Rafael Jodar continua a fluttuare: dopo l’incredibile livello espresso nel 2026, negli ultimi tornei si sono visti dei normali momenti di assestamento. L’ultimo di questi arriva al primo turno dell’ATP 500 di Tokyo 2026, dove il classe 2006 perde contro il paraguaiano Daniel Vallejo per 6-1 6-3.
Laver Cup a doppio taglio
Jodar è reduce dalla sua prima partecipazione alla Laver Cup, la cui edizione 2026 si è disputata alla O2 Arena di Londra e conclusa domenica 27 settembre. L’impegno dall’altra parte del mondo a pochi giorni di distanza sembra aver messo a dura prova alcuni dei membri del Team Europe e del Team World, ma non tutti.
Alexander Zverev e Carlos Alcaraz (non senza qualche difficoltà) sono stati più forti delle condizioni psicofisiche. Il tedesco, al 500 di Pechino, è sopravvissuto a un match-up solitamente propizio per lui ovvero Cameron Norrie (7-6(1) 6-4), mentre lo spagnolo, anche lui a Tokyo, è dovuto ricorrere al terzo set contro Alex Michelsen (7-6 (1) 4-6 6-1). Stesso discorso per Alex De Minaur e Francisco Cerundolo, entrambi vincitori in due set all’esordio in Cina rispettivamente contro Mariano Navone (7-6(4) 6-2) e Botic Van De Zandschulp (5-7 6-4 6-3).
Lo stesso destino di Jodar è toccato invece a Casper Ruud, gestito da Luciano Darderi 7-6(3), Taylor Fritz, rimontato da Jaume Munar (6-7 (9)6-4 6-3) e Brandon Nakashima, impotente contro Ugo Humbert 6-3 6-2, tutti a sconfitti e scarichi a Tokyo.
Saliscendi
Dopo gli exploit della stagione sulla terra battuta, cominciata fuori dalla top 100 e finita in top 30, Jodar ha fatto quello che poteva al suo primo Wimbledon per poi cominciare molto bene lo swing nordamericano. Le attese erano tante, essendo il cemento la superficie preferita, stando alla carta e alla pratica, dello spagnolo. Finale persa da un ottimo Fritz al 500 di Washington, semifinale persa da un Nakashima nella sua miglior settimana al Masters 1000 di Montreal. Poi i primi segnali di fatica, una sconfitta subita in rimonta da Flavio Cobolli agli ottavi del 1000 di Cincinnati, e poi il tonfo contro Yunchakoete Bu al primo turno degli US Open.
La bellissima prestazione offerta in Laver Cup contro Alexander Bublik è stato un nuovo picco positivo che conferma la necessità di prendere i match della competizione federeriana con le pinze: Jodar è in un momento di scarse energie mentali e/o fisiche, e potrebbe avere un finale di anno difficile. Che non si commetta l’errore di essere delusi dalle sue prestazioni stagionali se non si qualificasse per le ATP Finals 2026 di Torino o non dovesse passare il natale in top 10 .