Parola a Laurent (4) – “Come sono cambiate le gare a squadre”

di - 30 Maggio 2010

Empire
(L’Empire il giorno della Salvezza in serie A – Foto Nizegorodcew)

di Laurent Bondaz

Il mese di maggio per un giocatore di tennis da sempre e’ sinonimo di campionato a squadre, per tutte le categorie, dagli under fino all’ultima categoria degli over. Ho avuto modo, oltre a giocare il campionato di serie A2, di fare da capitano alle squadre under del club per cui lavoro e ho notato parecchie differenze rispetto a quando, una quindicina di anni fa, partecipavo appunto a questo tipo di gara. Parecchie differenze in negativo in tutta sincerità. Ricordo come l’attesa per poter scendere in campo per il mio club di un tempo (Le Pleiadi di Moncalieri), fosse spasmodica; non vedevo l’ora che arrivassero questi incontri.. il fatto di giocare insieme ai miei compagni di allenamento, con un capitano in panchina che mi dava consigli, il presidente del club e i soci del circolo pronti a fare il tifo; tutto questo mi dava stimoli e sensazioni che un semplice torneo indivinduale non poteva fornirmi. Ero pronto a dare il massimo e anche piu’ per portare a casa un punto, sia in singolo che in doppio e ricordo come la vittoria nel campionato italiano under 16 fosse stata salutata come una gioia indescrivibile da me e dai miei compagni; forse uno dei momenti piu’ belli da quando pratico questo sport. Quello che ho notato “oggi” è, spesso e volentieri, la completa assenza di interesse nei confronti di questi campionati, sia da parte dei circoli che vedono quasi come un fastidio il dover metter a disposizione strutture e maestri per queste giornate e sia da parte dei ragazzi stessi che vedono nell’incontro in se’ una perdita di tempo e una possibilita’ in meno di giocare, magari, un incontro di un torneo individuale! Interesse che, magicamente, fiorisce nel momento in cui i propri ragazzi o la propria squadra raggiunge risultati insperati. Ritengo che in questo possa giocare un ruolo fondamentale l’indirizzo e la linea che un club con il presidente in testa, e a seguire i maestri, intenda seguire. Credo che il campionato a squadre a tutti i livelli possa essere un importante momento di aggregazione in uno sport come il nostro che vive unicamente di individualita’ ed e’ un peccato che venga considerato così poco importante. Forse per me, che ho vissuto tutta la trafila under in un club che considerava le gare a squadre piu’ importanti di un qualsiasi torneo individuale internazionale, e’ piu’ facile notare queste diversità, ma le sensazioni sono queste e non solo le mie. Sicuramente sono cambiati i tempi… A livello piu’ alto parlando dei giocatori (serie A, A2, B), si punta a monetizzare il piu’ possibile per poter affrontare poi le spese per giocare, ma ritengo che anche il fatto di non assegnare piu’ nessuno scudetto nazionale, se non quello di serie A, influisca decisamente nei club in questo processo di disinnamoramento per questo genere di competizione…..

© riproduzione riservata

8 commenti

  1. luca

    ottimo intervento. pienamente d’accordo su tutto. aggiungo che anche la FIT ci mette del suo non prevedendo NULLA (cioè nè una coppetta, una targa o una pergamena) ai vincitori regionali delle varie serie C,D1,D2,D3,D4…

  2. anto

    @Laurent….ma non ti sei mai chiesto perchè la bundesliga, il campionato francese e la coppa spagnola, vivono di luce propria, seguiti da molti fans e che l’interesse mediatico e di conseguenza gli sponsors, fanno a gara per avere i migliori e per produrre il miglior spettacolo…..non è difficile vedere un Ferrer o un Feliciano Lopez gareggiare per il proprio club….la verità è che siamo un paese di cioccolatai provincialotti, dove invece di mandare in campo le star, si fa di tutto per mandare in scena le terze e quarte linee……i Fognini, i Bolelli, i Seppi, non giocheranno più questo campionato, vuoi per le squalifiche dei club di appartenenza, vuoi per le rose limitate, vuoi per gli sponsors sparagnini….il tennis così come viene concepito è destinato a morire……ma forse come dice tommasi, gli slam, i master mille e forse la davis è l’unica cosa che veramente interessa…il resto è noia……

  3. hai ragione, una delle soddisfzioni che mi ricordo con piu’ affetto dalla mia carriera di giocatore e’ la vittoria dello scudetto di serie C con il Villa Aurelia nel 2002, vinto alcuni anni dopo ( sei ) che mi ero ritirato da giocatore professionista. Sottoscrivo

  4. Laurent

    Parole sante Claudio,sono soddisfazioni che ti rimangono sempre dentro,come quello di magari di poter aver la fortuna di giocare e vincere un doppio di spareggio dopo 10 ore di lotte tra singolari e doppi,emozioni davvero forti… tu sai bene quanto alle Pleiadi il presidente Bucciero tenesse a queste cose… e’ stata un’ottima “educazione sportiva” e a distanza di cosi tanti anni me ne rendo sempre piu’ conto osservando cosa accade in giro…. All’estero,come sempre,sanno organizzare le cose in maniera completamente diversa,riuscendo a coinvolgere sponsor e soci dei club e coinvolgendo anche i ragazzini delle scuole,dando risalto e di conseguenza credibilita’ a delle competizioni che sono nate per dare emozioni…..facciamo cadere anche questo “mito” tanto……. uno piu’ uno meno…

  5. andrew

    forse hai ragione tu, Freddo…

    quel riferimento al fatto di averli giocati dopo aver terminato da sei anni la carriera professionistica (e quindi giocati da amatore), mi aveva tratto in inganno…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *