Controcanto – Anche in Russia: no papà, no party?

di - 26 Ottobre 2010

di Mario Polidori

Sono molto contento di poter raccontare la storia di Irina Smirnova, lo considero un privilegio, perché quello che mi lega a lei è un profondo affetto, ed un’immensa stima per una donna, prima ancora della tennista, che ha nella dolcezza, nell’onestà intellettuale, nella serietà professionale e, ultima non ultima, nella bellezza, i suoi “vincenti”.

Tutti dello stesso talento di cui è fatto il suo tennis.

Irina Smirnova è una di quelle giocatrici che mette tutti d’accordo.
Per chi ha avuto il piacere di vederla giocare, è un talento indiscutibile, cristallino, come dico sempre, di quelli di cui si accorgono anche i non addetti ai lavori, di quelli che riescono a catalizzare l’attenzione di chiunque si trovi a passare, anche solo per caso, dal campo in cui lei gioca.

Classe 1984, 26 anni oggi, Maestra Federale in forza alla Società Canottieri Casale dell’omonima cittadina nel Monferrato, ed anche giocatrice di punta nella serie A2, che la società può vantare nel femminile, non unico vanto, perché partecipa anche all’A1 maschile.

Vi lascio al suo racconto e poi ci rivediamo, perché c’è tanto da prendere come spunto per le nostre riflessioni dotte e meno dotte.

“La prima volta che presi in mano una racchetta avevo 3 anni. Mio padre era un appassionato, poco più di un hobbista, un praticante insieme a qualche amico, che insegnava a chiunque ne avesse voglia. La città in cui sono nata e vivevo, Kemerovo, in Siberia, era un centro di circa 600.000 abitanti, ma non c’era nessuna struttura in cui si giocasse a tennis, anzi era assolutamente sconosciuto, mi ricordo che un giorno, mentre mi recavo al campetto in cui mi faceva giocare mio padre, un signore incuriosito mi chiese se suonavo la chitarra, credendo che quella che portavo nel fodero fosse lo strumento musicale."

"Può sembrare curioso in un centro così grosso, ma davvero nessuno, o pochissimi, sapevano anche solo dell’esistenza di questo sport. A 3 anni comunque era stato un incontro del tutto casuale, era stato mio padre che per gioco mi aveva messo in mano la racchetta. Fu a 5 che cominciai a fare qualcosina in più, ma niente di che. Lo trovavo divertente, un passatempo come tanti altri, anche se mio padre era riuscito a stabilire che fossi già predisposta e portata. Quando arrivai a 7 anni decise di farmi fare più sul serio, non pensavo di diventare la numero 1 del mondo, mi piaceva e basta, e fu mio padre a trasmettermi la sua passione. Giocavo quanto più potevo."

"A 9 anni cominciai a fare i miei primi tornei lì, in Siberia, intanto papà aveva deciso di puntare su di me, aveva stabilito che io avessi tanto talento e decise di studiare, diventare maestro e poi mio coach personale, dedicandosi interamente a me.
La mia era una famiglia povera, non potevamo permetterci di fare quello che stavamo facendo, se non fosse stato per il Comune e per alcuni sponsor che mio padre era riuscito a trovare perché ero la bambina più forte in Siberia a quell’età, oggi parlerei d’altro.
Grazie al sostegno ho potuto fare, periodicamente, un mese o due di stage a Mosca, dove invece il tennis era una realtà.
Fino a Saratov, città vicino Mosca dove c’era un’Accademia famosa e dove ebbi l’occasione di allenarmi anche con Davidenko.
Tutto questo fino a 14 anni, grazie a mio padre, che si occupava della gestione di tutto."

"Arrivò il momento dei Campionati Russi ,dove persi al terzo set in finale con la Safina, che già allora godeva di un sostegno a cui altri non potevano accedere, per mille motivi."

"Quel risultato mi fece notare da Igor Eremin, che in quel momento lavorava per il Match Ball di Bra, in Italia, per selezionare talenti da far crescere alla sua scuola, che era il frutto di un investimento importante da parte dello stesso Tennis Club."

"Dovevo lasciare papà, era arrivato il momento di staccarsi da lui per accedere al mondo delle possibilità. E sono partita. Sono venuta in Italia a 14 anni completamente sola. E’ stata una scelta molto coraggiosa e ancora oggi la gente mi chiede come ho fatto, e come faccio a vivere qui da sola, vedendo i miei genitori soltanto una o due volte all'anno. Io ho sempre creduto che nella vita bisogna fare tanti sacrifici per poter ottenere qualcosa o per raggiungere l'obbiettivo e l'ho fatto. In tutti questi anni stare qui da sola e' stato molto difficile e se avessi avuto la mia famiglia qui accanto a me chissà, magari le cose sarebbero andate diversamente."

"Il consiglio e l'aiuto dei genitori sicuramente aiuta in tante cose, questo e' per far capire a tanti ragazzi e ragazze che si devono ritenere molto fortunati ad avere i loro genitori sempre vicini che si prendono cura di loro. E invece spesso non se ne rendono conto di questa loro fortuna, che io, per esempio, non ho avuto. Al Match Ball di Bra ho avuto tutto quello che potevano darmi, io facevo parte dell’inizio di un progetto che negli anni avrebbe dato quei frutti che oggi gli hanno consentito di portare un atleta nei primi 50 del ranking mondiale. A me mancava una programmazione adeguata nella preparazione atletica, mi è sempre mancata, non sono mai riuscita a fare una preparazione veramente adatta a me, ed è stata una cosa che ha finito per condizionare la mia carriera, almeno credo. Perché un’altra cosa determinante è stata che dovevo mantenermi da sola, per cui anche la scelta dei tornei ricadeva su quelli in cui era possibile guadagnare qualcosa."

"Dopo cinque anni sono stata presa dal Tennis Club Gallarate, e anche lì mi hanno dato quello che potevano, ma le mie necessità di sbarcare il lunario non mi hanno mai permesso di programmare due anni nel circuito che conta, per provarci davvero.
Continuare a sbarcare il lunario per Open, mi ha tolto ogni velleità di livello."

"Alla fine dei miei spostamenti per L'italia ho trovato la mia seconda casa a Casale Monferrato, dove mi hanno ospitata e accolta come se fossi la loro figlia. Qui ho incontrato tante persone stupende, un bellissimo circolo dove sto molto bene, con il mio Coach Giuseppe Massola e mi sento come se fossi a casa mia in Siberia. Anche se a 26 anni i miei obbiettivi non sono più il ranking mondiale.”

Il ranking, il suo best in carriera è stato 550 nel doppio e 800 nel singolo, ma per una che con il circuito importante non ha mai potuto veramente avere a che fare, si tratta di un’indicazione che non rende giustizia al suo effettivo valore.
L’ho vista personalmente, un paio d’anni fa, regolare d’autorità l’allora circa 400 del mondo.

Sentite questa:
in qualità di Maestra e accompagnatrice di due atlete che si allenano a Casale, Martina Demichelis e Giulia Mecca, al 10.000 $ di Arezzo del 2009, lo scorso anno, ha deciso, già che c’era, di iscriversi anche lei.
Ha superato i tre turni di qualificazione, e poi al 1° turno del Main Draw ha battuto la n° 700 wta, al 2° turno la n°2 del seeding 300 wta, perdendo poi nei quarti.
Oggi è 2.1 in classifica, nonostante una serie di “acciacchi” da vecchietta, come dice lei.

Ci tiene però a ribadire che se non era per papà…..

Ed io: “….e se ci fosse stato sempre papà?”

Sorride, la bella Irina.

© riproduzione riservata

187 commenti

  1. Stefano Grazia

    Vorrei portare alla conoscenza della Redazione che i Portatori di Ipad non possono inviare Commenti: non so perche' ma toccando la nuova (e sfiziosa) finestra commento la tastiera ipad non compare e quindi e' impossibile scrivere… Meglio, direte voi, ma siuccome quando piove diluvia, mi si e' bloccato anche il Laptop della Apple (si accende ma lo schermo rimane nero…). E da dove scrivi ora? Da un altro laptop dell'Ufficio che pero' stranamente NON riconosce il Wireless…Insomma, il solito casino…Ma questa storia dell'Ipad e' curiosa: SpazioTennis ha deciso di rinunciare al Popolo dell'Ipad? C'e' qualcuno che ha l'Ipad e sa come scrivere su questa nuova (e sfiziosa) lavagnetta su cui postare i commenti?
    Visto che sono qui, approffitto per chiedere: ma quando va in onda la Trasmissione Radio? Mi sono perso qualcosa? Volevo fare un paio di domande a Palumbo …
    E visto che sono qui, aggiungo a commento dell' articolo di Mario: Ottimo articolo, bella storia, ma non ho capito il punto a cui vuoi arrivare … Scritto cosi' sembra uno Spot Promozionale alla Via indicata da Mad Max: il Padre deve smettere di lavorare e dopo aver studiato ed essere diventato se non Maestro almeno Istruttore, seguire il proprio Figlio/a. Altrove pero' sostieni la Divisione delle Carriere. Supponiamo che tu intenda che il Genitore/trice debba rimanere a fianco del Figlio/a almeno come Supervisore … Ma la ragazza era in Siberia e alla fine uno fa quello che puo': piu' che il papa' pote' il digiuno, cioe' la mancanza di soldi … Se il papa' andava con lei, di soldi ne avrebbero avuti ancora meno, mi pare di capire…Sharapov segui' con 700$ (narrano le leggende) in tasca la figlia a bradenton e li' Bollettieri le procuro' un contratto con Img. In cambio Sharapov non mollo' mai la Figlia alla Bollettieri: sfrutto' tutte le risorse della Bollettieri ma non mollo' mai il controllo portando anche (coi soldi Img) la figlia da Rick Macci a Boca raton o da Langsdorp a LA. Anni fa i Coach della bollettieri dicevano che mai si sarebbero aspettati che… A tutt'oggi Masha pero' riconosce l'importanza di una struttura come l'Img nella sua formazione e di recente ha portato anche il fidanzato affidandolo 10 gg a quelli del'IPI perche' lo rimettessero in sesto …
    Comunque, redazione, chiedete lumi al Wizard of WPress sull'Ipad…(Perche' in un futuro prossimo TUTTI useranno l'ipad…o equivalente.
     
     
     
     
     

  2. andrew

    StefanoGrazia…
    Ti posso già dire che ti è appena partita la scheda grafica del laptop….Dovrebbero sostituirtela gratuitamente…

  3. Massimo Puci

    Ricordo molto bene il giorno in cui andai alla stazione ferroviaria di Milano Centrale a prendere Irina e suo padre… La sua storia, come quella di Vitaly, che tennista non è diventato ma tra pochi mesi sarà dottore in Giurisprudenza, sono delle soddisfazioni e delle vittorie, per il sottoscritto, al pari di quelle di Andrey golubev.
    Irina è stata un'allieva eccezionale, di quelle che tutti i maestri vorrebbero avere. Purtroppo ho avuto poco tempo da dividere con lei, in quanto mi occupavo solamente del team maschile.
    Cara Irina, so che a Casale hai incontrato persone serie e che ti vogliono bene (merce ormai sempre più rara…)
    Qui a Bra ti ricordiamo sempre con grande affetto e ti inviamo i migliori auguri per una carriera, e magari una prossima famiglia…
    Un abbraccio
    massimo puci e staff 

  4. Mario Polidori

    @Stefano
    che anche in Russia senza papà non si fa niente è uno spunto per apprendere che tutto il mondo è paese, e nella storia c'è anche una Federazione che ha dato ad altri, per altri motivi.
    La Sharapova è andata in america con qualcosa di più di 700$.
    Tutte cose che succedono anche nelle migliori famiglie, visto che tanto si è detto sul tennis russo.
    Quello che fa Max io lo rispetto, ma per lui, non per tutti, non devono farlo tutti, ci mancherebbe.
    Anche se non lo condivido, perché pur augurandogli tutto il bene possibile, io non lo farei.
    Irina non ha avuto la possibilità di essere seguita dal padre, ma il senso della storia è che tra tutti è quello che ha fatto di più e meglio per lei.
    Poi io non "dico", figurati, faccio il mio mestiere in questa rubrica, scrivo per dare spunti, quella che ho raccontato è una storia, da mettere agli atti.
    Posso anche essere utile per altre cose, dal momento che conosco la vicenda e quello che ho scritto è un riassunto.
    In tutti i casi mi pare che di ingredienti ce ne sono un bel po'.
    🙂

  5. Barbara

    Stefano
    la storia di Irina è bella perchè lei è una bella persona persona e perchè è una storia di amore del papà nei confronti di uno sport sconosciuto in Siberia.
    Io non ci ho visto nulla di quello che tu dici, al contrario, il papà che si era improvvisato maestro seppur studiando ed in un posto dove il primo circolo è stato aperto tre anni fa, ha semplicemente fatto il massimo per la figlia mettendola nelle condizioni di andare avanti da sola per il meglio che poteva offrirle, se invece di Eremin (senza nulla togliere parliamo semmai di mezzi e non di competenze) ci fosse stato IMG probabilmente ora racconteremmo un altro finale, perchè parliamo di oro puro e luccicante.
    La sostituzione avviene in luoghi dove l'alternativa è il nulla.

  6. Mario Polidori

    @Massimo Puci
    vedrò di far leggere il tuo post ad Irina 🙂
    E' molto bello quello che hai fatto, intanto glielo anticipo con un bel copia-incolla 🙂

  7. Alessandro Nizegorodcew

    @Stefano

    Sinceramente non sei il solo che ha avuto questo problema. Ho aggiornato wordpress ed è venuta fuori sta finestra qui…Vedo se si riesce a rimettere quella di prima…

  8. Barbara

    Io credo che di spunti ce ne possano essere molti, primo fra tutti il problema che ci eravamo posti un pò tutti sul fatto che gli open rappresentino o meno un'opportunità.
    Se è possibile e come, un percorso alternativo ai tornei internazionali e quando  e cosa occorra per uscirne.

  9. Madmax

    Eccolo là che non si smentisce mai.. 🙂
    Non scrive più eppoi eccolo riaparire per attaccare quello da lui individuato come il nuovo rivale…
     
    Siamo proprio sull'orlo di una crisi di nervi..
     

  10. anto

    Questa ragazza l'ho vista giocare diverse volte in alcuni 10000$, e in alcuni open…….ad essere onesti non un grandissimo braccio e fisicamente non troppo reattiva,,,,,credo che se fosse stata anche seguita adeguatamente non sarebbe arrivata mia nelle top 150,,,,,mi ricorda una corinna dentoni ma con le debite distanze……comunque una storia fatta di tanti sacrifici che forse non ha ripagato la giovane russa dall'essersi allontanata dalla natia patria…..tennis sport difficilissimo e senza cuore.

  11. simplypete

    Conosco Irina (di vista) e Massimo Puci, non sapevo la sua storia……
    @Stefano penso che Mario con questa storia non voglia proprio dire nulla è solo una delle tante testimonianze, di come talvolta per emergere oltre il talento ci vada anche un po' di fortuna…..

  12. Mario Polidori

    @anto
    quello che ha fatto nel 2009 ad Arezzo è frutto di un talento che non ha mai avuto dalla sua un preparazione atletica adatta a lei, che anche nell'articolo, lei stessa cita come limite.
    Io, poi, so anche di altri acciacchi con i quali lei deve fare i conti e gioca lo stesso.
    Lo spunto era proprio se avesse avuto qualche sostegno in più.
    Io non sono assolutamente d'accordo con quello che dici, a parte la reattività, neanche con il paragone con la Dentoni che è una giocatrice con altre caratteristiche e figuriamoci poi sul braccio.
    Ma per carità, ognuno dice quel crede e pensa.
    E comunque la sua storia non è stata scritta per stabilire le sue possibilità, altrimenti inneschiamo un processo che non solo sarebbe fuori luogo, ma anche fuori tema.

