di Alessandro Nizegoridcew
E’ la fine di maggio del 2007, trofeo Bonfiglio, Matteo Trevisan arriva da due vittorie under 18 di valore assoluto: Bealieu su Mer e Santa Croce. Dopo un cammino netto, il toscano si trova in finale contro Stephane Piro. Dopo un primo set condotto in scioltezza si ritrova d’un tratto 5-7, ma Matteo sfodera tutta la sua potenza e surclassa il trasalpino nei successivi due parziali: 62 61!
Da allora nessun azzurro aveva più vinto un Grade A Itf Under 18. Ma pochi giorni Stefano Napolitano è riuscito nell’impresa, conquistando l’Abierto Juvenil Mexicano 2012. Il biellese ha superato in finale Federico Ferreira Silva 64 64. Stefano è stato cresciuto dal papà Cosimo, di cui potete leggere una bellissima intervista di Fabio Colangelo a questo link.
Napolitano è un giocatore quadrato, potente, tatticamente molto ben preparato. Il mix perfetto di una costruzione ottimizzata con lavoro certosino negli anni e talento naturale, soprattutto per quanto concerne il timing sulla palla. Anche Donati ha disputato uno splendido torneo, arrivando sino alle semifinali. I due ragazzi anche anche raggiunto la finale di doppio. Stefano, grazie a questo risultato, è giunto al numero 13 delle classifiche Itf under 18, mentre Donati avvicina sensibilmente i top-50 (53). In tutto i ragazzi nei primi 100 sono 5, se si aggiungono il più volte (troppe?) citato Gianluigi Quinzi (30), Pietro Licciardi (76) e Federico Maccari (94). Un risultato complessivo di tutto rispetto.
Ciò che colpisce in positivo, oltre ai risultati, è la volontà di fare sul serio anche negli slam d’oltreoceano. Negli ultimi anni le presenza dei nostri under 18 agli Australian Open era pressoché inesistente. Quest’anno partiranno invece in 6! Seguiti dai tecnici federali Mosè Navarra e Tathiana Garbin, si recheranno infatti a Melbourne Napolitano, Donati, Licciardi, Maccari e probabilmente le ragazze Albano e Paolini (non partirà Quinzi). Una spedizione che speriamo possa portare risultati e soprattutto grande esperienza. Vincere da giovani, come sappiamo, non è affatto sinonimo di successo nel circuito maggiore, ma disputare gli slam junior, vivere il gotha del tennis e anche solo pranzare accanto a Nadal, Djokovic e Federer, può essere fondamentale per far scattare una molla in tutti i nostri ragazzi: “Questo è il circuito! Io voglio arrivarci!“
42 Commenti to “Da Napolitano a Melbourne..”
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cataflic says:
certo che a guardare il successone che ha avuto in atp Stephane Piro, l’avversario di Trevisan…
bogar67 says:
e perchè le presenza dei nostri under 18 agli Australian Open era pressoché inesistente, non ci stavano atleti di livello oppure per i genitori era troppo oneroso e la FIT era assente?
Diamo merito alla FIT che sta investendo economicamente su quelli che considera le migliori promesse a livello nazionale, poi si può anche discutere che anzichè questo poteva far parte della spedizione l’altro o l’altra e chi va non è il migliore ma già siamo avanti rispetto agli anni passati, non pensate?
informato says:
la FIT da tanti anni da un contributo economico consistente per i ragazzi che stanno nel main draw dei tornei dello slam, Nonostante questo spesso i giocatori non ne prendevano parte.
La FIT non può obbligare i giocatori a prendere parte a determinati tornei perchè la programmazione va fatta dai maestri dei singoli ragazzi.
E per bogart: non si tratta di questo o quello. O hai i punti per entrare oppure agli slam non ci puoi andare nemmeno se mamma FIT ti pagasse tutte le spese
bogar67 says:
Informato
Perchè non ne prendevano parte anche chi aveva classifica, era solo problema di programmazione o i rimborsi non coprivano le spese?
Non pensi che la soluzione dei tecnici federali e il team di quelli che hanno i punti con cui andare sia ottima? Io ritengo di si!
Nikolik says:
Chiaramente il risultato di Napolitano è più incoraggiante. Trevisan nel 2007 aveva già 18 anni e il concetto era di programmarlo proprio per diventare numero 1 del mondo under 18. Napolitano ne ha 16 e il concetto non è quello di farlo vincere ora Ma di avvicinarlo al tennis vero. Quinzi? Per lui la programmazione la decidono gli argentini. Speriamo decidano bene, con i soldi che gli diamo, a questi argentini.
