazioni piu’ difficili e riuscire a trovare il modo di superarle allora quando gli succederanno in partita le riconoscera’ come ha riconosciuto la strada e riuscira’ a controllare la direzione e l’andamento della partita…non vuol dire che vincera’. Alla fine gli ho chiesto di provare, a fine allenamento ogni giorno, a individuare una cosa almeno una cosa che ha imparato. Stiamo a vedere…se lo fara’ secondo me gli fara’ scattare qualcosina che non e’ variare il gioco…Ted parlava di giocatori che hanno un solo modo di giocare, non e’ il caso di Nicholas, e’ forse l’opposto, gli e’ riconosciuto da tutti un eccesso di fantasia e lui dice anche che in realta’ raramente non ha idea di cosa deve o vuole fare il problema e’ quando non e’ in grado di farlo, quindi io vorrei proprio che lui trovasse il piacere di realizzare quello che secondo me vede nella sua fantasia e rendersi conto in modo pratico di come puo’ far andare le cose.

    Federico, sui discorsi dei ruoli, sono daccordo a meta’ e le standardizzazioni mi fanno paura. Da genitore e da persona un po’ presuntuosa,forse, mi piace pensare che se non parliamo di fisica quantistica (ma solo perche’ non ho voglia e tempo…scherzo!) se mi impegno posso capire quello che fa o dice un altro essere umano, e mi piace pensare che posso analizzare ed elaborare una opinione e detto cio’ mi sono trovata spesso a dubitare della presunta autorita’ di alcune figure. Questo non vuol dire che io non le rispetti ma ritengo sacrosanto il mio diritto di sottrarmi in funzione di quello che mi interessa che in questo caso e’ mio figlio. E’ chiaro che stiamo parlando di insegnanti o coaches e il chiarimento dei ruoli, si va bene, ma voglio ugualmente ficcare il naso!

  • 103.

    @Mirmidone
    un saluto a te ,moglie e figlia, visto che non ci vediamo dal Master OUATT di Torino dell’anno scorso, continua ad informarci sui tornei così da farci un idea anche noi.
    Ti confesso che avremmo voluto farlo anche noi il torneo da te commentato ,ma poi per questioni organizzative ci siamo orientati sui tornei Finlandesi dei primi di marzo e su quelli a seguire,abbiamo un calendario molto fitto.
    Non so se ti sei accorto che ,come già ho sottolineato in precedenza, molte delle coetanee delle nostre figlie ,volano da un continente all’altro,dalla Florida per OB allHR,all’Europa per Petit As e via dicendo,senza saltare una settimana,esattamente come le professioniste.
    Ma come fanno? Ted mi puoi rispondere tu?Hanno già abbandonato la scuola?Noi per assenze nei tornei di di 1 settimana siamo costretti ad inventare mille scuse.E’ scontato poi il gap di esperienza con le altre nei tornei..

  • 104.

    Questo weekend c’è stata lanche a fase a gironi della “Coppa d’inverno U14 e U15” ( in 4 sedi con totali 16 regioni coinvolte)…una bella manifestazione nazionale nata l’anno scorso (perché non replicarle 2-3 volte all’anno ?)…. questo potrebbe essere un argomento di attualità visto che c’erano tutti o quasi i migliori U14 e U15 italiani …magari solo per osservare/segnalare come facevano stretching prima e dopo (scherzo ovviamente…)… diciamo un bell’argomento pratico per G&F..
    Comunque noi del Veneto, purtroppo, siamo arrivati ultimi nel girone stravinto dal Piemonte dei Donati, Napolitano , Rosatello & co. (seconda la Liguria terza la Sardegna… mi dicono tutte e tre piu’ o meno allo stesso livello…rispetto al Piemonte nettamente piu’ forte… diciamo la Spagna italiana)… quindi niente fase finale a Tirrenia…
    Non ho altre notizie dirette da commentare, poiché mia figlia, per la prima volta in 4 anni, non è stata convocata nella rappresentativa regionale (pur avendone oggi, per esempio, classifica alla mano, pieno titolo), per scelta tecnica della “nuova” responsabile regionale (scelta ponderata e obbiettiva, vista che l’ha osservata UNA sola volta in un raduno di un mese fà…così per dire anche a Roberto su come sono seguiti…e di quanto li osservano con il New Deal Federale.)… non sanno neanche che risultati hanno fatto l’anno prima … come giocano.. quanto si allenano…
    “Fatalità”, da 6 mesi, abbiamo cambiato circolo per motivi extra tennistici (passando da un circolo “TOP” a un circolo…. “TAP”)… a volte il caso…questo impostore…
    A scanso di equivoci… nessuna polemica….ovvio che una convocazione in piu’ o in meno non cambia la vita… anzi… volendo è uno stimolo…..e come diciamo da sempre… aiutati da solo perchè il ciel (non) ti aiuta….

    E negli altri incontri come è andata ?…….

    .-.-.-.-.-.-.-.-.

    A Freddo, che propone eventuali “accademie” alternative (Italiane) ai Grazia, ricordo, aldilà della professionalità (che ci sarebbe anche qua da noi), che i problema del “sistema” Italia… sono molteplici… e tendono ad appiattire ogni forma di iniziativa “extra”… disincentivandola (nessun aiuto) e “costringendola” a chiudere (perché ovviamente i costi fissi non permettono lunghi voli pindarici)… quindi le “certezze” di oggi… domani potrebbero svanire (basta solo che il maestro cambi circolo e tutto finisce)… la famiglia di turno cosa fa… trasloca ? Ovvio che da un accademia tipo Bollettieri, potendoselo permettere, è difficile staccarsi… ed in ogni caso c’è la Spagna, la Francia… insomma per chi è abituato a girare il mondo… sarebbe masochistico scegliere proprio l’Italia …. la maggior parte dei ragazzini Italiani… si arrangia alla meno peggio (parlo delle famiglie che hanno il peso sulle spalle)… e spesso, è il caso che risolve i problemi, trovando soluzioni ottime e impensabili proprio sotto casa (come nel nostro caso)… grazie alla disponibilità del singolo maestro di turno… che ci mette del suo per compensare le lacune del sistema…. ma alla lunga basterà per quello su mille che avesse le doti?
    Poi succede che lo straniero, già motivato di suo, viene da noi perché abbiamo le strutture… mentre i nostri emigrano all’estero (Spagna in primis) a cercare “stimoli” e “motivazione”…. e anche per staccare dall’ambiente troppo “protettivo”…
    Stranezze della vita…chi ha il pane non ha i denti… e viceversa…

  • 105.

    Atti io ho fatto un discorso, ho solo detto che visto che Stefano aveva intenzione di tornare un giorno potevo dargli qualche consiglio visto che gli allenatori dei professionisti e le loro accademie bene o male li conosco tutti, tutto qua. Dopo i 18 anni avrà tempo di fare anche sclte diverse, il mio voleva solo un’aiuto per farsi delle idee, io ritengo che qualcosa di buono ci sia anche in Italia chiaramente con caratteristiche e situazioni molto diverse che da Bollettieri, poi ognuno fà le sue scelte. io poi anche condiviso la scelta di giocatori che conosco che si sono trasferiti all’estero, perchè so benissimo che i contesti sono molto diversi.

  • 106.

    Gabri, dei miei commenti, forse criptici, passa sempre e solo una parte marginale del messaggio che ho in mente… Ovviamente il mio bambino é la sostanza, mentre qui ci perdiamo nelle parole… che però hanno un peso, una forza, un’energia…
    Se vogliamo dire qualcosa di utile, da genitori, cerchiamo d’interpretare compiutamente il pensiero dei nostri figli… che se solo potessero, ci vorrebbero sereni, equilibrati ed altruisti…
    A loro piace l’amicizia, e la condivisione… di queste blasfeme guerre sportive non sanno che farsene… Blasfeme guerre sportive che alcuni chiamano, sbagliando, agonismo. E che viceversa attengono solo ad un istinto prevaricatorio che è un insignificante effetto collaterale dell’ineducazione… nulla a che vedere con il talento.
    L’agonismo é quando decidi di gareggiare, sapendo che quasi sicuramente perderai. Ma accetti la sfida comunque, per la curiosità di conoscere i tuoi limiti… Il talento sta da quelle parti, se vinci anche, ma senza farlo pesare a nessuno…

  • 107.

    Ciao Gabri,
    il discorso dei ruoli è un po ostico lo riconosco ma sfortunatamente è fondamentale. Ti faccio un esempio. Un maestro può fare molto poco per cambiare il comportamento mentale di un tennista per il semplice fatto che il tennista non gli riconosce autorità in ciò. Il tennista ascolta molto di più i suoi genitori in questo perchè ruolo del genitore è proprio quello di educare il comportamento di un figlio. Allo stesso modo se un genitore cerca di spiegare o far cambiare una nozione tecnica al figlio, questo difficilmente prenderà in considerazione l’opportunità di farlo semplicemente perchè non riconosce nel genitore l’autorità tecnica che invece attribuisce all’allenatore. Che tu voglia essere a conoscenza del percorso di tuo figlio mi sembra essere cosa buona e saggia ma penso che sia ancora più importante per l’orientamento di Nicho che ruoli ed autorità siano rispettati; potrebbe altrimenti entrare in confusione.

  • 108.

    Archipedro,
    chi fa agonismo non può entrare in campo ne con l’idea della vittoria e ne con quello della sconfitta perche non è in grado di poterle determinare. L’atleta entra in campo accettando la sfida di spingere le proprie capacità al massimo e sfruttare le indicazioni della partita per spostare i limiti più in la e migliorare continuamente. Questo rientra nella sua discrezionalità. Così facendo aumenta la consapevolezza di se e dei propri mezzi.

  • 109.

    Archie, volevi semplicemente dirmi che non capito quello che avevi scritto? Pazienza!
    Sempre Archie:
    “Se vogliamo dire qualcosa di utile, da genitori, cerchiamo d’interpretare compiutamente il pensiero dei nostri figli… che se solo potessero, ci vorrebbero sereni, equilibrati ed altruisti…
    A loro piace l’amicizia, e la condivisione…”
    beato te che interpreti compiutamente il pensiero di tuo figlio…! Che ci vorrebbero sereni, sicuramente si’, equilibrati, non sanno neanche cosa possa voler dire…con un senso di giustizia forse? alora si’, altruisti verso chi? Verso loro sicuramente si’. L’amicizia, intendi con noi genitori, forse, con tutto il mondo…dipende da quello che gli insegni, l’istinto, come tutti sanno, in un bambino e’ brutale… Condivisione, anche questa se gliela insegni o gliela mostri perche’ d’istinto assolutamente no…
    Concordo abbastanza su agonismo e talento, quest’ultimo dalla citazione che riporta sempre Stefano, penso che se uno ce l’ha non sente il bisogno di dimostrarlo…
    non mi aspetto repliche…va bene cosi’

  • 110.

    106
    Ora mi viene il dubbio d’aver praticato, tra i quattro ed i ventitré anni, una decina di discipline non-agonistiche… peccato averlo capito solo ora. Ma è appunto un dubbio… che, come diceva Cartesio, è l’inizio della conoscenza… La mia relativa conoscenza del mio ipotetico agonismo, quindi… :-)

    109
    Gabri, va sicuramente bene così, a me. E mi pare anche al Grazia Team…
    Mi ricordo molto bene i miei pensieri “agonistici” d’adolescente, prima della partita o della gara… Non c’era alcun istinto brutale… solo la preoccupazione di deludere la mia squadra o società… eppure perdere non mi piaceva affatto: ne facevo proprio un problema. Relativo però…

    Sarà che tra i miei sport “agonistici” non v’era traccia del tennis…
    Che si tratti solo d’un gioco disumano?! :-)

  • 111.

    Basta che non sia la solita vecchia storia della volpe e l’uva, stavo scrivendo ad Archie, ed e’ andato via per l’ennesima volta il power lasciandomi al buio…(il generatore si e’ spento e in questi giorni di trasferimenti ad Abuja quelli ‘left behind’ qui a Lagos si sentono un po’ abbandonati…Sicuramente la Manutenzione sta andando a ramengo (lontano dagli occhi dei ‘Capi’…) Avevo sviluppato il pensiero che e’ andato perduto perche’ scrivevo su un altro computer legato all’UPS e una volta spento l’UPS inesplicabilmente si e’ spento anche il computer quasi non avesse alcuna batteria… Comunque lo prendo come un segno e mi fermo qui limitandomi a sottolineare che alcuni di voi hanno sta fissa che l’istinto brutale, come lo chiama Archie, noi lo si voglia inculcare a nostro figlio mentre che io mi ricordi di odiare l’avversario e di spaccargli il culo non mi pare di averlo mai detto ne’ a lui ne’ a voi…Io ho sempre detto che lo sport agonistico e’ giocare per vincere e questo io ho sempre fatto, giocato cercando di vincere, ma ho perduto tantissime volte e non mi ricordo mai di aver odiato chi mi ha battuto a meno che non mi stava gia’ prima sulle palle o di averlo rimproverato per averlo fatto…Mai odiato o pensato male di chi era piu’ bravo di me e in pratica in tutti gli sports che ho praticato ce ne erano diversi… anche nella mia stessa squadra anche se io continuavo magari a considerarmi piu’ leader o uomosquadra di molti di loro e forse anche questa era una scusa di comodo e forse me ne rendevo conto io per primo… Quindi, non odiate nessuno ma non venite a menarmela (e a menarvela) con le solite storie trite e ritrite che i bambini non vogliono vincere ma solo gareggiare…che per i bambini vincere non e’ la cosa piu’ importante. BALLE!!! Per i bam,bini tristi forse…Per gli altri e’ l’unica cosa che conta. E a dire il vero siamo noi adulti a cercare di spiegargli di trattare allo stesso modo vittoria e sconfitta, those impostors, e blah blah blah… Sara’ dopo, con la maturita’, che impareranno a capire che non puoi vincere sempre (mcEnroe non c’e’ ancora riuscito e forse nemmeno Federer) e che puoi essere un vincente anche quando perdi e allora si ricorderanno di quello che i migliori di noi gli avranno insegnato e riusciranno a mettere i nostri insegnamenti nella giusta prospettiva…Ma a 8-10-12 anni la sconfitta e’ un boccone amaro, la fine dell’innocenza, dei sogni, dell’invincibilita’…Un rito di passaggio giusto e necessario ma non certo ben accetto … E se uno vuol fare sport ad alto livello, guai se lo fosse.Affermare il contrario, quella si che e’ tutta letteratura…Oppure, volpe ed uva.

  • 112.

    Chi fa agonismo deve entrare in campo con la certezza della vittoria, convinto di vincere di essere il più forte e di dare il massimo. Nemmeno per un’istante deve dubitare che uil vincitore sarà lui. Finché l’ultimo punto non sarà giocato si deve essere convinti di poter vincere contro venti e maree, la biona e la cattiva sorte e l’avversario. Se si scende in campo pieni di dubbi incontreremo solo sorella sconfitta. Roger vince il 98% delle partite prima di scendere in campo perché i suoi avversari a parte Nadal, Djokovic, Nalbandian, e orse Del Potro (Murray ha dimostrato di essere un vassallo nelle due inali di Slam disputate contro lo svizzero) partono già convinti di non poter vincere. DOpo la partita ndi Davis a Genova Bolelli in conerenza stampa disse “Come si fa a non ammirare uno cosi”. Quindi ai vostri figli va inculcata una mentalità vincente. Quando leggo é stato contento/a di perdere non si sta educando un vincente. CI vogliono giocatori vincenti che quando perdono si incazz. e si allenano il doppio per vincere il prossimo match

  • 113.