  13. andrew

    io la butto là…
    ma non si potrebbe fare un progetto Erasmus FIT, charamente riservato a tesserati FIT di circoli FIT, con la Siberia?
    Si potrebbe mandare qualche annata di giovani FIT in Siberia in scambio con qualche annata di giovani siberiani…
    Addirittura, si potrebbe mandare l'intero gruppo dirigente FIT…
    Dai, emancipiamoci…

  14. Mario Polidori

    Anch'io credo che l'aria della Siberia farebbe bene a molti, mi spiacerebbe però per i Siberiani per i quali non posso dire la stessa cosa al contrario 🙂

  15. Stefano Grazia

    Solo per precisare poi torno da dove sono venuto:
    1)Andrew: non e' l'ipad che infatti continua a lavorare da tutte le altre parti.Come ha precisato Ale e' un problema di wordpress: in effetti la nuova lavagnetta con font, smiley etc e' sfiziosa ma il futuro e' degli ipad e similia…da valutare. Non per me: io non scrivero' quasi piu' commenti e tantomeno sull'ipad, ma per altri utenti: fra 6 mesi-un anno, moltissimi useranno l'i-ipad, bisogna tenerne conto…
    2)Barbara, Mario: mi devo essere spiegato male … La mia non era una critica alla storia ma non riesco a capire la conclusione o meglio il punto di vista di Mario, se cioe' avrebbe preferito che la ragazza rimanesse col padre (o che il padre la seguisse)… Secondo me la sostanza potrebbe essere anche un'altra: che per entrare nei Top 100 devi essere comunque talentuosissimo, atleticamente fortissimo e avere anche un po' di culo…Selezione brutale darwiniana.
    3)Il Post 9 mi sembra in evidente … malafede!!!! (eh eh eh) Non mi sembra infa tti di aver espresso alcuna critica, ho esposto solo le tre possibili strade (Genitore Coach, Separazione Carriere,Genitore Supervisor)senza esprimermi. Io semmai la penso esattamente come Mario . Perche' dunque non te la prendi con lui? Io eventualmente ho solo espresso dubbi sul Genitore improvvisatosi Coach che allena altri bambini (per una serie di ragioni fra cui il Conflitto d'Interessi e la mancanza di quella Dedizione che fa la differenza col Maestro Pierino) e semmai dubbi sul proseguimento: cioe' io continuo a vedere il Genitore come un Assemblatore, soprattutto dopo i 12-14 anni. Quindi non mi sembrava, almeno in questa circostanza, di aver mancato di rispetto a chicchessia. Questo invece conferma e rafforza il mio proposito di non scrivere piu' POSTS che non siano strettamente personali perche' evidentemente ogni cosa che scrivo verra' sempre mal interpretata. Mi amareggia anche un po' che nessuno abbia fatto notare questa cosa ma si sa, Nemo Propheta In Patria … e sul Proprio Blog.
    Don't worry, be happy: everything's gonna be alright …

  16. simplypete

    @Stefano  il tuo post mi sembrava del tutto condivisibile, e la critica di mad del tutto gratuita, ma se c'è un antipatia personale, è così che ci vuoi fare, io starò sulle…p…..ha tanti ma non per questo non scrivo se ne ho voglia, per cui dai su riprendi la tua solita verve, che ti sento proprio un po' giù….

  17. Barbara

    Stefano
    se hai deciso di non scrivere non lo condivido e non sono per niente contenta, ma è il tuo punto di vista e lo rispetto.
    Le tue storie, i tuoi racconti e tutte le esperienze che ti riesce di vivere danno il sapore dell'avventura agli stanziali come me, mi apri una finestra sul mondo del se avessi avuto il coraggio di andarmene piuttosto che restare, per cui perderli è un peccato.
    E' vero da quando hai cambiato computer ti spieghi malissimo a volte come ti aveva fatto notare anche Alessandro sembravi dislessico 🙂 alle volte è meglio essere paleotcnologici come me che fighetti alla moda 🙂 (scherzo è invidia pura lo voglio l'i-pad e tutte le altre cagate ma non li so usare).
    Non credo che Mario abbia tratto una conclusione dalla storia penso piuttosto che volesse parlarne.
    Si era dibattutto a lungo del fatto che gli stranieri a 14 anni se ne vanno per il mondo da soli, Irina che lo ha fatto ci ha detto che essere da sola le ha complicato oltremodo la vita.
    La tua è una conclusione assolutamente condivisibile, anche se nella fattispecie io credo che il fattore culo (nel senso di incontro con uno sponsor in grado di finanziare un paio di stagioni) sia stato predominante sulla parte atletica che poteva essere recuperata, anche perchè avendo un buon braccio ed essendo un cecchino normalmente erano le altre a correre.
    Che te frega se vieni equivocato quando scrivi? Mica ti ha equivocato Mario, al limite non siamo d'accordo ma dove sta il problema.

  18. andrew

    StefnoGrazia….
     
    Non parlavo dell'iPad…è il tuo portatile MacBookPro che ha la scheda grafica da cambiare…Mi è successa la stessa cosa tre mesi fa e mi hanno cambiato la scheda senza spesa nonostante la garanzia scaduta…..quindi deve esserci un problema ricorrente…

  19. Nikolik

    Mi ero già, umilmente, accorto che qualcosa non andava.
    Come al solito, avevo ragione!
    Temo che Stefano ci ritenga un po' tutti dfegli irriconoscenti.
    Temo anche che abbia un po' ragione.
    Un po'.
    Ecco diciamo un molto po'.
    Si può dire un "molto po'"?
    Va beh, si è capito, ha le sue ragioni.
    Dai Stefano, bando alle amarezze.
    Scrivi un bel colpo di grazia 11 e chiaccheriamo un po', come ai vecchi tempi.
    Lascia perdere questi Genitori con strane teorie, Nikolik è sempre dalla tua parte!

  20. diego

    Una storia come ce ne possono essere altre cento o altre mille di ragazzi/e che ci provano ma ad arrivare al top sono solo poche decine i quali hanno un ritorno economico e di visbilita' da giustificare l'impegno e le spese sostenute.
    A me questa storia ancora una volta fa pensare che un ragazzo/a arrivati ad una certa eta' (18-20 anni) non vedendo arrivare risultati di alto livello e' meglio che ripieghi sul piano B e giocare per divertirsi, a meno che in futuro si voglia fare il maetro o il coach di tennis.
    A Barbara rispondo che gli Open si possono alternare a qualche TE o ITF (u18) ma solo all'inizio (15-16anni) perche' dopo non sono piu' significativi (a parte qualcuno) per chi vuole provare ad arrivare professionista.
    Se non ricordo male la Confalonieri vinse i campionati italiani di seconda categoria a 17 anni dove vi erano diverse 2.1.
    I tornei "pro" partendo dai 10.000 dollari in su, a parte qualcuno, sono di un livello superiore .

  21. Mario Polidori

    La storia dà una serie di spunti.
    Quanto talento ti serve per essere preferita alla Safina, nel momento in cui ci perdi al terzo set nella finale dei Campionati Russi, nonostante tu abbia un terzo degli appoggi?
    Quanto tutto il mondo è paese?
    Quanto conta la partecipazione e la vicinanza di un genitore capace, anche solo per l'equilibrio e la serenità di un atleta che concorre nello sport più logorante della storia del mondo?
    Quanto serve il circuito Open in Italia e soprattutto a chi, e soprattutto con la bestialità dell'ultima organizzazione dei tabelloni a selezione?
    Quanto le federazioni di tutto il mondo fanno, rispetto alla nostra, con merito analogo, vituperata federazione?
    Che cosa possiamo davvero consigliare a tutti quelli che hanno un figlio/a che vuole intraprendere una carriera nel tennis?
    Quanto tutti i tennisti che hanno avuto una qualche chance hanno dovuto penare per il mondo intero per raggiungere un risultato?
    Quanto la base, dato che in Siberia erano pure messi peggio, consente di agevolare il percorso?
    Quanto è giocabile il tennis sulla carta e non sulle altre superfici come diceva Gilbert?
    Quante variabili, infine, si possono controllare? (che poi è l'anima della mia rubrica, per stabilire che è tutto legato ad un filo sottilissimo e prima di rischiare di uccidere umanamente i nostri figli, dobbiamo smetterla di pensare che possa esistere un percorso certo?)
    Quanto davvero si può risparmiare ed economizzare in un percorso del genere?
    Quanto si restringe il campo del prototipo di campione?
    E quanto invece la realtà allarga la cerchia dei campioni possibili?
    E quante pippe, spessissimo, ci facciamo? 🙂
     
    Ed altri ne potrebbero venire.

  22. Roberto Commentucci

    Madmax, post 9.
     
    Mi pare davvero un attacco gratuito e ingeneroso, il tuo a Stefano, stavolta.
    Ognuno ha tutto il diritto di avere delle fasi di stanca.
     
    Tu sei venuto, te ne sei andato, sei tornato, ti sei aperto un blog tutto tuo, lo hai chiuso, poi sei sparito ancora e infine sei tornato di nuovo… 😉
     
    E' perfettamente normale e lecito avere dei momenti "intimistici" in cui non abbiamo voglia di scrivere. E' fisiologico.
     
    e non per questo si debbbono fare illazioni antipatiche come hai fatto tu.

    Stefano resta la colonna portante di questo blog, che non ci sarebbe senza di lui. E merita più rispetto, al di là delle possibili divergenze di opinione.
    Preciso che quanto ho espresso sopra è un parere personale, da puro blogger.
    Non da moderatore, nè da federale, ma proprio da semplice utente, che ha provato fastidio e una punta di amarezza nel leggere quel che hai scritto.
     

  23. Mario Polidori

    @Tilden
    l'800 del mondo di Irina è il frutto di una carriera non fatta nel wta, non corrisponde al suo valore effettivo, perché ha dato prova di ben altre qualità.
     
    Era solo un modo per ribadire i buchi di un percorso.
    Sarebbe carino raccontare la storia anche di quelle che hai menzionato.
    Ci proverò, magari ci riesco 🙂

  24. Mario Polidori

    @stefano
    Barbara al post 18 ha risposto anche per me.
    E lo ha fatto anche Roberto nel post 24, per la parte che riguarda il tuo peso nel blog.
    Mentre la parte che riguarda te e Max, appunto non mi riguarda 🙂 , anzi credo non riguardi nessuno, se non te e Max 😀
    Insisto perché sono mezzo romano e mezzo calabrese, la prima mi ha dato la spocchia imperiale e la seconda mi ha dato la testa dura.
    Speriamo bene.

  25. Madmax

    Mario purtroppo mi dispiace dirlo, ma qui non ha capito nulla nessuno.. E bada bene non perchè io sia un genio e gli altri degli imbecilli bensì perchè NON si vuole vedere quello che è.. Tu che per certi versi dici delle cose corrette poi non vedi la soluzione che è lì davanti ai tuoi occhi grande come una casa..
    Giustamente hai scritto che noi dobbiamo fare il vino con l'uva che abbiamo.. Perfetto e noi che uva abbiamo?
    Se vai a vedere la maggior parte dei più grandi fuoriclasse che l'Italia ha partorito negli sport individuali di grande fatica (esattamente come il tennis), ti accorgerai che sono nati da piccolissime realtà sia a livello natico ma soprattutto di organizzazione, team etc etc. e quindi in buona sostanza da iniziative pressochè personali.
    Perchè questo? Semplicemente perchè noi italiani siamo dei grandi individualisti e dei grandi creativi, ma generalmente siamo anche un popolo che tende a voler monetizzare subito con il minor sforzo possibile e appunto grazie a delle grandi pensate piuttosto che a programmi a lunga scadenza, per cui riproporre un qualcosa di importante su larga scala è assolutamente  inutile.. Poi qualcuno potrebbe dire che nascono così perchè non abbiamo le istituzione come si  deve..
     E potrei darti anche ragione ma così stanno le cose (è sempre stata una caratteristica italiota) ma cmq se la FIT proponesse a tutti di lavorare sodo, non giocherebbe più nessuno (e purtroppo senza il duro lavoro non si va da nessuna parte) per cui giustamente sta cominciando a dare degli input a chi vuole, ma nulla più.. Tra l'altro (e lo diceva anche Piatti ai tempi del suo"divorzio" dalla FIT) una federazione ha le sue tempistiche burocratiche cosa che un atleta non può avere ed infatti non ha, ecco perchè come ho sempre sostenuto una federazione dovrebbe fare informazione, dare supporto a chi lo merita lasciando ad ognuno poi le scelte perchè solo i team di riferimento janno il termometro della situazione..
    Sbagliatissimo anche quando si dice che non esiste il percorso corretto in quanto esiste eccome ma per ognuno il suo (se però partiamo dal prersupposto del duro lavoro, dell'abnegazione del tanto tempo passato in campo curando fisico e tecnica, poi solo a quel punto per qualcuno sarebbe importante curare anche il fattore mentale mentre ora servirebbe quasi a tutti)..
    Perciò per ognuno il suo, però bisogna rendersi conto che è solo una questione di quando uno ha cominciato e a che punto è arrivato perchè poi il percorso è più o meno identico per tutti essendo chiaro che se uno ha cominciato più tardi o ha avuto un infortunio o  un ritardo particolare di crescita dovrà andare un po' più per gradi ma alla fine sempre dalla stessa strada dovrà passare se vuol raggiungere un certo obbiettivo..
     
    Credo che l'unico motivo per cui non si voglia capire questo è che mentre se decidi di diventare un campione della maratona vai per strada e ti alleni qui devi andare sul campo da tennis che ha costi mostruosi (soprattutto d'inverno) e spesso è anche precluso l'ingresso ai non soci..
    E qui torniamo a dire che ha un sacco di ragioni Andrew con il suo Vaffantennis.. Che è poi quello che stiamo facendo noi cioè siamo sempre alla ricerca di strutture semi deserte che non sono usate per il tennis.. Dei mezzi zingari  tanto per farla semplice ((anche se ora una mezza struttura ce l'abbiamo), ma a noi non importa perchè l'unica cosa che deve essere sempre la stessa è il progetto con il suo team poi dove si gioca è assolutamente ininfluente.. 🙂

  26. Madmax

    Come siete ingenui…
    Ma se è per questo anch'io molte volte ho letto cose che mi hanno dato fastidio e allora? Fattene una ragione…
     
    E soprattutto ognuno continui a pensarla come vuole, d'altronde tu ancora pensi che per vincere si debba avere il back, perciò ogni opinione è rispettabile.. ah ah ah  🙂 🙂
     