Angeli Pierre says:
Intanto nel recente torneo grade1 Napolitano è arrivato in finale di doppio (dove ha perso).
Il torneo di singolare l’ha vinto il ’96 Noah Rubin. Tra Rubin, Quinzi e Coric l’annata del ’96 mi sembra più promettente di quella del ’95.
Restando sempre in attesa di vedere cosa combina quel diavoletto americano del ’98.
Agamennone says:
Ma quante cose scrivete senza avere notizie vere
Andrea Gabrielli says:
Tra le donne di saranno, tutte in quali, Palmigiano, Sedano-Acosta, Matteucci, Rosatello e probabilmente Marchetti
Arturo Franco says:
Informato
La programmazione viene fatta secondo il budget a disposizione e se non puoi fare tornei i punti è difficile farli..
Andrea Gabrielli says:
concedetemi alcune osservazioni:
1- Le attuali classifiche ITF Junior funzionano in modo abbastanza bizzarro. Da qualche tempo sono “Combined” cioè vengono calcolate in base ai punti del singolo ed a quelli del doppio. Essere 1 al mondo junior non significa essere il numero 1 al mondo in singolo….per questo le stesse classifiche ITF junior sono, se lette come si legge il ranking ATP o WTA diciamo…ingannevoli.
2- In molte nazioni non esiste il concetto di “attività junior”. In Spagna ad esempio dove i ragazzi non vanno a giocare i tornei Junior. il loro giovane più forte, Javer Marti, che è attualmente è tra i 1992 meglio piazzati nel ranking ATP (credo sia secondo solo a Dimitrov) non ha mai giocato a livello junior (solo 4 torneo ITF con best ranking junior 461…). Lo stesso Nadal non ha mai giocato seriamente a Livello Junio…basti pensare che al Roland Garros è andato per la prima volta solo da Senior.
3- Lo stesso discorso vale anche per il Americani che, da sempre, non hanno mai frequentato così assiduamente il circuito dei giovani.
4- Se escludiamo Dimitrov (che è del 1991…quindi non è più junior da 3 anni) e Tomic (che è del 1992 e quindi è senior da 3 anni) non ci sono giovani nei primi 100 del ranking ATP..a differenza di una volta in cui molti junior vincevano addirittura gli slam (Becker, Wilander, Chang)
Tutto questo per dire che mi pare sciocco dare troppa enfasi al circuito juniores che fornisce risultati spesso bugiardi su quello che sarà l’effettivo valore degli stessi giocatori quando diventano “grandi”.
Potrei fare moltissimi nomi di ex numero 1 al mondo junior degli ultimi 3 anni che non sono nei primi 500 ATP……
L’italiano più forte tra i nati nel 1993 è Eremin….di gran lunga il meglio piazzato nel ranking ATP, non ha mai partecipato ad uno slam junior….suo best ranking junior 161…..non avrebbe potuto.
Ultima precisazione, la scelta di partecipare a tornei senior è a volte dettata dalla necessità di iniziare a guadagnare dei soldini….anche se pochi
@Cataflic…..se invece guardi il successone che ha avuto Trevisan…..
Andrea Gabrielli says:
e cmq da sempre l’Australian Open è la gamba zoppa dello Slam.
I professionisti ci vanno perchè è mandatory, quando non lo era erano molti a non volersi accollare una trasferta così lunga (una volta era anche sull’erba…altro motivo per non andare…..altro motivo per cui molti “terraioli” non andavano a Wimbledon finchè non è diventato mandatory).
L’unico vero motivo per cui un giovane di discrete speranza e buona ambizione dovrebbe partecipare agli slam junior è perchè questi tornei sono una grande vetrina (moto maggiore di tutti gli altri tornei Grado A messi insieme). Sono anche, in un certo senso “formativi” perchè sono l’unica occasione che hanno i giovani per respirare l’aria dei grandi.
Il discorso della vetrina per mettersi in mostra e catturare qualche sponsor (perchè i big-boss delle aziende sono agli slam per vedere i grandi e approfittano per vedere anche gli junior) vale solo se vinci o se fai un grande torneo, arrivando almeno in semi.
Altrimenti tutti e dico tutti i coach della terra consigliano di andarsene a giocare i futures ed i challenger…prima inizi e meglio è.
