La Preparazione Fisica del Servizio

di - 28 Novembre 2011


(Lisa Sabino – Foto Lorenzo Falco)

di Lorenzo Falco (Preparatore Fisico Fit II Grado)

Cari appassionati lettori di Spazio tennis, nel precedente articolo abbiamo affrontato, seppur in forma generale, un discorso introduttivo sulla capacità di anticipazione motoria specifica.

L’articolo ha attivato un discreto dibattito: ho apprezzato alcuni commenti lodevoli.

Devo sottolineare, purtroppo, che la discussione, in alcuni punti, ha generato un clima sfavorevole, negativo e carico di tensioni. Auspico in quest’occasione che le prossime pagine siano animate da un sereno clima di confronto.

Infine, prima di iniziare la trattazione del nuovo argomento, invito coloro che mi hanno scritto privatamente – ne sono grato ed è un’enorme soddisfazione – ad esternare sul blog ogni dubbio, considerazione o richiesta di chiarimenti. Comprendo il vostro timore di essere vilipesi o criticati per le opinioni che esprimete. Dovete trovare l’occasione per scrivere sullo spazio pubblico: vedrete che nel tempo coloro che scrivono per diffamare si estingueranno e il blog sarà popolato da utenti civili, informati e rispettosi.

Il contributo di questa settimana avrà come perno di discussione il servizio: si esamineranno alcuni aspetti biomeccanici e si illustreranno i principali temi di preparazione fisica specifica utili ad addestrarlo mediante esercitazioni sulla mobilità articolare, sull’espressione di forza rapida e sul controllo posturale.

Il servizio: aspetti generali

Il servizio, nel tennis, è un colpo di notevole efficacia. La sua corretta finalizzazione può determinare il felice risultato sportivo di un atleta.

Lo studio degli effetti e delle qualità del fondamentale del servizio ha assunto una forte popolarità: molti studiosi, nel campo della biomeccanica applicata allo sport sono attivi alla ricerca degli aspetti che rendono eccellente la velocità della palla dopo l’impatto.

Il servizio piatto (flat serve) è di gran lunga più comunemente impiegato rispetto al servizio tagliato (slice serve).

Ci sono molti aspetti legati alle caratteristiche della racchetta e del giocatore che possono influenzare l’abilità di esprimere un servizio ad alta velocità.

Tutto il corpo è impiegato nel gesto del servizio: il movimento inizia dai piedi, sale al ginocchio, si attivano le anche, si accumulano le forze necessarie al tronco e agli arti superiori per imprimere un decisivo impatto sulla palla. Questa catena cinetica impiega tutte le parti del corpo per produrre un colpo efficiente.

La tecnica impiegata dall’atleta gioca un ruolo determinante nel generare la corretta potenza durante un servizio.

Gli atleti devono imparare ad impiegare tutti i segmenti corporei in perfetta coordinazione. Comprendere il ruolo dei muscoli impiegati ed osservare i corretti angoli articolari aiuta il tecnico e il preparatore fisico a programmare specifiche sessioni di allenamento, riducendo i rischi che derivano da un’esecuzione tecnica errata e dannosa.

Il servizio: cenni di biomeccanica e attivazioni muscolari

I tecnici, esperti di movimento, devono considerare i risultati degli studi biomeccanici.

Molti lavori hanno investigato le strutture di attivazione muscolare impiegando l’elettromiografia di superficie (EMG).

E’ utile verificare inoltre il movimento dell’articolazione scapolo – omerale.

Il preparatore fisico, allo scopo di condizionare l’atleta con esercitazioni specifiche, deve conoscere la sequenza di attivazione muscolare selettiva che determina un’armonia anatomica e un’efficienza meccanica funzionali a coordinare i movimenti articolari nel servizio del tennis,  con alta efficacia.

In uno studio realizzato su tennisti di livello nazionale, effettuato nel 2009 da Chow, Park e Tillman, allo scopo di osservare la cinematica del tronco e l’attività muscolare nell’esecuzione del servizio, si è deciso di suddividere il colpo in quattro fasi critiche.

Nell’istante a inizia il caricamento ascendente: la racchetta passa frontalmente alle cosce.

Nell’istante b termina la fase di caricamento: in questo punto la racchetta raggiunge il punto più alto nel corso della fase di salita.

Nell’istante c inizia la fase discendente del caricamento: la racchetta raggiunge la posizione più bassa dietro il tronco.

Nell’instante d la racchetta impatta la palla.

In ogni fase del servizio si attivano, in parallelo, diversi gruppi muscolari.