    Intanto io e Fulvio aspettiamo con ansia qualche tua nuova perla… 🙂

  27. Mario, bello il tuo articolo.
    Erano gli anni tra il '98 e il 2000. I tempi di Giorgia Mortello, Giorgia Buchanan (entrambe liguri), delle romane Elena Vianello e Valentina Sulpizio, io seguivo un'altra laziale Sonia Iacovacci. Ricordo di aver preso informazioni su questa grintosa ed ostica giocatrice. Da dove veniva, dove si allenava….Ma non fui colpito dal suo talento nel senso che faceva un gioco molto speculativo, diritto spin così come il rovescio, lunghi scambi da fondo e tanta attesa dell'errore. Ero però affascinato dalla sua volontà, comunicava in ogni gesto la sua ferma volontà di non voler mollare il punto. Fisicamente era sotto alle altre, considerando anche che passarono in quegli anni in Italia (Avvenire, Bonfiglio, ecc…) Gisela Dulko (che sconfisse al terzo turno all'avvenire proprio la iacovacci 63 63),  Alona Bondarenko, Arvidsson, Bartoli, Kanepi e tante altre che non ricordo più. Il suo modo di stare in campo, di prepararsi prima del match, di sopportare tensione e sofferenza, secondo me hanno rappresentato il suo più grande valore. Era lampante la differenza con le ragazze italiane di allora, fisicamente e tecnicamente dotate ma molto più “soft rispetto a lei”. Voglio dire che mi colpì la sua educazione allo sport e alla gara.
    Il racconto di Irina è bellissimo. La immagino nelle bianche distese siberiane con suo papà che riesce a passarle la "passione". Nelle brevi e caldissime estati a sfruttare ogni ora di luce per realizzare il suo sogno. I primi viaggi e i primi tornei. Poi la grande occasione…Da questo punto in poi mi sembra che il racconto  viri alla malinconia se non al rimpianto. Oltre alla mancanza dei genitori mi pare che sottolinei una mancanza generica di attenzione nei suoi riguardi:
    “Al Match Ball di Bra ho avuto tutto quello che potevano darmi” . Lasciando intendere, pur nella riconoscenza, che non era sufficiente.
    “A me mancava una programmazione adeguata nella preparazione atletica, mi è sempre mancata, non sono mai riuscita a fare una preparazione veramente adatta a me, ed è stata una cosa che ha finito per condizionare la mia carriera”
    “un’altra cosa determinante è stata che dovevo mantenermi da sola, per cui anche la scelta dei tornei ricadeva su quelli in cui era possibile guadagnare qualcosa."
    "Dopo cinque anni sono stata presa dal Tennis Club Gallarate, e anche lì mi hanno dato quello che potevano, ma le mie necessità di sbarcare il lunario non mi hanno mai permesso di programmare due anni nel circuito che conta, per provarci davvero. Continuare a sbarcare il lunario per Open, mi ha tolto ogni velleità di livello."
    La sua avventura umana è bella.
    Quella sportiva?
    Non pensate anche voi che la mancanza della famiglia, intesa come sostegno e rinforzo del suo sogno, l’abbia portata a fare scelte “ragionevoli” di adattamento alla nuova realtà, perdendo inesorabilmente forza interiore, incoscienza o più semplicemente mettendo in secondo piano il motivo che l’aveva portata in Italia?
    Mi guardo bene dal dare giudizi morali e forse la scelta di Irina è stata la migliore per lei.
    Ho voluto fare questo intervento perché credo che la sua storia sia utilizzabile per comprendere quella di molti ragazzi e ragazze italiani che, dopo essere partiti in tromba, man mano e a volte inspiegabilmente smarriscono la via e si “imborghesiscono” lasciandosi cullare dall’ambiente e limitandosi a “fare finta”.
    Se è vero, da cosa dipende? Mancanza di cultura sportiva (come dice giustamente Max)? Ambiente tennistico poco stimolante? Poca o nessuna disciplina interiore? Perdita graduale del rigore? Deriva esistenziale? Mollezza italiana?
    Il blog ha sviscerato tutti gli argomenti importanti riguardanti la crescita di un futuro campione. Le discussioni sullo stratching. La PA sempre presente. Allenamento head to head. Accademie si accademie no Ecc… Avete parlato di mental, tutti d’accordo che è indispensabile, salvo capire come si può fare con un adolescente e se è giusto. Ha senso, ad esempio, programmare neuro linguisticamente un 14enne?
    E’ proprio qua la parte più complessa del lavoro di costruzione. La parte cosiddetta mentale che di mentale a mio avviso ha poco se la riferiamo al giovane e che invece sarà determinante se diretta all’ambiente in cui egli vive quotidianamente.
    Quello che io sento come mio compito primario è di costruire un ambiente culturalmente, moralmente, umanamente e psicologicamente degno e stimolante per il ragazzo. Nel suo team potrà trovare le risposte ai dubbi, lì imparerà a superare le difficoltà e a trovare le energie grazie agli esempi di chi lo circonda (genitori in testa). E’ solo lì che potrà rinforzare il suo sogno che inevitabilmente traballerà ad ogni sconfitta o come conseguenza di una trasferta disgraziata. Nel suo ambiente le REGOLE saranno chiare e ineludibili, il RIGORE l’abito di tutti i giorni. In questo modo formeremo l’uomo, prerequisito indispensabile per realizzare obbiettivi ambiziosi.
    In molte famiglie si sono invertiti i ruoli ed il potere pende troppo spesso dalla parte dei figli. Succede che i genitori cedano alcune scelte e decisioni ai figli stessi in cambio della condivisione di parti importanti della loro vita. Ai figli mancherà da quel momento in poi il riferimento autorevole. Si sentirà forse lusingato di tanta considerazione e valuterà gli aspetti positivi: decido io le vacanze, il menù, il telecomando, l’automobile,  (Gli esperti di comunicazione e di psicologia del marketing conoscono bene questo fenomeno, tanto da indirizzare gli spot ai bambini anziché agli adulti.)
    Ma prima o poi potrebbe chiedersi:  “Se è il mondo adulto a chiedere la mia approvazione, io da chi la posso ottenere?” Per questo ci troviamo spesso di fronte ragazzi intelligenti, sicuri, a volte arroganti che si incazzano ma che fanno fatica a prendere responsabilità, a portare a termine i progetti, a rapportarsi con la realtà e che rinunciano ai sogni e all’avventura.
    Irina che conobbi nel ‘98/99 era umile e forte dentro molto diversa dai ragazzi che ho appena descritto.
    L’altra componente  dell’ambiente che va analizzato ed eventualmente riformato è il club, l’accademia, il centro di allenamento. L’allenatore.
    Rimando questo argomento ad un prossimo intervento (per mancanza di tempo, non di voglia).

  28. Roberto Commentucci

    Guarda che io non ho mai scritto che SENZA IL BACK non si vince. Ho scritto che è un'ama in più, che in alcuni casi può essere molto importante.
    E comunque che molto dipende anche dalle caratteristiche
    Se pesi 55 kg. non puoi fare a pallate, ed è evidente che devi saper cambiare ritmo.
    Se sei Sela, senza back non entri nei primi 100. Se sei Soderling, puoi farne a meno. Chiaro adesso il concetto?

  29. Mario Polidori

    @Max
    sono tanti i fattori, come giustamente dici.
    Come è giusto, a mio parere, che esiste senz'altro un percorso corretto per quanto riguarda la fase di apprendimento e preparazione, lì le regole si possono fare fare, senza dubbio.
     
    Anche se ci sono una serie di variabili, tante quante sono i giocatori, che richiedono una personalizzazione che paradossalmente può sovvertire quelle regole, ma i cardini fondamentali del sacrificio, della serietà e dell'organizzazione restano.
     
    Quello che viene da fuori, aiuti, combinazioni ed altro, restano sempre difficili da controllare.
     
    Poi la fretta di molti fa i figli ciechi.
     
    Non capisco però, quando dici che la soluzione è lì davanti ai miei occhi e non la vedo.
    Se parli di conclusione la vedo, se parli di soluzione non capisco.
    Ti tocca spiegare :-

  30. x Silvano Papi
    "Quello che io sento come mio compito primario è di costruire un ambiente culturalmente, moralmente, umanamente e psicologicamente degno e stimolante per il ragazzo."
    Il ragazzo ne sarebbe influenzato positivamente se trascorresse la maggior parte del tempo nella struttura tennistica e se le altre componenti dell'educazione (almeno quelle più rilevanti, scuola e famiglia) andassero esattamente nella stessa direzione e non proponessero modelli diversi/alternativi/opposti etc.

  31. bogar67

    Mario ma perchè le tue bellissime storie mi fanno sempre commuovere?
    @Stefano Grazia, ti ho scritto nell'altro articolo che come Alessandro considero Mario  un valore aggiunto anche se ad essere sincero  per adesso i suoi articoli li leggo anche con il cuore fino alla fine mentre i tuoi a volte si e a volte no, a secondo della lunghezza eh eh eh.

  32. Mario Polidori

    @Silvano Papi
    sono particolarmente contento del tuo intervento, le considerazioni che fai sono l'esatta fotografia di quello che c'era da cogliere.
    Almeno era nelle mie intenzioni.
    Per quanto si possa o si debba fare di necessità virtù, gli ostacoli da superare sono talmente importanti, che chi ci riesce in questo modo resterà sempre un'eccezione e non sarà mai la regola.
     
    Per quanta solidità e serietà professionale ha saputo infondere suo papà ad Irina non potevano essere da soli sufficienti, perché ci vuole molto altro nel percorso.
    E quanto può essere stato "destabilizzante" la mancanza di appoggi, il fare scelte difficili, fare quelle "ragionevoli"?
    E' mancata l'armonia, che dico sempre, dunque l'equilibrio ed anche Irina, "roccia Siberiana", ha dovuto cedere le armi.
    Prima ancora della mancanza di una preparazione adeguata a lei.
    Se conosciamo questo sport, e pare di sì, prima l'uomo, senza dubbio.
     
    Ho due desideri, il primo è che tu legga gli interventi di Maria Prosperi, perlopiù in Controcanto, e nell'Oste, spazio in cui scrive mia figlia 16enne e aspirante numero uno del mondo :-), la seconda è avere l'opportunità di conoscerci di persona.
    Ero contento del tuo intervento all'inizio del post e sono contento alla fine perché ti è piaciuto il mio articolo. 🙂

  33. mirmidone

    @ Mario Polidori – post 23
    "……Quanto serve il circuito Open in Italia e soprattutto a chi, e soprattutto con la bestialità dell'ultima organizzazione dei tabelloni a selezione?……"
     
    Sicuramente l'hai già fatto ma ti dispiacerebbe spiegarmi quale sia la "bestialità" dei tabelloni a selezione ?
    A me sembra che questo tipo di tabelloni diano la possibilità di incontrare giocatori del tuo stesso livello (classifica più / classifica meno) lasciandoti il potenziale di incontrarne di più forti in caso di vittoria.

  34. eltern

    grazie a Mario Polidori e a Irina per questo utile spunto
    ho raramente tempo per scrivere ma questa storia mi ha colpito perchè spiega in modo inequivocabile quanto i genitori e i soldi siano indispensabili in una carriera tennistica
    senza uno o l'altro il risultato è "zoppo"
    ci vuole sempre prima di tutto un genitore che ha tempo e passione perchè non ho mai visto un bimbo di 4 o 5 anni scappare di casa al pomeriggio comperarsi una racchetta da tennis palline e scarpe e andare a giocare da solo
    poi ci vuole un genitore che abbia il tempo per informarsi e mettere il proprio figlio nelle mani giuste …e pagare profumatamente quelle mani giuste…perchè il giorno che non le paghi profumatamente queste non lavorano gratis ed è comprensibile : solo un genitore investe tempo e denaro a fondo perduto …mai un maestro o altri addetti ai lavori
    e poi se il talento c'è , la dedizione e la voglia di lavorare c'è ma non ci sono 30.000,00 euro annui la carriera professionistica non si può nemmeno cominciare
    ho sentito parlare di 10.000 $ ma è solo l'inizio
    per fare punti e aumentare la propria posizione in classifica devi farne tantissimi di tornei e ogni anno devi rifarne altrettanti e forse di più per non perdere i punti e andare avanti
    e se hai la possibilità di viaggiare con budget illimitati puoi andare a " prendere punti dove vuoi dove anche una quarta categoria puo' guadagnarne "
    io non ho niente contro quelli che fanno 20 itf under 18 di quinto grado e prendono punti sparando sulla croce rossa , anzi beati loro perchè hanno dei gran titoloni che portano sponsor e hanno ragione perchè la maggior parte delle persone non capisce niente di livelli tennistici e se vinci un torneo hai vinto un torneo e sei forte come Federer o come Nadal anche se vinci con 4 che è la prima volta che giocano un torneo .
    Comunque quello che ribadisco è che più vado avanti negli anni e più capisco che questo sport è molto molto costoso e quel ripiegare negli open che spiegava Irina è vero , è l'unico posto dove uno che non può permettersi di programmare una serie di tornei WTA può racimolare qualche spicciolo per continuare a pagarsi la propria passione ma non di sicuro per sperare di mettere piede nel professionismo .
    Ciao e buona continuazione
     

  35. Barbara

    Mirmidone
    recentemente c'è stata una  polemica sul sito federale a proposito dei tabelloni a sezioni intermedie nei tornei open.
    Ilo bello di questi tornei, che approcciavi quando ti sentivi tennisticamente pronto ad incontrare avversari anche molto forti, era il tabellone ad estrazione in cui tutti partivano dallo stesso punto ed il vincitore era tale dopo aver vinto almeno una decina di partite.
    La sezione intermedia ti obbliga a giocare moltissime partite a livello, costringendoti a doppi e tripli turni, ne consegue che quando finalmente arrivi ad incontrare un avversario più forte normalmente sei al secondo od al terzo match della giornata.
    Considerando che ad ogni sezione intermedia ricomincia tutto e che ce ne sono due nei IV, due nei III e due nei II, fatti il conto di cosa dovresti fare partendo dal tabellone dei IV (perchè magari hai appena ricominciato ma eri un 2.2) per vincere il torneo, mentre il tuo avversario partirà comodamente dai quarti, giocando  due turni.
    Per chi vuole approcci meno traumatici ci sono i IV ed III, ma negli open se proprio vogliamo fare delle distinzioni torniamo ai tabelloni a selezione con le teste di serie avanti di uno o due turni, altrimenti per far divertire gli amatori si toglie il gusto agli agonisti che si iscrivono comunque per vincerlo il torneo, a prescindere che ci riescano o meno.
    Senza considerare che in questo modo per chi come noi non ha tornei in provincia dovremmo prendere una settimana di ferie, sospendere gli allenamenti e non mandarla a scuola visto che le è capitato di giocare il terzo match alle 23, tralasciando i costi dell'andare su e giù e dello stare appesi tutto il santo giorno.
    Poi analizzando l'interpretazione che alcuni circoli hanno dato delle sezioni intermedie viene fuori un racconto dell'orrore, ma ti consiglio di andare a guardare i post sul sito della federazione, credo che siano ancora visibili, giusto per far capire che non si tratta di un'opinione personale.

  36. gabri

    mi collego ad altri commenti come Silvano Papi e eltern , se non faccio male i conti Irina ha lasciato la Siberia 12 anni fa che sono molti ma non moltissimi, voglio dire che non parliamo di una Navratilova in termini di epoca, quindi mi piacerebbe sapere piu' precisamente cosa Irina cambierebbe delle scelte fatte, se ci sono dei momenti chiave in cui avrebbe forse avuto l'opportunita' e non e' riuscita a vederla. Capisco la storia degli open, ma in termini economici forse c'era molta piu' disponibiliita' allora nel mondo a dare aiuti di quanta non ce ne sia adesso o sbaglio? So che non e' un buon esercizio da farsi, ma mi piacerebbe sapere la lettura di Irina alla 'Sliding doors' della sua esperienza ben sapendo che ogni caso e' una storia a se. Io sto vivendo quotidianamente la sensazione di avvicinarmi ad un crocevia  dove poi le scelte non si possono rimandare, ma vedo anche che altri hanno scelto di andare in tutt'altra direzione  non necessariamente cercando una scorciatoia ma diciamo sempre in senso figurato, credendo che si possa arrivare da vie laterali. E ancora ci scontriamo su :risultati prima  uguale sponsor, aiuti, visibilita' o costruzione del tennista e risultati poi e si ma intanto il tempo passa e c'e' chi dice, vai, vai a prenderti punti gia' fin da ora che poi cosi' non devi fare le quali che quando viaggi fa una bella differenza e quelli che dicono di aspettare perche' poi cosi' ci si brucia…. 

  37. Roberto Commentucci

    Secondo me qua torniamo a quello che Stefano definisce, in modo appropriato, "fire inside".

    Vi porto l'esempio di un altro ragazzo di Calabria, Stefano Valenti, un ragazzo dell'89 che a 14 anni giocava un gran tennis e che era più o meno sui livelli di Lopez, Fabbiano e Trevisan. A 14 anni il CT Parioli se lo portò a Roma. Ci parlai qualche mese fa al CT Eur.
    Lui stesso riconosce: "Mi hanno dato tutto quel che mi serviva, strutture e attenzioni che al mio piccolo paese mi sognavo. Avevo tutto l'occorrente per cercare di diventare forte."
    "E forse il problema è stato proprio questo. A Roma mi sono sentito arrivato, ho perso motivazione e convinzione, e non ho avuto la grinta necessaria per sfondare ad alto livello. Ma mi sento di dire che non è colpa di nessuno, è solo colpa mia."

    Oggi Stefano è intorno al n. 800 Atp, è sereno con se stesso e consapevole che sarà un buon seconda, ma avrebbe certamente potuto fare di più.

  38. eltern

    @gabri
    ci sono due strade parallele per arrivare al top ( non parlo della top ten ma diciamo top 100 per il femminile e top 200 per il maschile )
    la prima è quella del figlio di papà ,che comunque deve avere  delle buone caratteristiche fisiche , si allena bene presso una buona scuola e viene seguito piu' di altri per i soldoni che il papà elargisce
    non va a scuola ma in due anni si fa le superiori a suon di soldoni quindi non ha problematiche di orari e di assenze da scuola e varie
    frequenta il circuito in lungo e in largo e cioè prende punti facili frequentando tutti i tornei dove ,si sa ,si fanno punti senza troppi affanni vince molto e quindi ha grande visibilità
      sia per la visibilità acquisita sia per le illimitate disponibilità ottiene ancora aiuti e disponibilità ad esempio wild card in tornei importanti se non anche del grande slam (dove  se perdi al primo turno del main draw anche 60 60 ti prendi una barca di punti e di soldi )
    e così tra un torneo nel Burundi e una wild card agli us open diventi in un anno 200/300 al mondo
    poi a forza di arrivare ai tornei due giorni prima per allenarsi ( non avendo problemi economici ) e a forza di allenarsi con tizio e caio sempre più forti nei circuiti se la passione c'è nel giro di qualche anno cinque al massimo sei stabile nei primi 100
    strada numero due
    il povero talentuoso
    arriva al 10.000$ in treno o in macchina ( dipende dai km. comunque mettiamo 100 euro )
    alloggia all'ostello ( comunque sono sempre 30 /40 euro con la colazione scarsa)
    30 euro di iscrizione
    cena dopo il sign in 30 euro ( pizza e coca ) 50 euro ( bistecca e insalata )
    primo giorno di quali ha già speso 230 euro ;
    secondo giorno di quali 100 euro; ( sempre che il pranzo non superi i 20 euro )
    terzo giorno di quali 100 euro :
    un giorno fermi perchè chi si qualifica si riposa un giorno ( altri 100 euro + 30 euro per incordare le tre racchette e affrontare il main draw )
    primo turno di main draw 100euro
    ottavi 100 euro
    quarti 100 euro
    semifinali 100 euro
    finale 100 euro
    totale costo 1.060,00 euro
    totale vincita torneo 10.000 $ 1.568,00 meno le tasse che ti vengono trattenute subito
    devi tornare a casa 100euro
    non ti rimangono i soldi  nemmeno per prenderti un paio di scarpe capirai per pagarti un coach che ti segue e che quindi raddoppia inesorabilmente le sole spese vive del viaggio e del torneo !!!!
     ciao ciao

  39. Mario Polidori

    @mirmidone
    il tuo Achille non sarebbe stato d'accordo con questi tabelloni 🙂
    non un guerriero della sua fatta.
    Quello che ha detto Barbara è una disamina corretta a cui mi associo.
    Aggiungerei soltanto che i seconda categoria vanno a fare una passeggiata ed a raccogliere il montepremi senza rischiare la classifica.
    E poi, da ex agonista, negli anni tutta una serie di modifiche è andata nel senso di rendere la competizione meno traumatica per i ragazzi ed al contempo allargare la base degli iscritti.
    Molti nei tornei ad estrazione non si sarebbero iscritti.
    Dal mio punto di vista, terrei buono un tabellone di qualifica aperto a tutti, di ogni livello, sempre ad estrazione, ed un Main Draw dove ci sono i "forti" che per arrivare in fondo si smazzano almeno dai 4 ai 7 turni a seconda dei partecipanti.
    Ci sarebbero molte più sorprese e sarebbe un ripercorrere il meccanismo dei tornei Master.
    Senza contare poi, l'atmosfera che si respira nei primi match degli attuali tabelloni, una pratica da sbrigare.

