Sinner sul boicottaggio degli Slam: “Serve rispetto, senza i giocatori i tornei non si fanno”

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Jannik Sinner - Foto David Canales SOPA_SIPA

“È difficile dire se boicotterò uno slam, non posso prevedere il futuro. capisco se alcuni non giocheranno quei tornei, vediamo che succederà anche nel futuro. se tutti i giocatori sono d’accordo è una cosa possibile, d’altronde senza gli altri comunque non si gioca”. Jannik Sinner prende posizione sul boicottaggio dei tornei del Grande Slam. Il numero uno del mondo si è espresso sulla polemica relativa al rapporto ricavi-prize money nei Major, con l’ipotesi del boicottaggio che resta viva nei circuiti ATP e WTA.

“Gli Slam sono i tornei più importanti che abbiamo – prosegue l’altoatesino – e credo che facciamo di più rispetto a quello che riceviamo. Non si tratta solo dei top ma di tutto il parco giocatori. I Top 10 ATP e WTA hanno scritto una lettera lo scorso anno e non è ancora cambiato niente, negli altri sport se i top mandano una lettera importante credo che in 48 ore riceverebbero non solo una risposta ma anche un incontro. Speriamo che a Wimbledon la situazione del prize money cambi”. ATP e WTA sono uniti verso la causa e chiedono rispetto prima che soldi: “Siamo in un momento dove ragazzi e ragazze sono uniti e stanno chiedendo rispetto dai tornei dello Slam, poi i soldi sono una conseguenza. Senza di noi i tornei non ci sono, siamo stati zitti per tanto tempo e siamo arrivati a un momento dove è giusto parlare. Non chiediamo il 50%, non ci piacerebbe neanche, però forse stiamo prendendo un po’ troppo poco”, conclude Sinner.

 

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