Prima o dopo mi dopo?

di - 3 Agosto 2011

SAGHE MENTALI IN STATO DI GRAZIA
La Rubrica dell’(In)Esperto di Stefano Grazia

EPISODE 7_Prima o dopo, lo dopo o non lo dopo il mio topo?

A volte leggendo alcuni posts rimango quasi stupefatto dal candore di  alcuni bloggers e dall’ingenuita’ di certi posts. Lo stesso Mad Max  che e’ spesso cinico e baro (nel senso che conosce gli scherzi del  destino) sul doping sembra illudersi e mi verrebbe voglia di fargli chiedere di Alberto Cova a Catizzone. Erano certamente altri tempi come lo saranno questi quando proveremo a rileggerli fra venti o trent’anni: il fatto ineluttabile e’ che gia’ da molto tempo non ci si dopa piu’ il giorno della partita ma molto, molto prima, durante la preparazione invernale o estiva, lontano dale competizioni e dai controlli. Da qui la necessita’ dei famosi e famigerati , per la loro invasivita’ nella privacy e per l’atteggiamento da ‘comunque sei colpevole, lo so, e prima o poi ti becco’ assunto da molti controllori. Ma non e’ piu’ sufficiente se qualche tempo fa un famoso preparatore atletico (non italiano), che lavorava con un ancor piu’ famoso coach (italiano …) vedendo mio figlio di dieci anni storse bocca e naso con mia moglie accusando il padre, medico, di non aver fatto bene il suo lavoro. Il Doping (ma che brutta parola…parliamo invece di…Potenziamento?) lo si fa dunque nei periodi in cui i controlli non ci sono e siccome adesso hanno inventato i Controlli A Sorpresa tutto l’anno, ecco che la contromossa e’ stata : dopiamoli prima che I controlli diventino obbligatori! La prossima sara’ : droghiamo anche i futuri genitori! Inoltre vi ricordate Zeman quando contestava l’esagerato uso degli antinfiammatori che venivano somministrati di routine ai calciatori solo per permettere loro di ripresentarsi il giorno dopo all’allenamento? Insomma, adesso ci si droga o meglio si assumono farmaci per essere in grado di sostenere pesantissimi carichi di lavoro che altrimenti non sarebbero sopportabili. Ovviamente cosi’ facendo mi alleno di piu’, 5-6-8-10 ore al giorno e quindi miglioro e divento piu’ forte rispetto a quell’atleta che invece non prende nulla a meno di non essere davvero ammalato e che quindi riesce ad allenarsi solo per due-tre ore. Tra l’altro si arriva anche all’estremo opposto e cioe’ che se ognuno di noi andasse a fare l’esame antidoping risulterebbe forse positivo per via dell’assunzione di normali sciroppi per la tosse contenenti efedrina, preparati antinfiammatori per la rinite stagionale contenenti cortisone, antiasmatici contenenti salbutamolo, preparati antipertensivi contenenti il diuretico etc etc etc Per cui a volte, vedi il caso Volandri, a volte e’ difficile separare il confine fra buona e malafede: Volandri ha una crisi asmatica nella notte, si fa un puff di Ventolin di troppo rispetto ai due consentiti (ma figuriamoci se uno ci sta a pensare quando e’ li’ che non riesce a respirare) e si becca tre mesi di sospensione poi annullati ma intanto ha perso il treno e da allora e’ ancora a battagliare nei challenger e d’altro canto ormai quasi tutti I ciclisti hanno il certificato medico che attesta che soffrono di asma o di allergia al polline… Perche’ il Salbutamolo dilata I bronchi e permette di respirare meglio e immagazzinare piu’ ossigeno da cui un presunto o meno vantaggio.

E allora? Che si fa in una societa’ in cui per assurdo si dopano di piu’ I cicloamatori dei professionisti perche’ appunto I controlli non ci sono e quindi il macellaio vuole fare il culo al ragioniere o al postino. Per non parlare del medico, che parte avvantaggiato, e che magari una perlina di micoren o una spruzzatina di salbutamolo non se la nega. Tanto e’ sotto controllo medico. Il suo.