  40. Mario Polidori

    @eltern
    grazie a te.
    Quello che dici è giusto, che piaccia o no.
    Si può poi discuterne, per mediare qua e là, inventarsi delle soluzioni, trovare delle alternative, sovvertire alcune situazioni, ma quello che dici è giusto, è così.
    Il tennis è il Gioco dei Re, così è stato battezzato molti anni fa e questo sconta, e l'emblema della difficoltà nel diventare un campione sta proprio nella meraviglia che i campioni riescono a suscitare nelle folle.
    Si meraviglia chi ne capisce ed anche chi non ne capisce, un motivo ci sarà 🙂

  41. diego

    E' sempre lo stesso discorso i primi 100 sono ovviamente sempre e solo 100 e' molto difficile arrivarci e rimanerci ,non basta essere "solo bravi" devi essere molto di piu' . Si dira' lapalissiano, per molti pero' non lo sembra.

  42. Mario Polidori

    @gabri
    intanto sono molto contento di conoscerti e devo dire che in famiglia siete tutti belle penne 🙂
    Non è per niente preistoria, anzi, parliamo quasi dell'oggi.
    Irina ha lasciato la Siberia a 14 anni per andare al Match Ball di Bra.
    Per Igor Eremin era l'inizio di un'attività, insieme anche ad altri selezionati, per portare qualcuno nel circuito Top.
    Tutto bene, per carità, ma la sfortuna di Irina in quel caso è stata quella di essere una delle prime del progetto, che quando si è sviluppato fino al raggiungimento dell'obbiettivo già si occupava delle seconde linee.
     
    Vivere da sola è stato il primo problema, e per quanto facesse parte di un progetto importante ed i tempi erano migliori per cercare sponsors e sostegni, i costi di almeno due anni di circuito Top sono davvero appannaggio di investimenti che superano le disponibilità di chiunque "normale".
     
    Strutture come IMG si accollano i costi, tutti, ma devi essere in strutture che garantiscano il loro investimento e probabilmente non era accessibile dal Match Ball di Bra, credo.
     
    Lo stesso vale per Gallarate.
     
    Per quanto riguarda la tua curiosità, la Sliding Doors, adesso ti stupisco.
     
    Mentre parlavamo, le ho fatto la stessa domanda.
    "Non cambierei niente, ero da sola a 14 anni, lontana da casa, quello che dovrei cambiare è tutto, come posso dare una risposta a questo. Quello che ho fatto è stato tutto giusto, quello che potevo avere l'ho avuto, anche di più, nella mia situazione. Sono felice della mia vita, non credo sia giusto avere rimpianti."
     
    Ma tu dovresti conoscerla, perché come le dice lei alcune cose, non credo di riuscire a renderle con la dovuta giustizia.

  43. Mario Polidori

    @Roberto
    conoscevo anch'io la storia di Valenti, parlandone in Calabria, quando ogni tanto vado, dicono in dialetto che traduco " se n'è andato di testa".
    La Calabria è un posto particolare, quando fai qualcosa di buono accedi ad un mondo che visto da lì sembra fantascienza, tutto assume dimensioni enormi.
    Una pressione di questo tipo è quella che ha messo il ragazzo fuori uso e la lontananza da casa ha fatto il resto, perché non esiste solo la sicilitudine ma anche la calabritudine 🙂
    Poi ci ha messo evidentemente così tanto di suo che gli ha fatto onestamente dire ciò che ha detto.

  44. nicoxia

    Mario e barbara se un giocatore fa 8 partite prima di giocare con il 2.1 è lui l'anomalo ,di logica in linea di massima i giocatori rappresentano la loro classifica,quindi il 2.3 massimo farà 2 partite in più,non ho mai visto uno partire dalla quarta fare sei 8 partite e poi giocare con il 2.1 e se esiste non puo fare la regola.

  45. Mario Polidori

    @Nicoxia
    non era questo il punto, mi spiego meglio e decodifico anche Barbara 🙂
    Il punto era che partendo dalla quarta, per esempio, ho classifica 4.3, giocherò a seconda di quanti partecipanti ci sono contro un 4.4 al primo turno, un 4.2 al secondo ed un 4.1 al terzo.
    Tutto questo avviene in un giorno e mezzo. La seconda metà del secondo giorno finalmente incontro un 3.5.
    Io arrivo con tre match nelle gambe e nella testa lui è fresco come una rosa, metti che magari avrei potuto batterlo con tutte le risorse piene, ci perdo perché sono sfinito rispetto a lui.
    Questo avviene anche per i terza che approdano nel tabellone finale, dove invece i seconda, che non sono tutti al  primo turno, fanno comunque poca strada per arrivare a vincere il torneo, ed i seconda alti, tipo 2.4 o 2.3 o 2.2 spesso fanno un turno e poi vanno in finale.
    E chi li schioda da lì?
    Tanto per dirne una, anche se possiamo dirne qualcuna in più.
    Il rimando al dibattito sul blog Fit è comunque utile.

  46. Roberto Commentucci

    I problemi del circuito Open secondo me sono altri, e sono purtroppo più gravi del format dei tabelloni, che invece per me è giusto.

  47. Mario Polidori

    @nicoxia
    te ne racconto una.
    Mia figlia in un open a Rivoli (TO) al primo turno e unico turno (particolarmente fortunato il tabellone c'erano solo due quarta) ha incontrato una svizzera di 27 anni che al suo paese era l'equivalente di un 2.4 e che in Italia ha dovuto cominciare da 4.2 come classifica riconosciuta.
    Questa ragazza non è riuscita ad arrivare al tabellone di seconda per i motivi che ti dicevo, ha perso al quinto match con una buona 3.1, che aveva i suoi meriti, ma quello maggiore è stato quello di approfittare di una 2.4 sfinita da tre giorni di full immersion e di notevole stress mentale nel dover trovare la concentrazione necessaria per non farsi far fuori dalle pallonettiste o dalle baby-killer.
    A chi giova?

  48. bogar67

    domanda @Commentucci. La norma per cui se non vai al centro estivo Fit non puoi essere convocato per la Belardinelli è in vigore? è rigida o invece  viene lasciata l'applicazione al parere della FIT?

  49. Mario Polidori

    @Roberto
    quello dei tabelloni è solo uno dei problemi, mi spiace che tu non sia d'accordo, perché purtroppo è voce comune di tantissimi giocatori.

  50. nicoxia

    Mario teoricamente,per la stragrande maggioranza,la 4.3 non ci arriva a giocare con la 3.5,io capisco che per Marta è una difficolta ma nello stilare le regole si deve tener conto della maggioranza.

  51. bogar67

    Scusa Roberto che succede se:
    1) Nella regione val d'aosta o in altre regioni nessuno dei più forti atleti o atlete è andato ai centri estivi?
    2) che succede se la regione x non potendo schierare uno o più dei suoi validi elementi perchè non è andato al centro estivo Fit  si dovesse accorgere che la regione y ha schierato invece il suo più valido elemento che invece è al centro estivo fit non vi è mai stato?
    3) può un genitore che ha speso 1000 euro per rispettare la regola mandando il proprio figlio al centro fit chiedere lumi al proprio delegato regionale se questi ha invece convocato uno che non c'e' stato al suo posto?
    Grazie per cortese risposta, come ben sai, essendo un arbitro FIGC amo rispettare le regole che la mia Federazione scrive anche per la più semplice delle competizioni.
     

  52. nicoxia

    Poi ci sono anche questi esempi,ad Alassio torneo Open mia figlia dopo aver vinto al primo turno con una 4.5 al secondo ha incontrato una 3.1,ogni torneo fa storia a se.

  53. andrew

    bogar67….hai ancora un sacco di tempo…incomincia così:
     
    scaricati dal sito FIT lo statuto. Leggilo. è un testo in un linguaggio misto tra codice della strada, sentenza della corte di cassazione e statuto dell'ordine degli avvocati.
    Dopo averlo letto, porta tua figlia in un altra nazione.

  54. Mario Polidori

    @Bogar e Nicoxia
    Prima che venissero adottati questi tabelloni negli Open, erano molto diffusi i tornei di categoria, molto più utili per chi avesse un gioco corrispondente alla propria categoria per cui nel caso di una 4.5 non incontrava una 3.1 (anche se sinceramente hai fatto l'esempio di un torneo molto particolare) e nel caso di un 4.3 che valesse un 3.5 questa aveva la possibilità di giocarci al primo turno iscrivendosi ad un terza.
    L'open adesso è l'unico torneo dove si possa tentare di salire, perché qualche quarta o terza limitato lo trovi ancora, e quel sistema si sezioni intermedie diventa una iattura.
    Ma quello che semplicemente sostengo e chiedo, perché se tutti i tornei internazionali hanno un meccanismo, non lo si può ricreare anche in basso, così da abituare immediatamente tutti ad un percorso uguale?
    Se vai a fare un'ETA, per parlare dei piccoli, dopo la trafila del sign-in entri nelle qualifiche e poi se passi vai al Main Draw, punto.
    Tutto molto semplice e tutto molto più economico.
    Negli Open tra le altre cose c'è da mettersi d'accordo con la signora Gianna, che giocava da piccola, anche male, e che a quarant'anni nella migliore delle ipotesi, decide di dedicarsi all'agonismo, che sarebbe meglio definire "all'agonia", per rompere le palle a furia di pallonetti e rovesci tagliati (definirli in back non si può, non chiedetemelo), per l'orario più consono perché giustamente LEI lavora, e quindi siamo lì alle ore 21, magari di un martedì, perché la domenica la signora Gianna non può?
    Ragazzi su, abbiate pietà di noi.

  55. Madmax

    Mario..
    La soluzione semplicemente non esiste o meglio non è realizzabile.. Per creare un campione l'unica strada è l'iniziativa privata, che teoricamente poi potrebbe essere sfruttata come volano ma in Italia troppe volte non si sono sfruttate le occasioni anche perchè quelli che fino a quel momento contano vogliono continuare a contare… 🙂
     
    Eltern..
    Eccezionale e purtroppo vero.. 🙁
    Ecco a cosa serve pigiare molto presto sull'accelleratore..
     
    Barbara..
    A mio modesto parere sono problemi che ci sono veramente ma se ci si ferma davanti a queste cose è solo per trovare degli alibi.. Voglio dire i problemi come benha spiegato Eltern sono altri.. Anche perchè il campione è colui che riesce a districarsi tra le tante difficoltà…
     

  56. Mario Polidori

    @Max
    basta che l'iniziativa privata eviti di scontrarsi con quelli che vogliono continuare a contare… 😀
    Io intanto, il tentativo di allargare la base, anche solo come scherzo, te lo faccio….
    tanto se ci riesco torna buono anche a te! 😉

  57. bogar67

    Andrew dello statuto posso anche fregarmene, del resto in FIGC non mi è mai importato fare il dirigente pur avendone la possibilità, mai ambito a diventare osservatore arbitrale ai vertici( serie A,B  o lega PRO) mi piace diffondere ed insegnare a dirigere le gare ai ragazzi appena usciti dal corso arbitri. La prima cosa che insegno è il regolamento, poi come stare in campo ed applicarlo, una cosa che sto imparando invece in FIT che le regole cambiano a secondo il vento che gira, come ci si è alzati la mattina, se appartieni a questo o a quel circolo, a questa o quella regione, tutto va avanti alla viva il parroco,  quello che viene messo per iscritto non viene poi applicato.

  58. Madmax

    Mario..
     
    Purtroppo è impossibiile non scontrarsi perchè in un programma che porta ad alti livelli dilettanti e scalda poltrone non sono ammessi.. 🙂
     
    E cmq chiunque voglia venire a giocare portalo che lo facciamo giocare gratuitamente tanto io mi diverto, poi si vedrà.. 🙂

  59. Roberto Commentucci

    Si Mario,ma non ti seguo.
    Facciamo una distinzione. Ai tornei partecipano varie categorie di concorrenti. Schematizzando, abbiamo ad un estremo gli amatori senza ambizioni di agonismo e all'altro estremo i ragazzi promettenti con ambizioni di agonismo serio.
    Per i primi, i tabelloni a sezioni intermedie vanno benissimo, perché consentono di giocare parecchi match con gente di livello simile, offrendo un incentivo forte a partecipare, pagare tasse di iscrizione e tasse federali, che finanziano il movimento.
    Per i secondi, perdonami la franchezza, i tabelloni a sezioni intermedie non possono essere un ostacolo sulla via del professionismo. Se una ragazzina ha qualità, non saranno certo i pallonetti e i colpi tagliati della signora Gianna in un match giocato alle nove di sera a impedirle, in prospettiva, di diventare una pro, oppure di migliorare gradualmente la propria classifica. Se iniziamo a prendercela con le signore Gianna, con i pallonetti, i colpi sporchi, le palle chiamate fuori, le partite giocate alle 9 di sera, forniamo solo alibi ai nostri ragazzini, e forse, sotto sotto, non siamo nemmeno troppo convinti che abbiano stoffa.
    Il sottoscritto, modestissimo agonista, ha fatto in passato parecchi tornei di terza e di quarta. Quando giocavo coi ragazzini, ovviamente non mi mettevo a fare a pallate: un topspin di diritto, una variazione improvvisa, un serve & volley, un back stretto, una palla corta, e tanta corsa in difesa, per far loro giocare tante palle. Se stavano lì e mi prendevano le misure, dopo un pò la loro superiore pesantezza di palla aveva ragione delle mie ragnatele tattiche e mi costringeva alla resa. Se invece iniziavano a fare "ma anvedi questo come gioca…" la partita spesso me la prendevo io. E voleva dire che non erano poi così promettenti, fidati.
    Tra l'altro, lasciami dire che le tante signore Gianna costituiscono la polpa del movimento: sono quelle che pagano le tasse federali, comprano le racchette, le scarpe, i completini, le riviste, vanno sui siti specializzati, e tengono in piedi tutta la baracca.
    Non devono avere voce in capitolo nelle scelte che riguardano il tennis agonistico (per esempio nella scelta delle superfici di gioco) 🙂 ma per il resto le loro esigenze vanno rispettate.
    E i nostri pargoli adorati non devono avere alibi snobistici. E' la legge dello sport.