Tomic che tennisticamente è moooolto bravo, ci ha messo 2 anni per vincere una partita in un challenger. Adesso è top 50 ma solo 12 mesi fa era 208….lui che è un vero fenomeno e non è più junior da 2 anni.
Se vedere i partecipanti agli slam junior vi accorgerete gli i migliori vanno a Parigi, a Wimbledon e forse a Us Open….è poco utile spendere tutti i soldi per la trasferta in Australia….con gli stessi soldi ci fai 1 mese sul circuito futures/challenger….ed il gioco non vale la candela.
daniele78 says:
Da aggiungere anche Ryan Harrison nei top 100 anno 1992.
Io credo che la scelta fatta da Eremin di saltare quasi totalmente l’attività under 18 sia corretta. Da segnalare che il ragazzo ha un fisico tale che gli permette di essere già competitivo con il circuito professionistico.
Napolitano, donati &co a mio avviso devono crescere ancora molto fisicamente.
informato says:
per bogart:
si tratta di rimborsi “extra”, il resto delle spese si possono coprire con i soldi dei c.s. prestiti d’onore.
A mio parere negli slam si gioca il tennis vero, è li che puoi confrontarsi e verificare veramente il tuo livello.
In australia ci sono Garbin e Navarra che erano anche i capitani in Messico alla junior davis cup.
per Arturo Franco.
se hai un buon livello puoi fare i 5 tornei in italia (un grado A, 1 grado 1 e 3 grado 2…). In questi tornei c’è l’ospitalità . La spesa non è folle (e certamente è piu bassa rispetto a quella che si ha andando a fare i grade 4 o 5 in asia).
Se dopo questi 5 tornei hai i punti per andare in Autralia, bene vuol dire che tra il contributo extra e l prestito d’onore coprirai le spese.
Sapete che la FIT da dei premi per il raggiungimento di certe classifiche a fine anno?? (anche a chi non ha avuto il prestito d’onore perchè magari era imprevedibile il proprio miglioramento
La verità è che fare 20 tornei non serve a nulla. I punti si prendono coi migliori 6 risultati. Si tratta di saper fare una programmazione idonea al proprio livello
bogar67 says:
leggo pareri contrastanti sull’uutilità di prendere la Quantas
e quando non si andava in Australia perchè non si andava e adesso che si va forse non serve! Io dico che cmq se tutto spesato, a carico cioè della FIT quale genitore folle non manderebbe il proprio figlio o figlia a farsi un’esperienza del genere?
Roberto Commentucci says:
Io credo che le esperienze di coloro che sono emersi negli ultimi anni consentano di affermare che si può emergere anche senza passare per il circuito juniores. Però poi, da qui a dire cosa è meglio per il singolo atleta, il passo è più lungo. Bisogna andare a vedere caso per caso, situazione per situazione, e domandarsi qual’è la scelta migliore, senza dogmi e senza pregiudizi, per consentire agli atleti di fare esperienze finalizzate alla loro crescita.
In questo esercizio, vanno tenute in considerazione anche molte variabili di contesto, di ambiente. Ad esempio, il motivo per cui i giocatori spagnoli non hanno un gran bisogno di giocare nel circuito junior per fare esperienze formative, è che da loro esiste un circuito future molto ben frequentato in cui – dettaglio non trascurabile – di norma le qualificazioni sono su ben 4 turni, a 128 giocatori. Si tratta di un meccanismo crudele (per ottenere un punto Atp bisogna vincere 5 sudatissime partite) ma che consente ai giovani di fare esperienze formative molto utili e di respirare molto presto l’aria del professionismo.
In Italia, sappiamo bene che non è così: per un 15-16enne, spesso le quali dei futures italiani (che sono quasi sempre su soli 2 turni) tendono ad essere troppo dure, e allora ci si immerge nel circuito degli Open, che sappiamo benissimo essere quanto di più diseducativo possa esistere per un ragazzo che vuole diventare un serio professionista.
Allo stesso modo, tra le ragazze italiane negli anni scorsi sono state moltissime quelle che hanno saltato o quasi il circuito juniores per iniziare subito a competere negli ITF italiani, un tipo di attività molto meno dispendiosa. Peccato, però, che alla prova dei fatti un mucchio di ragazzine promettenti (quasi tutte quelle giovani azzurre nate fra il 1989 e il 1992) hanno finito per rimanerci incastrate, nel circuito ITF: anno dopo anno, giocano sempre gli stessi tornei, contro le stesse giocatrici, la classifica non sale, e gradualmente una generazione di giovani emergenti si sta trasformando in una truppa di mestieranti da future, perdendo, di fatto, il treno per il circuito maggiore.
