Vade Retro, Fed Cup


(Shamil Tarpishev) 

di Giacomo Bertolini

ULTIMORA CONVOCAZIONI UFFICIALI: Panova (n.138 Wta), Kleybanova (n.186), Kromacheva (n.231), Gasparyan (n.317) 

Una barzelletta e per giunta con un finale ancora tutto da ridere. Si, perché se si pensa al dominio incontrastato della Russia nell’ultimo decennio la querelle che sta tenendo banco in questi giorni sulla convocazione per la finale (ripeto FINALE, mica spareggi!) della Fed Cup 2013 Italia-Russia non può definirsi in altro modo. Ma procediamo per gradi perché nella vicenda diversi aspetti risultano involontariamente comici. A cominciare dal primo: la finale di Fed Cup, da sempre “sorellastra” della Coppa Davis, da anni viene inserita in calendario nella stessa settimana nel Master B che, sebbene bistrattato visto il tabellone sostanzialmente composto dagli scarti del Master A, offre punti e soldi preziosi e quindi fa gola, e non poco. Programmazione dissennata che, giocoforza, porta al secondo fattore tragicomico in ballo che tinge inevitabilmente il povero “Masterino” di contorni scuri: la scelta. Andare a Sofia a fare cassa più o meno in accordo con la Federazione o battersi strenuamente per la propria nazione, prediligendo la via patriottica?

Bene, tenuto a mente questo cappello introduttivo pare che a Mosca e dintorni si abbiamo ben pochi dubbi. Da giorni infatti, “l’uomo sull’orlo di una crisi di nervi” Shamil Tarpischev, allenatore portante del Team russo, si trova a dover gestire un numero incredibile di grattacapi visto il fuggi fuggi generale dall’epilogo in programma a Cagliari, che sta facendo letteralmente impazzire il malcapitato coach, trovatosi a gestire una coperta diventata di botto cortissima.

Detto ciò ordine nel mosaico russo: la prima a chiamarsi fuori è stata Elena Vesnina che, dopo essersi finalmente sbloccata quest’anno vincendo Hobart e Eastbourne, culla il sogno di entrare per la prima volta nelle 20 e quindi, pass per Sofia tra le mani, saluta tutti e vola in Bulgaria. Lei però lo ha detto per tempo e siccome si è sempre prestata alle sfide con la sua nazionale si può anche perdonare, per una volta. Poche esitazioni anche per un pezzo forte del calibro di Maria Kirilenko, che ci riprova a Sofia dopo il flop del 2012, e per Anastasia Pavlyuchenkova, altra testa di serie in buona forma in questo periodo con destinazione Bulgaria.

E allora PANICO. Maria Sharapova è infortunata e comunque non sarebbe venuta in Italia neanche portata in braccio da Dimitrov (mica deve andare alle Olimpiadi!), mentre PARE ferma ai box anche Ekaterina Makarova, tenace bombardiera da sempre spigolosa per le nostre giocatrici. Chi invece se ne sta silente in un angolo è Nadia Petrova, che non si pronuncia e si gioca la carta del no comment; nel frattempo il tempo passa e a fare la preziosa ci si mette pure la 2 volte vincitrice Slam Svetlana Kuznetsova (nella foto a sinistra), al cui polpaccio Tarpishev sembrerebbe disperatamente aggrappato nonostante i suoi “forse”, “mah”, non so se ci sarò”… Niente da fare, il prof non trova quattro volontarie per l’interrogazione mentre si consuma l’ennesimo dramma grazie alla sparata del giorno di Daria Gavrilova, promessa classe 1994 e attuale numero 129 Wta che, nonostante la ghiotta chance di fare esperienza e mettersi in mostra, fa l’offesa tirandosi fuori visto il precedente mancato interesse della Federazione nei suoi confronti… troppo forte! Così come troppo forte pensare alla schiera di russe, neo kazake e quindi non più russe, che adesso avrebbero fatto un gran comodo. Insomma, nel turbinio di interessi personali, ripicche e disinteresse verso una manifestazione che sta perdendo appeal ogni giorno che passa, l’unica certezza al momento è la rientrante Alisa Kleibanova, pronta a scendere in campo dopo la malattia e un buon quarto di finale siglato alla Kremlin Cup. Decisamente poco, pochissimo per una squadra che ha vinto di tutto e che soprattutto deve affrontare una pattuglia rodata come quella azzurra, già carica con Errani e Vinci (anche se a questo punto quest’ultima potrebbe regalarsi Sofia lasciando il posto). E notizie di poco fa l’estremo escamotage fallito del capitano russo che, pur di arruolare qualche atleta di cui non debba imparare nome e cognome a Cagliari, ha persino proposto di ripartire l’intero premio in denaro alle partecipanti… Niente da fare, Bulgaria tutta la vita! E così, mentre ci si interroga sul peso che questo teatrino potrebbe avere sull’evento sardo, ecco prendere forma un’entry list gustosissima in quel di Sofia, alla faccia dei detrattori e di chi pretende persino di volerti per una finale di tutto rispetto… Paradossi da Fed Cup!

Leggi anche: