È stata una battaglia durissima, tre set e tre tiebreak, e Marco Cecchinato per un pelo non è arrivato a vincere, per la terza volta in carriera, il Challenger di Milano. La spunta Facundo Diaz Acosta col punteggio di 6-7(0) 7-6(5) 7-6(5) in 3 ore e 23 minuti. Per ‘Ceck’ sarebbe stato un tris storico, dato che nessuno aveva mai vinto il torneo milanese più di due volte. Ma dall’altra parte della rete c’era un tennista argentino specialista della terra e già campione dell’Aspria Tennis Cup, nel 2023, e, col procedere dell’incontro, è riuscito a prevalere sul 33enne palermitano.
Cecchinato aveva infatti cominciato bene la finale, giocando un tennis concreto, solido da fondo campo e decisivo nei colpi di chiusura. Diaz Acosta teneva botta, a fatica, nei suoi turni di servizio. Il tiebreak del primo set, un sentenza: dominato 7-0 dal siciliano. Nel secondo set il nativo di Buenos Aires ha preso un po’ più di coraggio, e hanno iniziato a giocare traiettorie più cariche sul rovescio di Cecchinato, il quale ha iniziato a commettere più errori. Il tiebreak del secondo set è stato argentino.
Infine, nel terzo set sembravano alte le speranze per Ceck, forte di un break maturato nel terzo game. Sembrava perfettamente in controllo l’italiano, e invece all’ottavo game è arrivato il controbreak di Diaz Acosta. 4-4. Da lì, un Cecchinato un po’ scoraggiato ha provato a lottare, ma Diaz Acosta, giunto al tiebreak decisivo, ha avuto la meglio.
Finale amara per l’ex semifinalista del Roland Garros, che sfiora ma non raggiunge il tris storico a Milano e non vince un titolo proprio dall’Aspria Tennis Cup del 2025, segno che deve ancora ritrovare il suo miglior tennis.