La soluzione ideale e’ la stessa che per le droghe ricreative: vi siete mai chiesti perche’ Mick Jagger e Keith Richards sono ancora vivi e in buona salute nonostante tutti I chili di droga ingurgitata? Perche’ la droga mica se la procuravano di nascosto o per la strada …si facevano di droga sicura e poi magari si disintossicavano in cliniche specializzate…Di droga muoiono per overdose o droga tagliata male quasi esclusivamente i poveracci nei vicoli bui sotto i ponti…Ancora una volta non fraintendetemi: io non ho mai fumato ne’ fumero’ nemmeno una sigaretta ne’ tantomeno uno spinello nonostante le mie frequentazioni durate una decade in Jamaica, trovo molto ipocrita scandalizzarsi per marijuana o hascis e poi invece vantarsi di vino e superalcolici Senza andare a rivangare le visioni mistiche di sacerdoti e profeti dopo l’assunzione di funghi allucinogeni (in effetti l’unica droga che sarei curioso di esplorare e’ appunto l’allucinogeno ma in ambiente protetto, scientifico, a livello di sperimentazione tipo Stati di Alienazione con un William Hurt non ancora imbolsito: esasperare i sensi e arrivare alle porte del cosmo potrebbe essere una esperienza intrigante che nulla ha a che vedere con il vizio o la dipendenza e cioe’ col lato sordido e squallido della droga.La mia posizione personale nei confronti di sostanze che creino dipendenza fisica o psicologica e’ critica ma stiamo attenti a non generalizzare troppo perche’ allora il fatto che io spesso prenda una pastiglia di clonix o voltaren al primo attacco di cefalea o di artrite cervicale (la risonanza magnetica delle mie vertebre cervicali secondo alcuni parametri farebbe di me un addicted…nel senso che piuttosto che starmene 5-6 ore al buio disteso su un letto ad aspettare che passi, se poi passa, io preferisco assumere ASAP (As Soon as Possible,prima possible, come raccomandato) un analgesico. Mentre non ho mai assunto un tranquillante e anche nelle mie vesti di medico, sono molto riluttante a concederlo ai pazienti che me lo richiedono a meno che ovviamente non ne veda una reale necessita’.
Ma tornando al mondo sportivo, perche’ uno si droga? Per vincere. Per vincere fregando. E questo e’ male. Ma siccome pare che sia impossibile smascherarli e che entro certi limiti magari ipocriti freghino tutti a me l’unica soluzione sembra una liberalizzazione professionistica. Mi spiego: siccome lo sport professionistico e’ per definizione appunto…professionistico e siccome il tuo obiettivo e’ rafggiungere la massima performance possible…bene, ti vuoi dopare? Accomodati: la vita e’ tua.
MA:
1)Puoi diventare PRO solo dopo la maggiore eta’, anzi, a 22 e aver conseguito una laurea di 4 anni che contempli ogni anno un corso di informazione sui rischi per la salute indotti dale droghe. Cosi’ son contenti tutti: lo sportivo che vuole eccellere ad ogni costo e lo spettatore che vuole vedere le massime performances … In pratica,Rollerball. Ma almeno non devi aspettare tre anni per sapere chi ha vinto l’ultimo Tour de France. E non ho mai capito perche’ quelli che furono sconfitti da Puerta nel primo Roland Garros vinto da Nadal non abbiano mai detto nulla …
2) La lotta all’anti doping viene dunque trasferita dal mondo PRO al mondo Amatoriale: e’ li’ che deve essere inflessibile perche’ I ragazzini NON possono essere dopati da genitori o allenatori privi di scrupoli. Il mondo sportivo Professionistico finanziera’ dunque per legge e per statuto la Guerra al Doping nello Sport Junior dove per junior si intende fino ai 22 anni.

Dite che e’ una Utopia irrealizzabile? Si, ma perche’ siamo ipocriti quando invece dovremmo essere cinici e essere cinici ci permetterebbe il conseguimento di risultati migliori: prima di tutto forse si tornerebbe a fare sport solo per il piacere di farlo, senza grilli o sogni per la testa, lasciando a pochi gladiatori disperati il compito di divertire gli ultras. Dal punto di vista etico poi almeno uno si dopa per vincere e non come accade nell’altro grande scandalo che affligge lo sport, quello delle scommesse, che uno perde apposta.

Poi non correremo piu’ il rischio di sentirci dire da un famoso preparatore atletico (non vi dico la nazionalita’) al seguito di un noto allenatore (idem con patate, che come tutti sanno son meglio dell’epatite) di non aver fatto bene il mio lavoro e in pratica di non aver imbottito mio figlio,allora ancora under 10, di ormone della crescita. Poi, si sa, magari scherzava. Come il Medico Sportivo di Roma, membro del comitato olimpico per la lotta al doping, che a mia domanda, se il famoso campione si dopava, lui rispose testuale: Sono troppo bravi: non riusciamo a beccarli. O come il Coach (nazionalita’ imprecisata anche qui) a cui Nicholas chiese: ma Nadal si dopa? E lui: Tutti si dopano. (E Nicholas, 12 anni, non fu abbastanza smaliziato da chiedergli se lo faceva anche il suo allievo che era un Top 50)

Poi, certo, cosi’ come non basta assumere un fungo per ricevere le tavole della legge sul Sinai ma devi essere anche Mose’ (non lo dico io, sto citando uno scienziato che qualche anno fa ipotizzo’ che il Profeta avesse fatto uso di sostanze allucinogene per procurarsi il suo contatto con Dio) non basta doparsi per vincere il Tour de France o un Grande Slam, bisogna anche essere comunque un campione.

Concludo ripetendo che io sono stato in Jamaica per anni e non mi sono fatto nemmeno una canna, che non ho mai fumato nemmeno una sigaretta, che ho visto giocatori della Virtus Basket, quando dominava il mondo,e della Fortitudo rollarsi allegramente dell’hascis, che ho visto giocatori di rugby sudafricani (ma anche veneti…) bersi 36 lattine di birra nello spazio di poche ore ed essere talmente ubriachi da non riuscire a scendere dal treno che ci aveva portati in trasferta,etc etc … ma di aver io stesso a volte indugiato nei piaceri della panna montata e di non disdegnare di tanto in tanto la birra o un frizzantino e comunque da buon medico di non aver mai esitato a farmi di voltaren o di clonix o di altri analgesici se assalito da cefalea o altre sindromi dolorose e che quindi a volte mi chiedo dove sia il confine fra l’ipocrisia del proibizionismo e l’effettiva salvaguardia della salute, fra la liberta’ di pensiero e di azione alla Baudelaire e William Hurt in Stati di Alienazione e sulla necessita’ o meno di porre confini e non solo informazione, fra il chi e’ senza peccato scagli la prima pietra e il moralismo codino dei borghesi e benpensanti, fra religione e societa’ e fra societa’ e privato …. Ma soprattutto mi chiedo: il doping lo osteggiamo perche’ fa male alla salute o perche’ e’ “cheating”, cioe’ fregare il prossimo? Se e’ la prima che ho detto, dovremmo proibire completamente anche fumo, alcol e panna montata … Se e’ la seconda, allora l’unica vera soluzione finale e’ la liberalizzazione. E ritornare al significato originale di sport che probabilmente non contempla il gareggiare per denaro.

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