Ecco a voi un’intervista realizzata da padre a padre… Il “nostro” Gianfilippo Maiga, padre di Riccardo (giocatore professionista), ha scambiato alcune battute con Claudio Palmigiano, padre di Francesca, sedicenne azzurra tra le più promettenti del nostro movimento. Il risultato è molto interessante. Aspettiamo ovviamente i vostri (tanti!) commenti in merito…

Francesca Palmigiano

di Gianfilippo Maiga

Il rapporto che mi lega a Claudio Palmigiano trascende certamente questa intervista. Claudio infatti è un mio carissimo amico da molti anni. Perché due persone possano dirsi amiche occorre che tra loro ci sia quanto meno una forte condivisione di interessi, un comune sentire in molte cose. Il destino per noi ha fatto molto di più, ci ha fatto percorrere – dopo, non prima che diventassimo amici – un’esperienza comune molto particolare, un po’ « estrema » : ha dato ad entrambi un figlio « totalmente » tennista. Per questa ragione, questa intervista ha per me un sapore strano. È come se qualcuno avesse risposto in vece mia a domande che mi sono posto io stesso mille volte e, vi assicuro, con termini dei quali avrei potuto fare un sano « copia-incolla ». Claudio analizza a mio parere con lucidità e mai sopra le righe temi nei quali, sono sicuro, in molti possono riconoscersi.

Ormai da anni segui tua figlia che, da tennista in erba, sempre più si avvia a diventare una tennista professionista. Come hai visto trasformarsi il rapporto tra te (o te e tua moglie) e tua figlia, che, oltre che dover maturare in fretta in termini agonistici, da bambina è diventata adolescente? Qual è l’aspetto che ritieni più delicato in questo rapporto?
“Credo che il rapporto si sia modificato e sia in continua evoluzione come è normale che sia un rapporto genitori-figli man mano che crescono. L’aspetto forse più complesso e a cui tengo in particolar modo è che col passare degli anni resti tra di noi la massima confidenza e si identifichi nel genitore la figura di chi, più di ogni altro, può starti vicino negli inevitabili momenti difficili e ti possa aiutare nelle scelte che devi fare.”

La scelta fatta da Francesca è anomala rispetto a quella di molti tennisti giovani che lasciano la scuola in età verde, (14/15 anni) per seguire in pratica la sola carriera tennistica: Francesca infatti frequenta regolarmente il liceo linguistico a Milano. Quali sono i pro e i contro di questo percorso e qual è il bilancio che eventualmente ti senti di tirare dopo 2 anni.
“I pro sono legati alla crescita culturale di una ragazzina piena di curiosità ed interessi e non mono-maniacale come tante tenniste in erba ed inoltre al fatto, di notevolissima importanza e spesso sottovalutato, di poter maturare continuando a frequentare un altro ambiente di coetanei oltre all’ambito sportivo. I contro sono dettati dal fatto che in Italia, a differenza di quasi tutti gli altri Paesi, la pratica sportiva agonistica di alto livello non è contemplata per gli studenti per cui gli aiuti che puoi avere possono solo essere negoziati individualmente con la scuola che frequenti e non previsti dal ‘sistema’. La conseguenza è che se vuoi andare a scuola, da un lato sei in ogni caso un ‘diverso’ rispetto ai tuoi compagni di scuola e dall’altro viene penalizzato significativamente l’allenamento il che crea un ‘gap’ difficilmente colmabile rispetto a chi si allena un maggior numero di ore ogni giorno. Senza dimenticare la stanchezza fisica e mentale che accumuli cercando di affrontare contemporaneamente e seriamente due impegni così gravosi.”

Si dice che il successo di un/a giovane tennista, al di fuori delle sue doti personali, dipenda molto dal rapporto fra lui, la famiglia e l’allenatore. In particolare, si sente dire da molti allenatori che la collaborazione con la famiglia sia essenziale: quale applicazione pratica ha nella tua esperienza questa collaborazione e quale dovrebbe essere secondo te il ruolo dei genitori in questo contesto?
“Diamo innanzitutto per scontato che il genitore non deve permettersi ingerenze in un ambito che non è il suo. Mi capita spesso di vedere genitori a bordo campo dare suggerimenti o prendere appunti o dare spiegazioni tecniche e li trovo patetici e involontariamente comici. Detto questo, ritengo che i genitori debbano cercare di fornire il proprio fondamentale contributo stando vicini ai figli rasserenandoli e non certo creando ulteriori ingiustificate pressioni. E’ giusto, invece, che verifichino che se un figlio sceglie di provare a diventare un vero agonista rispetti delle regole di vita (orari, ottimizzazione dei tempi per studio ed allenamenti, massimo impegno nella preparazione) senza le quali non ha senso andare avanti. Nel contempo è giusto confrontarsi con i tecnici per capire quanto tempo sono disposti a dedicare a tua figlia, con quale impegno e professionalità programmino preparazione, attività ed accompagnamenti che devono aumentare sempre più man mano che l’attività diventa più importante.”

Rispetto al percorso seguito da Francesca, cosa rifaresti e cosa invece cambieresti? Quale ritieni il cammino ideale per un/a tennista adolescente? Nella tua esperienza, quali elementi mancano al movimento tennistico giovanile italiano, (quanto meno sponda femminile), se mancano, e quali invece ti risultano adeguati?
“Nel complesso non credo che il percorso avrebbe potuto essere molto diverso cercando di far convivere scuola e tennis. Ciò che balza all’occhio è che attualmente ci sono troppo pochi tecnici (e preparatori) pronti ad investire il loro tempo sui giovani agonisti. E così mentre vedi ad esempio ragazzine francesi o russe o spagnole sempre seguite dal coach , da parte nostra è nella stragrande maggioranza dei casi difficile se non impossibile programmare a lungo termine (ad esempio io di regola so chi accompagnerà mia figlia ad un torneo in programma nei prossimi giorni , ma spesso non so se e chi lo farà anche solo tra un mese). A tale riguardo ricordo un’intervista di Sara Errani nella quale spiegava la sua scelta (seguita da tantissime altre tenniste italiane) di trasferirsi in Spagna. Secondo Sara da noi è impossibile riuscire ad avere garanzie di accompagnamenti costanti e di programmi personalizzati 365 all’anno. Aggiungo che Piatti dice che un tecnico dovrebbe seguire il proprio atleta ogni secondo accompagnandolo anche in bagno. Io sono d’accordo. Ma tu ne conosci di tecnici così? Ciò in quanto ritengo che un rapporto continuativo con ruoli ben identificati sia di fondamentale importanza. Nel complesso, invece, per quel poco che posso capire, mi sembra che tecnicamente la nostra scuola valga le altre. Ma come dicono gli stessi nostri maestri, la tecnica è solo uno degli aspetti che compongono il mosaico di un’atleta di vertice.”

Francesca ha il supporto finanziario della Federazione Italiana? In che misura questo supporto copre i fabbisogni annui di una tennista come lei?
“Francesca è supportata dalla Federazione, a cui siamo comunque grati per questo, con un significativo contributo economico. Purtroppo, però, le spese di un’atleta che svolge attività preminentemente internazionale sono ingenti per cui tale contributo copre solo una piccola parte del fabbisogno annuo.”

Come equilibri tu, come genitore, il rapporto con il fratello di Francesca, che non esercita una attività sportiva intensiva e quindi necessita di minor seguito “operativo”, ma non per questo di minori attenzioni?
“Ritengo che non ci sia necessità di ‘equilibrare’ nulla in quanto il rapporto affettivo e di attenzione alle esigenze di Francesca e di Matteo è assolutamente identico e sono convinto che loro ne siano ben consapevoli. Il fatto che si spenda più tempo con e per Francesca, in rapporto alle sue esigenze legate all’attività sportiva, è una necessità solo di tipo concreto, organizzativo, del tutto comprensibile.”

La attività di Francesca si è svolta prevalentemente, ma non solo, in Italia. Hai notato delle differenze di cultura sportiva fra i giovani italiani e gli altri? Analoga domanda per i genitori? Quale differenza trovi da un punto di vista “ambientale” (inclusi i giudici di gara) fra i tornei italiani e quelli internazionali?
“Per quanto riguarda la ‘cultura sportiva’ nuda e cruda arriverei a dire che tutto sommato apprezzo di più le nostre ragazzine, spesso più ingenue e meno scafate, rispetto a coetanee di altri Paesi, ad esempio dell’Est europeo, educate fin da piccole, da genitori fanatici e da tecnici, ad atteggiamenti maliziosi e/o scorretti ed aggressivi in campo. Quello in cui siamo mediamente indietro, invece, è la fondamentale conoscenza delle lingue straniere. Riguardo alle difficoltà ambientali ‘tutto il mondo è paese’ e per quanto riguarda i giudici di gara ho particolarmente apprezzato il ’sistema francese’. Ai tornei ITF under 18 vengono mandati ad arbitrare per fare esperienza i giovani arbitri che al Roland Garros fanno i giudici di linea. Sono ragazzi svegli, bravi, motivati ed organizzatissimi in quanto sono seguiti da un arbitro più esperto che ogni giorno organizza riunioni per discutere su cosa è andato meglio e cosa peggio e per programmare la giornata successiva. E quando è il loro turno entrano in campo con la macchinetta per registrare il punteggio, walkie-talkie per chiamare se necessario giudice-arbitro o fisioterapista, comando per aggiornare il punteggio sul tabellone elettronico, oltre a saper parlare almeno l’inglese. Davvero un esempio da seguire.”

