Cobolli: “Prima di Roma andremo in ritiro, lontano dalla città e dalle pressioni del torneo”

Marco della Calce
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Flavio Cobolli - Foto Alexander Bogatyrev / SOP/SIPA

Flavio Cobolli, fresco finalista dell’ATP 500 di Monaco di Baviera 2026, in un’intervista concessa al Corriere dello Sport, ha parlato suo esordio al Masters 1000 di Madrid. Il romano ha riflettuto sul suo stato di forma attuale, sulle condizioni del torneo madrileno e sugli Internazionali d’Italia a Roma, il torneo di casa per Flavio, in programma dal 6 al 17 maggio.

Madrid 2026 per invertire la rotta nei 1000

A Monaco di Baviera, l’azzurro, dopo un inizio di 2026 complicato, è tornato ad esprimere il suo miglior tennis, cosa che in questa stagione gli era riuscita solo in Messico, con il trionfo nell’ATP 500 di Acapulco. Dopo aver battuto in semifinale il padrone di casa Alexander Zverev (prima vittoria in carriera contro un top 5), Cobolli è stato sconfitto nell’ultimo atto del torneo tedesco dallo statunitense Ben Shelton in due set. Nonostante la finale persa, il numero 13 del mondo arriva a Madrid con la giusta dose di fiducia per fare bene in un 1000, dopo le premature sconfitte ai 1000 di Indian Wells, Miami e Montecarlo.

Mi sento bene. Sono sicuramente provato dalle fatiche di Monaco, ma molto carico per iniziare questo torneo – ha esordito Cobolli –. Nel 2026 non ho cominciato bene nei Masters 1000, ma su questa superficie posso esprimere il mio miglior tennis”. E sulle condizioni di Madrid, molto diverse rispetto a Montecarlo, il romano ha detto: “Tutte le settimane sono diverse, mi piace che ci sia questa varietà di condizioni, è il bello del tennis. A Madrid le condizioni sono simili a quelle di Monaco, torneo che ho scelto proprio per avvicinarmi a Madrid, quindi spero che andrà bene”.

L’emozione di giocare a Roma

Flavio ha proseguito raccontando l’emozione e la pressione di partecipare nuovamente al Masters 1000 di Roma, il torneo della sua città, in cui non è mai andato oltre il secondo turno. Con una consapevolezza e una posizione di classifica diverse rispetto agli anni passati, l’azzurro è pronto a lasciare il segno davanti ai suoi tifosi. “Probabilmente andremo in ritiro prima del torneo, per staccarmi dalle pressioni che mette Roma. Quando giochi il torneo di casa sei sempre in continuo movimento, quindi delle volte per riuscire a esprimere meglio quello che vuoi fare, soprattutto nel tuo torneo preferito, devi staccare. Con tutto il team andremo via dalla città, in una casa dal mare dove potrò allenarmi”.

Il numero 13 del mondo ha parlato anche del Campo Centrale, lo stadio in cui ogni italiano sogna di poter giocare. Flavio, che vuole riscattare l’uscita al primo turno dello scorsa edizione contro Luca Nardi, però, vuole pensare solo a esprimere il suo massimo livello, indipendentemente da quale sarà la cornice che lo accoglierà. “Sinceramente abbiamo deciso di toglierci ogni tipo di pressione legata allo stadio. Tutti sanno dove un italiano vuole giocare a Roma. Per noi il Campo Pietrangeli è il migliore al mondo. Quest’anno non penseremo a queste cose. Siamo sicuri che andrà bene, meglio dell’anno scorso. So che l’impianto è cambiato ancora, magari questi cambiamenti mi porteranno bene”.

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