Daniil Medvedev l’ha combinata grossa. Il russo, sotto nel punteggio 7-5 5-3 15-15 e servizio contro Novak Djokovic nella semifinale dell’ATP 500 di Pechino 2026, dopo una rincorsa verso una palla irraggiungibile sul suo lato del dritto, ha colpito la pallina una volta rimbalzata sui tabelloni pubblicitari, indirizzandola involontariamente sulla fronte di uno spettatore in prima fila, lasciandolo dolorante, e legando le mani al giudice arbitro del torneo: in questi casi, la squalifica è automatica. Insieme alla partita, Medvedev dovrà rinunciare anche ai punti e all’intero prize money maturati durante la settimana.
Le scuse
“Innanzitutto, chiedo scusa sinceramente allo spettatore e sto cercando di mettermi in contatto con lui, se lo desidera. Spero quindi di potermi scusare di persona e vedere come sta“. Così ha esordito il russo in conferenza stampa dopo un finale di partita a dir poco anti-climatico.
A rivedere le immagini, pare effettivamente un istante di superficialità, più che di sfogo violento: “Intendo dire che è stato al 100% un incidente. Si vede che non ho colpito la palla con rabbia. Faccio molte cose sbagliate, ma di solito prendersela con la palla non è da me. La palla stava rimbalzando indietro, quindi ho cercato di colpirla in un punto qualsiasi per non farla uscire dal campo”.
Il russo non è nuovo a reazioni eccessive, e non è la prima volta che si avvicina al confine con la squalifica, ma bisogna concedergli la lucidità con cui solitamente analizza le proprie perdite di controllo: “È stata una sensazione orribile perché non è quello che faccio di solito e non volevo colpirlo. Voglio dire, si vede che non c’era alcuna rabbia in quel momento. Non era un momento di particolare frustrazione, la pallina non l’ho colpita forte ma l’ho preso, e mi è dispiaciuto moltissimo per lui: ripeto, spero solo che stia bene”.
Giornata dura
Questo episodio si colloca al termine di un match complicato: “È stata una partita difficile per me, Novak ha giocato davvero bene. Ho avuto la sensazione che abbia giocato come quando abbiamo disputato le nostre partite migliori. Ho avuto alcune opportunità che ho sprecato. E sì, ha giocato in modo incredibile, quindi ha grandi possibilità per la finale”.
Dopo oltre due ore e mezza di partita (per neanche due set), svariati game ai vantaggi e una guerra di frontiera su ogni punto, la conclusione è ancora più un peccato: “Quando ho visto il risultato mi sono sentito malissimo perché, ripeto, non credo di essere mai stato vicino a una situazione del genere. Poi, la cosa più importante è che spero che lui stia bene, perché con questo tipo di situazioni non si sa mai”.