Qual è il pregio principale di Francesca? Quale il suo peggior difetto?
“Francesca ha facilità di apprendimento ed è ricca di interessi, è curiosa di tutto, buona osservatrice. Per contro deve maturare sul piano della continuità in allenamento, imprescindibile per migliorare e per acquisire una condizione psico-fisica ottimale e sapersi disciplinare fuori dal campo ricordandosi di fare quotidianamente quanto le viene segnalato dai suoi tecnici e cercando di riposare un numero adeguato di ore.”

Cosa ti manca per essere il padre felice di una tennista, se ti manca qualcosa?
“Mi manca …la quadratura del cerchio. Cioè riuscire a creare una situazione, temo utopistica, di ‘pacifica convivenza‘ tra tennis e studio. Inoltre, se si vuole provare davvero, si avvicina a grandi passi il momento in cui non sarà più procrastinabile la necessità di creare un tuo team personale fatto di un tecnico e di un preparatore atletico a te dedicati in ogni momento della giornata col supporto, quando è necessario, di sparring, di un’équipe medica e di uno psicologo dello sport.”

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71 Commenti to “Genitore vs Genitore: Maiga intervista Palmigiano”

  • 1.

    Grazie davvero, bellissimo leggere quest’articolo! Per chi è ancora all’inizio come me si fa un’idea realistica di come può essere il domani. Good luck!!

  • 2.

    anche io ho trovato l’intervista interessante, anche se alcuni punti potevano essere maggiormente approfonditi, tipo il rapporto scuola e tennis, perchè secondo me con tutta franchezza a quella età per vincere devi dedicarti tutto allo sport, quindi credo che fatte le ore di lezione a scuola, poi credo non tocchi piu i libri per il resto della giornata se deve allenarsi

  • 3.

    Direi che la risposta data alla terza domanda racchiude quasi tutto; quando sono persone intelligenti a confrontarsi, è difficile che ci siano incomprensioni, o peggio comici scambi di ruoli.

  • 4.

    Certamente interessante ma, rispondendo anche ad andrea villa, quando leggo;
    ‘Mi capita spesso di vedere genitori a bordo campo dare suggerimenti o prendere appunti o dare spiegazioni tecniche e li trovo patetici e involontariamente comici’ mi viene in mente Nino Manfredi e il suo ‘Aritanga rompanga li quaianga’ di Riusciranno i nostri eroi… Si, e’ vero, a bordo campo talora c’e’ gente che andrebbe radiata, ci sono figure patetiche e tragicomiche, ma perche’ fare di tutt’erba un fascio? Ci sono genitori e genitori, coach e coaches, atleti ed atleti …E non capisco cosa ci sia di male a prendere appunti o girare un video se per esempio, chissa’, poi uno si ritrova 3-4-9 mesi a dover gestire da solo il proprio figlio per motivi logistici od economici … non so, mi sembra ci sia quasi un senso di colpa da volpe ed uva: io non lo faccio perche’non ne ho voglia, non sono capace o mi vergogno e allora diciamo che e’ sbagliato farlo perche’ cosi’ ho meno rimorsi …

    Da 2 anni non vivo piu’ con mio figlio e quindi certamente non interferisco, non nel senso che intendono malga-palmigiano ma quando sono all’Academy (un paio di volte all’anno) talvolta vengo chiamato dentro il campo dai coaches che mi spiegano loro cosa vogliono e cosa si aspettano… A volte sono io che ho notato una cosa e chiedo ai coaches se e’ possibile verificarla …ma forse e’ solo una questione di eta’ diverse… Vabbe’, la mia, la nostra e’ una storia particolare con l’aver vissuto in africa e tutto il resto ma continuo a credere che la comunicazione e l’interscambio SOPRATTUTTO DAI 3 ai 12 ANNI fra Genitori e Coaches sia FONDAMENTALE e non involontariamente comico: mi dispiace quando leggo queste cose perche’ se e’vero che ci sono Genitori Orribili o TRAGICOMICI e’ anche vero che ce ne sono altri molto bravi, onesti, seri …Ma non solo: a volte quelli che una volta erano stati considerati orribili o comici hanno poi prodotto i campionissimi e adesso magari sono salutati con rispetto da coaches,giornalisti, addetti ai lavori che prima li additavano con disprezzo…
    Per il resto anch’io, che non sono il genitore di un campioncino ma semplicemente di un aspirante al tennis college, trovo punti in comune soprattutto nei dubbi sulla quadratura del cerchio, sul connubio scuola- tennis, vita normale- tennis, relazioni con amici-tennis, mondo al di la’ della siepe-tennis… il tennis alla fine e’ un vampiro che ti succhia la linfa vitale, ti prosciuga, ti abbruttisce dentro…direte tutti gli sport ad un certo livello ma io dico che il tennis di piu’, perche’ da un punto di vista mentale e psicofisico e’ uno sport davvero brutale mentre in uno sport di squadra almeno hai il conforto di essere parte di un team (anche se poi i problemi possono essere parecchi anche li’, soprattutto se il Coach ti tiene in panchina ).
    Concludo con una nota lieve:
    ‘Aggiungo che Piatti dice che un tecnico dovrebbe seguire il proprio atleta ogni secondo accompagnandolo anche in bagno. Io sono d’accordo. Ma tu ne conosci di tecnici così?’
    Be’, qualcuno ci sarebbe ma di solito poi si legge che e’ stato arrestato per plagio e abusi sessuali…

  • 5.

    Stefano se un giorno il maestro di mia figlia mi chiamerà in campo per dirmi cosa deve imparare bene mia figlia, accendo un cero alla Madonna, per ora credo che sia un avvenimento utopistico, anzi credo che dal prossimo anno transenneranno i campi per tenermi piu lontano possibile, no scherzo dai, sto esagerando

  • 6.

    Evidentemente il padre della Palmigiani vive una sutuazione tennistica ideale, questo blog è nato e proseguito da genitori che non hanno per vari motivi avuto una buona situazione tennistica. Non capire queste situazioni significa pensare che il mondo sia solo quello che si vive personalmente.
    E’ come se io definissi ridicoli e comici quelli che vestono con abbigliamento da poco prezzo o usato, non capendo che sono costretti a farlo.
    Mi dispiace fare quest’intervento perchè comunque l’intervista oltre che essere un ottima idea è anche ben fatta, però è ora di finirla di criticare gli altri non sapendo perchè agiscono in quella maniera.

  • 7.

    Roberto, ottima la prosecuzione campagna campi veloci. Continua così.
    Ho inoltre molto apprezzato il post di plutonite sulla lungimiranza della Fit. Purtoppo si salta molto velocemente sopra i cavalli vincenti del momento non avendo dei parametri certi se non quelli delle vincite del momento.

  • 8.

    A tal proposito nel opuscolo che mi ha portato mia figlia del Bonfiglio disputato al Bonacossa, leggo tra gli altri i seguenti risultati:
    1982 Boris Becker battuto al secondo turno da Corrado Aprili
    1983 Thomas Muster battuto al secondo turno da Eric Amend
    1983 stefan Edberg battuto ai quarti da Michele Fioroni
    1992 Marcelo Rios battuto al primo turno da Werner Eschauer
    1998 Roger Feder battuto al secondo turno da Jerome Haehnel
    2000 Andy Roddick battuto al secondo turno sa Alessandro Accardo
    1994 martina Hingins battuta al primo turno da Reka Vidats
    2000 Dinara Safina battuta al primo turno da Tunde Nemeth
    2002 Ana Ivanovic battuta al secondo turno da lena Groenfeld
    2003 Ana Ivanovic battuta al primo turno da Victoria Azarenka.
    E’ vero che si tratta di un torneo dei più importanti a livelli internazionale, ma stiamo parlando di under 18, figuriamoci quanto contano quelle under 12.

  • 9.

    Secondo me quando si fanno paragoni,questi per essere accettabili dovrebbero tener conto di diversi parametri.Non sto qui ad elencarli tutti ma sono molti,mi sembra talmente elementare che non capisco come si possa continuare a dire sempre le stesse cose.Tutto serve solamente per questioni economiche e di visibilità,dicono tutti che i risultati non contano e tutti ad inseguirli appena uno perde una partita tutti contro.

  • 10.

    Mauro il post è per confermare il tuo pensiero,lo specifico perchè qui tutti si sentono giudicati.

  • 11.