  60. Mario Polidori

    @Roberto
    nel momento in cui il tennis di alto livello si muove su altro, questa non può essere la legge dello sport.
    Ma forse come dicevi tu, la selezione intermedia potrebbe essere l'ultimo problema.
    Ma come facciamo a sostenere che gli Open sono una valida alternativa al circuito internazionale?
    Un tempo andare ad un torneo era un evento, adesso è cassetta.
    La condizione in cui ti ritrovi a giocare è di un avvilente, che distrugge la motivazione di un ragazzo, non è perché lo viziamo, perché vivaddio è avvilente, perché dovrebbe piacergli?
    Perché quando sarà grande ed avrà superato tutto questo inferno andrà in Paradiso?
    No, attraverso questo al massimo andiamo in Purgatorio e mi pare che i risultati parlino chiaro.
    Mentre chi può, scavalca tutto e tutti e si va a prendere ciò che serve.
    Ed il bello è che lo sanno anche quelli che sono costretti nella melma.
    Proviamo a disegnare, anzi proverò a farlo in un altro momento, non per provocazione, solo per riflessione, il prototipo di campione, quali caratteristiche dovrebbe avere per uscire indenne da tutte queste prove.
    Capisco che il movimento cresce con tutto, ma non possiamo certo affermare che questo è il giusto cammino per il professionismo che poi organizziamo, anche a livello federale, tutto qui.
    La questione poi della signora Gianna, poverina, è solo una provocazione, un'esasperazione colorita, ma il fatto che in due giorni fai quattro turni e sei panato, quella è un'altra esasperazione.
    Gli Open, in sostanza, sono la derivazione di un movimento che va così, per i ragazzi aspiranti pro il meccanismo deve essere diverso.
    Non diciamo sempre che è così che si forgiano i veri uomini, perché l'esempio di Irina e quello che succede a tutti, a chi ha aspirazioni non serve.
    Io non dico che non si possano risolvere i problemi, ma se tu argomenti così sembra quasi che il problema non c'è, e se tantissimi giocatori si lamentano un motivo ci dovrà pur essere.
    E' chiaro anche che ci sono diversi problemi e diversi livelli dei problemi, vanno divisi e risolti uno per volta.
    Dire che la signora Gianna è quella che muove e fa mercato, mescolando i problemi, aumenta la preoccupazione, non è corretto.

  61. Barbara

    Silvano
    dimostri una sensibilità, cogliendo anche le più piccole sfumature, che è veramente fuori dal comune ed io non sono certo una che si spertica in complimenti, ma la cosa mi ha molto sorpreso.
    Temo che la questione di Irina fosse contingente, ovvero la necessità di provvedere a se stessa fin da piccola l'ha costretta a fare delle scelte di opportunità, che non possono nemmeno essere considerate scelte visto che erano obbligate e credo che lei sia orgogliosa di quello che ha fatto e di essere diventata maestra e penso anche che sarà un ottimo coach.
    Per un pò ha fatto lezione a Marta ed è fantastica perchè ha un modo di semplificare le cose ai ragazzini tutto suo, esistono le cose fatte bene e quelle fatte male, ma il suo modo di dirtelo ti fa capire che è inutile farsi tante pippe, tutto si riduce a bene e male.
    Però è vero la sua storia è utile per capire tutto quello che normalmente non viene detto e per ragionare su quello che accade da un certo livello in su, che è quello che tutti ci rifiutiamo di guardare e di comprendere, compreso il fatto che alcune cose si possono cercare di risolvere e dominare ed altre no.
    Io credo che il vero difetto del tennis sia la mancanza di cultura sportiva, la maggior parte dei maestri ha un passato da giocatore più che modesto e nessuna voglia di volare alto, i genitori difficilmente hanno praticato a loro volta sport e nella maggior parte dei casi basta saper accennare un back intorno ai 12 anni per farti additare a fenomeno del circolo.
    Ecco la fenomenalità è il dramma di questo sport.

  62. Madmax

    Mario dipende..
    Se uno fa cassetta ed i soldi degli open li investe poi nei tornei Internazionali gli Open vanno benissimo, se ci compri l'IPHONE….Come dire cacchi tuoi.. E se non li vinci non puoi essere uno avviato al professionismo..

  63. Mario Polidori

    @Max
    ti auguro di fare cassetta negli Open….
    quando Alessia sarà in grado di vincere un Open per fare cassetta, sono certo che sarà, anzi sarete in giro almeno per l'Europa a continuare il percorso che hai avviato.
    Se poi non dovesse farcela, e figurati se posso augurarle una roba del genere, allora ripiegherà, divertendosi, facendo finta di recuperare qualche costo.
    I conti di Eltern, mi pare fosse lui, tornano perfetti.
    Questo è comunque un problema che va affrontato diversamente ed in altra sede, secondo me.

  64. Roberto Commentucci

    Mario.
    Io dico che il problema degli Open non è il formato del tabellone, ma il livello complessivo di cultura sportiva (bassissimo) di cui è permeato il circuito. Livello di cultura sportiva che purtroppo rispecchia quello del nostro sistema paese, e che può migliorare solo nel lungo periodo.
    Nessun federale sano di mente potrebbe dire che gli Open costituiscono "il" percorso, il cammino istituzionalmente prefigurato per crescere un campione. Gli open sono piuttosto una delle diverse alternative, un ingrediente della programmazione che va opportunamente mescolato con tutto il resto, con le altre esperienze di gara. I Tennis Europe, i tornei di terza, i tornei del nuovo circuito nazionale giovanile che partirà a gennaio, eccetera.
    Da ognuna di queste prove, se vissute con la giusta consapevolezza, il giovane agonista può imparare qualcosa di diverso, può trarre un diverso mattoncino per la sua costruzione.
    Il discorso della signora Gianna era solo per rispondere ad una tua nota di colore, non si tratta solo di fare mercato, si tratta di avere a che fare con la base del movimento, che va coltivata e fatta crescere.
    I numeri dicono che da quando ci sono i tabelloni a sezioni intermedie e le nuove classifiche nei tornei di terza e di quarta si iscrivono molti più soci di circoli, che una volta non varcavano mai i cancelli del proprio club e giocavano sempre fra loro. Molti ora invece vanno in giro, si iscrivono a tornei e cercano di migliorare la loro classifica, anche solo da 44 a 43, magari. 
    In prospettiva futura ciò è un bene, per tanti motivi. Questi soci fanno esperienze di gara, vivono delle competizioni e,anche se a livello semiamatoriale, accumulano delle esperienze sportive. 
    Se tra qualche anno avranno dei  figli agonisti, saranno padri meno sprovveduti dei tifosi da poltrona, che vivono solo a pane e pallone in tv.

  65. Mario Polidori

    @Roberto
    su questo  sono perfettamente d'accordo, allargare la base dei praticanti agonisti costituisce senz'altro un bel passo avanti nella cultura sportiva che ci manca.
    Ineccepibile.
    Come sono d'accordo, che gli Open sono un mattoncino nell'esperienza di un agonista.
    Anche se, mi scappa la battuta, assomigliano di più ad una mattonata 🙂
    A parte gli scherzi, così è perfetto.

  66. Madmax

    Mario, io non mi sono mai nascosto..
    A nemmeno 14 anni Michelle Larcher de Brito liquidò in due set la Remondina già 400 del mondo e 2.1, quindi in grado di vincere un open..
    Alessia dovrà farlo al massimo a 15 anni, altrimenti per quanto mi riguarda significa che non è abbastanza forte e si dedicherà ad altro.. Mancano tre anni..
    In questi casi, credo che la coerenza sia d'obbligo..

  67. Barbara

    Roberto
    consentimi la battuta, la signora Gianna più che la polpa del movimento è il bollito 🙂
    ci sono i III ed i IV per far divertire i vecchietti e formare la loro cultura sportiva, sarebbe stato un giusto compromesso tra le esigenze di tutti.
    Se non hai soldi per andare all'estero la classifica per entrare in un 10000 la devi prendere in Italia e con questo sistema perdi un sacco di tempo e denaro, non credo vi rendiate conto di quanto incide in termini di costi e tempo far giocare questi tornei ad un ragazzino, rischiate  di ritrovarvi con gli agonisti a giocare nei circoli ed i soci agli open 🙂

  68. Mario Polidori

    @Max
    quando ho detto che ti sei nascosto????
    Dico soltanto che non ci farai cassetta, primo perché non ci si guadagna e secondo perché Alessia, a quel livello, non ne farà tanti, gliene basterà uno, per dire.
    Sarete in giro per altro, proprio per coerenza.

  69. Madmax

    Mario non ho detto che hai scritto che mi sia nascosto.
    Io però ho sempre pensato ad un discorso diverso e cioè che se uno è forte è forte e basta e soprattutto che l'allenamento sia primario rispetto ad ogni cosa.. Per cui fino al momento in cui uno non entra nei 150/200 dove allora c'è da pensare solo ed esclusivamente alla scalata (ma anche qui se uno è forte non è che ci stia anni nel limbo..), beh prima dicevo deve allenarsi e la progressione della didattica dice che si parte dal cesto per arrivare finoa i puunti ed alle partite, per cui match dove devi andare per provare il lavoro svolto ce ne sono sempre, per cui invece di farlo in accademia preferiosco farlo in torneo dove eventualmente posso anche guadagnarci..
    Proprio nell'ippica ho sempre usato questo modus operandi e cioè invece di fare l'ultimo lavoro al mattino andavo in corsa a fare la prova definitiva.. Il risultsato era una resa altissima perchè i cavalli erano già rodatissimi e quindi da una parte il premio della corsa dall'altra la possibilità di fare un'ulteriore corsa visto che avevi risparmiato fatica in lavoro.. In più esisteva l'aspetto scommesse perchè un cavallo al rientro non era mai troppo appoggiato.. Dopo un po' però avevano cominciato a conoscermi ed erano sempre favoriti ma cmq il discorso premio al posto del lavoro mattutino rimaneva invariato..

  70. Roberto Commentucci

    Barbara, scusami ma non sono d'accordo. Se un ragazzino è forte nei tornei di terza non ci passa la vita, a 14/15 anni può già giocare gli Open sperando di battere qualche seconda categoria. Ci sono vari esempi sia tra i maschi che tra le ragazze.
    Se poi uno non  riesce a battere un 2.5, o anche, a proposito di doppio turno, un 3.1 e poi un 2.8 nella stessa giornata, non vedo che cosa ci vada a fare ad un ITF 10.000.

  71. gabri

    Mario, il piacere e' mio! Saluto anche con molta simpatia Barbara e Marta (ma il musicista non si sente emarginato, spero!) .
    Capisco la bella risposta di Irina e capisco anche quanto sia indelicato chiedere ad un'agonista quello che ho chiesto. Se guardo mio figlio e piu' o meno tutti i ragazzi e le ragazze che vedo giocare qui in accademia, ognuno con i propri fantasmi, ognuno con le proprie reazioni alle varie situazioni dentro e fuori dal campo da tennis capisco tutta la delicatezza del processo che mi trovo a vivere quotidianamente, a dover fare i conti con l'attenzione maniacale anche alle mie reazioni che gia' hanno causato qualche problema, il tutto volto a quella difficilissima operazione che e' la costruzione dell'autostima o self confidence. Lo sforzo a volte immenso di vedere la cosa positiva in mezzo a una marea di cose che non vanno ma acquisire comunque la capacita' di attaccarsi a quella per non mollare e uscirne piu' forti e ricominciare ogni giorno e non e' facile riconoscere il male prima e tenerlo lontano dopo, non e' facile riconoscerlo quando viene dagli altri e quando viene da dentro di noi, da dentro di loro, i nostri ragazzi che casomai per voler essere perfetti vedono solo quello che perfetto non e'. Alla fine e' come costruire un castello di carte che col tempo si deve cementare, ma fino a quel momento ogni soffio di vento ogni sussurro, ogni tremore ogni dubbio lo puo' far crollare … Non so se e' giusto quello che voglio dire e cioe' che puo' essere utile chiedere a qualcuno di analizzare il proprio percorso ma che questo puo' portare al dubbio sulle scelte fatte e questa e' una cosa che un'atleta non puo' permettersi' finche' non e' completamente fuori dal gioco e puo' deporre le armi e le autodifese. Questa e' una considerazione generale, non mi riferisco ad Irina che ha dato una risposta molto equilibrata e profonda e lascia emergere una bellissima persona. 
     
     

  72. Mario Polidori

    @Max
    a parte il fatto che la scalata non comincia quando arrivi a 150/200 ma molto prima…. 🙂
    l'Open può essere utilizzato per vari motivi, tutti sacrosanti ed utili.
    Io avevo fatto un appunto a Roberto, perché l'impostazione del discorso non mi tornava, e poi Roberto ha chiarito il punto.
    Va bene come esperienza, come match come dici tu, va bene per qualsiasi cosa, ma alla fine guadagnare non ci si guadagna, a conti fatti, riprendi quelli di Eltern, e se proprio ci sarà da spendere sono CERTISSIMO  ( 🙂 ) che sceglierai altri circuiti.
    Io ho fatto il conto che portare mi figlia ad Amsterdam, tanto per fare un esempio, a fare Grade di qualsiasi tipo, mi costa meno che portarla a fare un Open a Bologna.
    Che sia in grado di vincere o meno. Tutto qui.
    Non è un caso che i pro sparati in alto ci passano e vanno, quelli di ritorno ci albergano 🙂

  73. Mario Polidori

    @Gabry
    il musicista è talmente perso nelle sue composizioni da sesto anno di Conservatorio, pur essendo al primo, che non ci si fila di pezzo.
    Anzi, una cosa su di lui devo dirla.
    Lui ha 13 anni, l'avventura di Marta è iniziata 5 anni fa, quando lui ne aveva 8 e si è sorbito con una pazienza ed un amore, tutte le trasferte e le "rotture" della sorella, direi in maniera anche commovente, ed in un momento di sconforto della sorella, qualche mese fa, è stato lui a dire che non doveva mollare.
     
    Detto questo, più gli stiamo lontano e meglio si sente 🙂
     
    Scherzo sempre con tuo marito sul fatto che noi abbiamo una Canaglia al femminile, ma purtroppo non è affatto uno scherzo, e credo di sapere che cosa passi, perché lo passi e soprattutto perché hai deciso di passarlo.
    Per Marta il tennis è diventata la metafora della sua vita, come si agisce, come si interagisce, come ci si comporta e via dicendo, una scuola per imparare a stare al mondo prima ancora di diventare una tennista forte e famosa, che noi chiaramente le auguriamo di cuore.
    Il suo eclettismo ci ha sempre messo in difficoltà, minando le sue flebilissime capacità di concentrazione. A distanza di 5 anni ci sta restituendo una donnina meravigliosa.
    Al tempo stesso abbiamo cercato di metterla nelle migliori condizioni per raggiungere il suo obbiettivo che è e resta quello di diventare la numero uno del mondo 🙂
    Lo abbiamo fatto perché, banalmente, il tennis è sempre stato l'unico vero interesse che attirasse la sua attenzione per più di un'ora di seguito.
    Scegliere per noi è sempre difficile, ma ce la mettiamo tutta, e con buona pace, una volta che le abbiamo fornito il meglio di cui potevamo essere capaci.
    Stargli dietro poi, facendo attenzione a rovinare il castello di carta è un'impresa epica.
    Io e Barbara veniamo da passati sportivi di buon livello, io nel tennis lei nella scherma, ed abbiamo sempre praticato molti sport, ci piace, sono la nostra passione, ma nonostante tutto gli errori sono dietro l'angolo e si commettono sempre, anche se riusciamo a farceli perdonare 🙂
    Detto questo, ci auguriamo tutto il bene possibile, e sappiamo che comunque vada è già stato un successo per noi.
    Anche se sotto sotto, da ex tennista e grandissimo appassionato, spero che Marta arrivi dove vuole 🙂
    Noi abbiamo scelto la Vavassori, voi avete scelto Bollettieri, io ne ho viste anche altre in Francia, in Spagna, in tutte si può far bene, sempre vigilando.
     
    Credo la vostra scelta sia da condividere.

  74. Barbara

    Roberto
    non ci capiamo proprio, fai una cosa prendi un ragazzino forte iscrivilo ad un open ed accompagnacelo, possibilmente sotto mentite spoglie,  così è più chiaro.
    Io non ho detto che il ragazzo non ce la può fare, dico che:
    1)non devi avere un lavoro per essere a disposizione del circolo e soprattutto devi essere disposto a non giocare la settimana in cui dovresti giocare e farlo quando non dovresti, è la regola anche se non piove.
    2)non devi abitare in provincia
    3) non devi allenarti 
    4) non devi andare a scuola.
    5) essere disposto a spendere un sacco di soldi, perchè se danno skretch non avvisano, se spostano il giorno non avvisano, se spostano l'ora non avvisano etc.etc.
    Se hai letto i post sul sito della Federazione dovresti esserti convinto che sono diventati un casino.
    Quando arrivi a giocare con un 3.1 di doppi e tripli turni ne hai già fatti a mazzi, allora per salire di categoria ti dedichi solo ai tornei e non ti alleni e mandiamo a farsi benedire tutti i bei discorsi che abbiamo fatto finora.
    Poi scusa ma i tornei li facevamo anche prima e tutti sti casini non li abbiamo mai avuti.

