Alexei Popyrin sta vivendo, da circa sette mesi, uno dei momenti più complicati della sua carriera. Dopo una prima parte di 2025 tutto sommato positiva, sono iniziate le difficoltà: prima l’infortunio successivo allo US Open, che lo ha tenuto fermo per un mese e mezzo a causa di problemi alla schiena, una questione già nota in passato, poi una serie di dieci sconfitte consecutive, interrotta soltanto lo scorso febbraio.
Nonostante i risultati negativi, la classifica continua in qualche modo a sorridergli, con l’australiano attualmente numero 45 del mondo. Dopo la vittoria in rimonta su Patrick Kypson al primo turno dell’ATP 250 di Houston, Popyrin ha raccolto il suo terzo successo stagionale, e più in generale il terzo dall’agosto dello scorso anno, dato che evidenzia chiaramente le difficoltà incontrate sotto ogni aspetto.
Le uniche altre due note positive erano arrivate al primo turno dell’ATP 500 di Doha, contro la wild card Mubarak Shannan Zayid, e all’esordio nell’ATP 500 di Dubai contro Kamil Majchrzak.
Nel 2024 aveva raggiunto il punto più alto della sua carriera, conquistando il Masters 1000 di Montreal in finale contro Andrey Rublev. L’anno successivo, poco prima dell’inizio di questo “momento no”, aveva toccato anche il suo best ranking, numero 19 del mondo.
Il prosieguo del 2026 rappresenterà un’occasione importante per tornare ad alti livelli e lasciarsi alle spalle un periodo particolarmente difficile.