“In singolare non ho obiettivi precisi, mi diverto a competere. Cerco di essere completo e giocare partite mi aiuta. Nei momenti di difficoltà sono costretto a trovare nuove vie d’uscita e mi piace”. Queste le considerazioni di Andrea Vavassori in zona mista, al termine del match di secondo turno del Challenger 75 di Roma Garden, che lo ha visto prevalere su Laslo Djere 6-3 6-4 in un’ora e mezza di gioco.
Nel corso del torneo romano l’azzurro ha partecipato anche al doppio, assieme a suo fratello Matteo, con cui ha potuto condividere il campo in due occasioni, prima di cedere il passo ai quarti di finale. Non sono mancati di certo i ringraziamenti ai genitori, primi artefici del suo percorso tennistico: “Sono grato ai miei genitori per i molti sacrifici fatti. Essere qui insieme a mio fratello è bellissimo, ci godiamo ogni momento”.
La ricerca di nuove soluzioni e la garra di ‘Wave’
Doppista per natura, il tennista torinese non è solito gareggiare in singolare, ma quando può coglie l’opportunità per migliorare e crescere, soprattutto con avversari di spessore: “Non giocavo un match in singolare su terra da un anno. Anche per questo mi capita di trovare soluzioni man mano nella partita. Vincere partite come queste è motivo di orgoglio, il livello è alto”.
Infine, si è espresso riguardo gli spettatori che durante la gara parteggiavano per il serbo, probabilmente a causa di qualche scommessa in atto: “Il tifo contro mi ha dato una mano, sono un giocatore a cui piace tirar fuori la “garra”. Rispetto al passato ho cercato di evitare lo scontro per rispetto dell’avversario e di chi guarda”.