“Scrivere il nostro nome nella storia di questo torneo è qualcosa di inimmaginabile. Siamo riusciti a lottare partita dopo partita, sono state tutte difficili. Il pubblico ci ha trascinato dal primo giorno, non c’è stata una partita in cui non abbiamo avuto grande tifo. Siamo felicissimi, era il nostro sogno”. Così hanno esordito Simone Bolelli e Andrea Vavassori in conferenza stampa, dopo il trionfo raggiunto agli Internazionali d’Italia 2026 battendo all’ultimo atto la coppia formata dallo spagnolo Marcel Granollers e l’argentino Horacio Zeballos. 7-6(8) 6-7(3) 10-3 il punteggio in favore degli azzurri, diventati la prima coppia italiana ad alzare il trofeo al Foro Italico.
IL SOGNO SLAM
Il bolognese e il torinese prima di questa stagione non avevamo mai trionfato in un Masters 1000. Nel 2026 sono arrivati ben due titoli in questa categoria, prima a Miami e poi a Roma. “Cosa ci manca? Dobbiamo vincere uno Slam insieme” ha detto “Wave”, che ha poi voluto dedicare la vittoria al padre di Bolelli, scomparso lo scorso aprile. E ancora sul sogno Slam: “Non ci mettiamo pressione sul fatto di vincere. Noi, come abbiamo sempre detto, cerchiamo di pensare torneo dopo torneo, provando sempre a vincere. Poi sappiamo che ogni partita è difficilissima, il doppio è un gioco che si decide in base agli episodi. La nostra forza è che conoscendoci molto bene, avendo un rapporto di stima reciproca, ci diamo molta forza nei momenti difficili. Ci sono momenti in cui gioca meglio uno o meglio l’altro, ma il fatto di conoscerci bene ci permette comunque di aiutarci nei momenti più complicati della partita”.
BOLELLI-FOGNA O BOLELLI-VAVA?
Bolelli, in realtà, un titolo del Grande Slam lo ha già vinto, ovvero l’Australian Open 2015, in coppia con un’altra leggenda del tennis tricolore come Fabio Fognini. Simone ha concluso parlando proprio della differenza tra il sanremese e l’attuale compagno Vavassori. “Sono due grandissimi giocatori, ognuno ha le sue qualità. Con Fabio ci conosciamo da quando abbiamo 15 anni: ha un carattere un po’ più frizzantino, si scalda facilmente, ma è un giocatore fantastico. Andrea mi ha migliorato, mi ha insegnato tanto. Ha almeno ancora dieci anni di carriera nel doppio, gli auguro di vincere qualsiasi cosa. Abbiamo vinto le Davis insieme, ho dei ricordi bellissimi anche con lui”.