    Concordo con Mauro post 6, anche perchè spesso ci sei costretto comje nelle gare a squadre quando ti tocca fare il capitano perchè il maestro ha le lezioni, trovo più patetico e ridicolo il coaching fatto da qualche maestro contro ragazzini non accompagnati.

  • 12.

    Roberto
    non mi sembra una grandissima idea giocare le quali sulla terra ed il tabellone principale sul veloce, mi rendo conto delle difficoltà ma sono due tornei diversi.
    Vale lo stesso per i campionati italiani.
    Per il resto sono ben felice che ci sia qualche apertura, magari anche per i più grandicelli.

  • 13.

    @Mauro e Barbara
    Ho apprezzato molto quanto da voi scritto in questi mesi, anche e soprattutto per i toni usati. Lasciatemi però dire che in questo avete voluto leggere e stigmatizzare solo una parte dell’intervento di Palmigiano..

    Vi sono come sempre casi e casi.. Anche io di genitori invadenti “a colletto alzato” pronti a dare consigli tecnici e tattici (imbarazzanti) ne ho visti tantissimi. Così come ne ho visti moltissimi altri incitare il figlio o dare qualche piccolo suggerimento in maniera del tutto positiva.. Come dice sempre Stefano, ed è una cosa che firmo e controfirmo, “ci sono coach e coach, ci sono genitori e genitori”..

    Io credo che, invece di soffermarvi su una frase che probabilmente poteva essere detta in maniera diversa (il termine “patetico” è forse esagerato), sarebbe il caso di puntare su ciò che unisce, e molto, come ad esempio: “Nel contempo è giusto confrontarsi con i tecnici per capire quanto tempo sono disposti a dedicare a tua figlia, con quale impegno e professionalità programmino preparazione, attività ed accompagnamenti che devono aumentare sempre più man mano che l’attività diventa più importante.”

    E parlerei anche di altri spunti che questa interessante intervista mette in luce.. come ad esempio la “famosa” cultura sportiva” che qui viene data appannaggio (se così possiamo dire) delle nostre ragazze..

  • 14.

    Barbara, in amicizia. :)

    Cercheremo, per quanto possibile, di far giocare anche le quali under 14 sul veloce, compatibilmente con la disponibilità di campi rapidi.

    Però, abbi pazienza…

    Dal momento che, parlamoci chiaro, vincere o meno il Lemon Bowl under 14, conta quanto vincere il torneo di un villaggio turistico, e che non è certo da un risultato nel Lemon Bowl a questa età che sarà decisa la carriera di un ragazzino, io trovo molto più importante la valenza “segnaletica” il messaggio, che può dare un’iniziativa di questo tipo a livello di sistema Italia.

    I ragazzi devono fare esperienze. Bene, anche cambiare superficie sarà un’esperienza, ne esalterà la capacità di adattamento e insegnerà loro e ai loro staff a non crearsi alibi.

    Il regolamento ATP e WTA, tra l’altro, consente agli organizzatori di far disputare le gare, in caso di forza maggiore, su superfici diverse da quelle ufficiali. E’ successo ad esempio poche settimane fa all’Open femminile Canada, dove gli organizzatori, a causa delle piogge ripetute, hanno fatto giocare il doppio Pennetta Dulko indoor, su una superficie (il taraflex) ben diversa dal decoturf outdoor.

    Infine, perlomeno la fase finale dell’under 14 si disputerà su condizioni molto meno “falsate” di quelle abituali, ovvero terra outdoor umida lentissima, con 8 gradi di temperatura esterna e palle pesantissime.

    O no? ;)

  • 15.

    Alessandro
    hai ragione, ma il punto è che come ha detto Mauro noi giungiamo tutti da esperienze assolutamente negative e lontane anni luce da quanto detto dal papà di Francesca.
    Il non rendersi conto che esiste un mondo parallelo che non sceglie di fare in quel modo ma vi è costretto rende il suo vissuto talmente lontano dal nostro che è veramente difficle commentare il resto, ma probabilmente almeno io sono un pò prevenuta su certi argomenti.
    E’ vero ci sono persone orribili, ma anche genitori meravigliosi come la mamma di Alice Vicini che è intervenuta per consolare mia figlia dopo aver perso il primo set interrompendo una semifinale o la mamma di Martina Demichelis che consolava mia figlia dopo aver sbagliato lo smash che ci è costata la finale dei regionali si parla semmpre in negativo e non si accenna mai alla solidarietà a cui spesso mi è capitato di assistere.
    Cmbiando argomento io credo che se Francesca ha molti interessi e non dedica tutto il suo tempo e le sue energie al tennis sia un’ottima cosa, perchè evidentemente ha ancora grandi margini di miglioramento ed ha la freschezza per affrontarli con la giusta maturità, per cui non posso che concordare sull’equilibrio con il quale è stata seguita.
    Per il resto temo che il suo livello sia talmente avanzato rispetto al nostro che si tratta semplicemente di problemi che non ci siamo ancora posti e probabilmente nella maggioranza dei casi non ci porremo mai, quindi, prendiamo per buone le sue considerazioni.

  • 16.

    Roberto
    figurati non avevo certamente intenzione di farne una questione ATP e WTA. Semplicemente rilevavo che ci sono delle differenze abissali sul rendimento di alcuni ragazzi sul veloce e sulla terra e viceversa e, dal momento che tornei sul veloce in Italia non ce ne sono prendendo questa decisione si poteva dare una chance a quelli che hanno un altro tipo di gioco e si adattano a giocare male sulla terra, magari Roddick ha un gemello italiano e non lo sappiamo.
    Poi ovviamente ho premesso che mi rendevo conto delle difficoltà e che ogni tentativo di migliorare è bene accetto.
    Poi con te possiamo essere in disaccordo ma non c’è mai polemica :-)

  • 17.

    Vedi Alessandro, siamo tutti d’accordo ci sono genitori e genitori coach e coach, dirigenti e dirigenti, ma qui si sottolinea sempre e solo il comportamento dei genitori, critica poi arrivata da un genitore che ne avrebbe invece da dire sugli “squali” addetti ai lavori incontrati per strada.
    E’ vero, gli spunti dell’intervista erano e sono tanti, ma tutti noi come si dice, abbiamo le nostre sensibilità e questa se permetti è la mia e di molti altri che senza un blog come questo pensavano che portare il figlio alla sat sotto casa fosse garanzia d’avere il massimo per il proprio figlio,
    Definire quindi ridicoli e comici i genitori che si devono arrangiare denota poca sensibilità verso la situazione altrui.
    Credo infine, di essere in diritto, in maniera civile ed educata di criticare ciò che viene scritto e non mi piace.

  • 18.

    barbara, che differenza hai notato fra Scherma e Tennis? Cosi’ di pacca mi viene in mente che se Mental e Colpo d’Occhio (rapidita’, riflessi) hanno molto in comune, la preparazione atletica e’ abbastanza diversa essendo il tennis fatto di spostamenti laterali e la scherma di avanti-indietro …Vabbe’, non voglio essere banale, ti cedo la parola: c’e’ qualcosa che i due sport hanno in comune e che puo’ essere utilizzato in funzione allenante?…
    E dal punto di vista dell’organizzazione (tornei junior, federazione, etc)?

    Si, Ale, ma allora fra i ‘Cattivi’ devi mettere anche me, insieme con Barbara e Mauro visto che dopotutto sono stato il primo a sottolineare l’aritanga a rumpanga li quaianga … Onorato di tanta compagnia, non credo che pero’ essa sia malvagia e scempia come direbbe il Dante, e credo che il tuo rimprovero affettuoso avrebbe dovuto essere invece rivolto al duo Maiga-Palmigiano. In effetti, sarebbe stato interessante sentire la loro replica alle nostre considerazioni. Come giustamente sottolinei tu ricordando il mio postulato (ci sono Genitori e Genitori…),non si puo’ generalizzare: una volta che Maiga & Palmigiano riconoscono questo, la discussione puo’ riprendere tranquillamente. Altrimenti rimarrebbe sempre quel retrogusto amaro di chi alla fine ha il dubbio di essere considerato in fondo, noi di genitori & Figli, come una manica di scocciatori, maleducati e perfino ridicoli da quelli che per un motivo o per l’altro (bravi coach o figli davvero fenomeni) sono gia’ arrivati.
    Per il resto, ripeto, sento comunanza e condivisione di intenti,obiettivi e scrupoli morali col duo Maiga-Palmigiano ma onestamente credo siano stati loro ad essere poco rispettosi nei confronti di tanti genitori come Mauro o come Barbara (o come me, eh eh eh…). Insomma, vogliamo delle scuse! SCHERZO ma…pero’ … mica tanto… Del resto sono convinto che chiunque incontrasse Mauro (Barbara ahime’ non la conosco di persona), non potrebbe che ammirarne la sobrieta’ e l’equilibrio e quindi credo che il fatto che sia stato costretto a seguire di persona la carriera sportiva della figlia non debba essere preso come un dato a sfavore nel giudicarlo … Ne’ per lui ne’ per tutti gli altri.