  75. Roberto Commentucci

    Sui casini logistici hai ragione, ma non dipendono dal tabellone a sezioni intermedie, ma solo dalla mancata informatizzazione del sistema dei circoli.
    Su questo si sta intervenendo, la Federazione ha realizzato un software di gestione delle gare che sarà adottato dal 2011 obbligatoriamente da tutti i circoli che vogliono organizzare tornei e che gestirà a mezzo di mail tutti questi problemi, consentendo una piaificazione più agevole degli impegni e delle gare e una raccolta centralizzata dei risultati.

  76. Barbara

    Roberto
    sono felice dell'informatizzazione, ma ascoltami adotta un under 14 ed accompagnalo a due o tre open e poi ci riparliamo 🙂
    Poi mi racconti anche di quanto è simpatica la base, socia del circolo che con la tessera tra i denti pretende che gli orari vengano messi tra la depilazione e prima del parrucchiere, ma non il sabato che c'è la riunione della Stenon 🙂

  77. Roberto Commentucci

    Eh, ma mi sa che invece in questa vita i cacchi sono tuoi, Mario 🙂
    Comunque capisco il punto di tua moglie, però dai, se si hanno ambizioni e qualità non può essere questo il problema su. Certo è vera una cosa, la logistica ha lasua importanza, sarà che io vivendo a Roma sento meno il problema, ma mi rendo conto che se uno vive in una piccola città si può perdere parecchio tempo.

  78. Mario Polidori

    So' cacchi miei sì…. 🙂
    Io ero d'accordo sul mattoncino proprio per questo….noi ne abbiamo fatti diversi,,,,è un manicomio…

  79. Madmax

    Mah io ho portato Alessia a due open (da 4.1) e gli orari erano esposti fin dal giorno prima con scritta la giocatrice già avanti più la winner tra le contendenti del turno precedente.. Poi se non sono tutti così vi dirò… Posso dire anche che di Open dove puoi fare avanti indietro in giornata ce ne saranno almeno dieci ma forse ci si avvicina più al venti.. Basta andare ora sul sito del comitato regionale lombardo e fino alla fine dell'anno sono rimasti tre open e tutti sono raggiungibili in auto ad un massimo di 100 km..
     
    Mario fino a 400/500 ci devi arrivare facile altrimenti credo che le chances siano pochine.. 🙂

  80. Madmax

    Guarda Mario nei due anni alla Vavassori ho seguito tutto il percorso della Remondina che ad un certo punto era arrivata a 380 e con attività quasi esclusicamente in Italia (soprattutto 10.000). Con delle persone abbiamo ad esempio già stabilito che dal momento che loro vengono in zona a giocare dei tornei dormiranno da noi e viceversa.. Tra l'altro immagino che se una a 15/16 anni è 400/500 wta, qualche euro in più gli sponsor lo destineranno.. 

  81. Grazie Barbara per i complimenti.
    Voglio ribadire la mia stima per Irina e l'apprezzamento per il suo difficile percorso, sono convinto che sarà una brava coach ed una bellissima persona anche perchè ha sperimentato le difficoltà.

  82. Solo qualche numero se no diamo i numeri.
    per essere 400 al mondo devi aver guadagnato tra 90 e 95 punti la 500esima circa 60. Un 10.000$ attribuisce alla vincitrice 6 punti Un 25.000$ 25 punti. Per vincere un 10.000$ il tuo valore deve essere 2.2/ 2.1 classifica italiana per capirci. Ai 25.000$ partecipano giocatrici classifica wta tra 100 e 200!
    Uno sguardo alle migliori giovani al mondo.  L' inglese Laura Robson '94 è 200 nel ranking. Intorno a 400 troviamo la russa Kateryna Kozlova. In totale nelle prime 500 abbiamo 5 giocatrici del '94. La prima delle italiane è la Moratelli circa 750. Del 1995 non troviamo nessuna ragazza nelle prime 600, la prima poco oltre questa soglia è l'americana Madison Keys.
    Naturalmente è giusto porsi degli obbiettivi stimolanti e auguro a tutte le nostre giovani di raggiungerli, però non vorrei che passasse  il messaggio che se non sei 400 a 15 16 anni beh… allora lasciamo perdere. Le ragazze che ho nominato sono fenomeni ed è ovvio che credo e spero che ci siano anche in Italia, ma tanto per farvi un esempio nel 1996 campionato italiano C3/C4 mia figlia è kla sua compagna persero a Milano da Schiavone e Brianti tutte e due nate nel 1980!!!
    Ognuno alla propria velocità e lasciatemi dire che non è distruggendo i sognio degli altri che rinforziamo i nostri.

  83. Nikolik

    Un 10.000$ però, attribuisce alla vincitrice 12 punti, non 6. E un 25000$ 50 punti, non 25.

  84. nicoxia

    Mario io sono completamente daccordo con Commentucci,ed anchio come Max negli Open sia maschili che femminili non ho mai avuto problemi,per quanto riguarda il gioco ho trovato gente come tu l'hai descritta,ma ho insegnato ai miei figli il rispetto per chiunque,ognuno gioca come può e come sa,no scuse se non riesci a batterle a casa a lavorare.Più è duro il percorso più si temprano.

  85. Mario Polidori

    @Silvano Papi
    Quello di distruggere i sogni degli altri è una delle pratiche preferite troppo spesso in queste discussioni, e chi lo fa o ha già distrutto il suo o ha deciso di giocare d'azzardo, rischiando di farlo.
    Sui tempi di maturazione diversi e sulle precocità che saltano all'occhio si è molto dibattuto, ma non c'è verso, nonostante per questo parli la storia.
    Niente da fare, è più forte di loro 🙂

  86. Mario Polidori

    @Nicoxia
    anch'io sono d'accordo con Roberto, come ho detto, ma sono d'accordo anche con Barbara (ed essendo mia moglie sai quanta fatica mi costa 🙂 ) nel momento in cui segnala una realtà avvilente che purtroppo esiste.
    E qui non si può scegliere di essere  d'accordo o meno, bisogna prenderne atto.
    Perciò, se si tratta di un mattoncino nell'esperienza di un ragazzo ben venga, impara e si tempra, se si tratta dell'unico modo per arrivare a diventare un campione allora abbiamo un problema, perché diventa una fogna in cui muoiono, che ci piaccia o no, tutti i sogni e le motivazioni del nostro ragazzo.
    E diventa un controsenso fargli fare, costruirgli, scuole che facciano molta attenzione a tenergli viva la motivazione, se poi intendiamo temprarli all'inferno.
    Vedi, Nicoxia, agli italiani piace essere degli eroi, ma intanto che qui ne nasce uno al millennio, gli altri lavorano per non fare cazzate e sfornano campioni.
    A noi non basta il campione, per il nostro riscatto ci vuole un campione eroe.
     
    Cerchiamo di essere pratici in alcune fasi della nostra organizzazione, e te lo dice uno che non fa che professare estro, magia, creatività, passione, determinazione, coraggio, come ingredienti per un tennista.
    All'inferno con queste qualità ti ridono dietro.
    Sia chiaro che non in tutte le zone ed in tutti gli Open avviene così, anche noi adesso saremmo in grado di scegliere quelli meglio organizzati ed evitare rotture, ma non è stato facile selezionarli 🙂

  87. Mario Polidori

    @Nicoxia
    Traduco.
    Abbiamo il maledetto vizio di prendere per buono il nostro sogno e per essere sicuri che sia giusto dobbiamo distruggere quello degli altri, perché se il loro sopravvive significa che il nostro è sbagliato, e la cosa non ci piace neanche un po'….. 🙂

  88. Nikolik

    Mario, ma guarda che nessuno distrugge i sogni degli altri.
     
    Si cerca, piuttosto, di risolvere un problema, reale, esistente, che non è quello di distruggere i sogni degli altri, ma di non illudere le persone.
    Si cerca semplicemente di dire che è inutile accanirsi di fronte a rislutati così mediocri che non possono essere giustificati da influenze esterne, vere o presunte.
    Si cerca, piuttosto, di dire a questi genitori, purtroppo molte volte fissatissimi che il loro figlio è un campione, che esiste un punto di non ritorno, per il bene di tutti.
    Poi, è chiaro, ognuno gioca con la vita dei propri figli come vuole, ma almeno parlare si potrà, senza essere tacciati di distruggere sogni, quando in realtà si dicono solo cose giuste ed ovvie.
     
    Se il genitore non accetta che suo figlio non è un campione, ciò ingenera fatalmente, nel figlio, delle frustrazioni.
    E' ovvio.
     
    Credimi, illudere le persone è un problema molto più grave che distruggere i sogni.
    E' molto peggio illudere le persone.
    Ed è molto peggio infondere a giovanissimi il concetto che i suoi insuccessi sono sempre colpa di altri.
    Che male c'è a perdere sempre a tennis?
    Che male c'è a non essere campioni?
    Che male c'è se altri sono più forti?
    Non si può mai accettare la sconfitta, tacendo, come si deve fare nello sport, e complimenti agli avversari, senza avercela con il mondo?
     
    Ed è molto peggio infondere a giovanissimi il concetto che lui perde, sì, ma è un campione incompreso dal mondo. E' il mondo che ce l'ha con lui, è la federazione che ha aiutato gli altri, è il maestro che non l'ha capito, è il preparatore fisico che è sbagliato, è colpa di quelli che giocano male e che sono pallettari nei tornei di terza, ecc.
     
    Io, questo discorso dei tornei di quarta categoria open proprio non lo capisco.
    Ci sono una miriade di tornei giovanili, perchè dovrei giocare gli Open, in specie se sono proprio così forte, sono una piccola promessa del tennis?
    Abbiamo la fortuna che ci sono un sacco di tornei ETA in Italia, che problema c'è?
    Un ragazzino, giovane campione, ne giocherà al massimo due all'anno, di Open.
     
    Sognate pure, chi vi toglie i sogni?
    Ma non illudete le persone, per favore.
     
    Vorrei ricordarvi, ancora una volta, come avete trattato la n. 700 del mondo WTA a 20 anni, qua dentro.
    E ora mi parlate di ragazzini che stentano negli Open?
    Ma se avete consigliato di iscriversi all'Università alla n. 700 del mondo a 20 anni?
    E siamo noi che distruggiamo i sogni degli altri?

  89. simplypete

    Ma scusate e tanto difficile capire che, non è la classifica raggiunta l'anno prima o dopo a fare la differenza ma il progetto, se si sono costruite bene le fondamenta fisiche, tecniche e mentali allora c'è una chance altrimenti, ad un certo punto non si vince più e basta.
    La Robson sono due anni che vale la classifica tra 200 e 300 wta, l'ho vista giocare al bonfiglio lo scorso anno nel 2009 e vi dico che valeva già quella classifica, se andiamo a vedere i risultati degli ultimi 2 anni direi che non è progredita come si aspettavano il problema è capire, se ci sono delle lacune nella costruzione dell'atleta oppure,è solo una pausa fisiologica, chiaramente questo non lo posso sapere, affermo solo che la fretta è una cattiva consigliera, se per portarla così precocemente al top si sono bellamente trascurati alcuni aspetti della costruzione della tennista, magari adesso i nodi vengono al pettine….e tra un paio di anni avremo una giocatrice bollita all'età di 18 anni, mentre coetanee apparentemente più indietro adesso potrebbero superarla…E' solo un esempio, poi magari tra un paio di mesi prende il volo…e tanti saluti…

  90. nicoxia

    Simply porta il fassone per 12,Mario visto che ti vedi con Max se sabato vuoi unirti a noi sei da parte mia ben accetto.

  91. Mario Polidori

    @Nikolik
    l'episodio della 700 non lo ricordo, perché non era in questa rubrica, e me lo sono perso.
    Lungi da me l'idea di alimentare un sogno che oggettivamente non si può inseguire.
    Sono il primo che vede il successo per la figlia nella crescita umana nello sport.
    Ma con la stessa determinazione, mi sento di arginare un generico: "se a 14/15 anni non hai vinto niente e meglio che lasci perdere"
    Lo definisco generico nella misura in cui si tratta di un traguardo oggettivo ed unico sul quale fondare le proprie convinzioni
    Lo giudico anche riduttivo e senza un senso compiuto.
    Come accennava Simply, è sempre tutto da vedere, niente è deciso, sempre che ci siano i requisiti per concorrere che non sono assolutamente l'aver dimostrato in tornei a qualunque età.
    E la prova è che anche chi ha fatto sfracelli prima, si poi eclissato.
    Ci sono mille motivi che posso far eclissare un campione mancato e ce ne sono altri mille per credere in un altro che è partito dopo.
    Se fosse così semplice stabilirlo probabilmente non sarebbe lo sport che è.
    Per quanto riguarda gli Open, l'abbiamo abbastanza risolta mi pare, sono un buon mattoncino, ma come dici giustamente ci sono tante altre cose da fare in Italia, gli Eta per esempio, ed io ti dirò di più: per chi ha deciso di andare a fare tornei già a 200 km da casa, facendo due conti, potrebbe serenamente andare all'estero, avevo fatto l'esempio in altri post di Amsterdam.
     
    In ogni caso la storia che ho raccontato dovrebbe essere emblematica del fatto che sono le variabili a fare spesso un campione, e tante volte un campione resta tale anche se non ce l'ha fatta, senza voler con questo dargli dell'incompreso, semplicemente raccontandogli che la vita è dura e che  non basta essere pieni d'oro per essere ricchi.

  92. simplypete

    ……Come accennava Simply, è sempre tutto da vedere, niente è deciso, sempre che ci siano i requisiti per concorrere che non sono assolutamente l’aver dimostrato in tornei a qualunque età…….
    Mi sa Mario che non ci siamo capiti, in questo momento per esempio io sto lavorando su aspetti del gioco e della tecnica, che non c’entrano nulla con la consistenza in altre parole non sto facendo ore di diritto e rovescio da fondo, per ricercare la solidità, che poi è quella che ti fa vincere adesso, ma su altri dettagli di carattere motorio-sensoriale che nelle mie intenzioni, dovrebbero essere le basi, sulle quali, in in secondo momento costruire la consistenza dopo…
    Il mio dubbio è che magari i fenomeni giovani troppo presi dalla ricerca del risultato abbiano trascurato questa fase, per l’obbiettivo a breve perdendo di vista quello a lungo, spero per il tennis italiano che un quinzi per esempio non abbia fatto questo errore…

  93. Madmax

    Silvano..

    Ho precisato che sarò IO a credere che MIA figlia se a quella età NON raggiungerà una certa classifica non è abbastanza buona e che sempre e solo MIA figlia si occuperà d’altro, gli altri facciano e credano quello che vogliono… 🙂

    Io però dato che di tennis non ci vivo e non ci devo vivere faccio le mie considerazioni secondo le mie esperienze..

    A mio avviso le atlete da te citate non sono campionesse.. Ovviamente parere personale…

    Nico ho chiesto a Mario per sabato ma da quello che ho capito deve andare a casa a Novara..

  94. Nikolik

    Ma infatti nessuno ha mai detto: “se a 14/15 anni non hai vinto niente è meglio che lasci perdere”.

    Si è detto una cosa ben diversa: si è detto “se a 14/15 anni perdi sempre, non appena incontri uno fortino, è meglio che lasci perdere”.
    E, soprattutto, si è detto: se non hai risultati proprio minimi, non dare la colpa agli altri, se ne hai davanti 30 del tuo anno, solo in Italia, cos’è che è successo?
    Il mondo del tennis italiano ce l’aveva solo con te e non con le altre 30, che vivono anche loro nel tuo stesso ambiente, hanno la tua stessa età, hanno gli stessi tuoi problemi, vivono anche loro nel tennis italiano?
    Che è, son tutte e 30 miliardarie? Che è, son tutte e 30 figlie di maestri?

    Insomma, anche per lamentarsi, con credibilità, devi essere un campione.

    Questo si diceva, senza infrangere alcun sogno.

  95. Madmax

    @Silvano..

    Credo anche che le classifiche non altissime delle migliori dipendano anche dal fatto che vincendo i tornei juniores importanti si ha maggior possibilità di raggiungere bonus e nuovi sponsor..

    E cmq credo che finchè non si farà moolta più attenzione alla parte fisica con le più grandi e forti sarà sempre più difficile colmare il gap… Sempre e solo mia opinione.. 🙂

  96. Mario Polidori

    @Simply
    guarda che ci siamo capiti 🙂
    Perché sostengo anch’io che il tipo di preparazione adeguata, rispettando la personalizzazione, e che non è costruire solo due fondamentali per vincere subito, richiede tempo e pazienza.
    L’accenno che ho fatto a quello che accennavi (mi scuso per il bisticcio), era sull’esempio della Robson, che secondo lo schema 14/15 vincente dovrebbe vincere per forza e magari non lo farà più (le auguro di farlo ovviamente), mentre chi lavora con calma non è la classifica raggiunta l’anno prima o l’anno dopo che conta ma il progetto.
    Nessuno vuole illudere nessuno, era la mia conclusione, ma nessuno deve distruggere nessuno basandosi su un solo elemento generico.