Il retto dell’addome (RA) è attivo duranti i movimenti di flessione del tronco. Un’alta attivazione dei muscoli anteriori di sostegno del basso tronco, tra cui il retto dell’addome, tuttavia può generare forze sfavorevoli sulla colonna vertebrale.

L’obliquo esterno (EO) è uno dei muscoli anteriori di sostegno del tronco, attivo nella fase di flessione anteriore del tronco. La co – contrazione bilaterale degli obliqui esterni agevola la stabilizzazione del rachide lombare durante il movimento del servizio.

L’obliquo interno (OI) è l’agonista del controlaterale obliquo esterno per la rotazione assiale del tronco. La contrazione degli obliqui interni osservata nel corso del servizio del tennis favorisce la stabilizzazione del rachide nel corso dei movimenti di torsione.

Gli erettori spinali (ES) costituiscono il rivestimento dorsolaterale muscolare della regione lombare.

Quando sono contratti unilateralmente, questi muscoli agiscono come flessori laterali delle vertebre lombari. Favoriscono la corretta postura vertebrale e stabilizzano il rachide lombare.

Si devono osservare inoltre i tempi e la durata di attivazione della muscolatura del distretto superiore, a livello dell’articolazione scapolo – omerale.

L’elettromiografia di superficie mostra il ruolo attivo dei muscoli della spalla e della scapola nel corso dell’esecuzione del servizio. Nella fase di preparazione, nel corso della fase ascendente della racchetta e nel tempo di caricamento si attivano, in sequenza, gli stabilizzatori della scapola, i muscoli anteriori della spalla in forma eccentrica e gli stabilizzatori della cuffia dei rotatori.

Nella fase di decelerazione e nel momento dell’impatto della pallina con la racchetta la sequenza di attivazione mostra il lavoro di differenti distretti muscolari, allo scopo di controllare finemente la potenza del gesto.

L’attivazione muscolare nel corso del servizio può coinvolgere parti separate dello stesso distretto muscolare.

I programmi di condizionamento e di rieducazione devono considerare i tempi, gli istanti e le durate di attivazione, con la corretta progressione.

Il colpo del servizio, oltre alla muscolatura del tronco e del cingolo scapolare, coinvolge i distretti degli arti inferiori.

I muscoli delle gambe e delle cosce sono attivati in forma eccentrica e concentrica nel corso delle differenti fasi che compongono l’intero movimento del servizio.

E’ determinante la capacità di compiere una rapida inversione con un ciclo eccentrico – concentrico nella fase di ascendente della racchetta, prima dell’impatto con la palla.

Il colpo del servizio: il ruolo della preparazione fisica specifica

Il preparatore fisico deve affiancare il tecnico nel corso delle esercitazioni di servizio svolte dagli atleti. E’ indispensabile osservare i punti critici del movimento e comprendere quali esercitazioni possano giovare al miglioramento dell’intero gesto, allo scopo di ottimizzarne il rendimento.

A giudizio di chi scrive, nel condizionamento del colpo del servizio, il preparatore deve programmare e far eseguire sedute di allenamento specifiche con precisi obiettivi: ottimizzare la mobilità articolare del tronco e del tratto scapolo – omerale, rendere efficienti ed esplosive le catene muscolari coinvolte nell’intero movimento, sensibilizzare, nell’atleta, la corretta distribuzione delle forze e il bilanciamento del corpo durante i punti critici del gesto.

La preparazione fisica specifica nel servizio: la mobilità articolare

Nella fase preparatoria della seduta orientata al condizionamento del colpo del servizio, l’atleta deve ottimizzare la mobilità del tratto scapolo – omerale.

E’ indicato svolgere alcune mobilizzazioni con l’impiego di una bacchetta.

Si possono effettuare alcune circonduzioni complete per avanti – alto – dietro, in forma controllata e in totale assenza di dolore. Si raccomanda di non eseguirle in caso di stati acuti di affaticamento della muscolatura toraco – appendicolare.

Il movimento svolto nel corso delle circonduzioni è oggetto di un test validato: la valutazione della mobilità scapolo – omerale.

Si impiega una bacchetta graduata: il soggetto deve svolgere l’intero movimento senza piegare il gomito e senza alcun compenso.

Il grado di mobilità si valuta misurando la distanza tra gli indici delle due impugnature.

Il preparatore fisico può inserire altre esercitazioni idonee a mobilizzare il cingolo scapolare: il mulinello con l’impiego di un bastone di legno, le flessioni e le estensioni alternate dell’omero impugnando la racchetta.

E’ indispensabile la mobilizzazione del tronco, anche con l’impiego di bastoni e palle zavorrate.

