Esordio amaro per Djokovic a Roma: “Non ho avuto una preparazione ideale”

Francesco Bruni
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Novak Djokovic - foto Brigitte Grassotti

Novak Djokovic gioca agli Internazionali d’Italia dal 2007 e mai aveva perso all’esordio. Nell’edizione 2026, però, è arrivata la prima sconfitta in apertura di torneo e ad infliggerla è stato il giovane croato Dino Prizmic al termine di una partita divertente e ricca di scambi lunghi, ma anche di qualche problema fisico per entrambi i protagonisti.

In merito a ciò, Djokovic si è espresso così in conferenza stampa: “Non parlerò di ciò che ho, spero lo capiate, mi congratulerò con il mio avversario. Voglio ringraziare il pubblico di Roma, che è stato ancora una volta fantastico”.

UNA PREPARAZIONE DIFFICILE

Il serbo è ritornato nel circuito dopo due mesi di assenza e l’infortunio smaltito non ha facilitato la preparazione in vista dei grandi appuntamenti su terra battuta. “Non ho avuto una preparazione ideale per Roma. Non ricordo negli ultimi due anni una preparazione a un torneo dove non ho avuto problema. C’è sempre qualcosa con cui devo venire a patti, ma alla fine è una mia decisione quella di continuare a giocare”.

LA CRESCITA DI PRIZMIC

Dopo aver comunicato che non giocherà l’ATP 250 di Ginevra e che il prossimo torneo in calendario sarà il Roland Garros, Djokovic ha spostato la sua attenzione alla partita di oggi e al suo avversario: “Dino preferisce giocare sulla terra. È un bravo ragazzo ed è molto combattivo. Gli auguro sempre il meglio e oggi ha giocato una partita di alto livello e a rete gli ho detto che il suo dritto è migliorato molto”.

LA PRESTAZIONE ODIERNA

Una sconfitta che fa male, ma una prestazione non da buttare, secondo il 24 volte campione Slam: “La mia prestazione è stata ok, non penso di aver giocato così male alla fine”, osserva Djokovic. “Il secondo set è qualcosa da dimenticare, ma il primo e il terzo erano buoni dopo tutto. Ovviamente capisco cosa mi manca e non sono dove voglio essere per competere al massimo livello, però poi devi giocare e iniziare da qualche parte. Avrei voluto iniziare prima la preparazione ma non ho potuto, quindi mi adatto. Mi alleno duramente, quanto il corpo mi consente di fare”.

 

 

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