Facce nuove allo Chatrier

di - 24 Maggio 2014

rg 2014

di Sergio Pastena

Ogni Slam ha le sue facce nuove. C’è chi fa il botto ed ha la classifica, chi entra con la wild card, chi la wild card se la guadagna, chi passa le qualificazioni. Vediamo gli esordienti di scena al Roland Garros 2014.

Eso LokoliLaurent Lokoli (FRA – 19 anni – Rank: 402)

Entrato nel tabellone di qualificazione dopo il recente exploit al Challenger di Bordeaux (dove ha eliminato Olivier Rochus e Ouanna), l’ex numero 21 al mondo juniores ha sorpreso tutti nelle qualificazioni, dove ha prima fermato Grigelis all’esordio, poi ha addirittura superato il russo Donskoy in tre set e per finire ha dato la paga al britannico James Ward. Mica pizza e fichi.

Axel Michon (FRA – 23 anni – Rank: 206)

Michon arriva agli Slam a 23 anni suonati: in passato era andato vicino alla qualificazione nel Roland Garros del 2012, quando fu fermato da Kuznetsov al turno decisivo, stavolta è approdato al main draw senza giocare un game, visto che la federazione francese gli ha concesso una wild card dopo un filotto di risultati a livello Challenger che l’han portato al best ranking al numero 205.

Eso ArnaboldiAndrea Arnaboldi (ITA – 26 anni – Rank: 174)

Tra gli esordienti più anziani di questo Slam, ma francamente poco ci interessa: il canturino tra Vercelli e Tunisi aveva fatto capire di esserci, venendo fermato in entrambi i casi da Bolelli. Poi, in Francia, lo straordinario exploit nelle qualificazioni contro Horacio Zeballos e la chiusura in scioltezza contro l’irlandese McGee. E indovinate chi avrà al primo turno? Esatto, Simone Bolelli.

Victor Estrella Burgos (DOM – 33 anni – Rank:98)

Lui allo Slam ci arriva per classifica, perché fino ad ora nelle qualificazioni era sempre andata male e se si aspetta che diano una wild card a un dominicano si fa notte. E così, dopo essere stato il primo tennista della Repubblica Dominicana a giocare un Atp 1000 (Cincinnati 2008) e il primo ad entrare nei Top 100, ora diventa il primo giocatore della sua nazione a giocare un torneo del Grande Slam.

Eso MecirMiloslav Mecir (SVK – 26 anni – Rank: 208)

Miloslav Mecir mancava in un torneo Slam da Wimbledon del 1990, quando superò Carbonell ma dovette arrendersi ad Edberg. Piccolo dettaglio: quel Miloslav era “Gattone” Mecir, mentre questo è il meno talentuoso figlio che comunque “si toglie lo sfizio”. Va detto che ci è arrivato senza nessuno sconto: dopo Lopez-Perez, una maratona col turco Ilhan (11-9 al terzo) e poi Smyczek. Bravo.

Pierre-Hugues Herbert (FRA – 23 anni – Rank: 133)

Nome da filosofo della restaurazione, curriculum da smanettatore da Challenger, Herbert già a gennaio era andato vicino a giocare gli Australian Open. Anche nel suo caos, come in quello di Michon, non ha dovuto sbattersi granchè visto che è rientrato tra le wild card. Gradito omaggio per questo francesino nato a Schiltigheim e crsciuto a Mittelhausbergen. Germania? No, Alsazia.

Eso ArguelloFacundo Arguello (ARG – 21 anni – Rank: 114)

Narra la leggenda che il nome Facundo possano portarlo solo stregoni, attori porno e difensori ex Napoli dalle doti tecniche discutibili. Non è vero: il tennista argentino, pur non essendo mai stato nei primi 100, ha timbrato al momento giusto il cartellino del fatidico 104 ed ora si appresta a fare l’esordio in un major sulla terra francese, massimo onore possibile per un argentino. Prosit.

Diego Sebastian Schwartzman (ARG – 21 anni – Rank: 109)

Argentino puro, anche se il cognome tradisce possibili parentele coi minatori della Ruhr, a differenza di Arguello le quali le ha dovute giocare e le ha onorate al meglio, negando al belga Coppejans la gioia di disputare il Roland Garros. In precedenza aveva superato Alund e Millot. Curiosità: dopo il primo set perso col francese, nei restanti sei ha lasciato in media meno di due games a set.

Ante Pavic (CRO – 25 anni – Rank: 179)

Altro formaggione abbastanza stagionato per essere un esordiente, il croato in precedenza non solo non aveva mai disputato Slam ma neanche ci era andato vicino, perché la sua classifica era troppo bassa per poter anche solo pensare di fare le qualificazioni. Il colpo grosso comunque è suo: ben pochi pensavano che potesse estromettere dal main draw Thanasi Kokkinakis. Onore al merito e a Luca Appino.

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