di Lorenzo Falco (Preparatore Fisico FIT di II Grado)
Buongiorno a tutti, appassionati lettori di Spazio Tennis.
Sono Lorenzo Falco, professore di educazione motoria e preparatore fisico FIT di secondo grado. Collaboro da due anni con il Centro Tecnico d’Area LE PLEIADI di Moncalieri, a pochi passi da Torino.
Mi occupo dunque di attività motoria specifica per il tennis.
Ringrazio Alessandro per lo spazio che ha deciso di concedermi.
Ho molta passione per la mia professione e certamente riuscirò, nel tempo, a trasferirvi tutti i contenuti e le riflessioni che emergono nel corso del mio cammino professionale.
La Federazione Italiana Tennis, ormai da alcuni anni, riconosce, anche sul piano dei titoli e della formazione, il ruolo del preparatore fisico.
Secondo le mie riflessioni, il mestiere del preparatore fisico specifico, esperto di attività motoria, deve poggiarsi su tre grandi pilastri (competenze): conoscenza della fisiologia del modello prestativo; capacità di programmare e periodizzare gli stimoli; attenzione nella prevenzione dell’infortunio e nella gestione del recupero.
Il preparatore deve conoscere i meccanismi energetici che l’atleta impiega, deve padroneggiare i dettagli del modello prestativo della disciplina che allenerà , in sintonia con il tecnico.
Ogni allenatore moderno è in grado di programmare: gli atleti devono sapere che esistono impegni agonistici più importanti di altri; devono comprendere che in alcuni periodi è necessario impegnarsi più strenuamente per apprendere contenuti specifici più complessi. Con la programmazione, trova spazio anche la rigenerazione, fulcro essenziale per il mantenimento della qualità a lungo termine.
L’atleta talvolta incorre in infortuni traumatici o da sovraccarico o senza una causa apparente. Il preparatore previene, controlla l’esecuzione degli esercizi e corregge l’atleta. Suo è anche il delicato compito di rieducare all’attività agonistica l’atleta che riprende da un infortunio.
Annunciandovi la mia collaborazione, in modo molto diretto vi annuncerò gli argomenti che tratterò e quelli che non tratterò.
Inizierei da quelli che non tratterò:
 prenderò in considerazione gli aspetti intricati della mia professione ma non attribuirò acriticamente le responsabilità a nessun soggetto (maestri, tecnici, circoli, Federazione, Parlamento, etc.). Ogni appunto che farò, sarà immediatamente seguito da una proposta costruttiva, efficace e aperta ad ogni osservazione;
 valuterò con spirito critico e scientifico le differenti metodologie di allenamento che ho sperimentato e osservato. Ogni collega ha la propria fantasia, applica le metodologie in cui crede e allena gli atleti nel modo più opportuno. Apprezzerò coloro che operano con criterio, meticolosità e metodo. Non posso approvare certamente coloro che si approcciano al gruppo con cui lavorano, dicendo: “beh oggi non ho idee, penso che gli farò fare questo: proviamo come viene…”
 in questo spazio certamente interverranno genitori di piccoli atleti in crescita. Nelle mie pagine, mi permetterò di suggerire alcuni percorsi da affrontare e proporrò risposte scientifiche e oggettive. Ciascuno potrà trarne preziosi consigli per la propria situazione personale.
Ecco infine gli argomenti che tratterò con dettagli e riflessioni meditate:
 attenzione al modello prestativo del tennis. Le esercitazioni di carattere speciale devono sempre avere un immediato trasferimento nella disciplina oggetto del condizionamento atletico;
 riflessioni sul tennis giovanile: carichi di lavoro, stimoli condizionali, addestramento coordinativo e prevenzione degli infortuni;
 stesura della programmazione dei carichi di lavoro nel tennis giovanile e per atleti di media qualificazione;
 valutazione degli atleti: test coordinativi, test motori e osservazione delle abilità tecniche, tattiche e strategiche;
 marginalmente mi occuperò di aspetti metodologici: il ruolo e le competenze del tecnico, la selezione del talento, il rapporto tecnico – atleta e le strategie di apprendimento;
Non desidero dilungarmi oltre.
Questo articolo è soltanto la mia presentazione. Appuntamento molto presto su queste pagine per i primi articoli.
Spero che possiate seguirmi con attenzione e curiosità .
Lorenzo Falco.
20 Commenti to “La Preparazione Atletica su Spazio Tennis”
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Alessandro Nizegorodcew says:
Benvenuto nella redazione di Spazio Tennis Lorenzo!
nuntiovobis says:
io penso che la tua pagina diventerà un punto di riferimento per me e mia figlia, poichè io sono dell’idea che prima bisogna creare l’atleta e poi il tennista, ora mia figlia che ha 5 anni direi che ora come ora è poco atleta quindi se puoi inizare a consigliarmi un po il da farsi per cercare di renderla piu mobile sui piedi, visto che la sua grande pecca per ora sta dalla cintola in giu
pulsatilla says:
Benvenuto anche da parte mia, ma attento a quello che scrivi, perchè Max è sempre in agguato.