  • 19.

    appena postato, ho letto il commento di Mauro, il numero 17, che ancora una volta dimostra che non ha bisogno di Avvocati Difensori essendo perfettamente in grado di difendersi da se’ e con molta piu’ efficacia e spesso educazione del sottoscritto.
    Non faccio altro che sottoscrivere e ribadire che A volte si fa quel che si fa perche’ non e’ possibile fare altrimenti …

  • 20.

    Ma figuriamoci Mauro se non puoi rispondere o criticare.. Sei liberissimo di fare ciò che vuoi e io non ho assolutamente detto il contrario. Anzi, senza contraddittorio questo blog probabilmente non esisterebbe. Dico solamente che non ha senso, conoscendo ognuno il proprio percorso e la propria esperienza, sentirsi accusato di un qualcosa che non riguarda, a mio avviso, voi..

    Spesso e volentieri ho letto su questo sito (e tanti altri) critiche ferocissime ai giornalisti, che farebbero la fortuna (grazie ad accordi economici preventivi) di addetti ai lavori. Questa cosa, in effetti accade, e sentirmi accusato di ciò non mi fa piacere, essendo consapevole del mio percorso e della mia integrità professionale. Semplicemente sono consapevole del fatto che ci sono “giornalisti e giornalisti”.. Pensate di essere accusati solo voi genitori di tennisti di fare male il vostro “lavoro”?

    Per il resto, io non sono certo l’avvocato difensore di Gianfilippo e papà Palmigiano che, se crederanno, risponderanno ai vostri commenti..

    Io credo, in tutta sincerità, come dice Barbara, che ci siano tantissimi esempi positivi nei campi di gioco, come quelli da lei elencati (e tanti ne ho visti anche sui campi), ma ho anche visto cose pessime (che ovviamente risaltano maggiormente).. Non dovete sentirvi accusati ogni volta che si critica un genitore..

    Comunque sia, detto questo, dovete scrivere quello che volete ed essere duri quanto volete, perché la discussione è giusto sia questa, come spesso fa notare anche Stefano.

    Nei limiti eh!!

    Io vorrei proseguire in questa serie di interviste ai genitori, perché penso possa essere molto interessante..

  • 21.

    La condizione del (normale) genitore nel mondo sportivo di oggi, penso ovviamente al tennis in Italia, assomiglia a quella del metronotte comasco che ieri s’è suicidato, ma con diligenza, dopo essersi messo la tesserina dell’A.I.D.O. nella tasca della camicia. Il cui tragico sacrificio, inspiegabile come lo è un suicidio ma allo stesso tempo altruistico (come viceversa il suicidio non è mai), sé trasformato nell’ennesimo spreco d’un essere umano. Destino ineluttabile, al solito. Perché lo sparo della sua pistola d’ordinanza è stato scambiato per un petardo (…) ed il suo corpo è stato ritrovato solo otto ore dopo… Consumato davanti all’ingresso d’un ospedale, non a caso, il suo progetto è passato inosservato, nella stessa indifferenza del prossimo che probabilmente l’aveva ispirato.

    La cosa mi fa riflettere… voglio dire, ci sono persone, forse la maggior parte, che sono destinate a vivere nell’ombra, ad essere ignorate o emarginate da un sistema in cui conti solo se sembri qualcosa. Nonostante ciò che vorrebbero e potrebbero condividere con il vicino di casa. Nonostante l’idea che almeno il loro cuore, rosso e pulsante come tutti gli altri, debba valere qualcosa.

    Ecco, ormai sta passando l’idea che esista uno “sport” in cui una ragazzina, per assomigliare ad una campionessa, debba avere sul “suo” libro paga… “un team personale fatto di un tecnico e di un preparatore atletico a te dedicati in ogni momento della giornata col supporto, quando è necessario, di sparring, di un’équipe medica e di uno psicologo dello sport”.

    Al genitore (normale) d’un figlio tennista non resta che farla finita… intendo con lo sport, ovviamente…

    p.s. Sto scherzando, la mia è una provocazione… basta semplicemente cambiare disciplina, scartando possibilmente il golf… :)

  • 22.

    Stefano
    La preparazione atletica di base è la stessa in più ci sono pedane e pedane di passi e la specifica aumenta con l’età.
    Il mental è simile, ma ritengo che sia più facile maturare nella scherma perchè un assalto dura molto meno di una partita di tennis, è vero che incominci la mattina e finisci la sera, ma hai pause in cui riprenderti.
    Hanno un diverso modo di gestire i ragazzini che sono tutti trattati ed impostati allo stesso modo, anzi le cosiddette teste di cavolo spesso vengono preferite perchè a lungo andare sono quelle che denotano una maggiore carica agonistica, certo vanno disciplinate con pazienza.
    Le gare sono un evento ed anche il principiante o l’amatore ha il piacere di assaporare il clima, il maestro accompagna tutti e si muove da una pedana all’altra ma se non c’è il coaching se lo fanno da soli i ragazzi o qualche genitore, inoltre tutti partono dallo stesso punto per cui non seimai tagliato fuori e non sei mai assolutamente sicuro del tuo livello, se migliori cambia tutto e capita abbastanza spesso.
    Paghi una somma annuale e puoi andare in sala ad allenarti quanto vuoi, normalmente hanno orari per età ma si incrociano sempre ed è normale che i più piccoli facciano almeno un assalto con i più grandi, mio figlio che è un principiante ha tirato più volte con ragazzi impegnati in coppa del mondo che non infieriscono ma non fanno sconti e normalmente ti massacrano sul difetto (Marcello ha 13 anni è alto più di 1,80 ed ha il 46 di piede ha preso 10 botte al piede in un minuto ma ha capito che essere alti è un vantaggio a condizione di prepararsi bene atleticamente) , in questo modo hanno una idea precisa del livello da raggiungere, si abituano a prenderle anche male e gli altri non si sentono delle star.
    Un giorno la settimana è dedicato ad una gara interna a gironi in cui i ragazzi tirano tutti contro tutti, a prescindere da età, sesso e livello.
    La federazione credo sia conciata più o meno nello stesso modo, ma è diverso l’ambiente in sala si cerca di portarne avanti il più possibile e di alzare il livello di tutti, perchè credo che i contributi siano distribuiti sulla base dei risultati complessivi.
    Gli ex atleti ed i genitori di buona volontà sono ben considerati e nessuno si sente spodestato, anzi, si cerca di mettere il genitore nelle condizioni di seguire il ragazzo anche perchè se non la spieghi è veramente difficile capirla e se i genitori non si appassionano è ben difficile che decidano di alzarsi alle 6 del mattino per portarli alla gara la domenica o il sabato, certo sono assolutamente vietati i salottini in sala.

  • 23.

    Alessandro
    le interviste sono sicuramente una buona idea.

  • 24.

    Pubblico io questo commento di ATTI, che si è sbagliato e l’ha messo sotto al blog di Vale..

    Anche a me la frase sui genitori è sembrata un affermazione generica … dimenticando la cosa fondamentale… che sono le famiglie che mandano avanti tutto l’ambaradam… a volte mi sembra che alcuni addetti ai lavori considerino la loro professione un gioco dove le difficoltà non esistono… mentre in tutte le altre professioni gestire situazioni critiche è la normalità… nel tennis invece si vorrebbe vivere sotto una campana di vetro ….eliminando a monte le persone sgradevoli…ma la vita è fatta di questo…

    Perché la verità è che con le chiacchiere si combina poco… è difficile gestire tutto il tourbillon che comporta l’attività agonistica di un figlio… e nel caso della Palmigiano, ragazza talentuosa e di ottime prospettive, il sostegno da parte della FIT non risolve certamente i problemi, ma meglio poco che l’indifferenza …logico e naturale che ricevendo un contributo non esca nessun “suggerimento” alla federazione (possibile che nella sua esperienza non ci sia niente da migliorare ?)…ma solo lodi… e certo viene piu’ semplice bacchettare i genitori…invece noi che siamo figli di un dio minore (con figli “scarsi” agli occhi della FIT)… possiamo e vogliamo dire la nostra…a futuro beneficio di tutti quelli che intraprenderanno questo percorso.

    Prendendo spunto da questo, per dire che nella mia esperienza auspico maggior equità nel sostegno ai ragazzi, che le scelte siano solo tecniche e di prospettiva (come nel caso della Palmigiano) ….e non legate, a volte, a soddisfare questo o quell’altro amico maestro e/o circolo…inoltre allargare la base di osservazione e sostegno è fondamentale…. già nell’U10-U12 vedo ragazzini con corsie preferenziali da parte di mamma FIT… normale che anche i risultati ne beneficino, ma mi sembrano situazioni che andrebbero gestite meglio…mentre così facendo si isolano quei ragazzini e si limita la crescita degli altri potenziali… il gioco espresso da un dodicenne non puo’ essere mai definitivo, cambia notevolmente anche di mese in mese…troppe le variabili.
    Se si vuole piu’ equilibrio da parte dei genitori… c’è bisogno di piu’ equilibrio e collaborazione da parte di TUTTI… altrimenti ogni genitore, visto che deve arrangiarsi …. tenderà a fare scelte autonome legate al suo status e non legate ai percorsi indicati…e avrà sempre poco voglia di “ascoltare” fino in fondo questo o quel maestro…
    I ragazzi hanno alti e bassi… la federazione lo sa benissimo…il percorso è altamente selettivo… cerchiamo di aiutarli e sostenerli tutti allo stesso modo…

    Comunque un in bocca al lupo alla Palmigiano…. che ho visto giocare fin da dodicenne nelle sfide fra coppa delle Province allo Junior di Milano…allora faceva coppia in doppio per la provincia di Milano, con Chiara Quattrone (di un anno piu’ giovane) … ragazzina bravissima, simpatica e umile…un’altra che da dodicenne non faceva vedere palla a nessuno…vittoria alla Lambertenghi compresa.