    Scusa Archie, nel tuo post 110 commenti il tuo post 106? Ho capito bene? Comunque avevo detto che concordavo sulla tua definizione di agonismo.

    Anche io mi ricordo i miei pensieri agonistici da adolescente il giorno prima, la notte prima, gli attimi prima della gara…nulla di brutale, ma una assoluta determinazione a voler vincere e a non voler deludere me stessa, visto che facevo uno sport individuale. Il mio era un commento piu generale riferito ai bambini, non adolescenti, che amerebbero l’amicizia e la condivisione , mentre io credo che i bambini abbiano sentimenti forti e che d’istinto se uno gli chiede un gioco non te lo danno poi tu gli spieghi, gli dai il tuo, gli fai capire e bla bla bla, ma loro d’istinto se non gli piaci ti uccidono…e’ questo che intendevo per istinto brutale, poi e’ chiaro che diventano quello che vedono e imparano. E forse e’ un po’ vero che il tennis e’ uno sport disumano , io ho sempre pensato che tira fuori il peggio delle persone o forse fa vedere come sono le persone veramente quando sono alle strette sotto pressione, forse ha la forza di ricondurci a quegli istinti primordiali…il killing instinct!!

  • 114.

    …ma di mamme…vabbe’ che ce n’e’ una sola….ma ci sono solo io??

  • 115.

    @ Ted – 101

    Tieni comunque conto che, purtroppo, ho potuto assistere solo alle prime partite delle qualificazioni e quindi il giudizio non può che essere molto parziale.

    La prima impressione (specialmente con le atlete dell’Est e con le tedesche) è quella di netta inferiorità di potenza fisica (tutti gli italiani sperano di recuperare il gap nei prossimi mesi/anni …. mah!)

    Secondariamente, per alcune (e sottolineo alcune) atlete “occidentali” (francesi, portoghesi, ecc.), mi pare ci sia una migliore tecnica di esecuzione dei colpi e di variazioni tattiche nella gestione delle partite.

    @ Gabri – 102

    Un saluto a tutti voi ….. vi invidiamo parecchio (anche e soprattutto per la splendida “location” geografica….. non sai quanto è dura far trascorrere l’inverno in Valle Camonica )

    @ Francesco Brancato – 103

    Ricambio calorosamente il saluto a te e a Francesca; credo che avrai molte più occasioni di partecipare a tornei TE e quindi nel tenerci aggiornati (spero comunque di incontrarvi presto).

    Per quanto riguarda la vexata questio della scuola :

    immagina che il consiglio di classe di mia figlia le ha “affibbiato” un nove in pagella (in comportamento) [ha sempre avuto dieci] quale avvertimento per la “perdita” di tredici giorni di scuola (per i tornei di tennis) nel primo quadrimestre;

    non sono ancora riuscito a decidermi se si tratti di “ristrettezza mentale” e di piccola invidia da parte degli insegnanti oppure se si tema (da parte loro) di doversi applicare un attimo in più per eventualmente rispiegare qualche argomento (cosa che non avviene mai )

    E’ chiaro che si è costretti a convivere con piccole menzogne e molti silenzi (atteggiamento non molto istruttivo nei confronti dei nostri figli).

    Se comunque ti inventi qualche “scusa fantasiosa”, fammelo sapere : sono sempre utili ;)

  • 116.

    X Tilden,
    l’approccio mentale che cerchi di proporre non è salutare. Roger Federe entra in campo con la seguente mentalità: io sono Roger Federer, sono diventato numero uno per aver dimostrato praticamente sul campo di avere le armi di gioco superiori alla concorrenza. Io giocherò al mio meglio e farò molto bene. cerca di superarmi se puoi……… Se avesse la mentalità che tu dici, Federer a seguito delle sue vittorie non avrebbe nessuno stimolo a migliorarsi, continuare ad allenarsi ed a fare meglio. Ed invece così più vince e più ha voglia di vincere, come tutti i grandi campioni.

  • 117.

    Mi ripeto. Faccio sempre ragionamenti generali, almeno in questi contesti: non esprimo giudizi personali sulle scelte soggettive. Però confuto le opinioni espresse, perché ragionare insieme significa questo. Non capisco quindi certi attacchi (ne sono stato vittima anch’io) perché in presenza del resoconto di comportamenti (per me) assurdi, con bambini piccoli mandati allo sbaraglio (…), concludo che tutto si può dire sul RISCHIO, in presenza di possibili DANNI gravi, tranne che non dipenda da una PROBABILITA’ aleatoria (R = D x P). Quindi le scelte che considero deleterie, come quelle dell’agonismo infantile, possono anche non produrre effetti nefasti. In genere quei bambini, una volta sportivamente bruciati, vengono riciclati altrimenti dal doveroso senso di colpa… ed alla fine convenientemente ricollocati in società… Ma l’errore educativo rimane, a mio avviso, ed è legittimo evocarlo.

    111 – 113
    Gabri e Stefano, la metafora della volpe e dell’uva non è, nel nostro caso, applicabile in quanto sappiamo benissimo quale sia il nostro fine ultimo (e dichiarato), quello dell’agonismo al massimo livello possibile, ma non possiamo astrattamente attribuire al tennis il valore dell’uva pregiata, non a lungo termine: ora ci va benissimo, per coltivare l’ambidestrismo sportivo in modo divertente, ma fino almeno ai quattordici anni nulla possiamo immaginare sull’adattamento del piccolo a quella disciplina. Nulla può immaginare chiunque, sopratutto in presenza di varie alternative possibili… Chi dice di riuscirci, e si fa pagare per questo, è solo un furbo venditore di sogni…

    Può darsi che un ragazzino di dodici anni si dichiari assolutamente rapito dal tennis, salvo ripensamenti adolescenziali (Giorgio Errani docet)…. Questo però è un fattore veramente significativo solo se ha sperimentato, ed in modo compiuto, le migliori alternative. Infatti statisticamente si dimostra che un talento cristallino può emergere in molti contesti diversi: nell’ipotesi di Mati, ad esempio, stiamo annusando grappoli dai colori e profumi diversi… non ho dubbi che tra sei-otto anni il balzo per staccane uno e mangiarselo sarà degno del miglior atleta non dopato…

    L’uva solitaria dell’atletica rischia d’essere carica di concimi chimici… quella costosa del tennis potrebbe diventare nauseante… ed anche gli acini della pallavolo possono ahimé andare di traverso… Quindi non vorrei che fossimo in presenza di “volponi” che lanciano in aria i propri cuccioli per tirare giù l’uva di cui solo loro hanno tanta, troppa gola… :-)

  • 118.

    Stefano,non ti viene il dubbio che l’impressione che dai ad Archi,sia la stessa che dai a Nicholas visto il suo comportamento.

  • 119.

    Come diceva Gabri,secondo me tratti troppo da adulto Nicholas e avrai i risultati quando lui avrà sviluppato una maturità adulta.

  • 120.

    Come si può,pretendere di cambiare una mentalità adeguandosi e lamentandosi,per i docenti l’insegnamento è di primaria importanza,sono pagati per questo.Se uno fa molte assenze vedono a rischio il loro percorso e agiscono di conseguenza,noi dovremmo dimostrargli che si sbagliano non certo inventandoci scuse ma con i fatti,non si può pretendere comprensione ma bisogna accettare le regole e se ci sembrano sbagliate cercare di cambiarle con prospettive migliori dimostrando risultati migliori.Potrà essere un percorso duro ma non si può aspettare che lo compiano sempre altri.

  • 121.

    I volponi che sperano di arricchirsi col tennis attraverso i propri figli piu’che volponi sono coglioni perche’ come abbiamo visto statiscamente e’ un terno al lotto e i costi sono eccessivi…meglio giocare a calcio e il 300esimo in Italia (o in UK o in Spagna…) guadagna come il numero 100 al mondo … Se invece e’ semplicemente un tentativo di realizzare i propri sogni di gloria, be’, anche quello puo’ essere un problema ma succede anche al di fuori dello sport quando uno doveva laurearsi per far piacere a mamma e papa’…Nello studio almeno a 18-20 anni hai la facolta’ di scegliere, nello sport abbiamo visto che devono scegliere gli altri…Anche Mati non ha scelto di diventare un atleta polivalente, magari se era figlio di un pianista sarebbe diventato per volonta’ del padre illuminato un musicista polivalente capace di suonare tutti gli strumenti (e magari ignorando che avrebbe potuto fare il tennista…e tanti altri sports) … Quindi secondo me e’ inutile fare tanta filosofia o illudersi di essere immuni dagli errori degli altri … Si cerca solo di sopravvivere (e alla fine ne rimarra’ uno solo!) Io pero’,per inciso, ho sempre detto a differenza di altri che il mio non era un investimento e che un lavoro ce l’avevo gia’. Semmai era un tentativo di fare qualcosa insieme. Ogni tanto penso sia stata una bella cosa, ogni tanto penso che era meglio se facevamo viaggi, andavamo in windsurf, imparavamo a suonare uno strumento (il piano ormai e’ quasi abbandonato…) e invece di fare settimane alla Bollettieri avrebbe potuto fare una settimana ai Glenans, una ad imparare il free climbing, una alla scuola di recitazione, un’altra allo sci estivo… Magari si sarebbe, ci saremmo divertito/i tutti di piu’ ma magari rimpiangeremmo di non aver avuto un obiettivo da raggiungere insieme, chissa’… Il guaio e’ che noi Comuni Mortali ci lamentiamo sempre di quello che non abbiamo mentre gli Esseri Superiori sanno sempre perfettamente le ragioni e il perche’ di quello che hanno fatto, fanno e faranno… E soprattutto hanno sempre la giustificazione pronta se quel che fanno poi e’ il contrario di quel che facevano prima… E ci credono veramente a quel che dicono. Che volete che vi dica, beati loro…

  • 122.

    Io sarò stato fortunato ma sia alle elementari,che alle medie non ho avuto problemi anzi dopo una titubanza iniziale sono adesso contenti,naturalmente loro hanno buoni risultati,se non li avessero non potrei pretendere nulla,però sin dall’inizio loro erano a conoscenza del loro impegno e non ho mai nascosto nulla.Il maschio dovrà affrontare la prima liceo,prossimamente avrò l’incontro con la preside per metterla al corrente di tutto penso di concordare a priori degli obbiettivi che per lei saranno impossibili ma se li rispetteremo lei non potrà non rispettare l’accordo e magari in un futuro se riusciremo avrà un opinione diversa.

  • 123.

    Nicox: secondo me tu ti basi su dati errati o su informazioni che tratte esclusivamente dal blog vengono da te interpretate in maniera errata … la cosa che non capisco bene e’ che a volte mi accusate di essere troppo lasso, a volte troppo severo… ma troppo spesso dimenticate che io non giudico mio figlio solo in base al suo comportamento con me ma anche quello che ha con il resto del mondo e confrontato con quello dei suoi coetanei … Mi sembra di essere equo nel mio giudizio. E’ anche abbastanza ovvio che nicholas comunque e’ quello che io avrei voluto sempre essere … il mio compito e’ solo quello di impedirgli di essere attratto dal Lato Oscuro della Forza e di tenerlo da questa parte della barricata: allora forse davvero sara’ in grado di fare tutte le cose,nello sport e nella vita, che non son riuscito a fare io perche’ non ne avevo ne’ l’ambizione ne’ le capacita’. Oppure semplicemente anche lui non ne sentira’ semplicemente l’esigenza, non ne vedra’ la necessita’… a che serve in fondo darsi da fare in un mondo dettato dal caso…non ne vale la pena … e allora vivra’ la mia stessa aurea mediocrita’. Ma la differenza e’ che mentre io non avevo scelta e l’aurea mediocrita’ e’ stato il mio Grande Slam,il mio Oscar, il mio Premio alla Carriera, in lui potrebbe esserci davvero la scintilla che io non avevo, non ho mai avuto che ti porta a progettare le Egregie Cose che l’animo accendon l’urne dei forti, o pindemonte…
    O forse no.

    Comunque, cosa dici? Dovrei trattare anche Archie come un bambino di 12-13 anni?

  • 124.

    121. “Il guaio e’ che noi Comuni Mortali…”

    I generosi resoconti delle avventure del Grazia Team non sembrano del tutto legati ad uno schema da “comuni mortali”… In tal senso la “mia” ricetta di provincia sembrerebbe decisamente più comune e più mortale… Comunque Stefano, non siete voi la mia ossessione… ed anzi, sinceramente, farei fatica ad aggiungere commenti rispetto al vostro progetto in corso. Che m’é essenzialmente lontano…

    Permettimi però di ridere quando sento di tornei tennistici con bambini di 5-6 anni…

  • 125.

    A parte gli scherzi, ho 55 anni, sono rincoglionito e faccio tante cose contemporaneamente quindi qualcosa magari mi sfugge: spiegami meglio il post 118.

    Sulla scuola: e infatti invece di lamentarci noi siamo andati in Florida dove non e’ che a scuola non fanno nulla ma e’ la scuola ad essere modellata sui bisogni dello studente…Poi alla fine i compiti li devi fare, i libri li devi leggere e i tsts li devi passare lo stesso…
    Siamo sicuri di aver fatto la scelta giusta? NO
    La rifaremmo? SI

  • 126.

    francesco e mirmidone,

    avete messo in evidenza i limiti e la rigidità del nostro sistema scolastico. che non sono stati affatto risolti – tantomeno – affrontati dalla riforma varata.
    sui ragazzi dell’est, in effetti c’e’ un maggior tasso di abbandono della scuola. mentre chi può permetterselo frequenta la scuola online.

    Tornando al torneo svizzero nel canton di Zurigo, sono abbastanza perplesso dalla sconfitta di Giulia Sartori 2 and 3 da Stefanie Vorih. Chiamerò i miei amici tedeschi per avere info circa il livello di questa ragazza.

    Non mi è chiara una cosa: hai notato che alcune occidentali sono tecnicamente meglio impostate delle nostre ragazze?

  • 127.

    Io infatti non ho ancora capito bene che impressione do ad Archie anche se sospetto che sia sicuramente quella sbagliata…el resto lui a me da quella del professorino intellettuale pieno di sprezzante senso di superiorita’ ed e’ probabilmente sbagliata anche quella…la cosa buffa e’ che ogni volta che gli tendo la mano lui la tronca mettendo i puntini sulle i e ristabilendo le distanze…Poi puo’ darsi che sia solo coda di paglia o senso di colpa da parte mia o chissa’, desiderio di essere amato da tutti, propruio come Berlusconi che ancora non si capacita in perfetta buona fede di come ci sia un 40% di Italiani che non lo voti…secondo me lui vorrebbe uscire a cena con travaglio convinto di fargli cambiare idea su di lui…Ma una cosa e’ buffa, e forse l’ho anche gia’ scritta:… La cosa che mi fa piu’ sorridere e’ che Archie si e’ innamorato,a parte Andrew, di due persone, qui sul Blog: di Giorgio che ha pure mandato sua figlia alla Bollettieri tale e quale me e gira pure in Porsche mentre io ero stato accusato di girare con la Ferrari (che e’ la cosa piu’ lontana da me di quanto si possa immaginare) e di Max che pure urla ai quattro venti che se non guadagni almeno 200-300.000 Euro all’anno non hai il diritto di parlare (o peggio: di essere ascoltato). Certo che anche Archie in quanto a coerenza … Detto questo, continuiamo a scambiarci sincera stima per quanto si fa coi propri figli…lui mi accusa di aver voluto imporre il modello del censodopato nel tennis nel quale non mi riconosco, anzi… Io vivo semplicemente alla giornata cercando di stare coi piedi per terra,essere pratico e fare sempre il passo non piu’ lungo della gamba, Vincessi due-tre milioni all’enalotto non avrei alcuna remora morale a pagare i 150.000Euro all’anno per stare alla Bollettieri con Allenatore e PA Personale.

