Toni Nadal: “Sinner oggi più forte di Alcaraz, ma i Big 3 sono un’altra cosa”

Marco della Calce
7 Min Read
Carlos Alcaraz e Jannik Sinner - Foto Dubreuil Corinne ABACA

Sinner e Alcaraz sono due grandi campioni, ma non sono più forti di Federer, Djokovic e Nadal nel loro prime. Sinner è il numero 1 del mondo e ad oggi è superiore ad Alcaraz. Carlos non deve avere fretta con il recupero, tornerà a competere subito con Jannik. Jodar è il miglior giovane del circuito, lotterà con i due fenomeni. Capisco che i giocatori vogliano guadagnare di più, ma non possono ignorare il lavoro fatto dagli Slam negli anni”. Queste le parole di Toni Nadal, in un’intervista concessa al Corriere dello Sport. Lo storico coach del nipote Rafa e poi del canadese Felix Auger-Aliassime, ha parlato della rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, affrontando anche il paragone con i Big Three, e della questione più accesa del momento, quella del possibile boicottaggio degli Slam da parte dei giocatori a causa dei montepremi troppo bassi rispetto ai ricavi di questi tornei.

Il paragone tra i Big 3 e Sinner-Alcaraz

Molti addetti ai lavori sostengono che Jannik Sinner e Carlos Alcaraz avrebbero battuto i Big Three nel loro momento di forma migliore. Proprio qualche settimana fa, l’ex coach di Serena Williams Patrick Mouratoglou aveva affermato che Nadal e Federer, così come Agassi e Sampras, avevano dei punti deboli che gli avversari potevano sfruttare, al contrario dell’altoatesino e il murciano, considerati dal francese come giocatori perfetti.

Toni ha esordito riflettendo proprio su questo, schierandosi dalla parte di Djokovic, Federer e Nadal, con un commento anche sulla Top 10 odierna, nettamente inferiore a quella di 10 o 15 anni fa. “Non sono d’accordo con chi pensa che Jannik e Carlos siano più forti del miglior Federer o del miglior Djokovic. Credo che Roger sia stato migliore in tante cose rispetto alla loro versione odierna. Poi questo non toglie che parliamo di due campioni. In più credo che oggi essere Top 10 sia più facile rispetto al passato. Una volta serviva essere più competitivi ogni giorno: ragazzi come Murray, Del Potro e Ferrer perdevano pochissimo. A Roma invece ne abbiamo già visti uscire tanti al secondo turno. O per esempio, a Melbourne è arrivato un Djokovic lontano dal miglior livello della sua carriera”.

La rivalità tra Sinner e Alcaraz

L’ex coach di Rafa Nadal ha proseguito rimanendo sul tema “Sincaraz”. Lo spagnolo ha raccontato quali sensazioni ha avuto la prima volta che ha incontrato l’altoatesino, cresciuto in modo esponenziale da quell’occasione. “Sapevo fosse un giocatore molto buono perché me lo aveva detto un coach della nostra accademia. E quando vedi un ragazzo come lui o come Alcaraz ti rendi subito conto che abbiano delle qualità per diventare numeri 1, un po’ come quando vidi Federer o Djokovic. La prima volta che ci sono stato in campo, io allenavo Auger-Aliassime e poche settimane dopo lo affrontammo a Madrid. Felix vinse abbastanza facilmente (6-1 6-2, ndc). Da lì è migliorato tantissimo e negli ultimi due anni ha fatto un salto incredibile, oggi è completo tennisticamente e mentalmente. In più è un ragazzo eccellente, quando ci ho avuto a che fare è sempre stato tranquillo e corretto”.

Toni ha parlato anche del 7 volte campione Slam Alcaraz, al momento fuori per l’infortunio al polso rimediato all’ATP 500 di Barcellona che gli impedirà di partecipare al Roland Garros. “Purtroppo l’infortunio è arrivato nel peggior momento dell’anno, quello dove si giocano due Slam nel giro di poche settimane – ha detto Nadal –. Sono convinto Carlos abbia delle qualità per tornare subito forte come prima, potendo subito tornare a giocarsela con Sinner. Per questo non deve avere fretta”.

E sulla rivalità tra l’azzurro e lo spagnolo, Nadal si è espresso così: “Chi critica Carlitos dopo le vittorie dell’Australian Open e di Doha non è molto intelligente. Prima della semifinale di Indian Wells non aveva perso partite nel 2026. Dobbiamo essere più razionali in queste valutazioni. Il circuito ha due grandi giocatori: Sinner è il numero 1 del mondo e credo che oggi sia leggermente più forte di Alcaraz, ma Carlos è molto vicino. È facile commentare quando si sa il risultato, ma nello sport le cose cambiano in un attimo. Lo abbiamo visto a Melbourne con Carlos a un passo dal perdere la semifinale con Zverev e a Parigi dove ha annullato 3 match point a Sinner”.

Rafael Jodar come possibile terzo incomodo?

L’ex coach di Nadal ha commentato anche l’eccellente momento di forma del prodigio spagnolo classe 2006 Rafael Jodar, che alla sua prima stagione sulla terra tra i professionisti sta ottenendo risultati incredibili: trionfo all’ATP 250 di Marrakech, semifinale al 500 di Barcellona e quarti di finale al Masters 1000 di Madrid.  “La prima volta che l’ho visto mi è sembrato un buon giocatore, ma niente più. Poi ogni volta che mi capitava di rivederlo giocava sempre meglio. Credo sia il miglior giovane nel tour e che possa provare a mettere in difficoltà Sinner e Alcaraz. Ovviamente loro sono superiori, ma lui ha la sfrontatezza e la velocità di palla per essere un giocatore temibile nei prossimi anni. Sono curioso di vedere come gestirà la pressione quando dovrà difendere i punti. Ma è coraggioso, aggressivo, ha colpi rapidi e sta migliorando costantemente”.

La questione boicottaggio degli Slam

Lo spagnolo ha concluso riflettendo sul tema dei montepremi degli Slam, troppo bassi rispetto ai ricavi annuali dei 4 tornei più importanti del mondo, evidenziato dalla numero 1 del mondo Aryna Sabalenka alla sua prima conferenza agli Internazionali d’Italia. “La questione è la solita. Senza i grandi giocatori gli Slam non sarebbero la stessa cosa, ma è anche vero che senza i Major il tennis non sarebbe lo stesso. Questi tornei sono la storia del tennis e i loro incassi derivano da anni di tradizione. I giocatori hanno il diritto di provare a guadagnare di più, ma non possono ignorare il lavoro fatto dagli Slam”.

TAGGED:
Share This Article