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Intervista a Laura Pous-Tio
di Marta Polidori
Laura Pous-Tio è una ragazza così solare e sorridente che diventa quasi contagiosa. Ti dà l’impressione di avere un approccio mentale non solo al tennis, ma alla vita, molto positivo e spensierato, da invidiare.
Le ho chiesto se potessi farle qualche domanda e mi è stato risposto un sì timido, da bimba emozionata, e a differenza di altre giocatrici poco chiaccherone lei è parsa subito a suo agio. Si è raccontata senza troppi problemi, e mi ha dato parecchi spunti e fatto venire in mente molte domande.
Quando hai cominciato a giocare?
‘’Quando avevo 8 anni, nel circolo della mia città . Ho fatto tennis e pallavolo e mi piaceva di più la pallavolo; ma giocavo meglio a tennis. Quando avevo 13 o 14 anni ho dovuto decidere uno sport e ho scelto il tennis.’’
Quando hai iniziato a spostarti per fare i tornei?
‘’Quando avevo 18 o 19 anni, una volta finita la scuola dovevo decidere se scegliere l’università o il tennis e ho deciso di dedicare tutta me stessa a questo sport.’’
Volevo che mi parlassi un po’ delle difficoltà inerenti al girare da sola da giovane
‘’E’ duro, perché si viaggia 25 o 30 settimane all’anno. Tutte le amiche stavano a casa, andavano a feste o al cinema, e per me molte volte questa cosa si riduceva ad un fine settimana al mese o anche ogni due. È difficile quando sei piccola. Quando poi finalmente sei a casa un fine settimana tenti di fare più cose, con amici e famiglia’’
Che progetti hai per il futuro?
‘’Dopo la carriera agonisitca penso di fare qualcosa in relazione al tennis o allo sport in generale, ma non voglio più viaggiare; quando finirò, verso i 32 o 33 anni, voglio stare a casa tranquilla o in un circolo. Può essere che farò psicologia!’’
Qual è il tuo obbiettivo nel ranking?
‘’Entrare nelle prime 50 wta è molto dura adesso, perché ho fatto pochi tornei quest’anno, per le top 10 non lo so. Credo che un obbiettivo reale sia le numero 50 del mondo’’
Tornei in programma?
‘’Sofia 100.000 e Saint Malò, poi iniziano gli indoor, ma non mi piacciono molto…’’
Ti senti in forma quest’anno?
‘’Si, mi sento in forma mentalmente, anche se ho un po’ male al ginocchio’’
Cosa pensi che caratterizzi un buon giocatore?
‘’Secondo me la potenza, la mente e il fisico (tanto importante), se una giocatrice ha una buona difesa ha più possibilità di fare un punto lungo e di vincere, ma il tennis è cambiato ora c’è molta più intensità , più potenza nei colpi e molto fisico’’
A Sofia perde dalla Voegele al primo turno di main draw con il punteggio di 6-4 6-3, mentre a Saint Malò supera la russa Bratchikova, la rumena Cadantu (che l’aveva esclusa dal torneo di Biella) per uscire negli ottavi contro Cirstea per 6-3 6-1.
Marco Perazzi fa una battuta ed io faccio cadere una bottiglietta d’acqua che per un soffio non finisce sul piede di Laura, ma lei si limita a sorridermi amichevole. La saluto e la ringrazio… spero di incontrarla nuovamente. Vale la pena di conoscerla non solo come tennista, ma anche come persona.
55 Commenti to “Intervista a Laura Pous-Tio”
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Vivere a Biella » Blog Archive » Intervista a Laura Pous-Tio « SPAZIO TENNIS says:
[...] l'aveva esclusa dal torneo di Biella) per uscire negli ottavi contro Cirstea per 6-3 … permalink Condividi la [...]
darione says:
Avresti dovuto chiederle a proposito della squalifica per doping……..sarebbe stata interessante la sua risposta….
Marta Polidori says:
Ho scelto di non chiedere
tilden says:
Peccato avere scelto di non chiedere , a Natale ti faremo per regalo due belle ginocchiere….
