“Avere un QI molto alto non significa che io possa battere chiunque, ma che riesco a pensare a delle soluzioni fuori dagli schemi. A volte però vado in ‘overthinking’ e spreco moltissime energie, è un’arma a doppio taglio” ha raccontato Terence Atmane dopo la sua vittoria su Miomir Kecmanovic al Masters 1000 di Madrid 2026. Il tennista francese è sicuramente un personaggio singolare, un po’ fuori dagli schemi che si distingue non solo per il suo modo di giocare, ma anche per un’intelligenza fuori dal comune (158 punti di quoziente intellettivo) e per le sue grandi passioni: videogiochi e carte Pokémon. “I colpi sorprendenti che riesco a giocare per me sono molto naturali, ma per l’avversario no – ha spiegato il francese -. Però devo stare attento a non esagerare, non sempre è semplice controllare le mie emozioni”.
Le regole per i videogiochi
Atmane ha raccontato anche del suo rapporto con i videogiochi, sua grande passione da sempre. “Viaggio sempre con il pc da gaming, anche quando mi sposto per i tornei del Tour” ha ammesso il classe 2002. Nonostante l’amore per il gaming, però non trasgredisce alcune regole: durante i tornei solo giochi rilassanti e mai dopo cena. “Durante le competizioni niente giochi adrenalinici come ‘Call of Duty’ o ‘Battlefield’, preferisco quelli più rilassanti come ‘Minecraft’ per staccare la mente e svagarmi. In ogni caso non gioco mai dopo cena: a questo livello bisogna anche riposare e stare concentrati sul tennis, altrimenti si paga nei momenti chiave delle partite”.
A proposito delle partite, il francese ha dato il suo punto di vista sulle condizioni particolari di Madrid prendendo le difese dei suoi colleghi: “Le condizioni sono davvero particolari, se vedete risultati netti come 6-1 6-2 non sono scarsi i tennisti, ma è davvero difficile adattarsi”. Un’analisi molto lucida e umile quella di Atmane che ha raccontato delle sue peculiarità , compreso il QI, senza mai farne un vanto.