“Questa vittoria mi dà tanta gioia e consapevolezza dei miei mezzi. Nonostante non fossi al 100% dei miei mezzi sono riuscito a vincere una partita contro un avversario insidioso e questo mi deve far aprire gli occhi. Speriamo sia un punto di partenza, la prossima partita sarà contro un avversario molto capace su questa superficie”. Così Lorenzo Musetti, in conferenza stampa, dopo il successo su Francisco Cerundolo – 7-6(7) 6-4 – nel terzo turno degli Internazionali d’Italia 2026. Match duro per il tennista toscano, che nel secondo parziale ha iniziato a soffrire qualche accenno di crampi alla gamba sinistra. Bravo Musetti e poco reattivo Cerundolo, con l’azzurro – semifinalista nel 2025 – che avrà Casper Ruud tra sé e i quarti di finale.
Non al 100%
Condizione fisica non eccezionale per Musetti, che sin dall’esordio con Mpetshi Perricard si è presentato in campo con una vistosa fasciatura alla coscia sinistra. Il toscano sicuramente non è al 100%, ma il problema con Cerundolo sembra essere legato più ai crampi che a un problema di natura muscolare: “Non sentendomi al meglio magari in un altro torneo non sarei sceso in campo e non mi sarei preso determinati rischi. È qualche giorno che sto faticando a sentirmi al 100% e non so nemmeno bene cosa sia. Vivo un po’ alla giornata, oggi non avevo dolore che sentivo negli ultimi giorni. Era più un discorso legato alla tensione e allo stress e questo mi aveva portato a qualche crampo. Ho dovuto rallentare in allenamento e ho dovuto giocare fasciato per evitare complicazioni, ma oggi ho affrontato un altro tipo di fastidio legato probabilmente alla tensione”.
Sinner avanti a tutti
Difficile inserirsi nel duopolio Sinner-Alcaraz. Musetti nel 2025 è sembrato il più vicino ai Big 2 dell’era del tennis moderno, mentre nel 2026 è stato Alexander Zverev il più costante a livello di risultati, ma il divario tra Sinner-Alcaraz e il resto della concorrenza è piuttosto ampio. “Sinner e Alcaraz? Sicuramente hanno dimostrato, in particolar modo quest’anno Jannik con cinque 1000 in fila, con i fatti e con il ranking di essere i migliori al mondo – ammette Musetti -. Carlos ha iniziato l’anno nel migliore dei modi in Australia, poi si è dovuto fermare per un infortunio. Neanche il miglior Zverev, che considero il giocatore più vicino a loro in termini di gioco e continuità, si avvicina e abbiamo visto la finale a Madrid. Jannik lo vedo due o tre passi avanti a tutti, spero di avvicinarmi ma c’è da essere realistici”.
Rovescio a una mano su terra
Dotato di uno splendido rovescio a una mano, Musetti è conscio del fatto che non giocare con il rovescio a due mani nel tennis moderno sia una condizione ormai più unica che rara. Sulle superfici veloci la presa bimane aiuta, mentre su terra rossa il rovescio a una mano può essere un’arma in più: “Su terra ho un vantaggio ad usare il rovescio a una mano per il tempo maggiore che ho per preparare i colpi. Posso giocare slice e palle corte con più facilità. Giocare con il rovescio a una mano non è facile nell’era moderna, non è facile adattarsi”.