La Capacità di Equilibrio

di - 11 Gennaio 2012

di Lorenzo Falco (Preparatore Fisico Fit II Grado)

Cari appassionati lettori di Spazio Tennis, colgo l’occasione della scrittura di un nuovo articolo per augurarvi un felice anno 2012.

Ho felicemente apprezzato alcune lettere personalmente ricevute da alcuni tecnici e colleghi. Sono lusingato per le parole di stima che ho letto: spero che possiate rivolgervi a me in molte situazioni, e sono onorato di poter collaborare con voi.

Ho approffittato del periodo natalizio per rinnovare le idee: nuovi contenuti per gli allenamenti che propongo ai miei atleti e progettazione di esercitazioni specifiche che ricalcano maggiormente il modello prestativo del tennis.

In occasione dell’articolo sulla capacità di anticipazione motoria, si è preso in esame il concetto di capacità coordinative: definizione, contenuti, modello della diversificazione, ruolo del preparatore fisico.

Questa settimana, l’attenzione sarà posta su una fondamentale qualità coordinativa: la capacità di equilibrio.

Le capacità coordinative: tecnica e specificità

A giudizio di scrive, il tecnico e tutte le figure professionali in perenne aggiornamento metodologico, che si occupano di attività motoria, devono sempre rammentare che lo sviluppo costante e ben strutturato delle capacità coordinative è il presupposto per la realizzazione di determinate azioni sportive.

L’allenamento di tali capacità speciali rappresenta un mezzo molto efficace per favorire l’apprendimento ed il perfezionamento della tecnica e per raggiungere prestazioni motorie di alto livello.

Gli sport di racchetta, tra cui il tennis – sport oggetto di questo elaborato – richiedono, nella pratica, l’acquisizione di una coordinazione fine, costruita sulla base di molte capacità speciali, tra cui la capacità di equilibrio.

Nel pratica del tennis, sin dalle prime fasi, è utile far comprendere all’atleta, attraverso metodologie ben congegnate, che egli non potrà apprendere nuovi complessi movimenti né perfezionare quelli conosciuti se non dispone di un consolidato grado di equilibrio statico e dinamico.

Chi scrive inoltre

ritiene che ogni addestramento sportivo si debba fondare sul principio della specificità: le abilità devono dunque essere allenate prevalentemente nel contesto in cui si svolge l’attività sportiva.

L’allenamento adattato delle capacità coordinative è caratteristico dell’età infantile e giovanile. L’allievo apprende nuovi gesti specifici attraverso esercitazioni motorie variate e multilaterali.

Nella disciplina sportiva del tennis è necessario saper mantenere il corpo in equilibrio e in posizione statica, generalmente in occasione di movimenti lenti, e conservare o ripristinare questa condizione durante e dopo spostamenti ampi e rapidi.

L’equilibrio statico è determinante per il mantenimento delle posture di attesa e per le fasi lente del gioco mentre l’equilibrio dinamico, fondato sull’accelerazione, acquista importanza nelle azioni in cui l’allievo deve effettuare spostamenti rapidi e impulsivi.

Nel tennis di alto livello, è necessario che l’atleta sappia padroneggiare un valida capacità di equilibrio in volo: è necessario sapersi muovere e colpire la palla, senza l’appoggio dei piedi a terra, con il controllo modulato della forza del tronco, sviluppando l’abilità di finalizzare il punto di gioco.

L’addestramento generale e multilaterale della capacità di equilibrio

Da un punto di vista puramente metodico, le capacità coordinative possono essere addestrate con forme di esercizio coordinativamente molto sollecitanti: compiti nuovi, inusuali, complessi e combinati.

Allo scopo di sviluppare un livello generale e multilaterale delle capacità coordinative, può essere valido un approccio più finalizzato: nell’allenamento infantile e giovanile è possibile addestrare la capacità di equilibrio per mezzo di compiti specifici con i quali si esercitano il mantenimento e il recupero della postura (esercizi di salto combinati con la rotazione del corpo,  con l’impiego di un minitrampolino o esercizi sulla trave di equilibrio).

L’approccio specifico: le capacità coordinative come completamento della tecnica

Un contenuto essenziale dell’allenamento di completamento della tecnica è , tra l’altro, la formazione delle prestazioni coordinative speciali di uno sport.

