Tomas Machac era un avversario molto insidioso, ma Lorenzo Musetti è riuscito a mandarlo al tappeto e ha staccato il pass per gli ottavi di finale dell’Australian Open 2026. Successo in cinque set per il carrarino, il quale ha impiegato quattro ore e 27 minuti per superare il ceco (n. 24 ATP) con il punteggio di 5-7 6-4 6-2 5-7 6-2. Dopo essersi trovato in svantaggio di un set e di un break, Lorenzo è riuscito a ribaltare il match ma si è complicato ulteriormente la vita sprecando tanto nel quarto parziale. Dopo un’interruzione per chiudere il tetto della John Cain Arena, l’azzurro ha dominato il set decisivo ed è riuscito a raggiungere la seconda settimana: non gli era mai successo a Melbourne Park. Eloquente la scritta sulla telecamera in spagnolo: “Cabeza frìa, corazòn caliente” (“Testa fredda, cuore caldo”).
“Sono felice che sia finita. Sapevo che sarebbe stata dura con il caldo, ma ero pronto a lottare fino alla fine. Inizialmente non riuscivo a trovare ritmo: lui comandava lo scambio e io ero troppo lontano dalla linea di fondo. Il servizio non funzionava, ma con la giusta mentalità sono riuscito a ribaltare il match” ha commentato a caldo Musetti, che negli ottavi se la vedrà contro il vincente della sfida tra Stan Wawrinka e Taylor Fritz.
“Servire meglio rispetto al primo set è stato facile. A un certo punto ho detto che stavo servendo come mia madre. Scherzi a parte, ho provato a non avere fretta nel momento di servire e a lanciare la palla più in alto. Ho ascoltato tutti i consigli ricevuti dal mio box e sono davvero contento di aver ottenuto questa vittoria. Si tratta della mia prima volta nella seconda settimana qui e sono felice – ha aggiunto –Alla fine è stato un po’ meglio con il tetto chiuso, ma giocavano già da 4 ore. Entrambi abbiamo mantenuto alto il livello di intensità e atletismo durante gli scambi. Sapevo quanto difficile fosse produrre un vincente dato che Tomas è un grande atleta“.
La partita
Non capita spesso di assistere a un match maschile con così tante chance di break, invece fin da subito la sfida tra Musetti e Machac è stata caratterizzata da numerose opportunità per il giocatore in risposta. Il ceco è partito meglio, cancellando cinque palle break nel game inaugurale e strappando poi la battuta all’avversario nel game seguente, ma Lorenzo ha reagito e ristabilito in fretta l’equilibrio. Ciononostante, il carrarino ha continuato a faticare: sia con la percentuale di prime (chiuderà il parziale con un misero 43%), sia a convertire le palle break (impietoso il bilancio di una su 14). Col passare dei game le rispettive strategie sono emerse in maniera chiara e a risultare vincente è stata quella di Machac, premiato per il coraggio di provare a togliere il tempo a rivale, spesso discendendo a rete. Troppo passivo invece Musetti, che ha pagato inoltre la direzione sbagliata di un passante sulla palla break nell’undicesimo gioco.
Un po’ come accaduto all’esordio con Collignon, nonostante l’equilibrio Lorenzo si è trovato a inseguire nel punteggio e anche nel secondo set è scivolato sotto per 4-2. Da quel momento, però, la musica è cambiata radicalmente con il carrarino che ha vinto 16 dei seguenti 21 punti e ha incamerato il parziale per 6-4. L’ha fatto in 40 minuti, esattamente la metà rispetto all’ora e 20′ dell’infinito set precedente. Da segnalare l’approccio differente di Musetti, che ha fatto un paio di passi verso la riga di fondo e ha incentrato i suoi colpi sull’obiettivo di guadagnare campo. Menzione speciale anche per il sensazionale punto vinto sulla palla break nel nono game, chiuso con un passante di rovescio da far drizzare i peli sulle braccia. Emblematica la reazione dei telecronisti inglesi: “How do you say ‘magnificent’ in Italian?”
MUSETTI MADNESS
What a way to break and take the second set 6-4 🤯@wwos • @espn • @tntsports • @wowowtennis • #AO26 pic.twitter.com/cmxx4adZRk
— #AusOpen (@AustralianOpen) January 24, 2026
Approfittando dell’inerzia dalla sua parte, Musetti ha ottenuto un break di vantaggio in avvio di terzo set l’ha poi consolidato, scappando sul 3-1. Al di là di ciò, una statistica in particolare ha dimostrato come il match fosse cambiato in maniera significativa: rispetto ai due set passati, il numero di colpi per ogni scambio è diminuito notevolmente. C’entrava sicuramente l’approccio di Machac, consapevole di non poter resistere troppo a lungo fisicamente e dunque determinato ad accorciare i 15. Qualche vincente il ceco l’ha messo a segno, ma perlopiù ha commesso errori gratuiti peccando di impazienza. Decisamente più solido Lorenzo, capace di prevalere per 6-2 ed effettuare il sorpasso, mettendo la sfida in discesa.
Anche nel quarto set è stato Musetti ad avere il controllo, specialmente dopo la palla break annullata nel suo primo turno di battuta. Sono però tornati i problemi di inizio partita e Lorenzo non è riuscito in alcun modo a strappare il servizio all’avversario: pur essendosi procurato un totale di cinque palle break in tre game differenti, non c’è stato niente da fare. Merito anche del ceco, il quale ha giocato a tutta – e anche un po’ a caso – alternando gratuiti a vincenti a prescindere dalla situazione di punteggio. Nel carrarino è sorta un po’ di frustrazione e, come nel proverbio calcistico ‘gol mangiato, gol subito’, dopo le tante chance sprecate è stato lui a soccombere. Dopo aver annullato il primo set point con una prima vincente, sul secondo è arrivato il passante di Machac: 7-5 e parità ristabilita. Niente tie-break, si è andati al quinto.
Il parziale decisivo è stato piuttosto anti-climatico e di fatto si è deciso dopo i primi due game. Musetti ha ottenuto il break in avvio e poi l’ha consolidato, salvandosi da 0-40. Dopo una breve pausa per chiudere il tetto – applicando la heat policy – il gioco è ripreso, ma il ceco non aveva più e ha capitolato senza neanche lottare eccessivamente. Bravissimo comunque Lorenzo, ordinato fino alla fine e con merito agli ottavi di finale a Melbourne.
