Wim Fissette e le speranze di Sara Errani

di - 20 Novembre 2016
Wim Fissette

La notizia è stata comunicata direttamente da Sara Errani in questi giorni ed ha sorpreso tutti. Dopo una collaborazione perfettamente riuscita di 12 anni con Pablo Lozano, Sara ha optato per un cambiamento – si direbbe abbastanza radicale – nella sua carriera. L’allenatore spagnolo si dedicherà maggiormente alla famiglia d’ora in poi, ma non è questo l’unico motivo; Lozano l’ha portata ad assaggiare la gloria di una finale Slam, di due qualificazioni alle WTA Finals, del primato mondiale della classifica di doppio e di tanti altri ottimi risultati. Negli ultimi tempi però Sara sembra spenta e il suo gioco risulta molto meno efficace, soprattutto se manca la grinta e la voglia di lottare su ogni palla fino alla fine, sua caratteristica fondamentale e innata. Urge dunque un cambiamento, serve ritrovare fiducia e la scelta di Sara è indubbiamente di carattere: Wim Fissette, uno dei migliori in assoluto. Il belga ha un passato da giocatore piuttosto modesto ma come allenatore è tutta un’altra storia.

La sua carriera ad alti livelli comincia nel 2009, quando una sua connazionale ben più nota come Kim Clijsters decide di rientrare nel circuito dopo la maternità e si affida a Fissette, in passato suo sparring partner, per ritrovare la forma migliore. Indubbiamente lavorare con una giocatrice già vincitrice di uno Slam ed ex numero 1 del mondo può sembrare un compito semplice, ma è necessaria un’ottima preparazione per poter competere nuovamente con le migliori e Fissette ha fatto un lavoro eccellente. La belga vince immediatamente gli US Open, secondo torneo giocato dal rientro, battendo tra le altre entrambe le sorelle Williams. Un risultato eccezionale anche per una delle migliori giocatrici del terzo millennio ed è solo l’inizio per lei dato che nel 2010 è la protagonista assoluta del circuito. Indubbiamente la Clijsters trova avversarie ben diverse da quelle affrontate prima di diventare madre e questo aiuta non poco; basti pensare che prima del ritorno aveva giocato 5 finali Slam vincendone solo una e in ben tre occasioni aveva ceduto alla connazionale Henin, grande rivale. Tra il 2009 e il 2012 la Clijsters prende parte a 4 finali Slam vincendole tutte e tornando anche in vetta alla classifica, seppur per poco tempo. Kim però nel settembre del 2011 decide di porre fine alla collaborazione con il suo allenatore e pochi mesi dopo è costretta al ritiro per i troppi infortuni. Nonostante i problemi fisici è stata la giocatrice più vincente dal suo ritorno al tennis. Un’esperienza molto positiva anche per Fissette comunque, che diventa noto al grande pubblico e sempre più richiesto.

Fissette torna all’opera diversi mesi dopo al fianco di Sabine Lisicki, una giovane tedesca dal grande potenziale ma con grossi limiti nella gestione mentale del gioco. I due cominciano a lavorare insieme prima del Roland Garros del 2013 e preparano insieme la stagione su erba, da sempre la preferita di Sabine. A Wimbledon la tedesca è sempre una delle più pericolose grazie al grande servizio e all’adattabilità del suo gioco da fondo alla superficie ma accanto a Fissette sembra segnare ulteriori miglioramenti. In questa edizione la Lisicki giunge agli ottavi dove trova Serena Williams, numero 1 del mondo, padrona di casa e imbattuta da 34 matches consecutivi. La tedesca compie l’impresa quasi impossibile, recuperando da 3-0 sotto nel terzo set e conquistando i quarti di finale. Alla più bella vittoria in carriera seguono due vittorie contro Kanepi e la più forte delle sorelle Radwanska, giungendo quindi all’atto conclusivo contro Marion Bartoli. Qui a fermarla è la testa, la sua debolezza dal punto di vista mentale che la paralizza: in poco tempo la tedesca si trova sotto 6-1 5-1. La francese chiude quella partita qualche game dopo impedendo ad una delle migliori giocatrici su erba del circuito di porre la ciliegina sulla torta dopo un torneo giocato in modo straordinario. Un grande successo anche per Fissette quindi, anche se è sempre difficile vedere la percentuale di contributo del coach in questi casi: Sabine aveva già raggiunto le semifinali nello Slam londinese, quindi per valutare i miglioramenti sarebbe stato utile vedere risultati anche su altre superfici. Purtroppo non c’è il tempo di verificare l’efficienza della collaborazione a lungo poiché, nonostante gli ottimi risultati, a settembre Sabine annuncia che non sarebbe più stata seguita da Fissette per divergenze di pensiero. Accanto a lei ci sarà il padre per qualche mese e poi Martina Hingis, ma la tedesca non tornerà più ai livelli di Wimbledon 2013 e soprattutto non risolverà quei problemi legati all’aspetto mentale e psicologico. O almeno non lo ha fatto fino ad ora.

