Fabio Fognini: “Io vado per la mia strada”

di - 28 Settembre 2010

Fabio Fognini
(Fabio Fognini – Foto Nizegorodcew)

Intervista di Alessandro Nizegorodcew

Intervista esclusiva a Fabio Fognini, intervenuto ai microfoni della trasmissione radiofonica Spazio Tennis. Il ligure ha raccontato la trasferta di davis in Svezia, il cambio di allenatore, facendo un bilancio della stagione 2010, arrivata ormai al culmine. Un Fognini molto sincero e schietto, che non le ha mandate a dire ai suoi detrattori…

Fabio, iniziamo parlando della sfortunata trasferta svedese. Tu hai potuto giocare con Soderling e, quindi, a risultato acquisito contro Vinciguerra. Quali sono state le tue impressioni sulla partita contro gli scandinavi, che ancora una volta non ci ha permesso di tornare in serie A?
“E’ una sconfitta che ci lascia davvero con l’amaro in bocca. Nel doppio, che era il punto decisivo, siamo stati avanti 2-0 e poi 5-4 0-30 sul loro servizio ma siamo stati rimontati. Sapevamo che il doppio sarebbe stato il punto decisivo, perché Soderling in quei tre giorni è stato davvero ingiocabile. Né io né Simone abbiamo avuto alcuna chance contro Robin, che ha servito come un treno, disputando due singolari perfetti. Peccato, siamo andati davvero vicini al ritorno in serie A…”

Come ti sei trovato sui velocissimi campi svedesi?
“E’ stata molto dura. Dopo gli Us Open sono andato a giocare, vincendo, sulla terra di Genova. Poi il lunedì siamo partiti per la Svezia; il campo era davvero molto veloce, visto che si giocava in un impianto che di solito viene usato per gli incontri di hockey su ghiaccio. Per la Davis hanno montato un campo sopra il ghiaccio e si faceva molta fatica a giocare. Soderling poi, ripeto, è praticamente imbattibile su questo genere di campi.”

Parliamo della tua stagione: un’annata con alcuni exploit ma poca continuità..
“Sicuramente ho giocato alcune buone partite, ma ad esempio nei tornei Atp 250, dove potevo fare bene, ho raccolto poco. Nei tornei grandi, come Parigi e Wimbledon, mi sono tolte delle belle soddisfazioni battendo giocatori quali Monfils e Verdasco, ma non sono quelle le partite che mi hanno cambiato la stagione. Nel complesso posso dire che il 2010, fino ad oggi, non è stato un anno molto positivo dal punto di vista dei risultati.”

La partita contro Monfils al Roland Garros, sul campo centrale di Parigi, è rimasto impressa nell’immaginario collettivo dei tifosi azzurri. Ci racconti come l’hai vissuta?
“E’ stata una bellissima partita. Giocare sul centrale di Parigi è sempre stato uno dei miei sogni… Mi sono preso anche molti insulti durante quel match, e parlo anche di tifosi italiani ai quali non piace il mio carattere. Io comunque li accetto e basta. Comunque Monfils era andato 2 set a 0 ed è calato, rilassandosi. Io sono stato bravo a stare lì concentrato; durante l’ultimo set, sul 5-5, c’è stata la sospensione per oscurità… E’ stata la vittoria più bella di quest’anno.”

Poche settimane fa è arrivato il divorzio dal coach Oscar Serrano. Ora sei in prova con Pablo Martin, ex allenatore di giocatori quali Canas, Puerta, Calleri, Massu e Chela. Come mai questa decisione? Cosa ti lascia Oscar e come ti stai trovando con Pablo?
“Sinceramente Oscar lo ringrazierò sempre… Ho imparato tantissime da lui. E’ stato un coach fondamentale, che mi ha trasmesso la giusta tranquillità dentro e fuori dal campo; ed era una cosa che mi serviva sin da quando ero piccolo. Grazie ad Oscar sono passato dal numero 200 Atp a i primo 60 e gi devo davvero tanto. Rimarrà per sempre un grandissimo amico. E’ stata una mia decisione, perché volevo cambiare aria e provare a fare qualcosa di diverso . E’ stata una decisione maturata col tempo. Con Pablo Martin sto svolgendo un periodo di prova di 3 settimane, al termine delle quali tirerò le somme. Per adesso la collaborazione sta andando molto bene e tra un paio di settimane deciderò se continuare a lavorare con lui.”

Analizzando i tuoi match sul veloce, la chiave di lettura di alcune sconfitte sembra essere la percentuale sulla prima di servizio, che risulta troppo bassa. E’ un problema tecnico o mentale?
“Sicuramente il servizio è il colpo sul quale devo lavorare di più. Da un anno a questa parte mi sono concentrare molto su questo fondamentale, che crescendo potrà essere molto utile sulle superfici veloci. Ho cambiato quasi completamente il movimento e ci vorrà quindi del tempo. Io sono consapevole di questa debolezza e sto lavorando con grande intensità. Piano piano si vedranno i risultati. E’ comunque un problema solamente tecnico, mentre la testa c’entra davvero poco. E’ l’unico colpo che, nel tennis, si gioca da fermo. Spesso mi lancio male la palla e mi muovo troppo con il busto e con tutto il tronco. Se aggiusto queste cose potrò essere molto competitivo anche sul veloce. “

Corrado Barazzutti ha detto che lascerà la panchina della Davis dopo le Olimpiadi del 2012 e ha proposto Francesca Schiavone come sostituto per guidare gli azzurri in nazionale. Cosa ne pensi?
“Mah, non ci credo. Per me la Schiavo andrebbe benissimo per guidare la Fed Cup…”

Qual è stata la tua miglior partita del 2010 fino ad oggi?
“Probabilmente la vittoria contro Verdasco a Wimbledon. E aggiungo anche il match perso contro lo spagnolo agli Us Open… In entrambe le circostanze ho disputato degli ottimi match. Nel primo, tra l’altro, non ho mai perso il servizio. Il livello di gioco, per competere con i migliori, ho dimostrato di averlo. In molti hanno criticato il mio modo di stare in campo. Io non posso piacere a tutti e lo accetto, ma continui per la mia strada. Chi non ha voglia di seguirmi non deve farlo. Lo dico perché ultimamente sono usciti fuori dei discorsi molto che parlavano del mio essere arrogante e presuntuoso in campo… parole uscite dalla bocca di persone che non mi conoscono affatto. Io rimango concentrato sulla mia carriera e cercherò di togliermi questa etichetta…”

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