Marta Polidori says:
Ho diciassette anni e ancora non ho bisogno di mettermi in ginocchio. A Natale ricambiero’ il tuo regalo con una flebo di plasil, per digerire.
muziek says:
Beh, però è vero che non hai fatto la domanda più interessante di tutte…
Marta Polidori says:
Lo so, essendo la mia prima volta come inviata e’ ovvio che si debba migliorare, ho scritto le domande prima e ho tentato di rifarmi a cio’ che mi veniva chiesto nella rubrica dell’oste… Un conto e’ darmi dei consigli, un altro e’ ipotizzare, o peggio accusarmi, di essere un’opportunista
Alessandro Nizegorodcew says:
@muziek
Una ragazza di 17 anni che per la prima volta è inviata ad un torneo sicuramente può commettere qualche errore. Vorrei ricordare che ha intervistato Kanepi, Pous Tio, Knapp, Cadantu e tante altre giocatrici importanti.. Altri/e, al primo torneo della vita, non avrebbero nemmeno rivolto parola alle tenniste, limitandosi alla cronaca..
Detto questo, criticare un giornalista per un’intervista è sacrosanto, così come tu hai fatto e come ha fatto darione in maniera pacatissima. La bassezza del commento di tilden però è inaccettabile, volgare, offensiva e si commenta da sola..
muziek says:
Il mio commento era da leggere “visto che ti era venuto in mente, la prossima volta -considerato che era la domanda più interessante da fare – falla”. C’era un “però”. Calma ragazzi, siete più permalosi di me (ci andrebbe la faccina, prima o poi imparerò!)
Marta Polidori says:
Ma infatti tu sei stato citato ad esempio come critica costruttiva
Alessandro Nizegorodcew says:
@muziek
Ma Muziek ma che dici? Ti ho citato dicendo che la tua era una critica sacrosanta e allo stesso tempo pacata, dicendo che tilden aveva invece esagerato! Confermo la mia idea secondo cui tu inizi a rispondere ai miei commenti senza però averli letti con attenzione… E dai, dimmi cosa avrei detto contro di te se non dire che anzi avevi criticato nel modo giusto?!
tilden says:
Alessandro,
posso essere d’accordo sul fatto di avere esagerato pero’ da un punto di vista giornalistico le interviste della inviata sono tutte un pochino all’acqua di rose. Domande ovvie risposte ancora più scontate.
Prendo atto che MP ha solo 17 anni e comunque sorry per essere stato un po’ sopra le righe.
Agatone says:
Qual è la classifica della Pous-Tio e la sua carriera di che livello è? Perché leggendo l’intervista senza sapere nulla di lei non mi fa capire quanto realistiche siano le sue aspirazioni. E mi piacerebbe saperne di più a questo punto anche sulla storia del doping.
In generale secondo me se non si parla di atleti molto famosi un minimo di biografia per far sapere con chi si parla sarebbe meglio. Non tutti sono addetti ai lavori.
Per il resto mi pare che traspaia la passione di Marta per il giornalismo.
Questo è anche interessante per i genitori di tennisti. Non è detto che il figlio/figlia diventi un campione ma può essere che le esperienze aiutino a trovare una propria strada.
insomma semmpre meglio stare ad allenarsi su un campo da tennis che stare a casa a inciuccarsi di videogiochi
alex farol says:
critiche allucinanti a Marta, secondo me, che denotano in alcuni anche una poca conoscenza della psicologia umana. E dicodi più: a parere mio ha fatto più che bene a non chiedere direttamente la vicenda doping, anche se a tutti noi interessava. Interessava anche lei (sarebbe stato grave il contrario semmai, cioè che non avesse colto l’importanza della domanda), ma ha SCELTo di evitare la domanda, e l’eventuale opportunismo è POSITIVO. E’ una giovane inviata, che senso e vantaggio avrebbe avuto nel farsi subito la nomea di “fastidiosa”? perchè guardate che gli entourage delle professioniste wta/itf, se non loro stesse, diffidano delle rompiscatole. Si può diventare giornalisti d’assalto solo se si è estremanente potenti, altrimenti può darsi anche chge Marta avrebbe soddisfatto la nostra curiosità sul doping, ma cosa avrebbe ottenuto? un bravissima da alex farol ma domani al torneo pincopallo restava a parlare da sola! i giocatori o chi per loro mentono quando dicono che non leggono i siti, o le notizie che li riguardano, anzi, sono i più avidi lettori!!!! Quindi un brava a Marta!!! anche sul discorso delle domande scontate , le domande sono quelle, mano a mano che poi si entra in confidenza con l’atleta allora si potranno andare a toccare argomenti più profondi o magari personali!
