Le parole di Vincenzo Santopadre, allenatore di Lorenzo Sonego, ai microfoni di SuperTennis TV sulla corsa alle Nitto ATP Finals di Torino 2026. L’ex coach di Matteo Berrettini ha analizzato le difficoltà legate alla lotta per un posto tra i migliori otto della stagione, soffermandosi in particolare sulla situazione di Flavio Cobolli e sui consigli che gli darebbe per affrontare al meglio questo momento.
Sulla pressione della corsa alle Finals: “È complicato perché, oggettivamente, soprattutto quando è la prima volta, è qualcosa che vuoi raggiungere, ma non sai se avrai altre occasioni. Pensi che possa essere un’opportunità unica e rara e quindi sale l’ansia, sale la necessità di gestire la situazione. Vale se sei indietro, al nono posto, ma anche se sei quinto: credo che tutti la vivano in maniera particolare. È ovvio che, se hai già vissuto questa esperienza altre volte, probabilmente sei avvantaggiato”.
L’attuale allenatore di Lorenzo Sonego ha poi aggiunto: “Rientra nelle capacità e nelle competenze che deve avere un grande giocatore per arrivare tra i primi otto. È ovvio, ed è banale dirlo, che è molto meglio trovarsi nella condizione di Flavio piuttosto che in quella di Djokovic o di chi è più indietro in classifica“.
Santopadre ha poi indicato quale sarebbe il consiglio da dare a Cobolli per gestire la pressione in questa fase decisiva della stagione, sottolineando l’importanza di concentrarsi esclusivamente sul proprio percorso, senza lasciarsi condizionare dai risultati dei diretti concorrenti.
“Secondo me fa bene a parlarne, perché è un modo anche per tirare fuori un po’ di quell’ansia e di quella tensione. Il mio consiglio è forse banale, ma dovrebbe cercare di dimenticarsi completamente degli altri risultati. È normalissimo iniziare a guardare cosa fanno gli avversari, ma questo non aiuta, perché tu non puoi incidere sui loro risultati”.
L’allenatore ha quindi richiamato l’attenzione sulle energie mentali che si rischiano di disperdere seguendo la corsa degli altri, ricordando anche quanto accaduto durante il torneo di Parigi a Lorenzo Musetti.
“Credo che i giocatori rischino di consumare tantissime energie guardando le partite degli altri. A Parigi, per esempio, Lorenzo Musetti aveva speso qualche energia supplementare nel seguire i risultati e le partite dei suoi diretti avversari. Si vivono tanti alti e bassi: magari il tuo rivale sta perdendo, poi vince al terzo set e tu partecipi emotivamente a tutto quello che succede”.
Una dinamica comprensibile, ma che può finire per aggiungere ulteriore tensione a una fase della stagione già particolarmente delicata. Santopadre ha infatti sottolineato come sia naturale, per i giocatori, seguire i risultati degli altri tornei, invitando però Cobolli a non farsi condizionare da ciò che accade lontano dal proprio campo.
“Sono ragazzi, è normale che guardino i risultati, anche per curiosità, perché sono abituati a seguire i tornei durante tutto l’anno. Tuttavia, rischiano di consumare tantissime energie. Credo quindi che Flavio debba provare a staccarsi dal controllo dei risultati, riconoscere la tensione che sta vivendo e ricordarsi che, al momento, è davanti ai suoi diretti concorrenti e che questo significa che è stato più forte di loro“.