  • 128.

    Archi,
    mi viene da chiederti: conosci alcuna scelta che potenzialmente non possa essere pericolosa o avere risvolti negativi? Se dovessimo tutti partire dal presupposto che quello che facciamo possa arrecare danni, e che quindi è meglio non far niente, trascorreremmo la vita a letto, chiusi in casa vittime del nihilismo. Soltanto chi non fa, non sbaglia. Ed anche questo è opinabile……….

  • 129.

    Stefano,io non mi lamento mai se c’è qualcosa che non va mi metto in discussione e cerco di trovare dove sto sbagliando,solo che se mi rimetto in discussione con gli stessi parametri,difficilmente il risultato cambia.Secondo me mandandolo alla Bollettieri alcuni parametri sono cambiati in meglio però nicholas non deve trovare supporti esterni perchè si rischia di vanificare il lavoro.Giustamente voi controllate ma se non avete ancora individuato quale è il parametro errato rischiate di intervenire in maniera errata.Quando un mio amico mi mette in discussione per qualcosa io lo ringrazio a priori indipendentemente da quello che dice,ma io ho una visione dell’amicizia che probabilmente per molti di voi è una favola.

  • 130.

    Archie, sui tornei a 5-6 anni e sull’entusiasmo del nostro Bogar anch’io ho provato un po’ disagio ma ,mi pare, sono stato anche l’unico sul blog a riportarlo…Il primo torneo vero Nicholas l’ha fatto a 9 anni, torneo Topolino a Genova, sconfitto in finale da Gigi Neri … Ma se per tornei agonistici si intendono invece tornei come scuse per far giocare dei bambini insieme…cosi’ come a 6-7 anni si comincia a giocare a calcio, be’ non ci vedo nulla di male…Certo, leggere di tutto l’eqipaggiamento, ball machine inclusa, che Bogar ha gia’ comprato mi hafatto sorridere…e pensare che c’era gente che ci accusava a noi, me, te, mad max, di essere genitori abusivi… Ma poi ragionandoci su…che c’e’ di male? Dipende da dove sei, dal territorio…se non gai circoli sottocasa, se comunque quella e’ un’occasione per stare con tuo figlio/a… Certo, abbiamo sempre etto che fino a 12 anni delle due e’ quasi meglio non essere nel gruppo dei migliori che esserci (esagerato!) e che vincere non conta nulla… Io semmai continuo a dire che invece abituarsi a competere serve, serve molto… Ma non coltiviamo l’illusione che al bambino non interessi vincere…Mettete 5 bambini di 4-5 anni sulla linea e pronti, via1 fateli correre fino al traguardo… se uno o due si distaccano indietro senza avere chance di vincere, spesso si fermeranno, magari piangeranno …E’ del tutto normale. E spesso chi decide di non fare sport (o perlomeno sport in cui c’e’ una gara) e’ perche’ sa che non riesce mai a vincere e preferisce quindi evitare lo smacco… Purtroppo e’ cosi’, e’ normale…spetta al genitore identificare sport che possono anche non essere competitivi (sci, danza, nuoto, arti marziali, ciclismo, etc)

  • 131.

    Venerdì scorso, dopo un’ora e tre quarti d’allenamento d’atletica, all’ultima ripetizione di discesa rimbalzata dai gradoni, il piccolo ha mancato l’ultimo appoggio, nel senso che è avanzato troppo, facendo leva sui talloni, ed è caduto lungo e disteso. Ci ha messo qualche secondo per decidere che avrebbe dovuto piangere poco. E poi m’ha fatto fa notare che s’è storto un piede…. “Ma sei arrabbiato?!” L’ho massaggiato, ed alla fine abbiamo concluso l’esercizio… stretching, sempre, e poi a casa…

    I miei pensieri, nell’ordine… gli dico sempre che gli ultimi esercizi sono i più pericolosi… in effetti lo sono… ho avuto fortuna che si trattava dell’ultimo gradone… sono un padre incosciente… ho un figlio allenato benissimo… fino ad oggi ho fatto un ottimo lavoro…
    I suoi pensieri… non ha pianto (tanto)… si meritava un bravo in più… il computer, al Venerdì sera, vale tutte quelle fatiche…

    Direi tutto molto “comune”… e fortunatamente non “mortale”…

    Quindi, Federico 128, faccio veramente fatica a capire le tue osservazioni… ma proprio tanta… Se c’è uno che fa… anzi due…
    Perché, guarda, il rischio agonistico lo conosco proprio bene… :-)

  • 132.

    Archi,
    io non parlo di scelte di allenamento, io parlo di scelte educative. Preferisco milioni di volte genitori che sbagliano approccio educativo con i figli ma nonostante tutto fanno del loro meglio dedicando loro tempo ed attenzione, piuttosto che quelli che stanno a sofisticare sui metodi e poi magari per non sbagliare demandano l’educazione dei loro figli a guru, televisione e balie varie. Io sono certo che questo non è il tuo caso, ma non mi sembra neppure giusto colpevolizzare quei genitori che, nonstante le imperfezioni di questo mondo, che sono tremendamente umane, fanno comunque del loro meglio e fanno quello che possono per educare al meglio i loro figli.

  • 133.

    X Stefano
    “Mettete 5 bambini di 4-5 anni sulla linea e pronti, via1 fateli correre fino al traguardo… se uno o due si distaccano indietro senza avere chance di vincere, spesso si fermeranno, magari piangeranno …E’ del tutto normale. E spesso chi decide di non fare sport (o perlomeno sport in cui c’e’ una gara) e’ perche’ sa che non riesce mai a vincere e preferisce quindi evitare lo smacco… Purtroppo e’ cosi’, e’ normale…spetta al genitore identificare sport che possono anche non essere competitivi (sci, danza, nuoto, arti marziali, ciclismo, etc)”.

    Proprio perchè per un bambino la competizione è fisiologica, se tuo figlio ha problemi ad affrontarla in alcuni sport non gli cerchi un alternativa, ma lo stimoli a risolvere il problema da solo. Se è il genitore a cercare e creare alternative per i figli, questi non sentiranno mai di essere responsabili per le proprie scelte.

  • 134.

    Mia figlia ha inziato lo stesso periodo di altri due bambini, un maschietto ed una femminuccia di un anno più grande, dopo un anno la mia già gioca a campo grande mentre gli altri due sono rimasti un pò indietro e si allenano ancora a campo piccolo. Da Novembre a Dicembre ho dovuto far notare un paio di volte al maestro che mia figlia ed altro bambino giunto quest’anno ma molto propenso al gioco dovevano andare avanti e non aspettare gli altri. Da gennaio sono stato accontetato, però capisco anche il maestro, separare e fare una distinzione per chi è capace di andare più veloce è dura da far digerire ai genitori dei bimbi che rimangono indietro, potrebbero rimanerci male e trovare un’alternativa sportiva che significa retta mensile in meno. Non tutti i circoli si possono permettere di selezionare.

  • 135.

    @ Stefano Grazia – 125

    Avete fatto una scelta molto interessante e stimolante;

    non mi dispiacerebbe poterla far fare anche a mia figlia (purtroppo ci sono alcune “catene” di tipo linguistico, organizzativo e personale che ce lo impediscono ).

    @ Ted – 126

    La palla di Stefanie Vorih, già dalla risposta, era così pesante che non si riusciva a tenere lo scambio per più di due (max tre) palleggi.

    Per tecnicamente migliori delle nostre, intendevo, ad esempio, la pulizia tecnica nell’esecuzione del servizio, la capacità di fare serve and volley in caso di solida avversaria “pallettara”, la sicurezza e consistenza nell’alternare i colpi in topspin a quelli in backspin.

  • 136.

    Oh, Archie, mi dispiace ma Il ‘Ma sei arrabbiato?’ di Mati mi ricorda molto Nicholas alla sua eta’ in situazioni simili …
    Fede: tutto ok ma il vero carattere di Federer trapela piu’ dalle sconfitte o quando qualche giornalista ‘osa’ indicare come favorito Murray o Djokovic che lui non accetta ancora come suoi pari…Faceva lo stesso con Nadal, all’inizio…L’ego e’ mostruoso, l’empatia e’ la stessa di una carota, l’interesse e curiosita’ per altre cose oltre il tennis molto ristretto… E’ sicuramente una buona persona, probabilmente molto intelligente, ottimo role model… Ma sarei piu’ interessato a capire i comportamenti di quelli che se la devono sudare perche’ forse Federer e’ cosi’ perche’ improvvisamente si e’ trovato a vincere e non il contrario, cioe’ vince perche’ improvvisamente e’ diventato…’buono’. La vittoria di Wimbledon gli ha semplicemente tolto la scimmia dalla schiena…altroche’ scimmia, il gorilla direi…

    Nicox: ok, ora ho capito…”Secondo me (…) nicholas non deve trovare supporti esterni perchè si rischia di vanificare il lavoro.” Ho capito ma non sono affatto d’accordo. Cioe’ qui mi trovo in linea con Max: il Genitore possibilmente Illuminato rimane il Capo Progetto e in quanto tale ha il Diritto Dovere di intervenire a protezione dell’investimento. Avevo appena detto che il mio non lo era, un investimento. e infatti non lo e’: non metto soldi nella speranza di vederli moltiplicati fra 10 anni MA ALLO STESSO TEMPO ho il dovere di controllare di non buttarli dalla finestra.Diversa magari la storia se uno paga 600-1200Euro all’anno di iscrizione al Circolo e Scuola SAT…A quel punto non e’ nemmeno che puoi pretendere tanto ma se hai rivoluzionato la tua vita separando la famiglia con un oceano e tirando fuori una cifra non indifferente fra scuola e tennis, be’ allora se non intervieni sei proprio un coglione…Ovviamente dipende dal tuo essere illuminato e dalle tue competenze come e quando intervenire e possibilmente il non farlo a sproposito… Io per esempio ho detto che sarei intervenuto tre volte a mo’ di giusto e doveroso Feed Back… Voi direte che non vale perche’ c’e’ comunque mia moglie…che comunque viene presentata in giro da quelli con cui ha appena combattuto non come The Enemy o The Italian Witch ma au contraire come un valido contributo alla Comunita’ (e infatti viene chiamata per parlare coi enitori Nuovi e spiegare loro che cosa e’ l’academy e come funziona dal punto di vista dei Genitori… Ancora: vi ricordate di Anish? Di Sotela? Di tutti quei compagni di gruppo con cui Nicholas battagliava alla pari a inizio anno? Questa settimana e’ settimana di sfide interne al Gruppo e Nicholas li sta battendo tutti 1 & 2…Questi bambini o non hanno i genitori con se’ o se li hanno non sono genitori che interferiscono, sono genitori pecore, genitori che non sanno, genitori che accettano supinamente…Alcuni hanno bambini come Anish che all’inizio erano considerati dai Coach perfetti, ‘very good kid, perche’ non si lamentavano mai…Adesso stanno cadendo nell’oblio… Magari torneranno su ma per dire che non e’ l’interferire o il non interferire che fa la differenza ma piuttosto l’interagire ad hoc, al momento giusto, l’essere coinvolti in prima persona,sia nella scuola che nel training che nell’educazione…Per cui, Federico, per me i ruoli non sono cosi’ ben definiti come dici tu… Poi, ovvio, noi mica entriamo in campo adesso a discutere col Coach o a dirgli che sta sbagliando…E se possibile cerchiamo anche di non avere Nicholas presente se critichiamo questo o quel coach a meno che non sia un caso particolare…Comunque, e’ un discorso complesso. Ma a parte l’aspetto economico non secondario e quello progettuale, alla fine a noi piace essere coinvolti…E qui, direte voi, sta il pericolo. Certo, e’ vero. Ma correremo il rischio. E comunque io credo tutto sommato di aver scelto un percorso che sta nel giusto mezzofra le posizioni estreme di Max o autarchiche di archie e quelle magari supine o neutre a cui sono costretti molti altri Genitori. Poi, ovvio, ci sono anche i Genitori Orchi e ci sono Coach che hanno anche ragione di lamentarsene, e chi l’ha mai messo in dubbio. Solo che in tutta onesta’ faccio fatica a ritenermi tale. La distinzione di Nicox, me ne rendo conto, e’ molto piu’ sottile e parla di parametri diversi… parliamo chiaro, cosa intendi esattamente perche’ altrimenti corriamo il rischio di parlare per ore e poi accorgercidi essere partiti da un punto vicino e ritrovarsi poi a mille parole dopo e accorgerci di aver preso lucciole per lanterne… Ma secondo me noi interveniamo nel modo corretto e facciamo bene a continuare ad intervenire se e quando e’ il caso. anche perche’ piu’ che intervenire noi vogliamo solo essere coinvolti, interagire ed aiutare e per farlo abbiamo bisogno della collaborazione di Coach e PA E SOPRATTUTTO PENSIAMO CHE LORO ABBIANO BISOGNO DELLA NOSTRA. Del nostro aiuto. Che l’obiettivo sia piu’ facilmente raggiungibile se si lavora tutti insieme.

  • 137.

    Fede, con tutto l’affetto che posso,le tue formulette alla Leo Buscaglia non mi entusiasmano…Sei troppo schematico, riduci tutto a una formula, sembra che tu citi i paragrafi della bibbia… Soprattutto sentenzi dall’alto dell’Autorita’ PNL e io faccio un po’ fatica ad accettarlo perche’ non ne riconosco l’infallibilita’…Mi piacerebbe un po’ piu’ di dubbio anche da parte tua, invece sembri il Maestrino Perfettino… O peggio, uno di scientology…

  • 138.

    Stefano,a me sembra di essere stato chiaro,l’unico parametro l’ho più volte menzionato tu dici di non essertene dimenticato ma poi non lo discuti mai.Dico l’unico perchè ti ho sempre elogiato gli altri.

  • 139.

    Oh, Stefano, mi dispiace per Nicholas, ma il “Ma sei arrabbiato?” di Mati a me ricorda molto me stesso, alla sua età, in situazioni simili… si chiamano “convergenze evolutive”… infatti nel nostro caso italo-polacco non attengono alla genetica… spero di non dover concludere che tu ed io siamo parenti evolutivi… :-)

  • 140.