L’addestramento delle capacità coordinative è parallelo all’apprendimento e al perfezionamento delle abilità motorie sportive: l’utilizzazione variabile della tecnica, adeguata alla situazione favorisce l’accrescimento delle abilità coordinative speciali.

In sostanza, è preferibile proporre esercitazioni di addestramento coordinativo in stretta correlazione con i contenuti tecnici specifici.

La capacità di equilibrio nel tennis: il ruolo del preparatore fisico specifico

A giudizio di chi scrive, è assolutamente necessario che gli allenamenti di condizionamento fisico, svolti nel corso della preparazione complementare al tennis, siano orientati verso contenuti specifici: imitazione della gestualità, degli angoli di movimento, attivazione della muscolatura impiegata nell’esecuzione del gesto tecnico e riproposizione di condizioni proprie delle fasi di gioco.

L’addestramento senso – percettivo dell’equilibrio

Gli strumenti impiegati per accrescere le qualità di equilibrio sono numerosi.

Il preparatore fisico può proporre esercitazioni multivariate, allo scopo di allenare contemporaneamente diverse abilità motorie e condizionali.

Il professor Salvatore Buzzelli ha introdotto l’impiego della catena, quale mezzo di addestramento delle abilità generali di equilibrio.

L’esercizio mostrato in foto dall’atleta Manuel Righi, con opportune indicazioni del preparatore,  (posizione, angoli, velocità di esecuzione, carico e recupero) attiva elementi generali di forza, anche in forma eccentrica. Si attivano le corrette stimolazioni tattili del piede e l’atleta deve istantaneamente correggere la posizione del corpo, impiegando i muscoli del torchio addominale e del tratto posteriore della colonna.

Questo esercizio si può realizzare con l’impiego di una catena, avendo cura di fissarla tra due sbarre poco distanti. E’ sufficiente che la catena sia sospesa pochi centimetri da terra: in caso di caduta, l’atleta non corre alcun pericolo di infortunio.

Il preparatore fisico che propone esercitazioni mirate al condizionamento coordinativo del gesto specifico deve riprodurre fedelmente, con alcune variazioni, la postura e la percezione motoria della situazione di gioco.

L’impiego della tavoletta propriocettiva obbliga l’atleta a ricercare continuamente la posizione corretta, attivando i muscoli posturali e mantenendo il controllo dei corretti angoli articolari.

Il preparatore fisico, per creare stimolanti situazioni di instabilità, può impiegare numerosi strumenti e sperimentare diversi terreni di appoggio: cuscinetti propriocettivi, camere d’aria, sacchi di sabbia ondulati, cuscini gommati, copertoni di auto o di trattori, superfici ondulate o sabbiose.

L’atleta, alla ricerca della stabilità, può sistemare i piedi nelle posizioni che abitualmente impiega nel corso della pratica tennistica: si possono ritrovare le giuste correzioni posturali in posizione di open stance, di neutral stance, di semi – open o di closed stance.

Nelle foto seguenti, si mostra l’esecuzione delle posizioni finali di un rovescio ad una mano e di un rovescio bimane, in appoggio bilaterale su tavoletta.

Tutti gli esercizi proposti, con l’impiego della racchetta, devono essere svolti in forma dinamica. Nelle prime lezioni, è necessario sperimentare la postura di equilibrio in posizione di attesa e in forma statica. Quando l’atleta mostra un controllo maggiore, si può accrescere l’impegno del compito motorio.

Il preparatore fisico può creare proficue condizioni di instabilità anche nell’addestramento al corretto posizionamento degli arti inferiori  per l’esecuzione del servizio: nelle immagini seguenti,  si mostrano le posizioni dei piedi in fase di caricamento, in fase di lancio e di successivo slancio della racchetta alla ricerca del corretto impatto sulla pallina.

Il posizionamento dei piedi in avvicinamento (foot – up) può essere proposto con maggiore efficacia, con l’impiego di una sola tavoletta propriocettiva: l’atleta rimane in posizione con lo sguardo proteso verso la pallina.

Per consolidare un corretto apprendimento della posizione degli arti inferiori e dei movimenti rotatori del tronco, svolti durante i gesti tecnici specifici, si può impiegare la fitball (detta anche palla svizzera, supporto per gli esercizi del fitness e della ginnastica posturale).

