Dopo il titolo di Flavio Cobolli all’ATP 500 di Acapulco, arriva un’altra splendida notizia per il tennis italiano: Federico Cinà conquista il suo primo titolo Challenger al 75 di Pune, superando in finale il britannico Felix Gill con il punteggio di 6-3 5-7 7-6(1) in 2 ora e 29 minuti.
Una settimana perfetta per il classe 2007 siciliano, chiusa perdendo un solo set in tutto il torneo proprio in finale contro Gill. Per Cinà era la quarta finale Challenger in carriera, dopo quelle disputate nel 2025 a Hersonissos 2, Tbilisi e Amburgo. Stavolta, però, è arrivata la svolta: il primo titolo.
Una vittoria che parte da lontano
Non è un successo che nasce per caso. È il frutto di un percorso costruito negli anni, tra lavoro quotidiano e pazienza. Al suo fianco da sempre il padre Francesco Cinà, ex giocatore e già allenatore di Roberta Vinci, oltre a un team che negli ultimi mesi si è ulteriormente strutturato con l’ingresso di Eric Hernandez, preparatore atletico che ha lavorato per oltre undici anni con Daniil Medvedev.
Un gruppo compatto che, insieme alla Federazione Italiana Tennis e Padel, ha lavorato con programmazione e continuità: prima pianificando con attenzione la fase finale del 2024 in vista del 2025, poi affrontando l’ultimo inverno tra il 2025 e il 2026 con otto intense settimane di allenamento al Centro Coni di Tirrenia.
Lo swing indiano e la crescita
Dopo una trasferta vietnamita non brillante, i segnali erano già arrivati a Nuova Delhi, dove Cinà si era fermato ai quarti contro l’amico Rei Sakamoto. A Pune, però, il salto di qualità è stato evidente. Nel percorso verso il titolo ha superato: Kumasaka, Shimizu, Gray, Ajdukovic ed in fine il britannico Gill. Cinque vittorie, con una costante: atteggiamento sempre propositivo, servizio solido ed un gioco sempre aggressivo.
La partita
Il primo set si indirizza già nel secondo game, quando Cinà strappa il servizio alla terza palla break utile e vola rapidamente sul 3-0. Gill prova a rimanere in scia alzando la percentuale di prime, ma nei propri turni di battuta Federico è impeccabile: il britannico non arriva mai a 40 nei game di servizio dell’azzurro. Il 6-3 certifica il controllo.
Nel secondo parziale regna l’equilibrio fino all’ottavo game, quando il gioco di Felix Gill inizia a sporcare maggiormente le trame offensive di Cinà. L’azzurro è costretto a salvare due palle break proprio nell’ottavo gioco. Il britannico però alza ulteriormente il livello nei propri turni di battuta e non concede più nulla. Spalle al muro sul 4-5, Cinà annulla due set point e riesce a trascinare il set sul 5 pari.
Nel dodicesimo game arriva un altro snodo decisivo: un passante incrociato di Gill su una palla corta dell’azzurro gli procura l’ennesima occasione per chiudere il parziale. Cinà annulla ancora con il servizio, ma non sfrutta le due chance per portare il set al tie-break. Alla quarta palla set, il britannico riesce finalmente a chiudere per 7-5, infliggendo a Federico il primo set perso in tutto il torneo.
Nel terzo parziale il protagonista è l’equilibrio. Nessuno dei due riesce a prendere il sopravvento e i turni di servizio scorrono senza particolari strappi. Si arriva così all’undicesimo game, quando Cinà si procura una palla break che però non riesce a convertire, permettendo a Gill di portarsi avanti 6-5.
Nel dodicesimo game succede di tutto: un game infinito, carico di tensione, in cui l’azzurro annulla cinque match point con un coraggio disarmante. Alla seconda occasione utile trascina il set al tie-break. Dal 0-1 iniziale, è un monologo azzurro: sette punti consecutivi, 7-1 il punteggio del tie-break, e Federico Cinà conquista set, match e torneo.
Classifica e prospettiva
Con questo successo Cinà salirà alla posizione 183 del ranking ATP. E non dimentichiamolo: ha solo 18 anni, ne compirà 19 tra pochi giorni. Non tutti sono Alcaraz, non tutti bruciano le tappe come Sinner o Fonseca. Ognuno ha il proprio tempo. Ma un ragazzo italiano del 2007 che ha già un titolo Challenger in bacheca rappresenta un buon segnale per lui, come per il movimento tennistico italiano.
Già nel 2025 aveva vissuto esperienze importanti nei Masters 1000: vittoria a Miami contro Comesana, prima di arrendersi a Dimitrov, successo a Madrid contro Coleman Wong prima della sconfitta in tre set, e la wild card a Roma contro Navone. Tappe che non dovevano per forza trasformarsi in exploit immediati, ma che hanno arricchito il suo bagaglio tecnico e mentale.
Prima il ragazzo, poi il talento
Nato a Palermo il 30 marzo 2007, cresciuto in una famiglia dove il tennis è quotidianità, Cinà è prima di tutto un ragazzo genuino ed equilibrato. Nell’intervista rilasciata a dicembre a Spazio Tennis aveva raccontato con grande lucidità come gestisce le aspettative e la pressione esterna. Ed è forse questo il dato più incoraggiante: la serenità con cui vive il percorso. Il titolo di Pune è una tappa, non un punto d’arrivo. Il tempo è dalla sua parte.