La preparazione fisica – specifica nel servizio: l’efficienza muscolare

Il preparatore fisico deve progettare un protocollo di condizionamento che consideri, in sequenza, i distretti muscolari coinvolti nel gesto del servizio.
Sono utili esercizi con l’impiego di sovraccarichi: distensioni con manubri su panca e pull – over con manubrio o con bilanciere.
Si possono proporre esercitazioni con elastici e con palle zavorrate: distensioni impulsive dell’avambraccio sul braccio e lanci dalla posizione seduta.

L’atleta può inoltre effettuare lanci da una posizione superiore rispetto alla scapola.
Queste esercitazioni richiedono una completa efficienza muscolare. Si invita il soggetto a non svolgere eccessivi e vigorosi movimenti di estensione sopra il capo, se non padroneggia una corretta tecnica esecutiva.

Come si osserva nelle immagini, sono fondamentali gli esercizi preparatori ai lanci: con l’impiego di un bastone, imitando la tecnica di lancio del giavellotto; con l’utilizzo di un vortex, attrezzo dal peso di 150 grammi, adottato nella propedeutica dei lanci nell’atletica leggera.

La preparazione fisica specifica nel servizio: il controllo dell’equilibrio e degli appoggi

L’atleta deve imparare a percepire la posizione del corpo e la distribuzione del peso nel corso dell’esecuzione del movimento completo del servizio, dal lancio della pallina in fase di preparazione, alla caduta del corpo in avanti, successiva all’impatto della pallina.
Il preparatore può inserire esercitazioni specifiche con l’impiego della tavoletta propriocettiva con diversi gradi di libertà: controllo dinamico del piede anteriore in posizione di instabilità e mantenimento della postura in fase di affiancamento dei piedi (foot – up).

In ogni fase del movimento del servizio, l’atleta genera forze di differente intensità: deve percepire analiticamente l’importanza delle corrette spinte.

Si devono enfatizzare le posture assunte nelle fasi del servizio: il corpo poggia sul piede posteriore in fase di caricamento; la contrazione eccentrica dell’arto posteriore genera una forza di spinta che consente il rapido ed esplosivo avanzamento dell’arto inferiore controlaterale al braccio di servizio. L’atleta mantiene la corretta postura in appoggio sull’arto inferiore avanzato, elevando l’arto posteriore in linea con il tronco.

Conclusioni

L’apprendimento del corretto ed efficace gesto tecnico del servizio richiede una pratica mirata e costante.
Il preparatore fisico, su indicazione del tecnico, mette a punto un programma di esercitazioni specifiche, in relazione all’età, alle abilità e al livello di gioco degli atleti a disposizione.
L’addestramento del servizio consente di inserire esercitazioni ad ampio raggio: si esplorano contenuti della preparazione generale (mobilità scapolo – omerale); si inseriscono elementi di preparazione alla forza specifica (palle zavorrate, sovraccarichi); si affinano le abilità con mezzi della preparazione tecnica specifica (tavoletta, vortex, equilibri e appoggi legati al gesto tecnico).

Bibliografia

1. Kibler W.,Chandler T.,Shapiro R.,Conuel M.,Muscle activation in coupled scapulohumeral motions in the high performance tennis serve Br J Sports Med. 2007 November; 41(11): 745–749.
2. Chow J. ,Park A.,Tillman M.D. Lower trunk kinematics and muscle activity during different types of tennis serves Sports Med Arthrosc. Rehabil .Ther Technol. 2009; 1: 24.
3. Elliott B. Biomechanics and tennis Br J Sports Med. 2006 May; 40(5): 392–396
4. S.Buzzelli, La preparazione fisico atletica del “servizio”, da www.salvatorebuzzelli.com

Ringrazio il circolo di tennis Le Pleiadi di Moncalieri per avermi concesso gli spazi.
Ringrazio il tecnico Lorenzo Comollo per il supporto tecnico ai contenuti dell’articolo.
Ringrazio l’atleta Lisa Sabino (737 WTA), soggetto della foto, per la disponibilità e per la pazienza che ha dimostrato, anche in condizioni di stanchezza, al termine di una dura giornata di allenamenti.

© riproduzione riservata

50 commenti

  1. zorromancino

    Egr.Sig. Falco, ancora un bellissimo ed interessante articolo!!
    Complimenti!!!
    Speravo tuttavia di ricevere una sua risposta in merito al mio commento-domanda sul gomito del tennista ,che qui riporto nuovamente, sperando di avere una sua delucidazione in merito.

