Zverev III, il Predestinato

di - 7 Novembre 2013

di Emanuele De Vita

Quando nel maggio scorso ho visto trionfare al Trofeo Bonfiglio questo giovane biondino tedesco, ho immediatamente pensato che poteva diventare in futuro più forte del fratello. Alexander Zverev, nato il 20 aprile 1997, fratellino dell’ex top 50 Mischa, è certamente uno dei prospetti migliori del panorama del tennis mondiale. Attuale numero 1 a livello Juniores, è stato il più giovane tennista di sempre ad aver conquistato il Trofeo Bonfiglio, a soli 16 anni e 36 giorni, togliendo il record di precocità  a Gianluigi Quinzi, che aveva vinto a Milano l’anno precedente a 16 anni e 117 giorni. Proprio in occasione della finale vinta dopo un match lottatissimo contro il serbo Laslo Djere, ha messo in mostra un tennis brillante, sfoderando soprattutto un rovescio bimane sontuoso e molto elegante.

Finalista a livello Junior anche a Parigi (sconfitto dal cileno Christian Garin), semifinalista a Flushing Meadows (fermato in tre set da Borna Coric) , e semifinalista all’Orange Bowl nel 2011, si è contraddistinto anche a livello Pro per essere stato il tennista più precoce di sempre ad aver raggiunto una finale in un torneo futures su terra in Florida a Bradenton esattamente un anno fa, quando non aveva ancora compiuto i 15 anni e 7 mesi, superando talenti di precocità come Richard Gasquet e Bernard Tomic. Gran fisico, rovescio spettacolare, tennis vario, Alexander, detto Sascha, in inverno si allena in Florida e d’estate in Germania ad Amburgo. La settimana scorsa ha raggiunto i quarti di finale in un torneo futures in Usa a Pensacola, dopo la semifinale agguantata sempre in un futures in Usa a Birmingham. Risultati eccellenti per un ragazzo della sua età, che l’hanno proiettato già al numero 708 della classifica Atp. Ha stupito tutti anche nelle qualificazioni del torneo Atp di Metz a settembre, superando in scioltezza prima il brasiliano Marcelo Demoliner e poi lo slovacco Karol Beck, per poi arrendersi in tre set nel turno decisivo al francese Pierre-Hughes Herbert.

Zverev jr. viene da una famiglia di tennisti. Oltre al già citato fratello Mischa, anche  il padre Alexander e la madre Irina sono stati giocatori di buon livello di Coppa Davis e Fed Cup, e hanno iniziato al tennis i due figli dopo essersi trasferiti dalla Russia ad Amburgo. Per quel che concerne il rapporto con il fratello, Alexander ha dichiarato al sito Itf Tennis.com:Tra noi non c’è alcun tipo di rivalità, anzi Mischa mi aiuta molto e mi sprona per migliorare e diventare un professionista. Spero possa rimettersi al più presto dai suoi infortuni. Ma non c’è solo mio fratello a motivarmi, vivo di tennis ogni istante della mia vita anche grazie a mia madre e mio padre, che mi arricchiscono con i loro consigli e la loro esperienza”.

Idee chiare anche sulla superficie preferita e i tornei prediletti: “Mi trovo bene sia sul duro che sulla terra. Amo l’Australian Open e il calore della sua gente, ma anche Milano mi è rimasta nel cuore, soprattutto perché lì ho vinto, ma anche per l’organizzazione perfetta del torneo”.

Carattere e voglia di arrivare che emorgono anche da un’altra dichiarazione rilasciata al sito dell’Itf: “A me piace vincere, più di chiunque altro. Si ha l’impressione, quindi, che il giovane tedesco, figlio e fratello d’arte , possa ripercorrere le orme del fratello, anzi è destinato a superarlo, e magari ribaltare il risultato del primo turno del challenger di Dallas del 2011, quando Mischa lasciò solo un game al giovanissimo fratello. Alexander Zverev è certamente un predestinato, e si candida prepontentemente al ruolo di futura stella del tennis mondiale.

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Un commento

  1. cataflic

    Se ne era sentito parlare molto già l’anno scorso cercando paragoni impossibili di precocità col nostro GQ.
    Quano l’ho visto al Bonfiglio ho avuto la netta sensazione di stare guardando un futuro n.1.
    Nei suoi anni sono in tanti ad essere dotati per cui avrà una bella concorrenza…finalmente grazie a lui,Khachanov, kyrgios, Kokkinakis, Coric, GQ ed altri avremo un po’ di ricambio, anche perchè con la durata delle carriere di oggi spererei di non trovarmi ancora a commentare Nadal/Djokovic nel 2020…

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