muziek says:
Alex
Addirittura allucinanti, grande esempio di coraggio niente da dire… Se volessi fare polemica a tutti costi chiederei quali grandi titoli puoi vantare per citare così a casaccio “un po’ di psicologia umana” ma mi pare più importante un’altra cosa: se la nostra Marta deve scegliere se fare carriera o se diventare una brava giornalista (e quello che più conta una persona seria) a me piacerebbe che scegliesse la seconda. Siamo sempre lì, se mia figlia per questioni opportunistiche (a scanso di equivoci non è questo il caso) decide di fare come dice Alex mi deluderebbe. A ciascuno i propri valori. Quindi, Marta, ascolta i consigli di Agatone, ci aspettiamo altre interviste.
Agatone says:
Però quello che dice alex farol ha una sua logica. Se si entra in un negozio di cristalli come un elefante non si fa altro che distruggere tutto e la volta successiva il minimo è che ci sia un divieto d’ingresso.
C’è un ideale ma bisogna considerare anche qual è la via migliore per raggiungerlo.
La questione doping mi piacerebbe saperla da chi ne sa qualcosa al di là dell’intervista
muziek says:
Agatone
Questo è il risultato di vivere in un posto come … l’Italia? l’Europa? il mondo occidentale? la galassia? Che ti abitui a pensare che “non devi disturbare il manovratore”. O che quello che dice alex farel ha una sua logica. Certo che ce l’ha la logica. Ed è da smontare e buttare via. E’ poi è sarebbe anche l’antitesi del giornalismo, per quel poco che ne so. Non è che io penso che il giornalismo sia chissà che ma se fare una domanda del tipo “hai passato anche brutti momenti nella tua ancora breve carriera, hai voglia di raccontare cosa sia successo?” vuol dire rischiare la carriera le cose stanno persino peggio di quanto io non creda. E poi a una giovane ragazza davvero siete convinti che la prima cosa da insegnare sia “fatti furba altrimenti non andrai da nessuna parte?” Wow…
giuliano says:
Il ragionamento di alex farol è allucinante, riassume in poche righe tutti i difetti italioti: l’opportunismo, la vigliaccheria, il servilismo verso il potente di turno, il cercare sempre la scorciatoia…
Marta Polidori says:
Credo che sia necessario spiegare il percorso logico che ho seguito: innanzitutto tenete presente che le interviste sono state fatte in inglese o, nel caso della cornet, in francese, ovviamente ad eccezione di Knapp, Oprandi e Rosatello… Per me era essenziale semplificare domande e risposte, anche perche’ non tutte le giocatrici parlano benissimo l’inglese, come ad esempio la Kanepi, e c’era da fa i conti con il mio inglese scolastico (che provvedero’ a migliorare con corsi quest’anno ed una scelta mirata della facolta’ universitaria l’anno prossimo).
Il tutto avveniva con un tempo stabilito tra i 5 e i 7 minuti, perche’ tanto e’ quello che viene dedicato ad ogni intervista.
Detto questo, ho scelto di non fare alle giocatrici alcune domande perche’ se ne era gia’ parlato molto. Avrete notato che non ho fatto alcun accenno ne a Oprandi ne a Knapp sui gravi problemi di salute che hanno avuto? Perche’ e’ tutto materiale facilmente reperibile, non sarebbe stata un’esclusiva.
Mi sono concentrata sulle curiosita’ che erano venute fuori piu’ spesso, come la scuola, il viaggiare da sole/i e quello che secondo loro occorreva ad un buon giocatore per emergere tralasciando le questioni che normalmente vengono chieste durante un torneo a una giocatrice.
La questione Pous-Tio ha interamente scontato la squalifica nel 2009 per assunzione di diuretici; ha sempre contestato che fosse doping, e mi ricordavo della vicenda di Volandri, non sono sufficientemente preparata per fare domande intelligenti su questo argomento. In piu’ rischiando di non capire la risposta in inglese, riportando una testimonianza sbagliata su un argomento tanto delicato e che puo’ danneggiare la fama del giocatore in questione.
Ricordatevi che la stampa e’ il quinto potere, si cammina sui cocci e se si sbaglia tagli non solo te stesso’ ma disintegri il coccio
Vi prego di non ritenere la mia una scelta di opportunita’ o una manovra al fine di scalare in modo becero le vette, sono al primo cucchiaio della minestra ho solo cercato di non sbrodolare sul bavaglino.