    @ falco, complimenti per i tuoi articoli, molto interessanti. Premetto che non sono un medico, ma un appassionato tennista da parecchio tempo, e un gran curiosone sulle attrezzature ,e quant’altro gravita sul mondo del tennis.Puoi darmi ulteriori delucidazioni in merito all’ampiezza della presa ?
    “Con l’impiego di un regolo, si misura la distanza tra il solco palmare prossimale e l’apice dell’anulare. Occorre posizionare il regolo tra l’anulare e il medio per sistemarlo correttamente sul solco palmare prossimale. La misura ottenuta è la dimensione corretta dell’impugnatura: se la misura è di 12 centimentri, la corretta impugnatura deve misurare 12 centimetri.” cioe’ la racchetta deve avere un diametro di 12 centimetri?? Inoltre come si fa a vedere Bene il solco palmare prossimale?? E’ questione di centimetri..che potrebbero essere importanti. Inoltre puo’ influenzare mettere Overgrip ,che in qualche modo anche se di poci mm, puo’ cambiare l’impostazione dell’impugnatura e dei vari movimenti??
    P.s.: mi devo ritenere fortunato..facendo il rovescio ad una mano..al momento questo problema non l’ho avuto…e tocco ferro!!!
    Grazie per la risposta.

  2. pulsatilla

    Lorenzo,
    stranamente non hai preso in considerazione l’ultima parte del movimento del servizio, quello successivo all’impatto della palla.
    E’ una fase di decelerazione in cui l’energia cinetica non viene trasferita alla palla e viene dissipata da una decelerazione controllata dell’arto superiore.
    In realtà si tratta di una fase sottovalutata in cui entrano in gioco forze molto elevate.
    C’è un muscolo, il piccolo rotondo, che compie un’intensa contrazione eccentrica.
    Ed è proprio questo muscolo all’origine di dolori posteriori della spalla nel tennista, ma non solo nel tennista.
    Questo muscolo va tenuto in particolare considerazione.

    Un altro muscolo verso il quale bisogna prestare un occhio particolare è il dentato anteriore, uno stabilizzatore della scapola.

    Abbiamo già visto che l’epicondilite è da ricondurre alla contrazione eccentrica degli epicondiloidei con polso pronato, il movimento del rovescio ad una mano.

    Il servizio è il movimento più a rischio per la spalla: tendiniti della cuffia dei rotatori ad esempio. Non solo quando c’è un errore di tecnica di esecuzione del gesto, ma anche in presenza di condizioni predisponenti, come situazioni di lieve instabilità di spalla o discinesie scapolari. tutte condizioni dove una preparazione atletica mirata e adeguata può essere molto utile e non solo in via preventiva.

    Tra gli esercizi che ho visto fare per gli stabilizzatori posteriori c’è l’extrarotrazione con elastico con gomito aderente al tronco. Ma questo esercizio rinforza solo il sottospinoso e non il piccolo rotondo.

  3. pasanen84

    Ma come ho fatto a non capirlo prima…sgamato..pero’ da un’antinick come te (ti do’ del tu) non me lo aspettavo.. 🙂

  4. Agatone

    Faccio una domanda da uomo della strda:
    Quanto c’è nel servizio di talento individuale e quanto di allenamento? Spiego meglio con un esempio: Sampras serviva così perché era tecnicamente ben impostato e allenato o aveva qualità fisico-tecniche straordinarie? Che so, aveva dei muscoli della spalla particolarmente sviluppati, o una velocità di roteare il braccio molto rapida o la capacità di sfruttare la forza dei muscoli dorsali o una capcità reattiva fuori dalla norma o chissà cosa?
    Insomma quanto c’è di allenamento e quanto c’è di predisposizione in un servizio spesso vincente?

  5. Maurizio

    OT:
    Leggete l’autobiografia della Pennetta, veramente bella, forse meno intrigante e ben scritta di quella di Agassi, ma un gradino più su di quella della Seles e decisamente migliore di quella di Nadal. Quest’ultima molto soft e non permette di capire bene il personaggio e la sua vita, al contrario di quella di Flavia veramente incisiva, brava!!!

  6. Maurizio

    A chi può interessare, c’è su internete una interessantissima tesi di laura sul servizio, digitare danielegallerani.it/tesi-laurea.php

  7. nicola tennis

    Si e’ parlato di test con la bacchetta. Mio figlio, 10 anni, fa circa 70 cm , chiedo se e’ un buon risultato .

  8. Madmax

    E’ singolare come il maestrucolo Pulsatilla (perchè questo è..) dopo essere già stato sputtanato una volta, abbia ancora il coraggio di dire qualcosa e di “riprendere” qualcuno..

    Misteri dell’Italtennis..