  97. Mario Polidori

    @Nikolik
    la prima parte mette tutti d’accordo, anche perché è assolutamente incontrovertibile.

    La seconda, se prendersela con il tennis italiano è la solita lagnanza italiota, sono ancora d’accordo.

    Ma non sempre si tratta di quello.

    Io ne ho un’esperienza diretta, sia personalmente, quando giocavo, sia attraverso mia figlia, senza necessariamente parlare di lei, ma i luoghi che ho visitato prima di trovare quello adatto, sono terribili.

  98. Mario Polidori

    @Max e Nicoxia
    sì devo andare a Novara, ma datemi le coordinate che non si sa mai…..

  99. simplypete

    @ nico…si è capito che se magna….., ma ricordati anche che se beve un buon barricato… 🙂

  100. Max e Nikolik sicuramente tra le scorrettezze più gravi c’è quella di illudere e prendere in giro le persone. Detto questo vorrei capire per voi quale è il traguardo minimo per considerarsi soddisfatti, per non aver buttato tempo e denaro e per non essersi presi in giro
    Dai tuoi post Max credo che non sia meno di top 20 (visto che non consideri la top 10 che ho citato prima una campionessa), Nikolik non so qual’è la tua soglia, vogliamo dire top 100? OK in questo momento in Italia ci sono almeno 150 ragazze tra 12 e 16 anni che stanno lavorando o che sognano di diventare delle pro o giù di lì. Si impegnano, viaggiano, fanno tornei, raduni. I genitori seguono e trepidano, una delle domande più frequenti “arriveranno o no e fino a dove”. Ma voi siete sicuri che lo vorreste sapere subito, o non sarebbe meglio vivere questa esperienza senza legarla unicamente al risultato assoluto che ti consegna alla storia, che ti fa camminare 1 metro sollevato da terra?

    “lo sciocco pensa alla medaglia, l’artista alla strada che c’è da percorrere.” Ho già citato questo aforisma di goethe che rende perfettamente l’idea della persona saggia e creativa che vive attimo per attimo cercando di ascoltare e di godere delle emozioni e che si differenzia proprio in questo dalla persona nevrotica che è proiettata al contraro solo e sempre al futuro e non si gode quasi niente.
    Cosa dovremmo dire a queste 150 under 16, oh! Non vi illudete, guardate che solo 1 o 2 di voi arriveranno. Voi altre andate a suonare la chitarra….e poi pure lì che faccio? Se non divento Joan Baez lascio pure quella?

    Invece ti voglio fare i complimenti Max per come stai organizzando il lasvoro per Alessia, ti ho già detto di averla rivista a Tirrenia a distanza di pochi mesi dal Canottieri Roma e di aver notato miglioramenti significativi. Inoltre hai scelto ottimi compagni di viaggio e da quello che scrivi si sente che non hai dubbi sulla qualità del vostro lavoro e sulla realizzazione del progetto. Grande!! la fiducia e la determinaziona sono tra le qualità più importanti, sia quella tua personale, sia quella che quotidianamente riesci a trasmettere ad Alessia. Il dubbio legittimo può esserci su come arrivare e non se arrivare, se no hai bello che perso. In bocca al lupo di cuore!
    Nikolik apprezzo spesso quello che dici e come lo dici. Sono d’accordo con te che piangersi addosso o proiettare le responsabilità sugli altri è un meccanismo puerile che condanna al fallimento e che ci fa mentire pure a noi stessi. Così come è odiosa la pratica di spolpare famiglie sprovvedute per un progetto che non sta in piedi. Credo che la spesa sia un metro di valutazione della coerenza. Se sono indietro ma comunque voglio continuasre perchè mi piace sarò attento a fare una programmazione adeguata sia come spesa che come tornei. Mi iscriverò al primo 10.000 quando giocherò ad un buon livello di seconda ecc… NON MI ISCRIVO ALL’EDDY HERR O ALL’ORANGE BOWL se nella mia regione ne ho diversi davanti. Il mio principio è sempre stato “batti prima tutti quelli in casa poi andiamo a cercarli fuori” Ovvio che è una necessità e non un vezzo. Ci sono poi eccezioni 1 o 2 l’anno per giocare sopra livello e per avere idea di quello che troverai più avanti e per nuovi stimoli.
    “Adesso, a 16 anni, adoro il contrasto tra il colore giallo della pallina e l’indaco dei campi in play it.”
    Questa semplice e splendida frase di Marta mi ha spinto a queste considerazioni. Con poche parole ha espresso quello che volevo dire. L’amore per ciò che faccio è la bussola, non il risultato.

  101. Ciao Silvano Papi,
    avevo proposto gia qualche post fa, in risposta a Marta una riflessione, sui contollables e sugli un-controllables. E’ evidentemente un tema abbastanza ostico da affrontare e difficile da accettare per tanti.

  102. Mario Polidori

    …lo so Simply….ma la mia ricreazione non è prevista 🙂
    ho un figlio maschio che vedo solo il fine settimana per star dietro a Marta, che giustamente mi reclama…..
    faccio il possibile…

  103. Nikolik

    Ben detto, Maestro Papi, sono completamente d’accordo con Te.

    Simply, ho visto la Robson giocare tre volte al torneo di Santa Croce due anni fa, contro la Chala, contro la Holland, contro la Konta.
    Guarda, non sarei onesto se dicessi che non sono rimasto impressionato.
    E’ (o era) forte. Molto forte.
    In grande difficoltà, peraltro, sulla lentissima, ma lentissima, terra strabagnata di Santa Croce.
    Ma aveva 14 anni, all’epoca!
    Almeno, quelli dichiarati da lei e dal suo entourage (mi dicono che ne abbia di più, diversi di più, ma tant’è).
    In quel torneo, aveva un codazzo di inglesi che, ti devo dire la verità…mi ha lasciato perplesso.
    Credimi, cattiva impressione, un brutto codazzo.
    C’era un’atmosfera da Corte dei Miracoli che non mi piacque per niente.
    Altre impressioni, infine, che preferisco tenere per me.
    Ma, credimi, un codazzo che non mi piacque per nulla.
    Era letteralmente circondata da questi inglesi (lei è australiana, peraltro), che la braccavano continuamente.
    Nulla di buono.
    Infine, l’ho vista per tre giorni e mai, dico mai, l’ho vista sorridere, nemmeno una volta.
    Mai.
    Mai vista una ragazzina più triste in vita mia come in quei tre giorni.

    Da quel giorno, ho deciso, poverina, che sarei diventato suo tifoso.
    Seguo i suoi risultati e spero sempre che vinca, povera ragazzina.
    Ho il terrore che vada a letto senza cena, se perde una partita.
    Ma lasciamo perdere.

    L’ho rivista qualche volta sul mio pc, in streaming, e devo dire che è sempre forte.
    Ho letto sull’ultimo numero del Tennis Italiano un articolo di Della Vida (se non sbaglio) che ha scritto che è tecnicamente involuta, senza miglioramenti, ingrassata e completamente fuori forma.
    La circostanza non mi sorprende per nulla, per le ragioni sopra esposte.
    Continuo a fare il tifo per lei, nella speranza che si sia liberata, o si liberi, di quell’orribile codazzo di inglesi che la circondavano, la soffocavano, la opprimevano.

  104. Ciao Silvano,
    il mio post era stato scritto come commento al primo intervento di Marta nella sezione “Oste, facciamo i conti”.
    Per controllables intendo: desiderio, volontà, impegno, scelte tattiche, scelta delle racchette, metodo di allenamento, scelta del circolo, degli allenatori etc.
    Per uncontrollables intendo: errori, nastri, il tempo metereologico, la chiamata errata di un giudice arbitro………i risultati……….
    Molti giocatori pensano di poter controllare gli incontrollabili e sono spesso danneggiati dagli esiti imprevisti o contrari alle loro aspettative.
    Spesso questo succede non solo ai giocatori………..

  105. Mario Polidori

    @Nikolik
    apprezzo molto la “parabola” della Robson che hai appena raccontato.
    I codazzi e la disavventure sono quelli a cui si fa riferimento quando diciamo di fare attenzione a buttare via un atleta.
    Quelli che possono recuperare sono questi, come la Robson, che hanno qualità, e quest’ultima ha avuto anche la “fortuna” di arrivarci a dimostrarla, mentre altri li hanno distrutti già da piccoli.

    Dandogli un’altra opportunità, anche i malconci, possono farcela, anche se pagano un ritardo non dipendente dalla loro volontà e dalla loro capacità.

    Con questo non intendo assolutamente dare addosso a nessuno se non agli incroci della vita che non sono stati favorevoli.

    Il problema è che a sentirci tutti ragionare per supertornei e supersituazioni questa gente è già destinata al macello.
    Io invece dico di no, dico di provare a trovare la strada giusta e di fare un tentativo nel crederci ancora, sistemata la situazione se c’è il talento ci si può riuscire, se poi scatta la determinazione tutto potrebbe diventa possibile.

    Solo per chiarire, mi sembrava corretto farlo.

    E’ chiaro che chi se ne prende carico, a frittata fatta, non può essere l’istituzione, al massimo quest’ultima può cercare, per quanto può, di vigilare perché accada il meno possibile.

  106. Mario Polidori

    @Silvano
    un’altro bell’intervento con nel finale una perla di mia figlia 🙂
    Sempre grazie. 🙂

  107. eltern

    @MAX
    dai 15 ai 18 anni nel circuito WTA ci sono le regole del numero massimo di tornei da rispettare quindi o hai una wild card nel main draw a wimbledon come la robson o non puoi matematicamente diventare 400 nel primo anno di attività

    a 15 anni puoi fare punti solo in 7 tornei
    poi aumentano un po’ di uno o due tornei all’anno

    e la Robson è stata spinta davvero molto con wild card che le hanno dato la possibilità di avere tanti punti subito e di giocare con le più forti , ma secondo me non le hanno dato la possibilita’ di crescere

    nel tennis tutto è relativo e circostanziale

  108. bogar67

    Bravo Maestro Papi, praticamente il concetto terra terra se non erro è: non fare il passo più lungo della tua gamba.

  109. Stefamno Grazia

    Provable da Ipad richiesta da Ale: mi piace ricordare che su questo blog il primo a scrivere Della Robson fui io, luglio 07, Sanremo, noi eravamo da Bob Brett, lei giocava per l’UK da numero 2 nella Coppa Europa e io scrissi senza nemmeno sapere chi era Che era quella Che mi era piaciuta di piu’ … Leggere la parabola descritta da Nikolik mi fa venire I sudori freddi perche’ confesso che anch’io me la ero gia’ prenotata come quella per cui avrei tifato una Volta uscita di scena la Henin …

  110. Mario Polidori

    @Stefano
    prenotare la Robson senza sapere i retroscena, l’avrebbero fatto in tanti, ma quante precocità ostentate hanno storie di questo tipo?

  111. Madmax

    Silvano, non ho letto di top ten nel tuo post, ma è evidente che le top ten siano un risultato accettabile.. 🙂

    Per come sono fatto io però, ora non firmerei..

    E a mio parere per non prendersi in giro si deve stare stabilmente tra le 30…

    D’accordissimo con te di non voler sapere in anticipo cosa accadrà perchè i momenti che sto vivendo con Alessia e mia moglie sono sicuramente i più belli della mia vita per cui quasiasi sarà il risultato ne sarà cmq valsa la pena..

    Ti ringrazio anche per gli apprezzamenti sul nostro lavoro, d’altronde almeno ora abbiamo la certezza che ognuna delle persone che le stanno a fianco facciano del loro meglio per farle vivere un sogno, ma rimango sempre vigile ed al primo anno di non pregressione sono pronto a fare non uno bensì due passi indietro.. 🙂

    Per quanto riguarda invece le under 16 di cui sopra assolutamente non direi loro di smettere anzi vadano tranquillamente avanti che cmq meglio in campo che al bar, ma spingerei loro ad impegnarsi duramente con la scuola per poter magari proprio grazie al loro buon livello raggiunto nel tennis, accedere a qualche Università americana.. 🙂

  112. Barbara

    Se non vado errata la Ronson a 15 anni ha avuto una frattura da stress, che non mi pare di buon augurio a quell’età.
    Che poi è il motivo per cui non mi piace questa storia dell’età, a 14 questo, a 15 almeno questo ed a 16 sicuramnete quello e via dicendo.
    Che non vuol dire perdere tempo, semplicemente fare un percorso personalizzato.
    La mia impressione e chiedo a Silvano ed Eltern (perchè credo che anche lui sia un tecnico) è che per crescere da un certo livello in poi non sia tanto una questione di ritmo, quanto la capacità di gestire palle molto più lavorate.
    Per fare questo devo essere matura fisicamente e lo devo essere anche da un pò, la mia impressione è che spingendo oltremisura ragazzine che non hanno avuto uno sviluppo precoce si facciano dei danni enormi.
    Le ragazzine si sviluppano tra i 9 ed 15 anni, non si può non tenerne conto e questo naturalmente non ha nulla a che vedere con il ritardo nello sviluppo.
    Naturalmente ne sto facendo un discorso generale e nessuno si senta chiamato in causa.

  113. Madmax

    ELTERN..

    Ma scusa da quello che leggo i 10.000 si possono giocare prima dei 15 anni. o sbaglio..

  114. Madmax

    Barbara..

    Io certo non mi sento chiamato in causa ma ti assicuro che da quello che scrivi stai pigliando un grosso granchio..

    Se tui cominci a far subito la PA corretta ad una certa età sei non pronto ma prontissimo e a livello biologico possono esserci differenze di massimo tre anni, non di cinque o sei come ho letto..

    Quando arrivi dopo è perchè sei partito tardi ed allora sei vuoi fare le cose fatte come si deve è necessario recuperare.. Posso dirti però che quasi nessuno parte al momento giusto e ancor meno pensano poi a recuperare..

    Ed è prorpio perchè tutti cercano di ottimizzare quel che già c’è che allora il talento naturale fa la differenza..

    Tra l’altro il corpo umano è strutturato in modo che se lavori pesantemente ad esempio sul fondo non è che dai solo un più resistenza all’atleta, ma lo rallenti anche e quindi dopo recuperare è un problema non da poco..

    Ed infatti lo scriveva anche Maria che è molto più problematica la decostruzione fisica..

    Il tennis moderno poi è improntato su tutta una serie di allenamenti che vanno a curare la facilità di gioco, partendo dalle impugnature passando alle varie torsioni, alle stances, al timing etc etc, per cui chi lavora in modo corretto sia a livello fisico che a livello tecnico problemi di dover spingere troppo non ne ha di certo..

  115. Barbara

    Madmax
    le ragazze dell’est tendono a sviluppare prima, mentre da noi si sale.
    Le sportive tendono a sviluppare dopo e ti posso assicurare che molte ragazzine si sviluppano in prima o seconda liceo, è capitato anche a me e non ero l’unica.
    In più variano le fasi dello sviluppo, per alcune la prima mestruazione compare dopo acer quasi completato lo sviluppo fisico per altre è esattamente il contrario.
    Questo incide soprattutto sullo sviluppo dei pettorali e degli addominali.
    Tutte cose di cui non si tiene minimamente conto nello stabilire i tempi di uscita.
    Se mi sono sviluppata a 9 a 15/16 sono una donna fatta, se mi sono sviluppata a 15 lo sarò a 19/20.
    Uno dei motivi per cui non ci sono più ragazzine nelle prime 100 potrebbe essere questo, l’aumento dei carichi in tenera età ritarda lo sviluppo e porta ad una maturazione dell’atleta in tempi successivi un pò quello che accadeva alle ginnaste, che venivano anche tenute sottopeso per ritardare.
    Non so, ma mi sembra plausibile.

  116. Madmax

    Appunto a 19/20 potrò competere con le migliori al mondo.. E a 16 con la 400.. Almeno..

    Ma da quanto ho capito Mario vuol venire a fare un salto da hi sappiamo noi 🙂 così vi spiega per filo e per segno come stanno effettivamente le cose e non come si pensa o come qualcuno racconta.. 🙂

    E cmq tutti quelli bravi tengono presente le varie differenze di sviluppo, che però sono quelle che sono e non quelle che si vorrebbero.. 🙂

  117. Barbara

    Max
    non stavo parlando di mia figlia, parlavo in generale e stavo facendo una mia riflessione, che deriva dall’aver visto un sacco di ragazzine fare i numeri a 14 e rompersi a 15.
    Per me è inconcepibile che si possa avere una frattura da stress a 15 anni.
    Le differenze di sviluppo sono un fatto oggettiv,o non soggettivo e non ci vuole un guru per vederle, io credo semplicemente che si preferisca ignorarle.
    Quanto allo stare nelle 400 a 16 Eltern ti ha spiegato molto bene e dovresti imparare a leggere tra le righeperchè ti ha dato un’indicazione illuminante 🙂
    Che io sappia puoi incominciare a giocarli dai 14 in poi e mi pare che siano solo 4 in un anno, poi crescono con l’età.

