Masters 1000 Madrid 2026, Cobolli: “Non uso l’intelligenza artificiale per studiare gli avversari”

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Flavio Cobolli - Foto Lionel Guericolas / MPP / Crystal Pictures / IPA

“È sempre bello tornare a giocare qui. Amo queste condizioni e penso che con il mio gioco possa esprimermi molto bene. Ho avuto qualche problema nella prima ora in campo: il terreno era molto scivoloso, era difficile muoversi e trovare gli appoggi giusti. Poi però credo di aver avuto un ottimo atteggiamento. La prima partita in un torneo è sempre la più complicata, ma ora ho buone sensazioni e non vedo l’ora di giocare il prossimo match”.

Così Flavio Cobolli ha esordito in zona mista dopo la vittoria in rimonta su Camilo Ugo Carabelli nel secondo turno del Masters 1000 di Madrid. Soddisfatto l’azzurro, che ha evidenziato anche la capacità di adattarsi alle condizioni: “Bisogna adattarsi e lottare anche contro queste situazioni e penso di esserci riuscito, quindi sono molto contento”.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Tema centrale anche quello dell’intelligenza artificiale, già emerso nei giorni scorsi tra i giocatori del circuito. Cobolli è stato chiaro: Sinceramente non la uso, non ho nemmeno un account e preferisco non farlo. Credo che sia un livello diverso e io preferisco restare così. A questi livelli abbiamo già un team molto preparato, investiamo tanto per avere le persone giuste intorno e credo che per il momento basti così. Può essere utile magari per altri aspetti, come contratti o sponsor, ma non per la preparazione in campo”.

IL NERVOSISMO CON L’ANGOLO

Non sono mancati momenti di tensione, con diversi sfoghi verso il proprio angolo. Inevitabile quindi una riflessione sul rapporto con il padre e coach: “Non è sempre facile, però credo che abbiamo una buona relazione. Abbiamo caratteri simili e non è semplice lavorare insieme, ma penso che sia la persona giusta al momento giusto per me. Sa che è difficile, ma stiamo cercando di migliorare. La nostra forza è riuscire a separare le cose: fuori dal campo è una cosa, dentro il campo un’altra, e credo che questo oggi abbia funzionato”.

Cobolli ha poi analizzato le difficoltà incontrate durante la partita: “Venivo dall’ATP 500 di Monaco, dove avevo giocato un buon tennis, e pensavo di portarmi dietro quelle sensazioni. Negli ultimi giorni mi ero allenato bene, quindi mi aspettavo un inizio diverso. Non è stato così, all’inizio non ho avuto la giusta pazienza, però poi le sensazioni sono arrivate e sono soddisfatto”.

ALLENARSI AL BERNABEU

Infine, uno sguardo alla possibilità di allenarsi al Santiago Bernabéu: “Andremo, ma ho già detto al team che non sarà un vero allenamento. Faremo magari qualche palleggio, più per l’esperienza. Siamo arrivati a un punto del torneo in cui bisogna pensare prima alla competizione che al divertimento. Giocare lì sarebbe qualcosa di speciale, ma è molto diverso rispetto a queste condizioni. Preferisco risparmiare energie e lavorare su quello che oggi non ha funzionato”.

Cobolli tornerà in campo al terzo turno contro Adolfo Daniel Vallejo, in un match che può nascondere qualche insidia ma che rappresenta anche un’occasione importante per continuare il suo percorso nel torneo madrileno.

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