“È stata un’incredibile battaglia. Il finale non è quello che avrei voluto, ma non avevo più niente da dare. Quando ho servito sul 5-4 le mie gambe hanno smesso di spingere. Così è la vita, si va avanti“. Queste le parole di Alexander Zverev, intervenuto in conferenza stampa dopo essere stato sconfitto al quinto set da Carlos Alcaraz nella semifinale dell’Australian Open 2026.
Nonostante le tante chance avute verso la fine, il vero rimpianto per il tedesco è un altro: “Avrei dovuto vincere il secondo set, soprattutto visto che ho servito sul 5-3. Ma non ho giocato un buon game. Nel quinto non ho molti rimpianti perché ero esausto e non stavo facendo altro che resistere con tutte le mie forze. Penso invece che essere un set pari avrebbe fatto la differenza, specialmente con i crampi che Carlos ha avuto nel terzo“.
Sulle polemiche per il medical timeout
“Aveva i crampi e normalmente non si può chiedere un MTO per i crampi. Non mi è piaciuto, ma non è una mia decisione. Lo sfogo con il supervisor? Non ricordo cosa ho detto, è successo 17 ore fa. Ma non voglio parlarne adesso, non dopo una delle battaglie più belle mai disputate in Australia“.
Guardare il lato positivo
“Probabilmente è stata la partita più dura che abbia mai giocato in carriera. Penso che entrambi abbiamo raggiunto i nostri limiti assoluti, quindi sono anche un po’ orgoglioso di me stesso per come ho resistito e sono riuscito a recuperare dopo due set. Ovviamente il risultato è deludente, ma se continuo a giocare in questo modo, ad allenarmi come mi alleno e a lavorare sulle cose su cui ho lavorato nella off-season, credo che sarà un buon anno per me“.
Affrontare un avversario in difficoltà fisica
“Avrei dovuto vincere più facilmente terzo e quarto set, ma lui stava tirando molti vincenti fin dal primo colpo, quindi non riuscivo a entrare negli scambi. Probabilmente avrei dovuto essere un po’ più aggressivo. Forse sono stato un po’ prudente, ma Carlos è un grande giocatore e pur non essendo al 100% colpiva benissimo dritto e rovescio“.
Il recupero di Alcaraz
“Per un’ora e mezza non si muoveva quasi per niente, ma nel quinto set è tornato a muoversi in modo incredibile. Ribadisco che se avessi vinto più velocemente alcuni game magari non avrebbe avuto così tanto tempo per recuperare. Il suo bilancio al quinto set? Non è qualcosa a cui pensi quando servi 5-4. E poi anche il mio record è piuttosto buono. Avevo altri pensieri in mente“.
