Molto rumore per nulla. Così, a meno di sorprendenti risvolti, si conclude la vicenda che ha fatto passare un brutto paio di giornate a Jessica Pegula. La statunitense, durante una delle prime sessioni di allenamento a Indian Wells in preparazione alle WTA Finals 2026 (8-15 novembre) nella giornata di giovedì 5 novembre, si è messa a chiacchierare con il suo coach, l’ex doppista Mark Knowles delle Bahamas, senza sapere di essere ripresa da telecamere ma soprattutto microfoni.
I commenti
I commenti di Pegula contenevano riferimenti a Mirra Andreeva, numero 3 del mondo e campionessa del Roland Garros in carica. La classe 2007 è sul tour da diversi anni ma rimane pur sempre una teenager, cosa che, ancora per qualche tempo, vale come parziale alibi per gli sfoghi da ‘diva’ a cui ha fatto riferimento JPeg. La statunitense si è anche immedesimata nella coach Conchita Martinez, dicendo che lei non si lascerebbe trattare come ha visto fare a Mirra. Per quanto riguarda il rapporto tra le due, il media day delle WTA Finals le ha riportate insieme senza denotare problemi di sorta, suggerendo una probabile risoluzione matura del conflitto.
Le scuse
Pegula si è subito scusata, definendo l’incidente ‘sfortunato’. Ma le vere scuse dovevano arrivare dalla presidente WTA Valerie Camillo, che ha definito il live-streaming di quella conversazione privata come “spiacevole e inaccettabile”, affermando che tutto l’equipaggiamento di video e audio è stato rimosso dai campi, in quanto “evidentemente c’è stato un gravissimo errore nella nostra esecuzione tecnica e nel monitoraggio dei processi”. Camillo ha poi proseguito: “Voglio scusarmi specificamente con Jessica Pegula e Mark Knowles: Jess è una delle migliori portavoci per la WTA, oltre a essere una delle stelle più grandi. Non si merita questo tipo di distrazioni”.
Privacy
Il discorso, però, è molto più ampio di quello che è successo in questo singolo episodio, e riguarda il confine tra pubblico e privato. L’attenzione intorno alle star dello sport è ormai notoriamente ai massimi storici, così come le possibilità di accesso. Se per quanto riguarda gli sport di squadra, i club sono in grado di proteggere i propri asset attraverso uffici stampa e tutela legale, il discorso cambia negli sport individuali, dove singoli professionisti entrano in strutture sportive in quanto ‘ospiti’.
I tornei, infatti, sono sempre più soliti infilare telecamere in ogni angolo, sperando di cogliere un attimo fuggente con potenziale virale su internet: da qui scaturì una grossa polemica durante l’Australian Open 2026, quando Coco Gauff decise di sfogare la frustrazione dovuta alla sconfitta per 6-1 6-2 rimediata da Elina Svitolina ai quarti di finale spaccando una racchetta nel tunnel che porta al campo. In conferenza stampa, Gauff ha poi detto di essere ovviamente a conoscenza delle telecamere, e di aver addirittura avuto la lucidità di provare a trovare un punto non coperto da alcuna inquadratura, senza però riuscirci. La stessa Gauff ha poi affermato di non aver ricevuto scuse dalla direzione dell’Australian Open, ma ha comunque messo luce su un problema di invasione della privacy che non si può giustificare con la fame insaziabile di contenuti che il pubblico vuole soddisfare, e a cui le organizzazioni devono porre rimedio.