In soldoni: proprio perché si è molto allungato il tempo necessario per entrare nel professionismo, e si tende ad entrare nei cento non prima dei 21-22 anni, (a parte pochissime eccezioni) il circuito juniores è diventato a mio avviso molto più significativo che in passato, e consente di incontrare quasi tutti i più forti della propria classe di età . E’ quindi diventato molto più importante che in passato far fare ai ragazzi queste esperienze, portarli a Melbourne e a Flushing Meadows: purché però questo avvenga con obiettivi di crescita tecnica, e non con il fine unico e solo di raccogliere sterili allori juniores, come ci è capitato tante volte in passato.
In questo senso, io credo che i percorsi in particolare di Donati e Napolitano siano del tutto corretti ed indulgano all’ottimismo. Si tratta di due ragazzi che hanno sempre fatto una attività e una programmazione impeccabile, realimente finalizzate alla crescita (dall’Orange Bowl under 12, alle varie competizioni a squadre, ai campionati europei, fino alla situazione attuale, in cui gareggeranno nel circuito ITF ad alto livello con un anno di anticipo). In linea con i migliori.
Alessandro Nizegorodcew says:
@Agamennone
Queste le informazioni che mi sono arrivate. Se ci sono errori basta segnalarli non credi? Informaci tutti!
Davide says:
Ottimo Gabrielli…mei d’acsè un s’pò doi!!!
Maurizio says:
Roberto, la pensi così anche per il femminile?
Roberto Commentucci says:
Maurizio, penso che nell’attuale situazione del tennis giovanile mondiale sia giusto – se si hanno le risorse economiche e il livello tecnico – provare a fare gli Slam juniores, che costituiscono una grande scuola di sport di alto livello e di motivazione.
Diego says:
Condivido quello che dice Commentucci.
Se non sbaglio i nostri Quinzi, Napolitano, Donati sono ’95 e ’96 quindi in anticipo sul limite di eta’ quindi va bene anche se esistono slam junior piu’ vicini.
Chi fara’ il professionista sara’ sempre in giro quindi e’ meglio abituarsi presto.
Se non sbaglio Giannessi ha fatto tutta la trafila degli ITF junior fino ai 18 anni compresi, forse prima non era maturo per i future pero’ poi e’ riuscito ad emergere comunque.
Penso che chi ha i numeri alla fine esca lo stesso.
Cosimo Napolitano says:
Porto alla discussione alcune mie considerazioni: Stefano ha vinto in Messico un eccellente torneo; Trevisan ha vinto un grande torneo.
La classifica che conta è solo quella ATP.
A mio modo di vedere, l’attività junior degli ultimi anni è veramente di alto livello. Io la prendo come un importante momento formativo, però bisogna riconoscere che è un gran bel confronto.
Ritengo che gli Slam vadano sempre giocati perché trovo che sia solo positivo giocarli. È l’occasione dove ci sono molti dei migliori junior al mondo, e per me non va sprecata.
Il risultato e il ranking attuale di Stefano non cambiano nulla di quello che deve essere il suo percorso, che vedrà dopo l’Australia quattro settimane di lavoro a Tirrenia, poi l’attività under 18 sarà mixata a quella ATP al 50%. In particolare gli ITF U.18 serviranno esclusivamente per, come fatto lo scorso anno, conoscere il tennis su superfici, cemento o erba, diverse dalla solita terra rossa.
Andrea Gabrielli says:
Concordo col buon Commentucci su molte delle cose che ha detto.
Rileggendo quanto da me scritto può sembrare che io sia un denigratore del circuito junior e che il mio consiglio sia quello di buttarsi a capofitto su futures e challenger.
Ovvio che non è così! E altrettanto ovvio che la scelte sul tipo di torneo da affrontare è di competenza esclusiva dello staff tecnico (federale o privato) che segue il ragazzo.
Il mio intervento era mirato a smitizzare i risultati juniores perchè, se anche arrivano, come sono in passato arrivati per i vari Trevisan o, udite, udite Nargiso (vincitore di Wimbledon Junior) ma come in moltissimi casi di fenomeni stranieri poi totalmente inabissatisi nelle sabbie mobili di tornei privi di valore, non sono poi garanzia di riconferma ad alto livello nel tennis che conta!