    Altra cosa curiosa il fatto che Lorenzo dica che i movimenti del servizio debbano essere tutti coordinati tra loro (giustissimo) prevedendo poi ben pochi esercizi veramente efficaci per la coordinazione..

    Coordinazione che come ormai ben tutti sanno è capacità allenabile molto bene entro i 12/13 anni..

    Da qui la riposta ad Agatone… Nulla a che fare con il talento naturale (certo poi chi è maggiormente coordinato di suo servirà meglio di chi non lo è..), chi fin da subito verrà allenato per essere coordinato meglio servirà..

  9. Madmax

    E tanto per far comprendere la diferenza tra essere allenati o meno oggi mia figlia mi elencava i risultati dei suoi test a Tirrenia e tutti sono peggiori rispetto a giugno.. Questo è il risultato di due mesi di inattività e di una PA che in questo momento va in direzione della ricerca della condizione migliore e non della performances..

    Questo per dire che se uno non si allena sulla coordinazione, come uno può pretendere di servire bene??

  10. Nikolik

    Ma insomma, Madmax, dacci qualche indiscrezione, visto che tua figlia è stata a Tirrenia!

    Chi c’era? Chi non c’era? C’era Furlan? Chi seguiva le ragazze? Chi dava gli ordini? Chi comandava?
    E, sopratutto, che hanno detto a proposito di soldi?
    E, ancor più soprattutto, è notorio che in questi raduni di fine anno c’è la spartizione delle wild card!
    A te, o, meglio, a tua figlia, cosa è toccato?
    Cosa hanno promesso a lei e agli altri?

  11. darione

    Mi sa che da quando la Figlia di Mad Max è spesso a Tirrenia, il mad max che conoscevamo ha perso un po di mordente dialettico……è logico, non si vuole giocare Tirrenia..

  12. monet

    missà che nikolik dopo la ”lustrata”presa oggi dalla Dentoni sia alla ricerca di nuove ragazze da tifare… 🙂

  13. bogar67

    @Nikolik
    mah 6/0 6/0 ci vuole davvero coraggio ad investire soldi sulla Dentoni, perchè non gli proponete il corso da maestra 🙂 🙂 oppure fategli leggere questi sfottò magari si sveglia 🙂 🙂

  14. atti

    Nikolik,
    sono seguite nientepopodimenoche da… Rita Grande!
    Pero’ ti scongiuriamo, il possibile bene futuro di qualcuna di loro (se mai ci fosse la possibilità)…non tifare per nessuna delle nuove leve!

    Occupati di statistiche..Sii neutrale…thank!

  15. Nikolik

    Atti,
    a parte che la Dentoni è solo in momentanea crisi di risultati, che ben potrà risolvere, non essendo certo, il suo vero livello, quello del 2011.

    Ma, a parte ciò, come dire, mi auguro che le vostre figlie raggiungano i risultati, per ora solo parziali e temporanei, di Corinna, che malgrado una stagione negativa, con tanti perché, che preferisco in questa sede tralasciare, si è qualificata al Roland Garros…

    Ma rassicuratevi!
    Mai e poi mai potrei cessare di sostenere Corinna, che ha una storia sportiva bellissima e fantastica che voi vi sognate, ed ancor meno per tifare un’altra!

  16. nicola tennis

    Mi hanno detto che Corinna ha problemi di PA. I risultati lo confermano Ma poi alla mia domanda precedente qualcuno mi sa dire qualcosa?

  17. bogar67

    @Nikolik
    i risultati della Dentoni? no grazie, preferirei una figlia avvocato o commercialista, poi chiaro che se trovo il pollo che gli paga tutto per farle girare il mondo e divertirsi la penserei diversamente ma dissipare i sacrifici e quanto costruito della mia famiglia con il lavoro per avere una figlia costantemente tra il numero 150 e ed il numero 200 al mondo non se ne parlerebbe proprio.

  18. cataflic

    @Nikolik
    Corinna sono 4/5 anni che naviga in quelle zone e se non va più su ci deve essere una precisa ragione!
    A 23 anni la Clijsters si era già ritirata dal tennis…..

  19. Madmax

    Darione, ho paura che mi leggi poco, perchè io ho continuato esattamente come prima a far notare le cose che vanno e quelle che non vanno..

    Per il resto so solo come ha detto Atti che le segue Rita Grande, perhè in questi gg sto seguendo il trasloco e non ho molto tempo per il resto…

    Tra l’altro in questi periodo sono anche poco interessato a queste vicende vista la ancora precaria condizione di mi figlia..

    Ricomincerò a ripensarci tra un mesetto, ma io da sempre a certe cose mi interesso l’indispnsabile perchè poi l’unica cosa che conta è il campo e tutto il resto è la normale conseguenza..

