Australian Open 2026, Gauff: “Mi sento sempre meglio, sono contenta di come ho gestito la partita”

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Coco-Gauff- Foto Marcin Cholewinski-ZUMA-Press-Wire-Shutterstock

Mi sono sentita piuttosto bene in campo. Penso sia stata una vittoria abbastanza lineare. Olga è una giocatrice insidiosa, ma sono contenta di come ho gestito la partita oggi”. In scioltezza, e con un rapido doppio 6-2, Coco Gauff ha superato Olga Danilovic al secondo turno dell’Australian Open 2026, staccando il pass per il terzo round. Ad attenderla ora il derby a stelle e strisce con la connazionale Hailey Baptiste, che ha concesso solo due game a Storm Hunter.

LE SENSAZIONI IN CAMPO E IN VISTA DEL TERZO TURNO

Nella conferenza stampa rilasciata a fine partita, la statunitense ha commentato il suo nuovo modo di approcciare la gara, cercando sempre l’aggressività che la contraddistingue, ma preferendo colpi più lavorati e meno piatti: “Credevo di dover essere ultra-aggressiva, colpendo la palla completamente piatta, ma ho capito che probabilmente non è lo stile giusto per me. Voglio comunque essere aggressiva, ma giocando con un po’ più di rotazione e colpendo più pesante, un po’ come fanno alcuni ragazzi, prendendo più spazio in campo invece di cercare colpi piatti. Con il tipo di colpi che ho, questo stile ha più senso per me. Finora, quest’anno, sono riuscita a metterlo in pratica”.

E in vista del terzo turno, in programma venerdì 21 gennaio (orario e campi ancora da confermare), la classe 2004 ha speso parole di stima e affetto nei confronti della sua prossima avversaria: Sono davvero entusiasta di giocare contro di lei. La conosco da tantissimo tempo ed è sempre bello vedere persone con cui sei cresciuta fare bene nel tour e affrontarle in partite importanti. L’ultima volta che l’ho affrontata è stato parecchio tempo fa e da allora siamo migliorate entrambe, quindi sarà un match diverso. Non sarà facile, ma alla fine sono orgogliosa di entrambe per essere arrivate a questo punto. Credo di averla conosciuta la prima volta quando avevamo dieci o undici anni, quindi è davvero bello”.

IL TENNIS, PIÙ DI UNO SPORT

Che lo sport abbia una forte influenza sul pubblico, in particolare sulle nuove generazioni, non è una novità. E quando si naviga ai vertici delle classifiche, la responsabilità nei confronti dei propri fan gioca un ruolo assai importante. La ventunenne di Delray Beach si è sempre esposta sui temi globali più delicati e non ha dubbi riguardo al suo ruolo di promotrice del tennis: “Per il modo in cui sono arrivata sulla scena e per il fatto che sono sempre stata attiva su temi sociali, penso che le persone siano più inclini a farmi questo tipo di domande. Non ho problemi a parlarne. Ho sempre detto che voglio fare più che semplicemente giocare a tennis e influenzare il mondo nel modo in cui posso. Non sono mai stata numero 1, quindi non so che tipo di pressione comporti. Ma credo di viverla in modo diverso perché parlo di certi temi da quando avevo 15 o 16 anni”.

Fin da piccola la numero 3 del mondo ha sempre saputo a cosa sarebbe andata incontro, senza nasconderlo, ma anzi portando avanti i valori con cui è cresciuta: “È qualcosa che sento dentro di me, per come sono cresciuta. Mia nonna è stata la prima donna nera a frequentare una certa scuola superiore in Florida, contribuendo all’integrazione, ed era molto attiva nella comunità. Anche dall’altro lato della famiglia ci sono persone che hanno integrato le scuole. Sento che il mio scopo è sempre stato quello di sostenere le persone intorno a me, soprattutto chi non ha voce. Non lo vivo come una pressione, ma come qualcosa che sento di dover fare”.

L’IMPEGNO NEL SOCIALE

E proprio facendo riferimento all’impegno attivo fuori dal campo, non è mancato il rimando all’ultima donazione fatta alle Historically Black Colleges and Universities (HBCU), impegnate nell’istruzione degli afroamericani negli Stati Uniti: Se non avessi giocato a tennis, mi sarebbe piaciuto frequentare una HBCU. Da piccola partecipavo alle partite dei classici HBCU e a eventi di quel tipo. Per me era importante sostenere questa causa, soprattutto nel tennis. Sento che il tennis nelle HBCU spesso non riceve i finanziamenti necessari. Quindi cerco sempre di sostenere e valorizzare le comunità emarginate e di aiutare dove posso. Spero che questi fondi vadano a studenti che ne hanno davvero bisogno, e so che sarà così. Sono felice di essere riuscita a farlo per il secondo anno consecutivo”.

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