    Nicox, perdonami: ricordamelo, sto benedetto parametro…E’ il Comportamento? E allora cosa c’entra? Qui nessuno ha mai discusso che uno in campo si deve comportare bene, fare quello che gli si dice, rispettare coach e avversario e non sbattere la racchetta. Io semmai ho sempre detto che QUEL carattere cosi’ va bene perche’ se poi controllato sara’ il motore delle sue vittorie…Se non controllato lo portera’ a dirigere il Cartello di Cali’ o piu’ semplicemente a essere un frustrato antipatico. Si trattava di trovare il sottile equilibrio fra il mantenere il Fire Inside acceso e insegnargli i giusti valori. Non ho mai ben capito di che cosa mi si accusi: se di essere troppo lasso o troppo severo, il che se vogliamo e’ sorprendente. Perche’ se mi si accusa di essere io il modello a cui si ispira mio figlio allora mi sa che hai preso una cantonata fenomenale … Perche’ io sul campo sono sempre stato piuttosto corretto…almeno fino ail’arrivo in Nigeria! In Nigeria comincia un’altra storia ma non si tratta di una storia di soprusi e prevaricazioni bensi’ di una lotta per non farsi prevaricare… L;’insegnamento che un espatriato apprende in un qualsiasi paese africano non e’ di fregare per non farsi fregare BENSI’ di non farsi fregare per ottenere rispetto…Tu non devi e non puoi fregare perche’ perderesti il rispetto di te stesso MA NON PUOI ASSOLUTAMENTE farti fregare perche’ se no perdi il rispetto degli altri e l’impossibilita’ di condurre una vita normale… Tutt’al piu’ e’ questo che io ho cercato ANCHE di insegnare a Nicholas ma, credimi o meno, e’ solo una millesima parte di tutto il resto… Ovvio pero’ che non posso negare che molti dei miei tentativi d’insegnamento o di buon esempio possano essere falliti miseramente e che la mancanza di religione e catechismo e paura dell’inferno possa aver inciso anticipando di 4-5 anni quel carattere ribelle che in me si e’ formato per esempio solo al liceo … Non posso nemmeno negare che qualche mio principio morale sia completamente diverso dai tuoi o da quelli di Archie o di Mad Max…Magari qualche volta siete piu’ puri e duri voi, magari qualche volta lo saro’ io, chissa’ … Bisognerebbe mettersi li’ e vederli uno per uno … Certo, a volte sono andato ‘ballistic’ di fronte a mio figlio e ho fustigato costumi e interlocutori credendo di essere nel giusto e qualche volta magari lo ero, qualche volta no (nel qual caso ho chiesto poi scusa) e puo’ essere che questo abbia dato un imprinting diverso se non sbagliato, chissa’…Ho sempre preferito chi si incazza di fronte a chi ti parla dietro ma e’ anche vero che le regole del vivere civile permettono anche di discutere senza mai alzare la voce…A volte in un ambiente di gente che urla e si insulta il piu’ calmo e il paciere sono io…a volte ad andare per le spiccie son proprio io… Ho la fama di essere uno che prima agisce e dopo pensa ma in realta’ non e’ affatto cosi’…E’ vero che mi riesce molto difficile non lasciarti capire quello che davvero penso ma allo stesso tempo non ho mai la pretesa che il mio giudizio sia definitivo (nel senso: potrei sbagliarmi)… Insomma, magari hai ragione tu…pero’ adesso me ne vado a vedere per la quarta volta Avatar e quindi magari svilupperemo poi… Ma non ho capito bene che cosa secondo te avremmo dovuto fare con Nicholas E SOPRATTUTTO PERCHE’?

  • 141.

    Ciao Stefano
    Per cui, Federico, per ME i ruoli non sono cosi’ ben definiti come dici tu…

    Per TE e per Nicho ti sei mai chiesto se lo sono?

    Il mondo è bello perchè è vario. C’è chi ha bisogno di tante parole per esplicare il proprio pensiero e chi le riassume in un concetto. La mia è un’intelligenza sintetica ed il modo di esprimermi la rispecchia in toto.

    Ho citato Federer ma al suo posto avrei anche potuto scrivere Nadal, Murray Dioko etc

  • 142.

    Stefano,
    perchè sia molto chiaro, io conosco molto bene la PNL ma ne uso soltanto qualche tecnologia ed assioma a mio uso e consumo. Se c’è qualcuno tra i bloggers che conosce la PNL potrà confermartelo. L’autorità la lascio volentieri a qualcun altro, a me, da buon educatore, interessa soltanto il feedback.

  • 143.

    Stefano,capisco e comprendo il concetto ed è proprio li il problema secondo me,mio cugino ha vissuto per 20 anni in Sud Africa ma questa realtà un adulto è in grado di differenziarla nei vari contesti un ragazzo potrebbe non essere in grado ed adottarla come metodo universale.

  • 144.

    @ Di Carlo,
    forse diciamo la stessa cosa, mi dispiace di non riuscire a farmi capire. Nel tennis dove ovviamente non esiste il pareggio si deve entrare in campo pensando gioco per vincere, non per fare bella figura, o salvare l’onore. Ci sono giocatori che sono contenti di fare uno o due scambi vincenti, di mettere in difficoltà il campione, di giocargli un paio di contropiede, di volée smorzate e poi si arrendono coscientemente o no, subentra il pensiero ‘lui é il più forte di tutti i tempi’ oppure ‘una preparazione fisica come la sua non ce l’ha nessuno’, o qualsiasi altro discorso che giustifica la sconfitta. Durante il we di Davis contro la Svizzera ero accreditato quindi ho seguito da vicino i giocatori, allenamenti compresi e devo dire che c’era un clima di vassallaggio nei confronti di Roger che si tagliava con il coltello. I nostri scendevano in campo già battuti. Non che Potito potesse sul 2-1 per la Svizzera fare il miracolo contro Federer, ma su dei campi resi lenti dalla pioggia, con delle palle pesanti per l’umidità con altra predisposizione mentale, qualcosa si sarebbe potuto fare.
    Quando si scende in campo si deve dare tutto per vincere la partita. Nel tennis la mentalità del catenaccio non serve a niente cosi come pensare che l’altro é più forte e non c’é niente da fare.

  • 145.

    Interessante intervista di Riccardo Bisti ad un maestro-gestore di circolo.

    Emergono alcuni spunti molto stimolanti.

    http://www.tennisbest.com/index.php?option=com_content&task=view&id=2277&Itemid=74

  • 146.

    Fede, intendi se Nicholas mi riconosce come suo Master & Commander Supremo, Signore e Padrone, Dio dell’Universo?
    Scherzi a parte, ovviamente ognuno si esprime come preferisce, e mi scuso se è suonata un po’ harsh,non volevo,era semplicemente un feed back anche quello: a volte noi non facciamo a tempo a raccontare una esperienza che ZAC!, arrivi tu e l’hai già classificata…Da un lato ne sono ammirato, dall’altro spaventato. A volte preferirei un atteggiamento alla Conrad Lorenz che si limitava ad osservare il comportamento animale …Per esempio quando tu scrivi “Proprio perchè per un bambino la competizione è fisiologica, se tuo figlio ha problemi ad affrontarla in alcuni sport non gli cerchi un alternativa, ma lo stimoli a risolvere il problema da solo. Se è il genitore a cercare e creare alternative per i figli, questi non sentiranno mai di essere responsabili per le proprie scelte.”
    E’ vero, posso essere d’accordo, ma fino a un certo punto.
    Questo è quello che dici tu, che pensi tu, che dice la PNL forse, ma non è IL VERBO… Sono infatti convinto che se tuo figlio continua a perdere le gare di corsa o di tennis o di sci e tu continui a fargliele fare con le stesse persone che lo battono, potrebbe anche accadere che invece di risolvere il problema lui abbandoni le competizioni … Invece è compito del genitore ANCHE creargli delle alternative, delle onorevoli vie di fuga… Fino a quando non sarà più maturo e pronto ad affrontare certe prove. Del resto non si fa anche così nel tennis? Se perdi sempre, passi ad un livello inferiore propruio per acquistare confidence… E a 4-5 anni cosa fa, lo capisce il bambino da solo che deve correre con quelli un po’ più lenti?
    Ma sono d’accordo che non si può scappare sempre, per carità.

    Questa storia dei ruoli tagliata con l’accetta però io faccio fatica appunto ad accettarla, voi fate come vi pare e viviate felici…le teorie dell’educazione le ho lette anch’io (bè, lette…mi son capitate sotto gli occhi) e alcune dicono una cosa, altre ne dicono una opposta…quindi tutti hanno ragione, tutti hanno torto … Ma credo che forse voi vi immaginate cose diverse da quello che in realtà è il nostro rapporto alla Bollettieri…Ma non voglio ripetere sempre le stesse cose. Piuttosto voglio aggiungere una cosa a quanto esposto sopra visto che Gabrì mi raccontava che c’erano alcuni ragazzini che si lamentavano della durezza di ali Bennaji, uno dei Coach, che aveva cacciato o preso in giro un paio di loro che si lamentavo no piagnucolavano…Io l’ho giaà scritto parecchie volte, ho sempre sostenuto che preferisco uno che s’incazza a uno che piange in campo o che fa il ‘whiner’, piagnucola, si lamenta, fa la gnola…E mal sopporto uno che piange per una sconfitta …Preferisco uno che pianga di commozione per una vittoria, per un film, per un libro, per un amore, di gioia o anche di dolore…Perfino per una sconfitta se piuù un fatto di emozione che di rabbia (il pianto di Murray, per esempio, condito anche di autoironia …) Per cui a mio figlio ho sempre cercato d’insegnare a non fare la gnola ma di non avere paura di piangere per la commozione, che non c’è vergogna in quelle lacrime, che si può piangere anche per un film, una situazione, che non è vero che le lacrime sono da femminuccia, anzi, che ci può essere onore in quelle goccie di pioggia salata … Ma fare la gnola, lamentarsi, piangersi addosso…No, meglio di no.
    Ora se tutto questo arreca confusione, può anche darsi, ma chissenefrega … gli errori fatti sono stati tanti ma erano altri…Aver alzato la voce quando si poteva non farlo…Aver continuato degli allenamenti che era meglio interrompere o nemmeno cominciare … Aver difettato di pazienza o aver lasciato che il nostro nervosismo trapelasse e si contagiasse … E’ successo diverse volte…altre volte invece siamo stati bravissimi … E altre volte, ma guarda, siamo stati così e così… Come tanti imperfetti genitori di questo mondo. Potevamo fare le cose in modo diverso? Certamente. Il risultato sarebbe stato diverso? Non è detto e soprattutto non è detto che sarebbestato migliore. ma soprattutto: perchè mai avremmo dovuto fare le cose in modo diverso? Perchè Nicholas ha avuto un problema con Stacey? Si, voi direte che l’ha avuto con tutti o quasi…Verissimo, ma con tutti o quasi ha poi risolto in modo anche da diventare quasi il loro favorito… Con chi non ha risolto onestamente il più delle volte è gente con cui non avrei mai risolto nemmeno io da adulto e quindi mi può anche andare bene…L’importante è che a 13-14-15 anni lui capisca che la Responsabilità è sempre più sua, che lui e lui è solo è responsabile del suo destino … Comunque io ormai vivo le sue storie attraverso il filtro della distanza e della mamma ma mi fa un po’ specie che se ne parli come di un caso patologico…Colpa mia, ovvio, che l’ho messo in piazza ma mi sembrava anche di aver chiarito che non c’è bisogno di tenerlo al collare e mettergli la museruola… Io credo che semplicemente sia un ragazzo piuttosto esuberante econtro ogni apparenza piuttosto sensibile e che quindi per non sembrare debole reagisce in un certo modo come la maggior parte dei ragazzini della sua età e con le sue caratteristiche…Non credo sia molto diverso da come erano Federer, Agassi, McEnroe, Murray o Djokovic alla sua età…Ovviamente loro giocavano molto meglio ma mica possiamo tenergli il broncio per questo …

  • 147.

    Roberto, letta l’intervista a Filippo Bersani dell’ottimo Bisti ma cosa dice in pratica che non si sente dire da 5 anni? Che il tennis è in ripresa, che fino a 14 anni i nostri non hanno nulla da invidiare a nessuno , che la 12enne slovena va in giro da sola e il 18enne italiano no,che il sistema dei circoli è un po’ obsoleto, che la scuola Maestri è migliorata ma che è troppo teorica e che il ruolo del Maestro non è protetto…son tutte cose che chi legge un po’ i tennis blog e le riviste italiane di Tennis le sente ripetere da parecchio … Quello che ci interessa magari in questo contesto potrebbe piuttosto essere questo spunto che mi è venuto in mente leggendo l’intervista e che forse meriterebbe un piccolo dibattito: il nostro sistema è sbagliato dai 14 anni in su (sistema dei circoli non idoneo, mancanza di Academies, Tirrenia non all’altezza) o perchè in realtà non è vero che han lavorato poi così bene ed allora emergono le magagne?
    E’ vero che anche di questo ne abbiamo già parlato, con idee varie e contrapposte, ma magari qualcuno ha voglia di tornarci sopra …

  • 148.

    Ciao Stefano,
    se hai notato, nei miei interventi metto sempre davanti i ragazzi. Ciascun ragazzo, ciascun figlio è diverso a suo modo. E’ come se a diversi problemi matematici volessimo applicare una stessa formula. Non funziona. Ciascun caso merita un trattamento apposito. Ed io mi limito a trattare il caso, mai la persona in generale. Per me ci sono casi e situazioni da risolvere, non persone da curare. Quando il bambino fallisce in due o tre gare non sempre è perchèhe si trova in un contesto non adeguato alle sue capacità, può anche dipendere da mancanza di motivazione, ansia da competizione etc. ed ancora più spesso ad un mix di fattori diversi.In quei casi bisogna parlargli, cercare di capire cosa gli passa per la mente ed offrirgli degli spunti per lavorare su quello che non va con lo scopo di migliorarsi, sempre. Sarà poi lui a trovare la sua strada da solo. E’ lui che deve scegliere per se.

  • 149.

    Tilden,
    la sicurezza di un giocatore viene costruita in due modi: con l’allenamento ed attraverso l’esperienza pregressa. Quando ti trovi di fronte un avversario contro cui hai provato di tutto in passato e non sei riuscito a scalfire la sua sicurezza è molto facile partire con la mentalità di essere stati sconfitti prima di entrare in campo. Devi anche considerare che un giocatore porta con se un definito bagaglio tecnico di cui è consapevole. In partita un professionista non improvvisa niente o quasi. I giocatori professionisti entrano tutti in campo con un ben definito game plan che cerca di approfittare dei punti deboli dell’avversario. Se parti dal presupposto di non avere le armi per combattere, come dici giustamente, hai perso prima di giocare. Ed alla fine, quasi sempre, le partite vengono vinte da chi ha più sicurezza e meno dubbi.

  • 150.

    Se andiamo a vedere com’è finito il blog di Scanagatta scopriremo che dall’addio di G&F ha fatto meno d’un centinaio di post (non articoli) in tutto il 2010 già trascorso, fatta salva la recentissima operazione (grande novità!) su “Federer… il più forte di sempre?”. Stimolazione che da quelle parti funziona comunque, e coinvolge immancabilmente qualche illustre nostalgico, anzi nostalgica, di quella sorta d’edificante discettazione…

    Nel rispetto però di “spaziotennis”, onde evitare che la logorrea di genitori svitati stravolga la dimensione di questo delicato blog, dove si contano centinaia di commenti sugli spazi del Comandante e spesso un imbarazzante silenzio in calce alle analisi sui tennisti italiani emergenti, sarebbe il caso d’affrontare questo nodo.

    O G&F diventa più inclusivo, affrontando temi vari con piglio meno autoreferenziale, e contemporaneamente i suoi protagonisti trovano una modalità di partecipazione coerente con tutti i temi redazionali, oppure, credo io, sarebbe meglio che la combriccola dei “parents” si dotasse di casa propria.