Domandina semplice semplice: l’anticipazione ideo-motoria la può allenare un preparatore atletico? Ci sono margini di miglioramento? E se sì, come si allena?
Maurizio says:
Bella iniziativa. Bravi!!!
francesco ( brasile ) says:
x nunziovobis : probabilmente tua figlia avendo 5 anni non riuscirà a capire quando la palla è corta o è lunga e potresti essere tentato diverse volte a gridare dicendo ” non vedi che la palla è più corta? vai in avanti ! ” ma sarà completamente inutile poichè i bambini fino a 6 anni non hanno assolutamente la percezione sulla velocità di avvicinamento della palla , cioè non riescono a percepire se la palla sta accellerendo o decellerando e dunque non sanno se la palla cadrà sul fondo del campo o vicino alla rete e potresti dare la colpa ma sbagliando alla mancanza di atleticità di tua figlia.
andrew says:
guadagni anche tu 360 euro al mese come il preparatore atletico che si lamenta su Ubitennis?
comunque, auguri e figli femmine!!
Lorenzo Falco says:
Ciao a tutti. Ringrazio per il benvenuto.
Risposta per Nuntiovobis: la tua bambina ha 5 anni. In questa fase i bambini devono essere avviati ad attività di gioco poco strutturate che prevedano un’ampia varietà di movimenti. Quindi non ti preoccupare, a mio giudizio, di cercarle i limiti (corre male, non reagisce, gli altri sono più svegli) ma osserva i cambiamenti (scheletro che cresce, maggiore sicurezza nel gruppo, capacità di interagire, di rispettare le regole e di sperimentare sul piano motorio).
Nell’ambito tennistico, scegli il coach che riesce ad accattivare i bambini (giochi, lanci, conoscenza del punteggio, campi piccoli, rete bassa, palline morbide, esplorazione delle capacità coordinative generali e in parte speciali).
A mio giudizio se il coach è ben formato sul piano motorio e aiuta la scoperta del gioco, tua figlia può imparare divertendosi.
Risposta a Pulsatilla: secondo alcuni autori la capacità di anticipazione ideo – motoria è meglio espressa da soggetti di talento innato; per altri è allenabile con molte ripetizioni del gesto.
La mia risposta: la capacità di anticipare un’azione e di prevederne i possibili esiti è allenabile. E’collegata all’età e al livello di gioco. Chi ha più soluzioni tecniche e tattiche, chi ha giocato molte ore, chi ha memorizzato molti schemi di gioco, chi ha vissuto molte situazioni, ha un bagaglio molto fornito. Ha vissuto molte situazioni di gioco e al momento opportuno le impiega per risolvere il compito.
Il preparatore fisico a mio giudizio può lavorare sul piano attentivo (compiti fisici diversi, stimolo – risposta, reazione complessa) ma è il tecnico in campo (sport specifico) che riflette con i piccoli (grandi atleti). A lui il compito di far riflettere sulle situazioni sempre precarie e open skill del nostro gioco.
Questa è per ora la mia opinione.
Lorenzo.
vincenzo gerbino says:
caro ivano la capacità di anticipazione ideo -motoria è sempre stata allenabile.
Maurizio says:
Lorenzo, volevo chiederti cosa ne pensi in preparazione atletica della pedana vibrante e dell’elettrostimolazione. Grazie
NDP says:
Lorenzo,sbaglio o molti pro,anche di altissimo livello,non sono poi così “in forma”. Quanti ne abbiam visti con la pancetta,o muscolarmente poco dotati?
Lorenzo Falco says:
Rispondo a Maurizio: la pedana vibrante ha un ideatore, sviluppatore, secondo le fonti: si tratta dello scienziato Carmelo Bosco.
E’ una pedana che oscilla con frequenze variabili.
Il mio giudizio su tale strumento è scientificamente chiaro: assenza di stimolo metabolico, assenza di controllo corticale, assenza di impegno neuromuscolare. Quindi non hanno stimolo allenante. Non è un mezzo specifico. Non costruisce qualità . L’impiego è limitato ad una finalità rieducativa, preventiva e in ottica del famigerato rimaneggiamento osseo per i soggetti in età adulta. L’elettrostimolatore, generatore di impulsi ad onda quadra deve essere impiegato per mantenere trofico il muscolo in caso di infortuni oppure per ristabilire un trofismo dopo un intervento chirurgico. Nulle le finalità allenanti.
Rispondo a NDP: il testo “Fisiologia applicata allo sport” di Mccardle, Katch, Katch cita una tabella in cui sono elencati gli indici di massa corporea, le precentuali di massa magra di tutte le discipline sportive, divise per sesso. I tennisti analizzati hanno il 16,6 per cento (il 16.7 per cento, i lanciatori di peso).