Vi ringrazio sia per le critiche che per i consigli, che terro’ presenti, e vi prego di continuare a darmeli, Agatone hai ragione la prossima volta aggiungo la biografia
muziek says:
Quarto potere Marta, quarto… Il povero Wells si rivolta nella tomba poi! E – continuando a darti fastidio – non dare per scontato quasi nulla. Della malattia della Knapp e della Oprandi io so pochissimo e non so neanche dove ritrovare il materiale!
Marta Polidori says:
Muziek
…ne possiamo discutere io mi riferivo al film “quinto potere” Di Lumet
Hai ragione non bisogna dare nulla per scontato ma quando hai poco tempo fai delle scelte, alle volte giuste ed altre sbagliate…
Alessandro Nizegorodcew says:
@muziek
Se metti le parole Knapp e Oprandi nella ricerca che trovi in alto a destra qui su Spazio Tennis troverai tantissime interviste e notizie.
Mario Polidori says:
Quinto potere (Network) è un film del 1976 diretto da Sidney Lumet.
Il film è una feroce parodia del mondo della televisione, dei cui artefici espone il cinismo e la totale mancanza di sensibilità morale.
Non sarei intervenuto a difendere Marta, per evitare che si pensasse male di me.
Infatti, non sono qui per questo, ma solo per due precisazioni ed una osservazione, la prima l’ho fatta all’inizio, sul film, la seconda è che Marta discende dall’Oste, quella è la parte preziosa, secondo me.
E qui si inserisce l’osservazione.
La spensieratezza che c’è nella sua intervista, insieme alla naturalezza di una 17enne, devo dire con buon mestiere però, sono la parte più bella di questo articolo.
Dobbiamo pensare a cosa chiederebbe un ragazzino, non noi.
E’ un altro modo ed un altro mondo, che abbiamo dimenticato, sembra.
Per me, non come padre, che ci crediate o no, Marta è stata molto brava, sia nei contenuti, che nelle scelte. In 5/7 minuti non avreste potuto far meglio neanche voi, nonostante l’esperienza e l’età .
Marta Polidori says:
P.S.
Non mi dai assolutamente fastidio…anzi
Mario Polidori says:
@muziek
in ogni caso mi risulta sia Welles e non Wells, su starà davvero rivoltando!
…non dare mai niente per scontato…
Marta Polidori says:
Il commento 24 e’ per Muziek.
muziek says:
Marta&Mario
Ehi ehi, non cominciamo. Il potere della Stampa è il quarto, senza discussioni. Come ricordate anche voi Quinto potere è quello sulla Tv, appunto, cioè un’altra cosa. Insomma, resta un errore, niente di grave ovviamente ma la precisazione vostra conferma. E Welles è appunto WellEs e non Wells. Potrei anche dirvi che in realtà c’era un giochino su Wells (senza la E) e visto che una cosa tira l’altra vi faccio pure un quesito molto difficile: cosa vi ricorda la mancanza della E? E qual è il giochino a cui si fa riferimento? [Il primo quesito è soprattutto per la giovane Marta il secondo anche per il meno giovane Mario]. Visto quanta roba nasce da un refuso?
muziek says:
Alessandro
Grazie mille. Hai visto anche tu che ci sono problemi per accedere alla Home page?
muziek says:
Mario
Ed è bellissimo come un refuso tira l’altro”: “sU starà “rivoltando?
Marta Polidori says:
Muziek
Con wikipedia e’ troppo facile Welles ha interpretato un dramma radiofonico tratto dall’opera di Wells
alex farol says:
@ muziek : la parola “allucinanti” me la potevo risparmiare
però il tuo discorso in un certo senso mi conforta sulla mia teoria (anche se lavoro per una società di recapiti, quindi certo non vanto titoli sulla psicologia umana
): infatti io che non devo fare sto lavoro mi permetto di scrivere quello che mi passa per la testa, se adesso io fossi un giornalista, tu mi vedresti di cattivo occhio e io per te sarei bruciato no?