A questo aggiungo che molti risultati ottenuti in giovanissima età sono figli di uno sviluppo fisico che non è identico in tutti i ragazzi. Essere alti 180cm. e 13 anni è un indubbio vantaggio se devi competere con ragazzi che, nella normalità dei casi, non arrivano a 160cm. Per carità i vantaggi (anche fisici) bisogna essere bravi a sfruttarli ma competere con gente che ha la tua età , un anno di più o un anno di meno è in ogni caso più facile perchè elimina il “fattore esperienza” che invece soccore i giocatori “nel mondo dei grandi”.
é importante giocare a livello junior se si è in grado di vincere, perdere per perdere è meglio iniziare subito a fare le cose sul serio oppure starsene a casa. Ma proprio perchè si è in grado di vincere è importante iniziare presto un sapiente svezzamento, con bastone e carota, mixando un po di “sane remate” nei future con qualche zuccherino al parco giochi.
Il discorso fin qui formulato vale per i maschietti.
Le femminucce hanno un ulteriore problema che è quello del numero minimo di tornei senior a cui posso prendere parte in un anno solare. Senza entrare nel merito della regola (che comunque c’è, come tale va rispettata e che, tra l’altro io condivido al 100%) Va ricordato che le giocatrici che non hanno compiuto 18 anni, non posso giocare più di 16 tornei. Il numero è inferiore per chi non ha 17 anni….per cui, esaurto presto il bonus, spesso e volentieri con un inevitabile saldo negativo tra vittorie e sconfitte, la scelta di giocare i tornei junior è inevitabile….oltrechè opportuna sia per la vetrina che rappresentano, sia perchè costituiscono, almeno sulla carta, una occasione per tornare a vincere qualche partita. Le vittorie fanno morale ed il morale contribuisce a migliorare il gioco.
E’ ovvio che la tentazione di misurarsi coi grandi è tanta, specie in un paese come il nostro dove si tende a galvanizzarsi dopo aver vinto il torneo della parrocchietta (ed ecco che già sento chi suggerisce a Moroni di “darsi ai future”) però è importante restare coi piedi per terre considerando che Chang non era Italiano e che nel frattempo ha smesso di giocare.
Passatemi la battuta ma proprio perchè è sempre pià difficile per un giovane inserirsi nel circuito (concordo con Roberto stimando in 2 o 3 anni l’apprendistato medio di un giocatore che ha terminato la carriera da junior) è indispensabile restare coi piedi per terra.
Io credo che si possa restare coi piedi a terra anche cimentandosi col circuito Future purche si abbia alle spalle un backgound culturale di spessore,
E’ importante educare i nostri talenti ad affrontare un sconfitta senza abbattersi, ad apprenderne il valore sfruttandola ed incanalandola sui giusti binari. Questo davvero conta.
@bogar67….. guarda che i tennisti non vanno in gita, vanno a giocare un torneo. Un torneo è un torneo e ci si va per giocarlo, per allenarsi e per essere concentrati sul proprio obiettivo. Se in più ci aggiungi che si tratta di minorenni affidati alla tutela dei coach…..direi che Melbourne vale come un posto qualsiasi in provincia di Barletta.
agamennone says:
@Alessandro Nizegorodcew.
non era riferito a lei, ma a gran parte dei signori che scrivono sul suo blog senza conoscere bene la realta e i problemi( dove sia presente il talento), di questo sport.
Guido says:
Complimenti a Cosimo Napolitano per il lavoro che sta portando avandi con Stefano. E bravi anche per la programmazione. Stefano ha battuto in Messico un ragazzo israeliano che è circa 1000 atp quindi direi che potrebbe essere pronto per i primi punti atp anche lui. Senza però rinunciare a confrontarsi con i migliori juniors nei tornei più grandi. In bocca al lupo!
Io non l’ho mai visto giocare, Cosimo come descriverebbe tecnicamente suo figlio? e dove gioca meglio? perchè sul cemento mi sembra che non se la cavi niente male, sulla terra ha giocato molto e anche sull’erba l’anno scorso non aveva sfigurato.
bogar67 says:
@Andrea Gabriell
e chi ha scritto che si va in gita? ma come esperienza di Torneo mi pare che valga più di un 10000 dollari a Settimo San Piero non pensi?