  20. darione

    La Dentoni è sempre stata super considerata, è la classica giocatrice che è in pancia a diversi giornalisti, ma purtroppo quando si deve scendere in campo il battage mediatico non basta. Come mi fa profonda tristezza la Camerin, nel 2011 ha ottenuto scarsissimi risultati ed ormai la ragazza veneta non se la fila più nessuno.

  21. Alessandro Nizegorodcew

    La Dentoni mi dicono sia un po’ in crisi, ma non solo di risultati., bensì di motivazioni.. Ovviamente spero non sia davvero così.. e che possa riprendersi.. Certo uno 06 06 non aiuta..

  22. Maurizio

    X Nicola tennis: la mobilità articolare di tuo figlio secondo le medie dovrebbe essere di circa 60 cm misurata interno mano con interno mano.

  23. Lorenzo Falco

    Buonasera. Sono tornato ora dal lavoro. Rispondo rapidamente a Nicolatennis.

    Se il test di mobilità scapolo – omerale è stato svolto in maniera corretta: nessun compenso, nessun piegamento del gomito e corretta valutazione, si può confrontare il risultato con i dati statistici di cui dispongo.

    Su un campione di 556 maschi di 10 anni praticanti attività sportiva agonistica generica, i valori percentilici associati alla misura che mi hai descritto collocano il soggetto al 64 – esimo percentile.

    Ovvero il 64 per cento del campione realizza misure associate ad un risultato peggiore.
    La media è un valore debole.

    Buzzelli (www.salvatorebuzzelli.it) dispone di dati più precisi, riferiti alla popolazione tennistica da lui indagata.

    Per le altre risposte, mi impegnerò a formularle nelle prossime 24 ore.

    Buona serata a tutti.
    Lorenzo.

  24. Prendo spunto dalla sesta foto, quella dove il braccio posteriormente inizia a risalire, per poi proseguire verso l’alto, con il successivo mulinello, etc. etc.etc.
    Forse non è il caso specifico della ragazza , ma sono troppi anni che vedo tanti tennisti,troppi, dal servizio ormai consolidato, che sottopongono la spalla a sforzi così poco ergonomici… da preparare la strada al lavoro dei Pulsatilli sulla cuffia dei rotatori.
    Il primo aspetto biomeccanico che un maestro dovrebbe insegnare nel servizio (personalmente lo faccio da 35 anni) è che, appena la racchetta inizia a scendere verso il basso, l’avambraccio DEVE iniziare l’extrarotazione, aprendo così la faccia della racchetta verso l’alto. Troppi giocatori arrivano a fine corsa che ancora devono aprire il piatto corde, costringendo così il braccio a fermarsi(senza extrarotazione dell’avambraccio, l’omero non ruota nella cav. glenoidea e il braccio con la racchetta non sale) per poi sottoporre il malcapitato omero ad una rotazione di 1000 gradi/sec.
    Se poi consideriamo il peso della racchetta e la leva ulteriore fino alla testa della racchetta…. stiamo freschi !!

    Osservare l’allievo e correggerlo nei suoi errori biomeccanici è un preciso dovere del maestro/tecnico, è salvaguardare l’integrità fisica di quel ragazzo,sia che diventi professionista, sia che non giochi più a tennis; in poche parole è PREVENZIONE.

    Ritorniamo perciò ad una vecchia questione, nonostante ci si riempia la bocca di prevenzione, poi pochi sanno veramente cosa fare.
    Per esempio, non so cosa sia successo alla figlia di Madmax, ma se NON è stato un incidente o trauma diretto… qualche errore da parte degli adulti è stato commesso e qui l’aspetto evocato tempo fa da Monet (il culo), non c’entra proprio.

  25. Paolo Benelli

    Scusate, intendo le foto di Lisa, non i grafici o i disegni.
    Quindi delle foto di Lisa è la settima, quella più a destra e con sotto la dicitura
    “E’ indispensabile la mobilizzazione del tronco, anche con l’impiego di bastoni e palle zavorrate.”

  26. atti

    Nikolik,
    suvvia un po di autoironia…..mica puoi essere spiritoso solo tu !
    E’ solo per sottolineare, come nel tennis, sia difficile persino, pescando a scelta fra le migliori giovani promesse, indovinarne la potenziale carriera …
    E tu Nikolik, almeno per quelle che hai nominato quà nel blog (evito di ricordartele… 🙂 ), non è che ci hai azzeccato molto finora !

