Esordio di quelli che danno fiducia per Matteo Berrettini all’ATP 500 di Tokyo 2026: la vittoria contro Alejandro Davidovich Fokina arriva in rimonta per 1-6 7-6(1) 6-4 e interrompe il momento di forma dello spagnolo, fresco campione dell’ATP 250 di Chengdu.
Obiettivi
Berrettini comincia bene la sua tournée asiatica, che dopo la capitale cinese proseguirà al Masters 1000 di Shanghai 2026, al via il 7 ottobre. Il romano si trova alla posizione numero 47 della classifica mondiale prima di questo torneo: frutto di una primavera importante (quarti di finale al Roland Garros) e un’estate nordamericana non brillantissima in cui ha vinto solo due match in tre tornei. C’è da aspettarsi un buon filotto di tornei, sempre alla ricerca di gioia e fiducia in campo: in palio c’è un posto nella selezione di Filippo Volandri per le Final Eight di Coppa Davis 2026, in programma dal 24 al 29 novembre, sicuramente uno degli obiettivi della stagione di Matteo.
Il match
La partita di Berrettini è stato un crescendo. Il problema sembrava che il miglioramento fosse stato tardivo: il primo set è stato troppo erratico e rapido: sono venute fuori le sicurezze nel gioco di Davidovich, ormai deresponsabilizzato dall’onere di vincere un titolo ATP. Il successo al 250 di Mallorca 2026, a giugno, sull’erba, è arrivato dopo cinque finali perse così come diversi match point, e dopo il bis a Chengdu, lo spagnolo sembra finalmente rilassato e dunque più solido, finché è durato.
Il livello dell’azzurro è poi salito grazie al servizio, capace di rubare fiducia all’avversario e prenderla per sé. Il tie-break del secondo set ha poi messo il timbro sul sorpasso nel gioco e nell’intensità da parte di Berrettini, che nel terzo parziale ha dovuto fronteggiare una versione sfiancata del dominatore d’inizio match.