Alessandro Nizegorodcew says:
@bogar67
No no no bogar non scherziamo.. Il torneo junior Aus Open è molto più qualitativo di un qualsiasi 10.000..
bogar67 says:
Alessandro
era quello che intendevo io per “esperienza” non intendevo certo una gita, sono sicuro però che la giocatrice di talento affronta in campo sia il 10000 dollari di Settimo San Pietro che gli Aus open con la stessa grinta e cattiveria per portarsi a casa le partite ed il torneo.
bogar67 says:
Alessandro
ho scritto più DI un 10000 dollari a Settimo San Pietro non pensi?
Più DI un non più un
trophy says:
@ cosimo napolitano
ciao cosimo complimenti.
quello che molti non sanno è che quando a gestire un ragazzo dotato è un padre che viene dal tennis agonistico vero ed è anche un tecnico che ne ha viste molte (come giocatore e come maestro) tutto è meno complicato.
come vedete cosimo utilizza le prove giovanili per far fare esperienza tecnica e ambientale (erba o cemento) senza perdere di vista la realtà di fondo : l’ATP.
complimenti ancora spero di incontrarti presto a roma magari al foro italico.
fabrizio tropiano
Leo caperchi says:
Non dimenticherei che gli soam junior si giocano nella seconda settimana degli slam dove sono rimasti negli impianti i campioni veri e i. Giornalisti che spesso assistonomsolo a troppi match di campionimveri.spesso i ragazzi riescono a scaldarsi omallenasi con i campioni che hannombisognomdimsparring e ormai chi e’ rimasto in gara nei pro ha esigenza dinconcentrarsi sulle fasi finali del torneo in maniera individuale e a partenqualche doppista fa fatica a trovaremcon chi allenarsi o scaldarsi.puoi cosi anche provare stadimcentrali a cuimnon avresti accesso e cominci o continui a pensare che vuoi farcela ed arrivare anche tu da protagonista in quegli stadi…settimane di valore incredibile.il torneo in messico e’ un gran torneo con una gran atmosfera davvero bravi cosimo…concentrati come site e rilassati come siete che le sirene cantano…
delisting says:
solo x salutare leo caperchi vecchio avversario ai tempi di angiulli-molfetta e compagno di merende in un torneo in quel di teramo..ti ho rivisto qualche anno fa a barletta credo al seguito di fognini..ad majora!!!!!
ADDIRITTURA says:
x ALESSANDRO NIZE (off-topic): sappiamo qualcosa del dr.Grazia? perchè si parla sempre più di guerra civile in Nigeria…ed io non ho la sua mail.grazie
Kill Bill says:
”quello che molti non sanno è che quando a gestire un ragazzo dotato è un padre che viene dal tennis agonistico vero ed è anche un tecnico che ne ha viste molte (come giocatore e come maestro) tutto è meno complicato.”
oh ma noi lo sappiamo … eccome.
Il problema sono i figli degli altri …
Bobo says:
Ciao KB,
non è un problema……
basta trovare un individuo che viene dal tennis agonistico vero ed è anche un tecnico che ne ha viste molte (come giocatore e come maestro) e che è disposto a fargli da padre!
(Senti Nikolik se ti può suggerire qualcuno!)
Kill Bill says:
… se piglia anche la moglie … se pò fa !
atti says:
X ADDIRITTURA…
Stefano Grazia and family stanno benissimo…
X Bobo post 34…
é piu’ facile che un cammello passi per la cruna di un ago….
nicoxia says:
Bobo è possibile solo se il papà vero ha tanti soldi ed è in grado di distinguere la qualità dalla fuffa.