    Dico ciò non per accendere una polemica, ma affinché il prodotto proposto in rete sia coerente con le aspettative dei navigatori che lo intercettano: penso che ogni spazio di delirio dialettico vada opportunamente delimitato e presentato, affinché da un lato sia utile per gli interessati, e dall’altro non finisca per danneggiare altri canali informativi… Chi apre un sito e trova, senza un’apparente logica, articoli privi di commenti associati ad altri in cui si parla di tutto e di più, non foss’altro per non sentirsi solo, s’accoda nei secondi… alla lunga tale meccanismo è destinato ad incepparsi…

  • 151.

    Non so, e’ un problema Ale?
    Quando ancora mi voleva bene Mad Max,irritato per alcune censure nei suoi confronti, mi aveva proposto un sito tutto nostro ma io,a parte che avevo appena iniziato su spaziotennis, avevo obiettato che avremmo perso visibilita’ e possibilita’ quindi di attirare anche gli Occasionali Viandanti. Certo, in Utopia l’ideale sarebbe avere ubitennis per le News e il link con Spaziotennis per l’Approfondimento (colto!).
    Ma in effetti ogni tanto i ragionamenri di Archie non nego di averli fatti anch’io … Credo pero’ che i curatori di spaziotennis non siano poi cosi’ preoccupati dei commenti e si limitino piu’ a fare un ‘giornale’ indipendente da essi. Alla fine credo che i posts non interessino nemmeno cosi’ tanto neanche alla redazione di ubitennis dove piuttosto che scrivere un commento il redattore preferiva scrivere un articolo anche se magari sullo stesso argomento ce ne erano gia’ tre o quattro…Purtroppo pero’ e’ vero che il blog spesso si incarta e si circoscrive …diventa un forum personale e principalmente per colpa mia…
    Mettiamola cosi’: io prima scrivevo lunghissime email ai miei vecchi amici. Ma i miei amici non avevano figli tennisti e nemmeno figli sportivi e molti nemmeno dei figli.Il Blog per me e’ come scrivere email e avere ogni tanto qualcuno che ti risponde.Ma se il mio e’ considerato un puro esercizio di narciso vanesio evidentemente o ho sbagliato pubblico e palcoscenico o non mi sono reso conto di come stanno le cose in realta’. E ogni tanto sono io il primo ad essere un po’ disturbato dal mio parlarmi addosso. Ogni tanto anch’io penso di autolimitarmi e scrivere solo gli spunti e non piu’ i commenti. Ogni tanto penso anche di non scrivere nemmeno piu’ gli spunti e trovarmi un lavoro.. ah no, quello ce l’ho gia’.

  • 152.

    ArchiPedro… la domanda e l’offerta determinano lo share… ed è altresi difficile commentare, ad esempio, una notizia su una 16enne…in cui si parla di programmi e sogni… sono notizie, anche interessanti, ma che uno legge e digerisce punto.

    ————

    Si Stefano… anch’io in effetti non vedo grosse differenze, nell’intervista al maestro Piacentino…. Il succo mi pare sia sempre lo stesso…. Poca Comunicazione, Ambienti generalmente inadatti all’agonismo ( i ragazzi si adattano dimenticando i loro obbiettivi) e chiusura totale ad iniziative Extrafederali…
    L’ unica cosa che mi balza all’occhio, è che opera solo su 2 campi… cioè non è solo una questione di avere strutture supermoderne… ma di persone che hanno stimoli per mettersi in gioco.

  • 153.

    anch’io condivido molte delle cose dette dal maestro a Riccardo Bisti…

    specialmente quella che l’incremento dei tesserati deriva (oltre che dall’introduzione dell’obbligo di tesseramento per tutti i soci) anche dall’onda lunga dei 40enni (come me) appassionatisi al tennis negli anni di Panatta e Borg.

    Rimangono ancora 3-4 anni prima che anche questi si distacchino dal disgusto…

  • 154.

    151. “avevo obiettato che avremmo perso visibilita’ e possibilita’ quindi di attirare anche gli Occasionali Viandanti”

    Comandante, questa frase mi dice che, forse, non conosci perfettamente come funzionano i motori di ricerca… Il mio bloggino insignificante intercetta perfettamente alcune combinazioni vaffa-semantiche dei browsers, e conseguentemente viene frequentato… se non fosse un piccolo diario, dispersivo ed incoerente, ma avesse le potenzialità di G6F, sarebbe visitatissimo…

    Il punto é… saresti disposto ad andare anche oltre i tuoi temi prioritari e la tua narrativa? Perché di Bradenton, nei commenti delle tue Chronicles, non se ne parla poi tantissimo… ma tu riesci a fare centinaia di post comunque proprio grazie agli off-topics come questo. Sommando contributi estemporanei di persone che nulla hanno a che vedere con Bollettieri…

    Potresti insomma cercare di rappresentare anche il 40% dell’elettorato con le pezze sul sedere… :-) … ma hai ben capito che se sono qui significa che ho rispetto del tuo impegno… ed uso la mia “intelletica” (ah.. l’intelligenza sintetica…) per remare, anzi navigare dalla tua parte. E’ solo un problema redazionale…

  • 155.

    Ho linkato l’intervista perché quei concetti che a noi appiono ormai scontati e digeriti non lo sono affatto per una cerchia di appassionati appena un pò più vasta.

    Maggiore è la consapevolezza collettiva dei problemi, maggiore la possibilità di rendere politicamente accettabili e concretamente fattibili dei progetti di riforma.

    Sulla questione delle infrastrutture:
    La situazione della dotazione infrastrutturale è molto diversificata da regione a regione. Siamo al paradosso che i migliori risultati si ottengono nelle regioni dove il clima è più nemico del tennis (al nord: un caso per tutti, il Piemonte).

    E questo avviene perché dalla Toscana in giù, trastullatici tutti per 30 anni con l’equivoco del “ma tanto qui si gioca all’aperto tutto l’anno” siamo rimasti indietro di decenni, per la mancanza assoluta o quasi di campi coperti e di campi in cemento.

    Nel Lazio la situaazione è drammatica: sono 3 anni che praticamente d’inverno si gioca e ci si allena un giorno si e uno no, perché piove. Le condizioni di gioco sono disastrose, con campi lentissimi e palle che diventano gatti dopo 5 minuti.

    Le mamme portano i bambini alla SAT e l’anno dopo li iscrivono a basket e a judo, esasperate dalle giornate di lezione perse e dalle influenze causate dalle lezioni al freddo, con i maestri che fanno il cesto intabarrati come gli alpini a Nikolajevka…

    Ma questo, ai Signori Soci, quasi tutti pensionati e liberi professionisti, che si trastullano con il loro doppietto infinito nel tepore del mezzogiorno, non interessa di certo.

    In più la mancanza di campi coperti disincentiva i lavoratori dipendenti (che sono in ufficio fino alle 18.00) ad associarsi, perché per 6 mesi sarebbero costretti a giocare al freddo e con l’umidità serale all’aperto.

    Questo di fatto alza l’età media dei soci e rende tutto più difficile.

    Con il Comitato Regionale del Lazio stiamo portando avanti una campagna di ssensibilizzazione, che includerà anche la stipula di una convenzione con una ditta fornitrice di campi in cemento per offrire ai circoli che intendano riconverire i campi condizioni agevolate.

    Ormai i maestri li abbiamo convinti, e sono tutti dalla nostra parte. Stiamo iniziando a lavorare sui dirigenti di circolo, e io ho fatto alcune simulazioni di ammortamento dei costi che hanno dato esiti sorprendenti: in sostanza la riconversione di un campo dalla terra al cemento si finanzia da se in soli 3 anni solo grazie al risparmio sui costi di manutenzione, mentre la copertura di un campo si ammortizza in appena 4 anni con i maggiori proventi garantiti dalla possibilittà di far lavorare il campo anche nei giorni di cattivo tempo e nelle ore serali d’inverno.

    Giorni di pioggia a Roma sono passati da 85 l’anno (media 1971 – 2001) a 115 (media degli ultimi 3 anni – dati Areonautica militare).

    E poi i proprietari di Circolo che possono accedere ai mutui agevolaati del Credito Sportivo praticamente possono fare tutto senza tirare fuori una lira, poiché i flussi di cassa generati dai maggiori proventi dei campi coperti e dai risparmi in manutenzione coprono al 100% le rate dei mutui lasciando fin dal primo anno profitti aggiuntivi.

    Insomma, dalle analisi che ho fatto emerge che il miglioramento della dotazione infrastrutturale non è solo un qualcosa che migliora la possibilità di allenare bene i ragazzi, ma è anche un ottimo affare sul piano imprenditoriale.

    Il problema è che nessuno se ne accorge, per limiti soprattutto direi culturali.

    Nelle prossime settimane, uscirà una serie di miei articoli su questi argomenti sulla rivista FIT Supertennis.

  • 156.

    mirmidone,

    grazie per il chiarimento. quanto scritto da te, dovrebbe far riflettere – e non poco – i maestri e chi imposta tecnicamente i ragazzi in Italia.

    archie & il doc,

    mi ricordate il giovane holden. archie nei panni del preside o di qualche prof della scuola di pencey, mentre il prof è ritratto perfetto di holden caufield. è impossibile ingabbiarlo. Forse il bello – l’aspetto più interessante – è proprio questo.

    gabri,

    in uno dei tuoi recenti post racconti di nicholas che parla di killer forehand. sarebbe interessante sapere cosa intende lui per KF. Da un lato c’e’ la didattica contenuta nel video di NB (i sei step, ingredienti essenziali del KF), dall’altro c’e’ la consuetudine dei ragazzi. Cos’e’ il KF? Un colpo che lascia fermo l’avversario? Uno strumento per prendere il controllo dello scambio? sarebbe bello sapere come la vedono i ragazzi.

    al doc,

    volevo dire che ieri c’e’ stata grande speculazione al Nasdaq su Winn Dixie (simbolo:WINN), che dopo esser stato vicinissimo al minimo storico di 8 $, chiude la seduta a 10,43 con un rimbalzo del 10,137%. Ha chiuso il trimestre in utile, laddove tutti si aspettavano una perdita, benchè il contesto economico rimanga difficile. WINN – come tutti i suoi concorrenti – è tra le aziende più colpite dal crollo dei consumi e dalla pressione deflazionistica . C’e’ stata una contrazione forte nel fatturato sui farmaci, ad esempio. La gente ormai compra quasi solo i generici. WINN si ingegna nel marketing per fare grandi promozioni. Non so forse gabri si ricorderà quella di dicembre: dollar stretching make a meal initiative: se compravi la lasagna formato party, WINN ti regalava 2 litri di Pepsi, gelato, verdure e pane. Questo solo per farvi capire come è messa la gente normale in Florida dove si concentra la grand parte dei 512 Store di WINN.

  • 157.

    155 – Giorni di pioggia a Roma sono passati da 85 l’anno (media 1971 – 2001) a 115 (media degli ultimi 3 anni – dati Areonautica militare).

    Commentucci, se vuoi essere “scientifico” devi considerare anche i giorni di freddo intenso, quelli di gran vento, forse pure il sole negli occhi… e molte altre variabili di natura statistico – aleatoria.. tipo che se il Tevere esonda si porta via la sabbia rossa e non il cemento…

    Ma soprattutto, dillo per piacere ai genitori, i bambini NON devono partire dalla terra rossa per poi andarsi a spaccare i legamenti, da adolescenti atleticamente impreparati, sulle superfici piede-bloccanti …

  • 158.

    Sul fatto che i bambini devono partire dal cemento abbiamo già convinto tutti i maestri, Archipedro.

    Ora sfideremo lo scoglio più duro: i gestori dei Circoli.

  • 159.

    Stefano, archi, grazia, ted, roberto comm,andrew, atti, federico,nicoxia e tutti gli altri

    a me sto’ forum, blog, … (chiamatelo come vi pare)
    mi piace da morire … e’ unico ed irripetibile e leggo sempre cose fondamentali per me (genitore) ed i miei piccoli tennisti (94-98)
    non cambiate tenore e ben vengano tutti gli ot
    siete grandi !
    buona giornata
    Stefano

  • 160.

    Roberto…

    è proprio perché devi andare da gestori di circolo che sono anche associazioni sportive “camuffate”, che il tuo progetto fallirà…

    A loro non frega niente che sia terra o cemento, certo prediligono la terra (da noi anzi è un vanto riuscire a mantenere i campi in terra)… ma quello che sopratutto importa a loro è fare del circolo quello che gli pare, ossia casa loro..

    E proprio questo giocattolino che va rotto…

    Perché poi succede che la peste-circolo investe un po’ tutto e tutti…L’altro giorno ho dovuto bisticciare con la barista rumena che prende le prenotazioni sui campi pubblici che ultimamente frequento, perchè sono passati 4 individui che hanno prenotato i campi il sabato, non per un giorno, non per due, MA PER TUTTO L’ANNO.

    Capisci che voglio dire…QUI ORMAI NON SI VUOLE PIù GIOCARE A TENNIS, SI VOGLIONO I CAMPI DA TENNIS!!!

  • 161.

    Un gestore di circolo è spesso anche un imprenditore andrew: se io gli dimostro, dati alla mano, che facendo certe cose, senza alcun rischio o quasi, i suoi profitti aumenteranno, ritengo di avere buone speranze di convincerlo…

    Ted Meekma, con cui condivido il background economico (il primo amore non si scorda mai…) può confermare che queste cose nel mondo reale si chiamerebbero consulenze di project financing, e sono anche parecchio costose.

    Io gliele faccio gratis.

  • 162.

    Comentucci..

    Io 2 conti su una struttura coperta (pallone..la piu’ economica) me li sono fatti e mi viene difficile capire da dove possono derivare i profitti
    Molto probabilmente nel lungo periodo diventa conveniente la struttura fissa (pero’ hai l’investimento iniziale decisamente piu’ alto e il problema che d’estate puoi aprire al massimo i laterali)
    Saluti

  • 163.

    Jho, ti rispondo sulla tua mail privata.

  • 164.

    Un po’ in ritardo, ma mi ero scordata di commentare il post di mirmidone:
    ‘immagina che il consiglio di classe di mia figlia le ha “affibbiato” un nove in pagella (in comportamento) [ha sempre avuto dieci] quale avvertimento per la “perdita” di tredici giorni di scuola (per i tornei di tennis) nel primo quadrimestre;
    …a me questa cosa fa rabbrividire….in una scuola come quella italiana basata esclusivamente sui contenuti e pochissimo sull’attitudine, continuano a penalizzare i ragazzi che comunque dimostrano di avere un impegno, con tutto quello che di educativo c’e’ intorno a tale impegno e poi non avendo altre possibilita’ si attaccano alla voce ‘comportamento’ che meriterebbe una lunga serie di approfondimenti, ma io comincerei col chiedere: come dovrebbe essere valutato il comportamento di una scuola che lascia a se stessi i ragazzi ai primi di giugno, chiude i battenti, li riprende a meta’ se non fine settembre e non gliene puo’ fregare di meno di quello che hanno fatto in questi mesi, se non la valanga di compiti che gli propinano…poco importa se ciondolano e sciabattano nei centri commerciali attirati da tutto quello che la scuola vorrebbe condannare , perche’ io non li vedo accalcarsi nelle librerie…il discorso e’ lunghissimo e ci vorrebbe un po’ di coraggio per fare scelte educative diverse, ma io stessa se non fossi stata costretta ad avvicinarmi ad altre realta’ credo che avrei fatto fatica ad allargare i miei orizzonti, siamo legati a schemi un po’ rigidi per la formazione scolastica italiana, eppure, proprio perche’ e’ una scuola di contenuti si presterebbe perfettamente a soluzioni miste del tipo presenza in classe e online durante le assenze e ben poco verrebbe perso, e potrei farvi i paragoni con la scuola che fa adesso Nicholas e casomai Stefano ci fara’ un articolo.

