Stefanos Tsitsipas: “Sono concentrato sul presente”

di - 19 Aprile 2016

Stefanos Tsitsipas

di Luca Fiorino (@LucaFiorino24)

Disponibilità, testa sulle spalle, ma soprattutto un rovescio a una mano di una naturalezza ed una bellezza inenarrabili. Stefanos Tsitsipas è uno dei migliori giovani emergenti nel circuito ATP, quantomeno fra quelli della sua età. Il greco è pronto per il grande salto ed ha anche la ricetta giusta: il suo obiettivo è migliorare giorno dopo giorno perché sa che la fretta spesso è cattiva consigliera. Lo abbiamo intervistato nel corso del torneo di Santa Margherita di Pula.

Siamo qui con Stefanos Tsitsipas. Hai vinto il secondo titolo della tua carriera la scorsa settimana, qui a Santa Margherita. Sei soddisfatto di come stai venendo su?

“Ognuno ha il suo percorso e sono soddisfatto del  mio. Sto provando ad ottenere il meglio da ogni torneo e cercando di fare del mio meglio. La mia crescita è lenta ma sono felice di questo, perché non mi infortunio, non ho alcun problema e di conseguenza non posso che essere soddisfatto”.

Puoi descrivere il tuo stile di gioco? E in quali aspetti devi migliorare? Tatticamente, tecnicamente, fisicamente …

“Sto lavorando principalmente sulla parte fisica, è dove ho qualche carenza. La mia accademia mi sta aiutando molto in questo, con molti esercizi fisici, i migliori allenamenti … e sono davvero felice di lavorare con loro”.

Anche i tuoi genitori hanno giocato a tennis, vero?

“Sì, mia madre giocava a tennis …”.

… E tuo padre è il tuo allenatore.

“Sì, mio padre è il mio allenatore”.

Quali sono i pro e i contro di lavorare con tuo padre come allenatore?

“Io non credo che ci sia nulla di male. Lo vedo solo in maniera positiva e mi piace molto essere seguito da mio padre, di averlo come allenatore e anche come un padre quando ne ho bisogno. Per me è la migliore soluzione. A dire il vero non so come ci si sente ad avere un allenatore ‘reale’ “.

Quanto è difficile emergere in un paese come la Grecia?

“Devo dire che non è così difficile, anche perché mio padre era un insegnante di ginnastica e aveva una certa conoscenza di tennis e sapeva molte cose di questo mondo, quindi non mi è andata così male”.

Il rovescio a una mano è quasi sempre meno in uso. Ti senti come un panda? Ovvero in via d’estinzione?

“Lo so, non si può vedere spesso, molti giocatori preferiscono utilizzare il rovescio a due anziché con una sola mano, ma sono cresciuto con il mio unico rovescio a una mano, mi sono sempre sentito a mio agio con questo colpo e devo ammettere che è stata una scelta naturale per me. E in realtà è una delle mie migliori armi”.

Chi è il tuo idolo?

“Roger Federer!”.

Ci sono molti giocatori della tua età o poco più grandi con un grande futuro. Faresti qualche nome a riguardo? 

“Direi Andrey Rublev, un anno più grande di me. Un giocatore che mi piace davvero molto, è canadese e  sta ottenendo molti buoni risultati negli ultimi tempi, è Denis Shapovalov. E direi Alexander Zverev, che sta facendo molto bene in questo momento. Ma anche Stephan Kozlov, Michael Mmoh. Ci sono molti veramente buoni giocatori “.

È una buona generazione di giovani.

“Sì, sicuramente”.

Ultima domanda: quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

“In realtà non ho molti obiettivi, in questo momento sto solo concentrandosi sul presente, cercando di vincere il più possibile stando in buona salute”.

 

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