Detto ciò credo di possedere (e qui rispondo a Giuliano) alcuni difetti tipicamente italici, ma anche, forse, dei pregi nostrani come indole, come l’essere bonario, sempre gentile con tutti, non guerrafondaio e via discorrendo. cmq, e qui chiudo, l’ntervista alla Pous Tio ha avuto il merito di aprire una discussione interessante.
ringrazio tutti e soprattutto mi scuso se sono andato un po’ esagerato (del resto predico bene ma razzolo male come molti di noi italici ihihih)
Alessandro Nizegorodcew says:
@muziek
Purtroppo sino a giovedì sera ci saranno tanti disservizi come vi preannunciavo.. Il cambiamento di server prevede purtroppo qualche scombussolamento.. Mi dovete scusare ma non potevo esimermi dal cambiare server. Vi prometto che sarà tutto ancor più veloce da settimana prossima.. (ho parecchi articoli e interviste in rampa di lancio)..
Soprattutto vi preannuncio che sabato sarò a Perugia per seguire il convegno per coach diretto da Alberto Castellani, con tantissimi interventi di prestigio tra i quali Di Palermo, Reggi, Pistolesi e tanti altri..
muziek says:
Alex
Il problema è il contenuto non la forma… Cosa ti importa di essere “bruciato” se hai fatto quello che dovevi fare?
Marta
Era per quello che per soprattutto per te avevo pensato l’altro quesito (con wikipedia non riesci è un po’ più complicato maledetto internet!), mentre per l’altro il meno giovane Mario poteva usare la memoria (anche se non è poi così meno giovane!)
Agatone says:
muziek e Giuliano
Non discuto sui fondamenti del vostro pensiero. Solamente vorrei farvi presente che stiamo parlando di un’intervista a una giovane tennista (non a un politico o a un grande imprenditore o a chissà chi) fatto da una ragazza ancor più giovane alle prime esperienze.
Non voglio parlare per gli altri, io personalmente a volte m’indigno ma per cose fondamentali. Indignarsi sempre e comunque non so, mi pare eccessivo
Alessandro Nizegorodcew says:
E pensare che io ho aperto la mia tesi universitaria con “La guerra dei mondi”….. mi piace la discussione su Welles.. e anche su Wells!
muziek says:
E allora varrà la pena ricordare che il dramma radiofonico era “La guerra dei mondi” tratto appunto dall’omonimo romanzo di Wells (senza le E) e che creò una sorta di psicodramma collettivo perché simulava un’invasione di extraterrestri e i soliti geniacci statunitensi abboccarono a quello che neanche era uno scherzo (grande popolo gli USA)
Agatone
Indignato a chi?!?
Alessandro Nizegorodcew says:
E c’è la storia del tipo che chiama la polizia e chiede: Scusi, a che ora è la fine del mondo? (seriamente)… Quello show radiofonico è stato qualcosa di straordinario.. Io l’ho sentito tutto due-tre volte ed è STRAORDINARIO!
Mario Polidori says:
Il Quarto Potere era la stampa, il Quinto la TV, e i danni a cui ci si riferiva sono del quinto e non del quarto, per questo la citazione.
Internet e a mezza via per chi si occupa di comunicazione.
Il problema però è un altro.
Non si tratta di sciorinare il proprio sapere e farci belli per poter approfittare di qualsiasi speculazione, si tratta semplicemente di far fluire un pensiero senza essere troppo condizionati dalle infrastrutture in cui siamo cresciuti.
Penso di godermi la naturalezza e l’istinto di Marta, mi ha insegnato che l’aver accumulato esperienze non sempre è un vantaggio.
Questa polemica, secondo me, già non era da fare, figuriamoci poi andare a colpi di dialettica, per finire a fare a gara a chi ce l’ha più lungo.
8-|
Nikolik says:
Io trovo giustissimo che non siano state fatte domande sulla faccenda del doping.
E, per quanto riguarda le domande, rappresento che una domanda non è mai scontata, ma semmai lo è la risposta.
E, purtroppo, sappiamo che questi sportivi, molto spesso, rispondono sempre con i soliti quattro luoghi comuni e le solite quattro frasi fatte.
Pazienza.
Prima o poi si troverà qualcuno che risponde dicendo qualcosa di interessante.
Mario Polidori says:
Sono d’accordo, Nikolik.
Barbara says:
Agatone
io tendo sempre ad essere garantista ed a concedere la buona fede.