  118. Madmax

    Barbara..

    Capisco che sia difficile da capire ma tant’è..

    Come te lo devo spiegare che se uno si rompe è principlamente perchè non ha lavorato correttamente prima??

    Fermo restando che se corri in Formula 1 o in Moto GP devi mettere in preventivo di poter fondere il motore perchè l’obbiettivo è vincere e non partecipare..

    Ora con tutta la stima ed il rispetto che si può avere per Eltern (a cui tra l’altro ho anche fatto una domanda perciò lo leggerò molto volentieri), pensi che debba chiedere il tipo di percorso da fare a qualcuno (ora è presto per cui non ci penso nemmeno e poi chissà cosa accadrà tra due o tre anni) quando a seguire e ad accompagnare nel percorso Alessia c’è chi ha seguito svariati numeri uno del mondo negli ultim vent’anni? 🙂

  119. Madmax

    Tra l’altro qui da noi a 14 anni al massimo si possono essere viste delle ragazzine dare i numeri perchè farli… 🙂

  120. Barbara

    Max
    oggi ho avuto una giornataccia ed evidentemente sono fusa e mi spiego male, in ogni caso la cosa non riguardava, nè tua figlia, nè la mia, parlavo in generale di quello che vedo.
    E’ ovvio che se ti rompi hai lavorato male, il punto è che ce ne sono un sacco che lavorano a prescindere da quello che hanno per le mani, questo è il motivo per cui non mi piacciono i programmi generici con tappe anagrafiche.
    Per uno può essere giustissimo fare un certo lavoro a 12 per altri a 14 o 16, deve essere personalizzato tenendo presente dello sviluppo effettivo del ragazzo e questo l’ho visto fare a ben poche persone, forse se lo facessero in qualche caso avrebbero atleti leggermente più tardivi ma certamente sani e longevi.
    In questo modo per sopravvivere devi essere in media su tutto, ma lo sviluppo delle ragazzine prevede tutta una gamma di sfumature e tappe, che non possono essere generalizzate.
    Un conto è scivolare su una pallina o avere un problema congenito, altro sono i problemi di cartilagine, piuttosto che le infiammaioni e via dicendo.
    Quanto a Eltern io non ti ho detto di farti spiegare il percorso, ti ho detto di leggere tra le righe, che è diverso.
    Non basta essere forti e bravi devi avere anche un sacco di WC, perchè a partire dalle quali, innanzitutto ci devi entrare, poi le devi passare e poi devi fare i punti nel MD e per entrare nei 400 con 5 o 6 tornei l’anno la vedo veramente grigia (anche perchè le WC le decidono la Federazione ed il torneo).

  121. Madmax

    E gli amici di quelli che fanno il torneo.. 🙂

    Scusa Barbara ma il problema è lo stesso da quando è nato il mondo.. Come puoi pretendere che all’interno di un’agonistica o di un’accademia per qullo che paghi abbiano anche il preparatore atletico bravo che ti fa tra l’altro un programma personalizzato.. Se però il circolo o il maestro chiede al genitore soldi in più (un PA scarso prende minimo 25 euro l’ora e più o meno sono 6/8 le ore settimanali per un under 14) giustamente si dice che il tennis è caro..

    Giovanni a fare i programmi personalizzati che poi tu ti devi preoccupare di far svolgere a qualcuno (o se hai tempo lo fai tu personalmente) costano 2000 euro l’anno per un under 12/14, cioè come il costo di una media agonistica all inclusive.. Se aggiungi un tot a chi si mette li a farglielo fare costa come tutto l’anno in Accademia che per la gente comune è già una spesa fantascientifica.. 🙂

    Ed anche a livello tennistico i costi sono il triplo dell’accademia, ovviamente però i risultati e la personalizzazione sono differenti, i ragazzi sanno giocare le volè e non si fanno mai male.. 🙂

  122. Barbara

    Max
    non parlavo di ragazzini “normali” parlavo di questi baby fenomeni che si suppone abbiano tutta l’attenzione di questo mondo.
    La mia impressione e ribadisco che è mia ed opinabile, è che per arrivare ad avere certe coperture finanziarie in tenera età se ne strafreghino tutti dell’integrità del ragazzo, anche perchè un sacco di genitori che sono quelli che dovrebbero vigilare maggiormente ci campano grazie a questo, oppure inseguono sogni di gloria.
    Questa è la ratio della limitazione dei tornei WTA per gli under.

  123. bogar67

    La storia:

    Irene conobbe il tennis giovanissima per iniziativa del padre: ovlav bogar67
    Oslav era un impiegato statale ma nel tempo libero era anche un insegnante di tennis che iniziò ad allenare la figlia quando questa aveva solo tre anni. Già l’anno successivo il padre la portava con sé nei campi per farla giocare con altri bambini e all’età di 5 anni prese parte ai suoi primi tornei. La piccola rivela un grande talento e nel 1982 diventa campionessa europea Under 18 ad appena 13 anni.

    ll calendario della giovane Irene è controllato scrupolosamente dal padre che limita gli impegni per impedire all’atleta di bruciare troppo presto il fisico immaturo e impreparato all’agonismo.

    È l’unica giocatrice al mondo ad aver vinto almeno 4 volte tutte le 4 prove dello Slam, è l’unica ad avere 13 titoli nell’accoppiata Open di Francia-Wimbledon.

    Complessivamente ha partecipato a 56 tornei dello Slam con uno score di 282 vittorie e 34 sconfitte (89% di successi) così distribuite:

    * 87-10 Open di Francia
    * 75-08 Wimbledon
    * 73-10 US Open
    * 47-06 Australian Open.

    Ha vinto 5 volte il WTA Tour Championships, seconda prestazione di sempre dopo gli 8 successi della rivale Martina Nunziovobis.

    Il bilancio complessivo di tutta la sua carriera parla di 900 vittorie contro 115 sconfitte (88,7%).

    Sogna ragazzo sogna (Roberto Vecchioni)

  124. nicoxia

    Qualcuno ha notizie del ragazino fenomeno che gia a sei anni era totalmente sponsorizzato,si allenava alla mourogatolu tre anni fa nel blog avevamo visto dei filmati,potrebbero essere utili a nunzio e bogart.

  125. bogar67

    Nicoxia lascia perdere i fenomeni da baraccone!!! mia figlia non è un fenomeno ma una bimba normalissima!!

  126. Barbara

    Io l’ho visto giocare da Mouratoglou, Jan è un caso a parte, finisce di giocare e non giocava moltissimo ed aspetta tutti quelli che escono dal campo per fare due alle con loro.
    Se non trova nessuno si dedica al ping pong.
    Lo allena la madre, che è maestra di tennis e segue anche altri ragazzini per Mouratoglou, è uno spettacolo.
    Adesso non saprei non lo vedo da due anni, ma è il bimbo che è fissato, mi ricorda Donati che era messo nello stesso modo.

  127. simplypete

    “……….mi ricorda Donati che era messo nello stesso modo”, speriamo non si fermi, perchè Donati mi sembra che quest’anno di match ne abbia vinti pochini….

  128. Barbara

    Donati non lo vedo da parecchio, credo che il problema sia il fisico, non era molto alto ed era piuttosto gracilino, come anche Crepaldi che è un altro bel giocatore.
    La mamma di Jan ha un gran bel fisico ed il fratello che è molto più grande è alto e grosso, penso che dovrebbe diventare alto.
    Poi sai magari crecsendo si stufano, non è detto che a 16/18 mantieni lo stesso entusiasmo di quando eri piccolo, i ragazzi cambiano.

  129. Madmax

    Barbara, insulti Mario senza nemmeno conoscermi.. 🙂

    Cmq il punto è che anche quello che racconti è normale ed è quello che abbiamo sempre scritto in quanto il tennis è uno sport globale e perc ui gli avversari arrivano da ogni dove e che non hanno la fortuna dei ragazzi italiani.. In molti posti sono tutti d’accrdo che per uscire dalla cacca rischiano ohni cosa, gli adulti ammazzano, le donne si prostituiscono ed i bambini (spesso più le loro famiglie ma se un giorno riusciranno a sbarcare il lunario saranno tutti felici) con le loro famiglie corrono volentieri il rischio di farsi male e/o smettere.. E’ un rischio calcolato..

    Conosco una pro russa intorno alla cinquantesima posizione mondiale che ora deve dare il 75% alla mafia russa per essere stata inizialmente sponsorizzata, ma l’alternativa (racconta lei) era la fame..

    Figurati se si preoccuapno di farsi male o come tantissimi ora fanno se si preoccupano di falsificare il certificato di nascita… Stesso discorso per il doping..

    E’ qui che noi dobbiamoessere bravi e stare tranquilli fare il miglior percorso possibile senza però credere che si possa fare senza lavorare sodo e senza credere di poter recuperare se sei il centesimo in Italia..

    Altri fondamenti sono l’informazione e la consapevolezza..
    Nell’articolo di Marta ad un certo punto diquisendo sul percorso di una ragazzina che prima si allenava nella sua struttura mi faceeva notare 🙂 qunato lavorassero li..
    Ecco lei ad esempio non ha la più pallida idea (e non è grave il grave è che non lo sappiano i suoi insegnanti..) di cosa sia il lavoro che porta ad alti livelli.. E stavamo parlando di un under 12…

  130. Madmax

    Barbara..

    Poi sai magari crecsendo si stufano, non è detto che a 16/18 mantieni lo stesso entusiasmo di quando eri piccolo, i ragazzi cambiano.

    Si se non vincono.. 🙂

  131. Mario Polidori

    @Max
    Rischio accettato più che calcolato.
    Smettila di dare addosso a Marta per quello che non le danno, perché se succede che decide di andare in America o a Capo Nord che si trova meglio, sarai costretto a darmi un vitalizio di sostegno, e qualcun altro della famiglia viene a mangiare e a dormire da te 🙂
    Ed anche a farmi due coccole…perché non si vive di solo pane…. 😀

  132. Barbara

    Per un maschietto di 16 anni ci sono altre priorità oltre alle vittorie e quindi, si anche se non ……

  133. Barbara

    Max
    non era personale, anche se le righe orizzontali non ti donano 🙂
    mio marito prima cerca di sistemarmi con Commentucci ed ora con te, incomincio ad avere come l’impressione che voglia sbolognarmi e non capisco il perchè, posto che sono assolutamente adorabile e dolce 🙂

  134. Madmax

    Mario ti mando una mail con le coordinate..

    Barbara..

    Anche senza righe per ora è lo stesso!! 🙂

    Il fatto è che lo vedo un po’ spesso in giro da solo non vorreei che… 🙂
    Sai l’uomo maturo e brizzolato ha sempre il suo fascino ora vuole riprendere a giocare mi sa che gatta ci cova…

    Per quanto riguarda i ragazzi invece vincono sono considerate delle star perciò no non hanno altri interessi o almeno non vanno in direzioni diverse o meglio dovrebbero andare in direzione diverse ma nella realtà soprattutto in Italia non è così.. Ed i risultati si sono visti.. 🙂

  135. Barbara

    Se riprende a giocare scemano anche le energie residue e raggiunge non la pace dei sensi, ma l’eterno riposo 🙂
    L’ultimo torneo che ha fatto ed era molto più giovane, ha perso in finale con il seguente bilancio:
    1) perdita di tre unghie del piede
    2) apertura della mano
    4) stiramento del quadricipite
    5) colpo della strega
    6) febbre a 40 da acido lattico
    Portato dalla moglie al Pronto Soccorso più vicino il medico era piegato in due dal ridere.
    A sua difesa posso dire che non è mai stato in pericolo di vita e si è battuto come un leone 🙂 Conserviamo la coppa come fosse un’urna 🙂

  136. Mario Polidori

    La passione è tutto!!!
    Quello che costa è un dettaglio!
    E pensa che l’ho fatto solo per una Coppa.

    Vengo io da Catizzone, se sistema me…..

  137. nicoxia

    Mario ,se vieni domani ti facciamo sistemare subito e lo trasmettiamo in diretta domani sera sul blog,porta la racchetta che venti minuti li troviamo anche per noi facciamo un doppio io e max M.e tu e Max D.Chi perde fa venti giri della pista di atletica.

  138. Mario Polidori

    @Nicoxia
    posso vendere cara la pelle su un campo da tennis, ma se perdo piuttosto vi do dei soldi….. 🙂

  139. Mario Polidori

    @per tutti

    …avete fatto gli auguri a Roberto Commentucci?…..oggi è il suo compleanno!
    🙂

  140. Mario Polidori

    @stage eno-gastronomico

    se riesco anch’io vengo per cena, così mi risparmio venti giri di corsa…. 😉

  141. eltern

    @MAX

    oggi le age eligibility rules 2010 danno una possibilità in più di qualche hanno fa
    dal compimento del 14°anno al compimento del 15° anno puoi prendere punti in ben 8 tornei
    dal 15° al 16° in 10 tornei
    dal 16° al 17° in 12 tornei
    dal 17° al 18° in 16 tornei
    sono cambiate un po’ le regole
    però è difficile fare tantissimi punti i primi anni

    secondo me comunque è la strada più giusta se il fine è la top 10

    bisogna cimentarsi in questi tornei e vedere se si ha la stoffa o no

    per capire se la stoffa ti viene a 30 anni tipo schiavone oppure se ce l’hai già a 16 tipo Sharapova non c’è che provare

    in bocca al lupo

    p.s. non riesco a scrivere con i vostri ritmi , ho aperto il blog e ci sono 70 post in più non ho neanche il tempo per leggerli tutti

  142. Madmax

    @Eltern

    Sei stato molto gentile e ti ringrazio..

    Devo dire che otto tornei dove puoi prendere punti sono molti nel senso che immaginando di non farne nei primi, sono molti i tornei dove poter fare esperienza (perchè da quello che so dove non prendi punti non contano)..

    I punti li prendi solo nel MD o anche in quali?

    Da quello che interpreto si possono giocare i 10.000 solo dopo il compimento del quattordicesimo anno..

    E’ lo stesso per i tornei under 18 o quelli puoi giocarli prima??

  143. Madmax

    Ovviamente crepi il lupo!! 🙂

    Noi però se la stoffa le arriverà a 30 anni non lo scopriremo mai.. 🙂

  144. Mario Polidori

    @Max
    i punti li prendi solo se superi almeno un turno nel Main Draw e se vinci un 10.000 sono 12 punti, mi pare.

    Gli under 18 si possono fare ma sono ITF, un altro ranking, mi pare anche qui.
    Non vorrei togliere il mestiere ad Eltern che mi sembra decisamente documentato.
    🙂

  145. Mario Polidori

    @Max
    se veniamo dovremmo essere in tre, io, Barbara e Marcello, non so se riusciamo per il pomeriggio e per il doppio 🙂 , faccio il possibile.
    Per la cena il bonifico a chi lo intesto? 🙂

  146. Mario Polidori

    @Max
    mi pare dai 14 in su, se non hai punti ITF fai la trafila come gli ETA.
    Lì parti dai Grade 5 e poi se prendi punti vai su.
    Per ogni under ci sono i Grade dal 5 all’1.
    Quinzi è un under 14, per esempio.

  147. Mario Polidori

    @Max
    la numero 400 ha 92 punti, 8 tornei 10.000 $ vinti ti danno 96 punti.
    Oppure devi vincere un 25.000 che di punti, mi pare ne dia 50, più qualche 10.000.
    Oppure, per tagliare la testa al toro, vincere due 25.000 e non se ne parla più 🙂

  148. Madmax

    Mario..

    Ma quale doppio, per una volta che riesco a non mettermi la tuta… mi metto i jeans niente di che ma almeno un giorno..

    Per i tornei..

    Vabbè ma allora è una passeggiata di salute!! ah ah ah 🙂

  149. Mario Polidori

    @Max

    meglio così non faccio i giri di corsa…..
    Ma sì che vuoi che siano due 25.000 a 14 anni……

  150. Mario Polidori

    @stage eno-gastronomico

    siamo dei vostri…..tre bocche da sfamare….
    ma non riusciamo ad essere lì prima delle 17…… 🙂

  151. Mario Polidori

    ….che stage ragazzi…..era da tempo che non mangiavo e non bevevo così bene!!!
    E’ stata una bellissima serata, grazie a tutti. 🙂

  152. Mario Polidori

    Thanks a lot, wrote this story was very nice and i’ m even more happy of your delight… Thank you for tour attention 🙂

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