  • 25.

    …Archie…fondamentalmente i tennisti non-tennisti (come il tessuto non-tessuto) italiani e i loro genitori sono dei disperati….

    non gli basta il censo-training, ossia l’allenamento svolto in esclusiva presso i circoli dei loro padri (dirigenti o maestri). Dico in esclusiva perché impedendo ad altri di accedervi, eliminano già in partenza un po’ di concorrenza (l’unica che potrebbe farli veramente crescere, se valgono).

    Poi, passano al senso-training (Scherzo!!!)…o al sesso-training (scherzo!!!)

    Ma sfortunatamente bisogna moltiplicare gli sforzi perché possono persistere degli elementi che con meno allenamento continuano a resistere (che rottura!!) e allora via con una girandola di tornei dappertutto per costruire una classifica che li tenga a galla.

    Rimane il team-personalizzato o il doping…

    Ma niente, fortuna che c’è il college!

  • 26.

    Due sono, a parer mio, gli spunti più interessanti, incredibilmente ignorati da tutti i commenti.

    Il primo è il rapporto tennis professionistico-scuola.
    Mi immedesimo e, in effetti, se fossi un genitore mi girerebbero da impazzire le scatole al pensiero che, per il tennis, mia figlia dovesse abbandonare la scuola ordinaria.

    Ritengo, però, che il tennis vero sia assolutamente (e giustamente, essendo la scuola una cosa seria) incompatibile con la scuola.
    L’unica soluzione sono il recupero degli anni scolastici (farne tre in uno, so che si può), gli istituti privati per sportivi oppure, dopo avere smesso, le scuole serali.
    Ma, insomma…non è la stessa cosa.

    Ma tutto, al mondo, non si può fare.
    Se fai tennis, non fai scuola ordinaria.

    Certo, a me girerebbero, come Genitore.

    Il secondo spunto interessante è questo:
    “Francesca è supportata dalla Federazione, a cui siamo comunque grati per questo, con un significativo contributo economico”.

    Tiè, siete serviti, Genitori, ancora una volta, sistemati.
    Come ho sempre detto, è assolutamente falso che la Federazione non aiuta nessuno, come dite voi da sempre.
    Certo, bisogna fare qualche risultato, è ovvio, ed essere atleti di interesse nazionale, ma la Federazione aiuta decine di ragazzi all’anno per ogni anno di nascita.
    Il resto, son favole.

    Vi ripeto per l’ennesima volta, Genitori: non crediate che, siccome la Federazione non aiuta voi, semplicemente perché i vostri figli ancora non hanno raggiunto risultati di spessore, essa non aiuti nessuno.
    Basta saperle le cose…ve l’avevo detto.

    E ripeto ancora: come sarebbe bello se la Federazione, in assoluta trasparenza, pubblicasse ogni anno nomi e cifre.

  • 27.

    “Purtroppo, però, le spese di un’atleta che svolge attività preminentemente internazionale sono ingenti per cui tale contributo copre solo una piccola parte del fabbisogno annuo.”

    Che fa la federazione ? Le compra un 200 metri di Luxilon all’anno ? ^_^
    Nikolik..come sempre leggi e riporti solo quello che ti garba..sigh

    Morale della favola..o si hanno un sacco di soldi o nessuno va da nessuna parte

    Saluti

  • 28.

    Grazie Alessandro…

  • 29.

    Andrew… oltre le tue geniali ganasce rostrate, più in alto della tua ironia a me affine, c’è appunto della DISPERAZIONE: se lor signori ammettessero d’essere ricchi ma senza idee, privi d’una vera anima sportiva, e non degli strafichi con il passaporto per APT e WTA in tasca, potremmo tentare di salvarne i figli da quel destino beffardo… pollastri alla mercé di tapolers e professionisti del censo-doping… Infatti negli altri ambienti più evoluti, o semplicemente all’estero, gli addetti ai lavori non passano il tempo a chiedersi cosa pensino i figli dei circoli della FIT: nessuno s’immagina neppure che pensino qualcosa…
    E qui il discorso della scherma è ottimo… ben conosciamo i RISULTATI della nostra SCUOLA: ecco dove potremmo mandare i nostri giovani tennisti ad allenarsi… poli-sportività a parte, forse quelli evidentemente limitati, piccoli nel corpo e nella mente, troverebbero proprio in quel sano contesto uno spazio agonistico credibile. Verrebbero ri-educati da gente che crede nell’educazione.

    Vecchio mio, qui te lo posso dire: essendo presuntuoso, ma non invidioso, poco me ne cala del portafoglio altrui. Anzi, diceva quel tale di Nazareth… prendersi cura di queste anime perse non è meno importante che salvare le ragazzine dalla strada. Tra l’altro in entrambi i casi la ricetta è la medesima: con i soli soldi, bisogna che lo capiscano, non si compra la libertà e neppure il talento…

  • 30.

    Ma certo, Jho, ma è anche giusto, non ti sembra?
    La Federazione ti può dare un contributo (definito “significativo”, quindi non simbolico), ma è ovvio che devi essere tu a pagare la professione di tuo figlio.

    Mi sembra anche giusto.
    Dico, Genitori, ma non vorrete mica che vostro figlio diventi un campione gratis?
    Mi sembra normale che i Genitori facciano sacrifici per l’avvenire del figlio.
    Tutti i genitori fanno sacrifici.

    Ma che cosa pretendete?
    Che qualcuno paghi per i figli vostri?

    La Federazione dà un contributo, giudicato “significativo, e basta, com’è giusto.
    Ad una ragazza che attualmente è la n. 1006 della classfrica mondiale WTA e la n. 232 della classifica ITF under 18.

    I miei genitori hanno fatto spaventosi sacrifici per farmi studiare.
    Ma che volete?
    Fateli anche voi, non vorrete mica che la Federazione vi paghi tutto, no?
    Volete che la Federazione vi paghi tutto?

    Ma non sarà che non volete investire soldi e risorse sulla carriera tennistica dei vostri figli perché, sotto sotto, non cedete molto alle loro possibilità tennistiche?

    Se non ci credete voi…

    I miei hanno ipotecato la casa per farmi studiare.
    Fatelo anche voi.
    Fanno così tutti i Genitori del mondo.

  • 31.

    …e Nikolik, evidentemente, non ha studiato…

    quindi, spendete i vostri soldi ma almeno assicuratevi che si allenino!!!

  • 32.

    Nikolik
    Solo per curiosità ma dove hai studiato per ipotecarti la casa alla U.C.L.A. o sei andato fuori corso di 20 anni?

  • 33.

    e aggiungo……se riuscite non chiedete il prestito d’onore alla federazione,sarete cosi certi di non essere sempre sotto…scacco

  • 34.

    Ben detto, Monet, hai ragione.

    Infatti, il prestito d’onore, così com’è organizzato ora, andrebbe abolito.

  • 35.

    Ecco, cari genitori del tennis sull’orlo d’una crisi di nervi… risparmiate i vostri bei dollaroni per una capitalistica cena di pesce da offrirsi all’amico di G&F Monet (o a Giorgio Errani). E poi, previo appuntamento, andate a trovarli: sono sicuro che la loro esperienza… onesta, diretta, talvolta cruda (…) v’aiuterà a capire immediatamente moltissime cose utili. Cose che qui nessuno ha il coraggio di dire.
    Magari potrete così evitare d’ipotecare la casa pagando per un servizio che semplicemente… non vi verrà mai erogato…

  • 36.

    Alcune considerazioni:
    Dice Nikolik col suo solito tono alla Oscar Wilde, da saccente e irritante dandy che si sente superiore e gode a fare l’antipatico :”Vi ripeto per l’ennesima volta, Genitori: non crediate che, siccome la Federazione non aiuta voi, semplicemente perché i vostri figli ancora non hanno raggiunto risultati di spessore, essa non aiuti nessuno.
    Basta saperle le cose…ve l’avevo detto.E ripeto ancora: come sarebbe bello se la Federazione, in assoluta trasparenza, pubblicasse ogni anno nomi e cifre.”