    Battute a parte,
    massimo rispetto per la Dentoni, a cui semmai, per quello che ho visto io in alcuni match dal vivo, mi sembra solo un tantino supponente (almeno di facciata). Bella esteticamente e come movimenti, ma piu’ supponente che cattiva ( ma forse è appunto solo un impressione).
    Unitile accanirsi su un atleta che non riesce ad asprimere il suo potenziale.
    Men che meno decidere noi quel che è meglio per lei…
    E’ un atleta e saprà, speriamo, risollevarsi presto, già a partire da inizio 2012.

    Quindi Auguri.

  27. Lorenzo Falco

    Buongiorno a tutti.

    Intendo sfruttare quest’ora a disposizione per rispondere alle questioni poste da chi frequenta il blog.

    Andrew: ho intenzione, per il 2012, di pubblicare un testo specifico, corredato da immagini e video.

    Zorromancino: prendi un regolo e misuri la distanza, in asse, tra l’apice dell’anulare e il solco palmare centrale (in genere sono tre).
    La misura corretta è il punto di incrocio tra il regolo e la plica.
    Tale misura deve eguagliare il perimetro della sezione della racchetta: prendi un metro da sarto e avvolgi la racchetta.
    L’overgrip incide nella misurazione, quindi è obbligatorio tenerne conto.

    Pulsatilla: le tue considerazioni sono appropriate. Ne terrò conto. In un prossimo contributo sul servizio, approfondirò l’aspetto eccentrico conclusivo dell’intero gesto.

    Benelli: caro Paolo, intanto ho il piacere di ricordarti come relatore (argomento Pancafit) al corso di formazione di castel di sangro di luglio 2011.
    La tua osservazione è mirata e corretta.
    Nel caso della foto che hai menzionato, Lisa, in realtà, svolge delle semplici flesso – estensioni dell’omero con avambraccio in posizione neutra. Per intenderci, il movimento poi non prosegue con il mulinello preparatorio al servizio in quanto anche la posizione dei piedi sarebbe errata. E poi le avrei fatto supinare l’avambraccio in anticipo.

    Grazie per i vostri interventi.
    E’ molto sereno affrontare una seria e pacata discussione.
    A presto.
    Lorenzo.

  28. Agatone

    Grazie a madmax della risposta. L’unica risposta. Evidentemente era una domanda troppo banale per Falco

  29. Ciao Lorenzo,
    in quali fasi dell’apprendimento e secondo quali parametri fisiologici dell’atleta consigli di eseguire un movimento sincrono o asincrono delle braccia nel movimento del servizio? Grazie per l’attenzione ed il tempo che vorrai dedicare nel rispondere alla mia domanda.

  30. zorromancino

    @ Lorenzo
    molto gentile per aver risposto al mio quesito sull’ampiezza della presa!! Buon Lavoro sul campo tennistico atletico ed aspetto con ansia il tuo prossimo articolo!!!

  31. Madmax

    Agatone

    Figurati e di cosa in in fondo il blog è nato proprio per questo (almeno per me)..

    Però purtroppo quando si dicono le cose come stanno e quando soprattutto le dimostri la gente non ci sta.. 🙂

    Le risposte poi per darle è necessario conoscerle… ah ah

  32. Madmax

    Certo il modo con cui espongo le cose sarà quello che sarà, ma preferisco tutta la vita venirle a conoscere corrette piuttoto che avere delle risposte sommarie se non del tutto sbagliate ma dette a mò pretino di parrocchia.. 🙂

  33. nicola tennis

    Ringrazio Maurizio e Lorenzo per le risposte e spero che Buzzelli mi dia la sua valutazione. Intanto chiedo anche a madmax se sa qualcosa in proposito

  34. Salve, mi ha telefonato il Prof.Falco per dirmi che qualcuno era interessato ad una mia risposta sul blog. Ho letto tutto l’articolo sul servizio che mi è piaciuto, come del resto gli altri, per la logica e precisa esposizione teorica e pratica. Approfitto per fare pubblicamente i complimenti a Lorenzo per la voglia la competenza e la passione che dimostra in questa sua attività redazionale che alla fine credo lo porterà a sviluppare un bel librino da divulgare, ed altresì sono lusingato per tutte le volte che mi ha citato o fa riferimento alla mia esperienza e bibliografia nei vari argomenti tecnici che ha trattato.
    Venendo alla domanda sulla mobilità scapolo-omerale : tennista di 10 anni sesso maschile 70cm…. deve lavorare molto. Ma molto. Siamo si e no al 30° percentile, precisamente 28°!!! Integrerei il lavoro col bastoncino o bacchetta che dir si voglia, con altri esercizi alle spalliere.
    Ho letto con interesse anche il post di Pulsatilla, relativamente al lavoro di prevenzione e al quesito sull’attivita del piccolo rotondo.
    Esiste un esercizio denominato “rowing” da effettuare in presa prona e scapole abdotte che andrebbe bene allo scopo preventivo del P.R.
    Ma credo che un serio protocollo preventivo con elastici o piccoli manubri (1kg) per il cingolo scapolo-omerale già dai 9-10 anni integrato da policoncorrenza con palla adeguata all’età e alla struttura, sia più che sufficiente per predisporre ad un futuro e più intenso e specifico lavoro muscolare.
    Da bimbi tanto lavoro coordinativo, a seguire lanci di qualsiasi cosa, anche a bersaglio.
    Rispondendo ad Agatone, l’allenamento giusto su strutture mobili, elastiche e forti producono servizi ad altissimo impatto. Le tre cose devono coesistere.
    Inutile che vi ragguagli ancora sulle mie personali (con i miei allievi)esperienze ed attività di organizzazione del lavoro specifico per il servizio…