  • 165.

    @ Gabri – 164

    Gabri, mi faresti una cortesia se potessi articolare (con un certo dettaglio) come vengono conciliati e regolati le esigenze di verifica ed i contenuti scolastici (nella vostra realtà statunitense) con l’impegno agonistico di Nicholas …. grazie !

    Magari potrei riuscire a farlo valutare (e chissà forse accettare) anche da noi !!!!

  • 166.

    Roberto, guarda che interessava anche a noi (capire come ammortizzare i costi del pallone)!
    Pero’ e’ vero che in florida gli unici 4 campi indoor sono da Bollettieri…IN TUTTA LA FLORIDA! Il fatto e’ che il clima sara’ anche meglio del Sud d’Italia ma soprattutto…I CAMPI IN CEMENTO ASCIUGANO PRIMA!!!! E’ la stessa cosa qui a Lagos…anche durante la stagione delle pioggie sono rari i giorni in cui davvero non si riesce a giocare…Puo’ venire giu’ un diluvio per 10 ore poi mezzora di sole e sono gia’ asciutti…Magari ci si aiuta coi Roller … In un circolo attrezzato vedrei bene nel budget uno di quegli aspiratori/asciugatori … Comunque cemento e’ bello! Io pero’ non sono riuscito ad ottenere il permesso di costruirne uno a casa mia in campagna e se voglio posso solo costruirne uno o in terra o in erba… a parte che io ero rimasto a certi prezzi in lire di 20 anni fa e quando ho sentito sparare certe cifre (40.000 Euro????) li ho mandati allegramente sapete benissimo dove…Mi chiedo: ma costano cosi’ anche in US? O li’ come il cibo nel Winn dixie anche i campi da tennis ve li tirano dietro? Perche’ ogni Circolino della Malora, sperduto fra gli alberi,e anche quasi ogni scuola, minimo minimo 7-8 campi da tennis ce li ha, in duro o terra verde…e spesso ne ha invece una ventina, altro che i due del Maestro Bersani … Certo, probabilmente a NY e’ tutta un’altra storia (pero’ ci sono i Campi pubblici), ma perche’ le Puglie non sono diventate la nostra Florida e’ secondo me uno dei grandi misteri della Storia d’Italia (vabbe’, si fa per dire…)

  • 167.

    Ted, io non so cosa dirti di Winn Dixie, so solo che ogni volta che entro in un supermercato qui in America mi viene non so quale sindrome e i vent’anni passati in Africa hanno il loro peso! Si in parte penso a quanto cibo a quanta roba viene messa in vendita tutti i giorni, sempre uguale, sempre cosi’ tanta che fa per forza pensare alla fame nel mondo, ma quello del quale non mi libero e’ un senso di incertezza…vedere tutto quel sedano, per esempio, a pochi centesimi e pensare che a Lagos o a Luanda a volte lo trovavi, striminzito e un po’ ‘fiappo’ persino a 18 dollari (…scandaloso, io non l’ho mai comprato!) , oppure vedere che c’e’ un prodotto che in Africa trovavamo raramente e devo trattenermi dal non fare la scorta per i prossimi mesi…c’e’ sempre li’ tutti giorni a tre minuti da casa…ma devo sempre razionalizzare …e mi devo anche abituare alla quantita’ di plastica che avvolge tutto…le confezioni che qui si buttano in Africa sarebbero preziose,utilissime e vengono conservate non tanto per noi ma c’e sempre qualcuno nel compound che te la viene a chiedere, la guardia, l’autista per se o per i suoi bambini per la scuola…insomma la cosa a cui faccio un po’ fatica ad abituarmi e’ lo spreco…sara’ dura per gli americani accettare un altro stile di vita e molti credo non lo faranno mai. E’ curioso che adesso questo paese si trova a esaltare principi di rispetto dell’ambiente e della natura che erano propri di quella popolazione nativa che loro hanno praticamente distrutto…per carita’ nessuna apologia per i nativi americani che a me pero’ sono sempre stati simpatici, anche se non avevano nemmeno inventato la ruota e non scrivevano, ma piu’ rispetto lo meritavano! ….e cosa c’entra col tennis???

  • 168.

    @Archie:Il punto é… saresti disposto ad andare anche oltre i tuoi temi prioritari e la tua narrativa?
    Onestamente? No. Siccome scrivo per piacere, il mio contributo e’ quello e quello rimane, chi mi ama (e chi mi odia) mi segua. Non avrei problemi a continuare a scrivere le mie cose in un Blog G&F in cui altri si occupano di cose tecniche: che ne so, tu di Metodologia dell’Allenamento, Mad Max di Management, Roberto di Comunicazione e Andrew di Carboneria …
    Perché di Bradenton, nei commenti delle tue Chronicles, non se ne parla poi tantissimo… Si, e’ vero, ma infatti gli spunti sono solo delle scuse…anche di Bradenton in fondo agli altri gliene frega fino a un certo punto ed e’ per questo che con grande scorno di Ted ogni tanto provo a parlare di stretching, preparazione atletica, tattica, nutrizione, mental, comportamento e personalita’ … capisco pero’ il problema: la materia e’ vaga e dispersa e potrebbe essere piu’ utile raggupparla per argomenti…al tempo stesso pero’ si e’ visto che se fai 10 titoli ben precisi dopo 20 commenti hai gia’ detto tutto quel che c’e’ da dire e hai perso il piacere estemporaneo della conversazione…
    Ci vorrebbe un archivista che ogni mese raggruppasse dalle nostre chiacchere paragrafi di qusto o quell’argomento e li inserisse nelle varie categorie…Una segretaria ben pagata potrebbe farlo … Anch’io se mi offrissero lo stesso stipendio che percepisco qui ma credo che al massimo ale e rob potrebbero raddoppiarmi quello che gia’ mi danno ora …
    Insomma, we are all born to suffer …

  • 169.

    Piuttosto, Archie, sarebbe bello fare quello che suggeriva Mauro, un blog G&F inserito in un progetto a piu’ ampio respiro con la costiuzione di un Associazione di Genitori di Tennisti che si dovrebbe occupare,cito,” non solo di scambiare esperienze ma anche di proporsi a giornalisti, coaches, sponsors vari in maniera unitaria” Fin qui Mauro, io aggiungo anche: e perche’ non una vera A.S., con tanto di Pullmino VaffanTennis che ti porta ai Tornei, autogestito, con a turno un genitoreHittingPartner, un genitore Autista, un genitore che si occupa della coordinazione Inseriti nel programma mini stages da Sartori, tornei ETA, sedute di valutazione da Buzzelli e Catizzone, videoanalisi da Bertino Pizzorno …
    Ma sparsi non solo per tutta italia ma anche in diversi continenti (noi in Florida, Giogas in Turchia, Mauro e Bogar in Sardegna, Francesco in Sicilia…)e’ difficile…non siam riusciti nemmeno a trovarci un week end a casa mia in provincia di Bologna…. Pero’ l’idea di andare a un Torneo con un bel Bus con la scritta G&F…Ma Vaffan…Tennis! sarebbe bellissima…

  • 170.

    Mirmidone, mi informero’ nel dettaglio da chi fa gia’ parecchie assenze per tornei, e saro’ piu’ precisa, ma tieni presente che Nicholas frequenta al momento regolarmente la scuola dalle 7,20 alle 12 tutti i giorni e i tornei si svolgono durante l’week end. Poiche’ puo’ succedere che le finali si facciano il lunedi’ di solito Nicholas chiede il permesso di assentarsi per torneo appunto per quel giorno, poi se va invece a scuola tutto ok. Il permesso di assentarsi va fatto direttamente con gli insegnanti di quel giorno che ti dicono anche cosa devi fare per rimanere in pari andando online o anche telefonando a loro direttamente (qui gli insegnanti sono raggiungibili e disponibili per l’unico vero scopo che e’ istruire ed educare). Quando poi rientri ogni insegnante ha un giorno della settimana in cui resta fino alle otto,otto e trenta alla sera e tu puoi andare da lui per recuperare…parola d’ordine: dedizione. Poi ti daro’ i dettagli

  • 171.

    Si, Stefano…

    comincia con il registrarti al vaffantennis…

    sto mettendo a punto in questi giorni un sistema di comunità tipo facebook, con gli utenti che possono interagire tra loro (mandarsi email private, contattarsi, etc…)

    Io il pulmino cellò già…

  • 172.

    Gabri@…
    Premesso che la ns. scuola italiana sta all’opposto dello sport… fra l’altro, non a caso, i peggiori “sportivi” sono proprio i professori di ginnastica (tranne rare eccezioni)….le 2 ore settimanali rappresentano una pausa ricreativa e basta.
    Premesso questo….la scuola fino alle medie… per tornei e allenamenti diciamo che è gestibile… il tutto cambia se si sceglie un liceo o simile… il volume di studio e l’attenzione richiesta, oltre ad allenamenti piu’ intensi e tornei (spesso piu’ lontani)… determina in molti ragazzi la scelta di dedicarsi al tennis a scapito delle scuola… e spesso si utilizza la formula privata per tamponare (il famoso pezzo di carta …..pero’ senza il contorno….non raccontiamocela che è la stessa cosa…)
    E’ una questione di scelte personali e familiari…. In qualche caso i presupposti consentono/inducono a provare …ma anche qui nella maggior parte dei casi è una scelta “pappagallo” come il partecipare agli ETA… lo fanno gli altri del mio livello…quindi per diventare “forte” devo farlo anch’io…insomma si va per fare esperienza (tutti insieme trallarero-trallalà), ma non è chiaro cosa serva per essere all’altezza di partecipare con valori medi simili agli altri ragazzini europei…. si va.. ci si diverte… e si torna felici e contenti.
    Ma a meno che di essere già un ragazzo che gira 2-3 settimane al mese i vari tornei ETA ( e che va avanti nei tabelloni main draw e non solo qualche turno di quali…)….io credo si possa e si debba tentare di portare avanti il piu’ possibile la decisione….
    Anzi se c’è passione per il tennis spesso si ottengono discreti risultati anche nella scuola (e con minimo sforzo)…quindi…

  • 173.

    Stefano

    Ho un preventivo in mano per la costruzione di un campo in terra rossa comprensivo degli scavi e la realzzazione del fondo di 30.000 Euro piu’ Iva

    Per i campi in sintetico la cifra scende (dipende dal tipo di materiale) per il cemento puro e semplice credo costi ancora meno . Per materiali all’avanguardia tipo Play It Clay (un sintetico con le caratteristiche della terra rossa) la cifra sale

    Tieni presente che qualsiasi impresa e’ in grado di farti il fondo con le specifiche richieste (e ti costa pure meno) e poi puoi far stendere sopra quello che vuoi tu
    Su un pezzo di terreno costruibile , che io sappia , tu puoi farci tranquillamente una gettata di cemento senza che nessuno possa rompere i maroni (mi faccio il cortile ^_^)
    Saluti

  • 174.

    Curiosità… e una copertura copri-scopri ?
    Mi dicono che si va dai 40.000 a 100.000.. è vero?
    e dove si trova l’elenco delle ditte ?

    Complimenti al sito.

  • 175.

    Jho, dipende dai Comuni…qui mia moglie ha fatto la spola fra casa nostra e il Comune di Sasso diverse volte: purtroppo casa nostra e’ a 10cm dal confine col comune di Monte san Pietro e a 12 km da Sasso Marconi, oltre il Colle di Mongardino,reso famoso da tanti Giri dell’Emilia,e comunque l’ultima casa di Sasso e purtroppo non la prima di Calderino di M.S.Pietro… In piu’ siamo vicini a un fiume (be’, un rigagnolo…il Lavino) e questo determina la proibizione di costruire un campo in cemento (in 4 ettari di terra!!!!!) … Secondo me in america sono un po’ piu’ elastici…. Io poi mi ricordo che costruirne uno in terra costava un po’ meno che in cemento (ma ovviamente se lo costruivi in cemento la maintenance la fai anziche’ ogni anno, ogni 10 …) … E comunque alla fine i soldi per ora se li e’ mangiati il budget della trasferta Bollettieri …

  • 176.

    la risposta per Jho non dispiacerebbe nemmeno a me, avendo un amico ed ottimo maestro (ma ottimo davvero) che ci vorrebbe provare, e se ci prova ci prova coi ragazzini ed i campi in duro, ad aprire un circolo ma anche lui fa fatica a vedere i profitti…..

    pibla@virgilio.it

    Saluti a tutti.

  • 177.

    Guarda, Roberto, che non è vero che lo scoglio più duro da convincere sul fatto che i bambini devono partire dal cemento sono i gestori dei circoli.

    Guarda che lo scoglio più duro sono io, Roberto.

    Io non sono d’accordo.

    Cerca di convincere me, Roberto: se ce la fai con me, riuscirai anche a convincere i gestori dei Circoli.

  • 178.

    Ora che arriverà la Primavera, e mi tornerà il buon umore, magari partorisco l’idea d’un vaff-raduno itinerante… tipo qualche giorno da noi a Grado in Giugno, dove posso sistemare in appartamento almeno qualche bambino (ed i genitori al seguito li piazziamo nel camper di Andrew), e qualche giorno tipo a Badkleinkirchheim, dove ci sono campi e terme, oppure sul lago di Caldonazzo, dove ci sono campi e centro nautico, o dove comunque va bene ai quattro scoppiati che vorranno aderire alla cosa…
    Si potrebbe altresì organizzare la cosa a Trieste nel periodo in cui Sara Errani gioca o Portoroz… (19-26 Luglio) … così avremmo impianti, mare e tifo organizzato…

    Credo però sia prima necessario ritrovare quello spirito conviviale e collaborativo che in G&F s’é respirato a fasi alterne… :-)

  • 179.

    Archie…

    sai che ti seguirei ovunque…

  • 180.

    volevo fare una domanda a proposito di IPI.

    Mi risulta che abbiano fatto il test del tachistoscopio a tutti i full timer e che Mark Allen a Arina Kuznetsova (un’altra bimba del pomeriggio, che ha fatto finale al Bollettieri Jr Chiampionships al G-16 di fine gennaio, sconfitta da katie spivak) abbiano riportato tra i migliori score in assoluto.
    Ora doc, tu che sei arrazzato di queste cose, cosa misura esattamente il tachistoscopio? La concentrazione? La memoria visiva?

    Project financing, è esatto caro Roberto. Quel progetto mi piace, la considero una bella idea, fattibile ed efficace.

  • 181.

    @roberto
    ho letto con grande interesse il tuo post 155 se non è un segreto professionale ……e potessi mandarmi i dati, anche in privato, mi faresti cosa gradita,infatti al nostro circolo(Circolo tennis Palermo)sto facendo insieme ad altri campagna per fare trasformare qualcuno dei numerosi (15)campi in terra in veloce.Con i tuoi dati potrei essere più convincente.

  • 182.

    Ok,ragazzi, allora, adesso vi spiego il giochetto, in fondo molto semplice.