Per quanto e’ a mia conoscenza i diuretici non sono farmaci dopanti, la loro assunzione e’ vietata poiche’ potrebbero essere utilizzati per eliminare piu’ velocemente i residui di altre sostanze.
tuttavia c’e da essere molto cauti perche’ molti rimedi naturali, come le tisane dimagranti, ne contengono senza che siano indicati nella composizione.
Certo uno sportivo dovrebbe essere molto cauto, ma quante volte ti viene passato l’integratore dall’amico/a, sono pur sempre ragazzini.
Esistono casi di doping inequivocabile, come l’assunzione di ormone della crescita o anabolizzanti, ma quando non vi sono clamorose mutazioni fisiche o “genetiche”
Le regole attuali sono molto rigide, ma i controlli sono pochi.
A mio giudizio andrebbero assolutamente introdotti nelle competizioni under.
Credo che il dottor Grazia possa esser d’aiuto sul punto:-)
muziek says:
Mario lasciamo perdere va.
Alessandro
Stavolta ho letto bene? (Scherzo! Scherzo!!!)
Mario Polidori says:
bravo Muziek! E’ la prima cosa giusta che dici. Era il caso di farlo dall’inizio, ma va bene lo stesso.
Agatone says:
Grazie Barbara.
Intanto per discutere un po’: è vero quello che dici sui diuretici, però se servono come coprenti se si dovessero legalizzare allora diventerebbe una legalizzazione indiretta dell’ormone della crescita.
La lotta al doping a volte mi sembra un po’ come la lotta all’evasione. Nella lotta all’evasione, Bogart lo può spiegare meglio di me, ci sono sono dei parametri in cui un’azienda o una persona fisica anche dovrebbe essere per essere coerente col suo stile di vita. Se non è coerente scatta un allarme.
Nel doping forse l’unica soluzione potrebbe essere questa, che mi pare sia quella del passaporto biologico, cioè che si abbiano dei dati iniziali e si possano paragonare. Almeno penso sia quello il passaporto biologico.
Va da sé che uno sbalzo dal passaporto biologico diventerebbe una presunzione di doping, e non doping accertato e questo scatenerebbe polemiche e ricorsi e presunzioni di innocenza. O anche, chissà , vere innocenze. Come può essere nelle indagini fiscali. O no?
cataflic says:
@Agatone
nel doping, come nell’evasione si finge di non sapere e di non sapere che è funzionale al sistema.
Senza neanche accennare al merito se sia giusto o meno…così come in Italia moltissime aziende non sopravviverebbero senza evadere, così moltissimi campioni non sarebbero così performanti al limite del sovrumano senza doping.
Barbara says:
Agatone
, ma anche e soprattutto nelle competizioni under (a campione) e nei tornei nazionali.
.
Io penso che, per i casi meno o gravi o dubbi, come questo, si potrebbe utilizzare la “sospensione condizionale della pena” alla seconda scatta la squalifica ed in caso di recidiva la radiazione.
Certamente i controlli andrebbero introdotti alla visita medico sportiva, dove l’esame delle urine nelle strutture pubbliche lo fanno gia’, ma te le porti da casa
occorrerebbe anche spiegare che l’assunzione di cortisone e’ doping, visto che non lo sa quasi nessuno, e se il bambino ha una brutta tosse glielo rifilano serenamente e quello si che ha effetti performa ti notevoli
Agatone says:
cataflic, penso che tu abbia ragione. Il mio dubbio però è: ma sono tutti dopati o solo qualcuno? Se lo sono tutti allora sono comunque pari, se lo è solo qualcuno no.
E’ come l’evasione, anche lì.
Non mi ricordo più chi, una volta mi raccontava che a livello ciclistico gli atleti non reagiscono tutti allo stesso modo alle varie pratiche dopanti. A parità di dosaggi qualcuno ha performance molto migliori rispetto alle performance senza doping, altri invece non hanno grandi vantaggi. Che esista anche un talento al doping??!?
Barbara says:
Agatone
Sono andata a guardarmi il passaporto biologico, a quanto ho capito io dovrebbe contenere tutti gli esami delle urine e quelli del sangue fatti in un intero anno, prevedendo anche dei test obbligatori fuori dalle competizioni.
effettivamente mi sembra una buona cosa, anche se credo che si debbano fare le dovute differenze tra i vari sport, ogni disciplina ha il suo doping e non e’ detto che cio’ che e’ previsto per il ciclismo possa funzionare altrove.