  35. pulsatilla

    Grazie Prof. Buzzelli,
    il pronatore rotondo è un po’dimenticato.
    In genere i preparatori rivolgono la loro attenzione a potenziare la prestazione e un po’ meno alla prevenzione di eventuali squilibri, che poi portano a disturbi persistenti.

    Per stimolare il pronatore rotondo la spalla deve essere in abduzione di 70 gradi.
    Finora non mi è capitato di incontrare chi segue certi accorgimenti. Il blog serve anche per sensibilizzare chi legge e proporre argomenti utili.

  36. Madmax

    “Ma credo che un serio protocollo preventivo con elastici o piccoli manubri (1kg) per il cingolo scapolo-omerale già dai 9-10 anni integrato da policoncorrenza con palla adeguata all’età e alla struttura, sia più che sufficiente per predisporre ad un futuro e più intenso e specifico lavoro muscolare.
    Da bimbi tanto lavoro coordinativo, a seguire lanci di qualsiasi cosa, anche a bersaglio.
    Rispondendo ad Agatone, l’allenamento giusto su strutture mobili, elastiche e forti producono servizi ad altissimo impatto. Le tre cose devono coesistere.”

    Assolutamente d’accordo con il Prof Buzzelli..

    E questo a confermare che io non do mai contro a nessuno, ma solo a quello che eventualmente uno dice..

  37. Lorenzo Falco

    Buongiorno a tutti. Questo fine settimana ho avuto l’onore e il piacere di visitare il Centro Tecnico per l’Allenamento Ottimale coordinato e gestito dal professor Buzzelli. Il centro è situato a pochi passi da Bologna ed è circondato da un’infinita distesa di campi e zone verdi.

    Ho avuto modo di vedere all’opera il professor Buzzelli.
    Oggi è il suo compleanno e colgo l’occasione per fargli i miei più sentiti auguri.

    Ho osservato l’attenta e meticolosa metodologia di allenamento che impiega con i ragazzi che segue sul posto e con gli atleti che giungono da lui da ogni luogo del Paese.

    Ho trascorso due giorni di ottima formazione: dallo speciale addestramento al servizio (uscirà a tal proposito una breve relazione) all’organizzazione della programmazione atletica, sempre con il supporto del tecnico in campo.

    Buzzelli lavora in sintonia con il suo tecnico, Davide Scala. I due collaborano da molti anni: tutte le esercitazioni che gli atleti svolgono sono studiate per un’obiettivo comune e mirato.

    Sono onorato di poter collaborare in futuro con lui: l’ho visto all’opera e ritengo che il suo approccio sia moderno e compatibile con le esigenze specifiche degli atleti.

    Auguri Salvatore e a presto.
    Lorenzo.

  38. bogar67

    auguri al Professor Buzzelli 🙂 🙂
    grazie a Lorenzo Falco, aspettiamo l’articolo sulla tua esperienza al centro.
    Da uno che fa di nome Salvatore ci sta sa aspettarsi grandi cose, era anche il pensiero dei miei genitori quando hanno deciso il nome che avrei portato nella vita 🙂 🙂

  39. zorromancino

    DOPPI AUGURI SIA AL PROFESSOR BUZZELLI sia a Lorenzo Falco per la loro futura collaborazione !!! Non vedo l’ora di leggere i nuovi articoli !!!

  40. atti

    Il prof Bizzelli, ha l’entusiasmo contagioso di un 20enne…e l’esperieza sul campo di un veterano che ha visto mille battaglie (sportive)…un mix di ingredienti e conoscenze in ambito tennistico, che ne fanno un preparatore e motivatore di alto profilo…

    Auguri prof…

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