    In generale potrei essere d’accordo (come sono d’accordo sul discorso scuola e quealla e’ una delle ragioni per cui mio figlio si trova in america), ma non ti passa mai per la testa che chi quel contributo, minimo o grande che sia, lo prende e ne ha disperatamente bisogno, magari potrebbe avere qualche remora a dire onestamente quel che pensa? INVECE PERFETTAMENTE D’ACCORDO SULLA NECESSITA’ DELLA TRASPARENZA.

    Dice Monet: “se riuscite non chiedete il prestito d’onore alla federazione,sarete cosi certi di non essere sempre sotto…scacco”

    Si, ma mica tutti hanno una fabbrica e/o guadagnano 100.000 Euro all’anno … Suppongo che il Prestito d’Onore lo chiedano quelli che non possano fare altro … Essendo poi appunto un prestito d’ONORE, spettera’ alla coscienza (e all’onore) di ognuno rispettare detto patto … Basterebbe semplicemente essere chiari nello stipulare il contratto …

    Trovo corretta anche la conclusione di archipedro: a un certo punto nessuno ti obbliga a far giocare tuo figlio a tennis e infatti i nostri migliori talenti probabilmente scelgono altri sport meno cari e forse anche piu’ educativi sal punto di vista della socializzazione…Unica eccezione forse le donne perche’ ammettiamolo, il tennis e’ l’unico sport femminile che puo’ competere in quanto a glamour e a denaro con il calcio dei maschi, e’ l’unico sport in cui la campionessa raggiunge uno status pari a quella del calciatore … Non ho mai infatti capito come mai, con tutti i presuppostifilosofici morali politici e idealistici Archipedro si sia mai voluto avvicinare al tennis: lui che e’ stato cosi’ saggio da far praticare al piccolo Mati anche atletica e pallavolo (oltre suppongo a nuoto e sci), farebbe meglio, lui che e’ ancora in tempo, ad evitare di rimanere invischiato in questo guano vischioso che e’ il limbo di color che stan sospesi: troppo bravi e atletici per essere confusi coi prodotti medi della SAT,non bravi abbastanza per essere dei fenomeni in grado di strappare alla Under Harmour un ricco contratto come pare sia successo alla Shiskhina, 12 anni… E comunque ai maschi questo non succede, i contratti all inclusive a quell’eta’ sono solo per le femmine … Sul golf pero’ avrei da ridire: anch’io non lo considero un vero e proprio sport ma piuttosto qualcosa a meta’ fra il biliardo e l’andar per funghi, ma ieri sono andato a farmi 18 buche ed ho speso 15$ … Era un Golf Course Pubblico ma molto bello e ben tenuto:18 buche sono circa 3 ore, con il kart…4-5 ore se vai a piedi e ti fai anche una salutare passeggiata…Vi ricordate quanto mi era costata un’ora di tennis al TCA di Bologna? 18 Euro!!!!

  • 37.

    (Messaggio subliminale: Si, caro AL, m’hai beccato qui di nuovo… attenzione però: ho promesso pace a G&F di S.G. e non all’universo mondo…)

    Sto al tema di questo articolo, ed alla caricatura del genitore da circolo a bordo campo, che rompe le tolle al saccente maestrucolo di turno… ed insisto a distinguere, nel bene e nel male, la Federazione centrale dalle sue espressioni locali. Infatti il canale federale (per ora GRATUITO) “Super Tennis” (lo prendo al 224 del DTT) trasmette degli interessanti programmi GRATUITI di video-analisi dove Gennaro Volturo dice GRATUITAMENTE cose che, ripetute malamente in un circoletto censo-dopato dal furbacchiotto di turno, verrebbero vendute a peso d’oro. Organizzatevi dunque, gente.

    Certo gli “angoli propriocettivi” della spinta delle gambe del servizio di Gulbis vanno digeriti con pazienza, non si trovano nei fumetti… però sembrava abbastanza evidente, a me e ad altri polivalenti, che Gulbis servisse bene. E che eseguisse un caricamento verticale quasi da pallavolista. E che mettesse in moto molto bene tutta la “catena cinetica” di chiusura. E che da destro atterrasse, guarda caso, con la gamba destra… Ora, queste informazioni sono state trattate con GRATUITA chiarezza anche per il popolo. Quindi un punto a favore della F.I.T. centrale.

    Perché allora, a livello periferico, continua a passare il messaggio che è degno del tennis solo chi può permetterselo?! Non vi rendete conto dell’anti-sportività di questo assunto?! Come mai ci sono così pochi ex-tennisti che si offrono di fare gli GRATUITAMENTE gli allenatori (come avviene in altri sport)? Forse perché devono rientrare delle spese? Non sarà per caso che per questi ex-agonisti l’insegnamento del tennis rimane l’unica spiaggia esistenziale? Quanti tra loro hanno un titolo di studio (per non parlare della laurea?) Quanti si mettono a studiare seriamente invece di rientrare nell’impresetta di famiglia?

    Tenniste: ho conosciuto più d’una forte semi-professionista dei paesi dell’EST che frequenta l’università… sono donne anche quelle? O tutte future escort d’elite a Porto Cervo?! Non vi viene il dubbio che sia proprio la mancanza di CULTURA in generale, e quindi di consapevolezza, a rendere così mediocri i nostri giocatori?

    Non continuiamo a DARE a questi vostri ragazzini viziati… cominciamo a TOGLIERE! Lussi, comodità, contatti privilegiati… Ripuliamo la loro mente dalle nostre (vostre) sovrastrutture. Vogliono giocare a tennis… bene! Sotto la pioggia, in un bel campo di cemento ruvido, che ne dite?! Guardate, anche Cristiano Ronaldo sa cosa vuol dire un allenamento invernale su un campo ghiacciato… Anche Alberto Tomba moriva di freddo sulle seggiovie… E la Pellegrini guarda il fondo d’una piscina 365 giorni all’anno…

  • 38.

    E’ sempre molto relativo: e’ viziata la Sharapova che multimilionaria continua ad allenarsi p(e ad essere battuta) invece di darsi alle passerelle come potrebbe fare o come farebbe una delle molte ragazzine italiane la cui unica aspirazione e’ fare la velina? Eppure la Sharapova e’ l’emblema della superbia, del glamour, dell’aristocatico snobbismo… Eppure la sharapova e’ venuta ancora bambina in florida e proprio alla Bollettieri … Attenzione a non fare confusione: i ragazzini che sono qui a Bradenton saranno privilegiati MA SI FANNO UN MAZZO COSI” con scuola al mattino e 4-6 ore di tennis e atletica al pomeriggio e poi vanno a casa e devono fare i compiti …Molti coetaneicazzeggiano , vandalizzano , fumano e bevono o semplicemente sciupano il proprio tempo non sapendo bene esattamente cosa fare …
    Poi sono d’accordo: e’ giunto il momento di togliere: purtroppo io ho tolto tutto a mio figlio (playstation, tv, computer se non per l’uso a scuola, niente xbox, PS3,ipad, iphone o cellulare: come ho raccontato il suo e’ un vecchio mobile siemens di 10 anni fa tenuto insieme col nastro adesivo) … ovviamente rimane un privilegiato ma tutto gli si puo’ rimproverare tranne il fatto di non allenarsi duramente …Poi il Fire Inside chissa’ se davvero ce l’ha ma di questo anche Archipedro mi sembra si lamentasse qualche volta anche del suo … Pero’ vorrei dire che e’ superficiale e semplicistico pensare che i tennisti moderni non siano atleti completi …
    Ho colto l’allusione sui fumetti ma infatti mi sembra di aver dato dimostrazione piu’ di una volta che non mi limito a quelli … Eppoi cosi’ ti ho dimostrato che posso anch’io scrivere articoli che non raccoglieranno alcun commento, mica solo tu …Dai che scherzo, e se son palido come una sgnapa vinassa vinassa fiasci de vin …

  • 39.

    Notoriamente mi esprimo in modo non solo Sarcarstico ma anche Superficiale e Semplicistico… :)

    Comunque, per la precisione, penso che i tennisti moderni ITALIANI non siano atleti completi. Che non sono proprio atleti… direi neppure molto moderni… (forse Fognini è atletico, giusto per non dar torto a Monet, ma in potenza…).

    Almeno tutti i top 20 del circuito APT, viceversa, m’appaiono (più o meno) atleti completi e sicuramente tennisti moderni…

  • 40.

    Archi ha le sue ragioni, ragazzi.

    Sia sullle differenze fra gli input della FIT Centrale e l’ambiente periferico dei Circoli, sia sull’atletismo di alcuni nostro giocatori.

  • 41.

    Roberto,
    da quanto ho letto lo scarno commento di Ubi con cui ha riassunto e liquidato la tua dipartita dal suo blog (degno solo dei giornalisti della sua cifra introspettiva… tipo quello definito “dei rutti al bar”)… mi sei sembrato più comprensibile. E meno “democristiano”… :)

    Se poi mi dai ragione mi metti in crisi con Andrew… il mio vero sposo promesso…

  • 42.