Certo, conta anche il rapporto massa magra/massa grassa. In quella classifica i tennisti si piazzano accanto ai sollevatori di peso.
In breve ho scritto ciò per dirti che il modello prestativo del tennis non prevede l’intervento di substrati energetici collegati all’impiego di carburante lipidico. La disciplina dunque crea l’atleta.
E’ altrettanto vero, occorre ammetterlo, che è sempre consigliabile un corretto e bilanciato piano alimentare in relazione al dispendio energetico.
Sul “muscolarmente poco dotati” mi sento di soprassedere in quanto il livello di forza, gli angoli di espressione, la modulazione fine, non sono sempre necessariamente connessi con un trofismo eccessivo della muscolatura impegnata. Ovvero: occorre allenare i muscoli utili all’impegno prestativo, non volumizzare ciò che non si impiega.
Lorenzo.
NDP says:
Gentilissimo!
nunziovobis says:
Per francesco Brasile: il problema non sta nel capire se la palla va vicina o lontana, il problema sta nel cercare la palla allungandosi con le braccia piuttosto che fare quel passo in piu per avvicinarsi alla pallina, quindi diciamo che la distanza tra lei e la palla a volte diventa troppo corta o troppo lunga e quindi arriva sbilanciata e tira fuori dal campo, quindi io cerco che arrivi bene sulla palla, si posizioni stabile sulle gambe e tiri. Altro problema è che tra un colpo e altro non si muove e tende a non tornare al centro, su questo però diciamo che qualcosa si intravede di positivo
Per Lorenzo Falco: quello da te indicato ossia scheletro che cresce, maggiore sicurezza nel gruppo, capacità di interagire, di rispettare le regole e di sperimentare sul piano motorio diciamo che gli darei 10 su 10 a parte il fatto che se perde son cavoli amari, non accetta di perdere, neanche a briscola, su questo ci stiamo lavorando ma risultati nada per ora
francesco ( brasile ) says:
Potrò dire anche una cretinata, ma io l’anticipazione ideomotoria di mia figlia l’ho sempre allenata stimolando la sua empatia (L’empatia è la capacità di mettersi nei panni delle persone, indipendentemente dal fatto che ci stiano simpatiche o meno, per comprendere meglio le loro emozioni, e trovare la risposta più appropriata), solo se una persona è capace di mettersi nei panni degli altri può cercare di capire cosa farà l’altro ( neuroni specchi anche detti neuroni dell’empatia )
francesco ( brasile ) says:
Dunque in sostanza un egocentrico , un bambino che è incapace di osservare e condividere esperienze , e che si senta il predestinato , non svilupperà mai una buona capacità di anticipazione ideomotoria .
Barbara says:
Nunzio
Prova anche a fare una visita oculistica l’ipermetropia, anche lieve, sfalsa le distanze. Esperienza personale il mio maestro di scherma mi ha urlato dietro per anni sulla misura e poi ho scoperto che bastavano gli occhiali.
anto says:
Molto, molto interessante, ottima iniziativa!!
Lorenzo help me !!! says:
Ciao Lorenzo vorrei sviluppare un corpo muscoloso , mi piace molto correre ma odio andare in palestra …
mi potresti consigliare un allenamento basato su corsa e magari qualche esercizio da far a casa senza necessariamente ricorrere alla costosa e noiosa palestra che possa aiutarmi a sviluppare un bel fisico tonico !
PS : età .18
altezza : 191 cm
peso : 74 kg
Salvatore Buzzelli says:
Ciao Lorenzo,
sono proprio contento che ti sia lanciato in questa iniziativa che certamente farà bene al blog e offrirà tanti elementi per continue riflessioni .
Ad majora
Lorenzo Falco says:
Buona giornata a tutti.
Risposta a Lorenzohelpme: Approfitto della tua domanda per chiarire, in dal principio alcune regole, utili per ottenere risposte valide:
1. occorre intanto inserire il proprio nome.
2. è fondamentale fare richieste precise e mirate. (Perdonami: vorrei sviluppare un corpo muscoloso, mi piace molto correre ma non amo andare in palestra. In questa frase noto un lieve confusione di obiettivi).
3. non faccio consulenze a distanza (i dati sono insufficienti, non ho occasione di vederti, non conosco le tue carenze muscolari, etc.)
Posso consigliarti di rivolgerti ad un esperto in attività motoria che ti guiderà , da vicino, nel tuo percorso fisico e sportivo.
Sono molto attratto in questo periodo dall’allenamento funzionale orientato alla forza (circuiti di forza, esercizi a corpo libero, contenuti della pesistica). Parlane con il tuo trainer.
Non trascurare la componente alimentare.
Risposta a Salvatore: ti ringrazio per il viatico alla mia iniziativa. Avere un sostegno da te mi gratifica molto. Ti considero un ottimo metodologo dell’allenamento. Ci vediamo presto a Bologna.
Lorenzo.