“Credo sempre nel destino. In questo momento sto semplicemente vivendo il presente. Il risultato per me diventa secondario: mi sto innamorando di nuovo del gioco ed è gratificante dopo tutto quello che ho attraversato negli ultimi 12 mesi. Sto vivendo il tutto giorno per giorno”. È un Grigor Dimitrov rinato quello che si presenta in conferenza stampa dopo la vittoria al terzo turno di Wimbledon 2026, in cinque set, contro Matteo Berrettini. Il bulgaro, agli sgoccioli della carriera, ha ammesso di aver ritrovato la forza di volontà che aveva perso nell’ultimo periodo.
La gestione del match con Berrettini
Dimitrov ha da subito rimarcato le sue congratulazioni a Berrettini per aver dato vita a una gara dalle mille emozioni. “Pensavo che la partita potesse andare un po’ più liscia dopo i primi due set. Ma devo dare molto credito a Matteo: il modo in cui ha lottato per tutta la partita merita rispetto — ha ammesso —. Non ha perso la voglia di combattere, non ha perso la fiducia e non ha perso il servizio per un bel po’. È stata una partita con un’atmosfera incredibile e io mi nutro davvero di questo. È stato un momento meraviglioso essere là fuori”.
Per il numero 146 del ranking, entrato nel main draw grazie alla wildcard concessa dall’All England Club, è stato fondamentale il rimanere concentrato sul match e non tirarsi indietro difronte il ritorno di fiamma dell’azzurro: “Tutto quello che volevo fare era competere, restare presente, restare in forma, fisicamente e mentalmente. Nel terzo e nel quarto set lui mi stava dominando completamente, non c’era molto che potessi fare. Poi, poco a poco, costruisci quella forza mentale e, quando il momento si fa decisivo, sono riuscito davvero a usarla. Questo oggi ha fatto la differenza”.
Il ritorno di Delgado
Il ritorno di Jamie Delgado nel suo angolo ha permesso all’ex Top 3 del mondo di ritrovare un viso conosciuto, essenziale per lavorare su binari paralleli. “Io e Jamie abbiamo sempre lavorato bene — ha continuato —. Vediamo il gioco allo stesso modo ed è molto bravo a gestire tutto il team, me compreso. Parliamo una lingua comune su ciò che deve essere fatto e per me semplifica molto le cose”.
Una visione comune che dovrà alimentare il fuoco sacro che arde dentro Grigor, all’ultimo sprint di una gloriosa carriera: “Sono in una fase precisa della mia vita tennistica, quindi era importante stabilire confini, regole e obiettivi. Non so quanto ancora giocherò o per quanti anni, ma abbiamo un obiettivo molto chiaro e una visione chiara di ciò che deve essere fatto adesso. Per me è ora o mai più per dare l’ultima spinta finale alla mia carriera”.
Il “vecchio” Dimitrov
Lo showman bulgaro fa parte di quella vecchia scuola, ormai in via di estinzione, capace di emozionare il pubblico con giocate sensazionali o siparietti scherzosi. Per Dimitrov il tennis è sempre stato questo e molto altro: “Finché continuerò a giocare, cercherò sempre di produrre quei momenti in campo e, fuori dal campo, proverò semplicemente a essere me stesso nel miglior modo possibile. Lo faccio per amore del gioco, per amore dei tifosi, della mia famiglia, dei miei amici e di tutte le persone che mi sono state accanto, soprattutto nei mesi più difficili. È il mio modo di mostrare riconoscenza”.