    Esempio 1: riconversione di due campi preesistenti dalla terra al veloce.

    Costo: qualcosa meno di 50.000 euro (iva compresa) per avere 2 buoni campi ad esempio in Greenset Grand Prix, superficie omologata ITF (velocità “medium”, quindi non troppo rapida) con ottima giocabilità (le resine da applicare sopra lo strato di Bitume hanno dei polimeri di gomma che la rendono infinitamente più confortevole e rispettosa delle articolazioni rispetto al vecchio mateco,ad esempio). Poi c’è il Il Play-it che ha costo e caratteristiche più meno simili.

    Il risparmio sui costi di manutenzione (ho fatto un sondaggio su 5-6 diversi circoli romani) è il seguente: la manutenzione giornaliera di un campo in terra a Roma costa da 3 a 6000 euro l’anno (mano d’opera, terra rossa, sale, righe, eccetera). Poi bisogna aggiungere i costi di rifacimento, per altri 4-5000 euro, da sostenere ogni uno o due anni. Complessivamente, in media, la manutenzione annuale di un campo in terra costa tra 6 e 8mila euro l’anno, dipendendo dal numero di campi, dal livello di finitura, dalla regolarità o meno del contratto della manodopera, eccetera). Quindi per due campi abbiamo costi annuali da 12 a 16mila euro l’anno. I nostri 50.000 euro di spesa quindi si ammortizzano in 3-4 anni solo grazie ai risparmi di manutenzione.

    Il campo in cemento per 10-12 anni non richiede manutenzione alcuna (al più, un lavaggio ogni tanto). Dopo 10 -12 anni, se il fondo in bitume è stato fatto bene, è sufficiente ripassare uno strato o due di resine (costo 2-3000 euro) e il campo è come nuovo e a posto per altri 10 anni.

    Va poi tenuto presente che un campo in cemento in media è utilizzabile per circa 50 giorni l’anno in più, perché non gela, asciuga molto più rapidamente, non soffre l’umidità serale, eccetera.

    E non è tutto: se si ha accesso ai mutui ipotecari del Credito Sportivo (in concreto è sufficiente che il gestore coincida con il proprietario del Circolo, per rilasciare l’ipoteca sull’immobile) si può avere un mutuo agevolato per acquisto attrezzature sportive alle seguenti condizioni:

    importo: 50.000 euro (sufficienti per riconvertire due campi);

    tasso:2,5% fisso

    ammortamento: in 5 anni, con 60 rate mensili di poco meno di 900 euro ciascuna.

    In concreto, sono 10.800 euro l’anno per 5 anni, interamente finanziati dai risparmi sui costi di manutenzione, che come abbiamo visto variano, perdue campi, da un minimo di 12mila a un massimo di 16mila euro.

    Quindi il gestore deve solo accendere un’ipoteca, senza tirare fuori una lira. Dopodiché la riconversione si finanzia da sola, e anzi genera fin dal primo anno un risparmio sui costi di manutenzione superiore al servizio del debito contratto.

    La stessa cosa accade, nel caso di Roma, per i campi coperti a struttura fissa.

    Ecco le mie ipotesi:

    Una copertura fissa a doppio telo (che a Roma è necessaria per evitare i costi di riscaldamento del campo ed evitare la condensa) con aperture estive laterali costa circa 140.000 euro per due campi, compreso l’impianto di illuminazione.

    La copertura di due campi genera però dei profitti aggiuntivi, che dipendono dal numero di ore di lavoro del campo e dal numero medio dei giorni di pioggia. Inoltre, a Roma una copertura consente di utilizzare il campo, nei mesi invernali, anche dalle 19.00 alle 23, come accade al nord, mentre da noi alle 18 di inverno i campi sono vuoti.

    Io ho ipotizzato nei giorni di piogga (a Roma 115 l’anno negli ultimi 3 anni, di cui 90 dal 1 ottobre al 31 marzo, dati Areonautica Militare) un uso dei 2 campi coperti dalle ore 10.00 alle ore 23, così ripartito: scuola tennis 4 ore, soci 5 ore e frequentatori non soci 4 ore. Facendo pagare ai soci un ticket di 5 euro a testa (in fondo giocano anche nei giorni di pioggia grazie al campo coperto) e ai frequentatori un affitto di 20, i due campi generano un profitto pari a 100 euro da soci (10*10 ore) + 160 euro da frequentatori (20*8 ore). In totale fanno 260 euro al giorno, da moltiplicare per 115 giorni di pioggia = 29.900 euro.
    Vanno però aggiunte le 4 ore giornaliere aggiuntive nelle quali il campo lavora dalle 19.00 alle 23 nei giorni di bel tempo nei 6 mesi invernali (che sono 90 su 180). Ipotizzando due ore per i soci e due per i frequentatori otteniamo un profitto dai soci pari a 40 (4 ore * 10 euro) e da frequentatori pari a 80 (4 ore per 20 euro). Fanno 120 euro a sera, da moltiplicare per i 90 giorni non di pioggia del semestre invernale: 120*90= 10.800.

    Gli introiti aggiuntivi generati dai due campi in un anno sono quindi pari a 29.900+10.800=40.700.

    L’ipotesi di pieno utilizzo sembra estrema, ma in realtà è molto probabile in una realtà come Roma, una città dove quando piove, tanto per farvi capire come siamo messi, un Flavio Cipolla, per allenarsi, deve andare ad affittare un campo a Casal Palocco, attesa l’assoluta mancanza di campi coperti (ce ne saranno attualmente in tutto una quindicina, molti dei quali fuori dal Raccordo Anulare, per una città di 3 milioni di abitanti, che ha parecchie migliaia di praticanti). Immaginate quindi la domanda di campi quando piove… In più, per rendere la mia ipotesi più prudente, ho calcolato solo l’affitto per il singolo (in realtà è più probabile che molte ore siano affittate per il doppio, che rende di più) e non ho calcolato proventi diretti dalla scuola SAT, che ovviamente beneficerebbe moltissimo dalla copertura dei campi, attirando più bambini.

    Ai nostri 40.700 euro vanno dedotte le spese causate dal maggior utilizzo dei campi (iluminazione, acqua calda), che si possono stimare in circa 5.000/6000 euro l’anno. Molte di queste spese, come l’acqua per le docce, è infatti sostenuta comunque dal circolo, atteso che quando piove, se non si gioca a tennis i soci vanno ad esempio in sauna o in palestra e fanno comunque la doccia.

    Restano quindi 35.000 euro di profitti aggiuntivi, che portano ad ammortizzare l’investimento (140.000 euro) in appena 4 anni.

    Per finanziare la spesa iniziale, ci si può anche qui rivolgere ai mutui ordinari del Credito Sportivo, alle seguenti condizioni:

    importo: 140.000 euro

    durata: 20 anni

    tasso 5,5% (circa) fisso;

    ammortamento: in 40 rate semestrali da circa 6000 euro.

    Quindi dai nostri 35.000 euro di maggiore utile generato dai campi coperti ne dobbiamo togliere 12.000 per l’ammortamento del debito.

    Ne consegue che fin dal primo anno, e senza anticipare un soldo, la copertura di due campi a Roma genera un introito aggiuntivo netto di 23.000 euro.

    Oltre ad essere economicamente conveniente, l’operazione ha immensi benefici in termini di qualità dell’addestramento, semplificazione della pianificazione agonistica, e anche benefici promozionali: a Roma vi sono circa 700.000 lavoratori dipendenti: ma essi, anche quando sono appassionati di tennis, non sono stimolati a farsi soci, poiché uscendo dal lavoro dopo le 17, in mancanza di campi coperti per 6 mesi l’anno non trovano condizioni adatte per giocare. Con i campi coperti, questa gente, per lo più giovane ed in etàda lavoro, si associerebbe a Circoli, con l’ulteriore vantaggio di abbassare l’età media dei soci, (abbattendo l’oligopolio dei pensionati) e portando anche un ulteriore indotto (moglie che si iscrive in palestra, figli alla SAT, eccetera).

    Altre precisazioni:

    La convenienza dell’investimento è inversamente proporzionale al n.di campi coperti presenti in zona: a Roma come detto la convenienza è elevatissima, altrove può esserlo meno.

    Altro elemento da considerare è che la struttura fissa non sempre è fattibile per vincoli paesaggistici e servitù varie. In quei casi si può optare su un pallone pressostatico smontabile, (che non costituisce cubatura) Esso costa molto meno come investimento iniziale ma molto di più come mantenimento. L’investimento comunque resta molto conveniente.
    Un’altra fetta di reddito può venire erosa in alcune zone dalla necessità di prevedere un impianto di riscaldamento: esso fa lievitare il costo iniziale di altri 25.000 euro (per 2 campi) e poi richiede altre spese per il combustibile.

    Ma al centro-sud, specie sulla costa, ci sono molte città dove esso è inutile e dove i campi coperti sarebbero comunque necessari.

    Scusate la lunghezza, ma ne valeva la pena. Ne farò uno o due articoli per la rivista FIT.

  • 183.

    VAFFANTOUR:
    Se sono in Italia quest’estate ci sto anch’io a mandarvi a vaffa…Ovviamente mi piacerebbe ospitarvi tutti a Calderino (10 posti letto indoor li recupero fra me e sorella ma poi c’è il giardino recintato da occupare con le tende!) e concordare qualcosa con Buzzelli al suo Centro Ottimale … Ma il problema sarebbe …sincronizzare gli orologi perchè io potrei avere solo un week end disponibile! Comunque…c’è tempo!
    TED & IL TACHISTOCOPIO (sembra il titolo di un film di Tim burton con Johnny Depp nella parte …del Tachistoscopio!)
    Non ho idea di cosa sia esattamente il tachistoscopio che dovrebbe essere uno strumento di riabilitazione per i deficit specifici di lettura… “E’ un programma che consente la rappresentazione temporizzata su video di stimoli verbali che lo studente ha il compito di leggere verbalmente.” Questo è quello che potete leggere su google.Suppongo quindi che venga usato all’interno di test-esercitazioni per migliorare la capacità visiva, la rapidità di visualizzare gli oggetti, forse una sorta di SensoTouch… non so, magari mia moglie l’ha visto in funzione o ne ha sentito parlare…strano che non me l’abbia mai accennato, si vede che come test è passato inosservato o non gli è stato poi data tutta questa importanza… O forse a Nicholas non è piaciuto e non ne ha nemmeno parlato a casa (non lo escludo!). Ma ci sono molti tests che sono in realtà specchietti per le allodole, vengono fatti una volta ogni 6 anni, magari ci fanno delle foto e un articolo come se lo facessero tutti i giorni, guardate come siamo tecnici, ipertecnologici, moderni… E poi si ritorna a fare le cose serie. sul campo.
    Non dico che sia questo il caso, ANZI. Esercitazioni per migliorare il focus, la rapidità visiva, la capacità di reazione…sono importanti e mi piacerebbe scoprire che vengono fatte regolarmente due volte a settimana così come vorrei implementassero lo yoga, due volte a settimana (noi a 65 $,prezzo di favore, all’ora abbiamo semplicemente detto: no, thanks…Abbiamo preferito rinunciare, peccato però)(E’ anche una questione di tempo ma una volta sentiti i prezzi è stato più facile rinunciare…magari da qualche parte in downtown c’è un guru indiano che fa class di yoga a 3$ l’ora o un chinese che fa tchai chin gratis nel parcheggio di un Publix all’alba …E sono sicuro che Archie e Rocky Balboa farebbero di tutto per portarci i loro figli e meritarsi il loro amore incondizionato (del resto io per diversi mesi portavo Nicholas al campo dell’American school a fare i servizi alle 6 del mattino…) ma …non li abbiamo ancora trovati, peccato!
    Comunque credo che il tachistoscopio faccia parte di quel pubblicizzato nuovo programma di valutazione che avrebbe dovuto appunto entrare in vigore nell’IPI nuovo corso… Però ripeto, io all’inizio sono sempre esageratamente scettico e guardingo, non dico negativo (che è sbagliato) ma un po’ restio ai facili entusiasmi e soprattutto a quelli pajettes e lustrini (in questo senso sono ancora un po’ fautore del Rocky nella dacia siberiana ma mi rendo conto che non puoi chiudere le porte al progresso)… Mi va bene la tecnologia ma solo se viene poi effettivamente usata con una certa regolarità e non solo una tantum per stupire tutti con gli effetti speciali… Però il mio qui è un vero e propri ‘va afer dal pugnatt te e la tu biziclatta’ dalla famosa barzelletta, che se lo avesse fatto un altro anch’io sarei insorto…lasciamogli un po’ di tempo e poi vediamo…
    E comunque mia moglie potrebbe contraddirmi completamente e dire che è la più grande invenzione nel campo del training dopo i suicide drills …! Oppure si scopre che l’hanno fatto come esercizio a scuola per ‘stanare’ i dislessici…

  • 184.

    VISUAL TRAINING, si chiama. Ci sono anche lezioni extra come per il Mental…Proprio mia moglie mi diceva che magari il prossimo anno gli si potrebbe far fare Visual al posto del Mental…Si tratta di esercizi per guadagnare millesimi di secondo imparando ad usare la visionevperiferica, a muovere più gli occhi che la testa…

    Ribadisco il concetto:tutto bellissimo ma queste ore dove le infilo? tolgo un’ora di matematica, di storia? Tolgo un’ora di dritti e rovesci? Un’ora di PA? Un’ora di match? E lo Yoga? E il Mental? E non pensate che a 20 anni se sei un PRO hai tutto il tempo che vuoi…macchè, sei sempre in giro per i tornei, in viaggio su un aereo, devi trovare un campo , fare i richiami, fare un massaggio… Almeno negli altri sports hanno l’Off Season e poi sei in un Team e hai una preparazione tutti insieme…Qui sei tu che devi decidere… E allora cosa facciamo? Un po’ di nuoto, un po’ di arti marziali, un po’ di soccer e basket , la vela per imparare ad organizzarsi, il golf per concentrarsi, la boxe per l’occhio e lo spostamento del peso,lo yoga per lo stretching e la respirazione, il massaggio, il visual training… tutto bellissimo ma abbiamo solo 24h di tempo… Non sarà che stiamo DAVVERO diventando troppo ….troppo… troppo presi per i fondelli dai venditori di fumo? e che alla fine tutto questo, tutte queste cose vanno si benissimo ma per quelli che da tristi diventeranno mediocri aurei mentre gli altri, quelli bravi, prendono su da terra la racchetta e giocano come gli viene, anche se mangiano pane e salame e nel tempo libero giocano, che ne so, a polo… Ogni tanto ci penso e mi chiedo se non sia davvero così. Poi ci ripenso e mi dico: Nyaah…visual training, sensotouch, mental, yoga e anche lo yogurt, just in case… Però in fondo al cuore il dubbio l’ho sempre avuto, che tutto avvenga per caso, soprattutto campioni, basta guardare le Williams e chi hanno come Coach …Eppure se sono diventate quello che sono il merito è tutto di Richard e Oracene. Pensa un po’.

  • 185.

    Mia figlia è stata convocata a scuola per le olimpiadi della……………………….matematica…sigh
    è più semplice tirargli qualche pallina che aiutarla in qualche equazione!

  • 186.

    ERRATA CORRIGE:
    Però in fondo al cuore il dubbio l’ho sempre avuto, che tutto avvenga per caso,SANTI EROI BANDITI,CAMPIONI, soprattutto campioni.

  • 187.

