All’Australian Open 2026 è definitivamente esplosa la questione privacy sollevata da Coco Gauff dopo la sua sconfitta con Elina Svitolina ai quarti di finale. La statunitense, uscita dal campo, ha rotto una racchetta in corridoio e il filmato è circolato sui social. Gauff non l’ha presa bene, affermando che l’unico luogo dove dovrebbe essere rispettata la privacy dei giocatori è lo spogliatoio. Sul tema sono intervenuti, nelle rispettive conferenze stampa, anche Novak Djokovic, Amanda Anisimova, Jessica Pegula e Iga Swiatek. Tutti hanno dato ragione alla classe 2004, ammettendo che si sentono costantemente osservati.
Swiatek: “Come animali allo zoo”
Lapidaria Iga Swiatek: “Dobbiamo domandarci se siamo tennisti o animali allo zoo che tutti possono osservare in ogni momento. Sarebbe bello avere più privacy. I giocatori dovrebbero essere guardati in campo o in conferenza stampa – ha proseguito la polacca – e non diventare dei meme quando uno di noi si scorda un accredito“.
Nole: “Manca solo la telecamera in doccia”
Nettissima la posizione di Djokovic che, senza mezzi termini, ha detto: “È triste che non ci sia un luogo in cui possiamo nasconderci per sfogare rabbia e frustrazione senza essere filmati. Sono sorpreso che non ci riprendano pure mentre facciamo la doccia, sarà lo step successivo”. Il serbo ha proseguito: “Mi immedesimo con Coco, so come ci si sente soprattutto quando fai una brutta prestazione”.
Il 24 volte campione Slam ha spiegato che, quando esordì nel circuito ATP, la privacy dei giocatori non veniva violata costantemente. “Una volta non c’erano tutte queste telecamere, ora devi abituarti a essere ripreso sempre: quando arrivi in macchina ed entri al circolo, quando ti riscaldi, quando parli col coach – ha detto Djokovic, spiegando la differenza col passato -. Se te ne dimentichi è pericoloso, potresti rilassarti ed essere te stesso in un modo in cui non vuoi che venga reso pubblico”.
Pegula: “Invasione della privacy folle”
Nemmeno Pegula ha usato mezzi termini per esprimere il suo punto di vista: “Coco ha ragione quando dice che l’unico luogo sicuro è lo spogliatoio. Ci sono telecamere in ogni corridoio e ti senti come se qualcuno ti osservasse di continuo, è folle”. La numero 6 del mondo ha invitato anche i tifosi ad essere più rispettosi: “Online ho visto anche gente zoomare sui telefoni dei giocatori, è un’invasione della privacy”. La finalista dello US Open 2024 ha evidenziato anche un altro aspetto della questione: “Ci fanno le pulci per quello che postiamo sui social a causa dei diritti: cioè mi filmi tutto il giorno e io non posso postare quello che voglio?”
Anisimova: “Capisco Gauff”
Più moderata Anisimova che, a margine della sconfitta 6-2 7-6 contro Pegula, ha detto: “Credo che per Coco sia stata dura perché il video è circolato senza che lei sapesse nulla. Io personalmente sono andata direttamente in spogliatoio, sapevo di quella telecamera”. La statunitense ha aggiunto: “Ci sono dei momenti divertenti da mostrare ai fan, ma quando perdi non è mai semplice”.