Diario di Bordo da Wimbledon – Day 2

di - 22 Giugno 2010

Wimbledon

di Alessandro Nizegorodcew

Wimbledon (Londra) – Descrivere l’emozione della prima volta a Wimbledon è decisamente impossibile. E’ l’obiettivo di una vita che si realizza, il coronamento di un sogno divenuto realtà d’improvviso, è indescrivibile, magico, surreale. E’ l’All England Lawn Tennis and Croquet Club. Ma facciamo un passo indietro alle prime ore della mattina…

Perso nei meandri di Chelsea. La giornata è splendida e, dato che mi sono alzato pe tempo, cerco di raggiungere a piedi West Brompton (fermata della metro dove mi attende Gabriele Riva, collega di Tennis Italiano). Mi distraggo guardando le splendide case londinesi e le ancor più incredibili macchine di lusso di Lampard e dei suoi vicini di casa e mi ritrovo in strade mai conosciute e soprattutto non visibili sulla mia cartina (che in effetti è solo delle linee metro e bus, quindi non posso pretendere molto). Questa esperienza mi colpisce molto e mi insegna una grande verità di Londra: i londinesi conoscono tutte le fermate della metropolitana a memoria e te la sanno indicare anche a chilometri di distanza, ma se gli chiedi semplicemente un a via vanno nel pallone. Chissà poi perché?! Alla fine raggiungo Earl’s Court e da lì arrivo a West Brompton, dove Gabriele mi attende leggendo un’intervista di Federer rilasciata al Times. Si parte.

Wimbledon immerso nel sole. Non potevamo sperare in una giornata migliore per il nostro esordio (anche per Riva è la prima volta) nella storia del tennis. Il sole spacca le pietre e, scesi dalla metro, ci incamminiamo per i 15 minuti di passeggiata che ci dividono dal circolo (parola decisamente riduttiva). Ormai nei pressi dell’All England Club ci sentiamo come due bambini dell’asilo, che per la prima volta entrano in un Luna Park: sguardo verso l’alto, ammirando ogni singolo dettaglio; tanto che Riva per poco non ci rimette una caviglia inciampando su un gradino, mentre io sfioro il frontale con un albero! Ci accreditiamo e siamo pronti! Wimbledon ci aspetta..

Alessandro Nizegorodcew

Fotografia obbligatoria. La foto a Wimbledon è assolutamente obbligatoria e me la faccio scattare tra il campo 7 e 8, mentre ci accingiamo a raggiungere il numero 2, dove Maria Elena Camerin sta per esordire contro la Clijsters. Entriamo nello stadio e il colpo d’occhio è meraviglioso: una piccola bombonera all’interno del circolo. Un campo bellissimo. Non è bellissima però la prestazione del primo set della veneta, tanto è che sullo 0-5 del primo set inizio a farmi un bel giro tra i campi.

24 anni dopo. Torno verso i campi 14 e 17 dove sono in campo alcuni giocatori interessanti, ma il mio sguardo si ferma su Ljubo, che è in netta difficoltà con il polacco Przysiężny (scritto in maniera perfetta… da mio cugino polacco). Per la Polonia è un risultato storico, apparso del tutto inosservato. Dai tempi di Fibak (unico vero grande giocatore della nazione dell’est europa), Przysiężny è il primo polacco a superare un turno a Wimbledon dal 1986. In effetti non gioca affatto male, ma il croato sull’erba non è mai stato troppo a suo agio. Mi avvio al campo 17 per vedere all’opera Berankis, che scopro essere sopra già di due set (6-2 6-0 su Carsten Ball), mentre incrocio Potito Starace e Stefano Baraldo. Arrivo da Berankis e scopro un giocatore interessantissimo. Il “Fabbiano” lituano (anche se ci piacerebbe che le classifiche fossero invertite…) tira bordate di diritto da tutte le parti e sembra volare sul campo, grazie a due piedi velocissimi. Come il nostro Tommy, Berankis è piuttosto basso (sarà circa 1.70), ma al contrario del pugliese tira veramente forte e soprattutto serve benissimo. Ball però non molla e rientra in partita vincendo il terzo set, ma il lituano, nel quarto set, chiude con un ace durante il tie-break. Un prospetto (ormai quasi un professionista conclamato) decisamente interessante.

