Joao Fonseca è reduce da una prima metà di stagione, e più, tra alti e bassi. Negli Slam non ha rispettato le (elevate) aspettative, fatta eccezione per i quarti al Roland Garros, e nei Masters 1000 si è spinto al massimo fino ai quarti di finale, a Monte Carlo. Un percorso di crescita ancora del tutto naturale per il tennista brasiliano classe 2006, al secondo anno da professionista. Un’importante esperienza vissuta dal giovane classe 2006 è stata quella di affrontare i primi tre giocatori del mondo: Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Alexander Zverev, rispettivamente nei Masters 1000 di Indian Wells, Miami e il già citato Monte Carlo. In un’intervista a ESPN Brasil, Fonseca ha spiegato l’importanza di confrontarsi con chi è al vertice della classifica, per comprendere dove migliorare: “É stato ottimo poter affrontare questi tre giocatori e, anche se ho perso contro tutti loro, ne traggo solo aspetti positivi. Ho potuto vedere in quali aree erano molto migliori di me, in quali aspetti eravamo vicini, e cosa potevo fare meglio di loro. Alla fine, tutto questo mi ha permesso di imparare molto, di continuare a progredire. Mi sono evoluto e sono più maturo“.
Il match contro Djokovic a Parigi
Un altro elemento di rilievo della stagione di Fonseca è stato il match vinto contro Novak Djokovic al quinto set nel terzo turno del Roland Garros, al termine di un successo indimenticabile, arrivato a partire da due set di svantaggio: “Quando ho vinto non riuscivo a crederci. Mi stavo semplicemente godendo il momento, poi quando ho visto la mia squadra, li ho semplicemente abbracciati chiedendomi: “Cosa è appena successo?”. Il solo fatto di essere in campo con lui, di condividere quel momento, era già surreale, ma il modo in cui tutto si è svolto ha reso questa esperienza ancora più speciale“.