Tornando a Fissette, la sua buona fama gli permette di iniziare nel 2014 una collaborazione prestigiosa con Simona Halep, promettente rumena classe ’91 che nel 2013 si è finalmente sbloccata ed ha cominciato la scalata verso il vertice della classifica. Ancora una volta il compito di Fissette è agevolato dato che la rumena è in grande fiducia e crescita e il suo gioco vale già i primissimi posti in classifica ma, che sia grazie al nuovo coach o meno, Simona gioca il suo miglior tennis nel 2014 raggiungendo la prima (ed unica ad ora) finale Slam a Parigi e le semifinali a Wimbledon. Si qualifica infine per le WTA Finals dove travolge Serena Williams nel round robin prima di subire la vendetta dell’americana in finale. In mezzo a tutto ciò tante vittorie e successi che la rendono la principale pretendente al trono di Serena (non sarà lei a detronizzare l’americana, ma questa è un’altra storia). Visti i successi l’annuncio della fine della collaborazione ha lasciato perplessi tutti e le spiegazioni non sono da meno; la Halep ha sentito la necessità di tornare a lavorare con un allenatore della sua stessa nazionalità essendo lei un frutto della scuola rumena al 100%. Simona aggiunge la volontà di rimanere in buoni rapporti con il coach belga, che nonostante abbia un modo di pensare e allenare molto lontano da quello della giocatrice, l’ha accompagnata e guidata verso i più grandi successi della sua carriera. Ad oggi la Halep, due anni dopo la fine della collaborazione, ha vinto altri tornei e ottenuto buoni piazzamenti ma non del calibro di quelli raggiunti con Fissette nel proprio angolo. Le parole riservate dal belga nei confronti dell’allieva non sono state ugualmente gentili, denunciando la necessità di quest’ultima di viaggiare sempre con qualcuno della famiglia o qualche amico per non stare sola o annoiarsi e la sua necessità continua di cambiamento (forse anche quando non ce n’era bisogno).

Chiusa una collaborazione, Fissette è già pronto per una nuova avventura al fianco della già numero 1 del mondo e vincitrice Slam Victoria Azarenka, andando quindi ad occupare il posto lasciato libero da Sam Sumyk, passato al team Bouchard. In questo caso il lavoro di Fissette richiede più tempo per mostrare i suoi frutti visti gli infortuni affrontati in passato dalla bielorussa che non le permettono di vivere serenamente nemmeno il 2015. Un anno sottotono per quella che negli ultimi anni è sembrata essere l’unica giocatrice in grado di giocare alla pari con Serena anche quando l’americana è in giornata. I due preparano insieme la nuova stagione e finalmente i risultati si vedono, tanto che la Vika di questo inizio anno ha ricordato per ampi tratti quella del 2012, quando conquistò la vetta della classifica e vinse il suo primo titolo Slam a Melbourne. Vika vince a Brisbane, lotta contro la Kerber a Melbourne per poi vincere Indian Wells e Miami. Sembra che sia ormai tornata la vera Azarenka, finalmente in top5 e soprattutto in forma e in fiducia, pronta a lottare per il vertice. C’è però un nuovo stop, questa volta decisamente meno negativo; Victoria annuncia che diventerà madre nel giro di qualche mese, dando così inizio a un nuovo capitolo della sua vita. La bielorussa parla già di un futuro ritorno e per il momento si vede costretta a interrompere la collaborazione con Fissette, promosso comunque dall’ex numero 1 del mondo a pieni voti. La stima è reciproca, sono solo belle parole quelle spese dal coach belga che si era prefissato grandi obiettivi per la Azarenka e l’ha aiutata a tornare forte come prima, ma la gioia di diventare madre non può essere eguagliata da alcuno Slam. Così Fissette è nuovamente libero e a settembre Petra Kvitova, altra grande campionessa, lo prende in prova, ma la coppia non sembra funzionare. Ed ecco che giungiamo a questa settimana, quando Sara Errani ha annunciato l’imminente inizio degli allenamenti invernali al fianco del coach belga.

Ciò che sorprende è che Fissette ha allenato giocatrici di grande potenza e aggressività (eccezion fatta di Simona Halep che si basa più sulla fisicità e sulle geometrie ma che riesce a tenere il campo anche contro le grandi colpitrici) mentre Sara si trova esattamente agli antipodi. Questo potrebbe essere inizialmente un problema, poiché ci saranno indubbiamente punti di vista diversi in gioco, ma alla lunga potrebbe arricchire il bagaglio tecnico della Errani facendole trovare più potenza e aggressività e ampliare anche l’esperienza di Fissette, che avrà lavorato con un tipo di gioco nuovo rispetto al passato. Sicuramente vi è un’osservazione positiva da fare, poiché rimettersi in gioco così alla soglia dei 30 anni optando per un coach nuovo ed esperto in altri tipi di gioco come il belga merita un grande applauso. Nel caso in cui Fissette riuscirà nelle prossime tre settimane a segnare già un piccolo cambiamento, soprattutto nell’approccio mentale al gioco ridandole fiducia, allora potrebbe valer la pena allungare questa collaborazione ai primi mesi del 2017, che ci auguriamo con tutto il cuore restituiscano la vera Sara, la piccola lottatrice che con il cuore ha raggiunto tanti grandi traguardi.

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