    Ma sei davvero permaloso come una bertuccia… Mi riferivo agli Atleti in generale e non a quelli italiani ma anche qui credo che si pecchi di superficialita’: mi dicevano che Volandri, per esempio, e’ un atleta formidabile… Io credo che chiunque sia in grado di entrare nei Top 100 maschili sia un atleta eccezionale, fatto e finito …Se invece parliamo di junior under 12 e 14, maschi e femmine, allora si che ti do ragione, ma questa e’ un’altra storia…
    Certo, sarebbe interessante prendere un Top 100 tennista e metterlo a confronto con un corrispondente calciatore o sportivo di altri sport … ma credo sia difficile comparare per esempio tennisti e nuotatori ma anche tennisti e maratoneti o saltatori …. Io mi ricordo di certi miei compagni di squadra del rugby che 40 anni fa erano convinti di essere piu’ atleti dei calciatori, noi che ci allenavamo solo 2-3 volte a settimana, solo per definizione, per via del fatto che i calciatori erano dei fighetti viziati …Ma i calciatori, fighetti o meno, gia’ 40 anni fa erano fra i piu’ grandi atleti di ogni sport, secondi solo ai cestisti dell’NBA, e ora piu’ di allora, visto l’aumento della velocita’ del gioco e la concorrenza spietata che devi battere anche solo per giocare in Serie B o C … Insomma, magari mi sbaglio, ma credo che valutando l’Atleta a 360 gradi (con il Combine 360, ovviamente!) sia difficile trovare un tennista nei Top 100 che non sia un perfetto atleta …

  • 43.

    Dimenticavo il saggio Nicoxia:

    “Tutto serve solamente per questioni economiche e di visibilità, dicono tutti che i risultati non contano e tutti ad inseguirli appena uno perde una partita tutti contro”.

    Ed infatti i ricchi genitori nostrani si specchiano nella bellezza degli splendidi figlioli quando vincono il torneo torneo U4 riservato alla sola propria scuola materna (però di quelle internazionali) nel timore che già a cinque anni non confermino le aspettative e deludano lo sponsor tecnico… meglio gioire d’ogni istante di vera gloria! :-)

  • 44.

    La federazione potrebbe stilare dei parametri ,che non siano solo le classifiche,per accedere ai contributi trasparenti ed uguali per tutti,poi come fanno già nei comuni,si daranno in proporzione presentando il modello isee,perchè secondo me dare 30000 mila euro a chi ne ha 3000000 non è proprio giusto.

  • 45.

    Elemosinare soldi per me non è dignitoso,ma pretendere quello che spetta di diritto è un dovere,ma si puo fare solo se ci sono regole certe,a me sembra che si voglia lasciare tutto sommerso apposta per potere……non so perchè.

  • 46.

    Nikolik scrive

    “”Ma non sarà che non volete investire soldi e risorse sulla carriera tennistica dei vostri figli perché, sotto sotto, non cedete molto alle loro possibilità tennistiche?
    Se non ci credete voi…”"”

    Bisogna essere molto competenti (e non basta) o avere molta fortuna nel prendere la decisione di crederci investendo.
    Leggendo un articolo su Miccini di Commentucci sono sicuro che se fosse stato suo figlio avrebbe investito, Roberto è competente però si sa come è finita.

  • 47.

    La dignità, Nicox, in Italia non la evoca più nessuno… bisogna essere leggeri, agire così, un tanto al metro, parlare ossessivamente del nulla. La leggerezza è una moneta di cui anche un Baricco si dichiara “invidioso”… Ed anche se non sai proprio essere invidioso, riconosci che essere elastici, ironici ed istrionici, possibilisti apolidi, fintamente autocritici ed un po’ distratti all’abbisogna, eterei insomma… beh, tutta questa originale beatitudine paga. Ti rende affascinante, ti fa sembrare un ragazzino… la leggerezza. Siamo ben sopra l’alta borghesia, qui si parla di menti degne d’un Naomo… bellezza, eleganza, decontrazione dei muscoli facciali… Vivere alla grande e lasciar… morire, in senso astratto e stretto. Che è la cosa più naturale del mondo, quando capita agli altri.

    Provaci Nicox, a pretendere quello che semplicemente ti spetta, almeno qui da noi, con leggerezza…
    Chiedi che qualcuno, ma con cortesia, ti faccia gentilmente partecipe delle scelte economiche legate ad un qualsivoglia centro di potere…
    Osa chiede ad un insegnante che giustifichi una qualsivoglia mancanza di professionalità, anche spicciola…

    Ah, il paese della leggerezza… in mano agli AVVOCATI! :-)

  • 48.

    Certo che, archipedro, ci fai proprio sentire tutti delle merde … ah, potessimo essere anche noi cosi’ pesanti,inflessibili,pedanti, un po’ stucchevoli ,cosi’ provinciali e nostalgici dei soviet, cosi’ sobri, cosi’ colti, cosi’ intelligenti, cosi’ belli, cosi’ puri, cosi’ moralmente superiori, sempre concentrati sul pezzo, molto concreti e permalosi il giusto che guai se non mi prendi sul serio … Ci renderebbe piu’ pedanti, quasi petulanti, ci farebbe sembrare piu’ vecchi, e quindi piu’ saggi … Che potremmo sapere almeno cos’e’ un Naomo …
    Scherzi a parte, l’ho sempre detto che io sono uno di quelli brutti sporchi e cattivi, che lavoro in Africa si ma per una Oil Company e non per Medicin sans frontiers e che, ahime’, fra il vivere in Russia o negli US, fra la vita e la morte, avrei scelto l’america pur con tutti i difetti, il puritanesimo della provincia, i tatuaggi tamarri e il negazionismo in certe scuole del Minnesota … Ma dire che per questo io sia da considerare uomo senza dignita’ mi sembra francamente un po’ eccessivo, che ne dite?

  • 49.

    Comunque il bello, o il grave, e’che nel ritrattino stilizzato da Archipedro io mi ci riconosco proprio e somma ingiuria e indice di decadenza (o tempora!o mores!), mi piaccio anche … certo, avessi un figlio cosi’, e ahime’ ce l’ho, farei di tutto per correggerlo … io mi piaccio cosi’ ma capisco che sia meglio, per il mondo e la societa’ e anche per se stessi, essere un po’ di piu’ come archipedro…magari non tutto ma un pochino si …

  • 50.

    Naomo è lo stereotipo del “generoso” italiano di successo, alla Briatore… che chiama tutti “cicci”… è la “la dignità fatta di vuoto, l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto, è un Dio ch’è morto”. Tu non c’entri, non ho mai in mente te, non ti leggo e quindi se involontariamente si senti chiamato in causa da qualsivoglia mio ragionamento me ne scuso. La realtà che mi preoccupa e tange sta qui, a due passi…

  • 51.

    Archi,io ti sposo in pieno,il mondo però mi sembra vada nella direzzione esposta da stefano,proprio perchè quelli come Stefano pur non condividendola ci si adattano,io però vado controcorrente facendomi dare del pedante,gli universi positivi nascono sempre da una piccola parte di essi.

  • 52.

    Nicox,
    questa mattina mio figlio verso scuola era tutto contento nel dire a sua mamma che nel pomeriggio faremo l’allenamento d’atletica non da soli (praticamente lui da solo) ma con una bambina d’un anno più grande… In fondo non servono grandi numeri o strutture. Magari basta un lavoro costante, tutt’altro che totalizzante ma sicuramente rigoroso nei metodi, abbinato a ciò che nel gioco c’è di intimamente agonistico, per far passare messaggi fondamentali. Ed infatti la scorsa volta, la prima, i due bambini si sono trovati subito bene: quale linguaggio migliore d’un approccio polivalente… corsa, salti, lanci, balzi, inseguimenti, diversioni… una bella giornata all’aria aperta.

    Se non fosse per le logiche e gli impegni delle famiglie (…) sai quanti bambini già farebbero parte del nostro gruppetto? E se non fosse per le burocrazie con cui federazioni e sodalizi proteggono i loro orticelli… sai quanti mini-atleti potrei coinvolgere GRATUITAMENTE già in un’associazione polisportiva?

    Se sono costretto anch’io a concentrarmi solo sul bene del mio piccolo vuol dire che in fondo sono uno sconfitto dal sistema come tanti altri… non rivendico alcun primato morale. Solo mi da fastidio che si parli del denaro come l’unica alternativa possibile… :(

  • 53.

    Archi il problema è la rivendicazione,la ricerca del primato solo per interessi economici e non come evoluzione dell’essere.

  • 54.

    Potrete pensare che non centri nulla con il tennis ma questo è il mio punto di partenza per farli diventare dei tennisti forti.

  • 55.

    Tutti dicono prima si forma l’uomo poi il tennista poi giu sei ore al giorno solo di preparazione e tennis e se ci sono problemi caratteriali siamo sfortunati speriamo si risolvano più avanti.

