La finale di Vienna persa contro Carlos Alcaraz ha offerto ad Alex De Minaur l’occasione per riflettere sul divario con lo spagnolo e Jannik Sinner, secondo e terzo del ranking. L’australiano conosce bene entrambi e, dopo l’ennesima sconfitta contro lo spagnolo, ha individuato un aspetto che rende particolarmente complicato affrontarli: la loro capacità di correggere continuamente il proprio gioco.
“Sia Carlos sia Jannik sono capaci di migliorare continuamente quei piccoli punti deboli che possono avere nel loro gioco. Diventa sempre più difficile giocare contro di loro”, ha dichiarato De Minaur in conferenza stampa. Una considerazione che fotografa la difficoltà di chi, come l’australiano, cerca da tempo di trovare le contromisure per competere con i due dominatori del circuito.
Soffermandosi sulla finale, il numero uno australiano ha spiegato cosa abbia reso particolarmente complicato il confronto con Alcaraz nelle condizioni indoor di Vienna: “È molto più difficile mettergli fretta in queste condizioni. Riesce ad assorbire molto bene la velocità della palla e a ridirigere i colpi. Oggi ha giocato a un livello molto più alto rispetto a Rotterdam”.
Parole di grande stima anche per le qualità tecniche e atletiche del murciano: “Carlos ha la capacità di usare le gambe quando ne ha bisogno, la potenza quando ne ha bisogno e, in definitiva, è un giocatore straordinario”. De Minaur non cerca alibi e guarda soprattutto al proprio percorso: “Per quanto mi riguarda, devo guardare dentro me stesso e fare lo stesso”.
L’australiano ha poi raccontato il periodo difficile attraversato negli ultimi sei mesi, un momento in cui ha faticato a ritrovare quella continuità che aveva sempre rappresentato uno dei suoi principali punti di forza. “Una delle cose su cui potevate sempre contare da parte mia era la costanza e la capacità di esserci ogni giorno, ma ho perso un po’ di tutto questo”, ha ammesso.
A dargli una spinta sono state soprattutto le competizioni a squadre, dalla Coppa Davis alla Laver Cup: “Avevo bisogno di un paio di competizioni a squadre per rimettermi in moto. Da lì sono riuscito a ritrovare la mia scintilla”, ha concluso The Demon.