Non vedo come possa essere applicato al tennis visto che i controlli ci sono solo nei tornei piu’ importanti.
Non sono un medico ma sarei curiosa di sapere cosa accade se somministro l’ormone della crescita ad un ragazzino e come un doping di questo tipo possa essere scoperto da adulto, ne consegue, che o introduciamo i controlli sin da’ l’attività under nazionale oppure e’ inutile farlo da grandi.
Giorgio il mitico says:
x tutti non pensate che la federazione mondiale richieda troppi impegni ai giocatori professionisti ? Avevo letto cose simili tempo fa.
Barbara says:
Giorgio
Non credo che il problema sia la quantita’ di impegni, come dice la Pous – Tio, il problema e’ l’intensità e la potenza.
Una volta chi non aveva molta fisicita’ la buttava sulle variazioni, oggi giocano tutte da fondo pigliandosi a mazzate e non escludo che dove non arriva la natura ci pensi la chimica
Giorgio il mitico says:
x Barbara
sicuramente ci saranno situazioni strane, però il tennis è composto non solo da continuità ma pure da calma interiore, tecnica sopraffina, visione tattica, conoscenza dei punti deboli degli avversari, mi pare semplicistico notare solo le BORDATE da fondo campo !
Barbara says:
Giorgio
Scusami, ma che c’entra rispetto a quello che ho detto io?
E poi dove l’hai visto tutto sto tennis champagne e l’imperturbabilita zen nel femminile?
Agatone says:
Barbara, come dici tu se un ragazzino a 17/18 prende l’ormone della crescita lo scopriranno da adulto? Dubito. E una volta che i muscoli li ha non penso che sia necessario continuare con le cure. Ma su quella base può allenarsi in altro modo e accrescere man mano il fisico. Ma io non ne so nulla, ci vorrebbe qualcuno più esperto.
Del resto nel calcio non succede così? Ragazzi talentuosi ma gracili che in un anno mettono su dieci chili di muscoli. Poi magari hanno continui problemi muscolari e tutti a chiedersi perché……
E questa della massa muscolare e della potenza fisica non è uno dei fattori che impedisce ai ragazzi giovani di arrivare nell’elite del tennis? Che è successo negli ultimi anni? E’ possibile che nell’arco di 7-8 anni ci sia stata una rivoluzione tennistica così grande? Fino a 10 anni fa a 20 anni si potevano vincere gli slam…. Hanno scoperto metodologie di allenamento così innovative adesso? Forse bisognerebbe paragonare il peso medio dei primi cento al mondo 10 anni fa e adesso e vedere se c’è molta differenza.
Il percorso potrebbe anche qui essere simile a quello dell’evasione. Avevo letto un articolo su un giornale in cui si diceva che le grandi aziende è più raro che evadano, ma per arrivare a essere grandi aziende è probabile che l’abbiano fatto…..
Barbara says:
Agatone
e poitrei continuare per parecchie ore carta igienica compresa.
Per esperienza personale ti posso dire che la storia dei parametri nella lotta all’evasione fiscale non e’ molto attendibile, sei obbligato a dichiarare di piu’ altrimenti sei sparametrato anche quando cosi non e’ perche si utilizzano criteri assurdi.
Facendo un esempio concreto, se cambi la mmacchina e non parliamo di Ferrari ti accertano il reddito come se la avessi comprata in contanti anche se era una Kia comprata con 5 anni di rate
io la soluzione non la conosco, ma certo introdurre controlli seri fin dall’under 12in tutti gli sport renderebbe molto difficile il ricorso al doping.
Ho seguito una trasmissione sul doping e sulle mutazioni sessuali delle giovani atlete dei paesi dell’est negli anni80 ed il testosterone e gli anabolizzanti incominciavano a somministrarglieli durante lo sviluppo.
Quando arrivavano alle olimpiadi erano pulite, ma delle femminucce non avevano piu’ nulla, il tutto a loro insaputa, oggi oltre alla salute hanno la vita rovinata.
quella sull’ormone della crescita era una domanda tendenziosa, la risposta giusta l’hai data tu senza essere un medico, chi si rivolge al doping da adulto sicuramente ci aveva gia’ fatto un pensierino da piccolo, ha bisogno dei richiami.
Giorgio il mitico says:
Viva le approssimazioni !