Dopo il lungo swing sul cemento tra Australia e Stati Uniti, con una parentesi sudamericana che ha coinvolto alcuni azzurri tra Buenos Aires, Rio e Santiago, il circuito ATP entra finalmente nel cuore della stagione su terra. Non è ancora Europa “pura”, ma Marrakech rappresenta uno degli ultimi passaggi prima del primo grande snodo: il Masters 1000 di Montecarlo, unico 1000 su terra non obbligatorio e ancora strutturato su una sola settimana.
In contemporanea si gioca gli ATP 250 di Houston e Bucarest, ma è proprio in Marocco che l’Italia si presenta con il contingente più numeroso: tre azzurri nel main draw, con ambizioni e obiettivi diversi. A guidare il gruppo c’è Luciano Darderi, campione in carica, affiancato da Matteo Berrettini e Mattia Bellucci.
DARDERI: DIFENDERE IL TITOLO DA PROTAGONISTA
Luciano Darderi arriva a Marrakech con uno status completamente diverso rispetto a dodici mesi fa. Oggi è n.18 del mondo, ha centrato l’obiettivo top 20 e si presenta come uno dei grandi favoriti. Il suo 2026, fin qui, è stato estremamente positivo: quarti ad Auckland, ottavi all’Australian Open (fermato da Jannik Sinner) e soprattutto una tournée sudamericana di alto livello.
Finale a Buenos Aires, titolo a Santiago: risultati che confermano quanto la terra sia il suo habitat naturale. Il passaggio sul cemento tra Indian Wells e Miami non ha portato grandi risultati, ma anche per via del dispendio accumulato nelle settimane precedenti.
Ora si torna sulla sua superficie per l’italo-argentino. A Marrakech debutterà direttamente al secondo turno e potrebbe trovare subito un derby contro Mattia Bellucci. Dal suo lato di tabellone, la minaccia principale è Corentin Moutet, ma sulla carta Darderi parte tra i favoriti per arrivare fino in fondo. Difendere un titolo non è mai semplice, ma il livello mostrato negli ultimi mesi lo rende uno dei giocatori più performanti sul rosso.
BELLUCCI: CONTINUITÀ E CRESCITA
Mattia Bellucci arriva in Marocco con le giuste sensazioni e un inizio di stagione in crescendo. Dopo un avvio complicato, tra risultati altalenanti e un po’ di frustrazione, ha trovato fiducia tra Challenger e ATP: quarti ad Acapulco, finale al Challenger 175 di Cap Cana e qualificazioni superate a Miami. Un percorso che lo ha riportato stabilmente dentro la top 100 e che gli ha ridato quella serenità che si riflette anche in campo.
La terra nel 2026 rappresenta un passaggio importante per la sua crescita, e proprio a Marrakech, lo scorso anno, aveva trovato il miglior risultato stagionale sulla superficie con i quarti di finale. Debutto contro la wild card marocchina Reda Bennani, classe 2007: partita sulla carta favorevole, ma da non sottovalutare.
In caso di vittoria, potrebbe arrivare subito il derby con Darderi: un confronto interessante, soprattutto per misurarsi contro uno dei migliori interpreti della terra battuta in questo momento.
BERRETTINI: RITROVARE RITMO E CONTINUITÀ
Ritorna sulla terra anche Matteo Berrettini, ancora alla ricerca della giusta continuità dopo un avvio di 2026 tra infortuni e qualche buona prestazione. Il romano aveva scelto di iniziare l’anno direttamente dalla tournée sudamericana, ma tra alti e bassi non è riuscito a trovare quella sequenza di partite necessaria per costruire ritmo.
A Marrakech torna da campione dell’edizione 2024, ma con una situazione diversa: ranking in discesa (fuori dalla top 80) e bisogno di giocare con continuità. Il sorteggio non è dei più semplici: al primo turno affronterà Ignacio Buse, già incontrato a Rio poche settimane fa, dove era stato il peruviano a imporsi.
Una sfida subito impegnativa, contro un giocatore in crescita e in fiducia. Per Berrettini, però, il focus è chiaro: mettere partite nelle gambe, ritrovare ritmo e sensazioni. Il livello non è in discussione, ma serve continuità per tornare competitivo ai piani alti.
VERSO MONTECARLO
I primi tornei sulla terra sono sempre una fase di adattamento: cambiano i ritmi, cambiano le condizioni, cambiano le certezze. C’è chi difende, chi costruisce, chi riparte. Darderi per confermarsi. Bellucci per crescere. Berrettini per ritrovarsi.