  • 56.

    bellissimo quello che nicoxia dice nel suo ultimo post,la sintesi dei coach affermati è verosimile.poi al primo problema la colpa è dei genitori della ragazzza che frequanta,del fatto che nn ha ”fame”,o altri casini in genere,ma nn dice o spiega COME FARLO DIVENTARE UOMO!! e credo senza problemi di poter affermare che l’ultimo che possa aver voce in capitolo sulla crescita mentale e formativa dei ragazzi sia il proprio allenatore( diciamo il 90% cosi qualcuno lo salvo)

  • 57.

    Nicox, TOTALMENTE d’accordo. Ed infatti quando il piccolo si lamenta del nostro stato d’isolamento, che in alcuni casi diventa più duro dell’allenamento stesso, io comprendo perfettamente la sua esigenza… che mondo è mai questo, in cui lo sport competitivo è sempre sinonimo di solitudine? Però comincia ad accettare che per giocare a pallavolo con bambini più grandi, cosa che vorrebbe fare immediatamente, bisogna avere delle capacità che (per ora) dobbiamo necessariamente coltivare lontano dalla pallavolo stessa. E questa relativa pazienza gliel’ha insegnata proprio il tennis (che viceversa gioca già ad ottimi livelli) grazie allo stesso lavoro per steps che prossimamente gli proporrò con il volley… Mai come oggi sono stato felice di non averlo iscritto ai tornei di tennis U-qualcosa, nonostante non vi sia dubbio alcuno su come finirebbero le partite con i suoi coetanei, e forse non solo… Il rischio non che perda ma che vinca senza minimamente impegnarsi, per poi montarsi la testa, non era assolutamente coerente con il nostro progetto alternativo…

    Comunque, se l’obiettivo dei possidenti di figlio tennista è quello d’avere uno staff impegnato con il pargolo per molte ore al giorno, è inutile sottolineare come questi professionisti debbano essere persone umanamente eccezionali e diventare, da subito, intimi amici di famiglia. Altrimenti la probabilità che dei blasonati mercenari provochino danni irreversibili non agli agonisti ma alle persone sono enormi…:(

  • 58.

    ”Comunque, se l’obiettivo dei possidenti di figlio tennista è quello d’avere uno staff impegnato con il pargolo per molte ore al giorno, è inutile sottolineare come questi professionisti debbano essere persone umanamente eccezionali e diventare, da subito, intimi amici di famiglia. Altrimenti la probabilità che dei blasonati mercenari provochino danni irreversibili non agli agonisti ma alle persone sono enormi…:(”

    edè qui che casca l’asino……hai già detto tu,e io aggiungo che la vigilanza e la sorveglianza di un genitore diventa ancora il più delle volte importantissima!
    credimi che la cultura in generale è davvero a livelli molto bassi e se il maestro è un cretino,vuoi che il ragazzo diventi uno scienziato nucleare?

  • 59.

    Archi, permettimi, ma se tuo figlio non ha mai giocato a tennis con i suoi coetanei, come fai ad essere sicuro che vincerebbe a mani basse, al punto di montarsi la testa?

    Quanti anni ha Mati? (Scusa, ma ora sui due piedi non ricordo).

    Perché non lo fai giocare con un ragazzino pari età forte del Friuli, tanto per fare un test? Così, una tantum, per curiosità, senza minimamente che questo vi faccia deviare dal vostro percorso…

  • 60.

    “se il maestro è un cretino, vuoi che il ragazzo diventi uno scienziato nucleare?”

    Monet… :-) bellissima! Ed infatti tu Fabio l’hai seguito, giusto?! Non ti sei limitato a metterti nelle mani dei mercenari di cui sopra… Ed ora non sei pentito di come hai (legittimamente) investito i tuoi soldi… immagino infatti che tu possa dire di STIMARE tuo figlio, come persona… Stimi anche l’ambiente del tennis?! :-)

    Roberto,
    Mati compirà nove anni in Gennaio. Vincerebbe a mani basse perché fa le partite con me, ed io so come gioca un bambino (comune) ad otto anni… quindi non parlo dei vostri divi selezionatissimi… Rispetto a quelli, però, il piccolo ha un bagaglio di poli-valenza e poli-sportività eccezionale, frutto appunto delle mie scelte atipiche… Ed allora verrà (magari) il giorno che servire degli aces a 220 km/h sarà significativo anche in Italia… altro che pallonetti da terra rossa…

  • 61.

    Archi c’è un giusto equilibrio per tutto,sta a te individuare quello che serve,se ti serve farlo perdere la categoria per farlo la troverai sempre.

  • 62.

    @archie:Ed infatti quando il piccolo si lamenta del nostro stato d’isolamento, che in alcuni casi diventa più duro dell’allenamento stesso, io comprendo perfettamente la sua esigenza…

    Ti ricordi archie quando ti dicevo, agli albori della nostra turbolenta frequentazione, che il tuo problema avrebbe potuto essere la troppa autarchia, lo splendido isolamento, e non ovviamente per te ma per tuo figlio, che i bimbi crescono e hanno bisogno di stare con altri coetanei (e nel tennis a un certo punto ahime’ sevono stare di la’ dalla rete), senza contare che a un certo punto il genitore lo devono anche metaforicamente uccidere per poter crescere? Tu a quel tempo avevi dismesso le mie critiche … Vedrai in altri 2-4 anni quante altre cose cambieranno e ti auguro di viverle meglio di come le abbiamo vissute noi anche se e’ vero che non tutti i bambini sono come La Canaglia …Noi ormai siamo un alternarsi di scene western e grandi riappacificazioni, il che va benissimo, ma questo e’ solo un aspetto … l’altro aspetto e’ che per farli crescere devi lasciarli andare … E comunque farli giocare non solo insieme a te ma con altri bambini…
    Per il resto non preoccuparti e mirate pure,tu & Nicoxia, la coppia del blog piu’ pedante che ci sia, al petto (ma,visto che sarei un narciso, risparmiate il volto …)
    Ovviamente sto affettuosamente prendendovi in giro senza acrimonia e nel contesto degli ultimi post …

  • 63.

    Sono un pianista di piano bar …

  • 64.

    Monet il genitore secondo me non deve vigilare ma deve essere parte integrante nella crescita,perchè teoricamente meglio del genitore non c’è nessuno certo che se uno pensa solo a gudagnare e delega altri il rischio è alto.

  • 65.

    Stefano io a differenza tua sto aspettando delle critche nei miei confronti per poterti ringraziare.

  • 66.

    Siccome non sono un narciso accetto anche quelle sul volto,ma ti garantico che io sfrutterò questa opportunità se sarai in grado di darmela.

  • 67.

    @ archi….si ho la massima stima per mio figlio,anche se a volte in campo lo prenderei a calci in culo,ma so che la cosa ormai fa parte di alcune strategie,che vi spiegherò in avanti,
    sull’ambiente del tennis credo che tu abbia letto la mia pagina di fb,potrei aggiungere molto d’altro,ma per rispetto al ragazzo aspetto che finisca e in quel giorno posso assicurarti che…esploderò,mi leverò tanti di quei sassolini (non che non lo abbia già fatto) parlando dell’ambiente che in 2 parole ti affermo senza alcuna remissione: FA SCHIFO!!!!

  • 68.

    @ NICOXIA: il genitore e’ …sovrano!!!!

  • 69.

    Monet,
    e noi tutti ovviamente t’apprezziamo come una persona molto onesta intellettualmente, oltre che come padre responsabile… Spero che anche un blog come questo, in cui opinioni minoritarie trovano spazio, possa aiutare chi di dovere a mettersi in discussione. Se genitori come voi, come Giorgio, non sono del tutto soddisfatti di ciò che hanno visto… beh, magari allora una complessiva riflessione sul tennis in Italia va affrontata… e questo senza offendere nessuno in particolare. Al limite gli italiani, ma come popolo dalla poca dignità, sempre pronto a vendersi per la pagnotta…

  • 70.

    Monet, aggiungo qui per evitare discussioni sterili con Stefano…

    Ho già detto che tifo per voi, e se Fabio dovesse vincere un ATP importante farei festa… Se i numeri ci dovessero dire che è ANCHE un ATLETA di primo livello potrei solo concludere che il suo gioco ancora non gli permette d’esprimersi ad altissime “velocità” da top 10… Pur tuttavia sono i NUMERI che ci dicono se un atleta è tale… Quindi non c’entrano né la mia superiorità intellettuale né le amicizie influenti di tizio: parliamo di parametri OGGETTIVI di performance atletica e poi giudichiamo. Se volete vi riporto indicativamente i valori di riferimento per es. un ottimo opposto del volley, o una guardia del basket da serie A2… un d’un ostacolista di buon livello all’età di Fabio… o d’un attaccante del calcio da Primavera dell’Inter…

    Insomma scienza, non fantascienza… :-)

  • 71.

    complimenti per l’intervista e per il blog in generale!
    conosco personalmente la famiglia Palmigiano e Francesca sta facendo passi da gigante anche grazie alla famiglia e ai sacrifici che fanno ogni giorno!Averne di genitori cosi!!!
    in bocca al lupo!!!erika

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