Il preparatore fisico può richiamare alcuni contenuti propri dell’allenamento tecnico specifico: è necessario che l’atleta compia i corretti passi di uscita dalla posizione di attesa. Per favorire il giusto apprendimento del passo incrociato lungo, è utile posizionare uno scalino (o uno step, un ostacolo basso) a lato del soggetto.

In alcune situazioni, comuni tra i principianti, il preparatore fisico e il tecnico in campo richiedono al soggetto il mantenimento di alcune posizioni in controllo posturale statico: può essere necessario controllare il posizionamento dei piedi durante il lancio della pallina in preparazione del servizio, porre l’attenzione sul corretto movimento finale della racchetta nell’esecuzione dei gesti tecnici, senza sbilanciare il corpo in avanti. Tali esercitazioni possono svolgersi con l’impiego di una tavoletta di legno (pedana o step) che favorisca un ampio appoggio.

A giudizio di chi scrive, tali accorgimenti devono essere impiegati con cautela: l’allievo non deve percepire il gesto tecnico come un’azione statica. Nelle situazioni di gioco, è sempre necessario disporsi correttamente per impattare con preciso tempismo: è il corpo che deve trovare la posizione idonea rispetto alla traiettoria della pallina in volo.

Talvolta, in fase più avanzata, può essere utile isolare l’instabilità per un solo appoggio: un piede poggia sullo step, l’altro sulla tavoletta propriocettiva.

Nelle foto seguenti, si mostrano alcune esercitazioni che possono rendere complessa la ricerca della stabilità, nell’esecuzione di movimenti simili a quelli da effettuare in fase di gioco: la preparazione per un colpo di diritto con i piedi a contatto sulla tavoletta propriocettiva, la torsione del tronco preparatoria al servizio con i piedi sulla tavoletta, con lancio della palla zavorrata.

La capacità di equilibrio: istruzioni per l’uso

L’esecuzione delle azioni motorie nelle situazioni di gioco tennistiche, a qualsiasi livello, richiede  in ogni istante la ricerca di una condizione di equilibrio.

La pratica del tennis, con alcune varianti disposte dal tecnico, è in grado di addestrare il controllo senso – percettivo dell’atleta.

L’equilibrio, genericamento inteso come capacità coordinativa è stimolabile in forma generalizzata e aspecifica. Il tennista invece necessita di un apprendimento selettivo e specifico, realizzato in parallelo all’acquisizione della tecnica.

A giudizio di chi scrive, le esercitazioni menzionate nell’articolo possono essere proposte all’atleta sia in condizioni di freschezza sia in condizioni di affaticamento, con obiettivi differenti, ricercando sempre una diretta similitudine con le situazioni che il soggetto sperimenta sul campo.

Il carico, la densità e il livello di difficoltà richiesti devono essere valutati dal tecnico, in relazione alle qualità dell’atleta e al suo grado di apprendimento.

I contenuti propri dell’allenamento coordinativo consentono al preparatore di fisico di programmare le esercitazioni con il tecnico in campo, a dimostrazione che è essenziale la sovrapposizione tra i contributi delle due figure professionali.

Bibliografia

  1. Aa.vv. Allenare l’atleta, manuale di metodologia dell’allenamento sportivo, Edizioni SDS, 2011, Roma
  2. Bloom F.E., Lazerson A., Il cervello, la mente, il comportamento, CIBA, 2000, Geigy
  3. www.salvatorebuzzelli.it nella homepage, in basso a sinistra cercare “video dimostrativi” e cliccare su “allenamento equilibrio“: video con Enrico Burzi che svolge l’allenamento alla catena
  4. Capanna R., Bignardi E. I muscoli al servizio di sua maestà il cervello – la resistenza e la forza. EDN Phromos, 2000, Perugia
  5. Martin D., Carl K., Lehnertz K. Manuale di teoria dell’allenamento, Società Stampa Sportiva, 2000, Roma: p. 27-67

Per le foto, realizzate dall’autore Lorenzo Falco, si ringrazia il tecnico Andrea Pontone, responsabile della scuola tennis del CH4 Sporting Club di Torino che si è gentilmente prestato in qualità di soggetto delle immagini proposte.

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