Ricardas Berankis

Lotta fra Mancini. Sul 14 è in campo Feliciano Lopez contro l’ostico mancino Levine, che a Wimbledon ha già raggiunto buoni risultati. Il match non è per nulla scontato e infatti nei primi due set (uno per parte) l’equilibrio regna sovrano. Un passante in back di rovescio stretto dello spagnolo da 4 metri fuori dal campo fa impazzire il pubblico e lo stesso Feliciano che si lascia andare ad un “Vamos” da spacca-timpani. Mi sposto sul campo 15 dove sono in campo da ore Perry e Yakimova. entro sul campo sul 5-4 Perry sperando un una rapida conclusione della vicenda, poiché subito dopo gioca Paolino Lorenzi e voglio prendere un buon posto. Ovviamente le due tenniste sprecano l’impossibile, giocando un tennis imbarazzante, finché la Yakikova non regala il match all’americana.

Feliciano Lopez

Peccato Paolino. Lorenzi se la gioca molto bene, soprattutto nel secondo set, con Alberto Montanes, ma alla fine deve soccombere. Mi guardo la partita con Enrico Riva di Ubitennis e rimaniamo colpito positivamente dall’atteggiamento sempre offensivo (all’ennesima potenza) del senese, cha ha vinto molti punti spettacolari. Anche lo spagnolo gioca bene e merita gli applausi per un paio di risposte di diritto che mi hanno fatto scappare un inequivocabile “Mortacci!” Tutto questo mentre Brendan Evans batte Huta Galung e inizia ad urlare in maniera “non-Wimbledon” e lo odio per questo. Vedo Llodra mettere a segno un paio di volé da orgasmo tennistico.

Brendan Evans

Sala Stampa Deluxe. Mentre mi capita di intravedere un completino “quasi” sobrio della Mattek (siamo a Wimbledon e anche il kitsch cerca di adeguarsi), mi addentro in sala stampa per scrivere di Lorenzi, guardando sugli schermi il pessimo terzo set della Schiavone. La sala stampa, appunto, è di livello altissimo. Mentre presto le mie cuffie ad un collega danese (credo), mi accorgo che il numero dei canali sullo schermo va oltre il 30. Ci sono tutti i campi, più tutte le sale interviste e tutte le stats. Meraviglia! E soprattutto tutto funziona alla perfezione, almeno per ora.

Pistolesi Eletto. Mentre vado a vedere un apio di set di Potito incontro Claudio Pistolesi, che mi informa di essere stato eletto nel consiglio dell’Atp in rappresentanza di tutti i coach internazionali. Domani proverò ad effettuare un’intervista sull’argomento, ma intanto mi racconta che il suo assistito Berrer esordirà domani come primo match sul campo 11, ma purtroppo ancora non sta bene con la caviglia; o meglio ha ancora parecchia paura negli appoggi, visto che ha rischiato di rimanere fermo anche 6 mesi.

Si torna a casa… di corsa! Prendo la mia borsa di Wimbledon, lo zaino col computer, mi armo di buona volontà e mi incammino per la metro, che trovo (ovviamente) leggermente affollata. L’obiettivo forzato è quello di arrivare alle 21 (22 in Italia) a casa di mio cugino per poter effettuare il collegamento in diretta con Spazio Tennis. All’andata avevo sbagliato strada e questa volta mi concentro per ritrovare i punti di riferimento. Quando scopro che l’orientamento è giusto esulto col pugnetto stile Nadal, entro in casa (ore 20.47) ed effettuo il collegamento con Roma… Domani si riparte per una nuova giornata di avventure tennistiche e non, in quel di Wimbledon!

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