“Non sono contento del mio livello, ma sono contento di come ho lottato fino alla fine. Il primo turno è sempre difficile, c’è molta più pressione e giocare contro un ragazzo che arrivava già dalle qualificazioni sapevo non sarebbe stato facile”. Così Joao Fonseca, in conferenza stampa, dopo il successo contro Luka Pavlovic al primo turno del Roland Garros 2026. “Sono contento di come sono rimasto mentalmente dentro la partita e sono felice di essere passato. Ora siamo al secondo turno, quindi non c’è nulla di cui essere tristi. Credo che partite del genere significhino più che vincere 6-2 6-2 6-2”, prosegue il brasiliano, che al secondo turno se la vedrà con il croato Dino Prizmic.
Infortuni inevitabili
Fonseca si è presentato a Parigi dopo aver saltato per un problema al polso l’ATP 500 di Amburgo. Un piccolo intoppo, che il sudamericano ha superato quasi al 100%: “Gli infortuni prima o poi arrivano. Non conosco nessun giocatore che non senta qualche problema, anche quando gioca. Ogni atleta convive con qualche dolore, cerco solo di gestire il mio corpo, che è la priorità per poter giocare al meglio. Ora non sento dolore e saltare Amburgo mi ha aiutato a recuperare”.
Pavlovic sorpresa
Una prova coraggio quella di Pavlovic – in tabellone dopo aver superato le qualificazioni – che non ha sfigurato all’esordio Slam: “È un giocatore dall’ottimo servizio che non dà ritmo alla partita. Fa molte palle corte e gioca serve and volley. Non era facile entrare in partita, poi all’inizio ero un po’ nervoso e non stavo giocando il mio miglior tennis. Sono stato bravo a rimanere positivo e a vincere il tie-break del primo set”.
Scambi lunghi e pazienza
Il tennis su terra battuta non è fatto solo di servizio, dritto e scambi brevi. Per costruirsi il punto servono pazienza e tante variazioni: “Mi piace giocare sulla terra. Penso che il gioco sia basato più sulla pazienza perché spesso i colpi ritornano indietro. D’altra parte è più facile arrivare sulla palla e si può difendere meglio. Non mi sono sentito al meglio oggi, ma penso che la terra aiuti il mio gioco. Non è come su cemento o erba dove basta fare un buon colpo per vincere lo scambio“, spiega Fonseca.