L’Intelligenza per l’Oste

di - 2 Dicembre 2010

di Marta Polidori

Stavo pensando ( ogni tanto mi capita ), ma com’è fatto un fuoriclasse?
Guardavo l’altro giorno un video di Borg, che idolo.
Ghiaccio, ma sotto quella sua espressione sempre uguale chissà cosa provava.
Poi osservavo Sampras, un orsetto ansioso, molto emotivo, ma che estro.
McEnroe, a me piace un sacco, devo dire che mi ritrovo in parecchie sue espressioni, anche io sono una persona molto ‘accesa’ diciamo, però questo non mi deconcentra, mi carica.
Posso andare avanti ad elencarne ancora tanti, ma vorrei cercare di capire.
Cos’hanno in comune tutte queste grandi leggende?
Al di là dell’atletica, della tecnica e del talento?
Quando ne guardo giocare uno piuttosto che un altro è come se un filo invisibile li tenesse collegati, hanno qualcosa che li accomuna tutti.
Quindi se riuscissi a trovare quel qualcosa forse scoprirei un’arma in più.
Credo sia l’intelligenza.
Ho visto tante persone giocare, ad ognuno le sue peculiarità, e sono tutti belli i giocatori.
In ognuno puoi cogliere qualcosa per colmare una tua mancanza, persino il più noioso ha qualcosa da potere essere invidiato.
Ma quando guardo quei mostri tennistici la sola cosa a cui penso è che mi piacerebbe pensarla come loro.
Quindi, mi piacerebbe essere intelligente come loro.
Caspita, come sarebbe bello sapere, con precisione, tutti i procedimenti mentali, le sensazioni, le ansie, le paure ed infine la molla che ha fatto scattare la soluzione, che hanno portato, per esempio, Federer ad essere l’uomo che io tanto stimo e apprezzo.
Credo che per essere un fuoriclasse si debba essere per forza intelligenti.
Di cosa è fatta l’intelligenza di un giocatore di tennis? Forza d’animo? Coraggio? Passione…?
Secondo me l’intelligenza di un tennista consiste, semplicemente, nel comprendere, ma comprenderlo davvero, questo sport. Non dico di averne ragione, perché è impossibile, ma di sfruttarlo a tuo vantaggio magari sì.
Oppure anche saper fare i passi giusti al momento giusto.

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