“Il tennis sta vivendo solo grazie al fenomeno Sinner, come capitato allo sci con Alberto Tomba e alla MotoGp con Valentino Rossi, poi è uno sport che finisce nel dimenticatoio“. Fa discutere, come spesso accade, la replica di Michele Criscitiello a quanto detto da Angelo Binaghi circa la concomitanza tra derby di Roma e finale maschile degli Internazionali d’Italia 2026.
Senza mezzi termini
Secondo il direttore di Sportitalia, infatti “Il presidente della FITP non può dire che l’opinione pubblica è più interessata al tennis che al calcio”. Criscitiello adduce come prova la sua personale esperienza a Roma: “In un giorno e mezzo ho sentito parlare solo del derby, appena 8000 persone vanno a vedere Sinner”. I dati, in realtà, parlando di oltre 400mila spettatori paganti agli Internazionali d’Italia 2026.
Inoltre, Criscitiello accusa Binaghi di aver sbagliato i modi con riferimento ad un’intervista rilasciata dal presidente FITP: “Non può dare del deficiente a un dirigente federale solo perché fa un fatturato maggiore del calcio”. A dire il vero, Binaghi non ha offeso nessuno, ma ha utilizzato il termine “deficiente” citando testualmente quanto scritto da una fonte d’informazione. “Il tennis non può offendere il calcio anche se siamo consapevoli di fare pena, poi loro giocano al freddo fino alle 2 del mattino e sono dei geni…” rimarca Criscitiello, che chiude così il suo intervento: “Il calcio non può prendere schiaffi a destra e a sinistra dai primi che passano, perché in Italia si vive di calcio”.