    Da “I miei dieci segreti dell’allenatore di bambini sportivi”

    Tra i tantissimi parametri rilevanti della preparazione atletica dei piccoli sportivi comuni (quelli che praticano le discipline classiche) sto selezionando i fattori (per me) fondamentali. Farò questo basandomi non solo sulle mie opinioni personali, derivanti da un’esperienza che reputo significativa, ma soprattutto sui contenuti scientifici dei contributi che leggo. Laddove tali evidenze NON vengono debitamente recepite dai diretti interessati, in genere per motivi culturali e sociali.

    1) CAMMINARE E CORRERE SCALZI – CURARE I PIEDI DEI BAMBINI

    Molti pediatri lo suggeriscono, i naturisti l’adorano, ma ad oggi poco o nulla s’è in effetti capito dei benefici biomeccanici, soprattutto in età evolutiva, di tale pratica… “bare-footers”, li chiamano da adulti, ma vengono considerati dei fricchettoni… e forse lo sono. Perché ciò che rileva, ai fini dell’adattamento del corpo all’equilibrio delle dinamiche rapido-impulsive, è come il piede s’abitua a lavorare dai primi esperimenti post-natali alla Primavera della maturità agonistica. Poi i giochi sono fatti…

    Siccome le ricerche, per chi se le voglia studiare, si trovano facilmente in rete, isolo subito il concetto fondamentale, ad uso e consumo del lettore frettoloso:

    “i bambini DEVONO camminare molto di più, prima d’imparare a correre, e DEVONO fare entrambe le cose possibilmente scalzi, affinché i piedi s’abituino a lavorare SEMPRE paralleli, nell’assetto PUNTA > TALLONE, a protezione dei talloni stessi ed indirettamente delle articolazioni della caviglia, del ginocchio e dell’anca, nonché dell’apparato muscolo-scheletrico nel suo complesso, a partire dalla schiena”.

    Detta così vi sembrerà banale, una cosa che tutti sanno: eppure pochissimi la mettono in pratica con sistematicità, ed anzi, molti genitori “ancora risolvono” i deficit sopra evocati con solette e protesi. Inoltre, l’attuale organizzazione dello sport giovanile (a compartimenti stagni) non consente agli allenatori d’interagire con le famiglie in forma organica e continuativa, affinché il bambino impegnato nelle attività “mini” inizi a seguire dei protocolli di propriocezione plantare che l’accompagnino fino almeno all’adolescenza, consapevole di quanto sia fondamentale allenare correttamente i piedi.

    Si noti che in SPIAGGIA, e quindi sulla sabbia, l’efficacia di ciò che parliamo viene parzialmente meno: è proprio il caso in cui essa inibisce il lavoro completo del piede, con il risultato che a rinforzarsi è prevalentemente la caviglia ed il polpaccio: in quanto soffice attutisce l’impatto del tallone e non costringe la pianta all’AUTO-PROTEZIONE. Cosa che viceversa avviene sulle superfici compatte, anche ruvide, apparentemente “pericolose”: a partire dall’erba, eccezionale per la corsa veloce… fino all’ottimo parquet, alla ghiaia compatta, ai sentieri di montagna, al cemento rasato stesso dei play-ground… ed ovviamente al benedetto pavimento di casa…

  • 188.

    io ho un campo a casa da circa 3 anni in resina gommosa della Casali, denominazione tecnica ” supersoft doppio”, omologazione 3 della ITF classe medium, come il green set grand prix o come il deco turf 2 ( us open series ) o plexicuscion ( australian open )…stessa categoria di omologazione…
    io ho pagato solo la resina 13.200 euro con 6 strati comprensivi di un prodotto base sull’asfalto, 3 di prodotto intermedio come cuscinetto e 2 di finitura…
    la cosa più importante è l’asfalto perchè qualora fosse fatto male rimarrebbero nel caso di pioggia delle pozze di acqua che poi con l’uscita del sole e la successiva evaporazione di essa farebbero depositare i sali dell’acqua sul campo con relative macchie non proprio belle da vedere….
    a me l’asfalto l’ha fatto una ditta di roma, fatto a mano, sono venuti in 7 e in due giorni hanno finitto…15000 euro…pendenza dell’ 1% tutta a aschiena d’asino…
    però quando piove il 99% dell’acqua defluisce con la pioggia stessa e con 30′ di sole o vento poi riescoa giocare… quando ghiaccia la mattina? no problem, non sento niente….
    io però il campo in resina non l’ho fatto per i costi di manutenzione, ma perchè odio la terra e penso che iniziare a giocare su campi così sia un’altra cosa….
    per chi vuole vedere qualche foto e qualche chiarimento qualora volesse altra info visto che ho seguito tutti i lavori insieme alle ditte specializzate mi contatti…
    http://www.ctcastello.it

  • 189.

    Ottima iniziativa e Tutto giusto sui piedi nudi, Archie, e infatti ne avevamo parlato anche noi: Nicholas in pratica fino a 5 anni ha vissuto senza scarpeda vero africano (il che a volte ci faceva incazzare perche’ non e’ che in Africa tutti i prati siano safe: e infatti ho gia’ raccontato anni fa di quando, una volta che facevamo un BBQ al campo da tennis durante un Doppio Giallo, fini’ coi piedi su una bella brace…) e anche adesso appena puo’ gira a piedi nudi…Qui a Lagos in spiaggia ovviamente ma anche in casa. MA ANCHE sul CAMPO DA TENNIS: abbiamo infatti raccontato di allenamenti fatti a piedi nudi direttamente sul campo Agip di Kingsway Close…Al Circolo no, non te lo permettono: li’ devi vestire tutto bianco, anche le scarpe, altrimenti un socio (africano, eh, non espatriato…) da un campo limitrofo ti fa il complain e arriva subito un addetto a tirarti fuori … (Le litigate che ho fatto una volta che a 4 anni impedirono a un bambino di giocare con Nicholas perche’ aveva le scarpe da tennis nere o le volte che cercano d’impedirmi di usare le adidas barricade meta’ bianche meta’ nere…)Questi allenamenti a piedi nudi per la propriocettivita’ sono un po’ il cavallo di battaglia di Castellani gia’ da 20-30 anni e di Giacomo Paleni di cui ho consigliato il libro soprattutto a quelli come Bogar.

  • 190.

    Ovviamente anche qui e’ piu’ facile stare a piedi nudi se il clima e’ caldo…e se i campi sono in CEMENTO! Mettici anche questo Roberto nella tua relazione! Perche’ giocare a piedi nudi sul Clay non credo sia salutare…(Neanche sul cemento di Lagos a mezzogiorno! Oppure si: bastava vedere come correva rapido sulle punte Nichola, come fosse sui carboni ardenti!!!! Mi ricordo che se giocavamo di giorno nelle ore calde dovevo versare ogni tot la bottiglia d’acqua sul cemento perc he’ altrimenti era da ustione…stessa cosa in spiaggia: per attraversare dalla spiaggia dove ci si ferma con la roba al lungo mare dove si va a correre,dove comincia una striscia di sabbia lunga un migliaio di km e ricca di relitti, devi attraversare un tratto di sabbia infuocata…IMPOSSIBILE FARLO A PIEDI NUDI A MENO DI NON ESSERE DEI FACHIRI….arrivi coi piedi ustionati…o meglio non arrivi, saltelli laddove un piccolo arbusto fa un minimo d’ombra…gli stessi cani hanno dei problemi e li vedi saltellare di qua e di la’ a rifugiarsi sotto un minimo cespuglio…Poi se arrivi alla spiaggia, puoi correre scalzo sul bagnasciuga…(Ma di solito noi partivamo gia’ con le scarpe da jogging e continuavamo cosi’…)

  • 191.

    Bene Comandante, siamo d’accordo su qualcosa… si, non é una novità assoluta… anch’io da bambino facevo le ripetute scalzo sul prato del campo d’atletica… La novità sarebbe fare la cosa da subito e seriamente… :-)

    Qui c’é qualcosa di scientifico..

    Sullo studio di Daniel Lieberman su Nature

  • 192.

    Grazie Doc, sembra convincente la tua argomentazione sul Tachistoscopio. Conclusioni incluse.

    Una cosa di cui forse abbiamo già parlato, ma non ricordo esattamente: naturalmente saprai che il papà della Bendandi, riminese, è un noto ematologo-oncologo che se non ero ha lavorato anche al sant’orsola prima di trasferirsi in Texas, a Dallas mi pare. A proposito: che fine ha fatto la Bendandi? Non vive più lì? Non credo frequenti ancora la Pendleton. Se non ricordo male è una senior all’high-school, pertando una licenzianda. Lei è una ben nata, non avrà problemi a pagarsi il college. Ma, francamente, quante chance ha secondo te una del livello della Bendandi di avere schoolarship? Honestly

  • 193.

    Ted, naturalmente non ho idea di chi sia la Bendandi e di conseguenza non ho idea di che lavoro faccia suo padre.

  • 194.

    La Bendandi è una ragazza del ’92 che – come la Sanesi – ha fatto qualche anno in IMGTA. Se non sbaglio me ne avevi anche parlato o forse mi confondo con qualche altra persona. Sicuramente abbiamo parlato della Furlanetto, che è di Bologna, ma la Furlanetto non ha mai frequentato IMGTA

  • 195.

    On second thought,e questo a dimostrare che e’ la prima volta che il mio pensiero si sofferma sulla Bendandi e dimostra quanto siamo diversi a curiosita’: in effetti mio padre me lo diceva sempre quando a 12-13 aa io dicevo che volevo fare il giornalista, che non ero abbastanza curioso, mi e’ venuto in mente si tratti di quella ragazza di 18 anni di Bologna appunto incontrata da Nicholas e Gabri’ sull’aereo e che ha preso il Bus da Tampa all’Img e che da allora credo non abbiano piu’ visto…ho risposto alla tua domanda? Credo si tratti semplicemente di una scelta di vita diversa, sana esperienza di mens sana in corpore sano,studio e sport in ambiente americano, all’interno di un Safe Environment, in questo caso una Famosa Academy che ti protegge senza essere un Istituto di Suore (con tutto il rispetto) o un Collegio Militare. E’ una scelta di vita sana, non di agonismo. Non credo abbia scelto la Bollettieri perche’ voleva diventare una tennista ma forse perche’ era un Academy che aveva gia’ dentro l’High School o che comunque ha un sistema di trasporti con le scuole convenzionate(non so se fa la Pendleton o la St Stephens: non avendo obiettivi sportivi avrei scelto la seconda che e’ piu’ una vera scuola).
    In effetti la Gente non si rende conto che fra i 500 ragazzini del programma vi sono tennisti, golfer, soccer players e molti hanno l’ambizione di diventare Pro ma poi la maggior parte si rassegna a cercare di ottenere la College Scholarship una volta constatato che non sono bravi abbastanza. MA LA MAGGIOR PARTE DI ATLETI STUDENTI PARTE GIA’ CON QUESTA IDEA, cioe’ il College come Major Goal. E che una parte dei ragazzini dentro l’Img sono in realta’ figli di ricconi che hanno scelto come Scuola Privata e Safe Environment proprio l’Ambiente Img. Magari non gliene frega nemmeno tanto di ottenere la scholarship per il College ma semplicemente di tenere fuori dai guai i propri figli (la mentalita’ oltre oceano e’un po’ diversa da quella italiana, nel bene e nel male, coi pro e con i contro).Ci sono molteplici realta’. Di solito queste situazioni le trovi piu’ negli altri sports che nel tennis dove la tradizione Bollettieri e’ molto viva e quindi viene scelta, soprattutto per le eta’ fra i 12 e i 15 anni,dai tennisti hardcore, ma anche nel Tennis vi sono certi gruppi, specie fra i 16-18 anni in cui i ragazzi non hanno alcuna ambizione agonistica. A quell’eta’ li’ o sei nel Gruppo Elite o sei in giro per Futures e Challenger: chi e’ fermo da Bollettieri e non e’ nell’Elite, gioca per il College o semplicemente si sta facendo un anno sabbatico, una sorta di Erasmus molto costoso, un’esperienza di vita che comunque, per chi se la puo’ permettere, non e’ certo peggiore che starsene a cazzeggiare al Mall spendendo magari gli stessi soldi nell’effimero … Del resto, per esempio, sei un italiano e per cosa sono famosi gli italiani/ Cibo e calcio. Pero’ tu non ti senti abbastanza bravo oppure non abbastanza grezzo per giocare davvero a calcio senza andare a scuola ed ecco che combinare passione e attitudine italiana per il calcio e universita’ si materializza con la possibilita’ di studiare negli US dove il calcio, maschile e soprattutto femminile, is BIG nei vari colleges. E allora perche’ non provare ad ottenere una scholarship magari facendo anche l’High school in america? Vita sana, sicura, fuori dai guai, esperienza di vita, imparo l’inglese, anzi divento bilingue…E magari mi diverto anche perche’ dai 14 ai 18 anni di bella gioventu’ ne ho vista parecchia e le possibilita’ di interagire, nonostante il coprifuoco,, non deve essere proibitiva … Esperienze sessuali no, le regole sono ferree…ma amori adolescenziali credo siano all’ordine del giorno… Poi i piu’ abbienti vivono nelle proprie case dentro e fuori il perimetro dell’Academy e quindi le occasioni di fare gli adolescenti normali le hanno anche loro…Non e’ una prigione, insomma.

  • 196.

    Tassonomico e – anche stavolta – persuasivo.

    In effetti ti manca un po’ di curiosità, ma nelle rielaborazioni sei terrific. sei arrivato proprio dove volevo arrivare. e’ proprio grazie al provvedere perchè vi sia safe healthy environment che img academies ha costruito uno dei punti di forza del suo business model. creare simili condizioni è meno facile di quanto sembra. devi lavorare un casino e poi devi esser bravo a costruire un brand che diventi l’emblema di quello stile di vita. Img academies se ci pensi è un po’ come la Nike delle sports academy.

  • 197.

    Per dovere di cronaca,

    la Bendandi ha 17 anni. Ne compie 18 a ottobre, ma tutto il resto è corretto.

  • 198.

    Dimenticavo un piccolo dettaglio,

    mi sono sempre chiesto se il tanto sbandierato test antidroga sia letteratura oppure venga svolto realmente. Stando al regolamento interno, un primo test (del capello addirittura) viene svolto nei primi quattro mesi dall’ammisione, mentre il secondo test si fa nel terzo trimestre. Vengono svolti realmente o è solo marketing?
    Penso a una roba del genere nei licei milanesi: un buon 70% risulterebbe positivo al test del capello, una percentuale più alta dei parlamentari italiani. e con questo ho detto tutto.

  • 199.

    Riporto la regola sui rapporti sessuali tra studenti (applicabile anche rapporti intimi e qualsiasi atto avente una connotazione sessuale), sanzionati con l’espulsione immediata dello studente, senza rimborso.

    Intimate contact with another student or acts considered to have a sexual
    connotation or sexual overtones. This applies to behavior in the student’s rooms,
    Academy grounds, tournaments, and any other Academy related activity or function at or away from the Academy.

  • 200.

    Riporto la regola di cui parla stefano nel post n. 194. la sanzione è l’espulsione immediata, senza rimborso

    Intimate contact with another student or acts considered to have a sexual
    connotation or sexual overtones. This applies to behavior in the student’s rooms,
    Academy grounds, tournaments, and any other Academy related activity or function at or away from the Academy.

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