Stefano Grazia says:
Avvisato da Atti che c’e’ qualcuno che si preoccupa per me, e commosso ringrazio, voglio rassicurare Addirittura ed eventuali altri che sono rientrato tranquillamente il 18 come previsto( prima eravamo in montagna a sciare)in paese comunque dilaniato da terrorismo, sciopero generale e ora anche da un’epidemia di Lassa fever (tipo ebola ma endemica e piu’ leggera, comunque sono morti due medici (ma in un altro stato)…la famiglia doveva rientrare in Nigeria la settimana scorsa ma a causa appunto di uno sciopero generale indetto per protestare contro l’aumento del fuel, la nostra Compagnia aveva bloccato i voli di rientro dei famigliari just in case (io come medico invece devo andare sempre e comunque…ma in realta’ questa cosa dell’aumento della benza con conseguente sciopero generale l’abbiamo gia[‘ vissuta almeno due tre volte negli anni passati ( e anche un paio di colpi di stato per altri motivi) e il sospetto e’ che i governanti sparino un prezzo (di solito il doppio) per poterlo ridurre dopo le proteste, dando loro il contentino, e riducendo poi al prezzo che avevano in mente fin dall’inizio…che del resto e’ ridicolo, credo sia 97 (meno di un dollARO…In pratica se in italia costa adesso 1.80 in Nigeria cosaterebbe 375Naira e invece ne paagano 97 e si lamentano…vabbe’, e’ un paese produttore e qualche ragione ce l’hanno ( ricordiamoci quel che vi ripeto da sempre: in nigeria, e in generale in africa, si passa in 100 metri dall’eta’ del razzo all’eta’ della pietra) ma dovrebbero lamentarsi che non sono hanno Raffinerie per cui la producono e la devono mandare fuori per farla raffinare e poi importarla il che comporta lunghe file alle pompe perche’ spesso c’e’ scarsita’…non per noi, che essendo Oil company abbiamo il rifornimento, ma per il cittadino comune..e make no mistake, di macchine qui, nelle grandi citta’, ce ne sono tante come in tutte le metropoli africane afflitte dai famigerati go slow, gli inorghi stradali( perche’ poi non dimentichiamo che in Nigeria sono cento milioni e passa e quindi anche se in molti sono poveri, cce ne sono sempre molbtissimi poveri con la macchina senza i soldi per la benzina e con due cellukari ma senza i soldi per la ricarica…per esempio l’autista ti flasha sempre, due tre squilli poi lo devi chiamare tu…)… comunque, dicevo delle file alle gas station….da qui l’utilita’ dell’Autista che infatti passa a volte un giorno e una notte in fila per fare il pieno alla macchina del ‘ master ‘….
…oggi comunque sono andato a giocare, quattro orette a torso nudo e afflitto da una pancia ignobile ( ho preso 6-7 chili a causa delle polente e salsiccie e bombardini in montagna, uscite fuori a cena tutte le sere con gli amici e parenti che non vedevo da anni e anche zqui appena rientrato reclutato per una serata al ristorante indiano, ieri, e a quello libanese, stasera…e io che vorrei cominciare la dieta Dukan ( che suppongo sia veneto: la dieta da can, ostrega!)…Comunque il Tiramisu della Signora Atti ( dai quali ci siamo fermati sia all’andata che al ritorno dalla montagna) e’ qualcosa di strepitoso e lo dice uno che di Tiramisu se ne intende …
Comunque adesso lo scioperoe’ finito e resta ilproblema dei terroristi islamiciche ultimamente han preso di mira le chiese … io dovrei essere dunque al sicuro
Stefano Grazia says:
E gia’ che ci sono: grandissima Sarita, grandissimo Giorgi, il papa’ che, come Fulvio, a lungo interagi’ con noi ai tempi di Genitori & Figli… Di Sarita si parla poco, chissa’ poi perche’, e invece di questa ragazza tutta grinta e cuore ( e con piu’ cojones di molti madchi) bisognerebbe parlare sempre e additarsela a modello… E’ il nostro Ferrer in gonnella e giocatori cosi’, secondo me, a volte andrebbero persino piu’ apprezzati dei grandi virtuosi …O comunque alla pari!
Roberto Commentucci says:
Verissimo Stefano, di Sara si parla troppo poco. Eppure meriterebbe un monumento, per il suo approccio alla vita, al professionisismo, al tennis. Perché se una ragazzina come Sara, alta poco più di 1,60, e per giunta con la perniciosa rigidità articolare alla spalla che la penalizza clamorosamente al servizio, riesce ad arrivare al quarto turno di uno Slam, a vincere due tornei WTA, a giocare in Fed Cup e a stare 4 anni di fila nelle prime 50, vuol dire veramente che VOLERE E’ POTERE.
Il fatto, è che bisogna volere per davvero, e non per finta, ogni santo giorno dell’anno, e 24 ore su 24.
pulsatilla says:
“…Il fatto, è che bisogna volere per davvero, e non per finta, ogni santo giorno dell’anno, e 24 ore su 24…”
E’ la famosa monoidea che poi va costituire l’asset profondo della motivazione.
Giorgio il mitico says:
x Ale. Niz.
Ho letto l’articolo, sono convinto che le molle che devono scattare siano quelle delle gambe….